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Pubblicità video, in forte crescita i formati mid-roll

La pubblicità in mid-roll si fa strada prepotentemente, ma i pre-roll restano il formato video digitale dominante.

Uno studio condotto da Ooyala rivela che gli annunci mid-roll sono cresciuti raggiungendo una quota del 24% degli annunci video totali ad aprile 2016, dal 19% registrato nel febbraio 2015.

Lo studio ha conteggiato il numero totale di annunci, scomposto per ogni collocamento, su circa 50 editori ed emittenti premium globali, in un periodo intercorso tra febbraio 2015 e aprile 2016.

Le inserzioni video digitali pre-roll sono ancora dominanti, tuttavia la loro quota è calata al 60%, dal 75% del febbraio 2015. D’altra parte, gli annunci post-roll continuano a detenere la quota più piccola, nonostante siano cresciuti dal 3,5% al 7% di tutti gli annunci video digitali.

Dalla ricerca emerge inoltre che le impressioni mid-roll complessive hanno mostrato i risultati migliori anno su anno nel 2016, aumentando del 110%; pre-roll e post-roll, invece, hanno segnato rispettivamente +14% e +74%

Prendendo in considerazione i tassi di completamento della pubblicità, gli annunci mid-roll stono stati guardati nella loro interezza il 90% delle volte, i pre-roll hanno totalizzato un tasso del 78% e i post-roll una quota del 65%.

L’analisi suggerirebbe che i mid-roll siano più efficaci per trattenere gli utenti di video digitale, “I mid-roll hanno apparenza visiva e modalità d’interazione simili alla tv”, ha dichiarato a MediaPost la società di ricerca.

La stessa ricerca di Ooyala cita uno studio del 2013, realizzato da Akamai e dall’Università del Massachusetts, che mostra che l’abbandono dei pre-roll è cinque volta più probabile di quello dei mid-roll.

Teads spinge sul native data-driven e annuncia: DMP nel 2017

Video, mobile e programmatic sono i trend che dettano l’innovazione in casa Teads, il cui obiettivo è quello di realizzare annunci video “nativi” in grado di combinare gli elementi di personalizzazione e scalabilità. Dopo essersi affermata come “inventore” del video Oustream, che oggi assorbe quasi il 30% della pubblicità audiovisiva online, Teads sta dunque portando avanti lo sviluppo della propria suite pubblicitaria in modo da valorizzare le più recenti evoluzioni dei device e delle tecnologie.

Dopo il rilascio del formato inRead nelle varianti Vertical, Top e 360, Teads ha annunciato venerdì il lancio di video interattivi dove l’utente potrà direttamente interagire con lo storytelling del brand e l’arrivo, tra il primo e il secondo quarter del 2017, di una DMP in grado di “matchare” i dati dell’azienda con quelli dei clienti per la distribuzione data-driven delle campagne.

Lo ha svelato il managing director di Teads Italy Dario Caiazzo nell’ambito di Bid The Blue, un incontro con un nucleo di rappresentanti di aziende, centri media e stampa specializzata organizzato dalla società a Mykonos, in Grecia, per promuovere il confronto su strategie e creatività nell’ambito del programmatic video anche grazie al contributo di Lucio Mormile, che lo scorso aprile ha assunto il ruolo di head of programmatic di Teads e punto di riferimento per tutti i Trading Desk dei centri media che hanno partecipato all’evento.

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Lucio Mormile

Un evento in cui c’è stato spazio per parlare, tra l’altro, anche della recente acquisizione di Brainient e della conseguente nascita del Teads Studio, che posiziona la società internazionale all’avanguardia anche nello sviluppo creativo del video adv digitale. Proprio l’operazione Teads Studio, ha spiegato Caiazzo, anticipa un carrello di altri nuovi prodotti che verranno annunciati a breve, legati alle tecnologie avanzate acquisite da Teads per scalare rapidamente il mercato.

Tra il primo e il secondo trimestre del 2017 è invece previsto il lancio di una DMP integrata alla SSP proprietaria, in grado di creare un match tra i propri dati e quelli dei clienti per l’erogazione sempre più data-driven della campagne («rigth ad, right moment, right place»). Una mossa importante per rendere più efficiente l’esecuzione delle strategie adv, ma che rappresenta anche un punto attivo nel contrasto all’ad blocking, fronte su cui Teads è molto impegnata.

Teads, quindi, conferma il proprio impegno nello sviluppo di soluzioni pubblicitarie impattanti ma rispettose dell’utente. Un tema di cui si parlerà sicuramente anche all’Oustream Video Summit, il prossimo evento targato Teads su cui il team di marketing guidato da Antonella La Carpia è già al lavoro, in agenda per il 13 di dicembre a Milano.

Il Programmatic advertising in Italia verso un +90% nel 2015. Rappresenterà circa il 20% della Display

Per il mercato della pubblicità su internet si stima un 2015 di crescita, con un trend pari a circa un +10%. E’ questa una delle evidenze messe in luce dall’Osservatorio New Media & New Internet del Politecnico di Milano in occasione del convegno “Internet Advertising: verso il 30% del mercato”.

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Andrea Rangone

Un titolo un programma: «Gli Internet Media potrebbero raggiungere nel 2015 una quota di mercato pari al 15% del totale mezzi, in uno scenario complessivo che in 7 anni ha bruciato quasi un quinto del suo valore», ha spiegato Andrea Rangone, Coordinatore degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. «È soprattutto nel mercato pubblicitario che gli Internet Media risultano sempre più decisivi. Di fatto, internet è da due anni il secondo mezzo per investimenti pubblicitari in Italia, dopo il sorpasso sulla Stampa avvenuto nel 2013; con un +11% nel 2014 (per un valore pari a 1,94 miliardi di euro, ndr), ha raggiunto una quota di mercato pari al 27% e nel 2015 stimiamo possa arrivare a valere il 30% del totale mercato pubblicitario sui Media italiani».

Tra i principali fattori che guidano il trend di crescita, come detto atteso su circa +10%, indicato anche il Programmatic advertising. In particolare, si legge nella nota diffusa alla stampa, la compravendita attraverso piattaforme automatizzate di Programmatic, si prevede crescerà quest’anno del 90% circa, passando dal 10% a quasi il 20% del Display Advertising.

Oltre al Programmatic, si confermano trainanti la pubblicità sui Social Network, che ci si aspetta registri un trend superiore al +40% (dopo il +70% del 2014), arrivando a valere circa il 20% del Display Advertising, grazie all’audience raggiunta e all’elevata capacità di profilazione; i ricavi legati al Video Advertising, che potrebbero crescere di un ulteriore 15% nel 2015; la raccolta pubblicitaria su Smartphone, che ci attendiamo aumenti di circa il 40%, avvicinandosi al 20% del mercato Internet Advertising; in ultimo, ma non ultimi, sono indicati come trainanti per la crescita del mercato adv online i ricavi pubblicitari legati alle App su Tablet, che potrebbero registrare un tasso di crescita tra il +40% e il +50%.

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Pierre Chappaz (Teads): «Massima viewability? Bisogna rispettare l'utente»

Davanti a un utente profondamente diverso da quello di una volta, anche i formati pubblicitari devono adattarsi.

E’ l’opinione di Pierre Chappaz, co-founder ed executive chairman di Teads, che, in occasione del Festival Of Media Global di Roma, ha sottolineato all’interno del suo speech “Viewability: the mission for new standards”, l’esigenza, per chi opera nel campo della video adv, di ripensare il modo in cui proporre i contenuti pubblicitari agli utenti digitali.

«L’utente della rete oggi non ha lo stesso consumption mood di chi guarda la tv – ci ha spiegato a margine del suo intervento -. Il telespettatore è più passivo, a volte presta poca attenzione a quello che guarda perché nel frattempo fa altro, ma normalmente non si stufa di quello che sta guardando, e non si stufa nemmeno della presenza degli spot. In internet, invece, chi naviga lo fa per un motivo ben preciso, per esempio per leggere le news o per fare una ricerca, e può più facilmente irritarsi se un annuncio adv lo distrae da quello che sta facendo. E da lì a chiudere la pagina web il passo è breve».

«Per questo motivo, il modello “televisivo” di erogazione della video adv online, quello dei pre-roll per intenderci, non va bene – ha proseguito -. E lo dimostrano anche i numeri: l’anno scorso il MRC, in collaborazione con lo IAB, ha definito una impression video come la visualizzazione di 2 secondi del 50% dei pixel di un player. Bene, in base a questo standard, il 70% delle campagne di video advertising non è visualizzato. Il che comporta una grossa perdita di guadagni per il mercato».

Dunque, la soluzione sta nello sviluppare formati adv video che rispettino l’utente.

«La questione è “non forzare l’utente”, rispettando la sua fruizione dei contenuti. Le soluzioni adv di Teads sono tutte opt-in, e per questo sono capaci di garantire la massima viewability, tant’è che il nostro modello di business è a Cost per Complete View. Così, rispettiamo l’utente, che non è forzato a guardare il video, e gli inserzionisti e gli editori sono contenti: i primi perché pagano per l’effettiva visualizzazione del filmato, i secondi perché non propongono pubblicità invasiva all’interno dei loro contenuti e rispettano così quella sorta di implicito “accordo” con i propri lettori».

Questo è un modello che Teads ha reso valido per tutte le proprie soluzioni pubblicitarie, a partire dall’InRead, da cui attualmente provengono due terzi delle revenue della società, e che ne è diventano in breve tempo il prodotto di punta, utilizzato dai principali editori premium in più di 60 Paesi nel mondo, e da svariati global brand come Cartier, Microsoft, Volkswagen, Emirates e Gucci.

Un formato su cui Teads continuerà a puntare anche nel prossimo futuro: «Per noi è una soluzione adv molto importante e continueremo ad implementarla. Ma nel futuro di Teads – ci ha anticipato Chappaz – ci sarà anche un potenziamento sul fronte mobile: aiuteremo i nostri premium publisher a monetizzare meglio gli spazi su smartphone e tablet, visto che il 70% dell’audience dei premium publisher proviene dai nuovi device. E, naturalmente, anche un maggiore sviluppo della nostra SSP. Il tutto nel contesto di una espansione internazionale, che ultimamente ci ha visto aprire uffici in Corea, Giappone, Brasile, Colombia e Russia».

Agli advertiser piace il multiscreen: nel Q3, il 57% delle campagne di Videology sono state veicolate su più dispositivi

Sempre più spesso gli advertiser conducono campagne video che interessano più dispositivi, compresi computer, mobile e connected TV.

A dirlo è Videology, piattaforma di video advertising tra i leader sul mercato, sulla base dei dati della survey Third Quarter Europe Video Market At-A-Glance.

I risultati della ricerca hanno evidenziato come il 57% di tutte le campagne video online condotte in Europa sulla piattaforma Videology sia stata multiscreen (ad esempio, PC e mobile), con un aumento dell’8% rispetto al trimestre scorso. Più specificatamente, le campagne effettuate congiuntamente su PC, mobile e connected TV sono aumentate dal 34% del Q2 al 43% del Q3. Una conferma, quella dell’incremento del cross-screen advertising, che segue a breve distanza l’annuncio da parte di Videology della creazione di una practice TV, con l’obiettivo di espandere le soluzioni pubblicitarie cross-screen a tutto vantaggio dei suoi clienti, che comprendono agenzie, advertiser e media company.

«In uno scenario media particolarmente frammentato, chi opera sul mercato riconosce il valore nell’utilizzo dei dati per raggiungere i potenziali clienti attraverso i differenti schermi con cui essi interagiscono ogni giorno – spiega Scott Ferber, chairman e ceo di Videology -. La crescita delle campagne cross-screen conferma questo trend, ed è una prova ulteriore che gli advertiser registrano performance migliori quando raggiungono gli utenti facendo uso di dispositivi diversi».

Ecco alcuni dei risultati che il Third Quarter Europe Video Market At-A-Glance mette in evidenza:

  • Il 98% delle campagne video è stato acquistato in modalità garantita, simil-TV (opposto al RTB).
  • C’è stata una crescita del 63% nella condivisione di ad behaviourally targeted, rispetto allo scorso trimestre.
  • Il 34% di tutte le impressioni servite sulla piattaforma in Q3 ha riguardato beni di largo consumo – più rispetto ad ogni altra categoria – con un incremento dello share del 38% rispetto al trimestre precedente.
  • Il 62% delle impressioni sulla piattaforma sono state collocate su siti di intrattenimento – in aumento dell’11% rispetto allo scorso anno.
  • Il 54% di tutti gli ad in Q3 ha riguardato spot di 30 secondi, con un incremento del 20% rispetto al trimestre precedente.

StickyAds.tv e Adform partner nel Programmatic Video Adv

StickyAds.tv, piattaforma di video programmatic supply-side (SSP), ha annunciato una partnership strategica con Adform, piattaforma demand-side (DSP) per centri media, trading desk, inserzionisti e publisher, al servizio di tutti gli aspetti dell’advertising multi-screen.

Grazie all’accordo, Adform può offrire ai propri clienti, tra cui inserzionisti e trading desk, l’opportunità di attingere all’inventory premium di StickyAds.tv, che totalizza 3 miliardi di impression al mese attraverso più di 40 marketplace, inclusi 12 broadcaster tv di primo piano in Uk, Germania, Francia, Italia e Spagna, dove la società è presente con i propri uffici. I clienti di Adform possono così ampliare il proprio raggio d’azione nel video advertising e nel targeting, e aprirsi a mercati europei dove finora non erano presenti, grazie al programmatic, che sta rapidamente diventando la scelta preferita da editori e inserzionisti.

La piattaforma video di StickyAds.tv è distribuita in 132 Paesi in tutto il mondo, e consente agli editori premium di creare un’offerta di video programmatic in ottica multi-screen e in un ambiente controllato e trasparente quale il private marketplace.

«Siamo lieti di consentire ad Adform di offrire ai propri inserzionisti in ambito digitale un accesso diretto e automatizzato alla nostra inventory premium per fornire video advertising di alta qualità» ha commentato Hervé Brunet, ceo e co-founder di StickyAds.tv.

«La crescente popolarità dei video ha portato a una richiesta di soluzioni di advertising smart e automatizzate – è stato il commento di Martin Stockefleth Larsen, chief marketing officer di Adform -. L’integrazione della nostra inventory europea in un’unica offerta centralizzata con StickyAds.tv dà ai nostri clienti l’opportunità di beneficiare dei rich media e delle soluzioni creative che la sua piattaforma premium di video advertising ha da offrire».

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