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ROI o esperienza degli utenti? Le priorità dei professionisti del marketing in uno studio Adobe

Quando si parla di migliorare il proprio business, i professionisti del marketing non sono concordi nello stabilire quelle che sono per loro le principali priorità a livello strategico. Lo rivela uno studio di Adobe.

Secondo i dati della ricerca “2019 Digital Trends: Advertising in Focus” della società, che ha coinvolto circa 800 professionisti del marketing, per il 46% la principale priorità per il proprio business è dimostrare il ROI, mentre per il 42% è una migliore segmentazione e coinvolgimento del pubblico, e per il 40% è aumentare l’efficienza dei canali di comunicazione.

Sembrerebbe che in molti, dunque, tenderebbero a propendere per tematiche legate all’ottenimento di risultati di business immediati e tengibili, tuttavia non è (solo) così. Circa un quarto dei rispondenti (23%) ha stabilito come prioritario realizzare attività di marketing data-driven capaci di parlare a singoli individui, e un altro 64% la necessità di gestire al meglio contenuti e user experience per costruire fedeltà e fiducia nei consumatori. Dunque, strategie più legate all’esperienza dei consumatori ed al rapporto con essi.

Al di là di queste differenze di pareri, tuttavia, dalla ricerca emerge come alla base del successo di una strategia di marketing ci sia sempre non solo la capacità di unire dati e insight sui consumatori con le giuste strategie di segmentazione pubblicitaria, ma anche di associare tutto questo a creatività efficaci e personalizzate.

«La corsa alla personalizzazione delle esperienze dei consumatori ha visto i brand fare affidamento più fortemente sugli analytics e sulle strategie di programmatic – ha spiegato Philip Duffield, managing director EMEA di Adobe Advertising Cloud -. E sebbene entrambi siano estremamente importanti, il mercato si trova a doverli necessariamente bilanciare con gli aspetti più legati alla creatività. Chi riesce a radicare le proprie campagne in una profonda e intelligente conoscenza del pubblico, e unire poi questi aspetti con contenuti coinvolgenti in tempo reale attraverso i giusti canali, otterrà rilevanza e personalizzazione in maniera scalabile».

“L’affollamento pubblicitario danneggia la user experience”, parola di IAB

L’Interactive Advertising Bureau (IAB) ha da poco pubblicato la ricerca “Improving Digital Advertising Experiences with Liquid Creativity”, un white paper realizzato in collaborazione con Kargo, azienda specializzata in pubblicità mobile, e Refinery29, editore americano in ambito lifestyle.

Lo studio ha rivelato che quasi i tre quarti (73%) dei marketer e dei dirigenti di agenzie media credono che l’esperienza dell’utente abbia bisogno di essere migliorata nell’industria del marketing digitale. I 283 rispondenti al sondaggio hanno citato l’affollamento pubblicitario come il più grande ostacolo ad un’esperienza di qualità (54%), mentre l’auto-riproduzione video e audio sono finiti in fondo alla loro lista di preoccupazioni (18% e 16%, rispettivamente). Questo studio quantitativo è stato corredato da interviste con diciassette luminari del settore provenienti da tutto il mondo.

“Questo documento offre degli insegnamenti applicabili per migliorare l’esperienza utente e per innescare ulteriormente del pensiero creativo ma anche un impegno serio per servire il “pubblico liquido” del presente e del futuro”, ha detto Anna Bager, Senior Vice President and General Manager Mobile e Digital Video di IAB, “Servirà come risorsa chiave, mentre raduniamo insieme l’industria da tutti i versanti, per fornire un valore più elevato e permettere ai marchi di raccontare storie più coinvolgenti e appassionanti”.

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