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Tv e programmatic per la nuova campagna di Gioco Digitale

Gioco Digitale lancia, su tv e digital, la nuova campagna Casinò. La pianificazione è di UM, network di comunicazione globale del gruppo IPG Mediabrands, che porta in tutte le case degli italiani la piattaforma di gioco online.

Il planning in tv include tutti i canali generalisti e un’attenta selezione di reti digitali e satellitari, per un totale di più di 50 milioni di contatti a target.

Carlo Messori, General Manager del centro media, ha commentato: «Siamo molto soddisfatti di essere nuovamente al fianco di Gioco Digitale, una realtà consolidata che ha da poco festeggiato i suoi 10 anni di attività. Siamo certi che la strategia di pianificazione televisiva sviluppata per l’occasione sarà in grado di assicurare e massimizzare la visibilità rispetto al focus target di riferimento».

Alessandro De Stasio, Marketing Manager Gioco Digitale, ha dichiarato: «Sono contento di lavorare alla rinascita di un brand storico nel panorama del gaming online italiano. Il tutto è possibile grazie alla scelta di partner strategici, che ci stanno supportando nella realizzazione della nostra visione di un gioco online responsabile. Insieme stiamo riuscendo a far percepire Gioco Digitale come un portale di puro intrattenimento grazie a un contenuto “caldo” e inedito nella comunicazione di settore in Italia, veicolato con una pianificazione che tiene in considerazione il contenuto televisivo più che il bacino d’utenza. In parallelo le nostre attività digital supportano e rinforzano il messaggio veicolato su tutte le principali piattaforme video e banner ottimizzate grazie al programmatic buying».

La creatività è firmata dall’agenzia Xister che, con tre spot dai toni comedy, ha portato in vita il posizionamento del brand scegliendo di raccontare l’attitudine al divertimento attraverso personaggi e situazioni inusuali.

«L’idea è quella di veicolare l’offerta di Gioco Digitale attraverso un contenuto che sia già di per sé un momento d’intrattenimento, con cui creare empatia ed esprimere la promessa che il brand fa ai suoi consumatori in maniera tangibile e immediata. Gioco Digitale è riuscito a far divertire anche noi, dandoci la possibilità di realizzare una campagna ironica e sofisticata allo stesso tempo, con un risultato di cui siamo molto fieri», ha commentato Sarah Grimaldi, Direttore Creativo dell’agenzia.

 

KFC cresce in Italia e punta sulla comunicazione data-driven

C’è anche il Programmatic all’interno della strategia media di KFC.

A dircelo è stata Nicoletta Pirro Ruggiero, Head of Marketing and Communication KFC Italia, intervistata in occasione dell’apertura del primo ristorante di KFC (Kentucky Fried Chicken) a Milano, il 28 luglio, all’interno del Bicocca Village. Si tratta del settimo ristorante dell’azienda in Italia, dopo quelli di Roma, Torino, Chieti, Genova, Brescia e Arese.

«La nostra strategia è focalizzata su quello che rende distintivo il brand – ha spiegato a manager -: innanzitutto, il pollo preparato nei nostri ristoranti al momento e seguendo la ricetta originale del colonnello. In secondo luogo, i bucket, i cestelli, una nostra icona, che consentono di gustare anche a casa il prodotto come nel ristorante. Infine, il free refill delle bevande non confezionate, per cui il bicchiere si può riempire tutte le volte che si desidera e provare i diversi gusti disponibili».

E’ la rete il media privilegiato per la comunicazione dell’azienda: «Siamo focalizzati sul digital, mezzo a cui è interamente dedicato il nostro budget. In particolare, siamo presenti su Facebook e Instagram e puntiamo su contenuti fortemente coinvolgenti e ingaggianti. Basti pensare che il post dedicato al nuovo ristorante di Milano ha avuto una reach di 300.000 persone. Pianifichiamo sul digital – abbiamo realizzato campagne display -, su Facebook e mobile. Infatti, il 75% degli utenti dei sito e dei nostri canali social arriva da dispositivi mobili. Utilizziamo anche la pianificazione in programmatic. Per il momento non abbiamo in cantiere progetti relativi ad altri media».

Le agenzie che seguono KFC Italia sono Bitmama per i contenuti e la creatività e Universal Media per la pianificazione.

Leggi l’articolo completo su Engage.

Hitachi sceglie UM per il media e punta sul programmatic

In seguito alla vittoria di una gara internazionale, UM, network di comunicazione globale del gruppo IPG Mediabrands, annuncia l’acquisizione del budget media di Hitachi Ltd.

La nuova collaborazione ha dato vita a una campagna istituzionale, la cui pianificazione è stata studiata da UM allo scopo di promuove l’impegno di Hitachi, Ltd nella “Social Innovation“.

La strategia media prevede il coinvolgimento di stampa, affissione e digital, parlando a un target business di decision maker.

In sinergia con la stampa, il web prevede una pianificazione sui principali siti di news e sulle sezioni dedicate a economia e finanza, in aggiunta a una campagna in programmatic pianificata da Cadreon, l’Ad Tech Unit di IPG Mediabrands specializzata in attività di programmatic buying.

(Leggi l’articolo completo su Engage.it)

Festival of Media Global 2015: il Programmatic Advertising sotto i riflettori

Il Programmatic è una rivoluzione, pronta a portare i suoi benefici al cuore di tutte le campagne di marketing, ben oltre la sua portata iniziale.

E’ questa l’opinione emersa nel corso del Festival of Media Global 2015, in occasione di una tavola rotonda che ha visto insieme, sul palco della kermesse, Daryl Lee, global ceo di UM, Arun Kumar, global president di Cadreon, Seth Rogin, cro di Mashable, e Luke Kigel, director, media & connections – Americas di Johnson & Johnson.

Se Lee ha riassunto il concetto di Programmatic in una singola parola, «precision», la precisione puntuale con cui si pianifica una determinata campagna presso un determinato utente in un momento altrettanto specifico, Kumar ha invece voluto evidenziare come «il Programmatic non è solo una nuova modalità di vendita e acquisto degli spazi pubblicitari, ma è anche e soprattutto un modo di utilizzare i dati per dare un senso a uno specifico target».

E proprio su questo concetto si è espresso anche il lato “azienda” della tavola rotonda: «potere utilizzare i dati è fondamentale per poter comprendere profondamente e in tempo reale il pubblico – ha dichiarato Kigel -, con l’obiettivo di deliverare contenuti specifici, e più in generale per sviluppare content strategy ad hoc».

Ma l’utilizzo del Programmatic non è tutto “rose e fiori”. Nel corso del dibattito, infatti, è stato posto l’accento anche su importanti sfide che l’ad-tech pone in ambito media, soprattutto quando esce dai confini del digital per approdare ad altri mezzi, ad esempio la tv. Per esempio l’esigenza di «trovare qualcuno capace di costruire delle “data architecture”, mettendo insieme in maniera efficiente i dati raccolti da varie parti», come sottolinea Kigel, oppure il rischio che «l’uso della tecnologia e l’eccessiva focalizzazione sui dati intacchino l’autorevolezza di un brand», esposto da Rogin.

Al Festival è stato affrontato anche un altro aspetto del Programmatic, ossia il suo rapporto con la “pubblicità tradizionale”, in particolar modo con il pensiero creativo.

Alessandra Giaquinta di UM: «Il nostro obiettivo per il 2015 è acquistare il 25% delle pianificazioni digitali in Programmatic»

Chiuso il 2014 con il consolidamento di importanti clienti e l’acquisizione di svariati altri new business, UM si appresta ad affrontare il 2015 all’insegna di una sempre maggiore integrazione tra on e offline e tra le varie discipline digital, all’insegna di un approccio quanto più olistico al media, in cui il Programmatic avrà un ruolo importante.

E’ questa la visione prospettata da Alessandra Giaquinta, managing director di UM, intervistata in occasione della presentazione dello studio Wave 8 il 12 febbraio. Giaquinta ci ha parlato di un anno, quello appena concluso, «straordinariamente buono, chiuso con una crescita a doppia cifra del fatturato», che ha visto sul fronte clienti importanti conferme e «ben 12 nuovi incarichi in 13 mesi, tra cui mi piace ricordare Bracco, Metro, Zurich e Zurich Connect, quest’ultima a livello locale. Un anno insomma molto proficuo, che conferma il trend positivo del 2013.

Dati positivi che risentono positivamente della crescita del digital, un mezzo che secondo i recenti dati Nielsen attualmente vale il 24% del mercato pubblicitario nel 2014, in aumento del 7,6%: «Al momento, nelle attività di UM il Digital pesa il 30-32%, e la sua crescita è sicuramente trainata anche dal Programmatic, una modalità di acquisto che sta vivendo un incremento davvero vorticoso. UM è presente in maniera strutturata sul fronte del Programmatic Buying dall’inizio del 2014, quando è stata formata Cadreon, la nostra piattaforma proprietaria, a capo della quale in Italia è stata nominata Ilaria Martoni. Per la fine di quest’anno contiamo di raggiungere una quota di acquisto spazi effettuato in Programmatic in linea con i dati di mercato, che segnano un 25% sul totale pianificazioni digitali. Un livello ben lontano da quello fissato dagli Stati Uniti a livello worldwide, che è il 50%, ma in quel caso il parametro è settato su un Paese in cui il Programmatic ormai coinvolge anche la tv».

Quanto a quest’anno, «ci stiamo muovendo sempre più verso l’integrazione tra on e offline e tra le varie discipline del digital – ha spiegato Giaquinta -, anche attraverso un sensibile sforzo in termini di formazione, sia tecnica che manageriale e gestionale».

Intanto, sul fronte new business, l’agenzia media è attiva su quattro gare, tutte a livello locale: «Su due abbiamo ricevuto i brief nei giorni scorsi, per una siamo ancora a livello di invio di credenziali, mentre su un’altra siamo in finale. Ma per scaramanzia non diciamo niente di più».

gian-paolo-tagliavia-ipg-mediabrandsLa presentazione di Wave 8 è stata anche l’occasione per fare il punto con Gian Paolo Tagliavia, ceo di IPG Mediabrands Italia, sulla società che raggruppa UM, Initiative e Reprise Media.

«Il 2014 è stato il primo anno di attività di IPG Mediabrands – ha spiegato Tagliavia a Programmatic Italia -. Un primo anno molto soddisfacente, sia da un punto di vista quantitativo, con una crescita a doppia cifra sia di fatturato che di margini, sia qualitativo, con un’attenzione particolare alle attività digitali, che incidono per un terzo sul nostro operato complessivo, ed allo sviluppo dei prodotti, con un nuovo focus su contenuti e dati. Come dire che, a fianco del media tradizionale, che rimane il nostro baricentro, si pongono tutta un’altra serie di servizi, integrati in una visione comune, che ci consente di parlare di “Attribuzione”, ossia di definire quelli che sono i touchpoint che influenzano le scelte del consumatore. Per quanto riguarda il futuro, continueremo a focalizzarci su produzione di contenuti e modelli di attribuzione, per arrivare ad avere un approccio “Art&Science”».

E in questo si inserisce anche il recentissimo lancio di Performly, il nuovo tool di misurazione dedicato all’Earned Media.