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Cresce il Programmatic sulla TV lineare: i nuovi dati di Videology

Aumentano le inventory su tv lineare. E’ quanto rivela Videology nel suo report U.S. Video At-A-Glance relativo al Q3 2016.

La società specializzata nel Programmatic Video ha registrato un aumento dei trading data-driven, dovuto al fatto che diverse fonti di offerta TV hanno reso disponibile un numero maggiore di impression sia sul mercato aperto che sui private marketplace. Si parla di un aumento del 500% tra il primo e il terzo trimestre di quest’anno.

Inoltre, la spesa su campagne televisive in Programmatic (intendendo con questo termine pianificazioni targettizzate oltre l’età e il genere, tenendo in considerazione programmi televisivi, network o momenti della giornata in linea con determinati target) è aumentata del 92% rispetto al Q1.

Cifre che testimoniano quanto la industry pubblicitaria si stia definitamente aprendo al targeting data-driven e all’automazione dei processi anche sulla TV lineare.

Lo studio ha evidenziato anche come oltre un quarto delle campagne focalizzate sul digital utilizza segmentazioni televisive per targettizzare il proprio pubblico: una tendenza che suggerisce un sempre maggiore focus su campagne video multiscreen tra tv e video digitale. In questo senso, le strategie attuate dalle aziende sono due: o erogare una campagna digital video su un pubblico sottoesposto o non esposto allo spot televisivo, per aumentare la reach, oppure erogarla a chi è già esposto allo spot, magari con un messaggio lower-funnel con una call to action più forte.

La ricerca è stata condotta da Videology analizzando più di 2,5 miliardi di impression erogate attraverso la piattaforma della società nel terzo trimestre.

Social media, il futuro del targeting televisivo?

I social media? Potrebbero essere il futuro del targeting televisivo.

Ad aprire la strada a questo utilizzo delle piattaforme sociali in ottica data-driven per la tv lineare è Turner Broadcasting. L’editore televisivo, in seguito a un accordo con la società di data analytics cross-screen 4C, ha costruito per la prima volta un segmento di audience potenzialmente interessata a un film di futura programmazione sulla base del comportamento degli utenti su Twitter. In occasione degli show preferiti di questo segmento di telespettatori è stata poi erogata una campagna dedicata al film.

Il social engagement all’interno di questo gruppo di utenti è stato 2,89 volte più alto che tra i telespettatori di altri programmi.

Nel commentare l’iniziativa, Dan Aversano, SVP of ad innovation and programmatic solutions di Turner, ha sottolineato come per gli advertiser ci siano molti vantaggi nel riuscire ad essere più precisi nelle proprie pianificazioni. E in effetti, come sottolinea il sito adexchanger, i social media possono essere uno strumento molto utile per i broadcaster in tal senso, visto che normalmente gli editori televisivi mancano di dati storici sui propri prodotti. Dati che possono essere recuperati dalle conversazioni sui trailer e sulle celebrità di cui i social network sono pieni: «I social sono il più vasto e pratico focus group», ha commentato Aversano.

4C ha scansionato i profili social alla ricerca degli utenti potenzialmente interessati al film in uscita. In particolare, ha cercato comportamenti che indicassero un’affinità al genere cinematografico, agli attori, o a film simili, unendo poi questi profili ricavati di utenti ai dati di visualizzazione individuali di Nielsen e dunque alla loro storia di visualizzazione.

Al segmento creato è stata poi applicata la soluzione di targettizzazione di Turner Targeting Now, per una pianificazione della campagna capace di arrivare alla maggiore reach possibile sul target.