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Competenze, dati, tecnologia: spazio al Programmatic a WMF 2018

Parlando di programmatic, la tecnologia serve a poco se non si hanno competenze adeguate: parola di Marco Dall’Olio, B2C Sales & Marketing Manager presso Mediaset Infinity, che nell’ambito del Web Marketing Festival ha aperto i lavori della sala verticale dedicata al Programmatic Advertising, realizzata con la collaborazione di Engage.

Dall’Olio ha raccontato nel dettaglio il lavoro svolto per rendere “full programmatic” la strategia di comunicazione del servizio di streaming on demand del Gruppo Mediaset. Partendo dall’importanza della costruzione del team, che deve integrare competenze interne ed esterne (tra cui il centro media – Webranking, nel caso di Infinity – e l’agenzia creativa GMG Production) a monte dell’utilizzo delle piattaforme, e dei legami strategici con la creatività che a sua volta «oggi dev’essere anch’essa ‘tech’». D’impatto le case history mostrate, tra cui la prima campagna italiana con targettizazione meteosync e la “infinite pre-roll campaign” realizzata di recente per lanciare la serie Will&Grace, capace di variare automaticamente tra oltre 2500 creatività diverse sulla base delle ricerche dell’utente su Google e YouTube.

Le potenzialità di un approccio “data-driven” alla comunicazione è stata poi ribadita da Claudio Calzolari, co-founder e Ceo di Turbo, che non si è limitato alle potenzialità dei dati di navigazione dell’utente ma si è spinto agli spostamenti nel territorio delle persone, che oggi è possibile “intercettare” grazie allo smartphone, incrociando varie fonti (dalle celle telefoniche al GPS, dal Wi-Fi ai sensori nei negozi). Questo rende possibili strategie avanzate di proximity marketing su mobile. «Ancora oggi il 65%-70% delle decisioni d’acquisto vengono prese all’interno del punto di vendita, quindi è un luogo che va assolutamente presidiato con efficacia», ha detto Calzolari, che ha individuato nell’ultimo miglio e, perché no, nell”ultimo metro” «la nuova frontiera della comunicazione. Anche perché le barriere all’ingresso sul fronte dei costi non sono elevate, non serve essere una azienda di grandissime dimensioni per fare una campagna di prossimità efficace».

Quindi Gaetano Poligano, country manager di Tradelab, ha affrontato le quattro principali preoccupazioni degli online marketer – ossia la difficoltà nelle misurazioni, la viewabilty, l’ad fraud e la brand safety – dimostrando come, nonostante queste criticità vengono spesso associate al programmatic, è proprio l’ad-tech a poter dare le risposte più efficaci. «Le tecnologie ci aiutano a comunicare con una profondità maggiore che mai, ma bisogna conoscerle a fondo ed essere in grado di maneggiarle, e magari personalizzarle sulle proprie esigenze: non usate la tecnologia a scatola chiusa», ha avvertito Polignano.

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Gaetano Polignano a WMF 2018

Di approccio “Olistico” alla tecnologia ha parlato anche Patrizia Conte, founder e Ceo di Oyster, secondo cui il «programmatic di qualità» passa da un uso delle tecnologie multidisciplinare e aperto, ma non ossessivo: «non ci si deve accanire sul dato, ricordiamoci che solo il 10% delle decisioni avviene grazie a impulsi razionali, il resto è emotività». Spazio alla marca e alle emozioni, quindi, anche in programmatic ma con la giusta considerazione per i formati rich (sempre rispettosi dell’utente) e alla creatività che ancora oggi deve essere in grado di sorprendere, di dare valore al brand.

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Patrizia Conte a WMF 2018

Infine, nella seconda parte della giornata, dalla display l’attenzione si è spostata sui nuovi “territori” del programmatic, come il native advertising: anche quest’ambito è sempre più “integrato” con le piattaforme di programmatic come ha spiegato Enrico Nunnari, Head of Sales di UpStory. Il manager ha offerto vari spunti pratici per “automatizzare” le strategie di native advertising, le quali offrono un’interessante soluzione a un panorama display che tende alla saturazione. L’audio, poi, è un altro canale di grandissimo interesse per brand ed editori. Quest’ultimo tema è stato sviscerato da Davide Panza, Cmo dell’azienda specializzata Digital MDE, che ha parlato del digital audio come uno dei settori emergenti nella considerazione di brand e editori,in un contesto in cui le “vecchie” distinzioni tra on e offline sono sempre più labili.

Engage partner della sala Programmatic al Web Marketing Festival: il programma

Manca ormai poco più di una settimana all’apertura dell’edizione 2018 di Web Marketing Festival, l’evento di Rimini dedicato all’innovazione digitale e al web marketing in tutte le sue sfaccettature. Per la prima volta su tre giorni – 21, 22 e 23 Giugno al Palacongressi della città romagnola – il Festival quest’anno si presenta con un programma più ricco che mai, con oltre 300 espositori, 400 speaker complessivi e 40 sale tematiche dedicate alla formazione su temi verticali.

Tra queste, una è dedicata al Programmatic Advertising ed è organizzata in collaborazione con Engage, che ha cooperato con gli organizzatori di Search On Media Group nella selezione degli speaker e nella definizione dei contenuti della sala, confermando così la propria expertise in questo campo maturata con Programmatic Italia e con Programmatic Day, il più importante evento italiano dedicato al mondo dell’ad tech.

Nato appena sei anni fa, il Web Marketing Festival di Rimini si è rapidamente fatto largo nel panorama degli eventi dedicati al marketing online e alla digital economy, conquistandosi un ruolo di rilievo sia a livello nazionale che a livello internazionale.

I numeri da record dell’edizione 2017 – oltre dodici mila presenze registrate al Palacongressi – hanno spinto gli organizzatori ad allungare da due a tre giorni la durata della manifestazione. Se in plenaria quest’anno si avvicenderanno esperti di fama internazionale provenienti da aziende che dettano legge nel loro settore, come per esempio Amazon, Microsoft e Google, altrettanto interessante appare programma delle oltre 40 sale formative, che approfondiranno i più svariati temi del marketing digitale, dal contenuto ai social media, dal video all’email marketing e molto altro.

Programmatic al WMF 2018: Il programma

Per quanto riguarda la sala Programmatic, il programma si concentrerà nella giornata del 21 di giugno e vedrà l’intervento di sei relatori, moderati dal direttore di Engage e Programmatic Italia, Simone Freddi.

Ad aprire il lavori della sala sarà Marco Dall’Olio, B2C Sales & Marketing Manager di Infinity TV, che spiegherà come impostare una strategia full programmatic, partendo dal team di lavoro per arrivare alle piattaforme e alla realizzazione di uno storytelling efficace.  Claudio Calzolari, Co-Founder e Ceo di Turbo, spiegherà invece come i dati di prossimità possano impattare sulle strategie di comunicazione ed essere usati in modo proficuo con gli strumenti del programmatic.

Quindi Gaetano Polignano, Country Manager di Tradelab, illustrerà le soluzioni offerte dal programmatic per massimizzare la visibilità di un messaggio pubblicitarioPatrizia Conte, Ceo e Founder di Oyster, fornirà invece un punto di vista originale sull’evoluzione del programmatic negli ultimi 5 anni fino a definire nuovi ruoli e nuovi valori per la gestione di campagne pubblicitarie efficaci in un ecosistema sempre più complesso.

Enrico Nunnari, Head Of Sales di UpStory, parlerà delle sempre più forti connessioni tra il programmatic e il native advertising. Infine Davide Panza, Cmo e Co-Founder di Digital MDE, aprirà una finestra sul mondo del Digital Audio, un nuovo canale può diventare un potente alleato della comunicazione dei Brand e un protagonista nel media planning delle agenzie, anche in programmatic.

Spazio all’intrattenimento

Oltre a una vera e propria abbondanza di seminari sul marketing, occasioni di aggiornamento professionale e stand informativi, quest’edizione del Web Marketing di Rimini ha anche in serbo un ampio novero di attività, appuntamenti e iniziative.

Tra le principali, si segnalano la Startup Competition, il Digital Job Placement, i WMF Awards.

Nell’arco della manifestazione non mancheranno poi momenti di show e intrattenimento artistico e musicale con diversi ospiti che si alterneranno sul palco, tra cui Gli Autogol, e un contest musicale in collaborazione con RDS 100% Grandi Successi. A condurre la tre giorni, insieme a Cosmano Lombardo, Founder e Ceo di Search On Media Group, ci saranno Elio e Le Storie Tese e Cristina Chiabotto.

Alessandra Grassi, Turbo: «I Big Data? Il cambiamento più grande degli ultimi anni»

«I Big Data rappresentano il cambiamento più grande degli ultimi anni». Ne è convinta Alessandra Grassi, Data Scientist di Turbo, che abbiamo intervistato a margine del Programmatic Day, dove la specialista ha partecipato ad un panel. «I Big Data rappresentano misurabilità nel mondo digital, che significa conoscenza, da cui può venire una maggiore performance delle attività di advertising», ci ha spiegato.

Ma per avere maggiori risultati i dati devono essere raccolti in maniera sensibile e sensata, interpretati e azionati in maniera intelligente. Per rispondere a questa esigenza, Turbo mette a disposizione la sua DMP proprietaria, «massima espressione del tool che è in grado di raccogliere i dati, processarli e aggiungere loro valore», in ultima istanza permettendo al cliente un target mirato e campagne più efficaci.

Il Programmatic di Turbo per la campagna del concorso Casio Italia

CASIO Italia si è affidata a HUB09 per l’ideazione di un concorso in grado di mettere in luce uno dei suoi prodotti di punta: l’innovativo pianoforte digitale Grand Hybrid.

L’agenzia torinese ha creato un contest online dedicato a tutti i pianisti amatoriali o professionisti, cui si chiede di inviare un video con l’esecuzione di una propria composizione per piano solo o piano e voce, senza limiti di genere musicale.

Hub09, oltre all’idea creativa da cui nasce l’intera operazione, si occuperà dello sviluppo strategico dell’iniziativa sui social e della pianificazione pubblicitaria in Programmatic in collaborazione con Turbo Advertising. Le tecnologie per l’automatizzazione sono state impiegate al fine di portare traffico qualificato a sezioni specifiche del sito di Casio e di massimizzare il tasso di coinvolgimento degli utenti.

Per garantire la qualità del dato Hub09 utilizza, attraverso Turbo, la Data Management Platform di Amazon; tale strumento permette di raccogliere, analizzare informazioni e attivare, in tempo reale, cluster di consumatori che risulteranno più ricettivi al prodotto, sui quali si potrà targetizzare la campagna.

I tre migliori avranno la possibilità di esibirsi in una location da sogno a Milano, in presenza di prestigiosi ospiti, tra i quali gli ambasciatori CASIO Irene Veneziano e Max Tempia e Davide Dileo, meglio conosciuto come Boosta, musicista, compositore, tastierista e membro dei Subsonica.

«Non possiamo svelarvi di più, perché il cuore di tutta l’operazione deve rimanere una sorpresa fino all’ultimo. Ma possiamo garantirvi che per i vincitori sarà davvero un’esperienza emozionante», spiega il direttore creativo Pietro Verri, Direttore creativo di Hub09.

Costa Edutainment sceglie la data management platform di Turbo

Costa Edutainment ha lanciato un proprio  progetto di “Digital Edutainment”, scegliendo Turbo per gestire le attività in Programmatic.

L’azienda attiva nella gestione di strutture pubbliche e private dedicate ad attività ricreative, culturali, didattiche, di studio e di ricerca scientifica utilizzerà Audience Lab, la Data management platform di Turbo, studiata e progettata per il mercato italiano, con l’obiettivo di creare campagne mirate sui diversi target.

«Abbiamo iniziato la collaborazione con Costa Edutainment già da alcuni mesi, riscontrando una piena sintonia di intenti che ha portato ad ottenere ottimi risultati per le prime campagne gestite», ha dichiarato Claudio Calzolari, Ceo della società ad-tech, «Nei prossimi mesi proseguiremo nel lavoro di raccolta e utilizzo dei dati per massimizzare l’efficacia della comunicazione e ottimizzare il ROI».

«Grazie ad Audience Lab siamo riusciti ad analizzare il comportamento di tutti gli utenti interessati ad acquistare biglietti per eventi/attrazioni in Italia, mettendoli in relazione con i clienti dei parchi di Costa Edutainment. Una volta identificati, attraverso Audience Lab, abbiamo attivato la campagna sia sullo specifico segmento che sul relativo segmento di look-alike.  Questa strategia ha consentito, grazie all’acquisto di utenti profilati, il raggiungimento di un ROI positivo e di un costo di acquisizione 5 volte più basso rispetto alla campagna “tradizionale”», ha aggiunto Matteo Pomi, Chief Customer Office di Turbo.

Turbo chiude il 2016 con fatturato a +55%. Ora il focus è su DMP e piattaforma Self Service

Sin dalla sua nascita nel 2014, Turbo si è sempre posizionata come primo Trading Desk italiano indipendente, a servizio dei player lato domanda della filiera del Programmatic. Oggi la società ha un’offerta completa di soluzioni demand side, con una serie di piattaforme tecnologiche (le DSP) sincronizzate con la Turbo Audience Lab, la DMP proprietaria. «Le DSP ci servono per acquistare al meglio e ottimizzare le campagne, attraverso un team dedicato che si occupa di sfruttare al massimo le potenzialità di ciascuna di esse – ci spiega Claudio Calzolari, Co-Founder & CEO di Turbo -. La DMP è invece la fondamentale base di partenza per la creazione di campagne qualitative». Abbiamo chiesto al manager come si articola l’offerta data-driven della società, e qual è la sua personale opinione sull’importanza del dato e sul suo effettivo utilizzo da parte di aziende ed editori.

Parliamo di dati. Quali sono secondo lei, per aziende ed editori, i vantaggi di un loro corretto utilizzo?

«Il corretto utilizzo dei dati, per aziende ed editori, deve portare ad una migliore qualificazione della profilazione di ogni singola impression venduta/acquistata sul mercato. Per l’advertiser vuol dire raggiungere utenti potenzialmente più interessati di altri all’oggetto della campagna, mentre per l’editore significa valorizzare al meglio il proprio bacino di inventory, fornendo agli investitori quello di cui hanno bisogno. Il miglioramento qualitativo dei due fronti porta benefici reciproci: l’advertiser tornerà ad investire, premiando l’editore che gli garantisce i risultati che cerca. L’editore potrà anche usare il dato per far vivere ai propri utenti un’esperienza di navigazione più personalizzata sui loro interessi. Questo meccanismo virtuoso può diventare utile e funzionale anche per gli stessi utenti web. L’adv viene spesso percepito come “fastidioso”. La crescita dell’uso degli ad blocker è un fenomeno che può creare problemi all’intera industry. L’utilizzo intelligente e non invasivo del data-driven marketing può aiutare anche a restituire valore alla pubblicità digitale».

A suo parere, c’è ancora un freno da parte di aziende ed editori alla piena valorizzazione del dato?

«E’ sbagliato generalizzare; ci sono aziende che hanno capito perfettamente che il dato può portare valore alla propria comunicazione ed altre che stanno ancora cercando di capire come usarlo. Esistono poi variabili importanti legate alla tipologia del dato, alla sua qualità, alla numerosità, ecc. Avere dati certi, rilevanti e numericamente importanti permette di fare la differenza e spendere meglio i propri budget. Quelli più puntuali e precisi sono i dati proprietari (i dati di 1° parte); le aziende devono però essere certe che questi vengano utilizzati solo per le loro attività e non vengano condivisi con il mercato. Per l’editore, il tema è forse più commerciale. In Italia sono ancora pochi gli advertiser disposti a pagare un sovrapprezzo al CPM dello spazio media acquistato. Questo porta ad un rallentamento nell’adozione e nell’utilizzo delle DMP da parte degli editori».

Ci descrive la vostra DMP? Come si differenzia dalle altre presenti sul mercato?

«Turbo Audience Lab, la nostra DMP proprietaria, è stata sviluppata con un duplice obiettivo: innanzitutto mettere a disposizione del nostro team interno uno strumento per gestire al meglio le campagne dei nostri clienti; poi proporre alle aziende che hanno capito l’importanza dell’utilizzo dei dati proprietari due possibili soluzioni. La prima, sviluppata ad hoc e customizzata in base alle specifiche esigenze, permette un più completo controllo del dato e del suo posizionamento ed è aperta ad ulteriori sviluppi e richieste successive. L’esempio che ci piace raccontare riguarda Unicredit Group che ha scelto e sta utilizzando da oltre un anno questo prodotto. La seconda prevede l’accesso alla nostra DMP mediante una partizione dedicata per lo storage dei propri dati e lo sfruttamento delle istanze di calcolo di Turbo Audience Lab. Le caratteristiche peculiari della nostra DMP riguardano la massima flessibilità, garantita dal nostro team di sviluppo, che ci permette di creare un abito su misura in base alle specifiche esigenze del cliente e un supporto locale sempre presente che risponde e interviene in tempo reale. Infine, la possibilità di offrire una soluzione veramente proprietaria e sicura installata in un ambiente dedicato, garantisce il completo controllo della tecnologia e dei dati, che non sono in alcun modo a contatto con banche dati esterne».

Come sta evolvendo l’offerta di prodotti di Turbo per la pubblicità in programmatic?

«Una società come la nostra vive necessariamente in continua evoluzione e segue gli sviluppi che il mercato esterno propone, cogliendo le migliori opportunità. Ma a noi piace anche sviluppare soluzioni nostre; recentemente abbiamo lanciato due nuovi prodotti che pensiamo possano rispondere a necessità che abbiamo colto. Il primo riguarda una soluzione Self Service della Turbo Campaign Manager, sviluppata in collaborazione con AppNexus, la DSP americana. Risponde alle necessità di aziende con forte focus sul digital, o ad agenzie che intendono gestire in autonomia le campagne in programmatic, senza dover affrontare elevati costi di ingresso e l’onere di formare personale specializzato. Crediamo di aver realizzato un prodotto completo, ma intuitivo, che sfrutta tutta la potenza della DSP americana e, grazie all’interfaccia semplificata e all’assenza di costi fissi di set-up, permette a chiunque di gestire in autonomia e flessibilità le proprie campagne in Programmatic, sfruttando anche i dati della nostra DMP. Il secondo, DMP Survey+, è invece un prodotto sviluppato insieme a Doxa, l’agenzia di ricerca con cui collaboriamo, che concilia le informazioni ricavabili da ricerche mirate su panel digitali e la potenza di analisi e calcolo offerta dalla nostra DMP. Si tratta di una soluzione snella, ma molto efficace per migliorare il targeting delle campagne in Programmatic. Presenteremo allo IAB Forum una case study realizzata per Save The Children, con cui collaboriamo da oltre un anno, che si pone l’obiettivo di raccogliere fondi per aiutare i bambini bisognosi. E’ un esempio virtuoso di come possano essere utilizzati dati provenienti da fonti eterogenee per ottimizzare i risultati delle campagne digitali».

Come chiuderete il 2016 in termini di performance? Avete già fissato degli obiettivi finanziari e strategici per il 2017?

«Siamo ormai al termine del 2016; Turbo chiuderà con ottimi risultati incrementali di fatturato (+55%) e un dato positivo di Ebitda. Siamo in linea con gli obiettivi di inizio anno e superiamo le stime di crescita del mercato digitale e del Programmatic. Nel 2017, dal punto di vista strategico, spingeremo molto sul prodotto Self Service e sulla linea DMP. Abbiamo in cantiere anche altri sviluppi sinergici che speriamo di poter annunciare a breve».

Hub09 e Turbo scelti da MyVisto per il Programmatic

MyVisto ha scelto l’agenzia torinese HUB09 per il supporto e la gestione della sua campagna di lancio sui social.

La piattaforma web che connette brand e creativi premiando la viralità attraverso l’utilizzo di contest video, ha deciso di affidarsi all’agenzia torinese per fare conoscere meglio le sue funzionalità e la community di creativi che sta nascendo intorno ai suoi progetti.

In particolare, Hub09 si occuperà del media advertising su Facebook e attraverso il Programmatic, quest’ultimo in collaborazione con Turbo, il primo trading desk italiano indipendente specializzato in Programmatic. Obiettivo, la crescita e la costruzione di una fanbase ingaggiata e ingaggiante.

«Il nostro obiettivo è sostenere MyVisto nella fase teasing del progetto e stimolare l’engagement, senza dimenticare le visite al sito», spiega Maurizio Cisi, direttore generale di HUB09 «Siamo sicuri che, nel giro di qualche mese, MyVisto grazie alla campagna strutturata di adv creata dalla nostra agenzia, diventerà un importante riferimento per i videomaker che vogliono confrontarsi sempre con nuove sfide lavorative». La campagna durerà fino a gennaio 2017.

Arriva Turbo Campaign Manager, la prima soluzione basata su AppNexus e con dati italiani

Turbo, il leader italiano indipendente nel Programmatic Advertising e Data Management Solutions, annuncia oggi il lancio della nuova piattaforma di Programmatic Self Service “Turbo Campaign Manager”, sviluppata in partnership con AppNexus, la principale DSP a livello globale.

La società guidata dal CEO Claudio Calzolari ha aperto a tutti la possibilità di accedere da oggi alla propria piattaforma di self-service, a conclusione di un positivo percorso di test condotto con un numero ristretto di partner nei mesi scorsi: «Vogliamo rimuovere le barriere di accesso al mondo Programmatic soprattutto per chi vuole lavorare in autonomia sulle piattaforme, gestendo direttamente i budget dei clienti ed è frenato dal costo di ingresso alla tecnologia e dalla necessità di formare un team specializzato.  Sono davvero tante le aziende e le agenzie che ci hanno manifestato questa esigenza nell’ultimo anno e per questo motivo abbiamo lavorato insieme ad AppNexus per sviluppare la nuova piattaforma», ha dichiarato Calzolari.

Nello sviluppo del prodotto, Turbo ha beneficiato dell’esperienza del proprio team di ottimizzazione, che da 3 anni lavora quotidianamente su AppNexus. «L’interfaccia semplificata, un supporto tecnico italiano e la sincronizzazione con la nostra DMP (Turbo Audience Lab) completano la piattaforma rendendola una soluzione ideale per le agenzie ed i brand che vogliono affacciarsi in modo professionale al Programmatic”, ha aggiunto Calzolari.

La piattaforma è connessa al tutte le principali fonti di traffico, utilizza i più importanti tool per garantire viewability, brand safety, contextual ed è sincronizzata con Turbo Audience Lab che permette di sfruttare il vero valore del Programmatic, il dato.

La combinazione della modalità Self Service con l’utilizzo di una DMP studiata e progettata per il mercato italiano permette di creare campagne mirate al proprio target, sfruttando le potenzialità del programmatic in modo completo.

Turbo Campaign Manager è stata sviluppata sfruttando le più moderne metodologie di analisi e sviluppo dell’interfaccia. La piattaforma comunica attraverso un layer API REST con il motore americano AppNexus, garantendo le perfomance di una delle migliori soluzioni disponibili nel mondo programmatic declinate ai casi d’uso dell’advertising italiano.

«AppNexus, piattaforma potente e versatile, ha permesso a Turbo di sviluppare in modo efficace la sua soluzione self-service proprietaria, Turbo Campaign Manager. Con la nuova soluzione offerta da Turbo, i clienti possono creare e modificare strategie personalizzate  tra le campagne di advertising», ha aggiunto Bruno Schirò di AppNexus Italia.

HUB09 si aggiudica la gara Hendrick’s Gin per la campagna di Programmatic Advertising

HUB09 brinda al rientro di settembre con la vittoria della gara indetta dal gruppo genovese Velier, distributore di numerosi marchi di spirit. L’incarico è relativo alla campagna media dedicata sul mercato italiano a Hendrick’s Gin, realizzato grazie a una esclusiva formula che conta ben undici specie botaniche, alcune classiche e alcune assolutamente stravaganti per la categoria. L’agenzia torinese ha utilizzato per la pianificazione la DMP di Turbo, il primo trading desk italiano indipendente specializzato in Programmatic.

«L’adozione di un piano di Precision Marketing permette di selezionare il pubblico della campagna in base ai suoi comportamenti e raggiungere il target desiderato, sul canale più adatto, nel momento più giusto, con il messaggio più funzionale e al miglior prezzo, massimizzando i risultati mediatici», spiega Maurizio Cisi, direttore generale di HUB09, «La nostra agenzia ha creato una unità interna dedicata a Media e Analisi e strutturata per rispondere a ogni tipo di esigenza dei clienti, sia in collaborazione con partner strategici come Turbo per il programmatic, sia gestendo direttamente gli investimenti media sui canali social, Facebook in particolare, con l’utilizzo delle tecnologie del partner Adglow».

La campagna è live da questi giorni e HUB09 si prepara a supportare nei prossimi mesi altre attività di comunicazione di Hendrick’s Gin in ambito social.

La nuova campagna di ACI – Automobile Club d’Italia si fa guidare dal Programmatic

Sarà lanciata il 14 luglio da ACI – Automobile Club d’Italia, #GuardaLaStrada, la campagna di sensibilizzazione contro le distrazioni alla guida legate all’uso dello smartphone con testimonial l’attore Francesco Mandelli e diverse personalità di Governo e pubbliche, come i Ministri Stefania Giannini, Beatrice Lorenzin e Maurizio Martina.

L’iniziativa è rivolta in particolare ai giovani tra i 18 e i 29 anni: proprio per questo i social network saranno il principale canale di diffusione di #GuardaLaStrada, utilizzati per la prima volta da parte di una Pubblica Amministrazione in maniera esclusiva per un’iniziativa del genere.

HUB09 ha sviluppato l’idea creativa e la strategia di amplificazione sui mezzi digitali. L’agenzia si occuperà anche della parte media, attraverso l’utilizzo del precision marketing come spiega Pietro Bonada, socio fondatore di Hub09: «La campagna utilizzerà i social media come canale prioritario di diffusione e sarà pianificata sui mezzi digitali secondo i dettami del precision marketing, ovvero implementando una iper-targhettizzazione grazie alla leva del programmatic buying».

Per l’attività legata più specificatamente al programmatic Hub09 si è avvalsa della collaborazione di Turbo, e della sua piattaforma creata ad hoc per questo tipo di attività.

Leggi l’articolo completo su Engage.it.

 

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