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Sharethrough integra le sue soluzioni con l’Advertising Cloud di Adobe

Sharethrough ha integrato le sue soluzioni con la Advertising Cloud di Adobe.

La connessione tra le due tecnologie permetterà agli oltre 1.000 marketer che utilizzano la demand-side platform integrata nella piattaforma cloud della società informatica di raggiungere gli utenti con video native in-feed e posizionamenti display su 1.200 siti e applicazioni presenti su Sharethrough Exchange. L’integrazione si basa sullo standard OpenRTB 2.3 di IAB, che regola le transazioni in tempo reale di pubblicità contestuale.

Lanciata a marzo, Adobe Advertising Cloud combina le caratteristiche di Adobe Media Optimizer e TubeMogul, la piattaforma di Programmatic video acquisita a novembre dello scorso anno, per semplificare l’erogazione di pubblicità video, display, search e tv su diversi canali e schermi.

In Italia, il rivenditore esclusivo dei formati nativi di Sharethrough è Prime Real Time, la piattaforma di real-time bidding controllata da Triboo Media.

Da Adobe una nuova soluzione per l’acquisto di spot tv in Programmatic

Adobe ha annunciato il lancio di Adobe Advertising Cloud TV, una nuova soluzione per la pianificazione e l’acquisto automatizzati e data-driven di spazi pubblicitari televisivi.

La piattaforma sfrutterà la DSP video TubeMogul, acquisita alla fine dell’anno scorso dal colosso dell’IT, e consentirà l’acquisto di spot televisivi in tutte le sue forme, dalla tv lineare all’addressable, dalla tv connessa al VOD e all’OTT.

La nuova Adobe Advertising Cloud TV avrà integrata al suo interno l’Analytics Cloud di Adobe, per consentire alle aziende di utilizzare i propri dati di prima parte per meglio targettizzare le campagne su tv lineare. “Le aziende potranno anche pianificare e acquistare annunci televisivi su audience che hanno già dimostrato intenzione d’acquisto attraverso le proprie ricerche online” – spiega Adobe in una nota ufficiale, aggiungendo che saranno possibili ulteriori possibilità di segmentazione per fornitore di segnale, MRI e produttore di televisori.

La piattaforma consente già l’accesso alle inventory lineari e on-demand di broadcaster del calibro di NBCUniversal, Univision, A&E Networks e Discovery Communications.

Adobe lancia Advertising Cloud, per ottimizzare la spesa pubblicitaria

In occasione dell’evento Adobe Summit di Las Vegas, la software house ha presentato la nuova Advertising Cloud, una piattaforma progettata per aiutare gli inserzionisti ad ottimizzare la spesa pubblicitaria su una varietà di canali.

Il lancio della soluzione è stato possibile grazie alla crescita del segmento Marketing Cloud. Negli ultimi anni, la compagnia ha aggiunto alla propria suite di prodotti un’ampia gamma di strumenti di analytics, ottimizzazione media e gestione dei contenuti.

Advertising Cloud fornirà ai marchi un unico pannello di controllo attraverso il quale essi possono gestire e ottimizzare gli investimenti su search, display, social e gli acquisti video. Inoltre, connettendola alla Creative Cloud, sarà possibile creare inserzioni personalizzate attraverso l’ottimizzazione delle creatività dinamiche della soluzione.

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Il pannello di controllo di Advertising Cloud

Lo scorso dicembre, Adobe ha finalizzato l’acquisizione di TubeMogul. Integrando i prodotti della piattaforma di pubblicità video, la società tecnologica ha così reso disponibili ai suoi clienti funzioni di gestione di annunci video e televisione lineare.

Adobe completa l’acquisizione di TubeMogul. Ecco cosa succederà alla DSP video

Si completa ufficialmente l’acquisizione della DSP video TubeMogul da parte di Adobe per 540 milioni di dollari, annunciata poco più di un mese fa (qui il nostro articolo).

“L’unione di Adobe e TubeMogul – recita la nota ufficiale – creerà la prima soluzione indipendente end-to-end per la pubblicità e la gestione dei dati che abbraccia i formati digitali e la tv tradizionale, semplificando quello che fino ad ora è stato un processo complesso e frammentato per le più grandi aziende mondiali. L’integrazione che abbiamo pianificato con Adobe Audience Manager consentirà ai marketer di unificare i servizi di planning e media buying audience-based per la pubblicità video”.

Brett Wilson, CEO e co-founder di TubeMogul, continuerà a guidare il team della società, che manterrà il suo focus su soluzioni di video advertising come parte del business Digital Marketing di Adobe.

«L’aggiunta di TubeMogul rafforzerà ulteriormente la leadership di Adobe nel digital marketing e nell’ad-tech – commenta Brad Rencher, executive vice president e general manager of Digital Marketing di Adobe -. Siamo entusiasti di estendere le soluzioni di pianificazione ed erogazione di pubblicità search, display e social di Adobe Marketing Cloud, per aiutare i nostri clienti a massimizzare i loro investimenti in pubblicità video multiscreen».

TubeMogul diventa membro partner di Instagram

TubeMogul ha annunciato di essere stata nominata membro Partner da Instagram e di aver ricevuto il riconoscimento di partner specializzato in ad tech. La nuova collaborazione permette alla società fornitrice di software per la pubblicità di avere priorità nel supporto tecnico dallo stesso social network.

Nell’aprile di quest’anno, i clienti avevano avuto la possibilità di collocare annunci video e display su Instagram attraverso la piattaforma di TubeMougul. La nuova integrazione permette agli inserzionisti di consolidare i propri budget e pianificare, acquistare e misurare la pubblicità sull’applicazione di fotografia insieme con altri canali, inclusi la televisione nucleare e altri annunci video e display.

I marchi possono ora fare retargeting sugli individui esposti alla pubblicità video o display da una pagina web aperta su Instagram. La verifica dell’utenza di terza parte e la reportistica sulla de-duplicazione cross-canale fatta da Nielsen è ora disponibile anche per i clienti di TubeMogul.

Adobe acquisirà TubeMogul per 540 milioni di dollari

Adobe ha annunciato che acquisirà TubeMogul, un’operazione dal valore di circa 540 milioni di dollari al netto di debito e liquidità.

La notizia arriva appena un giorno dopo la pubblicazione della trimestrale della piattaforma di Programmatic video, in cui sono stati riportati ricavi per 56,1 milioni di dollari, in aumento del 21% sull’anno scorso, e profitti lordi di 36,8 milioni in crescita del 28%. La software house offrirà 14 dollari per titolo agli azionisti di TubeMogul.

Si legge in una nota che l’accordo permetterà ad Adobe Marketing Cloud di diventare la prima “soluzione di gestione dati e pubblicità completa ed indipendente che comprende televisione e formati digitali”.

L’azienda si aspetta di chiudere l’acquisto nel primo trimestre del 2017. “Che sia programmazione televisiva in episodi, film indipendenti o blockbuster di Hollywood, il consumo di contenuti video sta esplodendo su ogni dispositivo e i marchi stanno seguendo i movimenti degli utenti”, ha commentato Brad Rencher, Executive vice president e General manager digital marketing di Adobe.

Mediaocean integra la sua piattaforma con quattro DSP per automatizzare la contabilità del Programmatic

Mediaocean, azienda fornitrice di software e servizi pubblicitari,  si integrerà con quattro demand-side platform (DSP) per automatizzare la gestione contabile e la fatturazione delle agenzie.

Il progetto, chiamato Connect Programmatic, è stato annunciato al Programmatic I/O, evento promosso dalla testata di settore AdExchanger, e sarà lanciato con le DSP di TubeMogul, The Trade Desk, Rocket Fuel e MediaMath. La funzione è disponibile a tutte le agenzie che utilizzano Mediaocean e che comprano attraverso le piattaforme partecipanti.

Le DSP, per mezzo di integrazioni API, si connetteranno con Prisma, la piattaforma di Mediaocean per la gestione dei flussi di lavoro, che automatizza la fatturazione e l’amministrazione dell’acquisto media. Inoltre, le stesse DSP saranno in grado di offrire alle agenzie reportistica in tempo reale.

Ciò aiuterebbe i compratori a valutare le prestazioni dei loro acquisti di media in Programmatic rispetto agli acquisti media avvenuti in modalità standard.

TubeMogul rinnova la sua offerta display: nuovi accordi e soluzioni per i marketer

TubeMogul, piattaforma pubblicitaria cross-canale, ha annunciato un rinnovamento della sua offerta display per aumentare l’affidabilità della piattaforma e migliorare l’efficacia delle campagne cross-canale di brand e performance.

In virtù di questa operazione, l’azienda ha rinsaldato la sua collaborazione con Integral Ad Science, che ha oggi annunciato di aver raggiunto oltre 90 milioni di euro di fatturato, per un più ampio utilizzo dei suoi filtri pre-bid per la viewability e il traffico fraudolento. L’obiettivo è assicurare che gli annunci display siano sempre visualizzati da utenti reali.

Tubemogul ha anche introdotto il supporto per la funzionalità Deal ID sui private marketplace, inclusi DoubleClick Ad Exchange di Google, Index Exchange e Rubicon Project; una aggiornamento motivato dal fatto che la maggior parte delle inserzioni display è acquistata attraverso scambi privati.

L’azienda ha poi stretto un accordo con Jivox, una piattaforma per il marketing e la pubblicità digitale personalizzati, per erogare creatività dinamiche in formato rich-media. Attraverso l’integrazione, il team creativo interno di TubeMogul aiuterà i marketer a sviluppare annunci display rich-media altamente personalizzati, come banner espandibili, unità Rising Stars e creatività che cambiano dinamicamente basandosi su fattori come il tempo, la posizione, l’ora del giorno, dati clienti di prima parte e dati utenti di terza parte.

Inoltre, la società sta apportando delle modifiche al suo Non-Human Traffic Credit Program per includere formati display e nativi. Lanciato a febbraio per gli annunci video, il programma risarcisce automaticamente i clienti della piattaforma per il traffico identificato come fraudolento da White Ops. I nuovi termini saranno effettivi dal primo ottobre.

L’offerta display di TubeMogul mette in campo anche un nuovo algoritmo di ottimizzazione delle conversioni, che permetterà di incrementare le funzionalità già esistenti, come la gestione della frequenza attraverso i canali, il targeting per sito, dispositivo, pubblico, argomento e regione geografica oltre a strumenti per la trasparenza e la reportistica.

TubeMogul si rafforza nel targeting di posizione mobile: accordo con Factual

TubeMogul ha annunciato un accordo con Factual grazie al quale Geopulse Proximity e Geopulse Audience, strumenti di targeting dell’azienda specializzata in dati di posizione mobile, saranno disponibili direttamente sulla propria piattaforma software. I nuovi servizi saranno accessibili a tutti i clienti di TubeMogul a livello globale.

Factual ha dichiarato che sviluppatori, editori, inserzionisti e imprese utilizzano i suoi dati di posizione per creare segmenti di audience mobile, basati sulla cronologia delle localizzazioni e sulla delimitazione geografica, disponibili ai clienti di TubeMogul per il targeting mobile in tempo reale. Attraverso l’integrazione, gli inserzionisti possono applicare le soluzioni personalizzabili di geo-fencing e di segmentazione localizzata per aumentare la scala attraverso i fornitori di inventory premium, oltre ad amplificare video e formati di pubblicità display serviti all’interno di applicazioni mobili.

Sia Geopulse Proximity che Geopulse Audience sono attivi sul dataset di Factual, Global Places, che copre oltre cento milioni di imprese e punti di interesse in cinquanta paesi. La prima soluzione permette ai marketer di bersagliare gli utenti mobile con messaggi rilevanti basati sulle loro posizioni correnti, la seconda di costruire segmenti di utenti personalizzati a partire dalla cronologia delle posizioni e dai dati sulla frequenza delle visite.

AOL, avanti tutta sulla Programmatic Tv. Già investiti 500 milioni di dollari

Non ci sono più dubbi, AOL è al lavoro sulla Programmatic Tv. I primi investimenti sono già stati effettuati in Australia e Canada, col fine di sviluppare strumenti capaci di aggregare e vendere blocchi pubblicitari su network multipli, puntando a specifici pubblici.

La compagnia internet ha rivelato a Forbes maggiori dettagli circa i suoi piani di espansione nel segmento della televisione programmatica, su cui sono già stati spesi 500 milioni di dollari. “Stiamo costruendo ed innovando sul fronte televisivo e allo stesso tempo cerchiamo di capire verso dove è diretto il mercato”, ha dichiarato Tim Mahlman, Presidente di AOL Platforms dal mese scorso (leggi l’articolo dedicato).

AOL è entrata nella pubblicità programmatica sei anni fa e da allora è riuscita a divenire un forte concorrente di compagnie come Google, Facebook e AppNexus. Ciò è dovuto in larga parte all’acquisizione nel 2013 di Adap.tv, un servizio che mette insieme inserzionisti, compratori e venditori di video online. “Il giro d’affari dello scambio automatizzato è cresciuto esponenzialmente e AOL è entrata in questo mercato”, ha aggiunto Mahlman.

Programmatic e televisione: un potenziale altissimo

I ricavi di AOL da Programmatic sono saltati alle stelle: dal solo 2% di tre anni fa (circa 43,8 milioni di dollari) ad oltre il 50% di oggi che, sulla base dei numeri riferiti al 2015, corrisponde a 1,264 miliardi di dollari. I software utilizzati per queste attività potrebbe essere il bene più prezioso di AOL, la ragione per cui, secondo molti analisti, Verizon avrebbe deciso di acquisire l’azienda (leggi l’articolo dedicato).

AOL spera di replicare una analoga crescita anche nella Tv programmatica, impiegando quegli gli stessi strumenti adattati alla televisione lineare. Nonostante non siano identici alla pubblicità programmatica sui canali digitali (gli annunci non sono venduti in tempo reale), queste inserzioni posseggono delle caratteristiche simili, perché automatizzate e fondate sui dati.

La pubblicità programmatica deve ancora diventare uno strumento comune all’interno del medium televisivo: solo il 4% dei budget pubblicitari Tv è speso utilizzando tecnologie come quelle offerte da AOL, Turn, TubeMogul o Videology. Ma l’azienda guidata da Tim Armstrong spera di cambiare questo stato di cose, perché con gli 80 miliardi di dollari di investimenti negli Stati Uniti e i 250 miliardi a livello globale, il mercato pubblicitario Tv resta ancora più grande di quello digitale.

“Potete immaginare le ragioni per cui esistono enormi opportunità per AOL in quanto azienda ad-tech”, ha commentato a Forbes Mahlman, il quale ha spiegato che, includendo la televisione nelle proprie attività, AOL può diventare un interlocutore unico per il Programmatic, comprendendo i mercati digitali e televisivi sulla piattaforma unica One by AOL.

“Siamo in fase di dialogo con tutti i network, il nostro obiettivo è quello di avere sulla nostra piattaforma l’intero ecosistema televisivo”, ha commentato Dan Ackerman, Head of Programmatic TV di AOL. Sul fronte acquisto, Omnicom Group, che ogni anno spende miliardi sulla televisione, rappresenta uno degli avversari principali, con clienti che includono Old Navy e Google.

Quello che le aziende vogliono: fare targeting sulla televisione

Ad ogni modo, fa notare la testata americana, la pubblicità programmatica è maggiormente presente sulle piattaforme digitali rispetto alla tv e la ragione è semplice: sul piccolo schermo si è instaurato un sistema che per anni ha funzionato bene. Fino ad ora, almeno. A causa della frammentazione del mezzo con la creazione dello streaming, dei contenuti over-the-top e così via, è più difficile tenere traccia della spesa pubblicitaria e della sua efficacia. Basandosi su queste considerazioni, AOL stima che la Programmatic Tv costituirà circa il 15% del mercato televisivo totale nei prossimi cinque o sei anni.

“L’industria ha realizzato che bisogna adottare alcuni dei benefici dell’applicazione del digitale e del data-driven per accrescere i livelli di affidabilità e attribuzione”, ha aggiunto Ackerman, “L’ad-tech riesce a fornire molto di più di semplici indici d’ascolto relativi a specifici gruppo d’età, permette agli inserzionisti di puntare agli spettatori nello stesso modo in cui può farlo un contenuto digitale”. In questo contesto, i concorrenti di AOL non sono più solamente i network televisivi; lo sono anche Google e Facebook, chiunque svolga attività di vendita video.

Uno strumento adatto sia al digital che alla tv

AOL spera di prosperare grazie alla capacità del suo software di essere adoperato sia per il digitale che per la televisione su network multipli. “Se un marketer intende usare il Programmatic, il data-driven e l’automazione, forniamo una piattaforma tecnologica che permette di farlo olisticamente, così che il valore dello sfruttamento del mezzo Tv possa aiutare a raccogliere più inserzionisti e a garantire un valore più elevato”, ha precisato Ackerman.

Ad ogni modo, sia Mahlman che Ackerman ammettono che la pubblicità programmatica non prenderà mai il posto dell’intero business pubblicitario televisivo: “C’è molto nel piccolo schermo che è basato sul contesto; le Olimpiadi, il Super Bowl, i Grammy e gli Oscar sono il giusto ambiente per un marchio o una sponsorizzazione”, ha concluso Ackerman, “Alcune circostanze richiedono spesso un tocco umano”.