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[Videointervista] Pianura (Triboo) a Programmatic Day 2019: «Grande interesse degli inserzionisti per l’audio digitale»

Un fronte di sviluppo nuovo per la pubblicità digitale e, più in particolare, per il programmatic è rappresentato dall’audio, e nello specifico dall’inventory associata ai podcast. Secondo Cristina Pianura, Direttore area Media and Advertising di Triboo, siamo davanti a uno «tsunami chiamato Audio on Demand, dove l’ascoltatore è l’assoluto protagonista di quello che decide di scaricare e ascoltare».

Nel corso del suo intervento al Programmatic Day 2019, Pianura ha parlato della crescita di questo mercato non solo negli Stati Uniti, dove già da anni l’ascolto di podcast è un fenomeno di massa che genera oltre 600 milioni di dollari di raccolta pubblicitaria, ma anche in Europa e di fatto in Italia. Dove i fruitori abituali sono solo il 14% della popolazione maggiorenne, ma allo stesso tempo negli ultimi 3 anni questo numero è più che triplicato, nonostante un’offerta tutt’altro che matura da parte di editori e marchi.

Proprio per accogliere e stimolare l’editoria italiana a produrre podcast, e aiutarli a monetizzarli al meglio, Triboo ha
lanciato sul mercato VoiceMax: un prodotto che nasce su tecnologia Spreaker e raggruppa podcast organizzati in categorie di contenuto capaci di accogliere pre-roll e mid-roll audio, acquistabili in programmatic grazie al partner tecnologico Adswizz.

Guarda la videointervista a Cristina Pianura, Direttore area Media and Advertising di Triboo, a margine del suo intervento al Programmatic Day 2019:

Programmatic, nuove frontiere: dall’audio all’AI fino alla creatività

Se la crescita del programmatic advertising sta attraversando un fisiologico rallentamento del ritmo su Internet, sono alte le aspettative che il mercato nutre verso l’ingresso dell’ad tech nei mezzi “tradizionali”: in particolare out of home, tv e audio.

Su quest’ultimo aspetto in particolare si è concentrato l’intervento al Programmatic Day 2019 di Cristina Pianura, Direttore area Media and Advertising di Triboo, società che sta investendo in questo settore con il brand VoiceMax.

Secondo la manager, il mercato dell’audio è di fronte a «uno tsunami chiamato audio on demand, dove l’ascoltatore è l’assoluto protagonista di quello che decide di scaricare e ascoltare». Dal palco del Programmatic Day, Cristina Pianura ha parlato della crescita di questo mercato non solo negli Stati Uniti, dove già da anni l’ascolto di podcast è un fenomeno di massa che genera oltre 600 milioni di dollari di raccolta pubblicitaria, ma anche in Europa e di fatto in Italia.

Nel nostro Paese i fruitori abituali sono solo il 14% della popolazione maggiorenne, ma allo stesso tempo negli ultimi 3 anni questo numero è più che triplicato, nonostante un’offerta tutt’altro che matura da parte di editori e brand.

Cristina Pianura
Cristina Pianura

Proprio per accogliere e stimolare l’editoria italiana a produrre podcast, e aiutarli a monetizzarli al meglio, Triboo ha lanciato sul mercato VoiceMax: un brand che nasce su tecnologia spreaker e che vanta già un bacino di download di podcast al mese organizzati in categorie di contenuto capaci di accogliere pre-roll e mid-roll audio, acquistabili sia in programmatic grazie al partner tecnologico Adswizz sia in reservation. «I podcast si ascoltano soprattutto in casa, il che vuol dire che sottraggono tempo alla tv, alla radio ma anche a internet, rappresentando così un nuovo ambiente dove poter incontrare gli utenti», ha detto ancora Pianura.

Anche per Michele Salani, Enterprise Sales Director di Adform, l’esigenza di uscire da una logica a silo per diventare un approccio capace di applicarsi a nuovi ambiti media è una delle nuove frontiere del mercato programmatico, insieme ad altri importanti temi come l’Intelligenza Artificiale e il rapporto tra dati e creatività. Secondo il manager, «la pubblicità guidata dai dati sta vivendo un importante punto di svolta: il suo ruolo è ormai riconosciuto non solo da inserzionisti ed editori ma anche dalle istituzioni» (vedi le nuove regolamentazioni sul settore come il GDPR), ed essa si trova ormai chiamata ad affrontare importanti responsabilità, come quella di trovare il giusto equilibrio tra i bisogni degli inserzionisti, degli editori e degli utenti, garantendo affidabilità, trasparenza e fiducia.

Michele Salani
Michele Salani

La tavola rotonda con HyperTV, Viralize, Ogury, Italiaonline e IAS

Sempre in tema di nuove frontiere dell’ad tech, un tema molto caldo è quello della “programmatic creativity”, in cui dati e automazione entrano in gioco per personalizzare il messaggio pubblicitario in tempo reale, sulla base delle caratteristiche dell’utente e del contesto. Un possibilità raccolta da HyperTV, società nata a Roma nel 2011 con base anche a New York. «La nostra soluzione», ha spiegato il Founder & Ceo Claudio Vaccarella, «brevettata a livello europeo, è costituita da una sovrapposizione di layer fatta in maniera dinamica, una sequenza di frame con elementi di interattività, elementi indispensabili oggi per coinvolgere e catturare l’attenzione dell’utente. Grazie alla raccolta di informazioni di profilo e di contesto, la soluzione di HyperTv è in grado di generare contenuti in tempo reale alla chiamata dell’ad server, dimostrandosi così la sua efficace per la realizzazione di creatività sempre più targettizzate».

Occhi puntati sul video, innanzitutto, sempre più al centro dell’interesse del mercato, come ha dimostrato la recente acquisizione da parte di Vetrya del 100% del capitale di Viralize, start up italiana specializzata nella distribuzione online di video pubblicitari. «L’ottimo andamento del video ha permesso a Viralize di crescere fino al 100% di anno su anno», ha detto la Sales Director Greta Gilardi. «Oggi stiamo sviluppando la nostra offerta per intercettare la crescita di domanda di soluzioni “data driven” con la nostra DMP, sul mercato da un paio di anni, e presto con nuove soluzioni che l’ingresso in Vetrya, una realtà con grandi competenze in tema di dati, ci permetterà di lanciare sul mercato». In merito alla DMP, «la novità del 2019 è la possibilità di utilizzare le keyword per colpire in modo verticale i singoli cluster, migliorando ancora di più l’efficienza della nostra offerta».

Accanto al video, un altro tema al centro dell’interesse è quello del mobile. Usando lo smartphone, infatti, tendiamo a mostrare il nostro comportamento digitale reale. Ecco perché i behavioural data possono essere la vera strada per arrivare all’audience. «Oggi siamo in grado di conoscere tutto quello che la GDPR ci permette di sapere dei nostri utenti che hanno accettato la politica del dato», dice Gino Ruli, programmatic Sales Director di Ogury. «In particolare, il mondo potenzialmente più promettente per il mercato è quello dell’in-app, un ambiente dentro il mobile, adatto per la fruizione dei video, il formato più in forma del mercato, e dove è possibile acquistare spazi in modalità programmatica».

Quello dei dati comportamentali è, dunque, un tema emergente nell’ambito delle data-driven strategies, nel contesto di un mercato in cui le aziende sono sempre più sensibili alla leve che è possibile attivare per rendere più efficace la comunicazione, evitando di “sprecare” budget per inventory scarsamente qualitativa o, addirittura, potenzialmente dannosa. Non per nulla, temi come Viewability e Brand Safety sono all’ordine del giorno. «Il tema della qualità dei dati e della brand safety saranno ancora al centro delle attenzioni del mercato per tutto il 2019», conferma Domenico Pascuzzi, Direttore National Marketing BU Large Account di Italiaonline. «Lavoriamo quotidianamente su tutti i livelli per garantire alle aziende e ai marchi interessate a gestire un posizionamento premium contesti sicuri e di qualità, dai contenuti alla user experience e all’advertising experience. Sul fronte dei dati, un ambito che quest’anno sarà in forte crescita sarà quello legato alla geoproximity, per il quale stiamo potenziando la nostra suite di prodotti dedicati».

Brand safety e contesti editoriali di qualità sono temi, quindi, molto cari alle aziende. Lo ha confermato Elisa Lupo, Director Italy di IAS – Integral Ad Science, nome di punta nel settore della certificazione “indipendente” della qualità della comunicazione. «Il mercato chiede sempre di più agli operatori del digital di combattere le frodi, di evitare ai propri brand e prodotti di finire all’interno di contesti editoriali poco consoni. E di avere quindi informazioni sempre più precise e puntuali sui livelli di Roi delle proprie pianificazioni marketing». Sul fronte delle misurazioni, quello che sta avvenendo «è il passaggio da una metrica basata sulle impression ad una fondata sul tempo di visualizzazione».

Programmatic Day, manca poco all’appuntamento. Scopri l’agenda dell’evento (parte 1)

Ci siamo: mancano pochi giorni all’edizione 2019 del Programmatic Day, l’evento di riferimento in Italia per chi vuole conoscere e scoprire tendenze e novità nell’ambito del Programmatic Advertising e delle novità tecnologiche legate al mondo della pubblicità.

L’appuntamento è all’Auditorium IULM di Milano, in via Carlo Bo, mercoledì 11 aprile. Mentre invitiamo a iscriversi chi non l’avesse già fatto (abbiamo già raggiunto quota 1500 registrazioni per questa edizione, che promette di essere come sempre molto seguita) iniziamo a scaldare i motori entrando nel dettaglio del programma, partendo dall’agenda della prima parte della giornata.

Per partire, vedremo “che aria tira” nelle percezioni degli operatori del mercato pubblicitario attorno ai temi del digital advertising e dell’ad tech. Stiamo raccogliendo gli ultimi dati per l’edizione 2019/1 di YourSight, la ricerca congiunta di Engage e Human Highway che due volte all’anno costruisce una visione d’insieme su cosa sta succedendo e cosa si prevede che accadrà nel campo della comunicazione online.

Se lo desideri, puoi dare il tuo contributo compilando questo questionario.

I risultati dello studio saranno presentati in apertura di evento (ore 9:00) da Giacomo Fusina, Ceo di Human Highway, e saranno discussi nel primo panel della giornata che coinvolgerà Davide Fiorentini (Manager, Demand Sales di FreeWheel Italia) e Massimo Pattano (Marketing Manager di 4w MarketPlace).

James Prudhomme, Executive Vice President International di Index Exchange, sarà invece il protagonista del primo speech della giornata (9:25). Ogni anno, il Programmatic Day è vetrina di una novità per il nostro mercato, e stavolta tocca a questo importante marketplace canadese, che ha appena aperto un ufficio a Milano e parteciperà per la prima volta a un evento pubblico nel nostro Paese, condividendo la sua visione circa le nuove frontiere della monetizzazione pubblicitaria.

Il palinsesto del Programmatic Day 2019 darà ampio spazio ai temi del mobile, ambito da cui passano gran parte delle aspettative del mercato pubblicitario per l’uso intensivo che gli utenti fanno dello smartphone e per i margini di crescita in ambito ecommerce e proximity. Diversi e ricchi di spunti gli interventi dedicati: limitandoci alla prima parte della giornata Nicolò Palestino, Country Manager Italy di Widespace, spiegherà come districarsi tra le possibili strategie data-driven (9:45); mentre Stefania Giovinazzo, Account Director Italy e Stefano Guidi, Business Development Manager di Sublime illustreranno come realizzare campagne mobile che uniscono creatività ed efficacia (11:50).

Dopo i primi anni di crescita rapida e per certi versi “incontrollata”, il Programmatic sta acquisendo una certa maturità, e questo porta a dover approcciare il settore in modo più strutturato ed evoluto sfruttando tutte le opportunità fornite dalla tecnologia, dai formati e dalla multimedialità. Di questo parleranno sotto prospettive diverse Sara Buluggiu, MD Italy, Spain and MENA di Rubicon Project, che descriverà le caratteristiche salienti di un mercato del programmatic diventato “maggiorenne” (10:05); Luca Aiello, Head of Business Development di Teads Italia, che nello speech “Programmatic Match: strategie di qualità in 4 step” (10:25) sarà accompagnato da un brand tanto importante quanto universalmente conosciuto; Gaetano Polignano, Country Manager di Tradelab Italia, che spiegherà come le aziende possano progressivamente prendere un maggior controllo sulle strategie dell’ad tech; e Francesco Apicella, Co-Founder di Evolution ADV, che ci aiuterà a tracciare i contorni di una nuova prospettiva di “qualità” nel Programmatic a beneficio degli editori (12:10).

Dati, KPI e Performance sono senz’altro tre parole chiave dell’edizione 2019 del Programmatic Day: approfondiremo ulteriormente questi punti in un panel apposito (11:25) con Greta Gilardi, Sales Director di Viralize; Elisa Lupo, Director Italy di IAS; Enrico Quaroni, VP of Global Sales di Fanplayr; Gino Ruli, Programmatic Sales Director di Ogury Italia e Domenico Pascuzzi, Direttore National Marketing BU Large Account di Italiaonline.

Non mancheranno poi interventi dedicati a due ambiti emergenti: l’audio, un settore di cui si stanno letteralmente riscrivendo le regole sotto la spinta del digitale e delle tecnologie, come spiegherà Cristina Pianura, Direttore area Media and Advertising di Triboo (10:45); e l’intelligenza artificiale, che entra anche nel programmatic aprendo nuovi scenari non solo in fatto di targeting ma anche di personalizzazione del contenuto. A illustrare questo trend (12:30) sarà Julien Gardès, VP Southern Europe & Middle-East Africa di Adform, cui spetta il compito di chiudere la prima parte della giornata, prima del lunch break by Edimaker e della seconda parte dei lavori, di cui parleremo nei prossimi giorni… annunciando anche qualche sorpresa!

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Triboo, il marketplace Voicemax si arricchisce con le Radio Instore di FluidNext

Voicemax di Triboo si arricchisce. Nel marketplace audio arrivano infatti gli ascoltatori del circuito Radio Instore di FluidNext, azienda di digitalizzazione della comunicazione nel punto vendita.

Un bacino importante per pianificazioni nazionali e geotargetizzate per interessi e per target direttamente nel punto vendita, che conta oltre 2.300 negozi in tutta Italia appartenenti alle sigle Auchan, Famila, SMA, Crai, Prenatal, BimboStore, Cash&Carry, e molti altri su base regionale, per un totale di 100.000.000 di ascoltatori al mese.

Il progetto rappresenta un vero esperimento per il mondo Digital Audio e non solo: il circuito Fluidnext con la propria tecnologia garantisce una pianificazione parimenti alla Radio Tradizionale ma con un flusso digitale, il che comporta la massima flessibilità e targetizzazione possibile. Inoltre, si presentano anche grandi opportunità di estensione, in termini di reach e GRP radiofonici per la pianificazione Audio che raggiunge oltre 3.000.000 di contatti al giorno.

E proprio in occasione dell’accordo con il circuito di Radio Instore, Triboo ha strutturato un’inedita offerta che combina web e radio, chiamata “Drive to Shelf”, in cui il messaggio audio viene interamente personalizzato per il cliente e reso coerente al progetto online. “Si tratta di un format e inedito per il Digital e per il mondo delle Radio che crea nuove occasioni di ascolto e di rinforzo: ricerche dimostrano che il Drive to Shelf audio incrementa di quasi il 10% le vendita InStore in fase di pianificazione”, spiega Triboo in una nota.

«Il format è stato studiato appositamente per triangolare dall’online all’offline con contenuti audio e testuali – ha dichiarato a Programmatic Italia Cristina Pianura, Direttore Business Unit Advertising di Triboo Group -. Andando a integrare specificamente una soluzione online con la diffusione in-store del podcast, il format è diventato “drive-to-shelf”».

Triboo si lancia nel mondo del podcast: gestirà la vendita della pubblicità Audio di Voxnest

Triboo continua ad arricchirsi sul fronte della pubblicità Audio lanciandosi nel mondo del podcast.

Voxnest, marketplace di podcast a livello globale, ha affidato a VoiceMax, brand di Triboo, la licenza di vendita della propria inventory italiana abilitata alla monetizzazione degli Audio Ads: un bacino di circa 2.000.000 di download su podcast al mese organizzati in categorie di contenuto capaci di accogliere pre-roll e mid-roll audio.

“A suggellare la partnership tra Voxnest e Triboo anche una collaborazione strutturale sul mercato italiano – spiega Triboo in una nota -, nata con l’obiettivo di incrementare il numero degli editori di podcast ospitati sulla piattaforma Spreaker e monetizzati grazie a VoiceMax. Su VoiceMax – prosegue la nota – gli editori avranno accesso ai più efficienti e avanzati servizi di monetizzazione di Spreaker e potranno essere acquistati in Programmatico grazie al Tech Partner Adswizz”.

«Lavorando assieme a Spreaker, i migliori del settore – spiega Davide Schioppa, partner di Triboo -, VoiceMax riuscirà a connettere un brand con l’ascoltatore nel momento in cui questi è davvero ricettivo».

La partnership tra Voxnest e Triboo in Italia aggiunge un tassello importante per il mercato dell’advertising digitale. «I brand e i grandi publisher di contenuti – afferma il presidente di Voxnest, Francesco Baschieri – si stanno rivolgendo al podcast come un metodo efficiente per agganciare il pubblico, e quindi è sempre più importante che abbiano una tecnologia creata appositamente per soddisfare le loro esigenze di velocità, scalabilità e monetizzazione».

Un accordo che conferma la crescente attenzione che Triboo sta riservando alla pubblicità audio. Un mercato che, come ci ha spiegato in una recente intervista Cristina Pianura, Direttore Business Unit Advertising di Triboo Group, è tra i trending topic del 2019 nel mondo della pubblicità e dell’ad tech.

Triboo: «I due trending topic del 2019? Audio Digitale e KPI garantiti»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Nel 2018 il settore ha sfiorato nel nostro Paese il mezzo miliardo di euro di valore, con un tasso medio di crescita annua negli ultimi 5 anni del 34,4%, come ha rivelato una recente ricerca di IAB Italia confermando le stime del Politecnico di Milano di qualche mese fa. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Cristina Pianura, Direttore Business Unit Advertising di Triboo Group. Ecco cosa ci ha risposto.

Cristina, come vedi quest’anno lo sviluppo del Programmatic Advertising?

«Il Programmatic Advertising continuerà a crescere anche nel 2019, andando ad “invadere” altri media in fase di digitalizzazione. Possiamo dire che l’automated buying sarà il driver della digitalizzazione della Radio, della TV e dell’OOH come si è già dimostrato nel corso del 2018 pur con numeri piccolini. Restando invece nel suo naturale alveo, quello della pubblicità online, assisteremo ad una rapida evoluzione di protocolli e standard tecnologici (in arrivo il nuovo RTB.3 e il Cert.ads, gli aggiornamenti del Framework IAB così come il Vast 4.0) tali da rendere più efficienti ed efficaci gli scambi in RTB e al contempo creare una barriera all’ingresso a progetti non perfettamente integrati o integrabili nel nuovo ecosistema. Questo significa che il Programmatic 2.0 non crescerà alla stessa velocità in tutte le direzioni ma la sua espansione sarà inarrestabile. Auspichiamo che i clienti condividano specifiche tecniche e kpi dando al mercato il tempo necessario di adattamento, evitando che i limiti della tecnologia si traducano in perdite di valore sostanziale per gli editori, come è accaduto purtroppo con la viewability».

Nel 2018 il Programmatic è stato messo sotto i riflettori, oltre che per i numeri in crescita, anche per le criticità in tema di brand safety e privacy dei dati. Secondo te di cosa si parlerà nel 2019?

«Noi vediamo due trending topic nel 2019: l’Audio Digitale e in generale il mondo del Voice che per Triboo significa la monetizzazione e lo sviluppo del Podcast, delle Radio Digitali. Notiamo un interesse straordinario intorno a questo progetto e Triboo si pone all’avanguardia nel supportare tutti gli editori in questa fase di conversione a nuove forme e formati Pre e Mid Roll Audio. Già oggi siamo in grado di mettere a disposizione dei primi Trend Setter che vogliono sperimentare questo media oltre 15M di Audio Roll al mese.

Il secondo è il tema della Viewability e più in generale la capacità di supportare il mercato sui KPI garantiti. Viewability, brand safety, ad fraud sono stati il refrain del 2018, lo saranno ancora anche per il 2019. Triboo ha lanciato il Programma R.O.A.R. figlio di un combinato di soluzioni tecnologiche avanzate di cui siamo da mesi sperimentatori e grazie alle quali siamo in grado di filtrare l’erogazione delle campagne, sia in reservation che in programmatico, mettendo la campagna del cliente al sicuro. Grazie ai nostri accordi con IAS, Browsi, Viewmax, 1st party data e post-valutazione Nielsen DAR i siti che condividono questa configurazione sono tecnicamente in grado di offrire KPI garantiti. Il nostro R.O.A.R. non è una iniziativa di marketing, non è un “bollino di qualità” bensì una soluzione operativa che tramite la tecnologia risolve problemi».


Triboo sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

Prime Real Time è il reseller in esclusiva per l’Italia di Browsi

Prime Real Time, l’azienda parte del gruppo Triboo, ha stretto una partnership esclusiva come reseller in Italia dell’adtech company Browsi, società israeliana attiva nello sviluppo di soluzioni tecnologiche finalizzate all’incremento della viewability e alla sua monetizzazione con Google Adx.

Browsi, che la società presenta come soluzione capace di risolvere i problemi di viewability degli editori, si basa su un sistema di posizionamento dinamico dei banner, legato ad un algoritmo che interpreta il tempo di lettura degli utenti e “stampa” i banner nel corretto viewport.

Browsi si integra con diverse piattaforme al fine di permettere l’erogazione delle campagne e dell’Adx del publisher secondo i livelli di viewability certificati dal proprio adserver. A ciò si aggiunge una soluzione in grado di prevedere in tempo reale il livello della viewability dei banner, ai quali agganciare soluzioni dinamiche di floor price capaci di raddoppiare il valore eCPM nell’open market delle viewable impressions, spiega la nota stampa.

Secondo Nathaniel Zenou, co-fondatore e Ceo di Browsi, il tema della viewability richiede la capacità di ottimizzarla e prevederla in tempo reale. Per questo motivo Zenou è convinto che la tecnologia avanzata di Browsi sia la soluzione perfetta per gli editori italiani che mirano ad aumentare la visibilità degli annunci, senza ridurre le dimensioni né sconvolgere la base di utenti con le modifiche di UX, spiega il comunicato.

Triboo adotta il protocollo R.O.A.R. per certificare la propria inventory

Triboo adotta un protocollo per certificare la qualità della propria offerta di adv online.

Il protocollo – denominato R.O.A.R., acronimo di Reactive Optimization Advertising Rules – si basa sull’intera suite Integral Ad Science (IAS) per la Brand Safety, Ad Fraud e la Viewability anche nel Programmatico.

Triboo continua dunque a investire in innovazione tecnologica per migliorare e certificare la qualità della propria offerta di adv online a benefici dei propri clienti.

La società, quotata sull’MTA, ha quindi ideato un proprio protocollo denominato R.O.A.R. che permette di aggiungere un ulteriore tassello al percorso di qualificazione dell’inventory rappresentato e messo a disposizione attraverso canali tradizionali o in programmatico.

Dopo essersi posizionato come primo publisher italiano ad aver avviato il processo di qualificazione con IAS nel 2017 (leggi qui l’articolo dedicato), la partnership si è ora ulteriormente rafforzata abbracciando l’intera suite che sarà operativa già a partire da dicembre 2018.

L’obiettivo è garantire ai propri clienti impression “Fraud Free”, “Viewable only” e “Safety First”. Ciò ha permesso di raggiungere importanti risultati in termini di expertise e competenza sui KPI attesi.

Cos’è il R.O.A.R. di Triboo

Il R.O.A.R. consiste in una serie di procedure per il costante controllo della qualità e l’impiego di sofisticate tecnologie sviluppate sia internamente, che tramite partnership internazionali, finalizzate da un lato a stabilizzare i KPI attesi sui siti, e dall’altro a monetizzare in modo congruo l’inventory così ottenuta.

Un lavoro mirato a targettizzare solo le impression migliori e che premia i siti che lavorano costantemente al miglioramento delle posizioni pubblicitarie, a limitare l’affollamento pubblicitario e ridurre la frequenza per utente.

Il protocollo R.O.A.R richiede l’adozione da parte degli editori di una suite tecnologia complessa – ma facile da implementare – messa a disposizione da Triboo, per governare le posizioni banner in modo dinamico e ottimizzarne la monetizzazione. Con questa soluzione, la società garantirà ai clienti la qualità dell’inventory acquistata dal provider Triboo, senza dispersione e underdelivery.

Nuovo ruolo in Triboo Media per Cristina Pianura: sarà anche COO

Novità ai vertici dell’area Media di Gruppo Triboo. Nell’ambito di una serie di nuove nomine (qui l’articolo dedicato), a Cristina Pianura, già alla guida di Prime Real Time, è stato affidato il ruolo di Chief Operation Officer.

Un incarico che è una naturale evoluzione della recente nomina della manager a Head of Customer Operations and Programmatic di Triboo Media, ufficializzata alla fine dello scorso mese, e che va nella direzione di una maggiore integrazione del Programmatic nell’offerta del gruppo, come ha spiegato la stessa manager a Programmatic Italia.

«E’ una nomina che mi fa molto onore – ha commentato -, e che rappresenta un segnale di quanto Gruppo Triboo creda nel Programmatic. Tra i miei compiti in questo ruolo ci sarà infatti quello di sfruttare tutte le competenze acquisite in Prime Real Time, società di cui manterrò la guida, per dare una forte spinta all’integrazione del Programmatic nell’offerta e nell’orientamento di business del gruppo a livello di customer operation».

Cristina Pianura continuerà a mantenere il ruolo di Managing Director di Prime Real Time.