Main partner:

Jobs

Triboo si lancia nel mondo del podcast: gestirà la vendita della pubblicità Audio di Voxnest

Triboo continua ad arricchirsi sul fronte della pubblicità Audio lanciandosi nel mondo del podcast.

Voxnest, marketplace di podcast a livello globale, ha affidato a VoiceMax, brand di Triboo, la licenza di vendita della propria inventory italiana abilitata alla monetizzazione degli Audio Ads: un bacino di circa 2.000.000 di download su podcast al mese organizzati in categorie di contenuto capaci di accogliere pre-roll e mid-roll audio.

“A suggellare la partnership tra Voxnest e Triboo anche una collaborazione strutturale sul mercato italiano – spiega Triboo in una nota -, nata con l’obiettivo di incrementare il numero degli editori di podcast ospitati sulla piattaforma Spreaker e monetizzati grazie a VoiceMax. Su VoiceMax – prosegue la nota – gli editori avranno accesso ai più efficienti e avanzati servizi di monetizzazione di Spreaker e potranno essere acquistati in Programmatico grazie al Tech Partner Adswizz”.

«Lavorando assieme a Spreaker, i migliori del settore – spiega Davide Schioppa, partner di Triboo -, VoiceMax riuscirà a connettere un brand con l’ascoltatore nel momento in cui questi è davvero ricettivo».

La partnership tra Voxnest e Triboo in Italia aggiunge un tassello importante per il mercato dell’advertising digitale. «I brand e i grandi publisher di contenuti – afferma il presidente di Voxnest, Francesco Baschieri – si stanno rivolgendo al podcast come un metodo efficiente per agganciare il pubblico, e quindi è sempre più importante che abbiano una tecnologia creata appositamente per soddisfare le loro esigenze di velocità, scalabilità e monetizzazione».

Un accordo che conferma la crescente attenzione che Triboo sta riservando alla pubblicità audio. Un mercato che, come ci ha spiegato in una recente intervista Cristina Pianura, Direttore Business Unit Advertising di Triboo Group, è tra i trending topic del 2019 nel mondo della pubblicità e dell’ad tech.

Triboo: «I due trending topic del 2019? Audio Digitale e KPI garantiti»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Nel 2018 il settore ha sfiorato nel nostro Paese il mezzo miliardo di euro di valore, con un tasso medio di crescita annua negli ultimi 5 anni del 34,4%, come ha rivelato una recente ricerca di IAB Italia confermando le stime del Politecnico di Milano di qualche mese fa. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Cristina Pianura, Direttore Business Unit Advertising di Triboo Group. Ecco cosa ci ha risposto.

Cristina, come vedi quest’anno lo sviluppo del Programmatic Advertising?

«Il Programmatic Advertising continuerà a crescere anche nel 2019, andando ad “invadere” altri media in fase di digitalizzazione. Possiamo dire che l’automated buying sarà il driver della digitalizzazione della Radio, della TV e dell’OOH come si è già dimostrato nel corso del 2018 pur con numeri piccolini. Restando invece nel suo naturale alveo, quello della pubblicità online, assisteremo ad una rapida evoluzione di protocolli e standard tecnologici (in arrivo il nuovo RTB.3 e il Cert.ads, gli aggiornamenti del Framework IAB così come il Vast 4.0) tali da rendere più efficienti ed efficaci gli scambi in RTB e al contempo creare una barriera all’ingresso a progetti non perfettamente integrati o integrabili nel nuovo ecosistema. Questo significa che il Programmatic 2.0 non crescerà alla stessa velocità in tutte le direzioni ma la sua espansione sarà inarrestabile. Auspichiamo che i clienti condividano specifiche tecniche e kpi dando al mercato il tempo necessario di adattamento, evitando che i limiti della tecnologia si traducano in perdite di valore sostanziale per gli editori, come è accaduto purtroppo con la viewability».

Nel 2018 il Programmatic è stato messo sotto i riflettori, oltre che per i numeri in crescita, anche per le criticità in tema di brand safety e privacy dei dati. Secondo te di cosa si parlerà nel 2019?

«Noi vediamo due trending topic nel 2019: l’Audio Digitale e in generale il mondo del Voice che per Triboo significa la monetizzazione e lo sviluppo del Podcast, delle Radio Digitali. Notiamo un interesse straordinario intorno a questo progetto e Triboo si pone all’avanguardia nel supportare tutti gli editori in questa fase di conversione a nuove forme e formati Pre e Mid Roll Audio. Già oggi siamo in grado di mettere a disposizione dei primi Trend Setter che vogliono sperimentare questo media oltre 15M di Audio Roll al mese.

Il secondo è il tema della Viewability e più in generale la capacità di supportare il mercato sui KPI garantiti. Viewability, brand safety, ad fraud sono stati il refrain del 2018, lo saranno ancora anche per il 2019. Triboo ha lanciato il Programma R.O.A.R. figlio di un combinato di soluzioni tecnologiche avanzate di cui siamo da mesi sperimentatori e grazie alle quali siamo in grado di filtrare l’erogazione delle campagne, sia in reservation che in programmatico, mettendo la campagna del cliente al sicuro. Grazie ai nostri accordi con IAS, Browsi, Viewmax, 1st party data e post-valutazione Nielsen DAR i siti che condividono questa configurazione sono tecnicamente in grado di offrire KPI garantiti. Il nostro R.O.A.R. non è una iniziativa di marketing, non è un “bollino di qualità” bensì una soluzione operativa che tramite la tecnologia risolve problemi».


Triboo sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

Prime Real Time è il reseller in esclusiva per l’Italia di Browsi

Prime Real Time, l’azienda parte del gruppo Triboo, ha stretto una partnership esclusiva come reseller in Italia dell’adtech company Browsi, società israeliana attiva nello sviluppo di soluzioni tecnologiche finalizzate all’incremento della viewability e alla sua monetizzazione con Google Adx.

Browsi, che la società presenta come soluzione capace di risolvere i problemi di viewability degli editori, si basa su un sistema di posizionamento dinamico dei banner, legato ad un algoritmo che interpreta il tempo di lettura degli utenti e “stampa” i banner nel corretto viewport.

Browsi si integra con diverse piattaforme al fine di permettere l’erogazione delle campagne e dell’Adx del publisher secondo i livelli di viewability certificati dal proprio adserver. A ciò si aggiunge una soluzione in grado di prevedere in tempo reale il livello della viewability dei banner, ai quali agganciare soluzioni dinamiche di floor price capaci di raddoppiare il valore eCPM nell’open market delle viewable impressions, spiega la nota stampa.

Secondo Nathaniel Zenou, co-fondatore e Ceo di Browsi, il tema della viewability richiede la capacità di ottimizzarla e prevederla in tempo reale. Per questo motivo Zenou è convinto che la tecnologia avanzata di Browsi sia la soluzione perfetta per gli editori italiani che mirano ad aumentare la visibilità degli annunci, senza ridurre le dimensioni né sconvolgere la base di utenti con le modifiche di UX, spiega il comunicato.

Triboo adotta il protocollo R.O.A.R. per certificare la propria inventory

Triboo adotta un protocollo per certificare la qualità della propria offerta di adv online.

Il protocollo – denominato R.O.A.R., acronimo di Reactive Optimization Advertising Rules – si basa sull’intera suite Integral Ad Science (IAS) per la Brand Safety, Ad Fraud e la Viewability anche nel Programmatico.

Triboo continua dunque a investire in innovazione tecnologica per migliorare e certificare la qualità della propria offerta di adv online a benefici dei propri clienti.

La società, quotata sull’MTA, ha quindi ideato un proprio protocollo denominato R.O.A.R. che permette di aggiungere un ulteriore tassello al percorso di qualificazione dell’inventory rappresentato e messo a disposizione attraverso canali tradizionali o in programmatico.

Dopo essersi posizionato come primo publisher italiano ad aver avviato il processo di qualificazione con IAS nel 2017 (leggi qui l’articolo dedicato), la partnership si è ora ulteriormente rafforzata abbracciando l’intera suite che sarà operativa già a partire da dicembre 2018.

L’obiettivo è garantire ai propri clienti impression “Fraud Free”, “Viewable only” e “Safety First”. Ciò ha permesso di raggiungere importanti risultati in termini di expertise e competenza sui KPI attesi.

Cos’è il R.O.A.R. di Triboo

Il R.O.A.R. consiste in una serie di procedure per il costante controllo della qualità e l’impiego di sofisticate tecnologie sviluppate sia internamente, che tramite partnership internazionali, finalizzate da un lato a stabilizzare i KPI attesi sui siti, e dall’altro a monetizzare in modo congruo l’inventory così ottenuta.

Un lavoro mirato a targettizzare solo le impression migliori e che premia i siti che lavorano costantemente al miglioramento delle posizioni pubblicitarie, a limitare l’affollamento pubblicitario e ridurre la frequenza per utente.

Il protocollo R.O.A.R richiede l’adozione da parte degli editori di una suite tecnologia complessa – ma facile da implementare – messa a disposizione da Triboo, per governare le posizioni banner in modo dinamico e ottimizzarne la monetizzazione. Con questa soluzione, la società garantirà ai clienti la qualità dell’inventory acquistata dal provider Triboo, senza dispersione e underdelivery.

Nuovo ruolo in Triboo Media per Cristina Pianura: sarà anche COO

Novità ai vertici dell’area Media di Gruppo Triboo. Nell’ambito di una serie di nuove nomine (qui l’articolo dedicato), a Cristina Pianura, già alla guida di Prime Real Time, è stato affidato il ruolo di Chief Operation Officer.

Un incarico che è una naturale evoluzione della recente nomina della manager a Head of Customer Operations and Programmatic di Triboo Media, ufficializzata alla fine dello scorso mese, e che va nella direzione di una maggiore integrazione del Programmatic nell’offerta del gruppo, come ha spiegato la stessa manager a Programmatic Italia.

«E’ una nomina che mi fa molto onore – ha commentato -, e che rappresenta un segnale di quanto Gruppo Triboo creda nel Programmatic. Tra i miei compiti in questo ruolo ci sarà infatti quello di sfruttare tutte le competenze acquisite in Prime Real Time, società di cui manterrò la guida, per dare una forte spinta all’integrazione del Programmatic nell’offerta e nell’orientamento di business del gruppo a livello di customer operation».

Cristina Pianura continuerà a mantenere il ruolo di Managing Director di Prime Real Time.

Rubicon Project lancia l'Exchange API. LeonardoADV tra i primi adopters internazionali

Rubicon Project, una delle più grandi piattaforme programmatiche indipendenti per la compravendita di pubblicità, ha annunciato oggi (mercoledì) la disponibilità a livello internazionale dell’Exchange Application Programming Interface (Exchange API), che collega i server pubblicitari direttamente alla piattaforma.

Insieme ad eplanning Adhese, tra le prime concessionarie impegnate nell’implementazione di questa nuova soluzione c’è LeonardoADV.

Grazie all’Exchange API di Rubicon Project, i server pubblicitari e gli editori o concessionarie che dispongono di un ad server proprietario possono collegarsi in modo molto più semplice all’Advertising Automation Cloud di Rubicon Project, e raggiungere qui un gran numero di acquirenti di pubblicità.

Stefano Zilli (foto Linkedin)
Stefano Zilli (foto Linkedin)

«Grazie all’Exchange API di Rubicon Project, gli acquirenti con cui collaboriamo, inclusi trading desk di marchi e agenzie, possono lavorare con maggiore efficienza e allo stesso tempo si assicura la massimizzazione dei ricavi da Leonardo ADV e JuiceADV, valorizzando al massimo ogni visualizzazione tramite l’allocazione dinamica» spiega Stefano Zilli, cto di LeonardoADV.

Praticamente, tutti gli editori e gli sviluppatori di app mobili dispongono di inventari pubblicitari invenduti o non adeguatamente monetizzati. La domanda da parte degli acquirenti “coprirebbe tutte le visualizzazioni, ma ‘vive’ tradizionalmente in sistemi diversi”, si legge nel comunicato stampa diffuso da Rubicon Project. A causa della frammentazione dello scenario, l’allocazione dell’inventory pubblicitaria non è quindi distribuita in modo ottimale rispetto alla domanda da parte degli acquirenti.

Sara-Buluggiu-Rubicon_Project
Sara Buluggiu

L’Exchange API è stata concepita per porre rimedio a questa frammentazione. L’interfaccia collega i server pubblicitari direttamente alla piattaforma di scambio di Rubicon Project, consentendo un maggior accesso alla domanda degli acquirenti e una migliore distribuzione dell’inventory nei vari media.

«Il fatto che LeonardoADV sia tra i first adopter di questa nuova tecnologia conferma da un lato la maturità della concessionaria rispetto alle frontiere più avanzate della tecnologia a servizio della pubblicità, dall’altro più in generale l’interesse da parte del mercato italiano per le novità proposte dal mondo del Programmatic e da Rubicon Project», commenta Sara Buluggiu, direttore commerciale Sud Europa di Rubicon Project.

Queste le principali caratteristiche dell’Exchange API di Rubicon Project:

I vantaggi:

●        Un singolo punto di integrazione che fornisce accesso a tutte le maggiori fonti globali di domanda attraverso web per dispositivi mobili, app, display e video.

●        Maggiori ricavi per i venditori grazie all’allocazione ottimale e intelligente di domanda diretta e indiretta

●        Possibilità di realizzare accordi programmatici in competizione con le vendite dirette, per una gestione olistica degli introiti

●        Collegamento diretto a una piattaforma di scambio matura con una massa critica di acquirenti consolidata

●        Nessuno dei costi di sviluppo, ingegnerizzazione e gestione di infrastrutture associati alla creazione di una piattaforma proprietaria

●      Riduzione delle spese operative associate alla negoziazione e alla gestione dei tag di scambio

●      Riduzione significativa dei passback con meno latenza, discrepanze e perdite di dati

 

Caratteristiche tecniche

●      Supporto per app mobili, mobile web, formati display e video

●      Facile integrazione che sfrutta il protocollo OpenRTB-2.2 con molti elementi condivisi

●      Accesso a tutta la gamma di opzioni del Seller Cloud di Rubicon Project, compresa la tutela e la sicurezza del marchio, reportistica e analisi dei dati, controlli per le offerte in tempo reale (Real-Time Bidding) e applicazioni per l’automazione degli ordini diretti

●      Prossimamente: supporto degli ordini diretti automatizzati garantiti in tutti gli inventari