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Prebid.org integra la soluzione di ID unificato di The Trade Desk

Prebid.org ha annunciato di avere incorporato la soluzione di ID unificato di The Trade Desk all’interno del proprio toolkit open-source, come modulo opzionale che gli editori potranno attivare a loro discrezione.

L’adozione della soluzione gratuita di ID unificato consentirà a tutti i vari player della catena del valore (SSP, DSP, DMP e fornitori di dati) di utilizzare il cookie footprint di The Trade Desk per migliorare la copertura dei propri cookie su internet. Ogni attuale utilizzatore della piattaforma Prebid.org potrà aggiornare il proprio codice ed iniziare ad utilizzare la soluzione.

«L’abbinamento di ID è una componente critica dell’ecosistema di acquisto e vendita. L’intero mercato trae beneficio dall’utilizzo di uno stesso linguaggio di identity dei cookie. La soluzione di ID unificato di The Trade Desk è un modo per gli editori di standardizzare il processo di abbinamento degli ID e condividere le identità come uno strumento comune – spiega Alexandra Smith, Chair di Prebid.org -. Implementando questi standard, arricchiamo l’esperienza dell’utente e uniamo l’internet aperto».

«Facciamo un plauso a Prebid.org per aver adottato il tool di ID unificato nella loro soluzione di header bidding – ha aggiunto Tim Sims, SVP of Inventory Partnerships di The Trade Desk -. L’header bidding copre circa l’80% dell’industria editoriale, con Prebid.org che rappresenta migliaia di publisher. La diffusa integrazione della soluzione di ID unificato valida la nostra missione collettiva di migliorare l’efficacia della pubblicità digitale».

Intanto, oltre alla partnership con Prebid.org sul fronte identity, The Trade Desk ha in questi giorni annunciato anche un’altra novità: la nomina di Jonathan Carson a suo primo Chief Revenue Officer. Carson ha precedentemente lavorato in Vevo, sempre come CRO, e in Nielsen come CEO of digital, e nel suo nuovo ruolo si occuperà di guidare la crescita dei ricavi della società, puntando in particolare sull’arricchimento dell’offerta, in particolare nei settori video e connected tv, e sulla crescita internazionale.

The Trade Desk cresce nel Q1 2019 e valuta nuove acquisizioni

Continua il periodo positivo di The Trade Desk. Due anni e mezzo dopo la sua quotazione, la società di ad tech continua a crescere, raggiungendo nel primo trimestre 2019 i 121 milioni di dollari di ricavi, in aumento del 41% rispetto agli 85,7 totalizzati un anno fa. In aumento anche la redditività, a 10,2 milioni di dollari contro i 9,1 del 2018.

In questi mesi, la società ha contribuito a solidificare la propria posizione di rilievo nel panorama delle DSP indipendenti, mantenendo un tasso di client retention del 95% da quando è entrata in Borsa.

E adesso, la società punta ancora a crescere, anche attraverso nuove acquisizioni. In occasione della comunicazione della trimestrale, il founder e CEO Jeff Green ha detto che The Trade Desk è attualmente alla ricerca di modi per investire i propri capitali, e che, ad esempio, ha valutato l’acquisto di asset di Sizmek all’indomani della presentazione dell’istanza per il Capitolo 11 del Codice di Bancarotta americano da parte della società (che poi ha venduto DSP e DMP a Zeta Global per 36 milioni di dollari).

Publicis Media entra nel consorzio blockchain AdLedger

Oggi nella nostra rassegna parliamo di blockchain, dati e di un importante traguardo internazionale per The Trade Desk.

Publicis Media entra nel consorzio blockchain AdLedger

Anche Publicis Media entra nel roster del consorzio blockchain AdLedger. Nel board dell’organizzazione non-profit volta a promuovere l’utilizzo della blockchain nella pubblicità digitale sono arrivati nuovi rappresentanti, tra cui la divisione media della holding francese, l’azienda di cioccolato americana The Hershey Company e la società di consulenza ed eventi Gabbcon. Vanno ad aggiungersi ad altri importanti nomi del mercato, tra cui GroupM e Omnicom. Leggi di più su AdWeek.

Microsoft, Adobe e SAP, nuovi sviluppi per l’Open Data Initiative

Lo scorso anno, Microsoft, Adobe e SAP hanno annunciato il lancio dell’Open Data Initiative, un progetto volto a rendere più facile ai clienti delle tre società il trasferimento dei dati dai servizi di uno a quelli dell’altro, attraverso la creazione di un format di dati comune e standardizzato e di un unico bacino comune di insight. Adesso, in occasione dell’Adobe Summit, le tre aziende sono tornate sul palco insieme per presentare le prime case history e per annunciare le future mosse volte a espandere il programma e portare a bordo nuovi partner. Leggi di più su TechCrunch.

The Trade Desk sbarca in Cina

Nell’ambito di un’espansione internazionale, The Trade Desk ha ufficialmente lanciato la sua piattaforma di acquisto in programmatic in Cina. Il lancio avviene dopo una fase di beta test avviata lo scorso anno, durante la quale sono state erogate campagne multicanale su inventory verticali di vari settori quali hospitality, luxury retail ed education. Leggi di più su The Drum.

Dieci big dell’editoria francese uniscono le forze per creare un sistema di login unificato

Oggi nella nostra rassegna spazio a una nuova alleanza in Francia sul fronte dati, al bilancio 2018 di The Trade Desk e alle preoccupazioni delle agenzie sul tema delle frodi.

Dieci big dell’editoria francese si uniscono per creare un sistema di login unificato

In Francia, 10 media company tra editori di news, radio e broadcaster, si sono messi insieme per lavorare a una tecnologia di login unificato. Si tratta di Le Figaro, Altice, Team, M6-RTL, Lagardère Active, Czech Media Invest France, 20 Minutes, Les Echos-Le Parisien, Le Point e Radio France (realtà che insieme raggiungono l’80% dei francesi su internet), che hanno unito le risorse, e 5 milioni di euro in 3 anni, per creare una infrastruttura tecnologica comune e indipendente che potrà in seguito essere utilizzata anche da altri publisher, e che consentirà di accedere – con lo stesso indirizzo email – a tutte le property degli editori. Un progetto utile per competere con i walled garden e per facilitare la conformità della raccolta dei dati al GDPR. Leggi di più su Digiday.

The Trade Desk, il 2018 si chiude col segno “più”

The Trade Desk chiude il 2018 in positivo. Secondo l’ultima trimestrale della società di ad tech, le aziende hanno investito sulla piattaforma 2,35 miliardi di dollari l’anno scorso, per un totale di 447 milioni di ricavi, il 55% in più del 2017. Anche il trimestre è andato bene: +56% di giro d’affari, a quota 160,5 milioni. E nel 2019, la società si aspetta una spesa lorda sulla piattaforma di 3,2 miliardi, e un fatturato di 637 milioni di dollari. A trainare la crescita, la forte customer retention, oltre al lancio di nuovi prodotti e funzionalità. Leggi di più su MediaPost.

Per le agenzie, le frodi sono il principale ostacolo all’aumento della spesa adv

In un sondaggio condotto dalla società di misurazioni Integral Ad Science (IAS) negli Stati Uniti, il 69% dei professionisti d’agenzia ha dichiarato che le frodi sono il principale ostacolo alla crescita degli investimenti pubblicitari. Un’opinione condivisa dal 52,6% di chi lavora in azienda. Sebbene non si abbia una cifra precisa, si stima che le frodi pubblicitarie possano costare in effetti agli inserzionisti una cifra stimata tra i 6,5 miliardi di dollari e i 19 miliardi. Leggi di più su eMarketer.

Negoziare con gli ad exchange per abbassare la tech tax: l’evoluzione della Supply-Path Optimization

Oggi nella nostra rassegna spazio all’evoluzione della Supply-Path Optimization, a una novità di SpotX sul fronte targeting e al rapporto tra GDPR e Influencer Marketing.

Negoziare con gli ad exchange per risparmiare sulla tech tax: la nuova frontiera della Supply Path Optimization

Tra le parole più in voga nel mondo del Programmatic, la Supply Path Optimization (SPO) consente alle aziende di individuare il modo migliore (ottimizzato, appunto) per arrivare all’inventory che desiderano. Adesso, questo processo è giunto a un nuovo step: quello in cui gli inserzionisti negoziano con le piattaforme di scambio per creare la propria strada più economica verso l’offerta. Un esempio è quello dell’agenzia Goodway Group, specializzata in programmatic lato domanda, che ha stretto un accordo con PubMatic in cui la SSP si impegna ad abbassare le proprie fee se essa aumenta i propri investimenti sulla piattaforma. Leggi di più su AdExchanger.

Anche SpotX integra la soluzione di ID unificato di The Trade Desk

Dopo Triplelift, ora anche SpotX si aggiunge alla lista di piattaforme che hanno integrato la soluzione di ID unificato di The Trade Desk, con l’obiettivo di migliorare l’indirizzamento delle campagne digitali. L’ID unificato consente a diverse società della catena di valore di integrare il modello di cookie di The Trade Desk alla propria copertura di tracciamento, aumentando così i loro match rate per un migliore targeting degli annunci. Leggi di più su MediaPost.

Gli effetti del GDPR sull’Influencer Marketing

Il mercato dell’influencer marketing è in crescita e in costante evoluzione. Ma tra le nuove difficoltà delle aziende che lo utilizzano, oltre la questione disclosure, c’è anche l’utilizzo dei dati, e i limiti che su di esso impongono normative come il GDPR. Molte delle agenzie e piattaforme che connettono i brand con potenziali influencer fanno infatti affidamento sui dati degli utenti per determinare se i follower del personaggio hanno possibilità o meno di essere attirati dal brand: per il 54% dei marketer, le informazioni sul pubblico sono una parte essenziale dell’identificazione del giusto influencer. Ma il GDPR complica le cose e, cosa non da poco, aumenta i costi. Leggi di più su eMarketer.

TripleLift, targeting migliore grazie all’ID unificato di The Trade Desk

Oggi nella nostra rassegna parliamo di Native, di un’importante nuova acquisizione nel mercato programmatico, e di un’azienda che di anno in anno sta diventando un sempre più grosso spender pubblicitario.

TripleLift, targeting migliore grazie all’ID unificato di The Trade Desk

La SSP Native TripleLift ha integrato nella propria offerta l’ID unificato di The Trade Desk, una soluzione che consente a tutti i membri della supply chain (SSP, DSP, DMP e fornitori di dati) di utilizzare un identificativo unico capace di riconoscere un utente tra i vari cookie utilizzati, migliorando così i propri match rate. Un’integrazione, spiega TripleLift, che punta a soddisfare il desiderio dei brand di raggiungere le capacità di targeting dei walled garden, consentendo così di estendere al native i loro investimenti adv social. Leggi di più su PPC Land.

Ufficiale: Taptica acquisisce RhythmOne per 176 milioni di dollari

E’ ufficiale: Taptica acquisirà RhythmOne per 176 milioni di dollari. Grazie a questa operazione (di cui avevamo dato un’anticipazione in questo articolo), la società specializzata in ad tech mobile farà suoi svariati asset attualmente parte dell’azienda, tra cui le tecnologie di YuMe, Burst Media e RadiumOne. All’interno di Taptica, YuMe, la DSP Tremor Video (comprata dalla società nel 2017) e RhythmOne opereranno come divisioni separate, insieme al business principale della società che è il mobile a performance. Una volta che l’accordo verrà completato ad aprile, RhythmOne verrà ritirato dal London Stock Exchange dove è attualmente quotato. Leggi di più su AdExchanger.

Netflix punta sull’adv (da inserzionista): spesi nel 2018 1,8 miliardi di dollari

Netflix non ha pubblicità all’interno della sua offerta di video in streaming, ma ciò non vuol dire che non creda nell’adv. Anzi. Secondo documenti recentemente consegnati dalla società alla SEC americana, l’azienda ha speso nel 2018 in pubblicità circa 1,8 miliardi di dollari. La cifra, oltre il doppio degli 842 milioni investiti nel 2016, è anche in forte aumento rispetto al 2017, quando si attestava sugli 1,09 miliardi di dollari. Leggi di più su MediaPost.

PubMatic integra la soluzione di ID unificato di The Trade Desk

PubMatic ha integrato la soluzione di ID unificato di The Trade Desk sulla sua piattaforma sell-side. L’obiettivo è migliorare l’impatto e l’efficacia l’estensione delle audience addressable.

L’adozione dello strumento, si legge nella nota, permette a tutti gli operatori della filiera (SSP, DSP, DMP e fornitori di data) di utilizzare il cookie footprint di The Trade Desk per accrescere la propria copertura di cookie su tutto l’internet. In aggiunta, la soluzione di ID unificato consente di ottenere migliori match rate a tutte le parti coinvolte.

“La portata e la scala dell’internet aperta rende strumenti come quello di The Trade Desk necessari per un marketing più efficace a livello globale”, ha dichiarato Amar Goel, Fondatore e Chief Growth Officer di PubMatic, “Il lato offerta del mercato pubblicitario giocherà un ruolo cruciale nell’accrescimento dell’adozione della soluzione, che rappresenta una vittoria sotto tutti i fronti per l’industria al fine di generare maggiori rendimenti per gli editori, migliorare l’internet indipendente e sfidare i walled garden”.

“PubMatic è leader nel panorama del programmatic lato offerta, e siamo entuasisti che loro siano stati i primi a implementare la soluzione di ID unificato”, ha dichiarato Brian Stempeck, Chief Client Officer, The Trade Desk, “Abbiamo deciso di lanciare questa iniziativa per offrire alla nostra industria una soluzione semplice e gratuita per migliorare internet. Un ampia diffusione della soluzione aiuterà la pubblicità digitale a essere più efficace”.

The Trade Desk potenzia la sua piattaforma di programmatic con l’AI

La piattaforma internazionale di tecnologie per il programmatic advertising The Trade Desk ha annunciato il lancio di una serie di nuovi prodotti per aiutare gli inserzionisti a usare nuovi insight data-driven per pianificare, ottimizzare e acquistare campagne sui media digitali con un’efficacia “maggiore che mai”.

New Wave” – questo il titolo scelto per la nuova suite di prodotti – si compone di tre strumenti diversi.

Il primo è Koa, un motore di intelligenza artificiale che dovrebbe aiutare inserzionisti e agenzie a prendere migliori decisioni riguardo alle campagne, e migliorarne le performance; poi c’è Planner, uno strumento di pianificazione che combina dati di prima e terza parte per scegliere i device, i network pubblicitari, i canali, le aree geografiche o i gruppi demografici che consentono di raggiungere il target nel modo più efficace, e suggerisce modi per ottimizzare la spesa media rispetto alle possibili opportunità. E infine ecco Megagon, intuitiva nuova interfaccia su cui visualizzare ed elaborare le informazioni di Koa per prendere decisioni in tempo reale.

Con i nuovi strumenti, la piattaforma “potenziata” di The Trade Desk dovrebbe agevolare gli spender soprattutto nella fase di pre-campagna, aiutandoli a stimare e ottimizzare l’impatto in termini di delivery e di costi di ogni ottimizzazione apportata nella piattaforma, prima di iniziare a erogare.

Tutti i nuovi strumenti sono disponibili gratuitamente per i clienti di The Trade Desk. “Siamo orgogliosi di lanciare The Next Wave per realizzare la promessa del programmatic: un approccio più data-driven all’advertising che offre benefici a inserzionisti, editori e consumatori”, commenta Jeff Green, Ceo e fondatore della società.

Marketing people-based: l’Advertising ID Consortium integra l’ID DigiTrust

Il tentativo dell’industria del programmatic advertising di fornire al mercato pubblicitario una soluzione “aperta” e condivisa per il marketing “people-based” (cioè in grado di “unificare” il targeting delle campagne verso un singolo individuo sui vari dispositivi che utilizza per connettersi a internet) compie un passo in avanti con l’annuncio dell’integrazione tra i due principali esperimenti in questo campo: l’Advertising ID Consortium e l’ID DigiTrust.

Nato circa un anno fa su iniziativa di AppNexus, LiveRamp e Index Exchange, l’Advertising ID Consortium da subito si è rivelato come una delle iniziative più credibili per contrastare il dominio di Google e Facebook nel marketing people-based, reso possibile dalle loro soluzioni di tracciamento basate su login (login che l’utente fa su diversi dispositivi, consentendo di fatto di associarli tutti a un’unica persona). La soluzione sviluppata dal consorzio prevede l’associazione di una versione criptata di un identificativo omnicanale people-based a un cookie pool aperto, residente su un dominio condiviso.

L’iniziativa ha presto infatti raccolto l’adesione di The Trade Desk, entrata anche nel board of directors del Consorzio, e di una ventina di altre piattaforme tra cui Adform, Tradelab, Sizmek e molte altre.

Ora, l’integrazione con DigiTrust – organismo no-profit che fa capo allo IAB Tech Lab – porta il passaggio dell’iniziativa a un livello più “istituzionale” e dovrebbe sgombrare il campo da ipotesi di conflitto di interesse.

La possibilità di usare per il tracciamento una soluzione sviluppata da un associazione “neutrale” come l’ID Digitrust, anziché necessariamente l’Open AD di AppNexus o l’Unified Open ID di The Trade Desk, dovrebbe facilitare l’adesione al consorzio a quelle piattaforme di programmatic restie a adottare una soluzione di tracciamento sviluppata da un competitor.

Heineken internalizza i processi di verifica della pubblicità

Oggi nella nostra rassegna le ultime novità in campo ad tech di Heineken e OpenX e la prima trimestrale 2018 di The Trade Desk.

Heineken internalizza i processi di verifica della pubblicità

Heineken punta a internalizzare i processi di verifica della pubblicità. La società, che fino ad oggi faceva riferimento a società esterne per la verifica di brand safety, frodi e viewability della pubblicità acquistata, starebbe conducendo una ricerca a livello globale per trovare una tecnologia di “ad verification” direttamente implementabile da tutti i mercati in cui l’azienda è operativa. Una volta trovata la tecnologia, l’azienda di birra porterà in-house la gestione del business. Leggi di più su Digiday.

OpenX annuncia un nuovo exchange pubblicitario per il mobile video “opt-in”

Il fornitore di tecnologie pubblicitarie OpenX ha annunciato la nascita di un nuovo exchange pubblicitario per il mobile video. La sua particolarità è che è dedicato esclusivamente agli spot “opt-in“, ossia a quegli annunci che gli utenti scelgono di guardare in cambio della fruizione di un contenuto. Dopo una fase di alpha test privato, la soluzione è ora passata alla sperimentazione beta e ad una disponibilità più vasta. Durante i primi test, il tasso di completamento degli spot ha superato il 90%, un aumento del 30% rispetto a tutti gli altri formati video. Leggi di più su MediaPost.

The Trade Desk corre nel Q1 2018

Il primo trimestre 2018 è positivo per The Trade Desk. La società di ad tech ha generato 85,7 milioni di dollari di fatturato, in aumento del 61% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche i profitti sono cresciuti, con un utile netto trimestrale di 9,1 milioni di dollari, rispetto ai 4,9 del Q1 2017. In virtù di questi numeri, la società ha aumentato di 30 milioni di dollari le sue previsioni di fatturato complessivo per il 2018: la nuova stima è di 433 milioni di dollari. Leggi di più su AdExchanger.