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The Trade Desk potenzia la sua piattaforma di programmatic con l’AI

La piattaforma internazionale di tecnologie per il programmatic advertising The Trade Desk ha annunciato il lancio di una serie di nuovi prodotti per aiutare gli inserzionisti a usare nuovi insight data-driven per pianificare, ottimizzare e acquistare campagne sui media digitali con un’efficacia “maggiore che mai”.

New Wave” – questo il titolo scelto per la nuova suite di prodotti – si compone di tre strumenti diversi.

Il primo è Koa, un motore di intelligenza artificiale che dovrebbe aiutare inserzionisti e agenzie a prendere migliori decisioni riguardo alle campagne, e migliorarne le performance; poi c’è Planner, uno strumento di pianificazione che combina dati di prima e terza parte per scegliere i device, i network pubblicitari, i canali, le aree geografiche o i gruppi demografici che consentono di raggiungere il target nel modo più efficace, e suggerisce modi per ottimizzare la spesa media rispetto alle possibili opportunità. E infine ecco Megagon, intuitiva nuova interfaccia su cui visualizzare ed elaborare le informazioni di Koa per prendere decisioni in tempo reale.

Con i nuovi strumenti, la piattaforma “potenziata” di The Trade Desk dovrebbe agevolare gli spender soprattutto nella fase di pre-campagna, aiutandoli a stimare e ottimizzare l’impatto in termini di delivery e di costi di ogni ottimizzazione apportata nella piattaforma, prima di iniziare a erogare.

Tutti i nuovi strumenti sono disponibili gratuitamente per i clienti di The Trade Desk. “Siamo orgogliosi di lanciare The Next Wave per realizzare la promessa del programmatic: un approccio più data-driven all’advertising che offre benefici a inserzionisti, editori e consumatori”, commenta Jeff Green, Ceo e fondatore della società.

Marketing people-based: l’Advertising ID Consortium integra l’ID DigiTrust

Il tentativo dell’industria del programmatic advertising di fornire al mercato pubblicitario una soluzione “aperta” e condivisa per il marketing “people-based” (cioè in grado di “unificare” il targeting delle campagne verso un singolo individuo sui vari dispositivi che utilizza per connettersi a internet) compie un passo in avanti con l’annuncio dell’integrazione tra i due principali esperimenti in questo campo: l’Advertising ID Consortium e l’ID DigiTrust.

Nato circa un anno fa su iniziativa di AppNexus, LiveRamp e Index Exchange, l’Advertising ID Consortium da subito si è rivelato come una delle iniziative più credibili per contrastare il dominio di Google e Facebook nel marketing people-based, reso possibile dalle loro soluzioni di tracciamento basate su login (login che l’utente fa su diversi dispositivi, consentendo di fatto di associarli tutti a un’unica persona). La soluzione sviluppata dal consorzio prevede l’associazione di una versione criptata di un identificativo omnicanale people-based a un cookie pool aperto, residente su un dominio condiviso.

L’iniziativa ha presto infatti raccolto l’adesione di The Trade Desk, entrata anche nel board of directors del Consorzio, e di una ventina di altre piattaforme tra cui Adform, Tradelab, Sizmek e molte altre.

Ora, l’integrazione con DigiTrust – organismo no-profit che fa capo allo IAB Tech Lab – porta il passaggio dell’iniziativa a un livello più “istituzionale” e dovrebbe sgombrare il campo da ipotesi di conflitto di interesse.

La possibilità di usare per il tracciamento una soluzione sviluppata da un associazione “neutrale” come l’ID Digitrust, anziché necessariamente l’Open AD di AppNexus o l’Unified Open ID di The Trade Desk, dovrebbe facilitare l’adesione al consorzio a quelle piattaforme di programmatic restie a adottare una soluzione di tracciamento sviluppata da un competitor.

Heineken internalizza i processi di verifica della pubblicità

Oggi nella nostra rassegna le ultime novità in campo ad tech di Heineken e OpenX e la prima trimestrale 2018 di The Trade Desk.

Heineken internalizza i processi di verifica della pubblicità

Heineken punta a internalizzare i processi di verifica della pubblicità. La società, che fino ad oggi faceva riferimento a società esterne per la verifica di brand safety, frodi e viewability della pubblicità acquistata, starebbe conducendo una ricerca a livello globale per trovare una tecnologia di “ad verification” direttamente implementabile da tutti i mercati in cui l’azienda è operativa. Una volta trovata la tecnologia, l’azienda di birra porterà in-house la gestione del business. Leggi di più su Digiday.

OpenX annuncia un nuovo exchange pubblicitario per il mobile video “opt-in”

Il fornitore di tecnologie pubblicitarie OpenX ha annunciato la nascita di un nuovo exchange pubblicitario per il mobile video. La sua particolarità è che è dedicato esclusivamente agli spot “opt-in“, ossia a quegli annunci che gli utenti scelgono di guardare in cambio della fruizione di un contenuto. Dopo una fase di alpha test privato, la soluzione è ora passata alla sperimentazione beta e ad una disponibilità più vasta. Durante i primi test, il tasso di completamento degli spot ha superato il 90%, un aumento del 30% rispetto a tutti gli altri formati video. Leggi di più su MediaPost.

The Trade Desk corre nel Q1 2018

Il primo trimestre 2018 è positivo per The Trade Desk. La società di ad tech ha generato 85,7 milioni di dollari di fatturato, in aumento del 61% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche i profitti sono cresciuti, con un utile netto trimestrale di 9,1 milioni di dollari, rispetto ai 4,9 del Q1 2017. In virtù di questi numeri, la società ha aumentato di 30 milioni di dollari le sue previsioni di fatturato complessivo per il 2018: la nuova stima è di 433 milioni di dollari. Leggi di più su AdExchanger.

DMP, Oracle è ancora la più utilizzata dai marketer. Ma crescono Salesforce e The Trade Desk

La data management platform di Oracle continua ad essere la più riconosciuta e utilizzata dai marketer ma Salesforce prosegue la sua ascesa all’interno dell’industria del marketing tecnologico. Nella classifica stilata dal Programmatic Intelligence Q4 di Advertiser Perceptions, la DMP di Oracle si trova al primo posto per utilizzo e intenzione d’acquisto dei marketer ma è indietro per quanto concerne alcuni fattori rilevanti per i professionisti.

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Una posizione quasi “di rendita” ereditata dall’acquisizione di BlueKai, ha fatto notare ad Adexchanger Kevin Mannion, Chief Strategy Officer di Advertiser Perceptions, ma non inespugnabile visti i progressi fatti dalle piattaforme concorrenti.

I principali criteri tecnologici che, secondo la ricerca, orientano la scelta della DMP da parte degli inserzionisti sono: la scoperta di inventario pubblicitario, l’accesso gratuito ai CRM e la capacità di raccogliere i dati da file di registro e API.

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Per quanto riguarda il primo criterio, Oracle ha ottenuto una posizione bassa, MediaMath si è invece guadagnata la vetta della classifica. Risultati medi in termini di accesso ai dati per gli insight CRM, area in cui eccelle Adobe Audience Manager. Risulta terza nella raccolta dati, in cui domina la DMP di Salesforce. The Trade Desk ha ottenuto il posto più alto per la tipologia di analytics desiderati dai marketer: qualità delle valutazioni post-campagna, insight e raccomandazioni.

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Gli analytics di Oracle, secondo Advertiser Perceptions, sono stati superati anche in aree come l’identificazione e analisi cross-dispositiivo (MediaMath, Viant e The Trade Desk hanno conquistato il podio) impostazione e partecipazione a QA (i primi tre sono stati Salesforce, The Trade Desk e eXelate).

Nel complesso, emerge dal documento, Salesforce e The Trade Desk sembrano essere le data management platform con maggiore slancio.

The Trade Desk chiude il 2017 a +52%. Il focus di quest’anno? La Programmatic Tv

The Trade Desk continua a registrare risultati positivi. Secondo l’ultima trimestrale pubblicata dalla società ad-tech, la spesa sulla piattaforma da parte degli inserzionisti è stata di 1,55 miliardi di dollari lo scorso anno; ciò ha determinato una crescita dei ricavi annuali del 52%, a 308 milioni di dollari.

Un dato rilevante emerso dal bilancio è che sulla DSP la pubblicità mobile ha superato la display desktop per la prima volta, anche se non si conoscono precisamente gli introiti per canale.

I ricavi e l’inventario da televisione connessa sono cresciuti a tassi esponenziali anno su anno, tanto che “il 2018 è l’anno in cui questo canale diventerà fondamentale per il fatturato di tutta la compagnia”, ha dichiarato Jeff Green, Ceo di The Trade Desk, che ha aggiunto che “in pochi anni la televisione programmatica sorpasserà il mobile”.

La Programmatic Tv al centro delle strategie di The Trade Desk

Gli operatori delle tecnologie pubblicitarie sono abituati a entrare nel mercato con un eccesso di offerta per poi cercare compratori. La televisione connessa e le OTT rappresentano invece, secondo Green, “la prima volta in ambito programmatico in cui la domanda è venuta prima dell’offerta”.

Gli acquisti televisivi determinano margini di profitto più basi rispetto ai media digitali. Le spese per le operazioni di piattaforma e lo sviluppo della tecnologia di The Trade Desk sono ammontate a circa 119 milioni di dollari nel 2017, in aumento dai circa 67 milioni dell’anno precedente.

Nonostante la forte crescita, queste tendenze pesano sulla redditività, ma la società è concentrata sull’acquisizione di quote della crescita del mercato programmatico, anche a spese dei suoi margini operativi e del take rate, ovvero la quota che The Trade Desk incassa su ogni dollaro speso sulla piattaforma.

DMP, Oracle è la preferita da aziende e agenzie. Ma Salesforce cresce in popolarità

Come si articola il panorama delle DMP e quali sono le piattaforme più utilizzate nel mercato? Una ricerca internazionale di Advertiser Perceptions prova a far luce su uno strumento sempre più utilizzato da inserzionisti ed agenzie.

Secondo i dati del Programmatic Intelligence Report della società, relativi al terzo trimestre dell’anno, la DMP preferita da aziende e agenzie risulta essere quella di Oracle, seguita a breve distanza da un’altra piattaforma, quella di Salesforce, entrata da pochissimo in classifica (dopo l’acquisizione di Krux da parte della società di cloud computing) e da allora sempre più popolare.

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Alla DMP di Salesforce, che attualmente dista dalla prima in classifica solo quattro punti percentuali, gli intervistati riconoscono varie qualità, come la semplicità di utilizzo e l’autorevolezza. Ciononostante, Oracle sembra batterla in termini di uso effettivo, intenzione di utilizzo e familiarità, anche se dimostra carenze sul fronte “comunicazione”: la sua DMP, secondo aziende e agenzie coinvolte nello studio, non riesce a comunicare competenze tech e road map come Salesforce, MediaMath e The Trade Desk, non è semplice da utilizzare né mostra una piena comprensione dei bisogni dei clienti (MediaMath è la prima in tal senso).

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Quanto a intenzione di utilizzo nel 2018, sul podio si posizionano Oracle, Adobe e The Trade Desk, seguite a parimerito da AOL e da [x+1]/Rocket Fuel (ora Sizmek).

The Trade Desk, i ricavi aumentano del 50% a 80 milioni di dollari

The Trade Desk ha annunciato i risultati finanziari relativi al terzo trimestre. I ricavi sono stati pari a 79,4 milioni di dollari, aumentati del 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Considerate le prestazioni positive conseguite, la società ad tech ha incrementato le stime di fatturato per l’intero 2017 da 303 a 306 milioni.

“I nostri risultati continuano a evidenziare la crescita del programmatic e il successo che una piattaforma data-drive obiettiva e indipendente può avere in questo mercato. Abbiamo di nuovo riscontrato grande vigore su tutti i canali nel nostro business, inclusi il mobile, l’audio e la televisione connessa, che ha contribuito ad una forte crescita dei ricavi e EBITDA“, ha dichiarato Jeff Green, fondatore e Ceo di The Trade Desk, “Abbiamo anche registrato una forte espansione delle quote di mercato detenute in altri Paesi in cui siamo operativi”.

Nel dettaglio, il segmento mobile (in-App, video e web) ha raggiunto una quota del 40% della spesa totale nel periodo che va da luglio a settembre, evidenziando l’importanza del canale per gli inserzionisti. La televisione connessa, invece, ha segnato +159% rispetto al terzo trimestre 2016.

zeotap fornirà i dati deterministici a MediaMath. Polizzy Carbonelli: «Presto integreremo una nuova SSP»

Zeotap ha annunciato di aver effettuato l’integrazione con la demand-side platform MediaMath. Aziende e agenzie clienti della DSP potranno pianificare le loro campagne e acquistare spazi pubblicitari utilizzando i dati deterministici del fornitore.

«Abbiamo allargato ulteriormente la capacità di distribuire il nostro prodotto, ovvero il dato. Questa integrazione si aggiunge a quella effettuata con The Trade Desk (leggi l’articolo dedicato), che, insieme alla stessa MediaMath, è la DSP di riferimento di Procter & Gamble, uno dei più grandi inserzionisti al mondo; in questo modo, riusciamo ad essere vicini alle maggiori aziende investitrici che utilizzano i dati secondo modalità avanzate. Grazie agli accordi con i principali attori dell’ad-tech, siamo nelle condizioni di distribuire i nostri dati efficacemente e in tutta sicurezza», ha dichiarato Riccardo Polizzy Carbonelli, Country Head per l’Italia di zeotap.

Le integrazioni eseguite da zeotap riguardano anche il fronte vendita del programmatic, come dimostra la collaborazione stretta a fine settembre con smartclip (leggi l’articolo dedicato), grazie alla quale ora è possibile acquistare l’inventory premium video della SSP attraverso i dati deterministici della società fondata e guidata da Daniel Heer.

«La nostra piattaforma è tecnologicamente agnostica e capace di integrarsi anche alle supply-side platform. Proprio in tal proposito, posso anticipare che prima della fine dell’anno annunceremo un accordo con un’altra SSP», ha concluso Polizzy Carbonelli.

zeotap, completata l’integrazione con The Trade Desk

Continua la crescita della data company zeotap nel mercato del programmatic advertising: la società fondata da Daniel Heer, presente anche in Italia dal 2016, ha annunciato di aver completato l’integrazione con la DSP The Trade Desk. La partnership tra il fornitore di dati mobile e la piattaforma programmatica punta a rendere più facilmente accessibili dati non disponibili in precedenza, consentendo l’erogazione di campagne digitali su dispositivi mobili.

Grazie a questa collaborazione, The Trade Desk renderà più efficiente la spesa media dei propri clienti aggiungendo alla sua offerta dati deterministici mobile.

“Lavoriamo duramente tutti i giorni per portare sul mercato i migliori dati attraverso ogni canale disponibile. Siamo molto contenti di questa integrazione. The Trade Desk è un player del mercato in grado di influenzare significativamente l’ecosistema”, ha dichiarato Heer.

Per zeotap l’obiettivo è quello di rendere la propria offerta di dati, raccolti prevalentemente attraverso accordi diretti con le principali telco, largamente accessibili sul mercato. «Dopo l’integrazione con DBM e Adform, la nostra espansione presso le principali DSP sul mercato prosegue con The Trade Desk e a breve saremo inoltre in grado di annunciare la partnership con un’altra piattaforma di primo piano», dice a Programmatic Italia Riccardo Polizzy Carbonelli, Country Head di zeotap in Italia.

In un mercato in cui esiste una differenziazione delle piattaforme di media buying utilizzate dai trading desk, «il nostro obiettivo è dare accesso ai nostri dati a un numero crescente di centri media e clienti diretti», continua Polizzy Carbonelli, che aggiunge: «Le grandi DSP sono l’anello centrale del mercato del programmatic su scala globale, e il fatto che ci scelgano come partner è un riconoscimento dello status di zeotap come data company di primo piano a livello internazionale».

“Siamo contenti di rendere accessibili i dati Zeotap ai nostri clienti. La disponibilità congiunta di dati di qualità e volumi è un binomio molto difficile da trovare in qualsiasi mercato”, ha fatto sapere in una nota Lukas Fassbender, General Manager per l’Italia e l’area Dach di The Trade Desk.

Intanto, zeotap è molto attiva anche sul fronte delle iniziative finalizzate a far conoscere la propria offerta e allo stesso tempo aumentare la “cultura del dato” nel digital advertising: lo scorso 5 ottobre, la data company ha organizzato per una selezione di marketing director una cena “stellata” nell’ambito dell’esposizione multimediale “The Klimt Experience”.

Adyoulike e The Trade Desk estendono la collaborazione al Native Video

Adyoulike estende la sua collaborazione con The Trade Desk alla vendita in programmatic di video native in-feed.

La collaborazione tra le due società è iniziata nell’ottobre del 2016, con un’integrazione tra la SSP di Adyoulike e la DSP di The Trade Desk inizialmente su standard OpenRTB 2.3. Adesso, l’accordo tra i due operatori si estende alla pubblicità video: gli inserzionisti di The Trade Desk potranno infatti posizionare pubblicità video contestuale sull’ampio network globale di editori che utilizzano la SSP “Deep Native Advertising” di Adyoulike, ultimo sviluppo tecnologico dell’offerta della piattaforma.

«Stiamo ampliando il nostro rapporto e i nostri prodotti con The Trade Desk, per offrire alle aziende accesso al Native Video, che è l’ultimo sviluppo nel campo della tecnologia pubblicitaria native e che presto sarà la base per tutte le campagne contestuali avanzate», commenta Francis Turner, General Manager US e Chief Revenue Officer di Adyoulike.

«L’aggiunta del native video alla nostra integrazione con Adyoulike è un’ottima notizia per i clienti di The Trade Desk. Riflette la crescita della domanda e assicura che i clienti di The Trade Desk abbiano accesso a un’offerta omnicanale dai nostri partner di vendita. Il Native è stato uno dei canali a più rapida crescita nel 2017, e questa espansione sul native video con Adyoulike faciliterà ulteriormente l’adozione della pubblicità contestuale», aggiunge Joel Livesey, Director of Partnerships EMEA di The Trade Desk.