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GDPR, solo il 5% degli utenti in Europa rifiuta il consenso alla raccolta dei dati. Lo studio Teads

Solo il 5% degli utenti di Internet di tutta Europa rifiuta l’utilizzo dei cookie per ricevere pubblicità personalizzate. E’ quanto rivela un nuovo report settimanale di Teads, creato per raccontare lo stato di allineamento dei publisher europei alle nuove direttive del General Data Protection Regulation (GDPR). Un barometro che fa riferimento agli editori che lavorano sulla piattaforma e che riflette i due terzi dei 300 editori mondiali della classifica di comScore.

Secondo il report, il 50% degli utenti di Internet di tutta Europa ha accettato o rifiutato il consenso all’utilizzo dei cookie con l’obiettivo di generare advertising targettizzato, e ben il 95% di questi utenti ha espresso il proprio consenso alla raccolta dei dati, contro un significativamente basso 5% che, invece, lo ha rifiutato.

Un dato, quest’ultimo, di particolare interesse se si considerano i tanti timori suscitati nella industry sul tema privacy dall’entrata in vigore del GDPR. La percentuale di rifiuto del consenso varia, ovviamente, da Paese a Paese, con un tasso di poco più alto in Inghilterra (7%) ed è, invece, più bassa in Francia (4%), Paesi Bassi (3%), Spagna e Italia (2%). I dati riguardanti la situazione in Germania non sono disponibili poiché la maggior parte dei publisher tedeschi non risponde alla normativa sul consenso dell’utente ma fa ricorso al cosiddetto “legittimo interesse” per erogare pubblicità personalizzate.

L’adozione delle CMP

Secondo i dati del report, inoltre, attualmente il 63% del traffico degli editori europei passa attraverso una piattaforma di gestione del consenso (CMP) che permette agli utenti di esprimere la propria preferenza e agli editori di adeguarsi alla normativa in vigore. La Spagna guida il processo di adozione della CMP con un tasso di implementazione dell’82,83%, i Paesi Bassi si posizionano subito dopo con un 82,82%, mentre Francia e UK registrano rispettivamente il 71,08% e il 67,93% di presenza.

“I dati – spiega Teads in una nota – rappresentano la percentuale di adozione delle CMP all’interno della piattaforma Teads che vanta una reach superiore all’85% raggiungendo oltre 1,2 miliardi di utenti unici  nei principali mercati Europei. Proprio per questo motivo, i dati riflettono in maniera altamente significativa lo stato attuale dell’ecosistema media in Europa”. La società, intanto, è al lavoro per guidare i publisher europei che ancora non hanno provveduto all’implementazione della Consent Management Platform nel processo di allineamento alla nuova legge.

«L’adozione diffusa del Consent Management Framework di IAB da parte dell’industry ha permesso di soddisfare tutti i requisiti richiesti dal GDPR in tempi record. Il nostro lavoro è da tempo focalizzato ad indirizzare gli editori verso l’implementazione delle piattaforme di gestione del consenso per procedere ancora più velocemente verso questa direzione», commenta Pierre Chappaz, Founder & Executive Chairman di Teads.

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Teads, in arrivo il formato video per mobile “inRead 6”

Nell’ambito della pubblicità video, uno dei maggiori driver di crescita per l’online advertising, il 2017 è stato l’anno del sorpasso sui preroll e gli altri posizinamenti tradizionali (instream) da parte dell’oustream, il campo in cui eccelle Teads.

«In un settore in continua evoluzione anche sulla spinta del programmatic, noi stiamo sviluppando l’evoluzione della nostra offerta nel video in diverse direzioni, innanzitutto arricchendo l’esperienza creativa in termini di personalizzazione e interattività, e anche guardando a nuovi ambiti di crescita, come l’addressable tv», ha detto a IAB Interact, l’evento di IAB Europe in corso di svolgimento a Milano, Imran Khan, global VP strategic development della società.

Nell’ambito di un offerta di spazi video in crescita esponenziale, la differenza si fa anche nel campo della “premiumness“, «che nel nostro caso garantiamo con il contesto: lavoriamo con i top publisher in tutto il mondo, la nostra inventory è collocata all’interno di contenuti e articoli prodotti da professionisti, a differenza di quanto avviene, per esempio, nei social media. E le nostre ricerche, come la recente “In News we Trust“, dimostrano come la pubblicità veicolata all’interno di contesti premium restituisce risultati migliori, su qualsiasi metrica».

L’Italia è uno dei Paesi europei dove la quota del video rispetto al totale della pubblicità online è più alta; condizione per una ulteriore crescita del mercato è quella delle metriche di misurazione, che dovrebbero consentire un maggiore “dialogo” tra tv e media digitali. «I grandi brand sono abituati a ragionare in termini di GRP – ha osservato Khan – ma credo che in futuro questo cambierà. Con l’avanzata delle tv connesse e il passaggio a un ecosositema prevalentemente OTT, le metriche digitali si consolideranno anche nell’universo televisivo».

Dal punto di vista poi dell’offerta, che ha visto Teads concentrarsi negli ultimi mesi anche nell’area della display con il lancio e il continuo sviluppo di formati display interattivi “viewable by design” sviluppati dal Teads Studio, è in arrivo un nuovo prodotto nel campo del video mobile: «Stiamo rilasciando in queste settimane inRead 6, un formato video oustream di sei secondi ottimizzato per il mobile», ci ha detto Khan a margine del suo intervento.

 

Programmatic Day(s) 2018: tra nuovi media e trasparenza, ecco come sta cambiando l’ad tech

Se c’è una parola chiave che forse più di tutte condensa l’attuale situazione del programmatic e le sfide che questo mercato si trova a dover affrontare in questi mesi, quella parola sarebbe “trasparenza”. E proprio il tema della “trasparenza” e della “fiducia” nell’ad tech sono stati i protagonisti dell’edizione 2018 di Programmatic Day(s), l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alla pubblicità automatizzata e per la prima volta quest’anno diviso in due giornate.

La manifestazione, svoltasi il 18 e 19 aprile a Milano, ha visto alternarsi sul palco oltre 40 speaker, che hanno illustrato le varie sfaccettature del mercato programmatico attuale a una platea di più di 1700 persone nel corso delle due giornate. Ecco una sintesi di quello che è successo all’evento.

La sintesi della prima giornata

I lavori sono stati aperti con i risultati di Yoursight, la ricerca sulle tendenze della comunicazione online realizzata da Engage con Human Highway che quest’anno si è concentrata in modo particolare sui punti di forza (e di debolezza) del Programmatic.

Tra i primi si segnala in modo particolarmente evidente, ha raccontato Giacomo Fusina, Ceo di Human Highway, «la capacità di targettizzare le campagne. Questa caratteristica, unita alla personalizzazione del messaggio e alla semplificazione dei processi, produce il terzo beneficio, la maggiore efficienza del sistema. La ricerca ha messo in luce, però, anche degli inibitori allo sviluppo del Programmatic, riassumibili in tre scarsità: scarsa informazione e conoscenza su questa prassi di comunicazione, scarsa trasparenza e scarso controllo sulle inventory. Tra questi, le persone che lavorano abitualmente sul digitale avvertono come forte inibitore il basso livello delle inventory».

Ad ogni modo il Programmatic, dopo aver chiuso il 2017 con una crescita del 27%, ha detto Giacomo Fusina, dovrebbe aumentare ancora nel 2018 il suo valore di mercato, con un trend del 20%, raggiungendo così il mezzo miliardo di euro.

I dati illustrati sul palcoscenico Giacomo Fusina sono quindi stati commentati in una tavola rotonda, alla presenza di Giorgio Mennella, Advertising Director di Ciaopeople, Filippo Marchio, managing director di Adasta, Erik Rosa, Managing Director di Xaxis ed Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek, intervenuto in video collegamento dallo Sri Lanka.

Sul palcoscenico sono saliti Giovanni Tricarico di Mediamath (qui l’intervento), Lucio Mormile di Teads (leggi qui il resoconto) e Gaetano Polignano di Tradelab, intervenuto sul tema dell’efficacia.

La tavola rotonda dedicata al tema della trasparenza (qui l’articolo), con protagonisti Integral Ad ScienceAnnalect (OMG), FCA, Italiaonline e 4w Marketplace, ha chiuso la prima parte della giornata, prima di un coffee break.

La seconda parte della mattinata si è aperto con l’intervento di Italiaonline: Carmine Laltrelli e Sabina Lombardo hanno raccontato come la concessionaria abbia affrontato le sfide del programmatic grazie al concetto di “unified view”, mentre in seguito Valeria Mazzon di Adform e Andrea Stefanini di De Agostini Publishing hanno raccontato i frutti di una collaborazione in campo ad tech che dura orma da oltre 5 anni.

Ma il Programmatic, oggi, vuol dire anche approdo a nuovi media, al di fuori dell’online dove il trading automatizzato aveva avuto origine. A tal proposito, una delle novità di quest’anno è il rapido sviluppo del Programmatic Audio: la crescente popolarità di tecnologie come streaming e podcast su mobile, insieme con la saturazione del mercato display, sta infatti mettendo questo canale in primo piano nell’agenda di aziende ed editori. Se ne è parlato in chiusura di prima giornata in un focus organizzato con DigitalMDE cui hanno preso parte anche S4M, Gruppo Triboo e Dentsu Aegis Network.

Gli highlight del secondo giorno

Il Programmatic Advertising continua la sua corsa e vede aumentare ancora il suo peso nel mercato del digital advertising. «Dopo i risultati positivi ottenuti negli scorsi anni», ha detto Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano aprendo i lavori della seconda giornata di Programmatic Day(s), che ha registrato ancora una buona affluenza con quasi 700 ingressi all’Auditorium Iulm di Milano, «il Programmatic dovrebbe chiudere il 2018, secondo le nostre previsioni, con un incremento nell’ordine del 20%, o qualcosa di meno». Il giro d’affari salirà così a 480-490 milioni di euro, sfiorando il mezzo miliardo, contro i 409 milioni del 2017.

Il Programmatic rappresenterà a fine anno quasi il 30% di tutta la spesa display, confermandosi così un fenomeno sempre in salute e ormai consolidato, anche se il trend sarà meno positivo rispetto agli anni passati. Se il 2015 è stato l’anno del boom del Programmatic, i numeri del 2016 e il 2017 ne hanno certificato le potenzialità e anche l’inizio della maturazione. Dopo il +113% registrato dal comparto nel 2015 e un comprensibilmente più contenuto, ma incoraggiante +35% nel 2016, il 2017 ha visto la voce “Programmatic Advertising” registrare un +30% nel giro d’affari, mentre il 2018, come detto, dovrebbe registrare sempre una crescita intorno al 20%.

All’interno del Programmatic, il Video giocherà un ruolo fondamentale, così come la voce Private & Direct che peserà più del 45% «a discapito non tanto delle transazioni in open market ma più in generale della compravendita diretta». Passando al peso del Video sul totale Programmatic, i dati dell’Osservatorio dicono che arriverà nel 2017 a essere superiore al 35%: «È questa la principale voce che ha dato una forte spinta al Programmatic e al mercato della pubblicità digitale in generale».

I lavori sono proseguiti con una tavola rotonda dedicata proprio al nuovo scenario di mercato del Programmatic, che ha visto gli interventi di Sara Buluggiu di Rubicon Project, Cristina Ughes di Publicis Media Italy e Simone Pepino di Ligatus.

Sui dati, e sul futuro del loro utilizzo in pubblicità, si è incentrato anche l’intervento di Oliver Kanders, VP Marketing di Zeotap, mentre di creatività ed evoluzione dei formati acquistabili in Programmatic ha parlato Stefania Giovinazzo, Account Director Italy di Sublime Skinz. Tra gli ospiti anche Patrizia Conte, Ceo & Founder di Oyster Technology, che ha delineato le basi di una strategia programmatica di qualità nell’ambito di uno scenario per certi versi sempre più complesso.

Focus quindi su un altro tema caldo dell’advertising digitale: le nuove guidelines in termini di “annunci pubblicitari accettabili” definite dalla Coalition for Better Ads e adottate da Google come criterio di filtraggio per il browser Chrome: qual è l’impatto reale che questa novità sta avendo sul mercato della pubblicità online? Se ne è parlato in una tavola rotonda con, tra gli altri, Francesco Apicella di Evolution Adv, Andrea Ceccoli di Smart, Edoardo Negri di Instal e Davide Ingrassia di Adform.

Spazio quindi ai media, partendo dall’online con Cristina Pianura, Ceo di Prime Real Time e Coo di Triboo Media (leggi qui l’intervento). Dopo esserci occupati di radio e di Programmatic Audio il giorno precedente, la panoramica delle prospettive “programmatiche” dei mezzi “tradizionali” è proseguita con la tv, grazie all’intervento di Daniel Bishoff, Marketing Director di RTL AdConnect, sul palco insieme a Luca Di Cesare, Managing Director di Smartclip, e con l’OOH con il contributo di Carlo Grillo, Chief Operating Officer di Kinetic Italia, e di Erik Rosa, Managing Director di Xaxis (qui la cronaca). Ha chiuso i lavori Giorgio Mennella, Advertising Director di Ciaopeople, con un intervento sul ruolo degli editori e sull’importanza del dato nell’informazione.

[Videointervista] Teads al Programmatic Day(s): focus sulla viewability display

“Quando acquistate un’automobile vi piacerebbe tornare a casa portandone solo la metà? Ecco cosa accade oggi in tema Viewability: il 50% delle performance non sono viewable”, così ha esordito Lucio Mormile, Head Of Business Development di Teads e ha continuato affermando: “Siamo una tech company, focalizzata sul video, ma ci siamo reinventati in un ambito non nostro, la Display Advertising e da oggi possiamo garantire performance di viewability molto alte e soddisfacenti”.

Un’esigenza a cui Teads ora dà risposta non solo grazie ai celebri formati video Outstream, ma anche grazie alla sua nuova offerta Viewable Display: una serie di formati interattivi e viewable integrati nell’offerta “inRead” della società, capaci di “generare alti tassi di engagement sulle audience grazie a creatività dinamiche, posizionate nel cuore di un contenuto editoriale”, ha spiegato Mormile dal palco dell’Auditorium IULM.

La serie di prodotti display di Teads si compone di formati Scroller, Canvas, Swing, Flow, Custom, Cinemagraph e Carousel, “tutti viewable by design, capaci di garantire viewability agli advertiser in un ambiente brand-safe”, ha spiegato Mormile, ricordando che “gli annunci display di Teads vantano un tasso di viewability dell’80%, sempre in focus con l’utente, in un contesto editoriale premium realizzato con alcuni dei migliori partner tecnologici”.

Guarda la videointervista a Lucio Mormile, a margine del suo intervento sul palco del Programmatic Day(s) 2018:

Lanciata lo scorso settembre, l’offerta di Viewable Display di Teads ha già attirato l’intenzione anche per la possibilità di essere efficacemente acquistata in Programmatic, come ha raccontato Cristina Ughes, PM Precision Lead in Publicis Media Italy, invitata sul palco da Mormile, per raccontare due importanti case history e i risultati ottenuti per i clienti Findus e Alitalia.

In chiusura, l’invito a visitare Wonderbox, l’evento di tre giorni organizzato da Teads in occasione del Fuorisalone 2018, di cui la partecipazione a Programmatic Days rappresenta una delle tappe: si tratta di una piacevole iniziativa in collaborazione con Programmatic Italia con esperienze di design nel mondo del’advertising. Tutti i partecipanti all’evento Programmatic Days potranno accedere previa iscrizione alla serata con DJ set organizzato negli uffici di via Tortona 37, per un aperitivo in collaborazione con Campari.

ePrivacy: i timori degli operatori in una lettera a Bruxelles. Tra i firmatari FIEG, Teads, Criteo e IAB

Mentre il mercato si prepara alla definitiva entrata in vigore della GDPR, prevista per il 25 maggio, c’è un’altra normativa europea che in questi ultimi tempi sta facendo impensierire la industry sulle sue possibili conseguenze: il cosiddetto Regolamento ePrivacy.

Il Regolamento, che va a modificare la “vecchia” direttiva ePrivacy riferita ai mezzi di comunicazione “tradizionali”, estende l’ambito di applicazione della disciplina sui dati personali nelle comunicazioni anche all’ambiente digitale. In particolare, differisce dalla più ampia GDPR (che regola la gestione generale dei dati personali) perché si concentra in particolare sull’utilizzo dei cookie. Il Regolamento ePrivacy richiede infatti che tutte le aziende debbano avere l’esplicito consenso degli utenti ad utilizzare i cookie e debbano fornire chiare istruzioni su come disattivare l’utilizzo di questo strumento per il tracciamento.

Se da un lato il progetto è stato ideato dalla Commissione Europea con tutte le migliori intenzioni (proteggere la privacy degli utenti), il mercato è tuttavia preoccupato delle possibili conseguenze che la normativa potrebbe avere sul business pubblicitario su cui si fonda gran parte dell’editoria digitale.

Per questo, 50 editori europei ed operatori del mondo pubblicitario hanno deciso di scrivere una lettera aperta alla Commissione Europea, chiedendo che la normativa venga rivisitata. Tra i partecipanti all’iniziativa, anche l’italiana FIEG e società internazionali del mondo della pubblicità digitale come Teads, Criteo e IAB Europe.

In particolare, le società temono che il regolamento possa avvantaggiare sia società come Google, Facebook e Amazon, che utilizzano modalità diverse dai cookie per tracciare i loro utenti, sia i proprietari di browser, visto che la Commissione Europea ha suggerito che le modalità di autorizzazione (opt-in) dei cookie vengano gestite dalle Preferenze dei programmi di navigazione.

Benefici che non avrebbero, invece, gli editori. “Questa misura – recita la lettera, accessibile a questo link – creerebbe un grande svantaggio per le aziende emergenti, riducendo la loro capacità di raccogliere pubblicità attraverso messaggi rilevanti e targettizzati. Ridurrebbe il potenziale investimento in giornalismo di qualità in Europa, impedendo agli editori e alle società media di costruire un rapporto di fiducia con i loro lettori e di commercializzare i loro contenuti”. Con uno svantaggio, in ultima istanza, anche per gli stessi utenti, che non potrebbero più accedere a contenuti autorevoli.

Non è la prima volta che l’industria si muove per portare a Bruxelles il proprio punto di vista sulla normativa. Lo scorso maggio una dozzina di editori, tra cui Guardian, Financial Times, Le Monde e Spiegel, avevano scritto una lettera al Parlamento Europeo sulla proposta del Regolamento ePrivacy di modificare la raccolta e l’utilizzo dei cookie e sulle possibili conseguenze per i loro modelli di business. E sul tema di è recentemente espressa anche IAB Italia, che insieme agli altri capitoli europei dell’associazione ha da tempo avviato un’opera di sensibilizzazione sulle istituzioni europee.

Dall’AI al GDPR: le sfide dell’online adv nel 2018 secondo Teads

«Magnifico, e al contempo pieno di retroscena inquietanti»: così Antonella La Carpia, EMEA and APAC Marketing Director di Teads, tratteggia lo scenario del digital marketing nel 2018. Un anno a tante facce, in cui le sicure opportunità offerte da tecnologie come Blockchain e Intelligenza Artificiale si accavalleranno a fattori inediti, come le novità in termini di e-privacy europea il cui impatto sul mercato è ancora tutto da valutare.

In tutto questo Teads, società che da sempre è in prima linea sui fronti di maggiore attualità nel mondo della pubblicità online (pensiamo ai formati Outstream) continuerà a lavorare per offrire al mercato spunti di innovazione, con il varo di «una nuova divisione che darà accesso a inedite modalità di compravendita della suite display dell’inRead» (Q1 2018) e «un nuovo SDK che verrà presentato entro il Q2», anticipa La Carpia. In programma ci sono anche le prime sperimentazioni nel campo dell’OTT TV, partendo dagli USA. Ma di questo si parlerà più avanti. Per ora, i riflettori sono puntati sulle parole chiave dell’anno appena iniziato. Che – come già anticipato – sono diverse.

Dall’AI al sonic branding

Secondo La Carpia, «nel 2018 l’intelligenza artificiale, applicata alle dinamiche distributive dei vari formati adv, farà da regina su tutti gli asset tecnologici, contribuendo a rendere ancora più scalabili quelli creativi che si assembleranno per magia, personalizzando storytelling e call to action. L’obiettivo è rendere l’esperienza di advertising più autentica e diversificata. L’AI consoliderà anche il trend del “sonic branding”, un fenomeno che ha preso già piede nel 2017 e che quest’anno rafforzerà il suo posizionamento, in virtù di una maggiore conoscenza e confidenza da parte dei marketer. C’è chi parla di passaggio da screen-first a voice-first. Realisticamente non credo sia possibile al 100%, perché i processi cognitivi si attivano prima di tutto con le immagini; motivo per cui, quando leggiamo un libro nella nostra mente, tendiamo a proiettare dei frame visivi. Per Gartner, oltre il 30% della navigazione online avverrà senza l’intermediazione di uno schermo entro la fine del 2020. Nelle dinamiche del search forse ha senso. Staremo a vedere!».

Blockchain e trasparenza

Un’altra parola chiave sarà poi la blockchain. «Solitamente associamo questo termine alle criptovalute, sottovalutando che protocolli basati sulla blockchain potrebbero cambiare il modo in cui l’adv online viene acquistato, misurato e valutato in termini di ROI. Una delle principali opportunità nello sviluppo di strategie pubblicitarie mediante la blockchain è sicuramente una maggiore garanzia di trasparenza. Dal CPM (la base delle metriche di misurazione) si potrebbe passare al BAT: Basic Attention Token. In sostanza, gli advertiser potrebbero pagare quando saranno sicuri che ci sia stato un vero positivo impegno mentale da parte dell’utente a guardare il contenuto».

Secondo La Carpia, inoltre, quest’anno si assisterà ad un passaggio dal CTR all’eye contact. «Il caro amato CTR, finalmente, non sarà più la sola espressione feticista di un contatto tra brand e utente ma la conseguenza di una relazione più seduttiva, osservativa. Avete presente l’eye-contact? Proprio quello. Ammiccante. Lo sguardo che tocca un altro sguardo e il sorriso che ne consegue. Quanto tempo i brand saranno in grado di farsi guardare, sarà la vera sfida per la display. Questo perché il dwell time è direttamente proporzionale al valore della memorabilità che si costruisce solo con un alto livello di viewability. Non basta toccare, ma bisogna prima di tutto guardare. Solo guardando correttamente si attivano i processi di decodifica dei messaggi di comunicazione, da cui ne consegue un’azione e quindi una conversione».

Continueranno ad avere importanza anche quest’anno i temi di etica e trasparenza: «Viewability, fraud free e brand safety sono stati alla base del concetto di Clean Advertising nel 2017 per sensibilizzare il mercato ad avere un approccio più etico. Sono dei dogmi che saranno rinsaldati nel 2018. L’obiettivo è fare crescere il concetto di viewability con la speranza che vengano definiti standard più interpretabili a seconda del formato. La viewability non può essere interpretata in egual maniera su tutti i dispositivi e su tutti gli stessi formati. Circa l’ad-fraud, IAB ha preso di petto la questione lanciando il protocollo Ads.txt, ma non basta. La Blockchain potrebbe essere una vera soluzione al problema e ci sono aziende che la stanno già applicando. Il concetto di brand safety si interseca perfettamente tra i primi due. La tutela dei valori di un brand fa il paio con la user experience. Un brand posizionato adeguatamente è più coinvolgente per l’utente. Con questo, il riferimento a contenti premium, senza troppi affollamenti pubblicitari in pagina, è un passo base iniziale».

Le insidie del GDPR

«Quest’anno a fare pulizia nel mercato della pubblicità c’è anche l’EU che, mediate l’applicazione dell’e-privacy, in forza al nuovo regolamento del GDPR, cercherà di garantire maggiore tutela in ambito raccolta e trattamento dei dati – ha aggiunto -. Quest’ultimo aspetto parte da una prospettiva nobile, ma rischiosa. “Ciò che vediamo” sono le intenzioni assolutamente rispettabili del progetto, che è stato creato allo scopo di proteggere i dati derivanti dai percorsi di navigazione degli utenti. Attualmente, questi devono esprimere, in ogni sito che visitano, il loro consenso ad attivare i cookie, quelle piccole porzioni di codice dedicate alla memorizzazione e al salvataggio di dati provenienti dall’attività di browsing. “Ciò che non vediamo” è l’impatto che questo cambiamento produce sull’economia di Internet e sul pluralismo dell’informazione. Infatti, l’implementazione di questa direttiva includerebbe innanzitutto un vantaggio decisivo e senza precedenti in termini di raccolta di dati personali per i celebri GAFA – Google, Amazon, Facebook e Apple; e inoltre un colpo – forse fatale – al pluralismo dell’informazione. Infatti, bloccando i cookie dei media (e l’abilità che portano con sé di erogare annunci rivolti a target specifici) anche i loro modelli di business andrebbero distrutti.

Infine, OTT-TV & APP: «il segmento delle OTT-TV è in rapida crescita, il 2018 sarà un anno importante per gli investimenti perché l’inventory è cresciuta, così come il tasso di penetrazione tra i consumatori. Il programmatic è sicuramente uno tra principali asset tecnologici che saranno utilizzati per valorizzare gli investimenti in questo mercato, che è rappresentato da dati e spazi di qualità».

Dati deterministici certificati e inventory premium: siglato accordo tra zeotap e Teads

Nuova integrazione per zeotap. Grazie a un accordo appena ufficializzato, i dati deterministici della piattaforma saranno utilizzabili anche da chi vende pubblicità tramite Teads, società ideatrice della pubblicità video outstream e primo video marketplace al mondo secondo la classifica di comScore.

Ad annuciare la notizia con una nota ufficiale è proprio Teads. “L’incontro tra le due tech company si traduce in una collaborazione potente: i dati di qualità di zeotap, uniti alla best-in-class viewability di Teads, garantiscono non solo che gli annunci vengano visualizzati, ma anche che i destinatari corrispondano alla giusta audience, selezionata e desiderata dal brand”, spiega la società nel comunicato.

Una garanzia di precisione che è certificata anche da AIMC (Asociación para la Investigación de Medios de Comunicación), associazione spagnola composta da 160 imprese di comunicazione.

La collaborazione nasce all’insegna di una comunità di visioni sul concetto di qualità: così come Teads lavora a stretto contatto con editori premium, zeotap condivide con l’azienda francese dati mobile deterministici e certificati provenienti da telco top-tier, permettendo di ottimizzare al massimo i risultati e il targeting dell’inventory della SSP. Il tutto nel più totale rispetto della filosofia “Clean Advertising” promossa da Teads: “i risultati mostrano come i dati di zeotap siano oltre il 94% più accurati – spiega la società guidata in Italia da Dario Caiazzo – e quindi circa 6 volte migliori rispetto agli standard di mercato. Zeotap è stato, inoltre, il primo data provider a rendere pubblici i propri dati, come garanzia del proprio impegno nel fornire massima trasparenza al mercato”.

«La partnership con Teads ci permette di combinare il video, che rappresenta il formato digitale in più forte crescita, con il 100% di viewability e il tasso di reach on-target più alto possibile, consentendoci di restituire ai brand risultati ogni giorno migliori», ha commentato Riccardo Polizzy Carbonelli, Country Head Italia di zeotap.

«Per Teads le parole chiave sono due: innovazione e qualità. Per questo motivo scegliamo sempre con estrema cura i nostri collaboratori, per essere certi di lavorare con il meglio che il mercato può offrire. Siamo convinti che zeotap rappresenti il partner perfetto per lanciare una nuova sfida al programmatic e per alzare l’asticella in termini di qualità», ha dichiarato Dario Caiazzo, Managing Director Teads in Italia.

Per zeotap si tratta dell’ultima di una serie di integrazioni con importanti piattaforme, sia lato domanda che lato offerta, da smartclip a The Trade Desk, da Adform a MediaMath.

Teads amplia l’offerta inRead con una nuova suite di formati Display, interattivi e viewable

La pubblicità Display arriva sull’inRead di Teads.

La società ha annunciato infatti di aver ampliato l’offerta inRead, prima limitata alla pubblicità video, con una nuova suite di prodotti Display, interattivi e viewable. Soluzioni “capaci di generare alti tassi di engagement sulle audience grazie a creatività dinamiche, posizionate nel cuore di un contenuto editoriale”, spiega Teads nella nota con cui comunica la novità, aggiungendo che “con l’inserimento di queste nuove unità display all’interno della sua offerta, Teads è lieta di rappresentare il primo viewable marketplace dell’industry, grazie alla combinazione di inventory video premium e di display advertising, su qualunque dispositivo”.

La nuova suite di prodotti display si compone di formati Scroller, Canvas, Swing, Slideshow e Carousel (qui un video su come funzionano), e va ad arricchire l’offerta inRead con le prime soluzioni display viewable by design, capaci di garantire viewability agli advertiser in un ambiente brand-safe.

“Posizionati all’interno di un contenuto editoriale, i nuovi formati display offrono una user experience superiore rispetto a quella proposta dagli altri prodotti display in circolazione e gli advertiser hanno il vantaggio di poter pagare soltanto quando l’annuncio è effettivamente viewable“, prosegue il comunicato. In media, gli annunci display di Teads vantano un tasso di viewability dell’80%, rispetto al 50% della media di mercato, secondo Moat.

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Col lancio della nuova offerta display, tra l’altro, per gli inserzionisti sarà ora possibile attivare campagne di “sequential targeting”, sfruttando sia inventory display sia inventory video all’interno della stessa piattaforma, arrivando così a coprire l’intero percorso d’acquisto dei consumatori. Ad esempio, un’azienda di tecnologia consumer potrebbe prevedere una campagna teaser attraverso un formato display, prima di lanciare il prodotto con un video interattivo e di concludere poi con una campagna di retargeting.

Tutti i formati inRead, sia video che display, potranno poi venire arricchiti da elementi interattivi attraverso Teads Studio.

I nuovi formati sono acquistabili sia attraverso managed service, con inventory garantita, sia in programmatic, via private marketplace. Tra le DSP abilitate all’erogazione delle soluzioni ci sono AppNexus, MediaMath, Centro e DoubleClick Bid Manager.

«Le offerte display attualmente disponibili nel mercato, forniscono una user experience povera e tassi di viewability molto bassi. Ecco che abbiamo scorto un’enorme opportunità per trasformare l’ecosistema pubblicitario. La nostra nuova offerta display si sposa perfettamente con l’affermata suite di prodotti video inRead e ci permette di offrire agli advertiser un viewable marketplace che è primo e unico nel suo genere, garantendo esperienze pubblicitarie viewable, brand-safe e fraud-free», commenta il CEO di Teads, Bertrand Quesada.

Diversi gli utilizzatori dei nuovi formati display, tra cui Newsweek Media Group. Questo il commento della VP Programmatic Sales & Partnership Ana Browne: «La nuova suite display di Teads ha notevolmente incrementato le opportunità di monetizzazione per i publisher, avendoci permesso di offrire agli advertiser un’opzione di advertising display viewable, interattiva e premium. Siamo davvero soddisfatti di come Teads abbia continuato ad impegnarsi nel fornire una user experience di livello superiore, definendo un nuovo scenario per la display».

DataXu, accordo con Teads per l’acquisto in programmatic dei formati video di Teads Studio

DataXu è la prima DSP autorizzata all’acquisto in programmatic dei formati video di Teads Studio. Ad annunciarlo è stessa piattaforma ad tech, con una nota in cui ufficializza l’avvio della partnership con l’inventore dell’outstream video.

I clienti di DataXu, sia brand che agenzie, avranno accesso ai nuovi formati video di Teads, che potranno essere erogati attraverso un ampio spettro di dispositivi e di cui sarà possibile avere reportistica in real-time attraverso l’interfaccia utente self-service della piattaforma. Si tratta di inventory video ad alto impatto sull’intero portafoglio di soluzioni inRead di Teads, tra cui Scroller, 360, Skin, Live e Swing.

La partnership è a livello globale, e coinvolge anche l’Italia.

“Gli inserzionisti potranno facilmente integrare questi formati nei loro esistenti media plan – spiega DataXu nella nota -. L’accordo aiuta a creare un flusso di lavoro senza soluzione di continuità ed elimina il bisogno di avere un silo separato per questi formati ad alto impatto. La domanda di inventory video è sempre maggiore, e la nuova partnership tra Teads e DataXu assicura che entrambe le società possano rispondere a questa esigenza, erogando annunci targettizzati alla giusta persona, nel momento giusto e sul sito giusto”.

Teads Studio, ex Brainient, è stata acquisita da Teads lo scorso anno, e all’interno della società costituisce una business unit specializzata in tecnologie creative dinamiche per video e mobile.

IAB Seminar Programmatic e Marketing Automation: ecco l’agenda

Conto alla rovescia per il terzo IAB Seminar del 2017. L’evento organizzato da IAB Italia, dedicato al Programmatic Advertising e alla Marketing Automation, è a calendario il 4 luglio al MiCo di Milano.

Quattro le sessioni previste, che approfondiranno i temi “Data Strategy”, “Quality & Trasparency”, “Marketing Automation” e “Nuove Frontiere”.

In apertura di giornata, prima del Convegno Istituzionale, IAB Italia proporrà un appuntamento esclusivo per oltre 100 Advertiser, che avranno la possibilità di assistere gratuitamente a due sessioni formative indirizzate specificamente alle loro esigenze: Alessandro Sisti, Marketing Futurist e Docente Universitario, terrà un intervento intitolato: “(Human) Programmatic Advertising: strategia, brand safety, contestualizzazione per migliorare la qualità della pianificazione”, mentre Alessio Semoli, Presidente PranaVentures, presenterà la sessione: “Marketing Automation: dai dati all’azione”.

Ad aprire i lavori del Seminar saranno Carlo Noseda, Presidente Iab Italia, Sebastiano Cappa, Consigliere IAB Italia, e Michele Marzan, Consigliere IAB Italia.

Seguirà, poi, Oliver Kanders, Director Market Building & Marketing zeotap, che introdurrà la sessione Data Strategy partendo dalla sua definizione fino a offrirne una visione internazionale. Parlerà di data-driven marketing Gianmario Verona, Rettore dell’Università Bocconi di Milano, che esporrà come le nuove tecnologie stiano dando accesso a informazioni impensabili fino a pochi anni fa e offrirà spunti concreti e best practice per comprendere e implementare al meglio questi strumenti.

Giovanna Loi, Managing Director [m]PLATFORM, GroupM Italia, porterà la propria esperienza su come mettere il consumatore al centro della comunicazione in una campagna attiva su diversi media, misurandone l’efficacia in real-time. Andrea Campana, Ceo Beintoo, racconterà l’importanza di unire la grande mole di informazioni oggi disponibili sui consumatori alle tecnologie di Proximity Marketing per veicolare messaggi creativi coerenti e ad alto tasso di attenzione.

Il tema Quality and Trasparency verrà introdotto da Luca Morpurgo, Senior Regional Director Southern Europe FreeWheel, che darà la sua visione sugli elementi fondamentali per far evolvere il mercato in termini di qualità e trasparenza, seguito da Christina Lundari, General Manager Oath Italy, e Andrew Weston, Director Emea Region Exponent, che si focalizzeranno sull’importanza del “valore dei dati”.

Bruno Maggioni, Direttore Commerciale Area Digital PubliAdige, Michele Marzan, Chief Strategy Officer MainAd, Simone Pepino, Sales Director Ligatus Italia, e Stefano Spadini, Ceo Havas Media Group, dibatteranno sul tema della qualità dei contenuti e dei modelli di acquisto in ambito Programmatic durante la Tavola Rotonda “Qualità, opportunità e modelli d’acquisto: le nuove tecnologie”. Concluderà la mattinata Domenico Pascuzzi, Direttore National Marketing Italiaonline, che parlerà dell’importanza della trasparenza con particolare riferimento a viewability e brand safety.

Introdurrà il cluster della Marketing Automation, Stefano Branduardi, Marketing Director MailUp, mentre Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media – Osservatori Digital Innovation, Politecnico di Milano, proseguirà con un intervento sul cambio di paradigma dovuto alla disponibilità dei dati che permette di acquistare specifiche audience, introducendo il pubblico a un corretto utilizzo delle DMP.

Fabio Dotti, Partner Advisory EY, offrirà al pubblico in sala un intervento volto a evidenziare come le nuove tecnologie di Marketing Automation abilitino una rivoluzione nelle modalità di interazione con i clienti fornendo inoltre il punto di vista EY sulle opportunità/necessità per le aziende di evolvere il modello operativo e di Governance.

L’ultima sessione, dedicata alle Nuove Frontiere, inizierà con Paola Colombo, Head of Technology and Business Development Mediamond, e vedrà la partecipazione di ospiti del calibro di Oliviero Toscani, che insieme al collega fotografo Settimio Benedusi, parlerà della contrapposizione tra uomo e macchina, offrendo il suo particolare punto di vista su come questa dicotomia si realizzi nel dualismo creatività-programmazione.

Si avvicenderanno poi sul palco, Dario Caiazzo, Managing Director Teads Italia, con uno speech su come la tecnologia abbia superato, grazie alla virtualizzazione e all’Intelligenza Artificiale, la nostra idea di futuro, e Jennifer Derke, Senior Manager, Product, IAB Tech Lab, ospite dagli Stati Uniti con un intervento sul nuovo standard ads.txt (leggi qui l’articolo), i nuovi meccanismi per combattere le frodi nel Programmatic e aggiornamenti sugli standard tecnici in grado di incrementare la fiducia e la trasparenza nella catena del valore del Programmatic.

Michele Casali, Marketing Manager IGPDecaux, Paolo Dosi, Ceo Clear Channel Italia, Marco Orlandi, Media & Advertising Operations & Product Innovation Grandi Stazioni Retail, Andrea Salvati, Senior Consultant Digital Transformation Class Editori e Vice President Class Pubblicità, Marco Valenti, CEO Moving Up, si confronteranno in una Tavola Rotonda dedicata al futuro del Digital Out Of Home in ambito Programmatic.

Daniele Sesini, Direttore Generale IAB Italia e Chiara Mauri, Responsabile Marketing IAB Italia, chiuderanno i lavori presentando i risultati della ricerca condotta in collaborazione con Human Highway volta ad approfondire l’adozione degli strumenti di automazione della comunicazione, le aspettative in ambito di utilizzo dei dati, l’atteggiamento in tema di concentrazione e trasparenza della filiera e le prossime evoluzioni del mercato della comunicazione digitale.

Sponsor dell’appuntamento FreeWheel, MailUp, Mediamond e zeotap come Coach, Beintoo, EY, GroupM, Italiaonline, Oath, Sky e Teads come Platinum, Havas Media Group, Ligatus, MainAd, Smart AdServer e WebAds come Gold, e Awin e Mapp come Silver.

L’hashtag ufficiale dell’evento è #iabprogrammatic17.