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Dall’Atelier di Teads Studio nasce la nuova campagna Actimel di Danone

A seguito dell’intenso lavoro sulle creatività realizzato in collaborazione tra Teads, Danone, iProspect e l’agenzia creativa VMLY&R durante l’Atelier di Teads Studio, Teads annuncia il lancio della campagna Actimel di Danone.

Le quattro realtà si sono riunite per collaborare nell’arco di una mattinata alla realizzazione di tutti i formati per la campagna di Actimel distribuita online, fino al 26 maggio. Un melting pot di visioni e culture digitali diverse hanno portato alla realizzazione di quattro formati Viewable Display, partendo dagli asset pre-esistenti del brand. Nello specifico sono state create: due versioni del formato inRead Flow, che sfrutta lo scrolling dell’utente per mostrare diversi frame della creatività display; un formato inRead Drag & Drop, che presenta una funzionalità di trascinamento e rilascio degli elementi e stimola al massimo l’interattività dell’utente e un formato inRead Custom Canvas, denominato “Sveglia”, che spinge gli utenti ad aprire l’annuncio in full-screen per spegnere la sveglia che sta suonando.

La campagna è stata concepita prevedendo una distribuzione precisa a seconda delle “tribe”, segmenti di audience costruiti su differenti motivazioni d’acquisto. Sfruttando la sua DMP, Teads sta erogando i diversi annunci in maniera dinamica e personalizzata, andando a raggiungere il giusto consumatore con la giusta creatività. La scelta dei formati nasce dall’esigenza di generare in primis Awareness sulla nuova piattaforma di comunicazione di Actimel, focus principale della campagna. Grazie alla propria interattività, i formati della suite inRead Viewable Display sono in grado di portare risultati concreti anche in termini di Consideration e Brand Favorability, stimolando gli utenti più ad interagire con il formato, aumentando la considerazione all’acquisto e quindi guidando i consumatori verso una parte più bassa del funnel.

«Pioneering è uno dei valori del nostro gruppo e proporre sempre soluzioni innovative è nel nostro DNA, così come selezionare i partner giusti per disegnare l’architettura media che realizziamo per i nostri clienti – spiega Simona Petti, Managing Director di iProspect -. Teads, con il progetto Atelier per Danone, ci ha permesso di prendere parte a una strategia E2E che ha visto iProspect contribuire attivamente alla costruzione delle creatività e alla scelta dei formati da utilizzare nella campagna attualmente online. I formati custom inseriti nella pianificazione media e comunicati a differenti target attraverso l’utilizzo dei dati, hanno permesso a Danone di raggiungere eccellenti risultati di Engagement Rate e CTR. Questi risultati ci rendono orgogliosi di essere business partner di un cliente all’avanguardia come Danone. Insieme abbiamo un unico obiettivo – produrre business outcome –  reso possibile grazie anche alle innovazioni di Teads».

«Noi siamo artigiani della tecnologia, non siamo dei creativi e non abbiamo l’ambizione di diventarlo – commenta Dario Caiazzo, Managing Director di Teads -. Proprio per questo motivo, studiamo e analizziamo come è possibile aiutare i brand e le loro agenzie a strutturare gli asset creativi delle campagne, al fine di rendere efficaci i risultati delle performance. Con L’Atelier abbiamo voluto orchestrare un percorso di sviluppo comune che finalmente ha portato all’unione di più voci che risuonavano di echi frammentati durante il setting up delle strategie. Storicamente brand, tech provider e agenzie hanno sempre lavorato a compartimenti stagni e questo, non poche volte, ha creato dei deficit e danni alle campagne stesse. Teads ha aperto le porte dei suoi algoritmi per rendere qualitativa ogni singola interazione dell’utente con l’annuncio pubblicitario. Inoltre, facendo leva sulla piattaforma di Teads Studio, uno dei nostri principali layer tecnologici per lo sviluppo di asset creativi interattivi, e sull’esperienza dei nostri strategist, abbiamo creato per Actimel di Danone dei formati che sono stati portati al massimo del loro potenziale creativo con l’obiettivo di massimizzare l’investimento del brand durante la fase di media planning online. Per noi questo è sinonimo di trasparenza e qualità».

«A volte, quello che sembra ovvio, ovvero che i risultati migliori arrivano dal valore aggiunto che i diversi attori coinvolti in un progetto possono dare, resta teoria – aggiunge Elisabetta Corazza, Head of Digital Marketing Danone Italia -. Nel caso della campagna Teads per Actimel, invece, siamo passati “dal power point alla realtà”. Il lavoro a 4 mani tra concessionaria, agenzia media, agenzia creativa e cliente è stato davvero soddisfacente non solo in termini creativi ma anche per l’ottimizzazione sui tempi di pianificazione e di delivery dei formati».

[Videointervista] Aiello (Teads) a Programmatic Day 2019: «Ecco i punti chiave per una strategia pubblicitaria di qualità»

Nell’intervento “Programmatic Match: strategie di qualità in 4 step”, fatto sul palco di Programmatic Day 2019, Luca Aiello, Head of Business Development di Teads, ha evidenziato le quattro fasi per creare una strategia di qualità nella pubblicità online, dalla fase di pre-testing delle creatività curata da Teads Studios, all’analisi dell’audience, alla erogazione con la piattaforma programmatica Teads Ad Manager, fino alla parte di analisi e post-valutazione.

Ad accompagnarlo Giuseppe Brugnone, Senior Digital Marketing Manager di Lego, che grazie al supporto della Global Media Platform è riuscita a sfruttare pienamente creatività e formati evoluti per raggiungere i propri obiettivi online.

Guarda la videointervista a Luca Aiello, Head of Business Development della società adtech e Giuseppe Brugnone, Senior Digital Marketing Manager di Lego, a margine del loro intervento al Programmatic Day 2019:

Programmatic, la nuova parola d’ordine è “qualità”

Dopo alcuni anni di crescita rapida e “tumultuosa”, il programmatic advertising sta acquisendo una nuova maturità e questo porta aziende ed editori a dover approcciare il settore in modo più strutturato ed evoluto sfruttando tutte le opportunità fornite dalla tecnologia, dai formati e dalla multimedialità. Il tema, sotto angolazioni differenti, è stato approfondito dagli interventi di Evolution Adv, Tradelab, Teads e Rubicon Project al Programmatic Day 2019.

Rubicon Project: il programmatic è “maggiorenne”

Di programmatic «maggiorenne» ha parlato Sara Buluggiu, MD Italy, Spain and MENA di Rubicon Project. La manager ha raccontato gli sforzi della società per rendere “semplice la complessità” dell’attuale panorama del Programmatic, in particolare con il contributo offerto alla diffusione dell’header bidding allo sviluppo della Supply Path Optimization. Buluggiu ha poi tratteggiato le possibili linee di sviluppo dell’ad tech nei prossimi anni, prevedendo l’affermazione del “Programmatic Open Source” e il superamento dei walled garden che attualmente dominano lo scenario digitale.

«Nell’evoluzione del programmatic advertising è importante garantire un traffico umano e scegliere bene i propri partner. Per Rubicon Project il 2018 è stato un anno di grande collaborazione. Siamo passati al first price in header bidding ed è stato l’anno della trasparenza per l’introduzione del Gdpr. E’ stato introdotto il concetto di Universal ID e la Demand manager, un’interfaccia che semplifica i processi che stanno dietro alla complicazione della tecnologia che sta alla base del programmatic», spiega Buluggiu.

Sara Buluggiu
Sara Buluggiu

Teads: qualità in 4 step

Nello speech “Programmatic Match: strategie di qualità in 4 step”, Luca Aiello, Head of Business Development di Teads Italia, e Giuseppe Brugnone, Senior Digital Marketing Manager di Lego, hanno sviscerato i quattro punti strategici attraverso cui si snoda una strategia qualitativa nell’advertising online, spaziando tra creatività, audience, erogazione e analisi, anche attraverso l’esempio concreto del lavoro svolto dalla società specializzata in soluzioni per l’advertising online con l’iconico brand di giocattoli.

«Una campagna di successo dovrebbe essere strutturata in quattro step ben definiti. Si parte con una prima fase di valutazioni in cui le tecnologie vengono impiegate per avere insight, per passare poi alla comprensione di come realizzare la creatività, puntando su elementi interattivi. Si passa poi all’erogazione che deve essere effettuata tramite inventory safe e viewable, oltre che libere da frodi, e, infine, analizzare i risultati con una reportistica dettagliata. Teads accompagna, in questo, i clienti in ogni passaggio grazie a soluzioni come Creative Lab, Brand Pulse, Teads Studio e Teads Ad Manager», spiega Aiello.

Tradelab e il controllo dell’ad tech

Gaetano Polignano, Country Manager Italia del trading desk indipendente Tradelab, ha invece approfondito il percorso che le aziende devono compiere per «riprendere il controllo dell’ad tech», superando le più comuni difficoltà tecnologiche e organizzative. Un percorso che, ha spiegato Polignano, passa per vari step: innanzitutto selezionare le proprie stack tecnologiche sulla base delle proprie esigenze e costruire le proprie competenze in collaborazione con i propri partner, quindi razionalizzare i propri canali e mettere in atto strategie audience-centric, in particolare imparando a creare sinergie tra i dati di prima e terza parte. Si deve poi innovare per garantirsi un vantaggio, specialmente nel campo della valutazione dei diversi touch point e farsi accompagnare dai giusti partner per ottimizzare il proprio ecosistema digitale.

Gaetano Polignano
Gaetano Polignano

«Il rapporto tra brand e agenzie nella gestione dell’ad tech si sta evolvendo profondamente e si aprono nuove sfide del panorama globale del programmatic. P&G ha lavorato con 6.000 agenzie in tutto il mondo. Sono state ridotte a 2500 e ora le ridurranno ancora per avere un rapporto più stretto con i consumatori e con le proprie properties. Ci sono 7000 aziende adtech disponibili oggi. Per gli inserzionisti è difficile capire chi scegliere e giudicare i partner e capire se si è intrapreso il percorso giusto. Inoltre, gli editori affrontano problematiche sia tecnolgoche che organizzative. La sfida per i publisher è riuscire a integrate tutto e ottimizzare il proprio sistema digitale. Noi operatori dobbiamo essere dei partner per i clienti e non dei fornitori, essere trasparenti e consulenziali ed essere sempre alla conoscenza delle nuove tecnologie. Inoltre, dobbiamo avere l’integrazione di tutte le varie parti per avere pianificazioni di un certo livello», ha spiegato il manager.

Evolution ADV: la ricerca di un nuovo equilibrio

Ha, infine, ruotato attorno al concetto di “qualità” l’intervento al Programmatic Day di Francesco Apicella. Secondo il co-Founder di Evolution ADV, concessionaria indipendente di pubblicità online, il punto di arrivo è un nuovo equilibrio tra le esigenze della domanda (brand e agenzie) e dell’offerta (editori e concessionarie), fondato sulla “qualità al giusto prezzo”.

Francesco Apicella e Michele Carbonara
Francesco Apicella e Michele Carbonara

«Il programmatic ha un potere di dettaglio tale che permette di dire dove va a finire il budget investito nelle campagne. Purtroppo però a volte non è sempre così e si apre la necessità di proporre qualità a un costo giusto. La nostra concessionaria seleziona, per questo, editori di qualità a cui chiediamo di dare spazio a un minor numero di bunner sulle loro properties, mettendone di più qualitativi. Inoltre, grazie all’header bidding si premia l’interesse e la qualità dell’inventory con il giusto prezzo. La tecnologia Optiload ci permette di mostrare i banner quando sono in focus con l’utente e quando è il momento giusto».

L’intervento di Evolution ha costituito l’occasione anche per presentare ufficialmente Michele Carbonara, che si è unito al team della concessionaria come Sales Director: «Evolution ADV arriva da due anni di crescita e prevede una chiusura del 2019 tra i 7 e i 10 milioni. Nel primo trimestre abbiamo superato i 2 milioni».

Programmatic Day, manca poco all’appuntamento. Scopri l’agenda dell’evento (parte 1)

Ci siamo: mancano pochi giorni all’edizione 2019 del Programmatic Day, l’evento di riferimento in Italia per chi vuole conoscere e scoprire tendenze e novità nell’ambito del Programmatic Advertising e delle novità tecnologiche legate al mondo della pubblicità.

L’appuntamento è all’Auditorium IULM di Milano, in via Carlo Bo, mercoledì 11 aprile. Mentre invitiamo a iscriversi chi non l’avesse già fatto (abbiamo già raggiunto quota 1500 registrazioni per questa edizione, che promette di essere come sempre molto seguita) iniziamo a scaldare i motori entrando nel dettaglio del programma, partendo dall’agenda della prima parte della giornata.

Per partire, vedremo “che aria tira” nelle percezioni degli operatori del mercato pubblicitario attorno ai temi del digital advertising e dell’ad tech. Stiamo raccogliendo gli ultimi dati per l’edizione 2019/1 di YourSight, la ricerca congiunta di Engage e Human Highway che due volte all’anno costruisce una visione d’insieme su cosa sta succedendo e cosa si prevede che accadrà nel campo della comunicazione online.

Se lo desideri, puoi dare il tuo contributo compilando questo questionario.

I risultati dello studio saranno presentati in apertura di evento (ore 9:00) da Giacomo Fusina, Ceo di Human Highway, e saranno discussi nel primo panel della giornata che coinvolgerà Davide Fiorentini (Manager, Demand Sales di FreeWheel Italia) e Massimo Pattano (Marketing Manager di 4w MarketPlace).

James Prudhomme, Executive Vice President International di Index Exchange, sarà invece il protagonista del primo speech della giornata (9:25). Ogni anno, il Programmatic Day è vetrina di una novità per il nostro mercato, e stavolta tocca a questo importante marketplace canadese, che ha appena aperto un ufficio a Milano e parteciperà per la prima volta a un evento pubblico nel nostro Paese, condividendo la sua visione circa le nuove frontiere della monetizzazione pubblicitaria.

Il palinsesto del Programmatic Day 2019 darà ampio spazio ai temi del mobile, ambito da cui passano gran parte delle aspettative del mercato pubblicitario per l’uso intensivo che gli utenti fanno dello smartphone e per i margini di crescita in ambito ecommerce e proximity. Diversi e ricchi di spunti gli interventi dedicati: limitandoci alla prima parte della giornata Nicolò Palestino, Country Manager Italy di Widespace, spiegherà come districarsi tra le possibili strategie data-driven (9:45); mentre Stefania Giovinazzo, Account Director Italy e Stefano Guidi, Business Development Manager di Sublime illustreranno come realizzare campagne mobile che uniscono creatività ed efficacia (11:50).

Dopo i primi anni di crescita rapida e per certi versi “incontrollata”, il Programmatic sta acquisendo una certa maturità, e questo porta a dover approcciare il settore in modo più strutturato ed evoluto sfruttando tutte le opportunità fornite dalla tecnologia, dai formati e dalla multimedialità. Di questo parleranno sotto prospettive diverse Sara Buluggiu, MD Italy, Spain and MENA di Rubicon Project, che descriverà le caratteristiche salienti di un mercato del programmatic diventato “maggiorenne” (10:05); Luca Aiello, Head of Business Development di Teads Italia, che nello speech “Programmatic Match: strategie di qualità in 4 step” (10:25) sarà accompagnato da un brand tanto importante quanto universalmente conosciuto; Gaetano Polignano, Country Manager di Tradelab Italia, che spiegherà come le aziende possano progressivamente prendere un maggior controllo sulle strategie dell’ad tech; e Francesco Apicella, Co-Founder di Evolution ADV, che ci aiuterà a tracciare i contorni di una nuova prospettiva di “qualità” nel Programmatic a beneficio degli editori (12:10).

Dati, KPI e Performance sono senz’altro tre parole chiave dell’edizione 2019 del Programmatic Day: approfondiremo ulteriormente questi punti in un panel apposito (11:25) con Greta Gilardi, Sales Director di Viralize; Elisa Lupo, Director Italy di IAS; Enrico Quaroni, VP of Global Sales di Fanplayr; Gino Ruli, Programmatic Sales Director di Ogury Italia e Domenico Pascuzzi, Direttore National Marketing BU Large Account di Italiaonline.

Non mancheranno poi interventi dedicati a due ambiti emergenti: l’audio, un settore di cui si stanno letteralmente riscrivendo le regole sotto la spinta del digitale e delle tecnologie, come spiegherà Cristina Pianura, Direttore area Media and Advertising di Triboo (10:45); e l’intelligenza artificiale, che entra anche nel programmatic aprendo nuovi scenari non solo in fatto di targeting ma anche di personalizzazione del contenuto. A illustrare questo trend (12:30) sarà Julien Gardès, VP Southern Europe & Middle-East Africa di Adform, cui spetta il compito di chiudere la prima parte della giornata, prima del lunch break by Edimaker e della seconda parte dei lavori, di cui parleremo nei prossimi giorni… annunciando anche qualche sorpresa!

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Teads: «La misurabilità delle campagne sarà un tema rilevante per tutto il 2019»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Nel 2018 il settore ha sfiorato nel nostro Paese il mezzo miliardo di euro di valore, con un tasso medio di crescita annua negli ultimi 5 anni del 34,4%, come ha rivelato una recente ricerca di IAB Italia confermando le stime del Politecnico di Milano di qualche mese fa. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Luca Aiello, Head of Business Development di Teads. Ecco cosa ci ha risposto.

Luca, quali sviluppi vedi per il mercato del Programmatic Advertising nel 2019?

«L’evoluzione del mercato programmatic ed in particolar modo dei formati erogabili, ha portato i brand ad essere sempre più esigenti in termini di “misurabilità” dei KPI di campagna. Il compito dello specialista sta cambiando, diventando negli anni una figura sempre più consulenziale ed in grado di offrire soluzioni strategiche: questo è possibile grazie all’utilizzo di tecnologie capaci di soddisfare a 360° le richieste dei vari brand garantendo una miglior customer experience, in un ambiente dove la competitività è ormai molto alta. La measurability sarà quindi un tema particolarmente rilevante per tutto il 2019. KPI standard quali viewability o completion rate, da soli, non sono più sufficienti per valutare l’efficacia di una campagna e sono i brand stessi a chiedere più offerta in termini di misurazione. Per questo motivo, sarà sempre più necessario combinare diversi KPI e tener conto di metriche nuove quali ad esempio il vCPCV (viewable cost per completed views, ndr), che possono dare al brand un maggiore livello di precisione nella percezione del valore del proprio investimento».

Nel 2018 il Programmatic è stato messo sotto i riflettori, oltre che per i numeri in crescita, anche per le criticità in tema di brand safety e privacy dei dati. Secondo te di cosa si parlerà quest’anno?

«Nel 2018 abbiamo visto come l’introduzione del GDPR ha portato alcune aziende a doversi adattare ad un regolamento che in qualche caso ha portato alla ridefinizione del proprio modello di business, pensiamo ad esempio ai molteplici data provider che hanno dovuto ripopolare le proprie audience. La crescente attenzione alla qualità dei dati porterà inevitabilmente ad esigere una qualità sempre più alta dell’inventory. Teads da sempre presta particolare attenzione a quest’ultimo punto, grazie ad una serie di accordi esclusivi con molteplici publisher premium come The Economist, BBC.com, Apple News, Vice Media e con un costante monitoraggio e ottimizzazione degli spazi attraverso le integrazioni dei partner terzi (Moat, IAS, Celtra, …). La nostra Global Media Platform ci permette di offrire a brand e advertiser un punto di accesso unico ad ambienti brand safe e fraud free in tutto il mondo e supportare la loro strategia creativa lungo tutto il funnel con formati interattivi che potenziano la user experience.

Inoltre, grazie alla nostra Teads Publisher Suite, completamente rinnovata ed estremamente granulare, siamo in grado di fornire agli editori, per la loro vendita diretta, la possibilità di sfruttare in maniera autonoma gli strumenti di intelligence esclusivi della nostra società, mantenendo la stessa efficienza con la quale sono supportati quotidianamente da Teads. Ciò include l’utilizzo di tutti i nostri asset tecnologici, dall’abilitazione alla vendita a ‘Completed View’ o ‘Viewable Guaranteed’ basata su algoritmi di Intelligenza Artificiale, fino all’accesso alla piattaforma di ottimizzazione creativa delle campagne, Teads Studio».


Teads sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

Teads e Adform, partnership per l’offerta programmatic outstream

È una partnership esclusiva quella formalizzata tra la Global Media Platform, Teads, e Adform, piattaforma tecnologica indipendente tra le più affermate del mercato dell’advertising.

Grazie all’accordo, Teads sarà da oggi integrata direttamente con la piattaforma di programmatic buying di Adform.

Questa operazione consentirà quindi alle agenzie e ai brand che collaborano con Adform di avere accesso all’inventory outstream, scalabile e di qualità, di Teads, attraverso un marketplace esclusivo (PMP), che comprende i più prestigiosi publisher del mondo: BBC, Apple News, Bild, Business Insider, Clarin, Corriere.it, El Mundo, El Pais, Spiegel, Forbes, Fortune, Gannett, L’express, Les Echos, Cosmopolitan, Gioia, The Business Times, Times, Vanity Fair e molti altri.

Data la capillare diffusione dei formati di outstream video advertising in Europa, che raggiunge ormai il 54,1% della spesa sul digitale, risulta necessario ampliare l’offerta disponibile anche via programmatic buying.

L’accordo di integrazione siglato tra le due realtà va incontro a questa esigenza, rendendo disponibile a buyers di Europa, Nord America, MENA e APAC nuove inventory.

Hugues Templier, EMEA Programmatic Business Development Director di Teads.tv ha affermato: «Siamo lieti di estendere la scalabilità dell’inventory premium di Teads grazie a questo importante accordo. Attraverso l’integrazione diretta dell’inventory di Teads in Adform, una delle più importanti piattaforme di acquisto in RTB, gli advertiser e le agenzie avranno accesso al network dei più prestigiosi publisher al mondo. In questo modo, potranno avere la garanzia che i loro annunci vengano distribuiti all’interno di ambienti viewable e brand-safe».

Hugues-Templier-Teads
Hugues Templier

Rick Jones, SVP Global Revenue Development di Adform ha poi aggiunto: «Siamo davvero entusiasti di aver finalizzato questo accordo di diretta integrazione con la piattaforma di Teads che, siamo sicuri, conferirà maggior prestigio alla nostra offerta e supporterà i nostri clienti nell’obiettivo di creare nuove opportunità per distribuire pubblicità ad alto impatto comunicativo in contesti di qualità. Teads è stata in grado in questi anni di rafforzare la sua offerta scalabile con una inventory di alta qualità e di distinguersi nel mercato soprattutto per i suoi formati video, che costituiscono ormai una delle forze che trainano il mercato dell’advertising. Per questi motivi, siamo certi che trarremo ampi benefici da questa partnership».

GDPR, solo il 5% degli utenti in Europa rifiuta il consenso alla raccolta dei dati. Lo studio Teads

Solo il 5% degli utenti di Internet di tutta Europa rifiuta l’utilizzo dei cookie per ricevere pubblicità personalizzate. E’ quanto rivela un nuovo report settimanale di Teads, creato per raccontare lo stato di allineamento dei publisher europei alle nuove direttive del General Data Protection Regulation (GDPR). Un barometro che fa riferimento agli editori che lavorano sulla piattaforma e che riflette i due terzi dei 300 editori mondiali della classifica di comScore.

Secondo il report, il 50% degli utenti di Internet di tutta Europa ha accettato o rifiutato il consenso all’utilizzo dei cookie con l’obiettivo di generare advertising targettizzato, e ben il 95% di questi utenti ha espresso il proprio consenso alla raccolta dei dati, contro un significativamente basso 5% che, invece, lo ha rifiutato.

Un dato, quest’ultimo, di particolare interesse se si considerano i tanti timori suscitati nella industry sul tema privacy dall’entrata in vigore del GDPR. La percentuale di rifiuto del consenso varia, ovviamente, da Paese a Paese, con un tasso di poco più alto in Inghilterra (7%) ed è, invece, più bassa in Francia (4%), Paesi Bassi (3%), Spagna e Italia (2%). I dati riguardanti la situazione in Germania non sono disponibili poiché la maggior parte dei publisher tedeschi non risponde alla normativa sul consenso dell’utente ma fa ricorso al cosiddetto “legittimo interesse” per erogare pubblicità personalizzate.

L’adozione delle CMP

Secondo i dati del report, inoltre, attualmente il 63% del traffico degli editori europei passa attraverso una piattaforma di gestione del consenso (CMP) che permette agli utenti di esprimere la propria preferenza e agli editori di adeguarsi alla normativa in vigore. La Spagna guida il processo di adozione della CMP con un tasso di implementazione dell’82,83%, i Paesi Bassi si posizionano subito dopo con un 82,82%, mentre Francia e UK registrano rispettivamente il 71,08% e il 67,93% di presenza.

“I dati – spiega Teads in una nota – rappresentano la percentuale di adozione delle CMP all’interno della piattaforma Teads che vanta una reach superiore all’85% raggiungendo oltre 1,2 miliardi di utenti unici  nei principali mercati Europei. Proprio per questo motivo, i dati riflettono in maniera altamente significativa lo stato attuale dell’ecosistema media in Europa”. La società, intanto, è al lavoro per guidare i publisher europei che ancora non hanno provveduto all’implementazione della Consent Management Platform nel processo di allineamento alla nuova legge.

«L’adozione diffusa del Consent Management Framework di IAB da parte dell’industry ha permesso di soddisfare tutti i requisiti richiesti dal GDPR in tempi record. Il nostro lavoro è da tempo focalizzato ad indirizzare gli editori verso l’implementazione delle piattaforme di gestione del consenso per procedere ancora più velocemente verso questa direzione», commenta Pierre Chappaz, Founder & Executive Chairman di Teads.

2018-11_GDPR_Barometer_Teads

Teads, in arrivo il formato video per mobile “inRead 6”

Nell’ambito della pubblicità video, uno dei maggiori driver di crescita per l’online advertising, il 2017 è stato l’anno del sorpasso sui preroll e gli altri posizinamenti tradizionali (instream) da parte dell’oustream, il campo in cui eccelle Teads.

«In un settore in continua evoluzione anche sulla spinta del programmatic, noi stiamo sviluppando l’evoluzione della nostra offerta nel video in diverse direzioni, innanzitutto arricchendo l’esperienza creativa in termini di personalizzazione e interattività, e anche guardando a nuovi ambiti di crescita, come l’addressable tv», ha detto a IAB Interact, l’evento di IAB Europe in corso di svolgimento a Milano, Imran Khan, global VP strategic development della società.

Nell’ambito di un offerta di spazi video in crescita esponenziale, la differenza si fa anche nel campo della “premiumness“, «che nel nostro caso garantiamo con il contesto: lavoriamo con i top publisher in tutto il mondo, la nostra inventory è collocata all’interno di contenuti e articoli prodotti da professionisti, a differenza di quanto avviene, per esempio, nei social media. E le nostre ricerche, come la recente “In News we Trust“, dimostrano come la pubblicità veicolata all’interno di contesti premium restituisce risultati migliori, su qualsiasi metrica».

L’Italia è uno dei Paesi europei dove la quota del video rispetto al totale della pubblicità online è più alta; condizione per una ulteriore crescita del mercato è quella delle metriche di misurazione, che dovrebbero consentire un maggiore “dialogo” tra tv e media digitali. «I grandi brand sono abituati a ragionare in termini di GRP – ha osservato Khan – ma credo che in futuro questo cambierà. Con l’avanzata delle tv connesse e il passaggio a un ecosositema prevalentemente OTT, le metriche digitali si consolideranno anche nell’universo televisivo».

Dal punto di vista poi dell’offerta, che ha visto Teads concentrarsi negli ultimi mesi anche nell’area della display con il lancio e il continuo sviluppo di formati display interattivi “viewable by design” sviluppati dal Teads Studio, è in arrivo un nuovo prodotto nel campo del video mobile: «Stiamo rilasciando in queste settimane inRead 6, un formato video oustream di sei secondi ottimizzato per il mobile», ci ha detto Khan a margine del suo intervento.

 

Programmatic Day(s) 2018: tra nuovi media e trasparenza, ecco come sta cambiando l’ad tech

Se c’è una parola chiave che forse più di tutte condensa l’attuale situazione del programmatic e le sfide che questo mercato si trova a dover affrontare in questi mesi, quella parola sarebbe “trasparenza”. E proprio il tema della “trasparenza” e della “fiducia” nell’ad tech sono stati i protagonisti dell’edizione 2018 di Programmatic Day(s), l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alla pubblicità automatizzata e per la prima volta quest’anno diviso in due giornate.

La manifestazione, svoltasi il 18 e 19 aprile a Milano, ha visto alternarsi sul palco oltre 40 speaker, che hanno illustrato le varie sfaccettature del mercato programmatico attuale a una platea di più di 1700 persone nel corso delle due giornate. Ecco una sintesi di quello che è successo all’evento.

La sintesi della prima giornata

I lavori sono stati aperti con i risultati di Yoursight, la ricerca sulle tendenze della comunicazione online realizzata da Engage con Human Highway che quest’anno si è concentrata in modo particolare sui punti di forza (e di debolezza) del Programmatic.

Tra i primi si segnala in modo particolarmente evidente, ha raccontato Giacomo Fusina, Ceo di Human Highway, «la capacità di targettizzare le campagne. Questa caratteristica, unita alla personalizzazione del messaggio e alla semplificazione dei processi, produce il terzo beneficio, la maggiore efficienza del sistema. La ricerca ha messo in luce, però, anche degli inibitori allo sviluppo del Programmatic, riassumibili in tre scarsità: scarsa informazione e conoscenza su questa prassi di comunicazione, scarsa trasparenza e scarso controllo sulle inventory. Tra questi, le persone che lavorano abitualmente sul digitale avvertono come forte inibitore il basso livello delle inventory».

Ad ogni modo il Programmatic, dopo aver chiuso il 2017 con una crescita del 27%, ha detto Giacomo Fusina, dovrebbe aumentare ancora nel 2018 il suo valore di mercato, con un trend del 20%, raggiungendo così il mezzo miliardo di euro.

I dati illustrati sul palcoscenico Giacomo Fusina sono quindi stati commentati in una tavola rotonda, alla presenza di Giorgio Mennella, Advertising Director di Ciaopeople, Filippo Marchio, managing director di Adasta, Erik Rosa, Managing Director di Xaxis ed Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek, intervenuto in video collegamento dallo Sri Lanka.

Sul palcoscenico sono saliti Giovanni Tricarico di Mediamath (qui l’intervento), Lucio Mormile di Teads (leggi qui il resoconto) e Gaetano Polignano di Tradelab, intervenuto sul tema dell’efficacia.

La tavola rotonda dedicata al tema della trasparenza (qui l’articolo), con protagonisti Integral Ad ScienceAnnalect (OMG), FCA, Italiaonline e 4w Marketplace, ha chiuso la prima parte della giornata, prima di un coffee break.

La seconda parte della mattinata si è aperto con l’intervento di Italiaonline: Carmine Laltrelli e Sabina Lombardo hanno raccontato come la concessionaria abbia affrontato le sfide del programmatic grazie al concetto di “unified view”, mentre in seguito Valeria Mazzon di Adform e Andrea Stefanini di De Agostini Publishing hanno raccontato i frutti di una collaborazione in campo ad tech che dura orma da oltre 5 anni.

Ma il Programmatic, oggi, vuol dire anche approdo a nuovi media, al di fuori dell’online dove il trading automatizzato aveva avuto origine. A tal proposito, una delle novità di quest’anno è il rapido sviluppo del Programmatic Audio: la crescente popolarità di tecnologie come streaming e podcast su mobile, insieme con la saturazione del mercato display, sta infatti mettendo questo canale in primo piano nell’agenda di aziende ed editori. Se ne è parlato in chiusura di prima giornata in un focus organizzato con DigitalMDE cui hanno preso parte anche S4M, Gruppo Triboo e Dentsu Aegis Network.

Gli highlight del secondo giorno

Il Programmatic Advertising continua la sua corsa e vede aumentare ancora il suo peso nel mercato del digital advertising. «Dopo i risultati positivi ottenuti negli scorsi anni», ha detto Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano aprendo i lavori della seconda giornata di Programmatic Day(s), che ha registrato ancora una buona affluenza con quasi 700 ingressi all’Auditorium Iulm di Milano, «il Programmatic dovrebbe chiudere il 2018, secondo le nostre previsioni, con un incremento nell’ordine del 20%, o qualcosa di meno». Il giro d’affari salirà così a 480-490 milioni di euro, sfiorando il mezzo miliardo, contro i 409 milioni del 2017.

Il Programmatic rappresenterà a fine anno quasi il 30% di tutta la spesa display, confermandosi così un fenomeno sempre in salute e ormai consolidato, anche se il trend sarà meno positivo rispetto agli anni passati. Se il 2015 è stato l’anno del boom del Programmatic, i numeri del 2016 e il 2017 ne hanno certificato le potenzialità e anche l’inizio della maturazione. Dopo il +113% registrato dal comparto nel 2015 e un comprensibilmente più contenuto, ma incoraggiante +35% nel 2016, il 2017 ha visto la voce “Programmatic Advertising” registrare un +30% nel giro d’affari, mentre il 2018, come detto, dovrebbe registrare sempre una crescita intorno al 20%.

All’interno del Programmatic, il Video giocherà un ruolo fondamentale, così come la voce Private & Direct che peserà più del 45% «a discapito non tanto delle transazioni in open market ma più in generale della compravendita diretta». Passando al peso del Video sul totale Programmatic, i dati dell’Osservatorio dicono che arriverà nel 2017 a essere superiore al 35%: «È questa la principale voce che ha dato una forte spinta al Programmatic e al mercato della pubblicità digitale in generale».

I lavori sono proseguiti con una tavola rotonda dedicata proprio al nuovo scenario di mercato del Programmatic, che ha visto gli interventi di Sara Buluggiu di Rubicon Project, Cristina Ughes di Publicis Media Italy e Simone Pepino di Ligatus.

Sui dati, e sul futuro del loro utilizzo in pubblicità, si è incentrato anche l’intervento di Oliver Kanders, VP Marketing di Zeotap, mentre di creatività ed evoluzione dei formati acquistabili in Programmatic ha parlato Stefania Giovinazzo, Account Director Italy di Sublime Skinz. Tra gli ospiti anche Patrizia Conte, Ceo & Founder di Oyster Technology, che ha delineato le basi di una strategia programmatica di qualità nell’ambito di uno scenario per certi versi sempre più complesso.

Focus quindi su un altro tema caldo dell’advertising digitale: le nuove guidelines in termini di “annunci pubblicitari accettabili” definite dalla Coalition for Better Ads e adottate da Google come criterio di filtraggio per il browser Chrome: qual è l’impatto reale che questa novità sta avendo sul mercato della pubblicità online? Se ne è parlato in una tavola rotonda con, tra gli altri, Francesco Apicella di Evolution Adv, Andrea Ceccoli di Smart, Edoardo Negri di Instal e Davide Ingrassia di Adform.

Spazio quindi ai media, partendo dall’online con Cristina Pianura, Ceo di Prime Real Time e Coo di Triboo Media (leggi qui l’intervento). Dopo esserci occupati di radio e di Programmatic Audio il giorno precedente, la panoramica delle prospettive “programmatiche” dei mezzi “tradizionali” è proseguita con la tv, grazie all’intervento di Daniel Bishoff, Marketing Director di RTL AdConnect, sul palco insieme a Luca Di Cesare, Managing Director di Smartclip, e con l’OOH con il contributo di Carlo Grillo, Chief Operating Officer di Kinetic Italia, e di Erik Rosa, Managing Director di Xaxis (qui la cronaca). Ha chiuso i lavori Giorgio Mennella, Advertising Director di Ciaopeople, con un intervento sul ruolo degli editori e sull’importanza del dato nell’informazione.

[Videointervista] Teads al Programmatic Day(s): focus sulla viewability display

“Quando acquistate un’automobile vi piacerebbe tornare a casa portandone solo la metà? Ecco cosa accade oggi in tema Viewability: il 50% delle performance non sono viewable”, così ha esordito Lucio Mormile, Head Of Business Development di Teads e ha continuato affermando: “Siamo una tech company, focalizzata sul video, ma ci siamo reinventati in un ambito non nostro, la Display Advertising e da oggi possiamo garantire performance di viewability molto alte e soddisfacenti”.

Un’esigenza a cui Teads ora dà risposta non solo grazie ai celebri formati video Outstream, ma anche grazie alla sua nuova offerta Viewable Display: una serie di formati interattivi e viewable integrati nell’offerta “inRead” della società, capaci di “generare alti tassi di engagement sulle audience grazie a creatività dinamiche, posizionate nel cuore di un contenuto editoriale”, ha spiegato Mormile dal palco dell’Auditorium IULM.

La serie di prodotti display di Teads si compone di formati Scroller, Canvas, Swing, Flow, Custom, Cinemagraph e Carousel, “tutti viewable by design, capaci di garantire viewability agli advertiser in un ambiente brand-safe”, ha spiegato Mormile, ricordando che “gli annunci display di Teads vantano un tasso di viewability dell’80%, sempre in focus con l’utente, in un contesto editoriale premium realizzato con alcuni dei migliori partner tecnologici”.

Guarda la videointervista a Lucio Mormile, a margine del suo intervento sul palco del Programmatic Day(s) 2018:

Lanciata lo scorso settembre, l’offerta di Viewable Display di Teads ha già attirato l’intenzione anche per la possibilità di essere efficacemente acquistata in Programmatic, come ha raccontato Cristina Ughes, PM Precision Lead in Publicis Media Italy, invitata sul palco da Mormile, per raccontare due importanti case history e i risultati ottenuti per i clienti Findus e Alitalia.

In chiusura, l’invito a visitare Wonderbox, l’evento di tre giorni organizzato da Teads in occasione del Fuorisalone 2018, di cui la partecipazione a Programmatic Days rappresenta una delle tappe: si tratta di una piacevole iniziativa in collaborazione con Programmatic Italia con esperienze di design nel mondo del’advertising. Tutti i partecipanti all’evento Programmatic Days potranno accedere previa iscrizione alla serata con DJ set organizzato negli uffici di via Tortona 37, per un aperitivo in collaborazione con Campari.