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Negoziare con gli ad exchange per abbassare la tech tax: l’evoluzione della Supply-Path Optimization

Oggi nella nostra rassegna spazio all’evoluzione della Supply-Path Optimization, a una novità di SpotX sul fronte targeting e al rapporto tra GDPR e Influencer Marketing.

Negoziare con gli ad exchange per risparmiare sulla tech tax: la nuova frontiera della Supply Path Optimization

Tra le parole più in voga nel mondo del Programmatic, la Supply Path Optimization (SPO) consente alle aziende di individuare il modo migliore (ottimizzato, appunto) per arrivare all’inventory che desiderano. Adesso, questo processo è giunto a un nuovo step: quello in cui gli inserzionisti negoziano con le piattaforme di scambio per creare la propria strada più economica verso l’offerta. Un esempio è quello dell’agenzia Goodway Group, specializzata in programmatic lato domanda, che ha stretto un accordo con PubMatic in cui la SSP si impegna ad abbassare le proprie fee se essa aumenta i propri investimenti sulla piattaforma. Leggi di più su AdExchanger.

Anche SpotX integra la soluzione di ID unificato di The Trade Desk

Dopo Triplelift, ora anche SpotX si aggiunge alla lista di piattaforme che hanno integrato la soluzione di ID unificato di The Trade Desk, con l’obiettivo di migliorare l’indirizzamento delle campagne digitali. L’ID unificato consente a diverse società della catena di valore di integrare il modello di cookie di The Trade Desk alla propria copertura di tracciamento, aumentando così i loro match rate per un migliore targeting degli annunci. Leggi di più su MediaPost.

Gli effetti del GDPR sull’Influencer Marketing

Il mercato dell’influencer marketing è in crescita e in costante evoluzione. Ma tra le nuove difficoltà delle aziende che lo utilizzano, oltre la questione disclosure, c’è anche l’utilizzo dei dati, e i limiti che su di esso impongono normative come il GDPR. Molte delle agenzie e piattaforme che connettono i brand con potenziali influencer fanno infatti affidamento sui dati degli utenti per determinare se i follower del personaggio hanno possibilità o meno di essere attirati dal brand: per il 54% dei marketer, le informazioni sul pubblico sono una parte essenziale dell’identificazione del giusto influencer. Ma il GDPR complica le cose e, cosa non da poco, aumenta i costi. Leggi di più su eMarketer.

Simon Harris, Dentsu AN: «La supply path optimization può ridurre il rischio di frodi»

Oggi nella nostra rassegna si parla di supply path optimization e di dati, tra l’attacco hacker alla catena di alberghi Marriott International e i nuovi setting di LinkedIn per la privacy.

Simon Harris, Dentsu AN: «La supply path optimization può ridurre il rischio di frodi»

L’header bidding ha reso comune per un’inserzionisti vedere la stessa impression diverse volte, visto che parecchi editori adesso offrono la singola impression su svariate SSP per aumentare i ricavi. Questo, secondo Simon Harris, head of programmatic activation at Dentsu Aegis Network, solleva una domanda per i buyer: qual è il migliore exchange tramite cui acquistare? Domanda lecita, che ha peraltro portato la tecnica della supply path optimization (SPO) a diventare un tema caldo del mercato programmatico quest’anno, anche come possibile soluzione al rischio di frodi. Leggi di più su AdExchanger.

Marriott International, a rischio i dati di oltre 500 milioni di clienti

Il problema della fuga di dati personali colpisce ancora. Stavolta ad esserne coinvolto è stato il colosso alberghiero Marriott International: attraverso una falla nella sicurezza del sistema di prenotazioni degli alberghi Starwood Hotels and Resorts, infatti, sono stati hackerati i dati personali di fino a 500 milioni di clienti. Tra le informazioni compromesse, nomi, indirizzi di posta e email, numeri di telefono, numeri di passaporto, e date di nascita. Nel caso di alcuni clienti, inoltre, il database attaccato conteneva anche numeri e date di scadenza di carte di pagamento, sebbene questo tipo di informazione – a detta dell’azienda – sarebbe stato criptato. Leggi di più su Variety.

LinkedIn non consentirà più di esportare gli indirizzi email dei contatti

LinkedIn ha introdotto nuovi setting per la privacy, che consentono agli utenti di scegliere se i loro indirizzi email possono essere esportati o meno dai loro contatti. L’opzione è di default su “no”. La novità potrà avere impatto anche sugli inserzionisti del social network, che fino ad ora potevano utilizzare gli indirizzi email esportati dai loro contatti LinkedIn per targettizzare annunci sia sulla piattaforma che fuori. Leggi di più su Marketing Land.

PubMatic, accordo con Adelphic per la supply path optimization

PubMatic ha stretto un accordo con Adelphic per implementare l’ottimizzazione della catena dell’offerta, detta anche supply path optimization (SPO). ù

Grazie alla collaborazione tra la supply-side platform e la demand-side platform controllata da Viant, gli inserzionisti di Adelphic potranno accedere in maniera più efficace ed efficiente ad un inventario di qualità superiore. In questo modo, secondo una nota, le due società hanno potuto migliore notevolmente le capacità di targeting degli utenti.

Conducendo controlli per la sicurezza del marchio, utilizzando un rigoroso approccio per eliminare le frodi e monitorando l’inventory su piattaforme e formati multipli, PubMatic sarà in grado di intercettare la spesa effettuata dai clienti di Adelphic in un modo più efficiente ed efficiente.