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Le alternative dei brand al Super Bowl; Google sotto la lente dell’Antitrust europeo

La febbre (anche pubblicitaria) da Super Bowl – l’evento è atteso per domenica prossima, 4 febbraio -; Google che fronteggia accuse di posizione dominante, con il sistema di aste pubblicitarie del suo motore di ricerca sotto la lente dell’Antitrust europeo; e l’attenzione degli inserzionisti di video adv che si sposta verso formati più “sicuri”. Ecco alcune notizie interessanti (e curiose) della giornata.

Acquistare uno spot al Super Bowl. Oppure…

Trentadue anni di annunci video mobile, 2,6 miliardi di impression su Instagram, 2,6 milioni di click search su Amazon, 1,85 miliardi di impression display o, qualora foste interessati all’influencer marketing, 8 post sponsorizzati con Selena Gomez. E’ quello che si potrebbe fare con 5,2 milioni di dollari di budget, ossia quello che costa in media, oggi, uno spazio pubblicitario di 30 secondi durante il Super Bowl. L’evento sportivo americano dell’anno, si sa, da sempre attrae i più grandi big spender, che fanno a gara a chi confeziona lo spot più spettacolare. Ma, numeri alla mano, ne vale la pena? Leggi di più su Digiday.

Google sotto la lente dell’Antitrust europeo

Google potrebbe dover pagare multe salate all’Antitrust europeo. Sotto accusa c’è il sistema di aste pubblicitarie del motore di ricerca: secondo vari competitor della società esso avvantaggerebbe il servizio Google Shopping, che vincerebbe la maggior parte degli spazi adv a disposizione togliendoli a quelli di altri retailer. A tali accuse Mountain View si difende affermando di offrire ai competitor le stesse opportunità di mostrare annunci pubblicitari che ha lei, e adesso ha poche ore per dimostrare all’Unione Europea che il proprio sistema rispetta le severe norme imposte dall’Antitrust. La mancata osservazione di tali norme potrebbe costare a Google fino al 5% dei ricavi giornalieri globali. Leggi di più su AdAge.

Video Adv, cresce l’attenzione verso i contenuti brandizzati

Le aziende che investono in pubblicità video sono più propense quest’anno ad aumentare i loro budget su video brandizzati creati insieme agli editori, mentre cala l’euforia sui tradizionali video pre-roll da 30 secondi. E’ quanto rivela una ricerca internazionale di Advertiser Perceptions per Trusted Media Brands, che ha analizzato la situazione della pubblicità video nel 2018. Secondo lo studio, il 35% conta di aumentare la spesa dedicata alla creazione e distribuzione di video “branded”, contro il 28% che mira a investire di più su pre-, mid- e post-roll. Effetto della questione brand safety? Leggi di più su MediaPost.

Super Bowl: per la prima volta, spot locali data-driven nello streaming online

Negli Stati Uniti è iniziato il countdown per il Super Bowl, l’evento sportivo che ogni anno tiene incollati agli schermi oltre cento milioni di telespettatori e che, complici questi grandi numeri, col tempo è diventato anche un evento “pubblicitario”, attirando quote sempre più alte di investimenti adv.

Quest’anno l’appuntamento sarà per domenica 5 febbraio, in tv e online, dove Fox Sports predisporrà uno streaming gratuito del match. Ma per la prima volta ci sarà una novità. Lo straming includerà infatti pubblicità locale inserita in maniera dinamica in base al luogo in cui si trova l’utente che sta guardando la partita.

Una novità che sembra stare avendo un’ottima risposta, visto che, secondo quanto riporta il sito Variety, oltre 170 affiliati Fox sul territorio statunitense si sono uniti a Fox Sports per la vendita e l’erogazione di campagne digital locali. Gli affiliati avranno accesso alla stessa inventory sia su TV lineare che sullo streaming online. Le pubblicità nazionali saranno le stesse in tv e in rete.

«La collaborazione pionieristica con i nostri afficiliati per consentire lo straming di annunci pubblicitari locali renderà gli spot ancora più rilevanti per gli spettatori e renderà il match di quest’anno un’esperienza ancora più personalizzata per ogni appassionato», ha commentato Eric Shanks, Fox Sports president, COO and executive producer.

Nel 2016, la partita che ha visto i Denver Broncos vincere sui Carolina Panthers ha raccolto 1,4 milioni di spettatori sullo streaming online, cifra senz’altro corposa, anche se ancora minima rispetto ai 111,9 milioni di persone che hanno seguito l’evento in tv.

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