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Sublime amplia l’offerta mobile con nuovi formati

Nell’ambito di un ampliamento dell’offerta pubblicitaria in ottica cross-device, Sublime, marketplace specializzato nella creazione ed erogazione di esperienze pubblicitarie di qualità, ha annunciato il lancio di nuove soluzioni specificamente pensate per l’ambiente mobile.

I nuovi formati, che comprendono annunci Sticky e In-feed, sono state realizzate per essere facilmente tagliate sugli obiettivi di campagna. I formati Sticky sono posizionati come banner in fondo alla pagina web, includendo anche un’opzione di rimozione, e si ampliano a dimensione intera nel momento in cui l’utente raggiunge il termine del contenuto editoriale. Gli annunci In-feed, invece, sono incorporati all’interno della pagina e possono mostrare sia video che immagini, garantendo un’esperienza fluida all’utente mentre scorre la pagina. “Grazie al suo team interno di design, Sublime può facilmente utilizzare e riadattare gli attuali asset social delle aziende per ampliare la loro reach su mobile, aumentando sia il ricordo dei brand che, allo stesso tempo, le performance”, spiega la società in una nota.

Già disponibili in UK (dove i primi test hanno rivelato il raggiungimento di una reach del 25%), Irlanda e USA, entrambi i formati verranno lanciati nel resto dei mercati EMEA e APAC all’inizio del 2019.

«In un mercato altamente competitivo, aziende ed editori cercano soluzioni creative capaci di seguire il journey dell’utente e di coinvolgere il pubblico, particolarmente su mobile – spiega Andrew Buckman, Managing Director EMEA di Sublime -. Anche la domanda di Outstream Video è alta: oltre la metà di tutto il video online sfrutta questo formato. Per cui, siamo felici di annunciare nuovi formati che rispondono a questa domanda e che dimostrano inoltre il nostro impegno a fornire un’esperienza positiva agli utenti, garantendo nel frattempo un alto ritorno per gli inserzionisti. Questo, insieme ai nostri eccellenti livelli di creatività e di customer service, ci permettono di continuare a garantire il nostro posizionamento di marketplace pubblicitario innovativo e di punta a livello internazionale».

L’ampliamento dell’offerta di Sublime segue la crescita del business dell’azienda, che negli scorsi mesi ha aperto un ufficio in Germania ed avviato un importante riposizionamento, anche con una nuova immagine.

Sublime Skinz diventa Sublime: annunciati nuovo brand e posizionamento

Nuova brand identity per Sublime Skinz. La società specializzata nella creazione ed erogazione di formati premium e performanti ha annunciato oggi un importante rebranding.

Tante le novità, a partire dallo stesso nome del player, che diventa ora Sublime. E nuovi sono anche il brand, il payoff e il sito, allineati a un riposizionamento che mira a comunicare la proficua connessione tra creatività, performance e direct response per esperienze di brand ancora migliori. “Questa trasformazione segue l’impressionante crescita globale dell’azienda e il suo notevole sviluppo, riflettendo il continuo impegno della società nell’offrire soluzioni pubblicitarie premium e scalabili a un mercato in rapida evoluzione”, spiega la società in una nota.

Un impegno convogliato anche nel nuovo payoff, “Creativity at scale“, con cui la società punta ad esprimere la propria capacità di sviluppare formati ad alto impatto su molteplici dispositivi e in ambienti sicuri per i brand, “due fattori di massima importanza per molte aziende”.

«Siamo entusiasti di svelare il nuovo look e posizionamento della società – commenta Marc Rouanet, Co-Founder e CEO di Sublime -. Una delle principali aspirazioni di Sublime è sempre stata quella di apportare innovazione e creatività nel mercato, e il nostro rebranding dinamico rappresenta perfettamente questa idea. Un rebranding che segna anche un nuovo passo avanti nella storia di Sublime e nella sua identità, sempre più focalizzata sull’esperienza pubblicitaria nel suo complesso e sullo sfruttare la propria esperienza per inventare nuovi standard di mercato scalabili e guidati dal pensiero creativo».

Sublime Skinz si espande in Europa: aperta una sede in Germania

Sublime Skinz espande la sua operatività in Europa. La società basata a Parigi, ma con clienti anche in USA, UK, Spagna e Italia, ha aperto infatti una nuova sede in Germania, a Düsseldorf, da dove coordinerà le attività rivolte ai mercati di lingua tedesca (Germania, Austria e Svizzera).

A capo della nuova sede è stato nominato Assen Saraiwanow, in qualità di Commercial Director DACH. Proveniente da DataXu, dove era Sales Director, il manager vanta una carriera ventennale in campo marketing, sales e business development: è stato Managing Director di DataFactor, sussidiaria di Axel Springer SE, e prima ancora in Quisma, PHD e Kabam.

Sublime Skinz offre alle aziende un nuovo, personalizzato approccio alla pubblicità digitale, che combina tecnologie all’avanguardia con un concept creative-first e semplifica l’esecuzione di formati pubblicitari premium e non intrusivi. «Siamo soddisfatti di avere Assen Saraiwanow a bordo per aiutare Sublime Skinz a rafforzare la sua posizione nei Paesi di lingua tedesca. Ha quella preparazione e conoscenza profonda dei clienti nella regione per tagliare il nostro approccio al marketing sui bisogni effettivi del mercato», ha commentato Andrew Buckman, Managing Director EMEA, Sublime Skinz.

«Non vedo l’ora di mettere in piedi il business di Sublime Skinz in Germania, Austra e Svizzera con il nostro nuovo team DACH. Sublime Skinz è dati, impatto e creatività, e la nostra tecnologia supporta tutti questi input, con un focus particolare sul miglioramento della user experience. Questo ci consente di raggiungere eccellenti risultati di branding per tutti i nostri clienti», aggiunge Assen Saraiwanow.

Sublime Skinz amplia l’offerta con una soluzione per il Programmatic Guaranteed

Novità nell’offerta di Sublime Skinz. La società specializzata in formati ad alto impatto e non intrusivi ha annunciato il lancio di una nuova soluzione per la pubblicità in Programmatic Guaranteed. Il prodotto consente ad inserzionisti e trading desk di garantirsi dei precisi posizionamenti per le loro campagne multi-device sul network di siti partner attraverso le loro DSP.

Il Programmatic Guaranteed è un modello che permette ai buyer pubblicitari ed agli editori di concordare su una serie di criteri predeterminati di acquisto, con l’acquirente che accetta di pagare un prezzo fissato e il venditore di rispettare le richieste di audience del buyer. “Lanciando la prima soluzione di Programmatic Guaranteed per campagne multi-device – spiega la società in una nota -, Sublime Skinz consente agli inserzionisti di attivare campagne d’impatto in maniera trasparente su molteplici piattaforme attraverso le loro DSP”.

L’offerta Programmatic Guaranteed di Sublime Skinz è attualmente disponibile su ambienti web e mobile ed è accessibile attraverso MediaMath e DoubleClick Bid Manager di Google. Sublime Skinz è stato anche confermato DoubleClick for Publishers (DFP) Google Ad Technology provider certificato.

«Nel contesto pubblicitario competitivo di oggi, le aziende chiedono un sempre maggiore controllo sui loro acquisti. La nostra nuova offerta di Programmatic Guaranteed consente ai buyer di stabilire gli esatti parametri di cui hanno bisogno per campagne multi-device ad alto impatto scalabili, assicurando che vengano soddisfatti con il loro ROI – commenta Andrew Buckman, Managing Director EMEA di Sublime Skinz -. Questa nuova soluzione dimostra il nostro impegno nell’innovazione, e siamo soddisfatti di continuare a fornire tecnologie all’avanguardia per i nostri clienti sia aziende che agenzie».

Sublime Skinz: a Milano l’Italian Publisher’s Night. Sul palco Moto.it e Netaddiction

Nata a Parigi sul finire del 2012, Sublime Skinz è oggi una realtà presente a livello mondiale (ha uffici in Europa, USA e Asia) e da 140 dipendenti. Presidia nello specifico 14 Paesi tra cui l’Italia dove è presente da poco più di un anno con una sede che vede attivi Stefania Giovinazzo nel ruolo di Account Director Italy, Marie Remy, Publisher Development Director EMEA, e Lorenzo Bini, Publisher Sales Manager Italy (protagonista del video che proponiamo di seguito).

Quello che caratterizza Sublime Skinz sono i formati che propone, formati che rispondono a tre aggettivi solo apparentemente antitetici come Impattanti, Visibili ma anche Non Invasivi.

È stato questo il fil rouge che ha accompagnato l’incontro che nella giornata del 14 giugno Sublime Skinz ha voluto organizzare con i publisher italiani. La Italian Publisher’s Night di Sublime Skinz ha visto l’azienda presentare la propria offerta, esposta in primis dal Managing Director EMEA, Andrew Buckman: «La nostra mission è quella di permettere ai marchi di fare branding anche online, canale generalmente associato più a un concetto di performance, proponendo ai publisher strumenti per monetizzare, ma concedendo al tempo stesso ai brand la giusta visibilità e agli utenti un’esperienza di navigazione che possa coinvolgerli e allo stesso tempo emozionarli».

Con questo obiettivo in mente, l’azienda francese ha deciso di spingere di più sul nostro mercato, che si configura a oggi come quarta country all’interno del network. Anche a fronte di questo, a breve annuncerà l’arrivo di un nuovo Sales Manager nel team Italia che andrà a incrementare il lavoro di Stefania Giovinazzo, e si prepara a lanciare un nuovo formato mobile video, come rivelato da Marie Remy in sede di conferenza.

Moto.it e Netaddiction a confronto con Sublime Skinz

L’offerta di Sublime Skinz continua ad arricchirsi dunque e sempre più in ottica cross-device: «Quello a cui puntiamo e sul quale spingiamo le aziende e i publisher a riflettere è di non pensare più a fare campagne diverse prendendo a riferimento il device, ma di pensare a campagne che abbiano come obiettivo quello di raggiungere un dato utente, indipendentemente dal device che si utilizza per farlo», ha spiegato in un secondo momento della serata Buckman. Un momento in cui protagonisti sono stati anche due rappresentanti dell’editoria online italiana, nello specifico Daniele Gulti, Partner e Head of Sales di Netaddiction, e Veronica Lorenzon, Ad Operations Manager di Moto.it.

Moderati dal Direttore di Engage, Simone Freddi, Buckman, Gulti e Lorenzon sono stati messi a confronto proprio sulla percezione del rapporto fra online e branding. Più nello specifico, tra performance, branding e programmatic. «Online questo rapporto sembra essere agli antipodi, ma in realtà sono solo modi diversi di tendere al risultato», afferma Gulti.

Il fine ultimo rimane di convincere il “pubblico” a porre attenzione alla marca e ai suoi valori, utilizzando formati online che possano impattare e non assalire l’utente. «Così si fa branding online senza rinunciare alla gestione degli spazi con il programmatic o alle performance», ribadisce Buckman.

Resta però un nodo fondamentale da sciogliere: quello della misurazione.

Le misure e i KPI a cui si assoggetta l’online sono legate sostanzialmente alle performance: «Il problema è che offline tutti i tipi di misurazione sono a carattere probabilistico, mentre invece online tutto è misurabile. Il problema è che misurare tutto spesso genera confusione e la deriva del branding nella performance», dice Buckman. Fatto che troppo spesso porta a usare metriche, tipo il CTR, per valutare una campagna di branding, «e questo inevitabilmente sposta l’attenzione su formati più impattanti che troppo spesso ignorano le esigenze dell’utente», spiega Veronica Lorenzon.

Insomma, il nodo resta quello di mettere a fattor comune i plus delle campagne di branding, delle metriche e del programmatic, che permette una migliore gestione della dispersione e un maggiore controllo dei risultati raggiunti. Un nodo che scioglie Sublime Skinz con formati che puntano all’utente con l’intenzione di permettergli di creare un rapporto con i brand, generando una relazione con essi proficua per tutti gli attori coinvolti, publisher compresi.

Al passo con il programmatic: l’asta first-price, un’alternativa più trasparente

Che cosa succede quando si crea un forum su un argomento spinoso come le aste first-price e lo si apre agli esperti del settore? Il risultato è che sia i venditori che gli acquirenti iniziano a sfatare alcuni dei miti relativi a tale tendenza. Durante la <UN/NO> Conference “participant-driven” di Improve Digital recentemente tenutasi a Venezia, ho affermato che a mio parere la first-price auction è qualcosa che porterà benefici nel lungo termine. Sebbene siano ancora in fase di sviluppo, le aste first-price offrono una trasparenza e una stabilità di mercato che avranno un impatto positivo sui guadagni tanto per i venditori quanto per gli acquirenti in modi nuovi e più sostenibili. E miglioreranno il settore.

Il bisogno di un cambiamento sano

Essere al passo con il programmatic significa imparare continuamente. Ed occorre cogliere l’occasione di imparare ogni volta possibile. Per esempio riguardo a come l’header bidding stia modificando le dinamiche delle aste per adattarle al modello first-price. A Venezia, sia editori che rappresentanti della demand hanno convenuto sul fatto che l’aggiunta del modello first-price sia un’evoluzione logica dell’ecosistema basato sull’header bidding. Malgrado le crescenti preoccupazioni correlate all’aumento dei CPM e alla difficoltà nel segnalare il tipo di asta (first o second price), è parere condiviso che un cambiamento sia necessario. First-price significa che il prezzo della bid vincente è anche quello che viene effettivamente pagato e questo accresce la fiducia nel mercato. Un modello first-price risolve il problema delle aste down-stream e della mancanza di trasparenza in termini di valore della compravendita per ambo le parti.

Spostare l’attenzione dai CPM al rendimento totale e al valore reale

Il passaggio al first-price può avere risvolti positivi sull’intero ecosistema programmatico e portare il mercato a diventare più maturo. Un mercato maturo è un mercato più stabile e sostenibile in cui anche i risultati degli scambi commerciali sono più prevedibili. Sul lato demand, il modello first-price offre l’opportunità di ottenere una grande quantità di impression a un costo prevedibile e di essere in grado di ottimizzare le campagne sapendo effettivamente quale sia il prezzo di acquisizione. Questo, sommato alla possibilità già offerta dall’header bidding di avere accesso ad una maggiore inventory rispetto al modello waterfall, porta ad una maggiore consapevolezza necessaria per gestire al meglio i budget più cospicui. Gli editori possono invece beneficiare dei prezzi più alti a cui la loro inventory viene venduta. Tuttavia l’aspetto più importante per chi vende è che le aste first-price riflettono il vero valore dell’inventory dell’editore. Ciò significa che un editore non avanza più alla cieca ma riesce effettivamente a capire quale sia il valore reale della sua audience. In generale, il passaggio al first-price significa distogliere l’attenzione dai CPM delle singole impression per passare ad una visione più ampia focalizzata sul valore dell’intera inventory.

Nuove opportunità trasparenti per budget consistenti

Questo passaggio da una mentalità focalizzata sull’aumento delle revenue sul breve termine a una visione più ampia del intero mercato è esattamente ciò di cui c’è bisogno per dare più stabilità all’ecosistema programmatico. In un mondo in cui l’advertising sta diventando sinonimo di programmatic, un ambiente trasparente è ciò che serve per creare un settore stabile in grado di gestire i budget dei grandi advertiser in modo efficiente. Ma nessuna delle due parti può riuscirci da sola. Ci stiamo muovendo in questa direzione, ma il tipo di comunicazione aperta che abbiamo sperimentato a Venezia è esattamente quello di cui il settore ha bisogno per spostare l’ago della bilancia verso una maggiore trasparenza man mano che il digital advertising diventa più maturo.

Sublime Skinz entra a far parte della Coalition for Better Ads

Sublime Skinz entra a far parte della Coalition for Better Ads. Il player specializzato in formati pubblicitari digitali ad alto impatto e non intrusivi ha deciso di partecipare alla coalizione internazionale di aziende e operatori del mercato – tra cui società del calibro di Unilever, IAB, P&G, Google e Microsoft – volta a sviluppare e incrementare nuovi standard globali per la pubblicità online.

Sublime Skinz supporterà la missione del gruppo di mettere in pratica nuovi riferimenti per l’industria e migliorare l’esperienza dell’utente.

«In Sublime Skinz siamo impegnati a migliorare la user experience e ci fa piacere poter prendere parte ad un’iniziativa volta a sviluppare standard per il mercato – commenta Marc Rouanet, CEO di Sublime Skinz -. Sin dall’inizio, è sempre stato tra i focus di Sublime Skinz fornire formati pubblicitari non intrusivi, che dessero la priorità all’utente e che producessero esperienze capaci di attirare, ispirare e attivare il pubblico. Siamo entusiasti di essere parte di un gruppo che ha una tale influenza all’interno di cui poter condividere lavoro e insegnamenti insieme per implementare un cambiamento e assicurare il futuro della pubblicità digitale di alta qualità».

Per la società, questo annuncio arriva all’interno di un momento di crescita e traguardi raggiunti. Sublime Skinz, che lo scorso mese ha partecipato a Programmatic Days, è stata recentemente annoverata tra le 100 società europee a maggiore crescita dal Financial Times, e tra le Technology Fast 50 in Francia e tra le Technology Fast 500 EMEA da Deloitte.

Programmatic Day(s) 2018: tra nuovi media e trasparenza, ecco come sta cambiando l’ad tech

Se c’è una parola chiave che forse più di tutte condensa l’attuale situazione del programmatic e le sfide che questo mercato si trova a dover affrontare in questi mesi, quella parola sarebbe “trasparenza”. E proprio il tema della “trasparenza” e della “fiducia” nell’ad tech sono stati i protagonisti dell’edizione 2018 di Programmatic Day(s), l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alla pubblicità automatizzata e per la prima volta quest’anno diviso in due giornate.

La manifestazione, svoltasi il 18 e 19 aprile a Milano, ha visto alternarsi sul palco oltre 40 speaker, che hanno illustrato le varie sfaccettature del mercato programmatico attuale a una platea di più di 1700 persone nel corso delle due giornate. Ecco una sintesi di quello che è successo all’evento.

La sintesi della prima giornata

I lavori sono stati aperti con i risultati di Yoursight, la ricerca sulle tendenze della comunicazione online realizzata da Engage con Human Highway che quest’anno si è concentrata in modo particolare sui punti di forza (e di debolezza) del Programmatic.

Tra i primi si segnala in modo particolarmente evidente, ha raccontato Giacomo Fusina, Ceo di Human Highway, «la capacità di targettizzare le campagne. Questa caratteristica, unita alla personalizzazione del messaggio e alla semplificazione dei processi, produce il terzo beneficio, la maggiore efficienza del sistema. La ricerca ha messo in luce, però, anche degli inibitori allo sviluppo del Programmatic, riassumibili in tre scarsità: scarsa informazione e conoscenza su questa prassi di comunicazione, scarsa trasparenza e scarso controllo sulle inventory. Tra questi, le persone che lavorano abitualmente sul digitale avvertono come forte inibitore il basso livello delle inventory».

Ad ogni modo il Programmatic, dopo aver chiuso il 2017 con una crescita del 27%, ha detto Giacomo Fusina, dovrebbe aumentare ancora nel 2018 il suo valore di mercato, con un trend del 20%, raggiungendo così il mezzo miliardo di euro.

I dati illustrati sul palcoscenico Giacomo Fusina sono quindi stati commentati in una tavola rotonda, alla presenza di Giorgio Mennella, Advertising Director di Ciaopeople, Filippo Marchio, managing director di Adasta, Erik Rosa, Managing Director di Xaxis ed Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek, intervenuto in video collegamento dallo Sri Lanka.

Sul palcoscenico sono saliti Giovanni Tricarico di Mediamath (qui l’intervento), Lucio Mormile di Teads (leggi qui il resoconto) e Gaetano Polignano di Tradelab, intervenuto sul tema dell’efficacia.

La tavola rotonda dedicata al tema della trasparenza (qui l’articolo), con protagonisti Integral Ad ScienceAnnalect (OMG), FCA, Italiaonline e 4w Marketplace, ha chiuso la prima parte della giornata, prima di un coffee break.

La seconda parte della mattinata si è aperto con l’intervento di Italiaonline: Carmine Laltrelli e Sabina Lombardo hanno raccontato come la concessionaria abbia affrontato le sfide del programmatic grazie al concetto di “unified view”, mentre in seguito Valeria Mazzon di Adform e Andrea Stefanini di De Agostini Publishing hanno raccontato i frutti di una collaborazione in campo ad tech che dura orma da oltre 5 anni.

Ma il Programmatic, oggi, vuol dire anche approdo a nuovi media, al di fuori dell’online dove il trading automatizzato aveva avuto origine. A tal proposito, una delle novità di quest’anno è il rapido sviluppo del Programmatic Audio: la crescente popolarità di tecnologie come streaming e podcast su mobile, insieme con la saturazione del mercato display, sta infatti mettendo questo canale in primo piano nell’agenda di aziende ed editori. Se ne è parlato in chiusura di prima giornata in un focus organizzato con DigitalMDE cui hanno preso parte anche S4M, Gruppo Triboo e Dentsu Aegis Network.

Gli highlight del secondo giorno

Il Programmatic Advertising continua la sua corsa e vede aumentare ancora il suo peso nel mercato del digital advertising. «Dopo i risultati positivi ottenuti negli scorsi anni», ha detto Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano aprendo i lavori della seconda giornata di Programmatic Day(s), che ha registrato ancora una buona affluenza con quasi 700 ingressi all’Auditorium Iulm di Milano, «il Programmatic dovrebbe chiudere il 2018, secondo le nostre previsioni, con un incremento nell’ordine del 20%, o qualcosa di meno». Il giro d’affari salirà così a 480-490 milioni di euro, sfiorando il mezzo miliardo, contro i 409 milioni del 2017.

Il Programmatic rappresenterà a fine anno quasi il 30% di tutta la spesa display, confermandosi così un fenomeno sempre in salute e ormai consolidato, anche se il trend sarà meno positivo rispetto agli anni passati. Se il 2015 è stato l’anno del boom del Programmatic, i numeri del 2016 e il 2017 ne hanno certificato le potenzialità e anche l’inizio della maturazione. Dopo il +113% registrato dal comparto nel 2015 e un comprensibilmente più contenuto, ma incoraggiante +35% nel 2016, il 2017 ha visto la voce “Programmatic Advertising” registrare un +30% nel giro d’affari, mentre il 2018, come detto, dovrebbe registrare sempre una crescita intorno al 20%.

All’interno del Programmatic, il Video giocherà un ruolo fondamentale, così come la voce Private & Direct che peserà più del 45% «a discapito non tanto delle transazioni in open market ma più in generale della compravendita diretta». Passando al peso del Video sul totale Programmatic, i dati dell’Osservatorio dicono che arriverà nel 2017 a essere superiore al 35%: «È questa la principale voce che ha dato una forte spinta al Programmatic e al mercato della pubblicità digitale in generale».

I lavori sono proseguiti con una tavola rotonda dedicata proprio al nuovo scenario di mercato del Programmatic, che ha visto gli interventi di Sara Buluggiu di Rubicon Project, Cristina Ughes di Publicis Media Italy e Simone Pepino di Ligatus.

Sui dati, e sul futuro del loro utilizzo in pubblicità, si è incentrato anche l’intervento di Oliver Kanders, VP Marketing di Zeotap, mentre di creatività ed evoluzione dei formati acquistabili in Programmatic ha parlato Stefania Giovinazzo, Account Director Italy di Sublime Skinz. Tra gli ospiti anche Patrizia Conte, Ceo & Founder di Oyster Technology, che ha delineato le basi di una strategia programmatica di qualità nell’ambito di uno scenario per certi versi sempre più complesso.

Focus quindi su un altro tema caldo dell’advertising digitale: le nuove guidelines in termini di “annunci pubblicitari accettabili” definite dalla Coalition for Better Ads e adottate da Google come criterio di filtraggio per il browser Chrome: qual è l’impatto reale che questa novità sta avendo sul mercato della pubblicità online? Se ne è parlato in una tavola rotonda con, tra gli altri, Francesco Apicella di Evolution Adv, Andrea Ceccoli di Smart, Edoardo Negri di Instal e Davide Ingrassia di Adform.

Spazio quindi ai media, partendo dall’online con Cristina Pianura, Ceo di Prime Real Time e Coo di Triboo Media (leggi qui l’intervento). Dopo esserci occupati di radio e di Programmatic Audio il giorno precedente, la panoramica delle prospettive “programmatiche” dei mezzi “tradizionali” è proseguita con la tv, grazie all’intervento di Daniel Bishoff, Marketing Director di RTL AdConnect, sul palco insieme a Luca Di Cesare, Managing Director di Smartclip, e con l’OOH con il contributo di Carlo Grillo, Chief Operating Officer di Kinetic Italia, e di Erik Rosa, Managing Director di Xaxis (qui la cronaca). Ha chiuso i lavori Giorgio Mennella, Advertising Director di Ciaopeople, con un intervento sul ruolo degli editori e sull’importanza del dato nell’informazione.

[Videointervista] Sublime Skinz a Programmatic Day(s): «I formati sono fondamentali per la buona riuscita di una campagna»

I formati pubblicitari sono un elemento fondamentale per la buona riuscita di una campagna pubblicitaria, in particolare una campagna di branding. A sostenerlo a Programmatic Day(s) è Stefania Giovinazzo, Account Director Italy di Sublime Skinz, ad tech company nata 5 anni fa a Parigi e ora presente in tutto il mondo, attiva nella creazione di formati di grande impatto diffusi su un network presente in vari paesi.

«Il 22% degli utenti in Italia ha installato un ad blocking per evitare le pubblicità troppo invasive e l’affollamento di banner che impedisce di leggere i contenuti sui siti», spiega Giovinazzo.

Come le attività di branding possono inserirsi in questo contesto? «Con formati ad alta viewability, rispettando gli utenti, puntando sulla trasparenza del network in cui vengono erogati e sulla brand safety: in questo modo i marchi possono tutelarsi», afferma la manager. In particolare, il programmatic aiuta nelle campagne di brand «grazie all’uso dei dati, al targeting, alla possibilità di erogare le creatività su diversi device, per offrire all’utente un’esperienza personalizzata».

Guarda la videointervista a Stefania Giovinazzo, a margine del suo intervento a Programmatic Day(s) 2018:

Sono diversi però gli ostacoli all’adozione del programmatic, tra cui la brand safety e le frodi: «A questo Sublime Skinz risponde lavorando su white list trasparenti e con l’alta viewability dei formati».

In particolare, si tratta di formati creativi e d’impatto, non intrusivi, stando sempre nell’outstream, e con alti Ctr. «Sono tipi di annunci visti 5 volte più a lungo rispetto ad altri formati standard. Sono perfettamente adattabili anche sul mobile e vi si possono aggiungere video o elementi interattivi».

Stefania Giovinazzo ha inoltre dato alcuni consigli per campagne di successo: «Per il desktop, rispettare l’utente, usare i rich media per creare engagement e inserire il logo nei primi secondi del video. Per il mobile, non usare le creatività usate per il desktop ma idearne ad hoc, usando ad esempio, video più corti».

Sublime Skinz si potenzia sul mobile: accordo con la DSP Hawk di TabMo

Sublime Skinz ha annunciato un nuovo accordo con TabMo, che le consentirà di portare i suoi formati mobile all’interno della DSP Hawk della società.

Hawk, disponibile in modalità self service per aziende, agenzie e trading desk, combina le funzionalità del programmatic con l’acquisto di creatività mobile. Grazie a questa nuova partnership i clienti di TabMo potranno accedere ai formati innovativi e non-intrusivi di Sublime Skinz commercializzati in programmatic, per aumentare l’engagement delle loro campagne e creare maggiori opportunità di un brand efficace, e potranno anche diffondere facilmente gli annunci sull’ad network mobile della società.

I formati di Sublime Skinz consistono in due banner posizionati in cima e in fondo alla pagina internet, insieme a un pannello laterale che mostra contenuti classici, video o interattivi allo “swipe” dell’utente.

«Siamo entusiasti di avere avviato questa collaborazione con la piattaforma Hawk di TabMo e dunque nel poter offrire ai suoi clienti una scelta più ampia di formati pubblicitari impattanti e coinvolgenti – commenta Andrew Buckman, Managing Director EMEA di Sublime Skinz -. Le pubblicità che sono interattive, rilevanti e che arricchiscono l’esperienza dell’utente è stato provato che sono più efficaci, e questa alleanza assicurerà che gli inserzionisti possano massimizzare le loro campagne su mobile. Sia Sublime Skinz che TabMo sono riconosciute per le loro tecnologie, che unendo le forze potremo ampliare all’interno di ambienti mobile premium, dove la domanda è in continua crescita».