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StickyADS.tv cambia brand identity: da gennaio sarà FreeWheel

StickyADS.tv si prepara a un importante rebranding, in seguito alla sua recente acquisizione da parte di FreeWheel.

Lo scorso maggio la SSP video francese, presente anche in Italia dove è guidata da Luca Morpurgo, è stata acquistata da FreeWheel, società di ad-serving video che dal 2014 è parte di Comcast Platform Services, ombrello sotto il quale Comcast raccoglie tutte le piattaforme per la gestione pubblicitaria del nuovo ecosistema video multiscreen (leggi qui l’articolo dedicato).

Un’operazione che a breve coinvolgerà anche le brand identity delle due aziende, che a partire dal 1 gennaio 2017 si fonderanno in un’unica identità.

«Insieme rappresentiamo la soluzione più completa presente oggi sul mercato per la gestione e la monetizzazione dell’inventory video dei nostri clienti su tutti gli schermi e le 2 piattaforme utilizzate in combinazione offriranno ai nostri clienti le soluzioni che permetteranno loro di dominare il nuovo ecosistema video e televisivo e di implementare con successo le loro strategie future», ha commentato Morpurgo a Programmatic Italia.

Come prima uscita ufficiale in cui i due marchi saranno presenti sotto un unico e medesimo “cappello”, ossia FreeWheel, è stato scelto un importante evento internazionale: il CES di Las Vegas, in programma dal 5 all’8 gennaio nella città statunitense.

«Il 2017 sarà il punto di partenza di una nuova grande avventura che ci vedrà tutti protagonisti», ha aggiunto Morpurgo.

Qual è il futuro della Programmatic Tv in Italia?

Si è parlato anche di Programmatic Tv allo Iab Seminar Video Advertising (leggi l’articolo dedicato). Il tema è stato al centro dell’intervento di Luca Morpurgo, Country manager per l’Italia e la Spagna di StickyAds.tv, SSP video tra le principali del mercato italiano acquisita recentemente da Freewheel, ad server video che negli Stati Uniti lavora con l’80% delle emittenti televisive:

«La televisione programmatica è ancora nelle fasi iniziali di sviluppo nel nostro Paese ma non per ragioni legate alla tecnologia, ci sono già i mezzi necessari. In Italia siamo molto indietro rispetto ad altre realtà europee, la fruizione di contenuti via web, attraverso modalità come IPTV, catch-up tv, video on demand, ha ancora una penetrazione bassa. In Francia, ad esempio, il 40% della popolazione utilizza l’on demand. Non c’è dubbio sul fatto che il processo si avvierà anche da noi, ma ci vorrà più tempo. Tuttavia, l’Italia, come ben sappiamo, è un paese fortemente televisivo e, quando il Programmatic si svilupperà anche su questo mezzo, ci sarà un boom

Il manager ha previsto che nei prossimi anni registreremo una crescita esponenziale della televisione programmatica, anche se è ancora difficile prevedere quando il processo raggiungerà compimento, e precisa: «Il nostro mercato ha dimostrato di avere grandi capacità di recupero. Con il Programmatic siamo partiti decisamente in ritardo rispetto agli altri, tuttavia, oggi la compravendita automatizzata, facendo una proporzione con l’ampiezza del mercato pubblicitario complessivo, ha lo stesso livello di penetrazione raggiunto in Francia e Germania, inferiore al Regno Unito ma decisamente superiore alla Spagna.»

Programmatic Tv, la visione di Mediamond

Alla visione ottimistica di Morpurgo si è contrapposta quella più prudente di Paola Colombo, Head of Technology and Business Development di Mediamond, che fa una distinzione preliminare tra automatizzazione dei processi sulla rete e sulla televisione lineare:

«È necessario, innanzitutto, fornire una definizione di Programmatic Tv. Se la si concepisce sul digitale, all’interno di contenuti on demand o in streaming, esiste già, e noi come azienda la facciamo. Se si parla, invece, di un’applicazione alla televisione lineare, si riscontra un limite imposto dalle infrastrutture tecnologiche. Le televisioni devono essere collegate alla rete, ma anche le stesse Tv connesse hanno dei protocolli diversi da quelle di altri paesi europei. Ciò inibisce indubbiamente lo sviluppo del comparto rispetto al digitale, ma le cose stanno per cambiare perché, a partire da gennaio 2017, cominceranno ad essere prodotti televisori con standard HbbTV (Hybrid Broadcast Broadband TV). Quando questi nuovi modelli raggiungeranno una diffusione adeguata, assisteremo ad una inversione della tendenza.»

StickyADS.tv acquisita da Comcast per oltre 100 milioni di dollari

Dalla Francia agli Stati Uniti. La SSP video francese StickyADS.tv è stata acquisita da Comcast, tra i maggiori broadcaster e operatori di telecomunicazioni a livello mondiale.

La società francese, presente anche in Italia dove è guidata da Luca Morpurgo, è stata acquisita, in particolare, da FreeWheel, società di ad-serving video che dal 2014 è parte di Comcast Platform Services, ombrello sotto il quale Comcast raccoglie tutte le piattaforme per la gestione pubblicitaria del nuovo ecosistema video multiscreen.

I termini dell’acquisizione non sono stati specificati, ma, secondo quanto riporta Business Insider citando una fonte esterna alla società, la transazione è stata all-cash, del valore di non meno di 100 milioni di dollari.

Un’acquisizione dunque che testimonia la volontà di Comcast di affinare la propria offerta di strumenti per l’intera video supply chain. In particolare infatti, grazie all’operazione, “sarà possibile gestire l’inventory video su tutti gli schermi e l’accesso a qualunque tipo di buyer – prosegue la nota -, garantendo al tempo stesso un’esperienza allineata con le necessità del mondo televisivo in un ambiente brand safety”.

StickyADS.tv è stato SSP Preferred Partner di FreeWheel dal settembre 2015. «Le necessità dei nostri clienti di un supporto per le vendite programmatiche ha subito una forte accelerazione nel corso degli ultimi 18 mesi. Crediamo che StickyADS.tv ci porti in dote la migliore tecnologia SSP e che la combinazione delle nostre piattaforme darà ai nostri clienti la soluzione migliore per aiutarli a far crescere il loro business», ha commentato James Rooke, Chief Revenue Officer di FreeWheel.

StickyADS.tv, con sede a Parigi, supporta con il suo software la monetizzazione in programmatic delle più grandi emittenti in Europa, tra cui TF1, France Télévisions e M6. Fornisce il suo software a molti altri editori premium come Corriere della Sera, Spiegel, The Economist e La Place Media, gestendo la connessione server-to-server con oltre 90 buyer, tra i quali tutte le principali DSP del mercato.

«Siamo sinceramente entusiasti di unirci a FreeWheel e alla famiglia di Comcast Platform Services. Siamo convinti che dall’unione delle nostre aziende potranno scaturire grandi benefici per i nostri rispettivi clienti, in particolare per le più grandi emittenti televisive – ha detto Hervé Brunet, CEO e co-fondatore di StickyADS.tv -. Il nostro focus su un’architettura Private Echange è perfettamente allineata con la tecnologia di FreeWheel per affrontare le esigenze specifiche degli editori premium».

StickyAds.tv lancia una soluzione anti-frode con Integral Ad Science

StickyAds.tv ha integrato la sua piattaforma con una funzionalità anti-frode “plug&play” disponibile in pre-bid. Per questo lancio, la piattaforma internazionale specializzata in pubblicità video, guidata in Italia da Luca Morpurgo, ha scelto come primo partner tecnologico Integral Ad Science.

La soluzione poggia sul programma di detenzione di impression fraudolente di Integral Ad Science, che permette di isolare, categorizzare ed escludere in tempo reale il traffico generato dai robot, grazie a un sistema preventivo che rifiuta il trading di impression fraudolente sull’insieme dei Private Marketplace dei clienti di StickyAds.

Altri partner potranno essere integrati all’interno della suite.

TubeMogul e StickyADS.tv ampliano la collaborazione: integrati i Deal ID

TubeMogul e la SSP video StickyADS.tv espandono la loro partnership.

I due player del mondo programmatic hanno annunciato di avere ampliato la loro intesa, integrando in essa i Deal ID. TubeMogul e i suoi clienti, infatti, potranno ora entrare in contatto con le inventory messe a disposizione da StickyADS.tv anche attraverso Deal ID, una modalità che facilita la creazione di legami stretti tra publisher e advertiser.

I Deal ID, in particolare, sono connessioni tra un editore e un inserzionista in cui è presente un codice (ID), costruito sulla base di accordi precedenti, che identifica parametri di compravendita già esistenti e consente di riproporli nei nuovi deal. Un sistema che facilita il set-up delle campagne, consente l’accesso a più inventory e massimizza l’efficacia dell’adv richiedendo meno tempo per l’ottimizzazione delle campagne e il loro monitoraggio.

«TubeMogul è stato partner di StickyADS.tv per quattro anni – ha commentato Graeme Lynch, Director of Business Development EMEA di TubeMogul -. L’ampliamento di questa collaborazione porterà una maggiore crescita sia ai brand che ai trading desk partner di TubeMogul, come Affiperf, Cadreon e Amnet, soprattutto perchè apre un più ampio range di inventory in Europa. Attraverso questa integrazione che supporta i Deal ID, i nostri clienti avranno accesso a inventory premium di broadcaster televisivi di primo piano, come M6»

«Siamo lieti che la collaborazione con TubeMogul passi a un livello successivo, consentendo ai nostri clienti di Private Exchange a livello globale, incluso il 50% dei broadcaster televisivi europei, l’opportunità di utilizzare i Deal ID – ha aggiunto Gilles Chetelat, COO di StickyADS.tv -. Questo metodo di trading favorisce la vendita di inventory premium e dà valore alla costruzione, tra compratori e venditori, di relazioni di fiducia: attualmente, in StickyADS.tv già il 38% del business proviene da Deal ID».

 

AppNexus lancia un open marketplace per la video adv, con inventory outstream di Teads e StickyADS.tv

La digital video adv avrà presto un suo mercato aperto, a disposizione di quei buyer e quegli editori che vogliono andare oltre le inventory messe a disposizione da Google e Facebook e i limiti del pre-roll.

AppNexus ha infatti annunciato il lancio di un open marketplace per inventory video, che ospiterà una vasta offerta di spazi outstream, sia proprietari che di terze parti.

La piattaforma, che vedrà la partecipazione di diversi fornitori di inventory native e oustream, tra cui, oltre alla stessa AppNexus, anche Teads e StickyADS.tv, si presenta come uno dei più vasti bacini di formati outstream in programmatic, capace di consentire a tutti i publisher, non solo quelli dotati di contenuti video, di vendere inventory video su desktop, mobile e native customizzabile e monitorabile.

«Il Programmatic video è una componente importante e in crescita della pubblicità digitale – ha spiegato Eric Hoffert, svp of Video Technology di AppNexus -. Con una offerta in-stream sempre più compressa, l’outstream offre invece a tutti i publisher possibilità di monetizzazione attraverso il video su vari schermi. Mentre le altre piattaforme hanno eretto dei muri attorno alla loro offerta video, noi abbiamo creato un mercato aperto guidato dalla scelta, la competizione e l’innovazione. Proprio come AppNexus sta emergendo come alternativa indipendente a Google e Facebook nel mercato display, adesso intendiamo fare della società il leader indipendente del programmatic video».

La tecnologia di outstream video di AppNexus per i publisher coinvolge sia desktop che mobile web, supporta gli standard VAST, VPAID JavaScript e VPAID Flash e mette a disposizione diverse modalità di vendita, ossia RTB, mediation, deal e direct video ad serving. Tre i player disponibili: HTML5, Flash e un mobile player che supporta i video in autoplay su iOS e Android. I publisher possono attivare la vendita di inventory outstream attraverso l’AppNexus Seller Tag, mentre per inserzionisti e agenzie media, AppNexus ha studiato una nuova user interface per targettizzare i video Outstream insieme all’inventory pre-, mid- e post-roll.

L’offerta outstream di AppNexus è già disponibile per i buyer, mentre sono in fase di completamento i test con i publisher negli Stati Uniti e in Europa, con l’obiettivo dell’operatività nel secondo trimestre.

Nel video di seguito, Hoffert e altri manager di AppNexus raccontano la novità.

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Disponibile anche in Italia

La novità interesserà anche nel nostro Paese, come hanno confermato a Programmatic Italia Michele Marzan, CEO di Teads Italia e Luca Morpurgo, Country Manager Italia e Spagna di StickyADS.tv.

«Ovviamente anche l’inventory “italiana” e disponibile sulla SSP di Teads sarà disponibile sulla DSP di AppNexus – ha dichiarato Marzan -, a vantaggio dei publisher che sono parte del nostro network e degli stessi buyer che così potranno accedere a spazi premium, come sono di fatto quelli che copriamo con il nostro formato inRead, posizionato in-text e quindi in un ambiente qualificato e qualificante per gli stessi ads, pensati anche e soprattutto per non infastidire l’utente. L’Outstream è ormai riconosciuto come il secondo filone di sviluppo della Video Strategy e questo accordo non fa che ribadirlo. Aggiungo che la partnership è stata studiata anche in funzione di generare un’alternativa a Facebook e Google e, a mio parere, rappresenta un passo deciso per portare aziende e centri media oltre i limiti del pre-roll».

«L’accordo stretto con Appnexus – ha aggiunto Morpurgo – ribadisce la validità della piattaforma StickyADS e dei publisher che l’hanno scelta per la monetizzazione della propria inventory. Il principale vantaggio di fatto è per gli editori che possono così aprire i propri spazi a una platea molto più ampia di buyers, per i quali si allargano le possibilità di scelta per l’erogazione delle proprie video ads. L’accordo è stato studiato in effetti per andare oltre la pianificazione del più “classico” pre-roll e per dare ai buyers la possibilità di accedere a tutto un universo di spazi adv premium che non siano quelli di Google e Facebook. Crediamo dunque molto nelle possibilità che questo accordo apre per il video adv gestito in programmatic».

Ernst&Young premia StickyADS.tv per il potenziale internazionale

StickyADS.tv, il fornitore di soluzioni software per il video programmatic, è stata insignita del prestigioso premio Start-up of the Year nella categoria Born Global al Premio Imprenditore dell’Anno di Ernst&Young Francia, come riconoscimento del grande potenziale di crescita a livello internazionale. Il premio EY, giunto alla sua decima edizione, nel 2015 è andato per la prima volta a un’azienda del comparto media e ad tech.

Fondata a Parigi nel 2009 da Hervé Brunet e Gilles Chetelat, StickyADS.tv ha vissuto fin da subito una crescita rapidissima, ha oggi sette uffici in Europa e Stati Uniti, impiega 90 persone e cresce a 3 cifre su base annua. In Italia, la società è guidata dallo scorso settembre da Luca Morpurgo (precedentemente a.d. della concessionaria Populis Engage), mentre un altro italiano, Massimo de Magistris, fa parte del management internazionale del gruppo come general manager dell’area Emea.

Luca-Morpurgo-stickyADS.tv
Luca Morpurgo

La ricetta del successo di StickyADS.tv sono stati un mercato in crescita – con una spesa annua globale stimata in 23,7 miliardi di dollari nel 2017 – e una value proposition unica a supporto dei publisher che vogliono adottare soluzioni di video programmatic, consentendo loro di mantenere il pieno controllo e la trasparenza della loro strategia di monetizzazione. StickyADS.tv è oggi distribuita attraverso più di 80 private exchange composti da oltre 5.000 siti e monetizza inventory in oltre 150 paesi.

«Siamo molto orgogliosi di un riconoscimento così importante da parte di Ernst&Young, e di rappresentare l’industria ad tech francese a livello globale. Oggi il 40% dei nostri ricavi è realizzato internazionalmente e abbiamo appena aperto un ufficio a New York quindi questo premio certifica le nostre scelte strategiche», ha commentato Hervé Brunet.

Novità per StickyADS.tv: nasce il tool StickyDirect. Ufficiale la nomina di Luca Morpurgo a country manager

Importanti novità in casa StickyADS.tv.

La società specializzata nel fornire soluzioni software per i private exchange nel video programmatic ha infatti annunciato la nascita di un nuovo tool per i publisher e l’arrivo, alla guida delle sedi italiana e spagnola, di Luca Morpurgo.

Da oggi StickyADS.tv mette a disposizione dei publisher StickyDirect, un tool che utilizza il programmatic per consentire ai publisher di promuovere direttamente le proprie offerte e pacchetti e fornisce un sistema di acquisto intelligente oltre a un’interfaccia facile e performante che consente ai compratori di trovare facilmente i prodotti in offerta, evitando di dover analizzare inutilmente lunghi elenchi di URL.

“StickyDirect – recita la nota ufficiale – può essere paragonato a un grande shopping center dove i publisher espongono i loro prodotti e i buyer possono facilmente verificarne la loro disponibilità”.

Un prodotto che garantisce ai publisher il controllo totale della loro offerta video, consentendo di trasformare il tradizionale media kit in programmatic, mostrando così il proprio valore e contestualizzazione ai potenziali clienti e promuovendo aggiornamenti delle loro offerte in tempo reale prima che siano vendute tramite DSP.

StickyDirect-stickyads.tv

Il Direct Programmatic è una tipologia di compravendita automatizzata di spazi che sta registrando negli ultimi tempi un enorme successo: studi stimano che nel 2016 arriverà a rappresentare il 42% della spesa in programmatic advertising negli Stati Uniti.

«Il direct programmatic offre il meglio dei due universi: l’efficienza del programmatic advertising combinato con il più tradizionale approccio di commercializzazione basata sulle relazioni tra il publisher e l’investitore – ha commentato Hervè Brunet, ceo e co-founder di StickyADS.tv -. Il concept di StickyDirect ha preso spunto da Upfront TV, dove i broadcasters promuovono e vendono le loro proposte per la televisione in eventi prefissati e a cadenza biennale. StickyDirect utilizza lo stesso concetto per il programmatic advertising con la differenza della disponibilità continua per tutto l’anno grazie ad un’interfaccia molto performante ed interattiva. E’ uno strumento incredibilmente potente che crediamo aiuterà ad aumentare la trasparenza e il valore del prodotto nel mercato, semplificando nello stesso tempo i processi di interscambio tra editori e investitori».

Intanto, è ufficiale la nomina di Luca Morpurgo alla guida degli uffici italiani di StickyADS.tv. L’ex a.d. della concessionaria Populis Engage è il nuovo country manager Italia e Spagna della struttura.

[Leggi di più su Engage.it]

StickyAds.tv apre a TF1, M6 e France Télévisions le porte del programmatic tv advertising

Grazie a un accordo con StickyAds.tv, una delle principali SSP per il video programmatic guidata a livello Emea da Massimo de Magistris, i principali tv broadcaster francesi – come TF1, M6 e France Télévisions – sono in grado di vendere in tempo reale i loro spazi pubblicitari sui canali on demand (IPTV). “Queste partnership sono la prima vera opportunità per i canali televisivi di monetizzare l’inventory generata dai loro canali on-demand con modalità Real-Time Bidding (RTB) e Programmatic Tv Direct, segnando così nuovi confini nel mondo del programmatic tv advertising“, recita il comunicato stampa diffuso da StickyAds.

StickyADS.tv-Massimo-de-MagistrisLa piattaforma StickyAds.tv consente agli editori premium di ottenere il massimo ritorno in termini di monetizzazione dei loro asset video tramite la creazione di private exchanges video costruiti intorno alle loro necessità e garantendo il controllo assoluto delle attività di programmatic trading.

La tecnologia di StickyAds.tv mette i publisher in diretta relazione diretta con i buyer, eliminando le intermediazioni a vantaggio della marginalità. “La nostra visione è quella di costruire un asset tecnologico che unisce il mondo della supply con quello della demand nell’ecosistema della TV advertising.” commenta Hervé Brunet, Ceo e co-fondatore di StickyADS.tv. “E’ di vitale importanza strategica per i tv broadcaster mantenere il controllo e gestire il proprio exchange privato mantenendo la relazione diretta con gli inserzionisti. In questo modo si eliminano intermediari e si ottimizzano le marginalità. Riportare il controllo totale della monetizzazione delle attività programmatiche all’interno dell’azienda è una priorità per il mondo dei broadcaster, per questo motivo la nostra piattaforma risulta molto interessante a adatta alle loro necessità”.

“La tv ha sempre fatto parte del Dna di StickyADS.tv e questa novità è la prova della nostra capacità di innovare l’offerta programmatica in questo canale, in Francia, come nel resto d’Europa e oltreoceano”, ha concluso Brunet.

Il video programmatico in Europa: ecco le tendenze del 2015

Una delle principali tendenze del mercato del media digitale di quest’anno è la crescita del video programmatico. Se per molti operatori questa non è una sorpresa, è sicuramente interessante analizzare quelli che sono i driver di questa crescita, in quanto l’aumento organico dell’inventory disponibile da solo non basta a spiegare questo fenomeno.

Il passaggio dei budget dalla TV al video online

Nel 2015 si continua a registrare un aumento dei budget per il video online a scapito della crescita di quelli destinati alla televisione tradizionale. Questo, pur non essendo un fenomeno nuovo, sta assumendo caratteristiche strutturali, con un ribilanciamento che nasce già in fase di definizione delle strategie media e non legato a fenomeni di novità o a opportunità commerciali. Sembra di assistere a un superamento dell’elemento unico di analisi, il costo GRP, e all’affermarsi di una visione più attenta all’interazione dinamica con il consumatore, cercando di seguirlo nelle sue attività quotidiane attraverso molteplici device digitali.

D’altra parte non dobbiamo dimenticare che oltre l’84% dell’utenza globale di Internet dichiara di guardare video online e le cosiddette campagne second screen, ovvero le campagne televisive sincronizzate con quelle di video digitale, hanno fatto registrare ottimi risultati nelle ricerche di brand recall, con aumenti medi di riconoscibilità della brand di oltre il 30%.

Ma sta cambiando anche la modalità con la quale viene comprato e venduto il video digitale. Le aspettative per il 2015 sono di una crescita del comparto video programmatico in Europa di oltre il 90% rispetto allo scorso anno e i dati che noi vediamo sembrano confermare questa previsione. Da un’analisi più approfondita dei dati del video programmatico emerge una forte propensione all’acquisto con modalità DealID o Private Deal, invece la componente Open market è decisamente meno accentuata rispetto al mondo display.

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La crescita dei Private Exchange

L’aumento del numero degli editori e dei broadcaster che si affacciano al mondo programmatico è strettamente connesso con la crescita dei Private Exchange, ovvero dei market place privati. Questa modalità di gestione delle attività di video programmatico consente ai publisher di mantenere il controllo su tutto il processo di vendita della propria inventory, di applicare al proprio private exchange delle regole personalizzate invece che seguire quelle stabilite da altri – a partire dalla selezione dei buyer – ma soprattutto garantisce un’assoluta trasparenza a tutto vantaggio degli editori premium e i buyer.

I contenuti televisivi migrano verso il digitale

Oggi sempre più consumatori di televisione utilizzano strumenti digitali per parlare di contenuti televisivi. Possiamo dire che il contenuto televisivo migri dalla televisione ad altri schermi. Diventa così naturale per i marketer seguire i propri consumatori in questo percorso. Ma la migrazione coinvolge anche la televisione stessa che vede crescere Video on Demand, On Demand TV e Connected TV. Basti pensare che nel 2015 si stima che il numero di televisori connessi crescerà di oltre 150.000.000 di unità. Per questo motivo tra gli editori e i broadcaster cresce in modo esponenziale l’interesse per la monetizzazione pubblicitaria del traffico generato da queste piattaforme, specialmente in modalità programmatica. Lo scorso aprile in Francia, StickyADS.tv ha lanciato con TF1 la prima piattaforma programmatica di vendita di pubblicità video su canali on demand. Una vera prima mondiale destinata a essere seguita presto da altri broadcaster.

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Il numero degli schermi aumenta, aumentano le dimensioni dello schermo

Il cambiamento delle abitudini di consumo del prodotto video è sottolineato da due tendenze che, combinate tra loro, stanno portando importanti cambiamenti nelle abitudini dei pianificatori media: la televisione da tempo non si guarda più solo in televisione e gli schermi “alternativi” diventano più grandi per assecondare queste nuove esigenze. Tutti i grandi publisher si stanno attrezzando per non perdere l’opportunità generata dal video mobile – le stime indicano in 38% la crescita annuale della pubblicità video mobile fino al 2017 – e anche in questo caso la componente programmatica diventa un driver importante nelle strategie di monetizzazione degli editori.

L’importanza di viewability e brand safety

Gli editori premium vogliono creare ambienti sicuri e controllati, gli inserzionisti vogliono garanzie di qualità e di efficienza. Per entrambi viewability e brand safety sono argomenti prioritari nell’agenda media. Con ogni probabilità saranno le keyword del 2015 nel mondo del video digitale, programmatico e non.

Dati, dati, dati

Non si poteva non chiudere con la terza parola chiave del 2015: i dati. O meglio i Big Bata. Ne verranno utilizzati tanti, di prima come di terza parte, ma probabilmente si cercherà di analizzarne sempre di più, e le analisi saranno sempre più sofisticate. E si sa, da dati nascono dati, quindi per ipotizzare che nel 2016 questa sarà sempre una tendenza di rilievo non serve saper leggere nella sfera di cristallo.