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SpotXchange, via al rebranding: la SSP diventa SpotX

SpotXchange diventa SpotX. La società di Denver, detenuta al 65% da RTL Group e proprietaria di una tra le più utilizzate piattaforme di video programmatic per gli editori, ha annunciato il proprio rebranding.

L’operazione riflette i cambiamenti del mercato e della stessa piattaforma: l’azienda ha abbreviato il suo nome per evidenziare la sua evoluzione nel tempo da “semplice” ad exchange a piattaforma olistica per il management dell’inventory video, sviluppata specificatamente per il lato dell’offerta, ossia per gli editori.

La piattaforma di SpotX oggi integra un ad server, una SSP, e un’infrastruttura per la vendita di spazi in programmatic utilizzabile sia in open market sia in modalità private marketplace. Tutto questo ​​per aiutare i publisher a gestire in un’unica piattaforma tutte le modalità di vendita della propria inventory video su desktop, mobile e dispositivi connessi in generale.

SpotX è molto cresciuta nel 2015, con tre nuovi uffici aperti, il 28 % di aumento dell’organico globale nei primi 6 mesi dell’anno e un aumento del 90% dei ricavi nel primo semestre 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014 .

In particolare, SpotX ha visto quest’anno un massiccio aumento nella vendita automatizzata di inventory premium, in primo luogo attraverso un maggiore uso dei private marketplace​​, che ora gestiscono oltre il 40% delle impression gestite sulla piattaforma. Rispetto al primo semestre 2014, l’utilizzo dei private marketplace è cresciuto del 112% nel 1H 2015.

«Negli ultimi anni si è parlato di modelli di vendita programmatic e dirette come se fossero concorrenti. Con entrambe le possibilità ora integrate in piattaforme olistiche, gli editori stanno iniziando a sfruttare i punti di forza del programmatic a fianco della vendita diretta, piuttosto che dare la priorità a uno rispetto all’altro», ha detto Mike Shehan, fondatore e Ceo di SpotX.

Leon-Siotis-spotxchange
Leon Siotis

Attualmente, SpotX con la sua piattaforma è utilizzata da editori come The Atlantic, Vox Media, Meredith Local, NDN, E.W. Scripps, Gamut, Viewster, Newsy, Bonnier, TEN: The Enthusiast Network, LifeZette, TV Insider, Tetris, iWin, Mode, e Digital Trends. La società non ha ancora uffici in Italia, mercato che fa capo alla direzione Regno Unito e Sud Europa, guidata da Leon Siotis.

SpotXchange e AudienceScience si alleano all’insegna del mobile video

La SSP SpotXchange specializzata nel programmatic video e la DSP AudienceScience si alleano all’insegna del mobile video.

I due player hanno infatti annunciato nei giorni scorsi di aver siglato un accordo che mette a disposizione di un cospicuo numero di advertiser un’ampia inventory di mobile video.

Attualmente, nel mondo, ben il 41% dei video vengono fruiti via smartphone e tablet, ma nonostante il massiccio utilizzo di questi mezzi da parte degli utenti, e le cifre record di spesa pubblicitaria, per molti advertiser il difficile accesso ai dati degli utenti mobile costituisce ancora di fatto un grosso limite alla pianificazione di campagne su questi device.

L’accordo tra le due società, che prevede l’integrazione della piattaforma di SpotXchange all’interno dell’offerta di AudienceScience, va anche in questa direzione, consentendo di espandere le capacità di targeting cross-device della DSP, attraverso la possibilità per i marketer di targettizzare il traffico in-app via Real Time Bidding.

«Ci aspettiamo di vedere una crescita significativa dei CPM del mobile video quest’anno, dal momento che gli advertisers iniziano ad approcciare il mezzo anche per grandi campagne di brand – spiega Mike Shehan, ceo di SpotXchange -. C’è un cambiamento in corso, con il mobile video che sta diventando meno riferito all’immediatezza e al direct response, e più legato a investimenti corposi e obiettivi di branding».

SpotXchange nomina Leon Siotis Managing Director Regno Unito e Sud Europa

SpotXchange, la piattaforma di fiducia di video advertising, ha nominato Leon Siotis managing director Regno Unito e Sud Europa. Siotis, che proviene da BrightRoll, entrerà a far parte dell’azienda a luglio con l’incarico di far crescere le attività di SpotXchange in quest’area, che comprende Regno Unito, Francia, Spagna, Italia e Turchia.

La notizia arriva a seguito della rapida crescita registrata da SpotXchange nel 2015 e della nomina di Elwin Gastelaars a managing director di Benelux e Paesi nordici e di Stefan Beckmann a managing director di Germania, Austria e Svizzera. I tre lavoreranno insieme per estendere in tutta Europa l’adozione della piattaforma di SpotXchange.

SpotXchangeSpotXchange si rivolge agli editori, cui offre una soluzione olistica che comprende ad serving, infrastruttura programmatica e servizi di analisi avanzati.«Il video programmatico è l’area dell’advertising in più rapida crescita. Il settore ha fatto progressi incredibili negli ultimi cinque anni, ma è comunque agli inizi e ha un enorme potenziale di crescita», ha detto Siotis. A lui farà capo sarà il team che fornirà consulenza agli editori sulla gestione degli introiti, che prevede anche la creazione di infrastrutture per deal privati e programmatico garantito.

 Siotis porta con sé nove anni di esperienza nel mondo dell’advertising digitale, maturata in aziende come BrightRoll, acquisita da Yahoo! nell’ottobre 2014, Rubicon Project, MySpace e AOL’s Advertising.com. In BrightRoll, per cui ha iniziato a lavorare nel 2011, ha contribuito alla costituzione del team e alla creazione del portafoglio clienti sul lato acquirenti e sul lato venditori. In precedenza aveva lavorato in Rubicon Project con Advertising Automation Platform e agenzie in tutta l’area EMEA per monetizzare gli inventari display degli editori leader in Europa, occupandosi anche del lancio dell’acquisto programmatico nella regione. Prima ancora aveva lavorato due anni per MySpace e per un breve periodo per Advertising.com.

SpotXchange: un libro bianco illustra le sfide della Programmatic TV

Come da tempo hanno imparato (o stanno provando a fare) gli editori di giornali, anche le emittenti tv devono trovare meccanismi per abbinare agevolmente video online alle proprie trasmissioni “classiche”. Questo almeno è l’assunto di fondo del nuovo whitepaper pubblicato da SpotXchange, piattaforma internazionale per la pubblicità video programmatica, e intitolato ‘Programmatic TV: The Challenges of Changing Patterns of Video Consumption’

La rapida e progressiva convergenza nel mercato video, secondo SpotXchange, avrà un logico riflesso in ambito pubblicitario: farà emergere nelle emittenti l’esigenza di disporre di una piattaforma centralizzata per gestire e combinare l’offerta pubblicitaria in maniera trasversale ai canali di distribuzione dei contenuti.

Così, sviluppare competenze in approcci trasversali ai flussi e agli schermi diventa cruciale per i proprietari di media, anche quelli televisivi. “L’approccio programmatico offre il potenziale per dare ai proprietari dei contenuti la possibilità di ricavare il massimo dalla monetizzazione dell’audience, consentendo la gestione integrata delle tariffe trasversalmente a dispositivi e flussi”, spiega Randy Cooke, vice presidente per la pubblicità programmatica per il segmento televisivo di SpotXchange. “I proprietari di contenuti dovranno familiarizzare con una gestione orizzontale dei rendimenti, in cui tariffe e copertura dell’audience sono gestiti in un’ottica trasversale ai vari canali e flussi di visione anziché per singoli cluster isolati di visualizzazioni”.

Il libro bianco di SpotXchange spiega che sistemi configurati adeguatamente è possibile gestire in maniera centralizzata i proventi della pubblicità, aggiungere livelli di rilevanza contestuale e misurare coinvolgimento e attribuzione da una singola piattaforma. Secondo l’analisi dell’azienda, la prassi delle agenzie di acquistare a compartimenti stagni, modalità eterogenee di condurre le transazioni e le differenze tra il mondo digitale e i servizi lineari nella definizione dell’inventario hanno rallentato il convergere del comparto video in un unico mercato.

“La convergenza del comparto video è inevitabile ma non sarà possibile finché tutte le parti coinvolte del settore non avranno risolto insieme una serie di questioni legate a valute, viewability e trasparenza delle transazioni”, aggiunge Cooke.

Il documento di SpotXchange ‘Programmatic TV: The Challenges of Changing Patterns of Video Consumption’ può essere scaricato da qui.