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LiveRamp si rafforza sull’attivazione dei dati grazie a un nuovo accordo

All’indomani della vendita della divisione Marketing Services di Acxiom a IPG per 2,3 miliardi di dollari, il mercato si è subito scatenato sul prevedere il futuro di ciò che restava di Acxiom, ossia la piattaforma di identity resolution LiveRamp. Tra le possibili ipotesi, la vendita, con già una serie di possibili “interessati”.

Ma mentre gli operatori continuano a interrogarsi e fare ipotesi su quello che succederà a LiveRamp, la società intanto ha annunciato un’importante arricchimento della propria offerta, attraverso un accordo con la SSP Sonobi. Grazie alla partnership, aziende e agenzie potranno costruire pacchetti media unendo i propri dati di CRM alle audience people-based provenienti dal marketplace JetStream di Sonobi, che comprende importanti editori quali The Guardian, USA Today e CBS. Di fatto, attraverso questa associazione, saranno capaci di individuare su quali siti internet i propri consumatori sono presenti, e attuare così strategie media più mirate e personalizzate.

«Grazie a JetStream di Sonobi – spiega Paul Turner, GM of Technology di LiveRamp -, saremo in grado di fornire informazioni su dove il pubblico di consumatori di un brand è presente all’interno dell’ecosistema digitale e connettere i dati di prima parte delle aziende con editori premium per un’attivazione più mirata e intelligente dei media sui vari formati e dispositivi. Il tutto in modo trasparente, rispettoso della privacy e basato sul consenso, per promuovere ulteriormente la fiducia e la fedeltà del pubblico e per proteggere consumatori, brand e partner di business».

L’offerta è attualmente in beta pubblico, e per i prossimi tre mesi sarà disponibile esclusivamente per le aziende clienti di LiveRamp. Oltre questo periodo la funzionalità sarà aperta anche alle agenzie partner.

Header Bidding: quali sono i fornitori più usati?

Sempre più editori utilizzano l’header bidding. Ma quali sono i fornitori più utilizzati? Risponde a questa domanda l’Header Bidding Index, una ricerca internazionale della società specializzata ServerBid, che ha indagato l’utilizzo di questa tipologia di trading pubblicitario nei top 5000 siti Alexa.

Tra tutti gli editori che hanno adottato soluzioni di header bidding, il 44,8% ha integrato AppNexus come fonte di domanda o bidder, e il 41,3% Index Exchange. Seguono OpenX (36%), Amazon (36%), AOL (33%) e Rubicon Project (30%), poi Criteo (28%), Sovrn (26%), Sonobi (19%) e PulsePoint (17%). Tutti a distanza molto ravvicinata tra loro. I numeri sommati superano 100 perché molti publisher hanno più di un fornitore.

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Quanto ai wrapper (tag che contengono codici per consentire l’accesso a più bidder), il 51% utilizza il codice open-source PreBid, disegnato da AppNexus ma “aperto” e dunque customizzabile da qualsiasi altro operatore ad tech o dagli stessi editori. Il wrapper proprietario di Index Exchange è il secondo più usato, con il 27,4% della quota di mercato. Seguono, a maggior distanza, altre tecnologie.

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La ricerca tiene conto esclusivamente di transazioni browser-side, non di quelle server-side, pure in costante aumento tra i publisher.

Il Guardian sceglie un partner per l’header bidding

Anche Guardian Media Group ha deciso di dotarsi di una soluzione di header bidding.

A questo scopo, il gruppo editoriale inglese ha infatti annunciato una collaborazione con Sonobi, fornitore di tecnologie di marketing people-based. Nell’ambito dell’accordo, anche la gestione della monetizzazione del pubblico all’interno di contesti pubblicitari people-based.

La società ha dichiarato in una nota di essere stata scelta dal Guardian per merito delle sue tecnologie server-to-server e della capacità di lavorare direttamente con i compratori per negoziare e attivare campane media.

Guardian Media Group lavorerà con partner come Rubicon Project, Facebook e altri fornitori attraverso la tecnologia di Sonobi, che utilizza integrazioni server-to-server.