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Smart AdServer diventa Smart e assume quattro nuovi manager internazionali

È difficile trovare un’occasione migliore del dmexco (leggi il nostro reportage dedicato) per comunicare all’industria digitale il rebranding della propria società. Per questo Smart AdServer ha presentato la sua nuova denominazione, Smart, proprio attraverso il suo padiglione, allestito nella fiera di Colonia.

Il cambio riflette in maniera diretta l’evoluzione tecnologica della società: «Negli ultimi anni, la nostra supply-side platform è stata interessata da una crescita notevole, proseguita fino a renderci una piattaforma full-stack. Le nostre attività non si limitavano al nostro ad server, che comunque continua ad essere un prodotto strategico, ma avevano ampliato lo scopo grazie alla SSP. Per questo si è reso necessario il cambio di nome», ha dichiarato Andrea Ceccoli, Country Manager per l’Italia di Smart.

 

Nuove nomine internazionali in Smart

Nel frattempo, con l’obiettivo di incentivare la crescita internazionale e sostenere il supporto ai clienti, Smart ha effettuato quattro nuove assunzioni per ruoli dirigenziali a livello globale. Si tratta di Michael Nevins, Sylvain Piquet, Joseph Carlos e Gorza Zarauz, rispettivamente nuovi Chief Marketing Officer, Chief Revenue Officer, Director of Global Operations e Chief Quality Officer.

Nevins viene da Taboola, in cui ha lavorato come Vp of global product marketing; precedentemente ha occupato ruoli dirigenziali in Undertone e Spongecell. Piquet ha lavorato per sette anni in Criteo, dove ha guidato una squadra di analisti e account manager in Europa, fino a raggiungere il rango di Vp of email. Carlos è stato recentemente direttore del servizio clienti globale in Parrot mentre prima ancora ha passato quattro anni in Microsoft lavorando come manager.

“Smart ha piani aggressivi per l’espansione globale e assumere esperti manager internazionali è parte importante di quei piani”, ha dichiarato il Ceo di Smart, Cyrille Geffray, “Michael, Sylvain e Joseph stanno lavorando a stretto contatto con me per accelerare la nostra crescita e il supporto clienti nei mercati chiave”.

Zarauz, che in passato ha lavorato in 24/7 Real Media, Xaxis e AppNexus, è responsabile di tutta la qualità delle operazioni. La sua squadra è garantisce la più alta qualità per il marketplace per compratori e venditori.

“Una delle nostre priorità è assicurare alti livelli di qualità e trasparenza sia su lato acquisto che su lato vendita”, ha continuato Geffray, “Questo è il momento giusto per istituire il ruolo di Chief Quality Officer. Gorka è un esperto in questo tema e ha una qualificazione unica per dare seguito al nostro impegno”.

Andrea Ceccoli, Smart AdServer: «Problemi di brand safety? La risposta è una: trasparenza»

In un mercato in cui il programmatic advertising si fa largo, imponendosi come risposta e come innovazione in grado di soddisfare tanto le esigenze di targetizzazione degli spender, quanto quelle di monetizzazione dei publisher, emergono anche segnali di un’ancora sostanziale “immaturità”, che lascia spazio a un uso improprio del canale. A esprimere questa opinione è Andrea Ceccoli, Country Manager Italia di Smart AdServer, full stack platform che unisce un adserver e una SSP. Con il manager partiamo proprio dallo scoprire i problemi connessi a questa rivoluzione incompleta.

Andrea, secondo te, cosa rappresenta il programmatic per gli editori?

«È ormai qualche anno che il termine “programmatic” domina la scena nell’ambito del digital advertising, tuttavia credo sia ancora nelle sue fasi iniziali, pur avendo già una profonda influenza sul mondo della pubblicità online. In altre parole, l’intorno programmatico rimane ancora in gran parte inesplorato, soprattutto perché i temi caldi che ne costituiscono l’essenza sono sempre nuovi e in continua evoluzione, mi viene in mente per esempio quello dell’Header Bidding. È naturale quindi che il mercato nasconda per gli editori sia opportunità sia rischi, a mio avviso legati maggiormente al possibile uso improprio del canale».

La brand safety è una questione aperta anche sul fronte publisher soprattutto quando si parla di programmatic in open auction. Qual è la risposta giusta in questo caso?

«Il problema della brand safety ha limitato e limita in maniera considerevole il tasso di penetrazione del programmatic. La risposta deve basarsi sulla trasparenza, sia da parte dei publisher che da parte dei buyer. In tal senso, in passato, è stato fatto il tentativo di convogliare il mercato nei private marketplace. Tuttavia gli attori hanno cominciato presto a esserne frustrati in quanto non sono in grado di garantire sufficienti volumi di impression o addirittura l’audience targeting esatto. Il Programmatic Guaranteed può sicuramente costituire un passo in questa direzione: seppure nato dalla necessità dei publisher di proteggersi dalla fluttuazione dei volumi di acquisto dei demand partner, il suo ravvicinare le parti coinvolte a un rapporto diretto e sicuramente maggiormente regolamentato, ha come conseguenza quella di limitare il malvertising».

Rispetto alle questioni poste, voi come vi posizionate?

«Sebbene il core business di Smart AdServer sia storicamente quello dell’adserver, da un paio di anni a questa parte la SSP ha guadagnato sempre più importanza, diventando la principale fonte di fatturato della società. Gli investimenti in tal senso sono consistenti, ma del tutto giustificati dai tassi di crescita interni e del mercato. Vediamo quindi il programmatic come un’enorme opportunità, consapevoli che nasconda comunque dei rischi, su tutti quello della brand safety. In tal senso si sta muovendo l’azienda: attraverso un’attenta selezione dei nostri clienti – valutati non solo in fase di onboarding, ma costantemente attraverso tecnologie terze (Fraudlogix e IAS) – garantiamo ai nostri demand partner di acquistare sempre inventario sicuro e qualificato. I nostri publisher, invece, sono protetti da comportamenti fraudolenti grazie al continuo screening di ClarityAd, che riduce drasticamente (poiché eliminarlo è ancora utopistico) il rischio di erogazione di malvertising. Ciò porterà la domanda a essere più fiduciosa e disposta a pagare maggiormente gli spazi pubblicitari, anche in modalità automatizzata».

Pacchetti di inventory cross-editore, targettizzati per formato e contenuto: la novità di Smart AdServer

Smart AdServer amplia la propria offerta con un nuovo prodotto, annunciato nel corso dei Cannes Lions 2017. Si chiama Smart Deal+, ed è una soluzione che consente alle aziende di avere un nuovo tipo di accesso scalabile alle inventory di editori premium, e ai publisher di attirare più inserzionisti.

Smart Deal+ è un curated marketplace in cui è possibile trovare pacchetti di inventory su misura, attraverso singoli Deal ID che offrono agli inserzionisti accesso a un certo numero di editori premium insieme, fornendo la stessa trasparenza (anche di prezzo) degli accordi diretti, ma in maniera scalabile.

Il Country Manager Italia di Smart AdServer Andrea Ceccoli, contattato da Programmatic Italia, ci spiega come funziona la nuova soluzione: «Si tratta di un curated marketplace trasparente al 100%, che permetterà ai buyer di esplorare l’inventario servito dalla nostra SSP ed – eventualmente – consentirà di cogliere interessanti opportunità di upselling. Sarà possibile avere una targetizzazione per formato e per contenuto (come sport, gaming, female, gossip, news e così via), e da luglio anche per audience e viewability».

«Attraverso un unico deal ID per formato – prosegue Ceccoli – i publisher potranno mettere in vendita i propri spazi (senza cannibalizzare i loro deal diretti) ed entrare in contatto con quei trading desk che per loro erano off limits per dimensione, aumentando fill-rate e revenues». Il vantaggio per la domanda, invece, sarà quello di «avere un accesso semplice e diretto ad inventory premium per soddisfare i propri obiettivi di performance, con una sola operazione».

Deal+ crea un ID unico all’interno del network degli editori partecipanti. Attraverso questo ID, viene costruito un pacchetto di inventory tra i vari editori, che una volta stabilito un prezzo, viene offerto a livello locale e regionale. Il prodotto può essere acquistato da qualsiasi DSP.

Dopo una fase di beta test con il partner Adotmob, Deal+ è ora disponibile in America Latina ed Europa, Italia compresa.

Andrea Ceccoli, Smart AdServer: «Più trasparenza e meno dispersioni? Bisogna avere pochi interlocutori»

Da 15 anni Smart AdServer aiuta publisher e concessionarie ad erogare contenuti e a monetizzarli. «Abbiamo quella che detta oggi una full stack platform, cioè l’unione di un ad server e di una SSP, per avere dati unici, dati trasparenti e un unico inventario da monetizzare», spiega Andrea Ceccoli, country manager Italia di Smart AdServer.

Abbiamo intervistato il manager in occasione del Programmatic Day, dove il manager ha preso parte a due panel dedicati al tema della trasparenza e alle sfide del Programmatic sell-side.

«Nell’ottica di avere più trasparenza e di disperdere meno la marginalità degli investimenti bisogna avere poche piattaforme e pochi interlocutori», ci ha detto Ceccoli, che in questa video intervista ci ha espresso anche il suo punto di vista sulla trasparenza in ambito Programmatic.

Frodi e brand safety: Smart AdServer sigla un accordo con Fraudlogix

Smart AdServer punta a combattere il traffico fraudolento e a migliorare la qualità delle sue inventory grazie a una partnership con la società di ad verification Fraudlogix.

L’accordo prevede un controllo sulla presenza di traffico fake – compreso quello generato da bot e dispositivi dirottati – e un monitoraggio sulla viewability, la brand safety e il domain (URL) masking all’interno del marketplace di Smart AdServer.

«La qualità è diventata un argomento chiave nel nostro ecosistema. E in Smart Adserver vogliamo essere in prima fila in questa battaglia contro le frodi e i contenuti non di qualità. Vogliamo garantire ai nostri inserzionisti la fornitura di traffico 100% non fraudolento e la migliore inventory – spiega David Pironon, Chief Programmatic Officer at Smart AdServer -. Ecco perché abbiamo creato una squadra completa dedicata alla qualità all’interno del nostro dipartimento Programmatic. Abbiamo scelto Fraudlogix per assicurare un alto livello di qualità sul nostro Exchange e si tratta di una soluzione potente e complementare ai nostri già robusti strumenti interni e ai nostri team dedicati».

La soluzione di Fraudlogix consentirà alla piattaforma di monitorare i suoi miliardi di impression mensili e di identificare il traffico non-umano generato da bot, malware, script automativi e altri mezzi fraudolenti, oltre a segnalare siti con problemi di brand-safety.

«Questa mossa è parte del costante impegno della società per la lotta contro le frodi sull’adv per conto dei propri clienti, il che contribuirà a gestire e migliorarne la qualità dell’inventario», commenta Andrea Ceccoli, Italy Manager di Smart AdServer.

Andrea Ceccoli, Smart Adserver: «Fatturato più che raddoppiato. In Italia corre il Programmatic»

Monetizzare ogni contenuto web, mobile e video. Questa la promessa che Smart Adserver fa agli editori che lo scelgono come partner per la vendita in Programmatic delle proprie inventory.

La società ha recentemente lanciato una soluzione di Automated Guaranteed interamente dedicata ai publisher (qui l’articolo su Programmatic Italia), e oggi, con un’offerta di formati in costante aumento, si appresta anche ad entrare nel mondo dell’Header Bidding, con un prodotto dedicato atteso per quest’anno. Il suo fatturato in Italia è più che raddoppiato nel 2016, forte di un approccio improntato all’innovazione e sempre teso a cogliere le esigenze del mondo degli editori. Abbiamo fatto il punto sui progetti in corso e futuri della società con Andrea Ceccoli, il suo Italy Manager.

Come si posiziona Smart Adserver nell’ecosistema del Programmatic Advertising?

«Smart Adserver è una full-stack technology che abbina Adserver e SSP, permettendo ai propri editori – siano essi clienti “full-stack” oppure dotati di adserver di terze parti – di monetizzare ogni contenuto web, mobile e video tramite un completo ecosistema di Demand Partner».

Avete recentemente lanciato una nuova soluzione di Automated Guaranteed. Come si differenzia rispetto alle altre soluzioni presenti sul mercato?

«Secondo recenti stime dell’IDC, l’Automated Guaranteed rappresenterà il 53% degli investimenti globali in Programmatic Advertising nel 2018. Basata sugli standard IAB OpenDirect 1.5, la soluzione Automated Guaranteed di Smart Adserver è interamente dedicata agli editori che potranno accedere a questa funzionalità direttamente dall’adserver: attraverso un’unica piattaforma, potranno accettare o rifiutare le prenotazioni, confermarne i materiali creativi e proporre prezzi scontati. E’ una soluzione il cui scopo è quello di automatizzare le vendite dirette portando la massima flessibilità ed efficienza operativa».

Come sta evolvendo la vostra offerta? Avete recentemente lanciato delle nuove soluzioni?

«Smart AdServer da sempre pone la creatività al centro: la nostra galleria si arricchisce costantemente di nuovi formati rich-media, che puntano a garantire la migliore user-experience. Abbiamo un grande ventaglio di proposte, ma tra gli ultimi rilasci evidenzierei: il Go-To-Vertical, che propone in ambiente mobile video verticali full screen o rettangolari al centro di una cover a tutta pagina; il Video-Background, una skin che incorpora un video masthead che si espande a mouse-over; e il Video-Parallax – disponibile anche in Programmatic – in cui il contenuto pubblicitario è erogato in una finestra, mantenendo un senso di continuità durante lo scrolling attraverso l’effetto parallasse. Infine, abbiamo lanciato anche Smart Yield+, un nuovo potente pacchetto di servizi con l’obiettivo di incrementare in modo considerevole i ricavi programmatici. Al nuovo algoritmo di ottimizzazione dei FloorPrice (che garantisce mediamente un aumento del 40% dei ricavi), abbiamo affiancato un preciso strumento di Business Intelligence, che, con l’aiuto dei nostri Monetization Consultant, permette di monitorare puntualmente tutta l’attività programmatica».

Avete progetti in cantiere per i prossimi mesi?

«La crescita costante e diffusa globalmente di Smart Adserver è focalizzata sulla SSP: la roadmap di integrazioni con nuove DSP è in continua evoluzione. Sia a livello di headquarter, sia a livello locale con i nostri Demand Manager, teniamo stretti contatti di partnership, spingendo il più possibile la domanda verso i nostri editori. Con l’anno prossimo infatti andremo ad arricchire la nostra offerta programmatica di una soluzione di header bidding».

Come avete chiuso il 2016 in termini di performance?

«Come detto, la società sta crescendo molto a livello globale: il nostro team è più che raddoppiato anno su anno e abbiamo aperto un ufficio in Cina, avendo già da tempo acquisito i primi clienti in area APAC. In Italia cresciamo soprattutto lato Programmatic, che oramai rappresenta buona parte del nostro fatturato. Come diretta conseguenza dell’intensificazione delle attività di supporto locale nei confronti dei nostri partner, siano essi publisher o trading desk, anche nel 2016 abbiamo più che raddoppiato il fatturato dell’anno precedente».

Native, madvertise e Smart AdServer lanciano un nuovo formato acquistabile in Programmatic

Smart AdServer e madvertise lanciano in Italia il Parallax, formato nativo di forte impatto, con l’obiettivo di non “disturbare” la user experience dell’utente.

Il formato è realizzabile sia statico che video e disponibile su inventory mobile site e in-app. A seconda dell’obiettivo della campagna, con la versione statica permette di creare un fortissimo engagement con l’utente, con la versione video permette un’altissima memorabilità del brand. Il Parallax è acquistabile sia in reservation che in programmatic.

«Nato inizialmente per campagne in reservation il Parallax ha però un enorme potenziale anche in programmatic: tutte le logiche di rendering in pagina sono gestite direttamente dalla piattaforma e non è necessaria nessuna operazione ulteriore sulla creatività: i demand partners potranno quindi caricare le campagne sulle proprie DSP come sempre e cominciare ad erogare», ha commentato il team di Smart AdServer.

L’azienda ad tech francese, guidata in Italia da Andrea Ceccoli, ha da poco rilasciato una propria soluzione di Automated Guaranteed.

Leggi l’articolo completo su Engage.it.

Smart AdServer lancia una soluzione di Automated Guaranteed. «Raddoppiato il fatturato in Italia»

Smart AdServer, compagnia internazionale specializzata in soluzioni di ad tech, si collegherà con la DSP Adform per lanciare la sua soluzione di Automated Guaranteed.

Lo scopo principale dell’Automated Guaranteed è di automatizzare le vendite dirette portando la massima flessibilità ed efficienza operativa, in modo da consentire agli editori e ai media buyer di risparmiare tempo e denaro. Tecnicamente, si tratta di una compravendita one-to-one di inventory pubblicitaria con prezzo fisso e inventory riservata, elaborata automaticamente.

Secondo recenti stime dell’IDC, l’Automated Guaranteed rappresenterà il 53% degli investimenti globali in programmatic advertising nel 2018.

«Sulle piattaforme lato vendita c’è bisogno di maggiore trasparenza e di una connessione diretta fra chi compra e chi vende, oggi moltissime SSP non mostrano dati reali agli editori ma solo quelli che intendono presentare. I vantaggi di questa modalità di scambio, di cui beneficiano gli editori, riguardano la certezze di costi e ricavi, oltre all’eliminazione degli errori annessi al caricamento delle campagne», ha commentato Andrea Ceccoli, Manager per l’Italia di Smart AdServer.

Basata sugli standard IAB OpenDirect 1.5, la soluzione di Automated Guaranteed di Smart Adserver è interamente dedicata agli editori, che potranno accedere a questa nuova fonte di domanda direttamente attraverso l’ad server, mantenendo il controllo del proprio inventario e contemporaneamente usufruendo di vendite aggiuntive. L’offerta è disponibile in beta operativo in Francia mentre sarà accessibile a livello globale, anche in Italia, a partire dalla fine di quest’anno.

Sempre attraverso un’unica piattaforma, gli editori possono accettare o rifiutare la prenotazione, confermare i materiali creativi e proporre prezzi scontati.

“Come primo partner di Automated Guaranteed di Smart AdServer, siamo lieti di fornire l’accesso ai nostri acquirenti l’inventario premium di Smart. Eliminando le barriere tra gli inserzionisti e gli editori, l’Automated Guaranteed permette di rimuovere gli ostacoli che da tempo frustrano investitori pubblicitarie ed editori, barriere che finora hanno limitato le opportunità di monetizzazione degli editori”, dichiara Jay Stevens, Chief Revenue Officer di Adform.

“Le vendite tramite l’Automated Guaranteed diventano una delle sfide numero 1 per gli editori”, ha aggiunto Cyrille Geffray, CEO di Smart AdServer, “I nostri team hanno lo scopo di rimuovere le barriere tra la tecnologia e le operazioni per consentire una perfetta integrazione con i vari partner nel mercato. L’Automated Guaranteed aiuterà gli editori a ottenere margini più redditizi per il proprio inventario”.

Smart AdServer in Italia

Nel nostro Paese, l’azienda sta registrando risultati molto positivi: «Stiamo raddoppiando il fatturato di anno in anno da tre anni a questa parte, e sarà così anche per il 2016. In Italia possiamo contare su clienti come Piemme, Ciaopeople, Viralize, TheOutplay, Alfemminile e Internazionale. A livello globale, invece, è prevista una crescita del 30%», ha dichiarato Ceccoli.

Tra la fine del 2016 e l’inizio del prossimo anno, l’azienda tornerà sul mercato con diverse novità: «Contemporaneamente al lancio definitivo della nostra soluzione di Automated Guaranteed, nel primo trimestre del 2017 rilasceremo una soluzione di Header Bidding. Inoltre, entro la fine dell’anno effettueremo delle integrazioni dirette con le DMP di Krux e Adobe», ha concluso Ceccoli.

Gameloft, partnership con Smart AdServer per la pubblicità in-app

Gameloft Advertising Solutions ha annunciato di aver siglato una partnership con Smart AdServer per l’integrazione con Smart RTB+, la sua SSP (supply-side platform).

Questa partnership consente a Gameloft Advertising Solutions di portare il suo inventory in-app mobile sui canali programmatici con tutti i suoi formati display e video, sviluppando quindi la sua linea di prodotti destinata agli inserzionisti.

L’inventory mobile di Gamolft Advertising Solutions, in grado di raggiungere un pubblico globale, considerando che include più di 8 miliardi di impression geolocalizzate e mirate con contenuti grafici e, soprattutto, video.

“Questa partnership tecnologica ci consentirà di beneficiare dell’esperienza di Smart RTB+ negli ambienti end-user, in modo da accelerare rapidamente la crescita delle nostre attività programmatiche”, ha dichiarato Cyril Guilleminot, direttore di Gameloft Francia e Benelux. La multinazionale francese dei videogame sta stringendo in questi ultimi tempi accordi con diversi player dell’ad tech, tra cui Rubicon Project, SpotX e AppNexus. “Grazie al programmatic, Gameloft Advertising Solutions continua il suo costante sviluppo nel mondo del mobile advertising”, ha sottolineato in proposito Guilleminot.

L’accordo con Smart AdServer è stato favorito anche “dalla convergenza delle rispettive sfide strategiche, in termini di sviluppo video o in determinati territori, come gli Stati Uniti, dove Smart AdServer ora ha una sede con più di 15 dipendenti e Gameloft ha già un inventory di oltre 1 miliardo di impression”, ha commentato invece Cyrille Geffray, Ceo di Smart AdServer.

L’inventory di Gameloft Advertising Solutions è disponibile su Smart RTB+ nella maggior parte dei paesi europei – tra cui l’Italia -, oltre che negli Stati Uniti e in America latina.

 

Cos'è il Programmatic Guaranteed? Il punto di vista di Andrea Ceccoli di Smart AdServer

 

 

Le aziende del settore Ad Tech continuano a innovare. All’innovazione però segue spesso un prolifico utilizzo di nuovi termini per descrivere concetti e prodotti. Una prassi consolidata che troppo spesso genera confusione a discapito dello sviluppo e della crescita del mercato stesso.

Ne è un esempio l’espressione Programmatic Guaranteed, su cui di recente una società in particolare ha cercato di fare chiarezza. Parliamo di Smart AdServer, player internazionale che offre soluzioni avanzate per la gestione delle campagne pubblicitarie su web, dispositivi mobili e iPad/tablet attraverso una piattaforma proprietaria che integra adserver e RTB.

«Rispetto alla definizione di Programmatic Guaranteed data da IAB e agli articoli scritti da attori di aziende Ad Tech, abbiamo opinioni divergenti», spiega Andrea Ceccoli, Italy Business Development Manager di Smart AdServer.

Smart-AdServer-Logo

Da qui la scelta della società di condividere il proprio punto di vista: «Secondo l’Internet Advertising Bureau, per esempio, Programmatic Guaranteed – che tra l’altro è detto anche automated guaranteed, programmatic direct, programmatic premium, programmatic reserved – significa “Vendita one-to-one con prezzo fisso e inventory riservata, elaborata automaticamente, cioè attraverso piattaforme automatizzate”. Il problema di questa definizione è a nostro parere che non descrive la modalità operativa», spiega Ceccoli. «Ciononostante – continua il manager – dobbiamo ammettere che ci sono implementazioni tecniche differenti che possono in qualche modo trovare corrispondenza in questi criteri».

E allora come trovare una definizione compiuta di Programmatic Guaranteed?

Per Smart AdServer, alla “vaghezza” di una definizione che lascia troppo margine alla confusione, è necessario rispondere con la distinzione tra due tipologie di Programmatic Guraranteed, che specifichino la modalità adottata e il contesto entro cui avviene la transazione.

Quali sono queste tipologie?

La prima è il Programmatic Guaranteed tramite Deal ID. Avviene nel contesto di OpenRTB e può essere chiamato guaranteed deal. Editori e acquirenti negoziano un prezzo fisso per una parte riservata dell’inventario. Nella piattaforma RTB, l’editore collega un deal all’inventario riservato. Questa soluzione può essere implementata solo in una piattaforma come Smart RTB+, poiché l’editore ha la completa visione di quando vende direttamente in modo tradizionale tramite adserver e performance programmatiche. Questo è il primo livello perché la transazione viene elaborata con una soluzione inizialmente progettata per il real time bidding, spinto ai suoi limiti per supportare le “vendite dirette”.

E la seconda?

E’ è da definire secondo noi come Programmatic Guaranteed tramite le API dell’adserver dell’editore. Il mercato delle aziende Ad Tech vede l’emergere di nuovi meccanismi progettati specificamente per automatizzare le vendite dirette basandosi sulle API dell’adserver dell’editore. I membri di IAB hanno già impostato lo standard: OpenDirect, per standardizzare le API e accelerare lo sviluppo di queste tecnologie. Gli editori potranno quindi pacchettizzare e mettere sul mercato il proprio inventario con volumi garantiti. All’interno dell’interfaccia di acquisto, gli acquirenti possono accedere direttamente all’inventario pacchettizzato degli editori. Allo stesso modo di un sito di e-commerce, possono cercare e filtrare tra le varie offerte degli editori in base ai loro criteri desiderati: sito, formato, dispositivo, target, prezzo, eccetera. Possono quindi trarre beneficio delle capacità dell’adserver degli editori per verificare la disponibilità d’inventario, inviare richieste di prenotazione, trafficare la campagna e accedere ai report, tutto tramite una singola interfaccia. Dal loro punto di vista, gli editori possono accettare o rifiutare la prenotazione, confermare i materiali creativi e persino proporre prezzi scontati. Mantenere il controllo del proprio inventario e contemporaneamente usufruire di vendite aggiuntive.

Tutto questo conferma comunque il ruolo ancora molto centrale della vendita diretta…

Lo scopo principale di queste tecnologie è di automatizzare le vendite dirette portando la massima flessibilità ed efficienza operativa, in modo da consentire agli editori e ai media buyer di risparmiare tempo e denaro. Anche se acquirenti e venditori hanno adottato tecnologie programmatiche, le vendite dirette restano essenziali. Queste due implementazioni del programmatic guaranteed sono complementari e portano risposte pertinenti a esigenze differenti. La posta in gioco ora per gli attori del mondo Ad Tech è migliorare e standardizzare le soluzioni per facilitare le interazioni.