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Content marketing, rich media e il futuro del Programmatic

Content marketing e formati impattanti. Andrà verso queste due direzioni il futuro del Programmatic.

A dirlo è PulsePoint, piattaforma tecnologica di pubblicità di base a New York (e con uffici a San Francisco e Londra), sulla base dei risultati della ricerca, condotta con Digiday, “The Future of Programmatic: When The Art & Science of Advertising Collide”.

La survey si basa su interviste condotte a membri dell’ecosistema pubblicitario americano sia lato buy che lato sell, a cui è stato chiesto, in particolare, quando secondo loro avverrà la collisione tra programmatic advertising e content marketing. Il risultato rivela che cambiamenti fondamentali che avranno impatto su come inserzionisti ed editori sfrutteranno il programmatic nei prossimi dodici mesi.

«Il panorama sta evolvendo rapidamente. L’adozione del programmatic continuerà a modificare il funnel e mettere in campo nuove tipologie di marketing, incluso il content. Questa ricerca riflette l’inevitabile adozione del programmatic da parte dell’industria, ma allo stesso tempo mette in luce quali aree dell’advertising industry avranno maggiore impatto da questo passaggio tecnologico», ha spiegato Sloan Gaon, ceo di PulsePoint.

Ecco alcuni dei punti chiave della ricerca.

  • Il programmatic non è più solo legato al direct response, ma si sta rivolgendo a nuovi obiettivi, come la brand awareness. Il 71% degli intervistati pensa che le tecniche di programmatic supporti bene obiettivi medio-alti del funnel di marketing.
  • Formati ad alto impatto, come il video, si apriranno al programmatic. In particolare, lo Sponsored Content acquistato in maniera programmatica crescerà del 114% nei prossimi 12 mesi, mentre il Digital Video crescerà del 29%, la TV crescerà del 45% e la Custom Rich Media aumenterà del 43%.
  • Il Content Marketing sarà distribuito in modo automatizzato nel 2015: ben l’83% degli intervistati crede che il Content Marketing si aprirà al programmatic entro il 2017, e tre su quattro hanno già avviato strategie di content marketing.
  • Il 50% degli intervistati pensa che nei prossimi due anni una parte della spesa digital verrà spostata dal search al data-driven display.
  • Più di tre quarti del campione sono neutrali o a favore di tipologie di acquisto machine-based a confronto con quelle tradizionali.
  • Il 61% dei buyers acquisterà in modalità programmatica (sia RTB che non) nei prossimi 12 mesi.

«Questa nuova ricerca rivela l’entità dell’inevitabile collisione tra arte e scienza nell’advertising – ha aggiunto Gaon -. I progressi delle nuove tecnologie portano le aziende a non aver più bisogno di scegliere tra soluzioni che offrono efficienza e ed engagement. Possono averle entrambe».