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Sublime in partnership con Sizmek per campagne meno intrusive

Sizmek e Sublime, prima Sublime Skinz (qui l’articolo sul rebranding), hanno siglato un accordo per fornire ai propri clienti l’accesso a strumenti avanzati di targeting e a una inventory ampliata.

Entrambe le società, quindi, integreranno le rispettive piattaforme al fine di offrire agli inserzionisti l’accesso a una più ampia gamma di risorse per produrre campagne più creative e meno intrusive.

La partnership fornirà agli inserzionisti l’accesso automatico al parco di formati di Sublime in un ambiente sicuro e consentirà l’accesso a un pubblico più definito attraverso l’uso dell’AI di Sizmek all’interno della piattaforma Sublime.

Andrew Buckman, amministratore delegato di Sublime Emea, ha commentato: «Grazie all’integrazione con la tecnologia AI di Sizmek, la nostra piattaforma consentirà ai marketer di indirizzare il pubblico in modo ancora più efficiente, con un coinvolgimento maggiore e migliori risultati di business. Questo è essenziale in un momento in cui i consumatori sono sempre più esigenti e le loro necessità sono in costante evoluzione».

«Siamo molto entusiasti dell’opportunità di collaborare con Sublime, che sin dalla sua nascita ha dimostrato grandi capacità nella costruzione di nuovi formati programmatici ad alto impatto – ha dichiarato Kees de Jong, direttore generale Emea di Sizmek. – Sono certo che questa partnership sarà reciprocamente vantaggiosa nel rispondere alle sfide pubblicitarie attuali e future».

Entrambe le società affermano che la loro offerta combinata può risolvere molti dei problemi che i marketer devono affrontare in termini di sicurezza del marchio, intrusività e targeting con il 38% degli inserzionisti che ammettono di aver pubblicato annunci su siti Web dannosi o non sicuri.

Sizmek coglie i frutti dell’integrazione con Rocket Fuel. Quaroni: «In Italia cresciamo»

Mancano ancora tre mesi alla fine dell’anno, ma Sizmek è pronta a tracciare un bilancio del suo personale 2018.

Un anno particolarmente positivo, in cui la società ha colto i primi importanti frutti dell’integrazione con Rocket Fuel (acquisita a luglio 2017), come ci spiega il Managing Director Italy Enrico Quaroni.

Enrico, com’è stato il 2018 di Sizmek?

«Molto positivo. L’integrazione tra Sizmek e Rocket Fuel ha contribuito a consolidare l’offerta di due società già affermate, aggiungendovi però qualcosa in più. Oggi infatti siamo di più della semplice somma di Sizmek e Rocket Fuel, anche in Italia. Grazie a un posizionamento apprezzato e ad un ottimo team commerciale, Sizmek è un player top di gamma, con un’offerta capace di rispondere alle attuali esigenze del mercato. Nel nostro Paese stiamo crescendo, e questo ci ha permesso di consolidare ulteriormente il nostro staff».

A proposito di offerta, in questi giorni avete annunciato delle novità relative alla vostra soluzione Peer39

«Peer39 è una soluzione che garantisce un livello di sicurezza di primissimo livello per gli acquisti media, sia pre-bid che post-bid. Si tratta di uno dei nostri prodotti lato Dati che stiamo spingendo di più, anche perché c’è una grande richiesta da parte del mercato in questo ambito. E posso dire che ci sta dando molte soddisfazioni».

Qualche altra novità su cui state lavorando?

«In generale, uno dei focus su cui stiamo puntando è avvicinare il mondo della creatività di brand alle logiche del programmatic buying, solitamente più votato a concetti come performance e KPI. Il nostro obiettivo è realizzare dei formati impattanti con caratteristiche uniche capaci di unire creatività di brand con dinamiche tipiche dell’acquisto automatizzato. In questo ci aiuta ancora una volta l’integrazione tra Rocket Fuel e Sizmek».

Come vedi l’andamento del mercato programmatico? E che evoluzione prevedi nel settore?

«La situazione del programmatic sta consolidandosi. Non ci saranno più le crescite esplosive degli ultimi anni, piuttosto leggeri incrementi dei volumi e una progressiva concentrazione. Come dire: chi c’è, c’è, e chi ancora manca farà molta fatica ad affermarsi. Quello che devono fare gli operatori del mercato, adesso, è lavorare al meglio con i clienti esistenti. Resta di fatto, poi, lo stradominio dei player più grandi, che continueranno a crescere».

Un’ultima cosa: mi dici quattro parole chiave che riassumono il mercato programmatico oggi, e di cui sentiremo parlare anche nel 2019?

«Direi “trasparenza”, “performance” e “targettizzazione profonda”, e aggiungo anche “programmatic tv”».

Investimenti media più protetti: Peer39 di Sizmek lancia una soluzione antifrode

Sizmek punta sulla trasparenza con una nuova soluzione antifrode. La piattaforma lato acquisto ha annunciato il lancio di uno strumento all’interno della soluzione Peer39 che sfrutta l’Intelligenza Artificiale per rilevare le frodi e filtrarle, individuando bot e altre minacce legate al traffico non valido.

Unito alle già rinomate capacità di data-enablement, ottimizzazione creativa ed esecuzione media di Sizmek, Peer39 riduce l’esposizione al rischio e aumenta la protezione dei brand, e, limitando lo spreco di denaro e le attività fraudolente, migliora anche l’efficienza della spesa adv. Inoltre, con questa nuova modalità, ci sarà un’interazione ancora più diretta con la dashboard di verifica post-buy, che ora include anche i video.

Una novità che testimonia l’attenzione di Sizmek nell’innovare costantemente gli standard e i processi di verifica, in particolare per combattere le frodi, proteggere gli investimenti dei brand e creare un ambiente sicuro, come sottolinea Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek: «I bisogni dei nostri clienti sono sempre la nostra priorità, ci impegniamo costantemente a proteggere gli investimenti dei brand grazie alle nostre abilità avanzate potenziate dall’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale – spiega il manager -. Questa soluzione infatti è stata ideata per fornire ai marketer un costante riconoscimento e filtro delle frodi. L’offerta di pre-bid targeting di Peer39 è disponibile con la DSP di Sizmek, insieme a molte altre funzionalità, e la verifica del reporting è accessibile indipendentemente dalla tipologia di adv utilizzata, che sia video o display. La soluzione dimostra ancora di più il nostro commitment nell’aiutare le agenzie e i brand mostrando quali siano i benefici di utilizzare una piattaforma unica che riesce ad avere una visione completa dell’intero media plan».

La nuova soluzione AI-driven per individuare e filtrare le frodi è disponibile per display, video e mobile; offre un migliore reporting post-buy e una viewability ampliata, dati di verifica e di performance sui parametri del pre-bid targeting. Dati utilizzabili per aggiustare i parametri di targettizzazione, per proteggere il brand e migliorare la performance.

Grazie alla sua esperienza Sizmek è in grado di identificare i nuovi metodi messi a punto dai truffatori per agire in maniera illecita nello scenario digitale. Secondo un recente report di Juniper Research, si stima che i pubblicitari quest’anno perderanno 19 miliardi di dollari a causa di attività fraudolente, indicativamente 51 milioni al giorno. Con la crescente complessità delle frodi, Peer39 usa l’intelligenza artificiale per studiare le caratteristiche delle frodi domain-based ed è in grado di costruire un modello analizzando i dati degli utenti e della sessione in corso, per individuare le frodi post-buy. La soluzione individua i bot e i comportamenti automatici, gli URL e gli eventi falsi, i malware e le attività sospette.

La dashboard di verifica potenziata e il report dell’offering sono disponibili a livello globale.

Programmatic buying: Sizmek annuncia nuove soluzioni per le Advanced TV

Novità da Sizmek: al Dmexco, la piattaforma indipendente per l’acquisto di pubblicità online ha presentato un nuovo progetto dedicato alle Advanced TV, che prevede il lancio a fine anno di una soluzione integrata per tv lineari, addressable e connesse (più info a questo link).

Grazie a questo sviluppo, gli investitori non solo avranno accesso con la piattaforma Sizmek all’inventory delle tv lineari, addressable, e connesse, ma saranno in grado di applicare alla tv gli insight forniti dall’intelligenza artificiale, al momento utilizzati per il digital advertising, per poter ottenere una targettizzazione, una reach e una frequenza costanti per tutta la campagna.

Unendo dati, media e creatività all’intelligenza artificiale, Sizmek permetterà quindi alle agenzie e ai marketer di veicolare la conoscenza dei brand in modo controllato e efficace sia in tv che online.

«Un feedback costante da parte delle agenzie è che avere reach e frequenza adeguate, mentre si fa un utilizzo efficiente dei media, è una delle maggiori sfide che si trovano ad affrontare», afferma Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek. «L’audience si sta spostando dalla tv lineare verso le addressable tv, le tv connesse e gli Ott. Questa frammentazione è una sfida che stiamo cercando di risolvere. La nostra capacità di utilizzare gli insight derivanti dalla pubblicità online e applicarli alle advanced tv ci permette di offrire la miglior soluzione possibile a marketer e agenzie”.

Lo scorso mese, Sizmek ha annunciato il rilascio di una nuova versione della sua DSP potenziata dall’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di offrire ai pubblicitari e alle agenzie una piattaforma di programmatic buy-side sempre più efficace ed efficiente. Questo nuovo annuncio rappresenta un ulteriore passo in avanti nello sforzo di unire dati, media e creatività attraverso tutti i canali digitali, incluse le advanced tv.

eMarketer ha stimato che quest’anno negli Stati Uniti ci saranno 182,6 milioni di utenti con una tv connessa, l’8,1% in più rispetto al 2017, il che significa il 55% della popolazione, oppure il 71,6% di tutte le famiglie guarderà programmi attraverso una tv connessa, una Smart tv o attraverso piattaforme Ott come Netflix o Amazon Prime.

Gli advertiser stanno già investendo nelle Advanced TV, ma sono anche impegnati a raggiungere quest’audience in costante crescita attraverso un approccio cross-channel. In questo senso, spiega Sizmek, un limite è che le soluzioni attuali per acquistare spazi pubblicitari in televisione richiedono il coinvolgimento di molteplici vendor, con la difficoltà di dover combinare dati e inventory differenti per la televisione lineare e per ogni tipologia di advanced tv. Il risultato è spesso una over delivery nei confronti del target a causa dell’incapacità di ottimizzare la reach e la frequenza.

Lavorando con i dati e con partner provenienti dall’intero panorama delle advanced tv (come Telaria, Spotx e Freewheel) e utilizzando l’intelligenza artificiale per colmare il divario tra loro, Sizmek offre una soluzione unica per i buyer per attivare e ottimizzare le campagne televisive all’interno di un vasto pool di inventory integrate.

Il 38% delle aziende ammette di aver pubblicato annunci su siti non sicuri

Cambiano le priorità dei marketer, che sempre più considerano brand safety e sicurezza prioritarie per il loro business. E’ quanto rivela una nuova ricerca di Sizmek, secondo cui il 39% dei marketer non dispone di soluzioni di sicurezza di terze parti e quasi il 90% prevede di aumentare gli sforzi in questo ambito nei prossimi 12 mesi.

La ricerca di Sizmek ha messo in evidenza il livello di preoccupazione dei marketer riguardo alla sicurezza, visto che ben il 38% ha ammesso di aver pubblicato un annuncio pubblicitario su una pagina web dannosa o insicura. Lo studio, che è stato svolto intervistando oltre 500 marketer di brand in Europa e negli Stati Uniti, ha anche mostrato che solo il 61% di essi ha attualmente una soluzione di sicurezza di terze parti o un partner di sicurezza per la propria campagna digitale.

Tre, in particolare, le barriere alla brand safety. Innanzitutto, trovare la giusta soluzione: i marketer sono impegnati a capire come garantire in modo efficace la brand safety, il 64% afferma che non sia semplice implementare una soluzione efficace di sicurezza e il 57% sostiene che la propria soluzione attuale sia troppo costosa.

Inoltre, l’impatto sulle performance. Il 64% degli intervistati ha dichiarato che garantire la sicurezza del marchio nelle campagne ha un impatto negativo sulle prestazioni di tali contenuti, e il 71% ha difficoltà a raggiungere l’obiettivo fornendo il giusto contenuto al giusto pubblico.

Infine, le conseguenze della normativa sulla privacy dei consumatori. Il 77% degli operatori di mercato prevede che le normative sui dati, come la GDPR europea, renderà sempre più difficile raggiungere il pubblico utilizzando dati di terzi; ciò significa che un targeting contestuale avanzato diventerà essenziale per creare nuovi tipi di pubblico.

Allo stesso tempo, lo studio individua quelle che sono le nuove priorità per i marketer su questo tema.

Per prima cosa, l’individuazione dei giusti partner. Il 62% degli intervistati ammette che il panorama dei media digitali è diventato troppo complesso ed è, quindi, chiaro che gli operatori di marketing sono alla ricerca di relazioni più efficienti e trasparenti con i vendor ad tech. In particolare:

  • il 64% vede come una priorità ridurre il numero di fornitori nella propria supply chain
  • il 76% vuole dare la priorità ad avere maggiore trasparenza nella digital display inventory
  • il 63% concorda nel dire che i “walled garden” non offrono sufficiente trasparenza nelle inventory

Secondariamente, assumersi le proprie responsabilità. Quando si vuole definire chi sia responsabile della brand safety, il 38% dei marketer afferma che lo è il brand stesso, mentre solo il 24% sostiene che riguardi anche i fornitori di DSP e altri fornitori ad tech.

Infine, investire nella brand safety. L’80% dei marketer afferma che raggiungere sia l’audience che il target contestuale su scala è o critico o una priorità per il prossimo anno. Tra questi marketer, il 78% prevede di migliorare le proprie capacità di targeting contestuale nello stesso periodo.

«L’ecosistema dei media digitali è complesso e frammentato, quindi non sorprende che gli esperti di marketing stiano dando priorità all’efficienza e alla trasparenza dei propri partner – ha dichiarato Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek -. Questi risultati del sondaggio confermano ciò che abbiamo sentito dai nostri clienti riguardo alla semplificazione della supply chain e alle sfide che devono affrontare per la sicurezza del marchio e un panorama di fornitori sempre più complicato. I risultati rafforzano anche la nostra strategia di piena trasparenza e controllo; diamo ai marketer una chiara visione del processo di acquisto dei media e degli strumenti per agire».

Questa nuova ricerca di Sizmek è la prima di una serie di tre rapporti incentrati sulle sfide che i marketer si trovano ad affrontare nell’attuale panorama digitale.

Non lasciate che i vostri dati marketing finiscano in un vicolo cieco

In un mondo basato sui dati, i responsabili aziendali sono ben consapevoli del ruolo cruciale che la conoscenza dei clienti svolge nel guidare attività commerciali o di marketing di successo. Ma quando si tratta di utilizzare questi dati per impostare le strategie e garantire il successo aziendale, sia a breve che a lungo termine, molte aziende non sanno davvero come leggerli per utilizzarli in maniera corretta.

Pianificando una parte significativa della loro spesa pubblicitaria su walled garden come Facebook e Google – il 2017 ha visto i giganti digitali attrarre l’85% di tutta la spesa pubblicitaria onlinei marchi non stanno semplicemente investendo denaro, ma stanno cedendo il controllo dei loro dati.

Questa fiducia incondizionata che i brand hanno nei walled garden e nel fatto che riescano a ottenere risultati comporta che, per troppi brand, non ci sia un ritorno da tutti i dati che hanno a disposizione e che, una volta terminata la campagna pubblicitaria, manchino insight, output e risultati.

Solo attraverso un approccio trasparente rispetto a quali dati vengono utilizzati, quanto viene speso e quali risultati vengono raggiunti, le aziende possono valutare accuratamente il successo della loro campagna pubblicitaria. Senza la condivisione aperta di dati e intuizioni, i marchi continueranno a trovarsi in una situazione di grave svantaggio, incapaci di conoscere i propri clienti e di costruire strategie efficaci a livello aziendale.

La trasparenza è fondamentale per l’engagement dei consumatori

Con il costante aumento dei canali digitali, il pubblico si sta frammentando sempre di più. Raggiungere i consumatori nel posto giusto, al momento giusto, con il contenuto giusto e nel contesto giusto non è un’impresa da poco.

Per affrontare questa sfida, gli inserzionisti cercano di creare esperienze pubblicitarie personalizzate in modo da costruire un engagement costante con i consumatori.

Eppure, le piattaforme su cui si concentrano prevalentemente gli annunci non sono in grado di fornire la trasparenza necessaria per uno scambio a doppio senso di informazioni di alta qualità. E senza questi dati, i brand si ritroveranno privi degli strumenti necessari per creare campagne che catturino l’attenzione dei consumatori.

La promessa di una reach più ampia non dovrebbe più essere sufficiente per giustificare spese eccessive all’interno di un walled garden. Questo è particolarmente vero se ci si ferma a pensare alla vasta gamma di inventory di spazi che esistono al di fuori di organizzazioni come Facebook e Google, dove i brand possono comunicare e interagire con i clienti.

Abbattere i muri per un maggiore successo

Il mondo dei dati non deve spaventare. Una comprensione chiara e sensata da parte dei brand, su quali dati hanno a disposizione e su come possono utilizzarli per migliorare le campagne pubblicitarie e ampliare le strategie aziendali, non dovrebbe essere un obiettivo irraggiungibile.

Tuttavia, l’attuale panorama pubblicitario mostra una situazione in cui gli inserzionisti sono limitati a una conversazione a senso unico, in cui i walled garden prendono i dati dei consumatori, li utilizzano e non li condividono.

Come possono gli inserzionisti abbattere queste barriere e capitalizzare i dati a portata di mano per preparare la loro azienda al futuro?

Come possono garantire che i loro dati rientrino in loro possesso?

La risposta è utilizzando una piattaforma che ponga al centro la trasparenza.

Per agire in maniera corretta un inserzionista, deve cercare un’azienda tecnologica, non solo un’azienda media, che possa fungere da partner strategico. Questo partner dovrebbe essere in grado – e disposto – a fornire approfondimenti sui dati raccolti, per una maggiore comprensione da parte del cliente dei risultati che si stanno ottenendo dalla campagna in corso. I risultati devono essere condivisi, non nascosti.

Dopotutto, perché avere accesso a tutti questi dati se un partner non li utilizzerà in favore dell’inserzionista e dell’utente finale? Solo in questo modo si potrà ottenere un maggiore ritorno sugli investimenti pubblicitari. Lavorando in partnership, i clienti e i loro fornitori possono rendere più intelligenti i marketer o le agenzie e garantire che ogni campagna contribuisca ad una strategia utile per costruire un business più forte e di successo.

Sizmek lancia una nuova versione della sua DSP

Sizmek ha annunciato oggi una completa revisione della sua demand-side platform.

La nuova DSP presenta un’esperienza utente evoluta, fornendo ai clienti nuovi schermi e nuovi flussi di lavoro per una maggiore trasparenza, un maggior controllo e una maggiore efficienza nella gestione dei budget e della spesa per il programmatic.

Questi miglioramenti, spiega la nota, assicurano alle agenzie degli insight completi a seguito delle campagne pubblicitarie e permettono loro di identificare e ottimizzare le strategie media, avendo così un quadro più chiaro su cosa sta funzionando e cosa no, e aiuta a prendere le decisioni migliori in tempo reale. Grazie all’esperienza degli inserzionisti, l’usabilità è stata migliorata e le prospettive sono quelle di ottimizzare i tempi lavorativi con minori click e un ridotto tempo/valore.

La nuova DSP della società ad-tech, inoltre, fornisce alle agenzie un motore intuitivo di raccomandazione e ottimizzazione che migliora le prestazioni media. In passato, aziende e agenzie non apprezzavano l’approccio da “scatola nera” su cui sembravano basarsi intelligenza artificiale e machine learning, ed erano diffidenti per paura di perdere il controllo sul processo decisionale.

Tuttavia, Sizmek garantisce ai buyer il pieno controllo sull’esecuzione della campagna e sui tempi di utilizzo dell’intelligenza artificiale (ad esempio, esplicita quando la campagna è ottimizzata dall’intelligenza artificiale o vengono assegnati manualmente i budget tattici giornalieri). La DSP lavora sui dati con l’intento di scoprirne sempre di nuovi e trasforma la trasparenza in key learnings tramite report che mostrano quali caratteristiche abbiano contribuito al successo della campagna.

“Abbiamo ascoltato i feedback dei nostri clienti e abbiamo lavorato con loro mano nella mano per progettare la nuova DSP. Le agenzie vogliono più controllo ed efficienza e chiedono ai loro partner tecnologici un rafforzamento della loro value proposition”, ha dichiarato Mark Grether, CEO di Sizmek, “Inoltre, spesso nel nostro settore circola la convinzione errata che l’intelligenza artificiale possa sostituire le persone. La nostra DSP e i nostri prodotti mirano a consentire ai nostri clienti di prendere decisioni più ragionate e di differenziarsi sul mercato. Il nostro successo è radicato nel modo in cui mettiamo insieme dati, creatività e media, il tutto basato sull’Intelligenza Artificiale. La DSP di Sizmek incorpora tutte queste offerte in un’unica piattaforma”.

Sizmek tra le 10 aziende più innovative nel media & entertainment secondo Insights Success

Il business magazine Insight Success ha inserito la tech company Sizmek tra le 10 aziende più innovative del 2018 nel settore media ed entertainment, perché “combina un’eccellente esposizione pubblicitaria con una trasparenza impareggiabile“.

“Siamo felici di aver ricevuto questo riconoscimento, perché innovazione e l’essere di ispirazione per il mercato sono capisaldi della nostra azienda”, dichiara Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek. “Le nostre soluzioni integrate consentono di lavorare senza barriere o limitazioni con dati, creatività e media. Il nostro motore decisionale basato sull’intelligenza artificiale identifica, infatti, gli insight dei dati in 5 dimensioni chiave su cui garantiamo affidabilità e trasparenza: campagne, consumatori, contesto, creatività e costi”.

Dietro ogni annuncio pubblicitario che vediamo si nasconde un impegno enorme in termini di ricerca, pianificazione e impiego di risorse. Team di professionisti, assistiti da potenti sistemi di Intelligenza Artificiale (AI), contribuiscono alla sua creazione, decidendo strategia, tempistiche e delivery. Si tratta di investimenti sostanziosi in ambiente digitale, quindi soggetto a completa misurabilità: per questo gli inserzionisti richiedono una sempre maggiore visibilità su risultati che giustifichino le risorse economiche allocate.

Tuttavia, le compagnie che gestiscono gli investimenti nell’ambito della pubblicità digitale, sono sempre state riluttanti a condividere informazioni precise sul ROI delle campagne. Secondo Insight Success, Sizmek è un’azienda che sta rivoluzionando il settore con un approccio unico nel fornire servizi che combinano l’esposizione pubblicitaria mirata con la tanto richiesta trasparenza.

Parte di questo successo, sottolinea la società in una nota, è merito dell’impostazione data da Mark Grether, Ceo di Sizmek dal 2017. Il mandato di Mark è stato fin da subito caratterizzato da un forte cambiamento e infatti ha rinnovato la struttura dell’azienda per dare ai Country Manager, che meglio conoscono i propri mercati locali, il potere di prendere più decisioni, pur continuando a sentirsi parte di una grande multinazionale.

Un ultimo motivo alla base del successo di Sizmek, secondo Insight Success, è quello della capacità di anticipare il cambiamento per essere pronti ad affrontare al meglio il futuro.

Tra tante preoccupazioni, il GDPR è un’opportunità per tutti i settori: ecco perché

In questo periodo il GDPR è l’argomento più discusso in gran parte degli ambiti lavorativi. D’altra parte, considerata la natura e la portata di internet, sono pochi i settori che possono permettersi di non considerare le implicazioni del nuovo regolamento Europeo sui dati e sulla privacy.

Mesi di pianificazione, ricerche, revisioni e controlli delle policy dei dati hanno ormai toccato il culmine in quanto si è raggiunta e superata la data di entrata in vigore del GDPR. Tuttavia, non è ancora possibile capire cosa significherà per i marketer, come sarà interpretato dai regolatori e come reagiranno i consumatori.

La situazione di allarmismo include un’ampia gamma di contesti, soprattutto quelli relativi alle sanzioni finanziare che sono pari al 4% del fatturato annuo o 20 milioni di euro. Per essere più specifici nel settore adv, le voci che generano maggiori preoccupazioni sono quelle riguardanti la totale rimozione di targeted adv e la fine del programmatic. Ora, nonostante queste preoccupazioni, sono diversi i settori che non si sono preparati adeguatamente al nuovo regolamento, anche se l’Italia appare più preparata del Regno Unito. In UK infatti solo il 46% delle aziende ha realizzato un piano concreto e strutturato per assicurarsi di essere compliant con il nuovo regolamento, mentre da un sondaggio IDC emerge che in Italia oltre il 60% delle imprese sostiene di avere approntato uno specifico programma per essere conforme.

2018: l’anno del controllo e della trasparenza

Per il settore adv, la domanda di maggiore trasparenza e chiarezza su dove e perché vengono pubblicati gli annunci cresce di giorno in giorno. Ciò che il GDPR offre è un modo efficace per capire come i dati vengono utilizzati per fornire annunci che supportano i contenuti gratuiti. Con questa comprensione e trasparenza si ottiene un maggiore controllo su quali informazioni possono essere fornite o scambiate con contenuti gratuiti.

Il GDPR rappresenta una reale opportunità per ristabilire la fiducia ed educare i consumatori sull’importante ruolo che la tecnologia gioca nella loro vita quotidiana.

Costruire la fiducia tra marketer e consumatori

Il GDPR offre l’opportunità a marketer e brand di essere più aperti con i propri clienti su come utilizzano i loro dati e con quali altre organizzazioni li condividono. Il regolamento consente una migliore comprensione delle motivazioni alla base della raccolta e dell’utilizzo di dati e i brand devono ora informare gli utenti del motivo per cui intendono farlo. In molti casi, la ragione è quella di fornire contenuti migliori e più personalizzati, un’esperienza di livello superiore o di proporre offerte/servizi specifici e personalizzati.

Ma l’attenzione deve essere posta anche sui partner tecnologici con cui i marchi collaborano. Ora devono fornire dettagli sulle relazioni che intrattengono con altri fornitori e su come tali organizzazioni potrebbero utilizzare i dati raccolti, oltre a essere trasparenti riguardo alla loro diffusione. Tutto ciò costituisce un passo positivo verso la creazione di un clima di fiducia tra azienda e consumatore.

Guardando il lato migliore

Nonostante la preoccupazione e la mancanza di preparazione da parte di molte organizzazioni, il GDPR rappresenta anche un’opportunità. Mentre entriamo in un’era regolata dal GDPR, i marchi e gli editori devono ora concentrarsi sui benefici. Il GDPR consentirà ai marketer di operare in modo più efficiente e più rapido, poiché si occuperanno di dati più “puliti” e accurati e si confronteranno con i consumatori che effettivamente vogliono essere contattati da loro. Dopo tutto, che valore ha un database di un milione di persone se solo un quarto di questi contatti ha qualche affinità con un marchio? Questo regolamento costituirà la pietra miliare del mercato volta a promuovere una maggiore apertura e trasparenza e a costruire relazioni migliori e più autentiche con i clienti. Questo non può che essere positivo per le imprese che vi operano e per i consumatori che vogliono continuare a godere o a condividere importanti contenuti.

Sbirciare all’interno dei Walled Garden: perché la transparency crea vantaggi competitivi per tutti

Considerando l’utilizzo crescente di piattaforme online e digitali, non sorprende che i brand abbiano deciso di investire fortemente in questo settore, attuando importanti strategie di digital advertising. Negli ultimi anni è stata registrata una crescita di questi investimenti verso il programmatic: una tendenza che si conferma considerando che in Italia, nel 2018, si prevede una crescita del 20% del budget dell’adv display investito in programmatic, trainata dalla ricerca da parte di pubblicitari e i brand di massimizzare l’impatto, la reach e le conversioni della propria comunicazione.

Questo aumento della spesa è considerato come un passo avanti di rilievo per la digital advertising, ma il programmatic e il retargeting hanno sollevato la questione della trasparenza e la richiesta di avere maggiore chiarezza e controllo su come vengono spesi i soldi degli investimenti pubblicitari. Di seguito, un contributo inedito di su questo tema di Sizmek, una delle maggiori piattaforme indipendenti per l’acquisto di inventory digitale in programmatic.

L’impatto della tecnologia sulla trasparenza

Mentre altri settori, come per esempio quello sanitario, stanno già vedendo da tempo gli effetti positivi dell’intelligenza artificiale, il settore pubblicitario invece sta realizzando solo ora quanto sia importante l’intelligenza artificiale per indirizzare il messaggio alla persona giusta e per affrontare la sfida della transparency. I sistemi che implementano l’intelligenza artificiale mettono a disposizione dei pubblicitari più dati e di conseguenza più insight riguardo alla comunicazione che dovrà essere erogata, in quale momento e a quale consumatore.

La tecnologia può anche fornire dati maggiormente dettagliati sull’efficacia del budget investito. Questo rassicura i brand sul valore che stanno ottenendo dalla loro spesa pubblicitaria e stanno raggiungendo il numero ottimale di consumatori con la corretta comunicazione. Sono informazioni efficaci che possono essere usate per pianificare future campagne, attività marketing o anche strategie corporate.

Scoprendo il contenuto della scatola nera

Una cultura basata sulla segretezza genera solo una mancanza di fiducia tra agenzie, advertiser e provider di tecnologie pubblicitarie. Aprire la “scatola nera” di un sistema di adv per rivelare come funziona e come fornisce i risultati, aumenta la visibilità riguardo alla struttura dell’ecosistema pubblicitario, e mostra esattamente ciò che viene speso e fornisce importanti insight.

Scegliendo di lavorare con quello che viene definito un “walled garden” i brand e le agenzie media rischiano di perdersi delle informazioni vitali che possano essere fondamentali per prendere decisioni importanti. Per questo motivo Sizmek si impegna per avere con i suoi clienti una conversazione a doppio senso. “Dopotutto” afferma Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek “crediamo che non abbia senso ottenere, organizzare e implementare tutti questi dati se non possono essere usati per aiutare gli advertiser ad ottenere migliori risultati, imparando dai consumatori e creando delle strategie marketing efficaci.

Fiducia e trasparenza devono, dunque, diventare una norma nel settore. Senza questi due elementi i provider di tecnologia per la pubblicità rischiano danni alla loro reputazione, e danni anche a livello di risultati.

“Lo scopo finale per tutti deve essere quello di deliverare adv su larga scala alla persona giusta, nel momento perfetto e in un ambiente sicuro”, conclude Quaroni. “Il programmatic può aiutare i vendor a perseguire questo obiettivo e se mostrerà apertamente il suo modo di operare e la direzione verso cui vuole tendere, verrà ancora più apprezzato per i vantaggi dal punto di vista della personalizzazione e della rilevanza per i consumatori. Può essere quindi un approccio vincente per tutti”.