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GDPR, cosa è cambiato per il settore della pubblicità digitale

Quando è stato introdotto per la prima volta, il GDPR era considerato da molti nell’editoria, nei media e nella pubblicità come una rivoluzione normativa. Ari Levenfeld, Chief Privacy Officer di Sizmek, fa il punto a quasi nove mesi dall’introduzione di un regolamento che ha certamente cambiato il modo in cui i brand accedono, gestiscono e conservano i dati dei loro consumatori.

Mentre le aziende si sono affrettate a diventare compliant al GDPR, resta da valutare la vera portata del regolamento. Le autorità di controllo hanno infatti appena iniziato a sanzionare in maniera rilevante nell’era post-GDPR. Per questo motivo, i marchi e gli inserzionisti continuano ad affrontare le sfide che si presentano con la complessità che il GDPR ha aggiunto a un panorama mediatico già difficile.

GDPR: un cambio di modello per l’adv digitale

L’essenza della pubblicità sta nel creare un collegamento con il pubblico, con i potenziali clienti. Con l’esplosione dei media online e delle piattaforme digitali, i marketer si sono trovati di fronte ad un numero infinito di modalità percorribili per raggiungere i clienti, utilizzando principalmente un piano strategico di programmatic advertising. La programmazione è guidata dall’accesso aperto e senza restrizioni ai dati degli utenti, ma con il suo arrivo il GDPR ha imposto regole che hanno interrotto questo flusso costante di dati per i marketer non solo in Europa, ma in tutto il mondo. Tuttavia, mentre da un lato molti si sono lamentati subito delle nuove restrizioni sui dati, dall’altro la normativa ha portato con sé grandi cambiamenti nell’approccio dei brand rispetto ai processi di elaborazione dei dati e un livello di trasparenza completamente nuovo, cosa che può essere considerata solo in maniera positiva per quanto riguarda il settore.

Le cinque fasi delle preoccupazioni legate al GDPR

È interessante notare come le preoccupazioni legate al GDPR si siano susseguite in cinque fasi e siano una rappresentazione appropriata di come il settore abbia reagito a questa nuova regolamentazione. In una prima fase, c’erano molte voci sulla reale necessità di introduzione del regolamento e un’idea diffusa che non avrebbe provocato disagi. In realtà, una ricerca di IBM dello scorso maggio aveva rilevato che solo il 36% delle imprese avrebbe rispettato la scadenza, un chiaro segnale che le imprese avevano scelto di ignorarne l’esistenza fino all’ultimo minuto.

Le persone hanno così messo in discussione il suo impatto e si è arrivati molto rapidamente alle fasi due e tre: rabbia e contrattazione. La rabbia ha generalmente avuto vita breve, ma la contrattazione è stata una fase più intensa: molti brand hanno discusso esattamente ciò che il regolamento avrebbe significato per loro. Ad esempio, cosa significa “consenso” e dove risiede la responsabilità per i dati dei consumatori nella supply chain dei media.

Fortunatamente, non sono stati rilevati particolari segnali di crisi all’interno del settore, ma nelle ultime due fasi si è passati attraverso un’accettazione della situazione e un cambiamento di prospettiva. Molti hanno rapidamente riconosciuto gli aspetti positivi che il GDPR avrebbe portato, dal rafforzamento delle relazioni con i clienti esistenti alla possibilità di mettere in primo piano contenuti creativi di alta qualità nelle campagne pubblicitarie.

GDPR significa annunci più intelligenti e mirati

Mentre ci avviciniamo all’anniversario del primo anno dall’introduzione del GDPR, si può certamente notare l’impatto che ha avuto sul panorama della pubblicità digitale: ha cambiato il modo in cui gli inserzionisti interagiscono con il pubblico e ha dato ai brand la possibilità di difendere e promuovere un processo di elaborazione dei dati molto più affidabile, sicuro e trasparente.

I brand che hanno messo a disposizione le risorse e gli sforzi per stabilire una base giuridica per elaborare i dati dei loro clienti sono quelli che ne stanno raccogliendo i benefici. Una strategia di programmatic advertising efficace dipende dai dati, tuttavia, con un maggiore controllo e responsabilità su tutta la linea forniti dal GDPR, i brand stanno attingendo ai dati che contano. Questo significa che possono dipingere un quadro più accurato dei loro clienti e creare messaggi di marketing efficaci e coinvolgenti.

Il futuro porterà solo più regolamenti, è necessario prepararsi ora

Poiché il 2019 promette di portare solo una maggiore complessità sotto forma di regolamenti imminenti (ad esempio il Regolamento ePrivacy), e mentre tutti sono in attesa dell’esito delle azioni di applicazione della legge da parte delle autorità di regolamentazione, è fondamentale che i brand continuino a concentrarsi sul corretto approccio GDPR. Se il 2018 è stato l’anno della trasparenza, possiamo certamente aspettarci che questa attenzione nel 2019 si intensificherà ancora di più.

Enrico Quaroni entra in Fanplayr come VP of Global Sales

Enrico Quaroni entra in Fanplayr, società nata a Palo Alto che offre a chi opera nell’e-commerce una tecnologia di behavioral marketing. Con il ruolo di VP of Global Sales, Quaroni, dalla sede di Milano, si occuperà delle vendite di Fanplayr a livello globale per i mercati europeo, statunitense, Apac e LatAm con l’obiettivo di permettere una rapida scalabità del business.

“Ho colto con entusiasmo questa nuova sfida a livello internazionale – afferma Enrico Quaroni -. Avrò il compito di ampliare il mercato non solo in Italia e in Europa ma anche negli Stati Uniti e in Asia. Abbiamo obiettivi di business molto ambiziosi che porteranno anche a una crescita dell’organico dell’azienda”.

Più nel dettaglio, la missione di Fanplayr è di rendere azionabili in modo efficace e misurabile i dati comportamentali degli utenti online. La società offre soluzioni di segmentazione in real time e aiuta i propri clienti a personalizzare le relazioni con i propri utenti rendendo unica ogni sessione. La tecnologia sviluppata dall’azienda, che ha già raccolto più di 8 milioni di dollari di finanziamenti, migliora il tasso di conversione dei siti dei propri clienti aumentando le performance di tutte le fonti di traffico sia a pagamento che organiche, sia in modalità managed che in modalità self-service. Per questa ragione, Fanplayr si propone come strumento ideale per agenzie media e clienti diretti in ambito travel, telecomunicazioni, automotive, fashion, retail, finance, insurance, energy utility ed electronic retail.

Enrico Quaroni proviene da Sizmek, dove ricopriva la carica di Managing Director Italy (ruolo che ora è stato assunto da Alessandro Stoppa). In precedenza è stato Managing Director Italy, Spain and Mena Region di Rocket Fuel, azienda dove è entrato nel 2013 e di cui ha fatto crescere la sede italiana da start up promettente ad azienda consolidata.

Prima di entrare in Rocket Fuel ha lavorato in myThings, azienda che si occupa di tecnologie di retargeting personalizzato, come Sales Director, e prima ancora in D.A.G. Communication, agenzia di ufficio stampa e digital PR, ricoprendo il ruolo di Sales Manager. Nel 2006 ha fondato l’agenzia di comunicazione Equam, occupandosi dello sviluppo di progetti di comunicazione sui media online e offline.

Alessandro Stoppa nuovo Managing Director per l’Italia di Sizmek

Alessandro Stoppa è stato nominato Manager Director per l’Italia di Sizmek. Stoppa, già sales director di Sizmek, prende il posto di Enrico Quaroni, che ha lasciato il suo incarico per intraprendere una nuova avventura professionale.

Nella sua nuova posizione, Stoppa sarà responsabile di tutte le attività e della strategia di business in Italia, guidando un team, si legge nella nota, che negli ultimi anni ha registrato una forte crescita sia in termini di competenze acquisite sul campo sia di successi per l’acquisizione di nuovi clienti.

“Alessandro porta un contributo importante in termini di strategia, creatività e professionalità nel suo nuovo ruolo di Managing Director per l’Italia”, ha dichiarato l’Head of Commercial Strategy EMEA, Neil Joyce, “Sono fiducioso che la sua leadership porterà il nostro team italiano a livelli di successo ancora maggiori e continuerà ad aiutare i nostri clienti a crescere”.

Entrato nel 2013 come responsabile vendite in Sizmek, Stoppa ha ricoperto posizioni di crescente responsabilità durante il suo mandato. È stato responsabile del rafforzamento e dello sviluppo delle relazioni con i clienti e della supervisione dei media center. È diventato Sales Director di Sizmek Italia, gestendo le vendite di tutta l’offerta. Inoltre, è stato anche responsabile della gestione diretta del team sales nel nostro Paese, raggiungendo obiettivi sfidanti e lavorando per rafforzare la presenza della struttura sul territorio, concentrandosi principalmente sui servizi della Demand-Side Platform e di Ad Server, due canali chiave dell’offerta dell’azienda.

“Sono entusiasta di assumere questo nuovo ruolo”, ha commentato Stoppa. “Sono convinto che Sizmek avrà un ruolo sempre più importante nel futuro della pubblicità digitale. Sono orgoglioso di far parte di Sizmek in questo momento storico in cui l’azienda è posizionata per offrire ciò che le agenzie e i brand vogliono maggiormente: trasparenza, flessibilità, creatività e una maggiore fiducia nel controllo dei propri dati”.

Stoppa, 38 anni, laureato all’Università Bocconi di Milano, ha maturato un’importante esperienza in Facebook, dove da ottobre 2010 fino a settembre 2013 è stato Client Partner nell’area Global Marketing Solutions. Precedentemente ha lavorato come corporate account in SAP, BMC Software e Dell.

Dal pre bid targeting al post buy verification: cosa c’è da sapere

Internet ci connette e ci unisce ai nostri contatti: in un nanosecondo possiamo condividere i nostri pensieri, idee e fotografie con un numero infinito di persone. Questa velocità ci permette di essere aggiornati sulle ultime e più importanti mode del momento, ma quando si tratta di marketing e di messaging nel programmatic, la fretta eccessiva può creare enormi problemi. Le insidie comuni del programmatic includono ad fraud, inventory non sicure e contesti editoriali inappropriati. Di conseguenza, gli inserzionisti devono essere vigili più che mai nel proteggere i loro brand e gli investimenti dai rischi a breve e lungo termine.

Fortunatamente, l’avvento dell’AI ha mitigato alcuni di questi rischi, attraverso la creazione di un sofisticato pre-bid targeting, e soluzioni di verification reporting post-buy focalizzate sulla brand safety, fraud detection e prevenzione. Prima di considerare un investimento del genere, è importante fare un po’ di ricerche. Per prima cosa, bisogna stabilire la priorità degli obiettivi: sicurezza, protezione dalle truffe, contextual targeting, viewability o una dashboard completamente trasparente? Separare le funzioni indispensabili da quelle che non lo sono renderà la valutazione più gestibile.

La detection è protezione

Pur essendo ogni brand unico, esistono specifici argomenti chiave che la maggior parte dei pubblicitari considera dannosi, come crimini, terrorismo e droga. Al di là di questi argomenti considerati negativi da tutti, le specifiche della brand safety sono fortemente influenzate dalla categoria di appartenenza del brand. Quando si valutano soluzioni di sicurezza pre-bid, bisogna essere sicuri che fermino non solo le categorie normalmente inserite per la sicurezza dei brand, ma anche che vadano oltre inserendo quello che va aggiunto in funzione della categoria di appartenenza, che includa anche i target verticali e permetta di creare categorie di sicurezza per il cliente, garantendo personalizzazione e una protezione extra.

F come fraud protection

La brand safety è un tema di importanza cruciale, ma è fondamentale anche la fraud protection. I truffatori utilizzano metodi sempre più sofisticati per adescare e frodare i brand. Quando si sceglie un provider per proteggere gli investimenti media, non basta stare semplicemente al passo con le richieste del mercato. Per prevenire efficacemente le truffe, bisogna giocare d’anticipo.

Il contesto è sovrano

Il targeting contestuale può essere un ottimo modo per raggiungere il pubblico desiderato, senza temere le normative sulla privacy come GDPR, data collection e opt-in. Può essere anche una via efficace per ottenere una crescita esponenziale, spesso meno costosa di un fornitore di dati di terze parti. Quando si guardano le offerte contextual, una cosa importante è come viene raggiunto il targeting: usano un approccio semantico/olistico? Oppure la loro soluzione dipende unicamente dalle parole chiave? Il targeting basato sulle parole chiave spesso pecca in accuratezza e può condurre a un ad placement irrilevante o potenzialmente pericoloso.

Nella lingua italiana, una parola può avere tanti significati. È perciò essenziale utilizzare un targeting contestuale olistico (e non solo delle parole chiave). Prendiamo la parola “diamante”. Se contiamo solo sulle parole chiave e non indaghiamo la semantica in profondità, una pubblicità per un anello di fidanzamento con un solitario di 2 carati potrebbe finire su una pagina che promuove una esposizione sulla storia architettonica degli stadi di baseball. Pur essendo importante creare una reazione emotiva, l’esperienza giusta di targeting contestuale può fare la differenza.

L’importanza del post-buy

Abbiamo parlato in maniera approfondita delle possibilità del targeting pre-bid; consideriamo adesso il post-buy verification reporting. La “verifica” è utilizzata per descrivere sia i processi che gli strumenti impiegati per assicurare che il media plan venga eseguito come si voleva. La verifica permette di identificare problemi potenziali o esistenti e come apportare modifiche nel set up di una campagna per dare impulso alla performance. Serve un provider che possa aiutarti a vedere la portata dell’attività post-buy, che permetta di vedere l’intero media plan in tutti i canali nello stesso posto, e che offra un reporting completamente trasparente e con dettagli approfonditi.

Qual è la reale importanza delle view-through conversion?

È da oltre cento anni, almeno da quando il pioniere dell’adv Elias St. Elmo Lewis ha divulgato la nozione di marketing funnel, che i marketer stanno cercando di determinare il valore dell’esposizione dell’upper funnel sulle effettive conversioni.

Negli anni più recenti Google ha fatto sicuramente una parte sostanziosa del lavoro focalizzando l’attenzione sul modello di attribuzione dell’ultimo click che, considerata l’abitudine degli utenti di fare ricerche quando navigano in rete, va chiaramente a beneficio dei motori di ricerca. Questo solleva una domanda: quanto credito dovrebbero attribuire i marketer alle precedenti dinamiche pubblicitarie che hanno contribuito ad insegnare al consumatore cosa digitare nella stringa di ricerca di Google?

Per rispondere occorre digitare view-through conversion (VTC). Le view-through conversion si riferiscono alle impression generate dopo che i consumatori hanno visualizzato un annuncio, ma non hanno cliccato direttamente per arrivare alla destinazione finale. I marketer dovrebbero ignorare del tutto questa dinamica? Naturalmente no.

A peggiorare le cose, molti marketer sono preoccupati che le view-through conversion non abbiano un nesso causale diretto con le conversioni, eppure, quasi tutti i marketer credono nel branding e nel suo conseguente impatto sulle vendite finali. È proprio uno dei principali vantaggi della pubblicità digitale rispetto ai vecchi mezzi di stampa e di trasmissione, ovvero la capacità di misurare con maggiore precisione l’esposizione e la successione degli eventi. La domanda rimane sempre la stessa: quanto credito dovrebbe dare un marketer intelligente agli sforzi di marketing precedenti, e quali misure dovrebbero essere prese per correggere ripetizioni o i doppi conteggi?

I marketer in genere utilizzano due tecniche per rispondere a questa domanda. La prima consiste nell’utilizzare l’attribuzione multi-touch (MTA) per identificare le esposizioni (o “click”) precedenti all’interno di una stretta finestra temporale associata alle conversioni. La maggior parte dei modelli di attribuzione multi-touch utilizza l’analisi dello slot temporale, dando maggior peso alle esposizioni più recenti rispetto alle esposizioni più distanti all’interno della finestra temporale considerata. La finestra temporale però ha dinamiche molto legate al settore, in quanto i consumatori possono essere influenzati dalla pubblicità per settimane prima di acquisti importanti, come il rifinanziamento di un mutuo o l’acquisto di un’auto, ma solo pochi minuti prima di ordinare una pizza.

La seconda tecnica spesso applicata dai marketer è il test A/B, in cui il tasso di conversione di un gruppo di controllo non esposto ad alcuna pubblicità all’interno di una determinata finestra temporale viene confrontato con il tasso di conversione del gruppo esposto.

Comprendendo meglio il customer journey e il relativo peso dell’esposizione alle metriche più efficaci, i marketer possono allocare in modo più efficace la spesa media. Negli ultimi anni i marketer sono diventati più consapevoli delle dinamiche di esposizione alle metriche giuste, passando da un’analisi orientata al prodotto ad un’analisi più ampia delle dinamiche del settore. Ad esempio: invece di guardare quale attività di marketing abbia effettivamente spinto il consumatore all’acquisto di una nuova berlina, i marketer stanno iniziando a guardare a una più generale panoramica di quale siano le attività che hanno portato all’acquisto di nuove berline per il pubblico familiare, per chi viaggia da solo o per gli automobilisti che usano i car service on-demand.

Man mano che i marketer stanno utilizzando sempre di più i “big data” per la pianificazione media e l’analisi, stanno anche iniziando a spostare più budget da modelli dell'”ultimo click” per riequilibrare le spese tra tutte le tipologie di investimento.

Ora che per i marketer è più conveniente analizzare ciò che effettivamente viene generato dalla loro campagna, si sta assistendo ad un miglioramento del ROI in quanto si stanno spostando dalle dinamiche di investimento su media mix di alto livello, per oltrepassare il modello semplicistico dell’attribuzione all’ultimo click e scegliere soluzioni più accurate di attribuzione multi-click che forniscono informazioni adeguate e coerenti sulle dozzine di touch point durante il costumer journey degli utenti. L’accesso a questi dati in maniera trasparente aiuta i marketer a prendere le decisioni più sensate molto tempo prima di quanto succedeva in precedenza.

Sizmek: Patrick Bevilacqua è il nuovo Head of Global Customer Success Group

Sizmek ha annunciato la nomina di Patrick Bevilacqua a Head of Global Customer Success Group. Bevilacqua sarà responsabile della supervisione globale della divisione Customer Success dell’azienda, con particolare attenzione al rafforzamento del lavoro svolto dei team di ad serving, Dsp e Dmp di Sizmek.

“Sono entusiasta che Patrick sia entrato a far parte di Sizmek – ha dichiarato Mark Grether, Chief Executive Officer. – La nostra azienda punta ad acquisire sempre nuovi talenti, le menti più brillanti del settore. Il suo background lavorativo all’interno di alcune delle più note holding pubblicitarie ci permette di garantire ai nostri clienti il servizio migliore in ogni fase del processo”.

Bevilacqua arriva in Sizmek dall’agenzia MDC Media Partners Assembly, dove ha ricoperto il ruolo di Senior Vice President of Programmatic and Data Strategy. In Assembly, è stato responsabile dell’ideazione e della gestione del team di programmatic buying e durante il suo mandato, Assembly è stata nominata Audience Based Buying & Programmatic Agency dell’anno da Gabbcon nel 2017.

Inoltre, è stato anche nominato Agency Executive of the Year per i suoi sforzi per far sì che Assembly diventasse la prima agenzia programmatic completamente trasparente. Prima di Assembly, Bevilacqua ha ricoperto il ruolo di Senior Vice President of Trading & Operations for the Americas in Xaxis, dove ha avuto la piena supervisione dei team di programmatic buying e dei team di ad operations negli Stati Uniti, Canada e Latam. Bevilacqua ha inoltre ricoperto diversi ruoli di crescente responsabilità presso Operative (ora SintecMedia) e DigitasLBi.

“Considerando che dati, creatività e media devono fondersi insieme per assicurare prestazioni ottimali alle campagne, Sizmek è perfettamente posizionata per essere la migliore soluzione trasparente del settore e un’alternativa ai walled garden” – afferma Bevilacqua – “Sono entusiasta di contribuire a guidare i nostri team con l’obiettivo di fornire servizi premium e nuovi strumenti al mercato, consentendo ai marchi di avere una visione completa della loro supply chain di marketing digitale”.

La nomina di Bevilacqua è solo l’ultima in termini di tempo nel team Sizmek. Nel corso dell’anno, l’azienda ha aumentato il suo organico globale con oltre 200 nuove assunzioni, riflettendo la forte pipeline sales e l’innovativa roadmap di prodotto.

Black Friday, i dati di Sizmek: due brand su cinque fanno pubblicità online dedicate

Nato negli Stati Uniti, dal 2005 il Black Friday si conferma ogni anno la giornata più importante per i rivenditori americani e, da qualche anno, ormai anche in Italia gli sconti per il Black Friday sono presenti ovunque, dai piccoli negozi online ai grandi retail, dall’elettronica di consumo all’abbigliamento, dalle compagnie aeree a ai siti di viaggio. Lo scorso anno dai dati di Confesercenti è emerso che erano quattordici milioni gli italiani ai nastri di partenza del venerdì nero per una spesa totale di 1 miliardo e mezzo di euro.

Il grande impatto che questa giornata ha sui rivenditori online e i siti di retail e shopping è messa in evidenza dai dati di Sizmek, tra le maggiori piattaforme di buy-side advertising indipendenti al mondo, dai quali risulta che più di due clienti su cinque ha pianificato un budget e delle offerte ad-hoc per i giorni che vanno dal Black Friday al Cyber Monday, partendo mediamente due giorni prima del “venerdì nero”.

Non solo offerte dedicate, ma anche un investimento economico che è mediamente il 20% più alto di quanto pianificato in un mese, tutto concentrato in pochi giorni e con messaggi pubblicitari molto specifici. Un investimento che porta a un aumento delle vendite online pari al 25% in pochi giorni.

Ma se sulla carta l’opportunità di beneficiare di questo picco di vendite è imperdibile, i commercianti possono trovarsi in imbarazzo quando si tratta di prevedere e sfruttare al meglio il comportamento degli utenti. Secondo Sizmek, un ruolo chiave può essere svolto da un utilizzo efficace dei dati a disposizione.

“Il progresso tecnologico – e in particolare l’intelligenza artificiale – sta dando vita a un nuovo scenario, completamente diverso dall’immagine di folle di clienti scatenati che si aggirano per la città saccheggiando i negozi. Per la prima volta, l’intelligenza artificiale consente di prevedere il potenziale di ogni momento del customer journey degli utenti, permettendo ai rivenditori di usare l’elevata quantità di dati di cui sono in possesso per consegnare pubblicità e offerte rilevanti in grado di portare le persone all’acquisto, senza dover uscire di casa”, commenta Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek.

La crescita dell’adv digitale ha danneggiato la qualità creativa? I dati di uno studio Sizmek

Una delle principali sfide che oggi i marketer si trovano ad affrontare è quella di bilanciare l’innovazione tecnologica con la creatività. Lo conferma una ricerca di Sizmek, che ha coinvolto oltre 500 brand marketer tra Europa e Stati Uniti, indagando le opinioni dei professionisti sul connubio tra ad tech e creatività.

Secondo lo studio, due terzi degli intervistati (67%) è convinto che la qualità della creatività delle campagne abbia risentito della crescita dell’adv digitale. Analizzando più nel dettaglio il potenziale impatto tecnologico, lo studio ha rilevato che il 91% dei marketer, per raggiungere gli obiettivi di brand, ha come priorità per il prossimo anno quella di rendere le campagne maggiormente engaging. Quando viene considerato l’impatto dell’Intelligenza Artificiale l’84% ha affermato che la tecnologia è inutile se non c’è il giusto input creativo; i dati da soli non sono sufficienti per supportare i marketer. È sempre il 91% a considerare creatività e utilizzo dei dati di pari importanza per una campagna digitale.

Sottolineando ulteriormente quanto i dati siano importanti, la netta maggioranza delle persone coinvolte considera il GDPR come un’introduzione necessaria in relazione alla qualità della creatività. Quasi otto intervistati su dieci (79%) hanno infatti affermato che la qualità della creatività sta diventando ancora più importante con l’introduzione del nuovo regolamento, nonostante la forte attenzione dell’industria ai dati e alle preoccupazioni per la privacy.

«La crescita esplosiva del digital marketing ha generato un’opportunità significativa per realizzare esperienze più targettizzate e personalizzate per i brand e per i loro clienti, con campagne più creative e concept perfezionati per la loro audience – afferma Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek -. Esiste ormai un’ampia gamma di competenze tecnologiche che aiutano i brand a raggiungere i loro obiettivi. Combinando dati, media e creatività e fondando solide basi sull’intelligenza artificiale, i brand sono sempre più in grado di fare campagne che soddisfano le loro aspirazioni».

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Enrico Quaroni

Sizmek, oltre il 30% dei clienti ha già adottato la nuova Advertising Suite

Oltre il 30% dei clienti di Sizmek è già passato alla nuova DSP Sizmek Advertising Suite, e anche i restanti prevedono di farlo nei prossimi mesi.

E’ quanto ha annunciato lunedì la piattaforma pubblicitaria “buy side” guidata in Italia da Enrico Quaroni. La nuova Advertising Suite, lanciata ufficialmente a inizio agosto, è stata progettata per assicurare ai clienti il massimo livello di efficienza, velocità e controllo, ottimizzando i carichi di lavoro.

“Attraverso una singola piattaforma, Sizmek fornisce alle agenzie e ai brand la migliore alternativa indipendente che unisce dati, creatività e media, tutto potenziato dall’intelligenza artificiale. Sizmek Advertising Suite apre a nuove possibilità rendendo le sue soluzioni di DSP, DMP, verification e creatività accessibili con un singolo login e flussi di lavoro integrati”, ha commentato Volker Hatz, Chief Data Officer di Sizmek.

Nel frattempo, Sizmek continua nel proprio impegno a fornire alle agenzie e agli inserzionisti un resoconto indipendente e neutrale delle loro attività di marketing in conformità con il Media Ratings Council (MRC), l’ente americano che garantisce che i servizi di misurazione dell’audience siano validi, affidabili ed efficaci.

“Ad oggi, Sizmek ha ricevuto l’accreditamento da parte dell’MRC per molteplici metriche, incluse le impression served e viewable su display e video, i click, e alcune metriche audience based” ha dichiarato il Ceo di Sizmek Mark Grether. “Siamo entusiasti di essere nelle fasi finali del processo per ottenere l’accreditamento della Sizmek Advertising Suite, inoltre abbiamo anche iniziato il procedimento per ottenere ulteriori riconoscimenti per il SIVT (Sophisticated Invalid Traffic), offrendo ai nostri clienti una maggiore trasparenza e gli strumenti necessari per comprendere meglio e agire contro qualsiasi possibile esposizione alle frodi, in linea con i rigorosi standard e le linee guida di MRC”.

Trasparenza, le nuove guideline di Sizmek per partner e fornitori

Pratiche discutibili come il bid caching o la manipolazione delle aste sono emerse di recente, e sono state causa di non pochi problemi, particolarmente per quanto riguarda la perdita di fiducia dei clienti verso i vendor. Sizmek ha assunto un chiaro impegno verso la trasparenza nei confronti dei marketer per mantenere la fiducia in prima linea, e ha definito il 2018 “L’anno della trasparenza totale”, con aggiornamenti e rilasci dei nostri prodotti che hanno rispecchiato questo obiettivo. Nell’ambito del suo continuo impegno per la totale trasparenza, Sizmek vuole specificare esattamente cosa ci si aspetta da dei fornitori di DSP, e quali saranno i requisiti necessari per lavorare con loro.

I partner editoriali condividono con Sizmek un punto di vista simile. Brendan Cleary, Vice Presidente del Programmatic Sales and Ad Operations del Guardian U.S. afferma: “Il Guardian è stato in prima linea nel movimento per la trasparenza e continua a sostenere un mercato programmatico equo ed equilibrato. Pur comprendendo le crescenti sfide nella regolamentazione di un ambiente automatizzato, rispettiamo e apprezziamo le partnership che condividiamo con i fornitori che chiedono attivamente un cambiamento positivo”.

Le dinamiche attuali lato fornitori

Il ruolo chiave di un fornitore di DSP è quello di offrire ai marketer un percorso più pulito possibile verso la brand-safety, con media senza bot e con aste eque e corrette. Invece, alcuni partner sul lato dell’offerta si sono comportati in maniera scorretta creando delle finte aste, facendo bid caching, infrangendo l’infrastruttura DSP con bid multipli per la stessa impression, utilizzando ad network reseller non diretti, consentendo il traffico non autorizzato, e tanto altro. Queste pratiche hanno eroso la fiducia dei marketer, che non accettano spiegazioni sul perché aste e tattiche poco chiare hanno portato ad una dispersione degli sforzi fatti per raggiungere i consumatori. Queste dinamiche hanno indotto grandi brand e grandi agenzie a riconsiderare il programmatic e a domandarsi se davvero valesse la pena investire in questo ambito. La situazione è molto delicata e la mission di Sizmek è quella di mantenere alto il livello di transparency in modo che i marketer possano ancora beneficiare dell’incredibile efficienza e scalabilità che il programmatic offre, senza dubitare delle azioni che vengono implementate.

L’approccio di Sizmek

Sizmek fornisce ai buyer gli strumenti di cui hanno bisogno per ottimizzare il percorso verso la migliore esperienza possibile, garantendo al contempo l’integrità complessiva dell’ecosistema. Ad esempio, fornisce miglioramenti specifici per gli annunci ads.txt e controlli mirati del percorso progettati per responsabilizzare sia gli acquirenti che i fornitori.

Inoltre, Sizmek sta ridefinendo le policy lato offerta per dare linee guida chiare, eque e trasparenti su ciò che si aspettano dai partner in merito al codice di condotta che dovrebbero seguire.

I fornitori di Sizmek dovranno per esempio presentare un elenco completo e trasparente dei loro editori e rivenditori diretti, insieme agli identificativi unici degli editori e dei rivenditori utilizzati nelle aste. O ancora viene esplicitato che non devono utilizzare tattiche di multi-bidding con differenti piani di bid per la stessa impression in modo da aggiudicarsi l’asta con il più alto valore di bid possibile.

La transparency è parte integrante dell’approccio client-first di Sizmek e lo stesso approccio viene esteso ai partner. Queste nuove guideline mostrano il profondo impegno di Sizmek nel creare un ambiente totalmente trasparente che permette ai clienti di lavorare con Sizmek al meglio.