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SpotX espande la collaborazione con zvelo e implementa nuove funzioni di brand safety

SpotX ha attivato nuove funzioni per rafforzare la sicurezza del marchio nel suo ecosistema pubblicitario video integrando gli ultimi aggiornamenti di zvelo, già partner fornitore di servizi di categorizzazione di contenuti e rilevazione di attività malevole online.

D’ora in poi, quindi, la società ad-tech guidata in Italia da Fabio Zoboli identificherà e bloccherà siti web e contenuti che rientrano in categorie negative, come ad esempio le fake news. Nel dettaglio, SpotX rimuoverà completamente i siti che disseminano informazioni inventate dall’inventario disponibile, impedendo agli inserzionisti di associare i propri annunci a contenuti dannosi.

Gli strumenti di zvelo, il partner di SpotX

zvelo fornisce un motore di classificazione che categorizza le notizie false utilizzando una combinazione di tecniche analitiche statiche ed euristiche, aggregazione di feed di “fake news” verificati di terze parti e machine learning supervisionato da umani.

Utilizzando un approccio basato sul crowd sourcing, le tecnologie della società analizzano le URL visitate da un network partner globale di oltre 550 milioni endpoint. I dati sono elaborati dall’AI Cloud Network della società e poi verificati da analisti qualificati. Oltre a riconoscere le notizie false, il database di categorizzazione URL zveloDB impedisce ai marchi di apparire accanto a contenuti che riguardano terrorismo, estrazione di criptovalute e altre categorie pericolose emergenti.

Elisa Lupo, Integral Ad Science: «Viewability, frodi e brand safety sono temi cruciali per il mercato italiano»

Integral Ad Science conferma la sua posizione d’avanguardia nella lotta contro le frodi pubblicitarie, a garanzia della qualità dei media e della sicurezza dei marchi in rete. Le soluzioni della società specializzata nella misurazione di viewability sono in continuo aggiornamento, come dimostrato dal recente rebranding, ha rivelato la Director per l’Italia Elisa Lupo, che ha inoltre sottolineato la rilevanza del mercato europeo rispetto alla crescita globale di IAS.

Integral Ad Science è arrivata ad aprile nel mercato italiano e lei è stata nominata Director nel mese di maggio. Riesce a fare un bilancio provvisorio di questo suo primo periodo di attività nella società?

Abbiamo profuso il nostro impegno nell’ampliamento delle nostre competenze a livello globale e nella garanzia di maggiore trasparenza per le nostre tecnologie e misurazioni. Per evidenziare ciò, IAS ha appena annunciato di essere il primo venditore di misurazioni di viewability accreditato dal Media Rating Council (MRC) ad ottenere una certificazione per il rilevamento del Sophisticated Invalid Traffic, sia per desktop che per mobile. In più, IAS è stata riaccreditato dall’MRC per tutte le sue competenze di verifica sui dispositivi per la pubblicità video e display.

Inoltre, un altro passo verso creazione di una più elevata trasparenza nel mercato è stato visto con i recenti annunci di Integral Ad Science in qualità di partner di verifica per canali di social media, portando con sé le competenze per verificare opportunità pubblicitarie sui partner di social media.

Cerchiamo sempre di equipaggiare le nostre tecnologie per assicurare la migliore offerta ai nostri clienti. IAS ha annunciato recentemente l’acquisizione di Swarm, una società di individuazione frodi e filtrazione, la cui tecnologia completa direttamente le nostre potenzialità in ambito di frodi.

Nel mercato italiano, IAS ha lavorato con i partner per estendere le nostre attività a più aree dell’industria e ai relativi clienti, come dimostrano i recenti accordi con Weborama e Turn. Infine, come membri sia di Iab Italia che di Iab Europe, ci siamo adoperati per aiutare l’industria a comprendere le sfide della verifica e della qualità dei media, fornendo loro assistenza su come possano essere affrontate nel migliore dei modi.

Da cosa nasce l’esigenza di un rebranding di IAS?

Abbiamo notato che vi era toppa complessità nel mercato, così volevamo semplificare il nostro messaggio al mercato per chiarire su cosa siamo concentrati come azienda. IAS è stata fondata nel 2009, abbiamo cominciato come prima tecnologia di brand safety nell’industria e grazie ai nostri scienziati dati ora abbiamo esteso tutte le nostre competenze, aggiornando il marchio per riflettere tutto ciò.

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Il nuovo logo di IAS

Il traffico non-umano è uno dei principali deterrenti all’adozione del Programmatic. Per contrastare il fenomeno, IAS ha acquisito Swarn, una società specializzata proprio nell’individuazione e prevenzione del traffico fraudolento. Come sta reagendo l’industria al fenomeno e come Integral Ad Science intende portare avanti il suo impegno in questo contesto?

La frode pubblicitaria è una sfida in continuo cambiamento e può essere vista come un gioco del gatto col topo. Una volta che le tattiche dei truffatori sono comprese e la tecnologia è costruita per rilevare e evitare le frodi, essi saranno già andati alla loro prossima mossa e il processo comincerà nuovamente. Per individuare e combattere efficacemente le frodi combiniamo analisi di big data con analisi basate su sessioni, esaminando le singole macchine in modo da identificare meglio qualsiasi attività non umana. Le frodi costituiscono il solo focus dei nostri scienziati dati, situati nel nostro AntiFraud Lab di Seattle.

IAS sta lavorando per combattere il fenomeno all’interno dell’industria, si vede dal fatto che facciamo parte del Trustworthy Accountability Group (TAG) al lavoro per eliminare il traffico di pubblicità digitale fraudolenta a livello globale.

Quest’anno avete stipulato numerosi accordi con compagnie attive nel martech, come Turn, Weborama e Rocket Fuel. In che tipo di strategia aziendale si collocano queste integrazioni? Ne sono previste altre in futuro?

IAS possiede una tecnologia agnostica e vogliamo rendere le nostre soluzioni disponibili a tutti, assicurandoci che tutti i versanti dell’industria abbiano a disposizione soluzioni di verifica e possano garantire la qualità nella loro pubblicità, non importa se siano collocati nel lato vendita o acquisto.

Avete annunciato di aver già superato i 90 milioni di fatturato annuale (leggi l’articolo dedicato). Che ruolo ha avuto il mercato europeo in questa crescita? E l’Italia?

Nel 2014, Integral Ad Science ha aperto a Londra e Berlino e, in seguito a quel successo, il nostro ufficio di Parigi nel 2015. Quest’anno, abbiamo proseguito questa crescita e approdando in Italia, Spagna e nei paesi nordici. Il nostro business europeo ha avuto grande influenza sulla nostra crescita complessiva e sulle modalità in cui elaboriamo soluzioni per stare al passo con il mercato globale. Cercheremo di continuare la nostra espansione nel 2017 e negli anni a venire.

Quali sono le prospettive di crescita nel nostro Paese? Le vostre soluzioni stanno destando l’interesse degli operatori italiani?

L’interesse nella viewability, nelle frodi e nella sicurezza del marchio è cruciale per il mercato italiano, affinché gli operatori possano meglio comprendere l’efficacia della pubblicità digitale. Oggi, gli editori e gli inserzionisti vogliono ottenere una migliore comprensione della viewability in modo da essere pronti ad eseguire operazioni in quest’ambito nel futuro. In più, tutti i versanti dell’industria della pubblicità digitale stanno cercando di minimizzare la loro esposizione alle frodi, mitigando il rischio del suo impatto sulle proprie campagne.

Avete dei nuovi prodotti in fase di lancio? Ci sono degli ambiti su cui vi state concentrando, ad esempio viewability e traffico non valido?

Integral Ad Science si è concentrata nella fornitura di misurazioni di viewability prive di discrepanze, con il fine ridurre la frizione tra gli inserzionisti e gli editori quando si cerca di transare su questo parametro. Stiamo continuamente aggiornando i nostri modelli di dati, imparando da queste informazioni che analizziamo, per rilevare nuove tipologie di comportamenti fraudolenti. Inoltre, siamo impegnati nel concepimento di nuovi strumenti per gli inserzionisti e gli editori che permettono di mitigare il rischio di frodi sulla loro pubblicità online.