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Sheryl Sandberg: «La GDPR? Non avrà un grosso impatto sul targeting»

«Certo c’è qualche rischio, e stiamo monitorando tutto da vicino. Ma nel lungo raggio, abbiamo fiducia di essere ben posizionati per superare questa transizione». Sono le parole di Sheryl Sandberg, COO di Facebook, che in occasione della recente call di bilancio della società di Menlo Park ha espresso la sua opinione sul tema GDPR.

Una questione che naturalmente tocca da vicino anche la piattaforma social, che sui dati dei propri utenti ha costruito parte del successo della sua piattaforma pubblicitaria.

«Ci rendiamo conto che questo significa che alcuni utenti potranno fare “opt-out” dei nostri strumenti di targeting pubblicitario – ha precisato la manager -. Sappiamo anche che potrebbero esserci conseguenze sugli utenti attivi giornalieri per le implicazioni a livello di utilizzo in Europa. Ma sul fronte targettizzazione, non stimiamo possa esserci un grosso impatto».

Facebook ha già iniziato a prepararsi alla definitiva entrata in vigore del nuovo regolamento sui dati dell’Unione Europea, previsto per maggio. «La famiglia di app di Facebook è già conforme ai principi chiave della GDPR, che sono trasparenza e controllo. E stiamo lavorando proprio su questo per assicurarci di essere pienamente compliant entro maggio. Continueremo a offrire ai nostri utenti esperienze personalizzate e ad essere chiari su come utilizziamo i loro dati, dando loro la possibilità di scegliere».

Una settimana fa Facebook ha ufficializzato su un blog post quelle che saranno le strategie messe in campo per adattare la piattaforma alla GDPR: il social revisionerà ed espanderà alcuni dei suoi strumenti per aiutare gli utenti a prendere decisioni informate sulla gestione dei propri dati personali e il controllo della privacy, amplierà il team preposto alla protezione dei dati coordinato da Dublino ed assumerà un Data Protection Officer.

La strategia pubblicitaria di Facebook, tra ricavi in crescita e investimenti in tecnologia

Più 64%: questo l’incremento dei ricavi pubblicitari messo a segno da Facebook nel terzo trimestre dell’anno fino a raggiungere i 2,96 miliardi di dollari.  Nello stesso periodo la società ha mostrato di voler puntare molto sulla tecnologia per l’advertising. Fra il 1 luglio e il 30 settembre infatti Facebook ha annunciato l’acquisizione della piattaforma video LiveRail, rafforzato il suo Facebook Audience Network e lanciato una soluzione cross-device basata sul suo rinnovato ad server Atlas.

Sheryl Sandberg (nella foto), chief operating officer, ha spiegato che l’interesse dell’azienda verso la tecnologia  per l’advertising è dovuto in particolare alla necessità di trovare strumenti più efficaci per il mobile. “Investiamo in tecnologia per una semplice ragione – ha detto -. I consumatori si tanno rivolgendo rapidamente al mobile e l’industry dell’advertising non sta tenendo il passo. Gli investitori non hanno ancora trovato una maniera efficace per distribuire le inserzioni e misurare il loro ritorno sul mobile. Le attuali soluzioni funzionano bene per una persona con un solo device, specie se è un pc, e per le vendite che avvengono online. Ma oggi le persone spesso possiedono molteplici device e ancora effettuano molti acquisti nei negozi fisici”.

Il forte interesse manifestato dalla coo si spiega col fatto che è proprio il mobile a trainare la crescita, incidendo per il 66% dei ricavi pubblicitari nel terzo trimestre, una quota in aumento rispetto al 62% del trimestre precedente e al 49% dell’anno precedente. Gli utenti attivi per mese (Mau-monthly active user) sulla piattaforma sono 1,35 miliardi, in crescita del 14%, stesso tasso di un anno fa, mentre è più rapida la crescita di quelli in mobilità, +29%, fino a quota 1,12 miliardi. Gli utenti attivi al giorno sono stati 864 milioni in media a settembre 2014, con un incremento del 19% anno su anno; quelli da mobile hanno raggiunto i 703 milioni, +39%.

Il chief financial office David Wehne ha preannunciato massicci investimenti per il 2015, specie in tecnologie innovative, e un conseguente deciso aumento delle spese: sta qui forse il motivo per cui, dopo la presentazione della trimestrale, a Wall Street il titolo ha perso quasi il 10%.