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SHAA: l’innovazione che conquista… anche in Programmatic

In un mercato che vede il programmatic diventare un trend forte e determinante nel futuro del digital adv, anche chi realizza formati si trova a confrontarsi con necessità diverse. E’ il caso di SHAA, società che offre soluzioni pubblicitarie innovative “mobile first”, che interpreta il fenomeno programmatic con la forza di un grande know how tecnologico. Ne parliamo con Pietro D’Ettorre, Strategic Marketing Manager della società.

SHAA come sta approcciando i cambiamenti legati all’esplosione del programmatic?

SHAA, per il Dna tecnologico che la contraddistingue, si focalizza sull’evoluzione del prodotto più che sul processo in sé. Noi guardiamo al programmatic come uno dei possibili canali di distribuzione dei nostri prodotti interattivi ed è con questo approccio che stiamo dialogando con i diversi attori del mercato: i nostri prodotti di photo&video interaction, grazie alle loro caratteristiche distintive, quali la responsività e l’HTML5, possono essere veicolati in qualsiasi formato transato in via programmatica.

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Pietro D’Ettorre

Spesso si ha la percezione che programmatic e creatività non vadano proprio d’accordo. E’ così?

La risposta è no, ma bisogna avere ben chiaro il flusso e la disponibilità dei giusti strumenti. Noi stiamo lavorando ormai da diversi mesi per standardizzare prodotti come l’intro-page interattiva o il masthead con video e foto interattive, declinando le diverse soluzioni per ogni settore. Attraverso la nostra piattaforma, i materiali vengono caricati in pochi minuti ed erogati nei formati e negli spazi selezionati dal cliente, indipendentemente dal fatto che siano stati acquistati in contrattazione diretta o in via programmatica.

Parliamo di mobile: qual è il potenziale delle vostre soluzioni sui nuovi device?

Non è un segreto che con una migliore e più “ingaggiante” esperienza di navigazione, l’attenzione e le interazioni dell’utente siano maggiori, e questo paradigma è più evidente sui dispositivi mobile. Il nostro lavoro sulla creazione di prodotti advertising per i device mobili, che sia poi possibile erogare nello stesso modo su desktop o su smart-tv, ci ha portato a sviluppare, attraverso la nostra piattaforma tecnologica, soluzioni che raggiungono indici di interazione superiori al 30% con performance legate al ctr del 10%. Tuttavia, la vera sfida risiede nella standardizzazione dei prodotti per riuscire a renderli scalabili. Allo stesso tempo, è fondamentale offrire all’advertiser la possibilità di orientare la propria comunicazione verso gli obiettivi prefissati, per esempio utilizzando elementi multimediali interattivi.

Come va il mercato italiano per SHAA e che risposte avete dall’estero?

Il mercato italiano continua a rimanere un banco di prova impegnativo, soprattutto per player con un alto grado di innovazione come il nostro. I riscontri sono molto positivi, anche se in un contesto in cui il mercato pubblicitario è ancora fortemente orientato verso la Tv. E anche all’interno dei segmento web e mobile, tenendo fuori big player come Google e Facebook, i trend degli ultimi anni non possono certo essere reputati entusiasmanti. Differente, invece, la riposta che abbiamo avuto dal mercato tedesco: in pochi mesi abbiamo rafforzato i contatti con interlocutori non solo del mercato advertising, ma anche con player di altri settori interessati alla nostra tecnologia. Per questo siamo stati invitati all’ultimo Dmexco e in quella sede abbiamo avuto l’occasione di interagire con diversi big player, con i quali stiamo studiando possibili accordi.

Mobile adv: per le concessionarie pubblicitarie la modalità di vendita da preferire è in Programmatic

Il mobile ha oggi un ruolo sempre più importante e incisivo nella quotidianità degli italiani, basti pensare ai 9,2 milioni di utenti che ogni giorno navigano su internet esclusivamente attraverso questo mezzo (fonte Audiweb). Di conseguenza anche l’attenzione del mercato pubblicitario si sta focalizzando sempre più sulla ricerca di soluzioni di comunicazione su questi device, dove però non sono ancora state sfruttate a pieno tutte le potenzialità a causa di una serie di ostacoli, sia tecnologici che strutturali.

Per capire le dinamiche all’interno del mercato advertising, la percezione e il posizionamento dei protagonisti rispetto al mezzo, SHAADV, nuovo network pubblicitario non convenzionale, insieme a Media Consultants, azienda leader nel mercato italiano dei servizi ai media pubblicitari, ha realizzato un analisi dal titolo “Mobile advertising – What do you think?” per comprendere l’effettiva percezione del mezzo mobile nel mercato dell’advertising, sia dal lato dei centri media che delle concessionarie.

La ricerca è stata condotta nel periodo marzo-aprile 2015 su un gruppo di 39 professionisti del settore digital che fanno parte delle principali concessionarie (15) e centri media (24) del mercato italiano. In particolare per le concessionarie sono stati coinvolti i responsabili marketing, mentre per i centri media i responsabili dell’area digital.

Più della metà degli intervistati (il 54%) indica che non più del 20% delle pianificazioni 2015/2016 sarà destinata in adv mobile, considerando il perimetro desktop+mobile. La quota in sostituzione del desktop viene identificata in una forbice 0-20% (67% degli intervistati), indice che i nuovi investimenti sul mezzo non sono dovuti ad una cannibalizzazione interna al digital, questo confermato anche da una recente analisi di IAB Europe.

Un aspetto interessante dell’analisi è stata poi dedicata allo studio delle modalità e dei canali di acquisto/vendita preferiti, sia lato domanda, sia lato offerta, nel mobile. Secondo la rilevazione di SHAA, il 79% degli intervistati afferma che CPM e performance saranno le principali modalità d’acquisto/vendita del mobile. Più dell’82% degli intervistati inoltre indica il programmatic come canale principale per la pianificazione di adv mobile, il 77% indica il canale diretto via concessionaria, a seguire le aste in real time aperte e chiuse (RTB).

cpm-Performance-Ricerca-SHAADV

Questi risultati vanno poi analizzati distinguendo le risposte ottenute dai centri media da quelle delle concessionarie per osservare un orientamento di comportamenti distinto: i centri media tendono a orientare le proprie strategie di acquisto verso la modalità CPM attraverso il canale diretto, via concessionaria. Situazione opposta invece si evince dalle risposte date dalle concessionarie, indirizzate verso una modalità di vendita a performance tramite canali automatizzati (Programmatic e RTB).

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