Main partner:

Jobs

Publicis Groupe, Marcel sarà sviluppata con Microsoft

Publicis Groupe ha annunciato la collaborazione con Microsoft per il rilascio e lo sviluppo di Marcel. Attraverso Publicis.Sapient, la sua divisione tecnologica e di consulenza, il gruppo sta definendo l’architettura e il progetto della piattaforma di Intelligenza Artificiale, oltre all’esperienza dell’utente correlata.

Microsoft costruirà la piattaforma e connettendola alle sue funzionalità di IA attraverso i prodotti Microsoft Azure AI e Office 365. Nel dettaglio, Marcel utilizzerà i servizi cognitivi e di intelligenza artificiale per:

  • Identificare le connessioni tra gli 80.000 impiegati di Publicis Groupe;
  • Raccogliere, organizzare e curare la conoscenza collettiva del Gruppo per permettere agli impiegati di utilizzare insight ed esperienze condivise;
  • Conferire agli impiegati la possibilità di partecipare e creare nuovi processi aziendali.

Attraverso M-Labs, l’incubatore della piattaforma Marcel, Publicis sta infatti testando nuovi modelli collaborativi.

“Marcel è un passo cruciale nell’impegno di Publicics di cambiare radicalmente la nostra industria per il bene dei nostri clienti”, ha dichiarato in una nota Arthur Sadoun, Presidente e Ceo di Publicis Groupe, “Questo perché siamo entusiasti di attingere ai talenti, alle risorse e nell’intelligenza artificiale di Microsoft per costruire oggi la piattaforma di domani”.

Le due società presenteranno Marcel per la prima volta al Viva Technology di Paris, il 24 maggio.

Microsoft ha un nuovo Chief Technology Officer: è Kevin Scott

Microsoft ha scelto Kevin Scott per la carica di Chief Technology Officer.

La promozione è un’espansione del suo corrente ruolo come Senior Vice President of Infrastructure in LinkedIn, una ricollocazione eseguita, si legge in una nota, “per intraprendere iniziative strategiche e cross-azienda” tra la rete professionale e il colosso di Redmond.

Nel suo nuovo ruolo, Scott rimarrà parte del management esecutivo di LinkedIn e riporterà direttamente al Ceo di Microsoft, Satya Nadella.  Prima del suo ingresso nella piattaforma nel 2011, ha lavorato in diverse compagnie tecnologiche di grandi dimensioni, inclusa Google.

“Siamo entusiasti delle competenze che Kevin porterà in Microsoft, tutta la sua esperienza unica nello sviluppo di piattaforme e servizi. La sua prima area di focus è integrare la principale rete per business al mondo con il nostro cloud professionale”, ha dichiarato Nadella.

È la prima volta che il titolo di CTO generale viene utilizzato da Microsoft, e si tratta della prima importante nomina infra-aziendale dall’acquisizione di LinkedIn da parte della società fondata da Bill Gates, avvenuta a giugno dello scorso anno.

Perchè Microsoft ha acquisito LinkedIn?

Con quella che si presenta come una delle operazioni dell’anno nel settore dell’Information Technology e delle Internet Company, Microsoft ha annunciato il 13 giugno di avere acquistato LinkedIn per 26,2 miliardi di dollari.

L’operazione, giunta al termine di una trattativa lampo, dovrebbe essere completata entro l’anno, ed è una delle maggiori mai realizzate dalla società guidata da Satya Nadella. In seguito ad essa, Jeff Weiner rimarrà amministratore delegato del social network, riportando direttamente a Nadella, e la piattaforma manterrà il proprio brand distintivo, cultura e indipendenza.

Ma cosa c’è davvero dietro questa acquisizione? Cosa ha spinto il colosso di Redmond a spendere oltre 26 miliardi di dollari per una società che  ha mostrato negli ultimi mesi alcuni segnali di debolezza, con la chiusura dell’ultimo trimestre del 2015 con un rosso pari a 8,4 milioni di dollari?

La risposta è semplice. I dati.

Dati preziosi, perchè tanti e molto specifici: attualmente LinkedIn è il principale sito per il network professionale e le ricerche di lavoro, con circa 400 milioni di utenti, e attraverso questa acquisizione Microsoft avrà diretto accesso sia a questa audience che ai dati che essa produce.

A dirlo è la stessa Microsoft che, nelle slide prodotte per la call condotta il giorno dell’ufficializzazione dell’acquisizione, ha mostrato come l’operazione punti a una specifica integrazione tra “il primo Cloud professionale del mondo e il primo Network professionale del mondo”, specificando proprio di voler contare su LinkedIn per consolidare i dati sugli utenti business attualmente in suo possesso attraverso app e servizi. Dati che potranno contribuire, attraverso apposite sinergie tra prodotti e piattaforme, a offrire agli utenti esperienze ancora più coinvolgenti. Con ovvie conseguenze anche sul fronte pubblicitario, naturalmente anch’esso in ottica data-driven.

«Questa combinazione renderà possibili nuove esperienze, come quella di un newsfeed di LinkedIn che possa erogare contenuti basati sul progetto su cui si sta attualmente lavorando, o di Office che suggerisce un esperto da contattare via LinkedIn per aiutare a completare il proprio incarico – ha dichiarato lo stesso Nadella -. Man mano che queste esperienze diventeranno più intelligenti e soddisfacenti per l’utente, il suo engagement sia con LinkedIn che con Office 365 aumenterà. E a turno, verranno create nuove opportunità di monetizzazione attraverso l’iscrizione individuale o aziendale e attraverso la pubblicità targettizzata».

L’accordo, attualmente sottoposto alle necessarie approvazioni negli Stati Uniti e in Europa, Canada e Brasile, dovrebbe essere completato entro la fine di quest’anno.

Microsoft trasferisce ad AOL la pubblicità display, anche in programmatic

Microsoft fa un passo indietro nel mercato della pubblicità display: nell’ambito di una nuova alleanza decennale, la società guidata da Satya Nadella trasferisce ad AOL (appena acquisita da Verizon) il proprio business della pubblicità display negli Stati Uniti e in altri otto mercati maggiori, Italia inclusa.

Allo stesso tempo, Bing diventerà il motore di ricerca predefinito su tutto il network AOL sia su desktop sia su mobile soppiantando Google, trasferendo di fatto a Microsoft tra l’1 e il 2 per cento del mercato search direttamente dalla market share del competitor.

AOL – che dovrebbe farsi carico anche di circa 1.200 dipendenti della società di Redmond, da ricollocare in gran parte nei reparti commerciali – assume quindi la responsabilità delle vendite dirette e programmatiche di pubblicità su display, dispostivi mobili e video su tutte le media properties di Microsoft, tra cui MSN, Windows, Outlook.com, Skype e Xbox. I nove mercati sono Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Francia, Germania, Italia, Spagna, Giappone e Brasile: oltre il 60% dei fatturati della società provengono da quest’area.

Con questa operazione, l’amministratore delegato di Microsoft, Satya Nadella, ribadisce la sua determinazione nel razionalizzare l’attività dell’azienda, portandola fuori dalle aree più deboli. La volontà di disimpegnarsi dal business della pubblicità è confermata dalla decisione di andare “all-programmatic” negli altri 10 principali mercati, molti dei quali europei, attraverso il proprio partner tecnologico Appnexus, che rimarrà il partner tecnologico per Microsoft in 39 paesi, inclusi i 9 dove Microsoft sarà rappresentata da AOL.

Rientra in questo quadro di rifocalizzazione anche un’altra novità: la vendita da parte di Microsoft a Uber di parte delle sue attività nelle mappe.

Le più lette