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Rubicon Project e Telaria si fondono e danno vita alla più grande piattaforma sell-side indipendente

Rubicon Project e la piattaforma di pubblicità video Telaria hanno annunciato di aver siglato un accordo definitivo di fusione, che se chiuso con successo darà vita alla piattaforma sell-side indipendente più grande del mondo.

L’operazione, che avverrà attraverso uno scambio di azioni (1.082 azioni ordinarie di Rubicon Project per ogni azione ordinaria di Telaria), è stata approvata all’unanimità da entrambi i consigli d’amministrazione.

Nella compagine azionaria della nuova compagnia combinata, Telaria deterrà una quota del 47,1% mentre Rubicon Project una quota del 52,9%. Per quanto riguarda la governance della struttura, l’attuale Chief Executive Officer e Presidente di Rubicon Project, Michael Barrett, sarà nominato CEO; il CEO di Telaria, Mark Zagorski, avrà il ruolo di Presidente e Chief Operating Officer, mentre David Day sarà Chief Financial Officer. Inoltre, il membro del Consiglio d’Amministrazione di Telaria, Paul Caine, sarà Presidente del nuovo CdA, che sarà composto da nove membri: quattro provenienti da ciascuna società più il CEO Michael Barrett.

La nuova realtà, il cui focus sarà la televisione connessa, fornirà un’unica piattaforma per la vendita di inventory display destkop, video, audio e mobile in tutto il mondo e per ogni tipologia di asta.

L’unione tra Rubicon Project e Telaria comporterà un’espansione geografica reciproca per entrambe le società, che insieme totalizzeranno uffici in undici differenti paesi, oltre 600 persone impiegate e collaboratori esterni in 19 città. Le soluzioni di Telaria diverranno quindi disponibili anche nei mercati in cui prima non lo erano, come l’Italia, dove Rubicon Project ha invece una presenza consolidata

Nell’anno fiscale conclusosi il 30 settembre 2019, il fatturato aggregato di Telaria e Rubicon Project è stato di 217 milioni di dollari, in aumento del 32% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La compagnia combinata, sottolinea la nota, avrà flussi di ricavi diversificati, un sostanzioso Adjusted EBITDA e un bilancio solido, privo di debiti e con circa 150 milioni di dollari di cassa al 30 settembre 2019. La fusione creerà poi sinergie sia lato ricavi sia lato costi, con risparmi stimati approssimativamente a 15-20 milioni.

“La combinazione di Rubicon Project e Telaria affermerà la più grande piattaforma pubblicitaria sell-side indipendente del mondo, con dimensioni, competenze e soluzioni senza pari”, ha dichiarato Michael Barrett, President & CEO of Rubicon Project, “Questa combinazione trasformativa accresce il nostro impegno nei valori della fiducia e della trasparenza e accelera la nostra strategia, ovvero offrire a compratori e venditori un singolo varco per ogni formato e canale, inclusa la televisione connessa. Non potremmo essere più entusiasti per il futuro: due leader dell’industria già forti a livello individuale con culture e mezzi complementari si uniscono per creare un leader di mercato che crediamo genererà opportunità importanti per i nostri dipendenti, clienti, partner e azionisti in tutto il mondo”.

La transazione dovrebbe concludersi nella prima metà del 2020 ed è soggetta all’approvazione degli organi regolatori, ad altre condizioni di rito e all’approvazione degli azionisti di entrambe le compagnie.

Rubicon Project, ricavi a +32% nel secondo trimestre, trainati da mobile, audio e video

Nel secondo trimestre 2019 Rubicon Project ha totalizzato 37,9 milioni di dollari di ricavi, con una crescita del 32% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, secondo la relazione presentata mercoledì. L’aumento dei ricavi è più sostenuto sul mobile (+42%) che non sul desktop, che pure registra un solido +21%.

Continua, dunque, il trend positivo per la società americana di tecnologia pubblicitaria, che segnala anche una crescita “doppia rispetto alle medie di mercato” nell’ambito del video e un raddoppio anno su anno dei ricavi nel capo dell’advertising audio, settore in cui è tra i first mover.

Il flusso di cassa è positivo per il secondo trimestre consecutivo e, benché la società abbia registrato una perdita netta di 8,3 milioni di dollari, anche questa cifra è in calo rispetto al secondo trimestre del 2018, quando Rubicon era in rosso 18 milioni di dollari.

“Nel secondo trimestre abbiamo nuovamente conseguito una forte crescita dei ricavi anno su anno, un Ebitda adjusted positivo e generato un flusso di cassa positivo”, ha affermato in una nota Michael G. Barrett, Presidente e Ceo di Rubicon Project. “Le nostre ottime prestazioni si basano sulla continua crescita della quota di mercato nell’audio e nel video, l’aggiunta di nuovi clienti e sul successo continuo” in un momento in cui i clienti razionalizzano le sorgenti di inventory.

“Stiamo sovraperformando il nostro obiettivo di un tasso di crescita dei ricavi a lungo termine del 20%, il che ci consente di investire in settori come Demand Manager (la soluzione di header bidding costruita sul codice open-source Prebid, ndr) e video che guideranno la crescita negli anni futuri”.

[Videointervista] Buluggiu (Rubicon Project) a Programmatic Day 2019: «Semplifichiamo la complessità del programmatic»

Sara Buluggiu, Managing Director Italia, Spagna e MENA di Rubicon Project, ha raccontato nel corso del suo intervento a Programmatic Day 2019 gli sforzi della società per “rendere semplice la complessità” dell’attuale panorama della pubblicità programmatica, in particolare con il notevole contributo offerto alla diffusione dell’header bidding e con alle sue soluzioni evolute di SPO (Supply Path Optimization).

Nel corso del suo intervento, la manager ha poi tratteggiato le possibili linee di sviluppo del settore delle tecnologie pubblicitarie nei prossimi anni, preconizzando uno sfoltimento della pletora di operatori del mercato.

Guarda la videointervista a Sara Buluggiu, Managing Director Italia, Spagna e MENA di Rubicon Project, a margine del suo intervento a Programmatic Day 2019:

Rubicon Project: «Il mercato punta a replicare il modello della reservation nel Programmatic»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Secondo gli ultimi dati del Politecnico di Milano, nel 2018 la pubblicità automatizzata in Italia ha raggiunto un valore di 482 milioni di euro, in aumento del 18% sull’anno precedente. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Sara Buluggiu, MD Italy, Spain and MENA di Rubicon Project. Ecco cosa ci ha risposto.

Sara, come si caratterizza oggi il mercato del Programmatic Advertising in Italia?

«Una delle principali peculiarità nel nostro Paese è che si sta cercando di replicare il modello della reservation nel Programmatic con vari tentativi. Attualmente la risposta migliore che è stata individuata è il Programmatic Guaranteed. Ma non è detto che questa sia la soluzione che poi vincerà a lungo termine».

Come evolverà la vostra offerta quest’anno?

«Il 2018 è stato sfidante, in quanto è stato l’anno delle grandi integrazioni nel nostro Paese, che fossero Prebid.js o l’integrazione di DFP all’interno di Exchange Bidder. Un anno di grande lavoro ma anche di grandi soddisfazioni, in quanto abbiamo visto account tornare a crescere in maniera positiva. Per il 2019 contiamo che queste integrazioni diano appieno i loro frutti, portandoci anche ad avere più inventory video tramite Exchange Bidder di Google».


Rubicon Project sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

Il futuro del digital? Passerà da header bidding, evoluzione del dato e blockchain

Formare e informare, offrendo la propria personale visione del mercato ad tech e della sua evoluzione. Con questo obiettivo, Rubicon Project ha organizzato nei giorni scorsi a Milano il Milan Seller Exchange 2018, un incontro dedicato alla industry “lato offerta” della pubblicità digitale, e che per la prima volta ha riunito a livello internazionale player italiani, spagnoli e dell’area MENA.

«Il nostro obiettivo, con eventi come questo, è riuscire a fare il punto sulla situazione del mercato con i nostri partner, e condividere con loro la nostra visione del mercato attuale e di quelli che saranno i suoi prossimi trend – spiega a Programmatic Italia Sara Buluggiu, managing director Italy, Spain e MENA di Rubicon Project -. Quest’anno siamo molto soddisfatti perché l’evento prende un respiro internazionale: pensiamo sia molto importante mettere nella stessa stanza varie realtà affini di Paesi diversi».

E ad alternarsi sul palco dell’evento sono stati non solo manager – italiani e internazionali – della società, ma anche numerosi ospiti. Tanti i temi toccati, dallo scenario del mercato ai consigli sui contenuti di successo per colpire determinati target, dallo stato degli exchange ai prossimi sviluppi dell’header bidding, dagli effetti del GDPR a 5 mesi dalla sua definitiva entrata in vigore alla visione del mercato lato buyer e lato seller.

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Tom Kershaw all’evento di Rubicon Project

Ospite d’eccezione dell’incontro, il CTO di Rubicon Project Tom Kershaw, che ha fornito una sua personale visione del futuro del digitale. Un mercato destinato ad evolvere profondamente da qui a 7 anni, complici l’effetto blockchain, un uso più avanzato dei dati e l’apporto dell’header bidding, che ormai è diventato uno standard.

«La blockchain avrà importanti effetti sulla pubblicità digitale, migliorerà l’efficienza, le infrastrutture di lavoro, la trasparenza e le discrepanze in termini di billing», e non a caso Rubicon Project sta lavorando su vari progetti che vedranno la luce nel 2019 e che utilizzeranno questa tecnologia a favore di un servizio ai clienti più efficace ed efficiente, che coinvolgerà gli ambiti della trasparenza, dei pagamenti in tempo reale, dei micropagamenti, della viewability e dell’identity. Sul fronte dati, fondamentale sarà invece il tema dell’identity mapping, con la necessità di avere dei data model capaci di fornire una visione più completa dell’utente, laddove i cookie verranno progressivamente abbandonati come strumenti di targeting a favore di un utilizzo più forte dell’AI e di modelli predittivi.

Allo stesso modo, cambierà anche la user experience: «Le aziende avranno necessità di adattarsi a un nuovo modello di erogazione del contenuto – ha spiegato Kershaw -, si sta infatti passando da un paradigma basato sulla ricerca e sulla scoperta, ad un altro in cui non sono gli utenti a cercare i contenuti ma il contrario». Ed evolveranno anche i formati, «a favore di un ampliamento dell’uso del video, e di altre innovazioni come la realtà virtuale».

Non a caso il video, che tra l’altro è ancora uno dei driver di crescita di Rubicon Project come è emerso dall’ultima trimestrale, continuerà ad essere uno dei principali focus della società anche nel prossimo futuro, come ci ha spiegato il CTO a margine dell’evento: «Nel prossimo futuro ci concentreremo soprattutto su tre aspetti: il video, mirando a consentire ai nostri clienti di sfruttarne il potenziale su più mezzi attraverso format innovativi; l’header bidding, per cui abbiamo appena lanciato la nostra offerta managed; e i private marketplace».

Rubicon Project al Dmexco: focus sull’header bidding “server-side”

Sono oltre 220 i meeting previsti nello stand di Rubicon Project al Dmexco, il più grande evento europeo sulla comunicazione digitale in corso di svolgimento a Colonia. Un fitto calendario di appuntamenti e networking per far fronte al quale l’exchange globale dell’advertising ha deciso di essere presente in forze, con oltre 40 membri dello staff in loco.

Tra questi c’è anche Sara Buluggiu. «Mi sembra un’edizione meno affollata delle precedenti, ma la qualità dei partecipanti è molto alta. Stiamo avendo un ottimo riscontro dai nostri appuntamenti», ci ha raccontato la managing director Italy, Spain e MENA dell’azienda.

Le “buzzword” di quest’anno in ambito ad tech? A Colonia sembrano essere le tematiche connesse al GDPR. «Cloud, conservazione e sicurezza dei dati, transparency sono sulla bocca di tutti – ci dice Sara Buluggiu -. Per quanto ci riguarda però il tema è l’header bidding, che sempre più editori vogliono adottare e maneggiare. Noi stiamo spingendo la nostra nuova soluzione “server-side”.

Grazie a questa tecnologia, le aste “parallele” per accedere all’inventory si svolgono su un server ospitato da Rubicon Project e non su quello dell’editore, alleggerendone l’attività ed eliminando i rischi di latenza che l’header bidding “tradizionale” può comportare».

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Sara Buluggiu

Tra le conseguenze della sempre maggiore adozione di soluzioni di header bidding da parte degli editori per monetizzare al meglio le proprie property, c’è anche la transizione del mercato del programmatic advertising da un modello basato sulle aste “second-price” a quelle “first-price”, in cui il prezzo della bid vincente è anche quello che viene effettivamente pagato, e che secondo i suoi sostenitori risolverebbe alcuni problemi dell’header bidding, oltre a offrire più trasparenza in termini di valore della compravendita per entrambe le parti.

«C’è però la possibilità – avverte Sara Buluggiu – che le inventory siano scambiate a un prezzo non adeguato rispetto al loro reale valore. Per risolvere il problema stiamo lanciando un nuovo prodotto, “EMR”. Si tratta di un protocollo basato su intelligenza artificiale che serve a “calmierare” l’asta in first-price, in modo che il prezzo dell’impression venga parametrato a un range corretto di mercato, evitando esagerazioni».

Brand safety e tanta formazione, così il Programmatic continuerà a crescere

Il mercato del Programmatic cresce anche se con trend meno marcati rispetto a quelli degli anni scorsi. Il comparto, giunto evidentemente ad un livello ormai di maturità, come hanno messo in evidenza i dati presentati da Andrea Lamperti, in apertura della seconda giornata di Programmatic Day(s), si trova dunque oggi ad affondare sfide sino a poco tempo fa sconosciute.

E’ questo uno dei temi al centro della tavola rotonda di esperti che ha coinvolto Sara Buluggiu, Managing Director Italia, Spagna e MENA di Rubicon Project, Cristina Ughes, PM Precision Lead in Publicis Media Italy, e Simone Pepino, Sales Director di Ligatus.

«Brand safety e trasparenza, i clienti sono molto attenti a queste tematiche divenute d’attualità nell’ultimo anno», ha spiegato Simone Pepino. «Le aziende ci chiedono infatti spesso qual è la scelta migliore, tra Reservation e Programmatic, in relazione alla sicurezza dei loro investimenti. La nostra sfida, quindi, è raccogliere queste istanze e permettere così al mercato del Programmatic di continuare a crescere, tenero conto che la qualità non deve essere solo intesa solo come contenuto proposto dall’editore, ma anche come posizionamento della spazio pubblicitario che offriamo al mercato».

La frenata della crescita degli investimenti del Programmatic, che comunque dovrebbe porre fine al 2018 con un aumento del 20%, è, per Sara Buluggiu «un fattore positivo. Il mercato ha infatti bisogno, oggi più che mai, di tanta formazione, di conoscenza e, dunque, di professionisti preparati a raccogliere le sfide della pubblicità automatizzata: solo in questo modo il Programmatic potrà diventare ancora più autorevole».

La stabilizzazione della crescita del Programmatic, per Cristina Ughes, «era prevedibile e, dunque, attesa. Nessuno pensava che il mercato potesse aumentare ancora con trend a tre cifre o comunque di oltre il 30%, come avvenuto negli anni passati. Quel che è certo, lo vediamo tutti i giorni, è che il Programmatic è definitivamente entrato nei piani digitali delle aziende come modalità di buying. Il suo utilizzo è una prassi consolidata, naturalmente preso in considerazione e sposato dai clienti».

Non solo digital

L’evoluzione del Programmatic guarda oggi ad altri media, oltre al digitale. Un percorso ancora agli albori, per Sara Buluggiu, «considerando che, ad esempio per quanto riguarda le tv, mancano nel nostro paese le infrastrutture necessarie. La tv via cavo, condizione imprescindibile per lo sviluppo del Programmatic, è infatti ancora poco diffusa. Siamo all’inizio ma la strada è comunque segnata». Nei prossimi anni, dunque, anche grazie alla diffusione dei servizi di connettività, «la Programmatic tv sarà di certo una realtà sempre più consolidata».

Publicis Media, conferma Cristina Ughes, «si occupa già da tempo di digital out of home, la radio sta iniziando ora ad entrare nei piani marketing delle aziende, mentre la televisione sta arrivando». E’ una questione, dunque, solo di tempo.

 

 

Programmatic, tendenze e audio digitale: di cosa si è parlato all’Automation Summit di Rubicon Project

Ha coinvolto editori, agenzie, centri media e inserzionisti l’edizione 2017 dell’Automation Summit di Rubicon Project. L’evento, che ha visto la partecipazione dei vertici locali e internazionali della struttura, si è svolto oggi, giovedì nove novembre, presso il Mandarin Hotel di Milano.

Ad intervenire per prima è stata Sara Buluggiu, Managing Director Italia, Spagna e MENA, che ha introdotto i principali temi di discussione fornendo al contempo un’analisi panoramica del mercato.

«Secondo quanto riportato da eMarketer, a livello globale, da qui fino al 2021 la spesa in pubblicità digitale continuerà a crescere, fino a raggiungere una quota del 50% circa degli investimenti complessivi. Questo sta avvenendo principalmente grazie alla progressiva adozione del programmatic e al fermento dei mercati emergenti. I processi di automatizzazione della compravendita stanno maturando sempre di più, con una espansione che non comprende solo l’ambito dell’RTB ma anche i circuiti guaranteed e private marketplace. Un altro aspetto da evidenziare è l’incidenza raggiunta dai dispositivi mobile nel programmatico, oggi al 50% delle transazioni totali», ha affermato Buluggiu.

Header bidding, pubblicità nativa, formati audio, out-of-home digitale e video sono le principali tendenze del settore identificate dalla manager.

Le dinamiche del mercato digitale nel suo complesso sono state esplorate da Henry Rowe, Managing Director Emea di Theorem. La società ad-tech ha osservato innanzitutto un aumento degli accordi e delle collaborazioni tra marchi ed editori e ha registrato una maggiore propensione all’utilizzo dei dati da parte di tutti gli operatori della filiera. In particolare, Rowe ha segnalato l’ingresso delle società di telecomunicazione nel settore delle tecnologie per la pubblicità.

È poi arrivato il turno di Tom Kershaw, Chief Technology Officer di Rubicon Project, che ha prospettato il futuro dell’industria per il 2018. Secondo Kershaw, il prossimo anno segnerà il passaggio definitivo dal vecchio modello di business basato sul desktop ad un uno basato mobile e, contemporaneamente, l’instaurazione dell’header bidding come nuova infrastruttura programmatica. Il CTO ha posto poi grande enfasi sull’header bidding server-to-server, una delle più importanti tendenze tecnologiche future, su cui Rubicon Project sta già investendo per rilanciarsi.

I compratori di pubblicità sono stati invece i protagonisti di una tavola rotonda, moderato da Andrea Galtieri, Account Director Buyer Italia, Spagna e MENA di Rubicon Project, che ha avuto l’obiettivo di raccontare le opinioni e le sfide professionali di è attivo sul fronte acquisto del settore. Vi hanno preso parte Leonardo Casini, Digital Marketing Manager di Simple Agency (Dentsu Aegis), Leone Fossati, Programmatic Buying Director di Omnicom Media Group Italy, e Mattia Meduri, Digital Manager di L’Oreal che si molto si sono soffermati sulle necessità di trasparenza nella definizione dei prezzi in asta e sull’esigenza di formare internamente individui in grado di lavorare con dati, tecnologie e automatizzazione.

Loris Matha, Account Manager Italy di Rubicon Project ha poi descritto i particolari dell’offerta pubblicitaria e tecnologica della SSP, elencando i più importanti accordi stipulati con alcuni operatori in ambito Mobile, Video, OTT e Audio.

E proprio alle opportunità e alle sfide dell’audio digitale è stato dedicato il confronto a cui hanno partecipato Luca Daher, Sales Director di Spotify Italy, Giangiacomo Corno, Managing Director di Triboo Media, e Erik Rosa, Managing Director di Xaxis Italy.

A chiudere l’incontro è stato, infine, James Brown, Managing Director EMEA di Rubicon Project, che dopo aver sintetizzato le argomentazioni avanzate dai suoi colleghi ha ricordato al pubblico gli obiettivi della società: «Intendiamo realizzare una piattaforma che sia completa, e che quindi comprenda ogni tipo di canale, e di carattere premium, dove la sicurezza e la trasparenza sono garantiti ai nostri clienti, tenendo sempre in considerazione elevati standard di trasparenza ed efficienza»

Smart e Rubicon Project stringono un accordo: per gli editori più controllo e maggiori ricavi

Fornire a chi compra e vende pubblicità un ambiente trasparente ed efficiente in cui operare le proprie transazioni. Con questo obiettivo, Smart (ex Smart Ad Server) e Rubicon Project – che in questi giorni ha annunciato anche l’integrazione del proprio Private Marketplace (PMP) in DoubleClick Bid Manager, la DSP di Google – hanno siglato un nuovo accordo.

Si tratta di un’integrazione lato server, che di fatto offre agli editori accesso a una maggiore domanda pubblicitaria, grazie al coinvolgimento della tecnologia XAPI di Rubicon Project, che connette gli ad server all’ad exchange globale di Rubicon.

Agli editori basterà semplicemente mettere la spunta su una casella dell’interfaccia di Smart, e potranno ampliare le loro fonti di domanda, con un’ulteriore massimizzazione dei ricavi ma sempre mantenendo il livello di controllo garantito dall’offerta Smart. Potranno poi tenere traccia delle performance dei vari partner di monetizzazione attraverso gli strumenti di reportistica già inclusi nell’offerta Smart.

La novità è disponibile su tutti i formati supportati da Smart, e in tutti i territori in cui la società opera a livello globale, Italia inclusa.

«I nostri editori vogliono essere in grado di aggiungere partner di domanda velocemente, senza dover fare integrazioni e senza dover mettere a rischio la user experience, come invece succede ad esempio con la latenza spesso associata all’header bidding – spiega Cyrille Geffray, CEO di Smart -. Con Rubicon Project, gli editori sulla nostra piattaforma possono adesso massimizzare i ricavi gestendo in maniera olistica un’asta unificata con i loro partner di domanda prescelti, che siano DSP, SSP o exchange».

Contattato da Programmatic Italia, Andrea Ceccoli, Country Manager Italia di Smart, ha aggiunto: «Sono molto contento di questa partnership che va a sommarsi a quelle avvenute nei mesi passati con molte altre SSP (OpenX o Pubmatic le maggiori), integrazioni che permettono una maggiore monetizzazione e una facilità d’accesso alla domanda per i nostri editori mantenendo sempre di più il controllo dei dati e delle campagne in piattaforma. L’obiettivo è sempre quello di riuscire a scalfire l’egemonia dei cosiddetti walled garden attraverso un’offerta alternativa combinata di partner sicuramente più piccoli ma più diversificati e trasparenti».

E sul tema della trasparenza e del controllo è d’accordo anche Sara Buluggiu, Managing Director Italia, Spagna e MENA di Rubicon Project: «Questo accordo costituisce un’altra grande opportunità per gli editori di gestire in modo indipendente la propria inventory. Essi avranno ora ancor più un accesso facile alla domanda di Rubicon grazie alla nostra miglior tecnologia disponibile, XAPI».

Master di specializzazione in Programmatic Advertising di Engage Digital School: al via il 9 gennaio

Nell’ambito dello scenario della comunicazione digital, la figura del Programmatic Specialist è una tra le più ricercate da aziende, centri media, agenzie e concessionarie di pubblicità.

Si tratta di una figura relativamente nuova, specializzata nella gestione delle piattaforme tecnologiche di compravendita della pubblicità online, che oggi “intermediano” circa il 30% della pubblicità online in Italia, percentuale che si prevede crescere ben oltre il 50% nei prossimi anni, come già avviene nei mercati pubblicitari più maturi a partire da quello americano.

Sulla base di questa domanda emergente nel mercato, Engage Digital School ha creato un master di specializzazione dedicato al Programmatic Advertising, con l’obiettivo di fornire ai partecipanti gli strumenti teorici e pratici per gestire le tecniche e le piattaforme di programmating buying e programmatic selling, e combinarle con la mediazione tradizionale di spazi pubblicitari sui media on e offline.

Pur essendo aperto anche ai neolaureati che vogliono trovare occupazione nel digital advertising, il master ha una struttura studiata per favorire in particolare la partecipazione di professionisti già attivi nel marketing e nel media che vogliono sviluppare la propria competenza in una delle aree più strategiche del settore.

Per questo motivo il corso, delle durata complessiva di 24 ore di lezione in aula, si articola in un percorso didattico costituito da 4 moduli, ognuno dei quali si compone di 2 lezioni serali da 3 ore ognuna, che si terranno presso la sede di Engage in via Ampère 30.

Il corso prenderà il via il 9 gennaio 2018, per concludersi il 1 febbraio (qui tutte le informazioni, inclusa la possibilità di approfittare della speciale offerta lancio).

Come tutti i corsi della Engage Digital School, le lezioni saranno tenute esclusivamente da professionisti attivi ad alto livello nel digital advertising. I docenti del master di specializzazione sul Programmatic Advertising sono Sara Buluggiu, Direttore Commerciale per il Sud Europa e Mena Region e Country Manager Italia di Rubicon Project; Atakan Unlu, Responsabile Display & Video Advertising della concessionaria tg|adv, gruppo Trilud; Enrico Ciampini, Managing Director di Newbase Italy; e Mariano De Luca, Account Direcor in Italia, Spagna e Mena Region di Rubicon Project.

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