Main partner:

Jobs

Salesforce annuncia il lancio di una Customer Data Platform

Salesforce potenzia la sua offerta dati con il lancio di una CDP.

Lo ha annunciato il CEO di Salesforce Marketing Cloud Bob Stutz in un blog post ufficiale, in cui ha spiegato che la Customer Data Platform della società sarà “una naturale estensione di Salesforce Customer 360“, piattaforma annunciata in occasione dell’evento Dreamforce dell’azienda e che sarà disponibile più avanti nel corso dell’anno. “Salesforce Customer 360 aiuta le aziende a connettersi e unificare facilmente i dati dei consumatori su Salesforce e sulle applicazioni di terze parti con un singolo ID utente. La nostra Customer Data Platform si costruisce sulle fondamente di questa identità unificata per offrire una ‘visione unica del consumatore’ ai professionisti del marketing“.

Ad esempio, spiega il manager, un brand può usare Salesforce Customer 360 per scoprire che il Consumatore A e il Consumatore B in due diversi contesti sono effettivamente la stessa persona. La CDP consentirà di costruire e immagazzinare un profilo unico di quella persona basato sui dati raccolti con il suo consenso nei punti vendita, nelle property e-commerce, nei siti, nelle app mobile e in altri luoghi.

Ulteriori dettagli sul nuovo strumento verranno svelati a giugno, in occasione dell’evento Connections di Salesforce a Chicago, dedicato al futuro del customer engagement.

Cresce il numero medio di fonti di dati per le attività di marketing: 15 nel 2019, secondo Salesforce

I marketer si affidano all’abbondanza di fonti di dati per capire meglio le preferenze dei consumatori. Tutte le informazioni, dalla percentuale di apertura delle email alle attività sul web, fino ad arrivare alla demografia, aiutano i team del marketing a delineare profili precisi dei propri consumatori. Tuttavia gran parte di questi dati vengono immagazzinati in tecnologie inaccessibili e spesso difficili da unificare.

È quanto rivela Salesforce nel suo State of Marketing Report, il report condotto a livello globale su oltre 4.100 professionisti del marketing al fine di individuare le nuove tendenze del settore.

Secondo lo studio, si prevede che il numero medio di fonti di dati (ovvero qualsiasi fonte di dati collegabile all’identità di ciascun cliente e che può essere quindi utilizzata per le strategie di marketing) passerà da 10 nel 2017 a 15 nel 2019, sebbene solo il 47% dei marketer affermi di avere una visione completamente unificata di tutte le fonti di dati relative ai propri clienti.

Le quattro maggiori tecnologie utilizzate per delineare l’identità dei clienti sono i database di marketing, i sistemi di CRM, i fornitori di servizi e-mail (ESP) e le piattaforme di data management (DMP).

salesforce-state-marketing-2019

Di queste ultime si è ormai superato l’uso tradizionale per la gestione di Cookie IDs al fine di generare segmenti di audience per la pubblicità digitale. Nei prossimi due anni, i marketer hanno intenzione di utilizzare le DMP a diversi scopi: per l’identificazione e segmentazione delle audience, il riconoscimento e la gestione dell’identità, il collaudo e l’ottimizzazione delle strategie creative e la personalizzazione di contenuti.

Una customer experience “connessa”

Le aspettative dei clienti hanno ormai raggiunto picchi storici, di conseguenza la missione degli esperti di marketing è sempre più quella di dover soddisfare le richieste dei consumatori. Pertanto, non c’è da stupirsi se più della metà (54%) degli high-performing marketer (coloro che si dichiarano del tutto soddisfatti delle proprie performance di marketing e dei risultati degli investimenti) afferma che la propria azienda sta portando avanti progetti di business legati alla customer experience.

salesforce-state-of-marketing-2019

Una customer experience sempre più “connessa” e multimediale, che segue l’evoluzione del comportamento dei consumatori e che ha conseguenze dirette anche nel lavoro dei professionisti delle aziende, con team sempre più legati tra loro. In particolare, secondo lo studio, il 65% dei responsabili marketing afferma che tutti i membri dei team presenti in azienda condividono obiettivi e strumenti di misurazione, e che il 50% condivide obiettivi e strumenti di misurazione con i team commerciali. Più della metà (54%) ritiene giusto che ci sia una collaborazione tra i due dipartimenti e il 52% condivide obiettivi e strumenti di misurazione.

Marketing e Customer Service sono i team che lavorano più a stretto contatto: il 55% delle divisioni marketing collabora con le aree del customer service della propria azienda per gestire le richieste e le questioni legate ai social media, il 54% condivide con queste aree un flusso di dati relativo ai consumatori e il 53% pone obiettivi e strumenti di misurazione comuni.

Salesforce arricchisce la Marketing Cloud con nuovi strumenti di Datorama

Sei mesi dopo l’acquisizione di Datorama per 800 milioni di dollari, Salesforce mette in pratica l’integrazione della piattaforma all’interno della propria suite Marketing Cloud, con una serie di novità. La società ha infatti annunciato all’AdExchanger Industry Preview un’espansione delle funzioni di analytics di Marketing Cloud, con nuovi strumenti di Datorama per l’integrazione e l’attivazione dei dati.

La prima novità è un arricchimento dei connettori di Datorama Marketing Cloud, che presto consentiranno alle aziende di visualizzare come le loro campagne social, mobile ed email marketing performano accanto ad altri canali di comunicazione. I nuovi connettori, che saranno disponibili tra la primavera e l’estate di quest’anno, offriranno anche tool avanzati di reportistica e analytics.

Poi, un nuovo portale per gli sviluppatori di Datorama, grazie a cui i professionisti dell’IT e gli sviluppatori avranno a disposizione una suite di strumenti per costruire integrazioni di dati personalizzate e soluzioni per i loro team di marketing.

Infine, un nuovo Activation Center, che permetterà ai marketer di attivare istantaneamente i ricchi insight fatti emergere da Datorama, direttamente all’interno della console Datorama.

Le aziende usano sempre più fonti di dati, ma l’identity resta una sfida

Oggi, tra i fattori di potenziale successo di una campagna, c’è anche il numero di sorgenti di dati utilizzate: più sono, più la campagna ha possibilità di raggiungere il consumatore ideale e dunque di avere più efficacia. Lo sanno bene le aziende, che di anno in anno impiegano sempre più fonti di informazioni sui consumatori, dai tassi di apertura delle email allo storico degli acquisti ai click sulle pubblicità.

Secondo uno studio di Salesforce, il numero medio di fonti di dati usato da un’azienda si stima potrà aumentare da 10 nel 2017 a 12 quest’anno, a 15 nel 2019, con un balzo del 50% in soli due anni.

Ma nonostante la grande disponibilità di dati nelle mani dei brand, molte imprese faticano ancora a raggiungere una visione completa ed esaustiva dei loro consumatori: solo il 47% ammette di esserci riuscito. Tra gli strumenti utilizzati per la customer identity, si fanno strada svariate soluzioni, tra cui le DMP, storicamente usate per ottimizzare le performance pubblicitarie e gli acquisti media, ed ora adottate anche a tale scopo dal 76% degli intervistati.

Sempre a proposito di DMP, le aziende si aspettano che il loro utilizzo possa aumentare del 64% entro il 2020 e che il modo in cui viene utilizzata la tecnologia possa evolvere e ampliarsi, non solo comprendendo la gestione e risoluzione dell’identity, ma anche la personalizzazione dei contenuti e tanto altro.

La sfida del marketing data-driven: bilanciare personalizzazione e privacy dell’utente

Cresce l’utilizzo dei dati da parte dei marketer, soprattutto tra le media company. Lo confermano i risultati dello studio annuale di Salesforce “State of Marketing”, secondo cui nel 2019 l’uso di dati a fini di marketing in queste società crescerà addirittura del 50% anno su anno, il doppio della crescita che si registrerà mediamente tra le aziende dei vari settori.

La ricerca, basata su un campione di 4100 professionisti del marketing a livello globale appartenenti ai settori “retail and consumer goods”, “financial services”, “manufacturing”, “healthcare and life sciences”, “communications and media” e “travel, transportation and hospitality”, ha registrato anche un utilizzo crescente dell’intelligenza artificiale a fini di comunicazione, che dal 2017 ha visto un incremento medio del 44%.

Per i marketer, inoltre, il tema della personalizzazione della comunicazione rimane prioritario. E proprio l’AI viene utilizzata per attivare gli insight raccolti sugli utenti per una personalizzazione scalabile. Ma come qualsiasi rivoluzione tecnologica, anche l’avanzata dell’intelligenza artificiale porta problemi e responsabilità. I marketer, oggi – complici pratiche poco trasparenti di raccolta dei dati e il conseguente abbassamento della fiducia da parte degli utenti -, sono molto più di prima attenti al modo in cui implementano ed ampliano l’utilizzo di tali tecnologie. Oltre la metà degli intervistati, il 51%, è più consapevole del necessario bilanciamento tra personalizzazione e privacy dei consumatori rispetto a due anni fa. Ma tale equilibrio è difficile da trovare: solo il 30%, infatti, si ritiene completamente soddisfatto delle proprie capacità in merito.

Tra i professionisti del marketing in ambito media, l’utilizzo dell’AI è particolarmente forte rispetto alle altre industry: lo usa a fini di marketing circa un terzo degli intervistati, il 10% in più del livello d’uso medio tra i vari settori. E anche il tema della personalizzazione è particolarmente sentito: lo considera un elemento importante per il miglioramento delle strategie di marketing ben l’87% degli intervistati.

Salesforce “unifica” i dati tra piattaforme con la nuova soluzione Customer 360

All’indomani dell’annuncio dell’accordo stretto tra Microsoft, SAP e Adobe per la condivisione dei dati, Salesforce comunica la messa a punto di una nuova soluzione volta a rendere più facile l’utilizzo e l’attivazione degli insight sugli utenti.

In occasione della sua conferenza Dreamforce a San Francisco, la società ha presentato infatti Salesforce Customer 360, un ID utente unico che mette a fattor comune i dati provenienti dalle sue varie suite di prodotto cloud Sales, Services, Commerce e Marketing.

La soluzione è disponibile gratuitamente per i clienti che utilizzano i prodotti Salesforce, e sarà utilizzabile sia sui dati provenienti dalle piattaforme dell’azienda – come informazioni su CRM o transazioni contenuti nella suite Commerce Cloud o insight sulle campagne ospitati nella Marketing Cloud – che su dati di origine esterna, provenienti da qualsiasi partner attraverso l’API di integrazione di MuleSoft (società acquisita a marzo da Salesforce).

Una volta che Customer 360 ha eliminato eventuali duplicati tra le varie fonti, creerà degli ID che potranno essere spediti alle piattaforme di acquisto o ai partner di misurazione.

«Ci sono tanti modi diversi in cui una persona oggi può entrare a contatto con un brand, e tra tutti questi passaggi di tecnologia e media si è perso un certo livello di controllo», spiega Patrick Stokes, senior VP of product management di Salesforce. Per l’azienda, Customer 360 rappresenta un modo per consentire ai brand di superare l’approccio “a silos” ai dati, consentendo di collegare le varie fonti di informazioni sui consumatori in un unico identificativo, per una visione più reale e completa del comportamento d’acquisto utile per la messa a punto di strategie di marketing più efficaci ed efficienti.

Google: “Bisogna ricordare agli utenti i benefici della pubblicità data-driven”

Oggi nella nostra rassegna parliamo di Google, Salesforce e di un nuovo esperimento in campo OOH.

Google: “Bisogna ricordare agli utenti i benefici della pubblicità data-driven”

La sfiducia dei consumatori nei confronti della pubblicità data-driven ha raggiunto un punto di crisi, ed è necessario ricordare loro quello che essa offre in cambio. E’ questo il messaggio che Sridhar Ramaswamy, SVP of ads and commerce di Google, ha lanciato in occasione dell’evento Data Summit di Dublin. «Sta a tutti noi affrontare la crisi che ci sta davanti – ha detto il manager -. Senza la fiducia degli utenti, senza la convinzione sincera che tra tutte le parti coinvolte nell’ecosistema ci sia un onesto scambio di benefici, non ci sarà un futuro positivo». Leggi di più su AdExchanger.

Salesforce lancia un assistente vocale per il mondo business

Dopo Amazon con Alexa, Apple con Siri, Microsoft con Cortana e Google con Google Assistant, adesso un nuovo player si lancia nel mondo degli assistenti vocali, ma con una particolarità. Si tratta di Salesforce, che ha creato una piattaforma specificamente pensata per il mondo business. Si chiama Einstein Voice, e sfrutta la piattaforma di intelligenza artificiale Einstein dell’azienda per offrire una serie di servizi “vocali” ai professionisti. Grazie ad essa, i manager potranno, ad esempio, dettare dei memo ed accedere a servizi cloud senza muovere un dito. Leggi di più su Venture Beat.

Tracciare l’engagement degli utenti tramite un’affissione: il progetto di Deloitte Digital a Londra

Deloitte Digital ha implementato all’aeroporto di London City un impianto out of home che consente di misurare l’engagement degli utenti con l’informazione mostrata, attraverso una tecnologia di tracciamento dello sguardo. Ciò consente di comprendere quali parti di un annuncio effettivamente risultano attirare l’attenzione delle persone in tempo reale, e di migliorare tale apprendimento nel tempo, per rendere le campagne ancora più efficaci. Leggi di più su Campaign.

Le soluzioni di Datorama entrano a far parte di Salesforce Marketing Cloud

Si delinea il futuro di Datorama, società specializzata in analytics e gestione dei dati multipiattaforma, dopo la sua acquisizione da parte di Salesforce.

In occasione del DMEXCO di Colonia, infatti, Salesforce ha annunciato che le soluzioni della società entreranno a far parte di Salesforce Marketing Cloud.

Datorama consente di riunire tutti i dati di marketing provenienti da diversi canali, campagne e aree geografiche per ricevere insight e intervenire sulle attività in corso, dando la possibilità sia ad aziende che ad agenzie di comprendere al meglio l’efficacia dei loro investimenti di marketing e ottimizzarli in tempo reale.

In particolare, Datorama offre una vasta libreria di API marketing e connettori basati sull’Intelligenza Artificiale chiamati TotalConnect e LiteConnect che interpretano e classificano automaticamente i dati di marketing, nonché altri tipi di dati relativi a vendite, meteo, informazioni di tipo economico o provenienti dai sondaggi. Insieme, le due soluzioni acquisiscono istantaneamente tutti i dati delle campagne provenienti da qualsiasi fonte, tra cui Salesforce Marketing Cloud, Google Analytics e molte altre piattaforme per l’interpretazione dei risultati organici e a pagamento, insigth social e altri dati sulle pubblicità video, display, televisive e offline. Datorama è quindi in grado di elaborare approfondimenti sulle diverse campagne di marketing in un’unica dashboard visiva, evidenziando in modo chiaro quali campagne stanno funzionando e quali no. I marketer e le agenzie possono personalizzare la dashboard a seconda dei KPI e dei segmenti di pubblico interessati, applicando suggerimenti generati da Intelligenza Artificiale e alert per indicare eventuali criticità.

Attualmente – spiega la società in una nota – Datorama viene fornito come prodotto separato, ma in futuro “sarà integrato direttamente in Marketing Cloud, fungendo come unica fonte per la comprensione e l’analisi delle performance di marketing dei nostri clienti”. Successivamente, Datorama potrà connettersi anche con altre tipologie di dati nativi all’interno della piattaforma Customer Success di Salesforce, inclusi i dati CRM di prima parte e altro ancora.

Il CMO di L’Oréal: «Il marketing non ha fatto un buon lavoro nello spiegare agli utenti i benefici dei dati»

Oggi nella nostra rassegna parliamo di dati e frodi adv.

Il CMO di L’Oréal: «Il marketing non ha fatto un buon lavoro nello spiegare agli utenti i benefici dei dati»

“All’interno del mercato, potremmo non aver fatto un buon lavoro in passato nello spiegare perché i dati possono aiutare a rendere i messaggi più rilevanti e significativi per gli utenti”. E’ il parere di Stéphane Bérubé, CMO di L’Oréal per l’area Western Europe, che in un articolo su Campaign ha riassunto il suo punto di vista sull’importanza dell’utente nell’era del marketing data-driven. “Viviamo in un’epoca in cui i consumatori non conoscono necessariamente i benefici dei dati e possono avere una percezione negativa di essi. Vogliamo offrire ad essi personalizzazione e messaggi super rilevanti, ma anche essere chiari con loro su da dove provengono queste informazioni, come vengono usate e perché sono importanti e utili per ciascun consumatore a livello personale”. Leggi di più su Campaign.

Salesforce punta sull’attivazione dei dati, con un investimento di 23,8 milioni di dollari

Salesforce punta sull’attivazione dei dati, con un importante investimento di 23,8 milioni di dollari in SessionM. La startup aiuta le aziende a unificare le sorgenti di dati di prima e terza parte e attivarle all’interno del customer journey. Sebbene abbia degli elementi che la possono ricondurre a una customer data platform, tra le sue caratteristiche differenzianti c’è la capacità di legare la gestione dei dati alla loro attivazione. SessionM, che è già pienamente integrata all’interno dell’offerta cloud Commerce, Marketing, Community e Service, utilizzerà questi nuovi investimenti per migliorare la propria scalabilità a livello internazionale e ampliare la propria presenza all’interno delle applicazioni di Salesforce. Leggi di più su AdExchanger.

Il Guardian e Google testano l’efficacia di ads.txt

Qual è lo stato delle frodi pubblicitarie sul mercato aperto? E ads.txt è davvero uno strumento efficace? Sono due domande a cui Guardian US, Google e la società di ad tech MightyHive hanno cercato di dare risposta attraverso uno studio, mettendo a paragone l’acquisto di sole inventory dotate di ads.txt con quello di ogni tipo di inventory. Il risultato? In assenza di ads.txt l’incidenza delle frodi era notevolmente maggiore, soprattutto nel caso di pubblicità video. Leggi di più sul Guardian.

Salesforce si rafforza nella gestione dei dati: acquisita la società di intelligence Datorama

A conferma che la gestione dei dati in ambiente multipiattaforma è un business interessante e proficuo per le aziende, Salesforce ha ufficializzato oggi di aver potenziato la propria offerta nel settore grazie all’acquisizione della società specializzata Datorama.

L’operazione, la cui chiusura è attesa per il terzo trimestre dell’anno fiscale 2019 di Salesforce (che terminerà il 31 ottobre 2018), secondo indiscrezioni sarebbe costata al colosso cloud 800 milioni di dollari.

Una cifra importante per Datorama, nata nel 2012 e che oggi offre strumenti di intelligence per la gestione dei dati multipiattaforma. In particolare, la società fornisce soluzioni cloud di marketing intelligence e una piattaforma di analytics per aziende, agenzie ed editori, grazie a cui le imprese possono mettere a fattor comune i dati raccolti da più fonti e canali e attivarli per la realizzazione e l’ottimizzazione delle attività di marketing. Tra i suoi clienti ci sono PepsiCo, Ticketmaster, Trivago, Unilever, Pernod Ricard e Foursquare.

datorama

“L’acquisizione di Datorama migliorerà la potenza della Marketing Cloud di Salesforce grazie all’integrazione di dati, strumenti di intelligence e analisi, consentendo agli operatori di marketing di ottenere informazioni dettagliate dai dati di Salesforce e dalle tante tecnologie usate oggi per il marketing e l’engagement dell’utente. Con una visione unificata di dati e informazioni, le aziende potranno prendere devisioni più consapevoli lungo l’intero customer journey e ottimizzare l’engagement in maniera scalabile”, spiega Ran Sarig,
CEO e Co-Founder di Datorama, in un blog post.

Datorama è presente anche in Italia dall’inizio di quest’anno. In questa intervista, la Country Manager Stefania Balsamo ci ha spiegato il posizionamento della società e i suoi obiettivi nel nostro Paese.