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Il CMO di L’Oréal: «Il marketing non ha fatto un buon lavoro nello spiegare agli utenti i benefici dei dati»

Oggi nella nostra rassegna parliamo di dati e frodi adv.

Il CMO di L’Oréal: «Il marketing non ha fatto un buon lavoro nello spiegare agli utenti i benefici dei dati»

“All’interno del mercato, potremmo non aver fatto un buon lavoro in passato nello spiegare perché i dati possono aiutare a rendere i messaggi più rilevanti e significativi per gli utenti”. E’ il parere di Stéphane Bérubé, CMO di L’Oréal per l’area Western Europe, che in un articolo su Campaign ha riassunto il suo punto di vista sull’importanza dell’utente nell’era del marketing data-driven. “Viviamo in un’epoca in cui i consumatori non conoscono necessariamente i benefici dei dati e possono avere una percezione negativa di essi. Vogliamo offrire ad essi personalizzazione e messaggi super rilevanti, ma anche essere chiari con loro su da dove provengono queste informazioni, come vengono usate e perché sono importanti e utili per ciascun consumatore a livello personale”. Leggi di più su Campaign.

Salesforce punta sull’attivazione dei dati, con un investimento di 23,8 milioni di dollari

Salesforce punta sull’attivazione dei dati, con un importante investimento di 23,8 milioni di dollari in SessionM. La startup aiuta le aziende a unificare le sorgenti di dati di prima e terza parte e attivarle all’interno del customer journey. Sebbene abbia degli elementi che la possono ricondurre a una customer data platform, tra le sue caratteristiche differenzianti c’è la capacità di legare la gestione dei dati alla loro attivazione. SessionM, che è già pienamente integrata all’interno dell’offerta cloud Commerce, Marketing, Community e Service, utilizzerà questi nuovi investimenti per migliorare la propria scalabilità a livello internazionale e ampliare la propria presenza all’interno delle applicazioni di Salesforce. Leggi di più su AdExchanger.

Il Guardian e Google testano l’efficacia di ads.txt

Qual è lo stato delle frodi pubblicitarie sul mercato aperto? E ads.txt è davvero uno strumento efficace? Sono due domande a cui Guardian US, Google e la società di ad tech MightyHive hanno cercato di dare risposta attraverso uno studio, mettendo a paragone l’acquisto di sole inventory dotate di ads.txt con quello di ogni tipo di inventory. Il risultato? In assenza di ads.txt l’incidenza delle frodi era notevolmente maggiore, soprattutto nel caso di pubblicità video. Leggi di più sul Guardian.

Salesforce si rafforza nella gestione dei dati: acquisita la società di intelligence Datorama

A conferma che la gestione dei dati in ambiente multipiattaforma è un business interessante e proficuo per le aziende, Salesforce ha ufficializzato oggi di aver potenziato la propria offerta nel settore grazie all’acquisizione della società specializzata Datorama.

L’operazione, la cui chiusura è attesa per il terzo trimestre dell’anno fiscale 2019 di Salesforce (che terminerà il 31 ottobre 2018), secondo indiscrezioni sarebbe costata al colosso cloud 800 milioni di dollari.

Una cifra importante per Datorama, nata nel 2012 e che oggi offre strumenti di intelligence per la gestione dei dati multipiattaforma. In particolare, la società fornisce soluzioni cloud di marketing intelligence e una piattaforma di analytics per aziende, agenzie ed editori, grazie a cui le imprese possono mettere a fattor comune i dati raccolti da più fonti e canali e attivarli per la realizzazione e l’ottimizzazione delle attività di marketing. Tra i suoi clienti ci sono PepsiCo, Ticketmaster, Trivago, Unilever, Pernod Ricard e Foursquare.

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“L’acquisizione di Datorama migliorerà la potenza della Marketing Cloud di Salesforce grazie all’integrazione di dati, strumenti di intelligence e analisi, consentendo agli operatori di marketing di ottenere informazioni dettagliate dai dati di Salesforce e dalle tante tecnologie usate oggi per il marketing e l’engagement dell’utente. Con una visione unificata di dati e informazioni, le aziende potranno prendere devisioni più consapevoli lungo l’intero customer journey e ottimizzare l’engagement in maniera scalabile”, spiega Ran Sarig,
CEO e Co-Founder di Datorama, in un blog post.

Datorama è presente anche in Italia dall’inizio di quest’anno. In questa intervista, la Country Manager Stefania Balsamo ci ha spiegato il posizionamento della società e i suoi obiettivi nel nostro Paese.

Acxiom potrebbe presto vendere LiveRamp. Oracle, Adobe e AT&T tra i potenziali acquirenti

Dopo la vendita della divisione Marketing Solutions a IPG, Acxiom potrebbe a questo punto mettere sul mercato anche l’altro pezzo pregiato della casa, la società specializzata in raccolta di dati e identity matching LiveRamp.

Come ha osservato Elgin Thompson di Digital Capital Advisors, questo sembra infatti il momento giusto per estrarre il massimo valore dai potenziali acquirenti per una compagnia le cui soluzioni rientrano nell’ambito dell’attribuzione e del marketing people-based.

Ma chi potrebbe essere interessato a fare un’offerta per LiveRamp? La testata specializzata AdExchanger si è impegnata in un’analisi dei potenziali acquirenti.

Tra questi ci sarebbe Oracle, che con LiveRamp arricchirebbe in modo notevole la sua piattaforma Oracle Data Cloud, già tra le più complete del mercato grazie ad asset come Moat e Datalogix. La compagnia americana dovrebbe però fare i conti il probabile interesse dei competitor Adobe (che del resto ha con LiveRamp una lunga storia di collaborazioni e prodotti sviluppati in comune) e Salesforce.

Non solo: oltre alle fondi di investimento e alle compagnie di Equity, sempre molto interessate a questo genere di operazioni, specie quando si tratta di società quotate – come è LiveRamp – nella partita potrebbe entrare anche AT&T, che dopo la recente acquisizione di AppNexus potrebbe preparare un altro colpo all’interno del settore ad tech.

Nessuna delle holding della comunicazione sarebbe invece, allo stato attuale, un compratore realistico, secondo la testata americana.

Perché negli anni le agenzie hanno ridotto il numero di DSP con cui lavorano?

Oggi nella nostra rassegna parliamo di DSP, Cannes e della partnership tra Salesforce e Google Analytics 360.

Perché negli anni le agenzie hanno ridotto il numero di DSP con cui lavorano?

Con l’acquisizione di sempre più competenze in ambito programmatico, le agenzie media col tempo hanno progressivamente ridotto il numero di DSP con cui lavorano. Secondo una recente ricerca, la quantità di piattaforme di acquisto con cui un’agenzia lavora si è ridotto del 40% nel corso degli scorsi due anni. Ma quali sono effettivamente i motivi, al di là dell’internalizzazione di certe competenze? Sicuramente un consolidamento del mercato, ma anche il bisogno di una maggiore efficienza, sia a livello di processi che di costi. Leggi di più su AdExchanger.

A Cannes quest’anno meno società ad tech

Nel mercato programmatico si parla da tempo di un progressivo consolidamento degli operatori. E questo concetto sembrerebbe aver trovato conferma quest’anno al Festival della Creatività Internazionale di Cannes. Rispetto all’anno scorso, quando una ventina di società ad tech dominavano il porto del festival, quest’anno il gruppo si è ridotto a quasi la metà di tutti i 18 yacht ormeggiati. In compenso, si sono aggiunte alla flotta le società di consulenza: Accenture, che proprio ultimamente ha lanciato il suo nuovo braccio programmatico, e PwC. Tra i temi più ricorrenti a bordo, il GDPR, da meno di un mese definitivamente entrato in vigore. Leggi di più su Digiday.

Cosa significa per le aziende l’accordo tra Salesforce e Google Analytics 360

Negli scorsi giorni Salesforce ha annunciato una partnership con Google, grazie alla quale le aziende potranno attivare dati dal software Analytics 360 attraverso la Salesforce Marketing Cloud. Ma cosa significa effettivamente questo per i marketer? Salesforce precedentemente non aveva un’offerta di web analytics, dunque ha optato per una “fornitura” esterna, appunto con Big G e il suo software Analytics 360. Adesso per esempio, un’azienda di beni di consumo potrà visualizzare sulla dashboard Marketing Cloud delle metriche importate da Analytics 360, creare delle audience aggregate e anonime, per esempio, di tutti gli utenti che hanno visualizzato spesso un prodotto ma non lo hanno acquistato, e attivarle con campagne di retargeting tramite la Marketing Cloud in pochi click. Leggi di più su AdAge.

Bob Stutz, CEO di Salesforce Marketing Cloud: «Le CDP? Una moda passeggera»

Oggi nella nostra rassegna parliamo di AB InBev, Salesforce e Google.

Il CEO di Salesforce Marketing Cloud: «Le CDP? Una moda passeggera»

Le CDP (Customer Data Platform)? Per il CEO di Salesforce Marketing Cloud Bob Stutz sono una «moda passeggera». «Penso che quello che vedremo in un paio di anni sarà che molti di questi acronimi di tre lettere non ci saranno più, ma saranno fusi tutti insieme in maniera più fluida. Se si guarda alle aziende oggi, ci sono ancora molti silos: customer service, vendite, marketing, distribuzione, ecommerce. Si possono connettere i vari dati e far collaborare le parti, ma farlo oggi necessita molto lavoro. Tuttavia, il futuro è quello». Leggi di più su AdExchanger.

AB InBev punta sulla trasparenza lanciando la sua prima campagna basata su blockchain

AB InBev ha lanciato la sua prima campagna pubblicitaria basata su blockchain. L’azienda utilizzerà la tecnologia per rendere più trasparenti le misurazioni degli annunci. La campagna, iniziata un paio di settimane fa, promuove cinque dei principali brand del gruppo, tra cui Budweiser e Bud Light, ed è stata realizzata insieme alla piattaforma pubblicitaria mobile Kiip. L’utilizzo del blockchain contribuisce a diminuire la quantità di tempo impiegata dall’azienda a setacciare i dati sulle impression, in quanto tutte le informazioni sugli annunci, come tasso di engagement, creatività, prezzi e così via, sono scaricabili e revisionabili dal brand regolarmente ogni ora. Leggi di più su AdWeek.

Google punta all’ecommerce: investiti 550 milioni di dollari nel sito cinese JD.com

Una settimana dopo aver siglato un accordo con Carrefour per la vendita online di prodotti in Francia attraverso le sue varie piattaforme tra cui Home e Assistant, Google annuncia una nuova mossa che conferma il suo recente interesse per il mondo ecommerce. La società ha investito un capitale di 550 milioni di dollari nel sito cinese JD.com. I due player contano di esplorare lo sviluppo congoiunto di soluzioni retail in varie regioni, tra cui il Sud-est asiatico, l’Europa e gli Stati Uniti. Leggi di più su Bloomberg.

PubMatic e Publicis Media lanciano un private marketplace per i Mondiali di Calcio Russia 2018

Nella nostra rassegna di oggi: l’accordo tra PubMatic e Publicis Media in vista dei Mondiali di Calcio, la tendenza degli editori a guardare con sempre più interesse a YouTube, e la trimestrale positiva di Salesforce.

PubMatic e Publicis Media lanciano un private marketplace in vista dei Mondiali di Calcio

PubMatic e Publicis Media hanno siglato un accordo per il lancio di un private marketplace targettizzato in vista dei prossimi Mondiali di Calcio in Russia. Obiettivo della piattaforma è consentire alle aziende di avviare accordi privati scalabili con gli editori premium della SSP, basati su segmenti di audience di appassionati di sport. L’accordo è attivo nell’area Asia-Pacifico, con un’iniziale disponibilità in Indonesia, Singapore, Vietnam, Tailandia e Filippine, a cui si aggiungeranno in futuro altri mercati della regione. Leggi di più su Marketing Interactive.

Gli editori guardano a YouTube: il caso Hearst

Sconfortati dal cambio di algoritmo di Facebook, sempre più editori guardano con interesse a YouTube. Come Hearst, che ha iniziato da qualche tempo a creare contenuti specificamente pensati inizialmente per YouTube, e poi distribuiti su altre piattaforme, per le sue testate di punta Seventeen, Harper’s Bazaar, Elle e Cosmopolitan. L’editore avrebbe anche iniziato a misurare nuovi KPI come il tempo di visualizzazione e le visualizzazioni ripetute, invece di metriche più a breve termine tipiche di Facebook come i like e le condivisioni. Il risultato: un’aumento esponenziale dei follower delle riviste del gruppo sulla piattaforma video. Tuttavia, anche in questo caso, non mancano rischi. Leggi di più su Business Insider [articolo accessibile su abbonamento].

Salesforce continua a correre nel Q1 2018

Salesforce ha battuto le attese degli analisti nel primo trimestre del 2018, segno che gli sforzi della società nell’espandere i propri prodotti software e la base clienti si sono rivelati premianti. Il fatturato della società ha raggiunto 3,23 miliardi di dollari, contro le stime di mercato di 3,1 miliardi. In considerazione di questi risultati, Salesforce ha ritarato al rialzo le sue previsioni di business per l’anno in corso, portandole a 13,1 miliardi di dollari. Leggi di più su AdAge.

Snapchat, la pubblicità in realtà aumentata piace alle aziende. Ecco perché

Il successo della pubblicità in realtà aumentata per Snapchat, una nuova acquisizione di Oracle e una nomina di Salesforce in vista della GDPR. Ne parliamo oggi nella nostra rassegna.

Snapchat, la pubblicità in realtà aumentata piace alle aziende. Ecco perché

A novembre, Snapchat ha iniziato a testare i propri Snap Ad in realtà aumentata, una forma di annuncio in cui l’utente, scorrendo su un video o un’immagine poteva far apparire un effetto brandizzato (“lens”) e interagire con esso. Sei mesi dopo, il formato, secondo quanto rivelato dal social network, è stato acquistato in programmatic da oltre 100 inserzionisti, tra cui grandi nomi come Foot Locker, Nike e il gigante americano del cioccolato Hershey’s. Tra i motivi, il costo minore rispetto agli altri effetti brandizzati sul social e l’alto tasso di engagement offerto dal formato. Leggi di più su Digiday.

Oracle si rafforza nel machine learning con l’acquisizione di DataScience.com

Oracle ha annunciato di avere acquisito DataScience.com, startup specializzata in machine learning. La piattaforma andrà ad arricchire l’offerta di servizi della Infrastruttura Cloud di Oracle, per mettere a disposizione dei clienti una singola, unificata soluzione di machine learning. «Con la combinazione di Oracle e DataScience.com, i clienti potranno sfruttare un’unica piattaforma di data science per trarre il meglio da machine learning e big data per le loro analisi predittive e per migliorare i loro risultati di business», commenta Amit Zavery, Executive Vice President di Oracle Cloud Platform. Leggi di più su Venture Beat.

Salesforce nomina la sua Data Protection Officer

Anche Salesforce si prepara alla GDPR. L’azienda di cloud computing ha nominato il suo Data Protection Officer in vista della definitiva entrata in vigore del regolamento europeo tra meno di 10 giorni: si tratta di Lindsey Finch, già senior vice president of global privacy and product legal della società. Prima di arrivare in Salesforce, Finch ha lavorato per la U.S. Federal Trade Commission, per il Department of Homeland Security americano e, in ambito aziendale, per General Electric. Leggi di più su MediaPost.

DMP, Oracle è ancora la più utilizzata dai marketer. Ma crescono Salesforce e The Trade Desk

La data management platform di Oracle continua ad essere la più riconosciuta e utilizzata dai marketer ma Salesforce prosegue la sua ascesa all’interno dell’industria del marketing tecnologico. Nella classifica stilata dal Programmatic Intelligence Q4 di Advertiser Perceptions, la DMP di Oracle si trova al primo posto per utilizzo e intenzione d’acquisto dei marketer ma è indietro per quanto concerne alcuni fattori rilevanti per i professionisti.

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Una posizione quasi “di rendita” ereditata dall’acquisizione di BlueKai, ha fatto notare ad Adexchanger Kevin Mannion, Chief Strategy Officer di Advertiser Perceptions, ma non inespugnabile visti i progressi fatti dalle piattaforme concorrenti.

I principali criteri tecnologici che, secondo la ricerca, orientano la scelta della DMP da parte degli inserzionisti sono: la scoperta di inventario pubblicitario, l’accesso gratuito ai CRM e la capacità di raccogliere i dati da file di registro e API.

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Per quanto riguarda il primo criterio, Oracle ha ottenuto una posizione bassa, MediaMath si è invece guadagnata la vetta della classifica. Risultati medi in termini di accesso ai dati per gli insight CRM, area in cui eccelle Adobe Audience Manager. Risulta terza nella raccolta dati, in cui domina la DMP di Salesforce. The Trade Desk ha ottenuto il posto più alto per la tipologia di analytics desiderati dai marketer: qualità delle valutazioni post-campagna, insight e raccomandazioni.

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Gli analytics di Oracle, secondo Advertiser Perceptions, sono stati superati anche in aree come l’identificazione e analisi cross-dispositiivo (MediaMath, Viant e The Trade Desk hanno conquistato il podio) impostazione e partecipazione a QA (i primi tre sono stati Salesforce, The Trade Desk e eXelate).

Nel complesso, emerge dal documento, Salesforce e The Trade Desk sembrano essere le data management platform con maggiore slancio.

Salesforce lancia un nuovo SDK per l’email marketing

Salesforce amplia la sua offerta con un nuovo strumento per l’email marketing.

Si chiama Marketing Cloud Content Block Software Developer Kit (SDK), ed è una soluzione che consente agli sviluppatori di costruire widget di contenuti email personalizzabili, che le aziende possono poi selezionare e inserire all’interno delle loro email promozionali.

Il Content Block SDK offrirà ai marketer anche accesso ad Einstein, la piattaforma di intelligenza artificiale di Salesforce, che essi potranno utilizzare per erogare comunicazioni personalizzate – anche predittive – all’interno di un blocco di contenuto email. Ad esempio, un resort sciistico che utilizza la Marketing Cloud di Salesforce potrebbe includere le previsioni meteo in tempo reale della sua zona, utilizzando un blocco di contenuto apposito in un’email promozionale rivolta a quegli utenti che hanno espresso interesse nello sci prima di un weekend festivo.

L’email marketing sta vivendo un periodo particolarmente positivo, anche sull’onda dell’automazione. Secondo una recente ricerca globale, per il 34% degli email marketer il tema delle campagne automatizzate è uno dei principali focus quest’anno, insieme a segmentazione (24%) e personalizzazione (22%). Lo studio ha rivelato inoltre come l’email marketing è considerato un canale di comunicazione molto performante: secondo il 73% degli intervistati, infatti, l’email ROI è “eccellente” o “buono”, davanti a SEO, content marketing, paid search e direct marketing.

Viewability, il Media Rating Council americano potrebbe rivedere i propri standard

Mentre la industry americana si interroga su nuovi possibili standard per la viewability, Salesforce acquisisce una società per 6,5 miliardi di dollari e Adform annuncia una serie di nomine internazionali.

Il MRC americano rivede i propri standard sulla viewability

Il Media Rating Council (MRC) americano ha intenzione di rivedere i propri standard sulla viewability. Attualmente l’associazione considera “visibile” un annuncio se sono a vista almeno il 50% dei suoi pixel per un secondo (nel caso di pubblicità display) o per due secondi consecutivi (nel caso di spot video). Adesso, tuttavia, la MRC starebbe considerando di portare la percentuale di pixel visibili al 100%, come già qualche anno fa avevano auspicato varie grandi aziende e agenzie come Unilever e GroupM. Leggi di più su MediaPost.

Salesforce punta all’integrazione dei dati con una nuova acquisizione

Salesforce ha acquisito Mulesoft, società specializzata nella creazione di reti capaci di connettere app, dati e dispositivi. L’operazione, per cui Salesforce ha sborsato 6,5 miliardi di dollari, è legata alla creazione di una nuova Integration Cloud, che consentirà alle aziende di mettere insieme i dati su un determinato utente indipendentemente dal luogo in cui vengono prodotti, per migliorare l’offerta di servizi personalizzati al consumatore. Leggi di più su MarTech Today.

Cambi al vertice per Adform

Adform ha ufficializzato una serie di cambi al vertice a livello internazionale. A seguito dell’uscita del CRO Jay Stevens, che lascia la società per motivi familiari, Oliver Whitten, prima COO di Adform, assumerà adesso anche la responsabilità globale delle revenue dell’azienda, del business operativo e del marketing. Adform ha anche nominato Holger Mews nuovo CRO della società. Leggi di più su The Drum.