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Salesforce, positivo il Q2 dell’anno fiscale 2020: fatturato a +22%

Salesforce chiude un altro trimestre in positivo. La società ha messo a segno nel secondo trimestre dell’anno fiscale 2020 una crescita del fatturato del 22%, a quota 4 miliardi di dollari.

Un risultato che ha fatto balzare del 7% il valore del titolo in Borsa, e che pone le basi per un aumento dell’obiettivo di fatturato per l’anno fiscale: «A seguito di un’eccezionale trimestre, abbiamo innalzato i nostri obiettivi di fatturato per il FY20 a 16,9 miliardi di dollari» ha spiegato il co-CEO Marc Benioff in occasione della call con gli analisti, aggiungendo che «con la visione di Customer 360, Einstein AI e i milioni di Trailblazers che portano innovazione sulla nostra piattaforma, Salesforce non è mai stato meglio posizionato per il futuro».

Da sempre cuore dell’offerta Salesforce, anche stavolta il Cloud fa la parte del leone: tutte le categorie cloud della società hanno visto importanti crescite, specialmente la Marketing and Commerce Cloud che ha messo a segno un +36%; la principale, Sales Cloud, ha generato 1,13 miliardi di ricavi, con un +13% sul trimestre precedente.

Customer 360 un «enorme motore di crescita» nel prossimo decennio

E un altro astro nascente dell’offerta è Customer 360, la customer data platform (CDP) dell’azienda che consente ai clienti di gestire i loro dati proprietari. Astro nascente per così dire, visto che Benioff ha dichiarato durante la call che si tratta di un prodotto a cui Salesforce ha lavorato per i «passati 20 anni».

Benioff è convinto che Customer 360 costituirà un «enorme motore di crescita» per Salesforce nel prossimo decennio. «Siamo stati molto strategici nella costruzione della nostra piattaforma Customer 360. Essa è la nostra visione che sta al centro di quanto sta succedendo nella quarta rivoluzione industriale – ha aggiunto -. Lo sanno tutti, la quarta rivoluzione industriale è in corso. Tutti e tutto stanno diventando connessi. Ma dietro tutto questo c’è il consumatore».

Salesforce potenzia le piattaforma Customer 360 e la Marketing Cloud

Salesforce presenta la nuova Customer Data Platform (CDP) che entrerà a fare parte di Customer 360. I nuovi servizi della piattaforma Customer 360 consentiranno alle aziende di unificare i diversi dati dei clienti per farne un uso personalizzato basato su una visione univoca del consumatore.

Customer 360, si legge nella nota, va oltre le tradizionali funzionalità delle normali piattaforme dati ed estende la potenza del CRM con la gestione e l’attivazione dei dati su scala consumer. “I clienti oggi non si accontentano di esperienze frammentarie e le aziende riconoscono che avere una visione univoca dei clienti è fondamentale per guadagnarsi la loro fiducia”, ha dichiarato Bret Taylor, President e Chief Product Officer di Salesforce, “Con Customer 360, continuiamo ad ampliare la nostra piattaforma consentendo ai brand di unificare i dati e personalizzare il coinvolgimento dei clienti su vasta scala”.

Il nuovo Customer 360

Oggi Salesforce migliora ulteriormente Customer 360, la piattaforma che consente alle aziende di connettere le app Salesforce e creare un ID cliente unificato per avere una visione univoca di ciascun cliente, aggiungendo nuovi servizi che vanno a semplificare la ricerca e il collegamento dei veri dati frammentati dei clienti e consentendo così alle aziende di offrire un coinvolgimento integrato dei propri clienti su vasta scala.

Di seguito i nuovi servizi di Customer 360, che saranno disponibili in versione pilota a partire dall’autunno del 2019:

  • Unificare i dati e gestire il consenso: i brand saranno in grado di riunire tutti i dati provenienti dai loro clienti creando così profili precisi e completi. Questo include dati spesso “invisibili” come cookie, informazioni sull’identità del cliente e altro ancora. Con il framework di gestione della prestazione di consenso di Salesforce, le aziende hanno ora la possibilità di ottenere facilmente il consenso al trattamento dei dati del cliente ovunque siano impiegati, dall’e-mail marketing alla pubblicità digitale.
  • Segmentazione avanzata dell’audience: le funzionalità di segmentazione consentiranno alle aziende di identificare gruppi specifici di persone con cui interagire in tempo reale in base a dati demografici, cronologia delle richieste e tutti quei dati disponibili provenienti dal contatto con il cliente. Ad esempio, un’azienda sarà in grado di individuare un target di acquirenti di sesso femminile interessato all’acquisto di scarpe da corsa in base alle informazioni raccolte grazie alla combinazione di attività di navigazione web su diversi siti di vendita al dettaglio, interazioni email di marketing, acquisti precedenti e altro ancora.
  • Coinvolgimento personalizzato ovunque: una volta che un marchio conosce il segmento di pubblico che desidera raggiungere, può quindi attivare i dati dei clienti attraverso marketing, servizi e vendite. Ciò significa che le aziende non perderanno alcuna informazione, raggiungendo clienti effettivi e potenziali su vari canali: annunci pubblicitari, email, social, mobile e web, riuscendo a integrarli per offrire un’esperienza senza interruzioni con il brand.
  • Ottimizzazione basata su Einstein Insights: con l’intelligenza artificiale, le aziende saranno in grado di analizzare e capire come e quando coinvolgere i clienti per fidelizzarli e migliorare le prestazioni aziendali. I profili dei clienti vengono continuamente aggiornati in base ai loro comportamenti grazie alle informazioni sul giusto mix di prodotti da consigliare e canali da utilizzare per ottimizzare il loro coinvolgimento. Ad esempio, quando un cliente clicca su un annuncio, acquista un prodotto e apre un’e-mail, il suo ID cliente viene aggiornato in tempo reale. Con i record così aggiornati, i brand possono interagire con i loro clienti nel modo più coerente possibile.

“Le aziende hanno difficoltà a tenere tutti i dati dei propri clienti in un’unica posizione. Con così tanti dati provenienti da dozzine di fonti, è difficile per le aziende tenere traccia di tutto, per non
parlare poi di come utilizzare quei dati a proprio vantaggio per offrire le esperienze connesse che i clienti desiderano ”, ha affermato Sheryl Kingstone, Vice Presidente e Direttore Generale di 451 Research, “Esistono diverse soluzioni che hanno la pretesa di risolvere queste sfide comuni, ma tutte mancano il bersaglio. Quello che Salesforce sta annunciando oggi è un passo in avanti strategico per aiutare le aziende a comprendere veramente i loro clienti attraverso un unico obiettivo e interagire con loro attraverso il marketing, i servizi e altro ancora”.

Salesforce porta Einstein AI sulla sua Marketing Cloud

Salesforce ha inoltre lanciato nuove funzioni di Einstein AI per gli utenti della sua Marketing Cloud, mirate ad aiutare i marketer a raggiungere i propri clienti con maggiore efficienza ed efficacia con email attraverso l’uso di intelligenza artificiale.

L’aggiornamento alla Marketing Cloud include:

  • Frequenza del coinvolgimento, strumento in grado di calcolare quante email mandare ai clienti per mantenerli coinvolti;
  • Ottimizzazione dei momenti di invio, che impiega l’IA per prevedere i migliori momenti per mandare le email marketing;
  • Etichettamento dei contenuti, che utilizza il riconoscimento delle immagini per etichettare automaticamente e con precisione miglioria di immagini in una libreria di contenuti;
  • Messaggi transazionali, con cui i clienti possono facilmente integrare messaggi promozionali e transazionali nella stessa campagna.

Salesforce si arricchisce su dati e analytics: acquisita Tableau per 15,7 miliardi di dollari

Salesforce ha annunciato di avere raggiunto un accordo per l’acquisizione della piattaforma di dati e analytics Tableau.

L’operazione, del valore di 15,7 miliardi di dollari che saranno conferiti interamente in azioni, costituisce un nuovo passo avanti sul fronte dati per la società di CRM, a pochissimi giorno da un’altra – simile – acquisizione effettuata da Google per 2,6 miliardi.

Ma cos’è Tableau? Si tratta di una piattaforma di analytics self-service utilizzata da oltre 86 mila società nel mondo, tra cui Verizon e Netflix. Alla base della sua grande popolarità, un’offerta di strumenti particolarmente intuitivi, che consentono anche a professionisti con poca familiarità con il linguaggio degli analytics di leggere e comprendere efficacemente i dati.

Tableau contribuirà ad ampliare le capacità di analytics di Salesforce ed a rafforzare l’offerta della sua piattaforma Customer 360, con nuovi strumenti adatti alle esigenze di vari dipartimenti d’azienda. Altro vantaggio sarà la messa a fattor comune delle community di professionisti del dato che fanno capo alle due compagnie: gli 1,4 milioni di Trailblazers di Salesforce e gli oltre 1 milione di “data enthusiasts” di Tableau.

“Come parte di Salesforce – spiega la società in una nota -, Tableau sarà nella posizione di essere ancora più scalabile e poter sviluppare la sua missione di aiutare le persone a visualizzare e capire i dati. Dopo la chiusura dell’acquisizione, Tableau opererà indipendentemente [da Salesforce] sotto il brand Tableau, continuando a focalizzarsi sulla sua missione, sui suoi clienti e sulla sua community”. La società continuerà ad essere basata a Seattle – i suoi uffici diventeranno il secondo quartier generale di Salesforce, secondo quanto dichiarato dal CEO della società Marc Benioff – e ad essere guidata dal CEO Adam Selipsky e della sua attuale classe dirigente.

L’accordo dovrebbe chiudersi il 31 ottobre.

Salesforce lancia il Datorama Marketplace, uno store di app dedicate ai marketer

Salesforce arricchisce l’offerta di Datorama, piattaforma acquisita un anno fa per 800 milioni di dollari e ora parte di Salesforce Marketing Cloud, con il lancio di Datorama Marketplace. Si tratta di uno store, disponibile da giugno, che consente ai marketer di accedere ad applicazioni per la gestione e la misurazione della pubblicità.

All’interno del Marketplace sarà possibile trovare applicazioni delle soluzioni Salesforce ma anche sofware di partner, come Google Marketing Platform e Pinterest, costruite attraverso il portale degli sviluppatori di Datorama.

L’offerta dello store è per lo più composta da programmi per la gestione della pubblicità e per la sua misurazione. Attualmente sono accessibili ai clienti in beta 14 applicazioni, tra cui strumenti automatici che si connettono con le principali piattaforme search e social (YouTube, Google, Facebook, Instagram, Twitter, Pinterest, Snapchat, Bing e LinkedIn) e programmi legati alle soluzioni di email marketing e lead generation di Salesforce. Nell’offerta, anche app sviluppate da terzi, come un software di AppNexus che riconcilia i dati di DSP e ad server.

Attualmente, gli acquisti sul marketplace sono gratuiti, anche se non si esclude che in futuro possano diventare a pagamento.

Salesforce annuncia il lancio di una Customer Data Platform

Salesforce potenzia la sua offerta dati con il lancio di una CDP.

Lo ha annunciato il CEO di Salesforce Marketing Cloud Bob Stutz in un blog post ufficiale, in cui ha spiegato che la Customer Data Platform della società sarà “una naturale estensione di Salesforce Customer 360“, piattaforma annunciata in occasione dell’evento Dreamforce dell’azienda e che sarà disponibile più avanti nel corso dell’anno. “Salesforce Customer 360 aiuta le aziende a connettersi e unificare facilmente i dati dei consumatori su Salesforce e sulle applicazioni di terze parti con un singolo ID utente. La nostra Customer Data Platform si costruisce sulle fondamente di questa identità unificata per offrire una ‘visione unica del consumatore’ ai professionisti del marketing“.

Ad esempio, spiega il manager, un brand può usare Salesforce Customer 360 per scoprire che il Consumatore A e il Consumatore B in due diversi contesti sono effettivamente la stessa persona. La CDP consentirà di costruire e immagazzinare un profilo unico di quella persona basato sui dati raccolti con il suo consenso nei punti vendita, nelle property e-commerce, nei siti, nelle app mobile e in altri luoghi.

Ulteriori dettagli sul nuovo strumento verranno svelati a giugno, in occasione dell’evento Connections di Salesforce a Chicago, dedicato al futuro del customer engagement.

Cresce il numero medio di fonti di dati per le attività di marketing: 15 nel 2019, secondo Salesforce

I marketer si affidano all’abbondanza di fonti di dati per capire meglio le preferenze dei consumatori. Tutte le informazioni, dalla percentuale di apertura delle email alle attività sul web, fino ad arrivare alla demografia, aiutano i team del marketing a delineare profili precisi dei propri consumatori. Tuttavia gran parte di questi dati vengono immagazzinati in tecnologie inaccessibili e spesso difficili da unificare.

È quanto rivela Salesforce nel suo State of Marketing Report, il report condotto a livello globale su oltre 4.100 professionisti del marketing al fine di individuare le nuove tendenze del settore.

Secondo lo studio, si prevede che il numero medio di fonti di dati (ovvero qualsiasi fonte di dati collegabile all’identità di ciascun cliente e che può essere quindi utilizzata per le strategie di marketing) passerà da 10 nel 2017 a 15 nel 2019, sebbene solo il 47% dei marketer affermi di avere una visione completamente unificata di tutte le fonti di dati relative ai propri clienti.

Le quattro maggiori tecnologie utilizzate per delineare l’identità dei clienti sono i database di marketing, i sistemi di CRM, i fornitori di servizi e-mail (ESP) e le piattaforme di data management (DMP).

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Di queste ultime si è ormai superato l’uso tradizionale per la gestione di Cookie IDs al fine di generare segmenti di audience per la pubblicità digitale. Nei prossimi due anni, i marketer hanno intenzione di utilizzare le DMP a diversi scopi: per l’identificazione e segmentazione delle audience, il riconoscimento e la gestione dell’identità, il collaudo e l’ottimizzazione delle strategie creative e la personalizzazione di contenuti.

Una customer experience “connessa”

Le aspettative dei clienti hanno ormai raggiunto picchi storici, di conseguenza la missione degli esperti di marketing è sempre più quella di dover soddisfare le richieste dei consumatori. Pertanto, non c’è da stupirsi se più della metà (54%) degli high-performing marketer (coloro che si dichiarano del tutto soddisfatti delle proprie performance di marketing e dei risultati degli investimenti) afferma che la propria azienda sta portando avanti progetti di business legati alla customer experience.

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Una customer experience sempre più “connessa” e multimediale, che segue l’evoluzione del comportamento dei consumatori e che ha conseguenze dirette anche nel lavoro dei professionisti delle aziende, con team sempre più legati tra loro. In particolare, secondo lo studio, il 65% dei responsabili marketing afferma che tutti i membri dei team presenti in azienda condividono obiettivi e strumenti di misurazione, e che il 50% condivide obiettivi e strumenti di misurazione con i team commerciali. Più della metà (54%) ritiene giusto che ci sia una collaborazione tra i due dipartimenti e il 52% condivide obiettivi e strumenti di misurazione.

Marketing e Customer Service sono i team che lavorano più a stretto contatto: il 55% delle divisioni marketing collabora con le aree del customer service della propria azienda per gestire le richieste e le questioni legate ai social media, il 54% condivide con queste aree un flusso di dati relativo ai consumatori e il 53% pone obiettivi e strumenti di misurazione comuni.

Salesforce arricchisce la Marketing Cloud con nuovi strumenti di Datorama

Sei mesi dopo l’acquisizione di Datorama per 800 milioni di dollari, Salesforce mette in pratica l’integrazione della piattaforma all’interno della propria suite Marketing Cloud, con una serie di novità. La società ha infatti annunciato all’AdExchanger Industry Preview un’espansione delle funzioni di analytics di Marketing Cloud, con nuovi strumenti di Datorama per l’integrazione e l’attivazione dei dati.

La prima novità è un arricchimento dei connettori di Datorama Marketing Cloud, che presto consentiranno alle aziende di visualizzare come le loro campagne social, mobile ed email marketing performano accanto ad altri canali di comunicazione. I nuovi connettori, che saranno disponibili tra la primavera e l’estate di quest’anno, offriranno anche tool avanzati di reportistica e analytics.

Poi, un nuovo portale per gli sviluppatori di Datorama, grazie a cui i professionisti dell’IT e gli sviluppatori avranno a disposizione una suite di strumenti per costruire integrazioni di dati personalizzate e soluzioni per i loro team di marketing.

Infine, un nuovo Activation Center, che permetterà ai marketer di attivare istantaneamente i ricchi insight fatti emergere da Datorama, direttamente all’interno della console Datorama.

Le aziende usano sempre più fonti di dati, ma l’identity resta una sfida

Oggi, tra i fattori di potenziale successo di una campagna, c’è anche il numero di sorgenti di dati utilizzate: più sono, più la campagna ha possibilità di raggiungere il consumatore ideale e dunque di avere più efficacia. Lo sanno bene le aziende, che di anno in anno impiegano sempre più fonti di informazioni sui consumatori, dai tassi di apertura delle email allo storico degli acquisti ai click sulle pubblicità.

Secondo uno studio di Salesforce, il numero medio di fonti di dati usato da un’azienda si stima potrà aumentare da 10 nel 2017 a 12 quest’anno, a 15 nel 2019, con un balzo del 50% in soli due anni.

Ma nonostante la grande disponibilità di dati nelle mani dei brand, molte imprese faticano ancora a raggiungere una visione completa ed esaustiva dei loro consumatori: solo il 47% ammette di esserci riuscito. Tra gli strumenti utilizzati per la customer identity, si fanno strada svariate soluzioni, tra cui le DMP, storicamente usate per ottimizzare le performance pubblicitarie e gli acquisti media, ed ora adottate anche a tale scopo dal 76% degli intervistati.

Sempre a proposito di DMP, le aziende si aspettano che il loro utilizzo possa aumentare del 64% entro il 2020 e che il modo in cui viene utilizzata la tecnologia possa evolvere e ampliarsi, non solo comprendendo la gestione e risoluzione dell’identity, ma anche la personalizzazione dei contenuti e tanto altro.

La sfida del marketing data-driven: bilanciare personalizzazione e privacy dell’utente

Cresce l’utilizzo dei dati da parte dei marketer, soprattutto tra le media company. Lo confermano i risultati dello studio annuale di Salesforce “State of Marketing”, secondo cui nel 2019 l’uso di dati a fini di marketing in queste società crescerà addirittura del 50% anno su anno, il doppio della crescita che si registrerà mediamente tra le aziende dei vari settori.

La ricerca, basata su un campione di 4100 professionisti del marketing a livello globale appartenenti ai settori “retail and consumer goods”, “financial services”, “manufacturing”, “healthcare and life sciences”, “communications and media” e “travel, transportation and hospitality”, ha registrato anche un utilizzo crescente dell’intelligenza artificiale a fini di comunicazione, che dal 2017 ha visto un incremento medio del 44%.

Per i marketer, inoltre, il tema della personalizzazione della comunicazione rimane prioritario. E proprio l’AI viene utilizzata per attivare gli insight raccolti sugli utenti per una personalizzazione scalabile. Ma come qualsiasi rivoluzione tecnologica, anche l’avanzata dell’intelligenza artificiale porta problemi e responsabilità. I marketer, oggi – complici pratiche poco trasparenti di raccolta dei dati e il conseguente abbassamento della fiducia da parte degli utenti -, sono molto più di prima attenti al modo in cui implementano ed ampliano l’utilizzo di tali tecnologie. Oltre la metà degli intervistati, il 51%, è più consapevole del necessario bilanciamento tra personalizzazione e privacy dei consumatori rispetto a due anni fa. Ma tale equilibrio è difficile da trovare: solo il 30%, infatti, si ritiene completamente soddisfatto delle proprie capacità in merito.

Tra i professionisti del marketing in ambito media, l’utilizzo dell’AI è particolarmente forte rispetto alle altre industry: lo usa a fini di marketing circa un terzo degli intervistati, il 10% in più del livello d’uso medio tra i vari settori. E anche il tema della personalizzazione è particolarmente sentito: lo considera un elemento importante per il miglioramento delle strategie di marketing ben l’87% degli intervistati.

Salesforce “unifica” i dati tra piattaforme con la nuova soluzione Customer 360

All’indomani dell’annuncio dell’accordo stretto tra Microsoft, SAP e Adobe per la condivisione dei dati, Salesforce comunica la messa a punto di una nuova soluzione volta a rendere più facile l’utilizzo e l’attivazione degli insight sugli utenti.

In occasione della sua conferenza Dreamforce a San Francisco, la società ha presentato infatti Salesforce Customer 360, un ID utente unico che mette a fattor comune i dati provenienti dalle sue varie suite di prodotto cloud Sales, Services, Commerce e Marketing.

La soluzione è disponibile gratuitamente per i clienti che utilizzano i prodotti Salesforce, e sarà utilizzabile sia sui dati provenienti dalle piattaforme dell’azienda – come informazioni su CRM o transazioni contenuti nella suite Commerce Cloud o insight sulle campagne ospitati nella Marketing Cloud – che su dati di origine esterna, provenienti da qualsiasi partner attraverso l’API di integrazione di MuleSoft (società acquisita a marzo da Salesforce).

Una volta che Customer 360 ha eliminato eventuali duplicati tra le varie fonti, creerà degli ID che potranno essere spediti alle piattaforme di acquisto o ai partner di misurazione.

«Ci sono tanti modi diversi in cui una persona oggi può entrare a contatto con un brand, e tra tutti questi passaggi di tecnologia e media si è perso un certo livello di controllo», spiega Patrick Stokes, senior VP of product management di Salesforce. Per l’azienda, Customer 360 rappresenta un modo per consentire ai brand di superare l’approccio “a silos” ai dati, consentendo di collegare le varie fonti di informazioni sui consumatori in un unico identificativo, per una visione più reale e completa del comportamento d’acquisto utile per la messa a punto di strategie di marketing più efficaci ed efficienti.