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L’82% dei marketer considera le tecnologie predittive essenziali per essere competitivi

Secondo uno studio commissionato da Rocket Fuel a Forrester, senza tecnologie predittive basate sull’intelligenza artificiale, i professionisti del marketing hanno difficoltà nell’organizzare e utilizzare la grande quantità di dati in loro possesso. Il 66% degli intervistati ha dichiarato che i propri dati di marketing e sugli utenti provengono da troppe fonti per poter dar loro un senso. Inoltre, l’82% crede che, in futuro, il predictive marketing sarà fondamentale per poter rimanere al passo con i competitor.

L’indagine “The Next Wave of Digital Marketing is Predictive” raccoglie l’opinione di 579 decision maker del marketing in sei diversi Paesi, tra cui l’Italia. In totale, i marketer intervistati sono responsabili di investimenti pubblicitari del valore di 1,2 miliardi di dollari. I risultati della ricerca evidenziano molte delle sfide affrontate da inserzionisti e agenzie media, tra cui gestire i dati, raggiungere nuovi clienti in diversi momenti del customer journey e consegnare messaggi personalizzati e rilevanti.

“L’indagine di Forrester è la prova che i brand potranno sopravvivere e crescere solo implementando tecnologie predictive basate sull’intelligenza artificiale. Al momento attuale, solo il 30% dei marketer usa dati proprietari per comprendere i propri clienti. Inoltre, il 63% degli intervistati ha dichiarato di avere difficoltà nel personalizzare le pubblicità a causa di mancanza di informazioni. Tutto questo deve cambiare se le aziende vogliono raggiungere le persone nel momento esatto in cui sono pronte a rispondere a una pubblicità, consegnare il giusto messaggio in ogni momento del customer journey e battere i competitor. In un mondo in cui l’attenzione dei consumatori è scarsa, mentre canali e messaggi sono numerosi, il predictive marketing offre la risposta a brand, marketer e agenzie media che hanno bisogno di trovare un modo per consegnare su vasta scala pubblicità always-on e guidate dall’intelligence”, ha dichiarato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and Mena Region di Rocket Fuel.

I professionisti del marketing intervistati concordano che il predictive marketing basato sull’intelligenza artificiale offra la soluzione di cui hanno bisogno, garantendo sia ottime performance delle pubblicità sia insight approfonditi. L’86% degli intervistati prevede di aumentare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per migliorare gli insight di marketing nei prossimi 12 mesi, mentre l’80% ha dichiarato che userà l’IA per consegnare contenuti coerenti, ottimizzati e cross-device. Inoltre, l’86% ha affermato che le tecnologie predittive permetteranno di migliorare le capacità di personalizzazione, consentendo un’ottimizzazione creativa.

Sizmek completa l’acquisizione di Rocket Fuel; il marchio scomparirà entro la fine dell’anno

Sizmek ha annunciato il completamento del processo di acquisizione di Rocket Fuel, avviato lo scorso luglio. La transizione prevede l’integrazione del marchio Rocket Fuel, che dovrebbe cessare di esistere entro la fine dell’anno. Il valore dell’intera operazione si aggira intorno ai 145 milioni di dollari.

La combinazione tra gli strumenti di ottimizzazione creativa e di attivazione dati di Sizmek e la piattaforma di marketing predittivo, che sfrutta sofisticate funzionalità di intelligenza artificiale, dà vita a una offerta buy-side completa, capace di ottimizzare le campagne e massimizzare il ROI dei piani media in tempo reale. Con questo accordo, agenzie e clienti potranno avere accesso a una soluzione ancora più integrata e full-funnel, in grado cioè di supportare tutti gli interlocutori coinvolti durante l’intero percorso del customer journey, e in grado di individuare gli obiettivi di performance più rilevanti per la massimizzazione dei piani media.

Contestualmente, Mark Grether, già Executive Chairman di Sizmek, assume la carica di CEO continuando a lavorare per supportare i piani strategici di crescita dell’azienda. Randy Wootton, che ha ricoperto l’incarico di CEO di Rocket Fuel dal 2015, assume il ruolo di special advisor di Sizmek e lavorerà con i team delle due società per assicurare un processo di transizione fluido e armonioso.

“Grazie alla capacità unica sul mercato di Sizmek di raccogliere dati e informazioni in un solo punto di accesso a beneficio dell’intero piano media, e insieme alle capacità predittive di Rocket Fuel basate sulle funzionalità dell’intelligenza artificiale, i clienti avranno a disposizione preziosi dati sull’andamento delle campagne, sui consumatori, sul contesto in cui si muovono, sulla creatività e sui costi”, ha dichiarato Mark Grether, Executive Chairman di Sizmek. “Con l’acquisizione concentriamo il nostro focus su dati, ottimizzazione creativa e attuazione costruttiva dei piani media per fornire al mercato pubblicità sempre più personalizzata e pertinente agli interessi dei consumatori”.

Sizmek e Rocket Fuel insieme forniranno le proprie soluzioni a oltre 20.000 inserzionisti e 3.600 agenzie in oltre 70 Paesi del mondo. L’acquisizione permetterà inoltre a Sizmek di espandere la propria presenza globale, grazie all’integrazione delle divisioni vendite, ingegneria e supporto di Rocket Fuel presenti a livello internazionale.

Le mutevoli abitudini di acquisto dei consumatori creano nuove sfide per le aziende

Secondo la nuova ricerca di Rocket Fuel, più della metà (55%) degli acquirenti online abituali modifica le proprie abitudini di acquisto almeno una volta alla settimana. Questo rappresenta una sfida ulteriore per i marchi che fanno pubblicità online, in quanto operano già in un mercato in cui il pubblico è frammentato e l’attenzione dei consumatori è scarsa.

Gli inserzionisti devono trovare un modo per raggiungere i consumatori nelle varie fasi del percorso di acquisto e determinare se sono disposti all’acquisto. Con 2 acquirenti online su 3 (64%) che affermano: “Come reagisco ad un annuncio o a una promozione dipende dall’umore in cui mi trovo”’, senza la giusta tecnologia per capirlo e per organizzare e utilizzare una gran quantità di dati, gli inserzionisti rischiano di innervosire i consumatori con pubblicità irrilevanti o irritanti, perdendo la loro unica possibilità di entrare in contatto.

La ricerca mostra che la crescita esponenziale di Internet, così come la presenza di innumerevoli canali e dispositivi, ha reso difficile per gli inserzionisti raggiungere i giusti utenti online. Se gli acquirenti cambiano le loro abitudini di acquisto settimanalmente, i brand hanno bisogno di una soluzione che possa aiutarli a raggiungere gli utenti nel momento perfetto e con il giusto contenuto. Inoltre, dato che nel tempo i venditori hanno raccolto grandi quantità di dati, devono poter utilizzare tecnologie predittive, supportate dall’intelligenza artificiale, per utilizzarli in modo efficace.

Il comportamento dei consumatori sta diventando sempre più difficile da prevedere per i venditori, utilizzando metodi tradizionali di segmentazione. In un momento in cui le persone dicono che i loro acquisti riflettono chi sono, i marketer e i rivenditori devono guardare alla gente come consumatori individuali, piuttosto che etichettarli usando metodi obsoleti. L’intelligenza artificiale è fondamentale per monitorare un’enorme quantità di dati, per identificare il modo in cui le persone acquistano e quando e per raggiungerli con una pubblicità personalizzata, nel momento preciso in cui potrebbero essere disposti all’acquisto. Si tratta meno di definire il segmento e più di agire sugli individui, interessandosi meno al dispositivo utilizzato e più al momento in cui viene impiegato. Quindi meno programmatic e più predictive.

Sfruttando il potere dell’IA, i marchi possono ottimizzare ogni parte del marketing mix per offrire esperienze complete, sempre aggiornate e sempre rilevanti per i consumatori. Inoltre, l’applicazione dell’intelligenza artificiale consente ai brand non solo di comprendere, ma di predire il comportamento dei consumatori. Gli algoritmi avanzati determinano dove si trova il consumatore, a che punto del percorso di acquisto e quali messaggi pubblicitari aiuterebbero la conversione. Ciò garantisce ai retailer di mostrare il contenuto giusto a coloro che sono pronti ad acquistare, guidando le conversioni e superando la concorrenza.

I dati del sondaggio, commissionato dalla società ad-tech condotto nell’aprile 2017 da Qualtrics, riguardano 2209 digital retail consumer di Regno Unito, USA, Germania, Francia, Italia, Spagna, Svezia, Austria.

Intelligenza artificiale e DSP insieme per migliorare customer experience e trasparenza

Le aziende impegnate soprattutto a conservare o accrescere la propria quota di mercato, spesso, approcciano il digital marketing dando la priorità ai risultati, senza preoccuparsi dei mezzi utilizzati. A volte anche alcuni fornitori di piattaforme di programmatic marketing hanno favorito questo atteggiamento mantenendo un certo alone di mistero. L’evoluzione del settore ha però portato a una crescente richiesta di trasparenza: i marketer desiderano sapere dove compaiano le loro pubblicità e quale sia il rendimento delle loro campagne. Gli inserzionisti sono sempre più interessati a sapere ciò che non ha funzionato e quello che può essere fatto per migliorare l’efficienza e l’efficacia delle proprie campagne.

Per ottenere questi risultati bisogna puntare sulla qualità dei dati. Le aziende hanno sempre più bisogno di avere grandi quantità di dati e molto rapidamente, per poterli sfruttare al meglio e rispondere in tempo reale. Solo in questo modo sarà possibile offrire esperienze online che portino alla conversione e alla fidelizzazione degli utenti.

L’evoluzione del predictive marketing

Il predictive marketing offre alle aziende una conoscenza unica degli utenti, del loro customer journey e delle loro intenzioni. Grazie a queste conoscenze, i marketer possono proporre messaggi più rilevanti, prendendo decisioni in tempo reale in base ad esigenze di business.

Il passaggio alla piattaforma

Il successo del predictive è arrivato con l’ottimizzazione delle Demand Side Platform (DSP), che permettono di acquistare inventory e posizionare messaggi pubblicitari in tempo reale. Se la tecnologia non è sufficientemente sofisticata fornisce dati deboli e le attività della DSP rischiano di non essere efficaci, portando all’acquisto di spazi pubblicitari non adeguati e irritando gli utenti.

Con lo sviluppo tecnologico, il modello SaaS si è rivelato vincente. Esso offre numerosi benefici ad aziende e brand: consente maggiore controllo e autonomia ai marketer, oltre a permettere di personalizzare funzionalità e applicazioni in base alle specifiche esigenze del cliente. Questo modello offre, inoltre, maggiori possibilità di integrazione con altre tecnologie, per unire dati e applicazioni precedentemente suddivisi in silos. Tuttavia, anche in questo caso, è importante che i marketer usino la tecnologia in modo strategico, evitando di cadere nella trappola di dare più importanza alla reach che alla rilevanza, infastidendo i consumatori.

Potenziare la DSP con l’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale applicata alla DSP permette di ottenere analisi migliori e più rapide dei dati per prendere decisioni in tempo reale. È possibile prevedere il momento migliore per rivolgersi a una persona sulla base di risultati tracciabili come l’audience, il brand engagement e i cambiamenti nella percezione del brand e nelle intenzioni. In questo modo i marketer potranno migliorare la fedeltà al brand offrendo esperienze più personalizzate e rilevanti.

L’era del GDPR sarà presto realtà e i marketer devono iniziare a sfruttare i first party data e ridurre la propria dipendenza dai dati di terze parti. Le informazioni che fanno la differenza nel mondo predictive non vengono da un set di dati acquistato, ma dalla capacità di cogliere i segnali generati dalla propria audience.

Un vantaggio competitivo

I consumatori si aspettano che le aziende siano pronte a contattarli con il giusto messaggio nel momento migliore, su ogni canale e dispositivo. Una DSP basata sull’intelligenza artificiale consente di sfruttare al meglio ogni touch point del customer journey in modo coerente rispetto ai valori del brand. Solo così sarà possibile correggere gli errori delle pratiche attuali che hanno minato la fiducia degli utenti.

Rocket Fuel brevetta due tecnologie per migliorare l’uso dei cookie

Rocket Fuel ha annunciato di aver brevettato due tecnologie che permettono agli player dell’adtech di superare alcune restrizioni sull’utilizzo di cookie di terze parti, utilizzando una tecnologia più integrata con gli inserzionisti e gli editori.

I due brevetti, entrambi depositati negli USA, consentono ai fornitori di tecnologia pubblicitaria, in particolare nell’ambito del programmatic buying, in collaborazione con gli editori e gli inserzionisti, di scoprire e analizzare i comportamenti dei consumatori al fine di aiutare brand e inserzionisti a raggiungere e coinvolgere più efficacemente il loro pubblico.

Nello specifico, il brevetto “Method of Storing a Web User ID in First-Party Cookies”, offre ai fornitori di adtech un modo per superare le restrizioni sull’uso di cookie di terze parti che esistono in molti tipi di browser web: grazie a questa tecnologia, i fornitori di adtech possono accedere a dati di consumo difficilmente raggiungibili e alle attività di navigazione dell’utente memorizzando i dati utente nei cookie di prima parte dell’editore, in accordo con l’editore stesso.

Il secondo brevetto, identificato come “First-Party Cookie Attribution”, consente a un provider adtech di beneficiare dei cookie di prima parte di un inserzionista con l’obiettivo di acquisire dati di attribuzione avanzati.

Nel comunicato che annuncia i brevetti, il direttore esecutivo di Rocket Fuel, Randy Wootton, ha dichiarato che le questioni affrontate dai due brevetti riguardano alcune delle sfide tecnologiche più impegnative nell’attuale scenario del marketing online.

Non si ferma, dunque, l’investimento in tecnologie innovative da parte di Rocket Fuel, società attualmente oggetto di una proposta di acquisizione da parte di Sizmek per la somma di 145 milioni di dollari. La chiusura formale dell’operazione è attesa entro la fine dell’estate.

Rocket Fuel chiude il Q2 a 90,7 milioni di dollari, in calo sul 2016

Rocket Fuel, la piattaforma di predictive marketing quotata al NASDAQ, ha annunciato i risultati relativi al secondo trimestre 2017 conclusosi il 30 giugno.

Secondo quanto riportato dal bilancio ufficiale i ricavi (GAAP Revenue) si sono attestati sui 90,7 milioni di dollari, con una variazione sul secondo trimestre 2016 pari a -22%.

Le entrate derivanti dal Nord America sono state pari a 69,9 milioni di dollari, con un decremento pari al 25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Mentre le entrate al di fuori del Nord America si sono attestate sui 20,8 milioni di dollari, in calo del 14% sul Q2 2016.

I ricavi dalle soluzioni della piattaforma sono però cresciuti in modo significativo anno su anno, arrivando a rappresentare il 38% del fatturato totale nel secondo trimestre (rappresentavano i 18% nello stesso periodo del 2016).

Le entrate da Media Services invece sono in calo: rappresentano oggi il 62% del fatturato totale, ma ne rappresentavano l’82% nel 2016.

La perdita netta è stata di 18 milioni di dollari e di 0,39 dollari per azione, rispetto a una perdita netta di 16,7 milioni di dollari registrata nel Q2 2016 e di una perdita per azione di 0,38 dollari.

Infine, l’EBITDA Adjusted Non-GAAP è pari a 2,5 milioni di dollari, rispetto ai 4,2 milioni del secondo trimestre dello scorso anno.

Attualmente, la società ha ottenuto una deroga dalla struttura creditizia in attesa di completare l’accordo di acquisizione stipulato con Sizmek il 18 luglio 2017, riuscendo a rinviare il pagamento del saldo residuo all’istituto creditizio entro il 31 ottobre 2017.

A chiusura del Q2, Rocket Fuel ha dichiarato 726 dipendenti attivi, in calo rispetto agli 899 dichiarati nel secondo trimestre 2016.

Le previsioni per il terzo trimestre

Per il terzo trimestre, Rocket Fuel prevede entrate nette (non-GAAP) tra i 35 e i 40 milioni di dollari e un EBITDA rettificato non-GAAP negativo compreso tra i 10 e i 5 milioni di dollari.

Rocket Fuel diventa partner certificato di Snapchat

Intanto, la società ad-tech ha annunciato di essere stata nominata Snapchat Certified Partner. L’aggiunta del social del fantasmino alla piattaforma di marketing predittivo di aumenta la reach e i segmenti demografici disponibili ai marchi inserzionisti, permettendo loro di godere al contempo del supporto di Rocket Fuel per la televisione connessa, video instream e outstream.

L’integrazione permette alle aziende clienti anche di utilizzare i formati pubblicitari e gli strumenti di misurazione di Snapchat. Le nuove funzionalità attive includono gli Snap Ads, a schermo intero, 100% viewable e con audio attivo, i filtri personalizzabili in base ai bisogni degli inserzionisti e le estensioni per gli annunci, che comprendono video lunghi, installazioni di applicazioni e i re-indirizzamenti web.

«Siamo entusiasti di integrare Snapchat nella nostra piattaforma di predictive marketing, permettendo ai nostri clienti di sfruttare la sua audience altamente coinvolta, i formati pubblicitari unici e i suoi strumenti di misurazione. Il nostro obiettivo è fornire ai marketer la soluzione video più completa e consentire loro di beneficiare delle migliori tecnologie di intelligenza artificiale e moment scoring del mercato per raggiungere la persona giusta nel momento migliore, con il messaggio corretto nel moderno mondo digitale, che è spesso “chiassoso”», ha dichiarato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and Mena Region della società.

L’integrazione di Snapchat sarà disponibile per i clienti di Rocket Fuel in tutti i mercati in cui è presente il social di messaggistica effimera.

Rocket Fuel amplia la piattaforma self-service e lancia Top Insights

Rocket Fuel amplia la sua offerta self-service permettendo ai suoi clienti di utilizzare in autonomia gli strumenti Dynamic Creative e Native. I marchi possono così progettare, personalizzare e veicolare campagne con creatività dinamiche all’interno della demand-side platform della società ad-tech, che la scorsa settimana è stata acquisita da Sizmek per 145 milioni di dollari.

In particolare, sfruttando la tecnologia SmartGrid, Dynamic Creative consente ai marketer di creare pubblicità in maniera flessibile e automatica, con 36 dimensioni e formati a disposizione. Gli annunci realizzati con questa soluzione, che impiega gli algoritmi di Intelligenza Artificiale di Rocket Fuel, sono altamente targettizzati e composti in tempo reale sulla base delle abitudini di navigazione future dei consumatori. Dynamic Creative è attualmente disponibile sia in modalità self-service che gestita.

Rocket Fuel ha anche lanciato, dopo una fase beta di circa un mese, lo strumento Top Insights, che offre ai clienti grafici ed elementi visivi utili a misurare l’impatto degli attributi comportamentali e contestuali sulle prestazioni di una campagna. Il prodotto si aggiunge all’esistente suite di insight offerta dalla società.

La tecnologia di Rocket Fuel arriva sulla piattaforma Prisma di Mediaocean

A pochi giorni dall’annuncio dell’acquisizione da parte di Sizmek (leggi qui la notizia), Rocket Fuel ha reso nota una novità relativa alla sua offerta. Le sue tecnologie programmatiche infatti verranno integrate all’interno di Prisma, la piattaforma di gestione dei media di Mediaocean.

“Attualmente, nel mercato della pubblicità programmatica, le agenzie spesso lavorano per silos e si trovano a dover manualmente gestire i processi di lavoro con le DSP come parte del più ampio procedimento di acquisto media – spiega Rocket Fuel in una nota -. Con un workflow più automatizzato, il numero di passi che gli inserzionisti devono compiere per integrare una DSP si riduce sensibilmente, e gli acquisti in programmatic vengono instantaneamente integrati all’interno della strategia di acquisto media complessiva dell’azienda. La collaborazione tra Rocket Fuel e Mediaocean rende possibile questa automatizzazione all’interno della piattaforma Prisma, sia per gli acquisti diretti che per quelli in programmatic”.

Attraverso Prisma, gli inserzionisti potranno facilmente acquistare, erogare e analizzare campagne sulla DSP di Rocket Fuel. Potranno inoltre aggiungere e testare nuove campagne su Rocket Fuel, ottimizzare posizionamenti esistenti e ricevere informazioni su come le loro campagne stanno performando.

«Siamo entusiasti di rendere disponibili facilmente la piattaforma e le tecnologie di intelligenza artificiale di Rocket Fuel a migliaia di media planner delle maggiori agenzie sulla loro piattaforma di riferimento – commenta Randy Wootton, CEO di Rocket Fuel -. Attraverso questo accordo, centinaia di agenzie e tutte le maggiori holding potranno lanciare nuove campagne in programmatic e testarle confrontandole con altri canali del loro media plan».

L’accordo sarà operativo dai prossimi mesi, e arriverà in tutti i mercati entro la fine di quest’anno.

Sizmek acquisisce Rocket Fuel: operazione da 145 milioni di dollari

Sizmek ha annunciato di aver acquisito Rocket Fuel, la società proprietaria di una piattaforma di marketing predittivo basato sull’intelligenza artificiale.

Secondo i termini dell’accordo contenuti nella nota ufficiale, Sizmek offrirà a Rocket Fuel 125,5 milioni di dollari, ovvero 2,60 dollari per azione; includendo anche i debiti, l’operazione raggiunge un valore di circa 145 milioni. Rientra nelle condizioni anche il “go-shop”, un periodo della durata di un mese in cui Rocket Fuel solleciterà e considererà proposte d’acquisto alternative provenienti da terze parti.

La transazione è stata completata attraverso il sostegno finanziario di Vector Capital, il fondo di private equity focalizzato in investimenti nel settore tecnologico, che nell’agosto dello scorso anno aveva comprato la stessa Sizmek per 122 milioni di dollari. Il consiglio di amministrazione di Rocket Fuel ha approvato all’unanimità l’accordo di acquisizione.

Entrambe le società sono presenti con le loro soluzioni in Italia, ma con un “peso specifico” diverso. La più rappresentata è senz’altro Rocket Fuel, che può contare su due sedi, una a Milano, che impiega un team di 20 persone, e una a Roma, aperta nel mese di febbraio. Al vertice della società nel nostro Paese c’è Enrico Quaroni, che ha anche responsabilità internazionali ricoprendo il ruolo di Regional Director Southern Europe and Mena Region.

La creatività dinamica di Sizmek incontra l’intelligenza artificiale di Rocket Fuel

“Integrandoci con Sizmek, stiamo combinando efficacemente i potenti insight elaborati dalla nostra piattaforma con il prodotto di ottimizzazione delle creatività di Sizmek. Questa unione, che accelera la nostra espansione globale, crea un’unica soluzione integrata per permettere alle agenzie e ai loro marchi clienti di raggiungere i loro obiettivi su media paid, owned e earned”, ha affermato Randy Wooton, Chief Executive Officer di Rocket Fuel.

Dall’operazione nascerà una delle più grandi piattaforme di marketing indipendenti a livello globale, che incorporerà analytics predittivi basati sull’intelligenza artificiale, strumenti per le creatività dinamica e soluzioni di ottimizzazione delle campagne pubblicitarie digitali. Le due società contano in aggregato 20.000 inserzionisti e 3.600 agenzie clienti, situati in oltre 70 Paesi.

“L’acquisizione di Rocket Fuel coniuga creatività omni-canale e decisioni basate sull’IA, fornendo ai nostri clienti una piattaforma self-service di marketing predittivo che ottimizza le campagne sull’intero piano media”, ha scritto Mark Grether, Executive Chairman di Sizmek, sul blog della società, “Questo era il passo logico da compiere negli ambiti dell’automazione del marketing, dell’ottimizzazione dei media e delle creatività. La pubblicità diventa ora profondamente personalizzata, altamente intuitiva e potenziata da IA, con la garanzia di restituire all’utente un’esperienza ottimale”.

Contestualmente all’acquisizione, Rocket Fuel sarà revocata dalle negoziazioni nell’indice tecnologico NASDAQ. Il perfezionamento dell’operazione, che dovrebbe chiudersi nel terzo trimestre dell’anno, dovrà comunque sottostare ad una serie di condizioni finanziare e necessiterà dell’approvazione degli organi di regolamentazione.

Rocket Fuel comunica i risultati finanziari preliminari

Nello stesso giorno, Rocket Fuel ha pubblicato i risultati finanziari, preliminari e non sottoposti a revisione, relativi al secondo trimestre del 2017. Nel periodo che va da aprile a giugno, la società si attende un calo annuo del 36% nei ricavi netti, a 42-43 milioni di dollari. Il business Platform Solutions si conferma invece come una delle voci di bilancio più soddisfacenti: +77% anno su anno; un risultato in linea con i dati ufficializzati a maggio.

Quest’ultima acquisizione conferma la tendenza di un progressivo consolidamento dell’industria della tecnologia per il marketing e la pubblicità. Circa un mese fa, RadiumOne è stata comprata da RhythmOne, mentre è di ieri la notizia relativa all’acquisto di nToggle ad opera di Rubicon Project.

Il 2017? L’anno in cui il programmatic diventa predictive

L’evoluzione è estremamente rapida nel mondo del digital advertising e, in particolar modo, in ambito programmatic, dove sempre nuovi player fanno la loro comparsa nel mercato e la trasformazione rappresenta un fattore fondamentale.

La nascita del programmatic advertising ha portato un notevole progresso nell’identificazione dei segmenti di clientela online, nella pubblicazione di annunci su larga scala e nella realizzazione di contenuti personalizzati e rilevanti per i consumatori. Tuttavia, la crescente frammentazione dei canali e delle audience, oltre al rapido aumento dei dispositivi e delle piattaforme, sta rendendo il mercato sempre più complesso. Ora, non solo i consumatori prendono decisioni d’acquisto in una frazione di secondo, ovunque si trovino, ma si aspettano anche che le aziende offrano proposte interessanti e anticipino le loro esigenze.

Dunque, per riuscire a comprendere i consumatori e comunicare con loro nel momento migliore, è ormai essenziale che le aziende passino dal programmatic al predictive marketing.

Il predictive marketing consente ai marketer di analizzare l’enorme quantità di informazioni sui consumatori in loro possesso attraverso l’intelligenza artificiale e identificare quando è più probabile che una persona si interessi a un determinato prodotto o servizio. In questo modo, le aziende potranno offrire esperienze cross-device, always-on e sempre rilevanti per gli utenti, che saranno maggiormente portati alla conversione.

Secondo la recente indagine “Consumer Perceptions of AI” condotta da Rocket Fuel, i giovani – e specialmente i Millennial – vedono positivamente la realizzazione di pubblicità personalizzate e rilevanti. L’80% degli intervistati tra i 25 e i 35 anni ha infatti dichiarato di comprendere il valore dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per proporre pubblicità e offerte interessanti.

Inoltre, quando i marketer dividono i potenziali clienti in segmenti – identificando un ristretto gruppo di persone con determinate caratteristiche – automaticamente pongono un limite al numero di utenti che possono raggiungere. Il predictive marketing, invece, basato sul machine learning, consente di elaborare continuamente le informazioni sui propri clienti, scoprendo e raggiungendo sempre nuovi utenti che adottano comportamenti simili online.

Un’ulteriore preoccupazione dei marketer è riuscire ad avere il controllo su dove vengano pubblicate le proprie pubblicità. L’integrazione dell’intelligenza artificiale garantisce che gli ad raggiungano le persone giuste nel momento migliore in un ambiente sicuro, riducendo il rischio di bot e frodi e massimizzando il controllo su dove viene posizionata la pubblicità.

Il predictive marketing, dunque, si fonda su cinque principi:

  • Momenti, non segmenti: consegnare pubblicità significative che piacciano ai potenziali clienti usando l’intelligenza artificiale e il moment scoring in real-time per identificare il momento migliore in cui raggiungere l’utente.
  • Dati proprietari, non di terze parti: usare, organizzare e analizzare i first party data per ottenere informazioni preziose sui propri consumatori e usarle per trovare nuovi potenziali clienti che condividono con loro abitudini e comportamenti online.
  • Persone, non dispositivi: concentrarsi sul singolo consumatore nel momento in cui è pronto a interagire, indipendentemente dal dispositivo utilizzato.
  • Customer journey, non funnel: le interazioni degli utenti sono sempre più diffuse, frammentate e frequenti. È necessario superare il funnel “considerazione-acquisto” per raggiungere i potenziali clienti in qualsiasi momento del loro customer journey.
  • Decisioni, non dati: tutti i dati del mondo sono inutili se un’azienda non possiede la tecnologia e l’intelligenza artificiale necessarie per dar loro un senso. Una Data Management Platform consente di prendere decisioni su vasta scala in tempo reale.
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