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Time Inc. registra un aumento dei ricavi digital grazie al Programmatic

Time Inc. ha reso noto che nel terzo quadrimestre del 2014 i ricavi internet e mobile sono cresciuti del +5%. L’incremento complessivo sale addirittura al +19% se si considera anche l’impatto delle transazioni aziendali processate a seguito dello spin-off da Time Warner.

Solamente nel mese di settembre 2014, Time Inc. ha registrato 93,6 milioni di visitatori unici sulle sue piattaforme digital, ben il 27% in più rispetto a dicembre 2013.

«Stiamo vendendo Time.inc come un unico premium network, che si presta allo sviluppo di soluzioni cross-brand e cross-marketing», ha spiegato il ceo Joe Ripp, aggiungendo che finora la risposta del mercato è stata positiva. Attraverso questo network, gli inserzionisti possono acquistare spazi pubblicitari in Programmatic. E i ricavi medi per annuncio (CPM) sono cresciuti, impattando positivamente sui fatturati dell’azienda.

In occasione della conferenza stampa di presentazione delle performance trimestrali, Ripp ha inoltre voluto precisare che Time Inc. mette a disposizione degli advertiser ambienti digitali ad alto valore strategico e di business in grado di rivolgersi ad un’audience potenziale di 130 milioni di consumatori.

In ambito Programmatic, Time Inc. punta molto sul video advertising, forte di una base di 600-800 contenuti video prodotti al mese. Ripp si dice ottimista che questi numeri cresceranno ulteriormente l’anno prossimo sino a raggiungere il record di 80.000 contenuti prodotti per l’online e a generare una risposta sempre più positiva da parte del pubblico (e del mercato).

Il digital continuerà quindi a fare da traino agli investimenti, anche se al momento rappresenta solamente una piccola parte dei guadagni dell’azienda (circa il 15%, corrispondenti a 65 milioni di dollari contro i 363 milioni della carta stampata).

Per il medio-lungo termine Time Inc. conta inoltre di creare volumi di business addizionali a costi più bassi e con contenuti social ottimizzati per l’ambiente digitale di riferimento. «Vogliamo essere sicuri che veniamo pagati per i contenuti d’alta qualità che produciamo» – ha aggiunto Ripp.