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[Videointervista] Sublime Skinz a Programmatic Day(s): «I formati sono fondamentali per la buona riuscita di una campagna»

I formati pubblicitari sono un elemento fondamentale per la buona riuscita di una campagna pubblicitaria, in particolare una campagna di branding. A sostenerlo a Programmatic Day(s) è Stefania Giovinazzo, Account Director Italy di Sublime Skinz, ad tech company nata 5 anni fa a Parigi e ora presente in tutto il mondo, attiva nella creazione di formati di grande impatto diffusi su un network presente in vari paesi.

«Il 22% degli utenti in Italia ha installato un ad blocking per evitare le pubblicità troppo invasive e l’affollamento di banner che impedisce di leggere i contenuti sui siti», spiega Giovinazzo.

Come le attività di branding possono inserirsi in questo contesto? «Con formati ad alta viewability, rispettando gli utenti, puntando sulla trasparenza del network in cui vengono erogati e sulla brand safety: in questo modo i marchi possono tutelarsi», afferma la manager. In particolare, il programmatic aiuta nelle campagne di brand «grazie all’uso dei dati, al targeting, alla possibilità di erogare le creatività su diversi device, per offrire all’utente un’esperienza personalizzata».

Guarda la videointervista a Stefania Giovinazzo, a margine del suo intervento a Programmatic Day(s) 2018:

Sono diversi però gli ostacoli all’adozione del programmatic, tra cui la brand safety e le frodi: «A questo Sublime Skinz risponde lavorando su white list trasparenti e con l’alta viewability dei formati».

In particolare, si tratta di formati creativi e d’impatto, non intrusivi, stando sempre nell’outstream, e con alti Ctr. «Sono tipi di annunci visti 5 volte più a lungo rispetto ad altri formati standard. Sono perfettamente adattabili anche sul mobile e vi si possono aggiungere video o elementi interattivi».

Stefania Giovinazzo ha inoltre dato alcuni consigli per campagne di successo: «Per il desktop, rispettare l’utente, usare i rich media per creare engagement e inserire il logo nei primi secondi del video. Per il mobile, non usare le creatività usate per il desktop ma idearne ad hoc, usando ad esempio, video più corti».

Sizmek punta su rich media e skin con una soluzione e un framework dedicati

Sizmek Italia ha sviluppato una soluzione specificatamente pensata per servire rich media in modalità programmatica. Il framework Rich Programmatic Unit (RPU) consente di realizzare con un unico tag diversi formati in grado di rispondere alle esigenze di demand-side platform ed editori differenti.

Nello specifico, lo strumento Liquid Domain Manager raccoglie informazioni su oltre 1.500 siti italiani, che vengono inviate alla RPU per creare l’annuncio con l’impostazione corretta affinché non ci siano problemi di visualizzazione. Queste attività avvengono in modo automatizzato e possono essere gestite dai marketer senza alcun bisogno di competenze di programmazione.

Sizmek: in crescita il formato rich media

“I rich media offrono nuovi, interessanti modi per attirare l’attenzione degli utenti e portarli alla conversione. Per questa ragione, nei primi mesi del 2018 stiamo vedendo un aumento costante delle impression servite da RPU, con una crescita mensile intorno al 30%, grazie anche allo sviluppo di nuove configurazioni compatibili con le regole della Coalition for Better Ads. Nel corso del 2018 e dei prossimi anni ci aspettiamo quindi una crescente richiesta di queste soluzioni da parte dei marchi”, ha commentato Enrico Quaroni, Managing Director Italia di Sizmek. “L’evoluzione tecnologica consente di creare formati sempre più attraenti e funzionali, che però potrebbero non essere supportati da tutti i siti web. Per evitare di creare esperienze spiacevoli per gli utenti, è quindi importante assicurarsi di erogare sempre il formato più adatto ad ogni sito”.

Secondo della società, l’utilizzo dei formati skin è in forte crescita, specialmente per quanto riguarda le modalità automatizzate. Solo nel 2017 la piattaforma ha infatti gestito 1.500 campagne per 193 marchi, raggiungendo un totale di un miliardo di impression. All’interno di questo tendenza, è stato registrato un crescente interesse da parte di aziende e inserzionisti per i rich media e in particolare per la pubblicità video. Per questi motivi sono stati rilasciati nuovi prodotti che permettessero ai clienti di transare nella maniera più efficiente questi formati.

La soluzione può essere utilizzata in combinazione con gli altri strumenti di Sizmek, come la DCO per selezionare i messaggi e i prodotti più interessanti per gli utenti e il motore semantico Peer 39, che consente di verificare i contenuti delle pagine nelle quali compaiono le inserzioni e raggiungere le persone nel momento in cui esprimono interesse per temi vicini all’azienda e sono più propense a convertire.

4Strokemedia punta sul Programmatic “creativo” e nomina Simone Marchetti nuovo Sales Director

Nuovi ingressi e un ampliamento dell’offerta: sono solo alcune delle novità messe a segno da 4Strokemedia, società specializzata nell’offerta di formati Video, Native e Rich Media in Programmatic, nei primi mesi del 2017.

La società ha annunciato l’apertura di una nuova divisione, “4Strokemedia Interactive Solutions”, focalizzata sul lancio di formati pubblicitari creativi ad alto impatto finalizzati all’unione di contenuto e advertising multimediale per lo storytellling del brand.

Un lancio che ha l’obiettivo di studiare e sviluppare nuovi formati efficaci nel veicolare il messaggio e la storia del brand, tutti caratterizzati dall’unione di contenuto e oggetti multimediali quali video ed immagini, sfruttando le caratteristiche di interazione dei differenti device.

I primi due formati lanciati sono lo Storyboard Video (nella foto in basso) e lo Story Cube.

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La divisione creativa lavora a stretto contatto con il corner tecnologico e di sviluppo aperto lo scorso anno e rafforzato ulteriormente con l’ingresso di Davide Mandrà. Al DNA storicamente tecnologico di 4Strokemedia si aggiungono, quindi, asset creativi per rafforzare il presidio di tutti i clienti fortemente attenti a soluzioni ad alto impatto ed efficacia a livello branding.

A proposito di nuovi ingressi, la società ha da poco arricchito l’organico con l’arrivo di Simone Marchetti in qualità di Sales Director. Il suo obiettivo sarà quello di sviluppare la crescita in ambito programmatic della società e il posizionamento della stessa come partner media per la pianificazione di formati pubblicitari creativi innovativi. Marchetti ha precedentemente lavorato in Outbrain, seguendo agenzie e clienti, e prima ancora nel gruppo Triboo Media come Sales Manager Centri Media per 6 anni.

Le novità si traducono anche in ottimi risultati sui primi 5 mesi del 2017, con un fatturato in forte crescita comparato allo stesso periodo dell’anno scorso, dove la società aveva già visto un incremento importante dei risultati.

Adform, siglato un accordo globale con Zodiak Advertising

Accordo globale tra Adform e Zodiak Advertising. La SSP della piattaforma ad-tech indipendente andrà ad arricchire la MetaSSP di Zodiak Advertising, contribuendo alla monetizzazione di siti editori in Italia, Spagna, Germania e Austria.

Da febbraio Adform e Zodiak Advertising sono live con i primi publisher. Tra questi, Premio di Websystem24, ovvero il Private Marketplace con cui, da fine 2013, viene gestito l’intero ecosistema programmatic della divisione online della concessionaria del Gruppo 24 ORE e che annovera, oltre alle properties di Gruppo, Ilsole24ore.com e Radio24.it, altri venti importanti siti (3bmeteo, Affaritaliani, Blitzquotidiano, Dagospia, Famiglia Cristiana, Federtennis, Fox Network, Globalist, Il Post, L’Unità, La7, Ladyblitz, Lettera43, Libero Quotidiano, Rivista Studio, Rivista Undici, Sportoutdoor24, Supertennis, TIM Mail, Ticketone).

«Siamo orgogliosi di aver siglato un accordo molto importante con Zodiak Advertising. È una partnership globale che coinvolge i mercati di Italia, Spagna, Germania e Austria ed è un progetto perfettamente in linea con la nostra strategia di completamento dell’offerta enterprise full stack e di servizi – commenta Jay Stevens, Chief Revenue Officer Adform –. Lavoreremo ulteriormente a questo obiettivo nel corso del 2017 investendo anche su nuove tecnologie per offrire partnership di elevata qualità».

Una nuova piattaforma entra dunque a far parte delle fonti di monetizzazione integrate nella MetaSSP di Zodiak Advertising, che attualmente comprende Google ADX, Rubicon Project, PubMatic, OpenX, AppNexus e Freewheel.

«L’obiettivo di Zodiak Advertising è da sempre sviluppare soluzioni che semplifichino la complessità gestionale del mondo programmatic – dichiara Ellis Bosisio, COO e CTO Zodiak Advertisinge con questo obiettivo abbiamo sviluppato un prodotto, la MetaSSP, che integra in un’unica piattaforma le principali fonti di monetizzazione ottenendo ottimi feedback sia dalle SSP che dagli Editori. Sono risultati che apprezziamo e che convalidano la nostra scelta strategica che, anche per il futuro, prevede una più ampia espansione a livello europeo e il potenziamento del nostro prodotto. La partnership con AdForm – prosegue Ellis Bosisio – rappresenta senza dubbio un considerevole e fondamentale passo in avanti in questa direzione. Siamo certi che la collaborazione sarà particolarmente apprezzata dagli Editori e offrirà ottime opportunità ai Buyer». 

L’intesa renderà più efficace la valorizzazione in Programmatic delle inventory standard e Rich Media di editori nei quattro Paesi europei.

Engagement, i rich media vincono sui banner tradizionali. I nuovi dati di Sizmek

«Mentre la tecnologia e i dati sono stati al centro del miglioramenti nell’efficienza della pubblicità digitale, come con il Programmatic, il pendolo sta tornando indietro e la industry si sta focalizzando nuovamente sulle creatività di impatto», sono le parole di Jaime Singson, Director of Product Marketing di Sizmek, in occasione della realizzazione del Rich Media and Video Benchmarks Report for H1 2016 della società.

Da una comparazione tra i benchmark, Sizmek ha concluso che i rich media sono spesso usati dagli inserzionisti che puntano a promuovere l’engagement dei loro formati, e a far crescere la brand awareness senza interrompere l’esperienza in rete dei consumatori. L’analisi dell’engagement dei rich media contro i formati standard ha mostrato inoltre che tutti i settori verticali beneficiano dell’utilizzo dei rich media, con i settori Tech e Internet, Retail e Ristoranti in cima alla lista di quelli che riscontrano un aumento dell’engagement di 40 volte e oltre.

Il report ha evidenziato che, a livello globale, i rich media portano a un engagement 7,44 volte più alto dei banner standard. In Nord America, gli inserzionisti hanno registrato un tasso di engagement 9,21 volte più alto passando da formati video non-interattivi a interattivi.

La differenza tra i video in-stream e quelli rich media completamente erogati (in tutte le regioni) è di meno del 15%, il che suggerisce che le audience sono disposte a guardare un video rich media fino al suo completamento, quasi la stessa estensione per entrambi i formati.

La ricerca è stata condotta analizzando i dati provenienti da centinaia di miliardi di impression erogate tramite la piattaforma Sizmek nella prima metà del 2016.

Adform lancia il suo programma di certificazione

Adform lancia il suo Programma di Certificazione, pensato per promuovere la diffusione della conoscenza all’interno della industry e per fornire accesso ad un vasto corpo di informazioni organizzate nell’ambito del display advertising.

Il programma educativo è disponibile per i clienti di di Adform con lo scopo di certificare l’utilizzo professionale della piattaforma.

Per il momento il programma di certificazione comprende un modulo – Adform Programmatic – e molti altri moduli saranno rilasciati nel corso del 2016, inclusi un corso Essentials per chi non ha ancora competenze digitali, Adform Rich Media, Adform Analytics e un modulo molto tecnico legato ai tracciamenti dei siti web.

Alfonso Mariniello, country manager di Adform per l’Italia: «La certificazione nell’utilizzo delle nostre tecnologie permetterà ai professionisti del marketing digitale di poter arricchire il loro CV con delle competenze spendibili sul mercato del lavoro. Analogamente aiuterà chi deve assumere determinate figure professionali (trafficker, planner, trader, rich media specialist, ecc.) ad individuare più facilmente quei candidati in possesso di skill certificate».

Tradelab, accordo con MadMix Digital per integrare la creatività nella sua offerta programmatica

Tradelab integra l’aspetto creativo nella sua offerta programmatica e lo fa grazie a una partnership con l’agenzia creativa MadMix Digital, basata a Parigi, ma che si occupa anche di campagne per altri Paesi. Per l’adv, la creatività è un elemento chiave che può fare la differenza nelle performance e necessita quindi di una declinazione ad hoc dei set creativi.

L’accordo web e mobile, attivo a livello internazionale e anche in Italia, permetterà ai clienti di Tradelab di gestire l’aspetto creativo della campagna con uno specialista del settore, la cui offerta copre l’insieme dei formati mobile, specialmente i rich media. Grazie all’esperienza delle due aziende, tutte le creatività sono progettate per permettere un controllo ottimale dei domini di diffusione in programmatic.

Quest’offerta nasce per permettere agli inserzionisti e alla agenzie di ridurre i tempi di progettazione creativa e di avere la garanzia di uno sviluppo tecnico adattato alla diffusione e alla personalizzazione delle creatività che devono essere sempre più pertinenti per tutti i device, nonché di godere di un servizio clienti sempre più qualitativo.

Gaetano Polignano, country manager per l’Italia commenta: «L’aspetto grafico della campagne è un tema che ci sta molto a cuore, tanto più per i formati mobile che sono di maggiore impatto, ma anche considerati più fastidiosi dagli utenti. Questa partnership ci consente quindi di mettere in contatto i nostri clienti con un’agenzia internazionale esperta, che conosce perfettamente le problematiche del real time».

Formati pubblicitari: video e rich media garantiscono performance migliori

Le campagne che usano rich media e video garantiscono agli inserzionisti performance più elevate: a dirlo è il Digital Advertising Benchmark Report di Adform, che ha analizzato le performance di tutti i formati pubblicitari usati dai clienti della società nel primo semestre del 2015, cercando di individuare quelli che offrono i risultati migliori.

Il rapporto prende in esame quattro categorie di banner: standard, rich media, video e mobile. Questi formati pubblicitari sono stati valutati secondo cinque parametri-chiave utilizzati nella misurazione del successo delle campagne: tasso di clic (click-through rate, CTR), tasso di engagement, tempo di engagement, tempo medio di riproduzione del video e tasso di viewability. Il tutto prendendo in analisi circa 140.000 campagne, comprendenti più di 16 miliardi di impression.

Questi i risultati salienti dello studio:

  • Il tipo e il formato dei banner sembrano avere un impatto significativo sul CTR. Per esempio, i CTR per i banner rich media, video e mobile sono più elevati rispetto al formato standard del 282%, 264% e 145% rispettivamente.
  • In Europa e negli Stati Uniti, il formato rich media ha registrato un tasso di engagement del 13,45%, ovvero una cifra 6,6 volte maggiore rispetto ai banner standard.
  • Il tempo di engagement del formato rich media ha registrato un aumento del 7% dal primo semestre del 2014 allo stesso periodo del 2015, passando da 10,67 a 11,36 secondi, un tempo di coinvolgimento notevolmente lungo per un annuncio.
  • Il tempo medio di riproduzione dei banner video è aumentato del 6% dal primo semestre del 2014 allo stesso periodo del 2015. Inoltre, i banner rich media con contenuto video registrano un tempo medio di riproduzione migliore rispetto ai formati video pre-roll e mid-roll (37,23 contro 34,22 secondi rispettivamente).
  • Il tasso di viewability per i banner rich media è un 31% superiore rispetto a quello dei banner standard e quasi un 10% maggiore rispetto ai banner mobile. I banner standard offrono il tasso di viewability più basso.

E’ possibile utilizzare i rich media nelle campagne in programmatic buying?

Torna l’appuntamento con “L’esperto risponde”: uno spazio a cadenza settimanale in cui Cristina Pianura, Ceo Italy di Prime Real Time, risponde a una serie di F.A.Q. sul mondo della pubblicità “automatizzata”.

Se avete qualche domanda particolare da sottoporre a Cristina, scriveteci a redazione@programmatic-italia.com!


E’ possibile utilizzare i rich media nelle campagne in programmatic buying?

La risposta a questa domanda è ovviamente sì.

Il tema della difficoltà di buying relativo ai rich media è figlio di alcune limitazioni di natura tecnica, tipica di alcuni mesi fa. La velocità con cui evolvono le tecnologie rende questo tema già oggi superato.

Questo non significa che tutte le DSP e le SSP siano già perfettamente compatibili per qualunque tipo di formato rich media, anche se i formati video espandibili da formati standard IAB, o le Skin, sono già una realtà diffusa nel buying tramite private deal.

Oggi il trading desk che intenda strutturare una importante strategia di buying basata su rich media video può scegliere sia la filiera più standard legata ai formati Rising Star IAB oggi supportati da tutte le SSP e le più diffuse DSP come DoubleBidManager (DBM) o Appnexus oppure sviluppare un formato customizzato ad alto impatto e gestirlo all’interno dell’Adxechange Adform.

Adform lancia sei nuovi formati pubblicitari rich media e "consumer friendly"

La società specializzata in programmatic Adform, tra i maggiori fornitori globali di tecnologie indipendenti per l’advertising, ha annunciato il lancio di sei nuovi formati pubblicitari per computer, tablet e cellulari, creati per rendere l’esperienza pubblicitaria meno invasiva per il consumatore e, allo stesso tempo, per produrre migliori risultati per gli inserzionisti e gli editori.

Negli ultimi anni, Adform ha calcolato che gli annunci in formato rich media sono sei volte più efficaci dei banner tradizionali e, pertanto, costituiscono l’opzione ideale per le campagne dei brand. Allo stesso tempo, i sei nuovi formati rispettano gli elementi più apprezzati dai consumatori quando si tratta di pubblicità: ricchezza del contenuto, trasparenza completa e un coinvolgimento che si propone di essere rispettoso, non invasivo. Sono stati sviluppati in risposta all’incremento delle installazioni di programmi per bloccare la pubblicità (i famigerati ad blockers).

Di seguito, un video che illustra le caratteristiche dei nuovi formati “consumer friendly” di Adform e la descrizione che ne dà l’azienda, che in Italia è guidata dal direttore commerciale Alfonso Mariniello.

Adform Consumer-Friendly Formats from Adform on Vimeo.

  • Chatterbox: Dal design intuitivo, Chatterbox invita gli utenti a trascinare un annuncio al centro dello schermo per accedere alle informazioni aggiuntive presenti nell’hub dei contenuti. Questo formato può comprendere un’ampia varietà di materiale, come video, immagini, editoriali, pulsanti di acquisto con un clic, libri bianchi, API, social feed e molto altro ancora. Sebbene sia stato progettato per l’uso su tablet, Chatterbox funziona bene anche su computer e campagne multicanale.
  • Native Box: Questo formato mostra una pubblicità discreta, creata per riflettere il contenuto editoriale. L’unità pubblicitaria si ridimensiona automaticamente e rimane visibile mentre i consumatori utilizzano la pagina. Per promuovere la trasparenza, l’unità visualizza le credenziali del marchio. I consumatori possono decidere se accedere o meno al contenuto.
  • Contextual Match: Le immagini e i messaggi contestuali del contenuto editoriale vengono utilizzati direttamente nella creatività pubblicitaria, permettendo così una sinergia solida tra il marchio e il percorso editoriale del consumatore. Il formato può includere un’unità aggiuntiva visualizzata in base al target.
  • Parallax Scroll: Lo spostamento potenzia la funzionalità di parallasse per trasformare delle immagini piatte in esperienze grafiche in 3D. Parallax Scroll può essere sincronizzato con il mouse del consumatore affinché si attivi al passaggio del cursore. In alternativa, gli inserzionisti possono aggiungere la funzione di spostamento, che espande o riduce un’immagine in 3D quando gli utenti si muovono all’interno della pagina.
  • Cinemagraph: Particolarmente efficace sui telefoni cellulari, Cinemagraph offre l’opzione perfetta che consente ai marchi di connettersi con il consumatore attraverso differenti tecniche creative, come GIF e video perfettamente in loop. Come unità indipendente, raccoglie un maggior tasso di clic, mentre come precursore dei video, evita l’irritazione causata dalla riproduzione automatica di un file audiovisivo.
  • Great Wall: Come Chatterbox, questo formato pubblicitario invita gli utenti ad accedere a contenuti di lunghe dimensioni cliccando, toccando o spostandosi sull’unità per rivelare un hub dei contenuti. L’hub può presentare praticamente qualsiasi tipo di materiale di lunghe dimensioni, come video in streaming, editoriali, widget per prenotare con un clic, gallerie e molto altro ancora.

A sostegno dell’efficacia dei nuovi formati, questo il commento di Daniele Morena, direttore Marketing di SportNetwork Italia: «Questi formati sono esattamente quello che stavamo cercando. Sono annunci interessanti, creativi e non invasivi che non interrompono la navigazione del consumatore e che potrebbero anche ridurre le probabilità che i nostri visitatori installino dei programmi per bloccare gli annunci».

Davide_Ingrassia_Adform
Davide Ingrassia

«Ci preoccupa vedere quanti consumatori decidono di installare dei software di blocco e le conseguenze a lungo termine che questa situazione infligge sugli inserzionisti», afferma invece Davide Ingrassia, Brand Solutions Sales Director Italia di Adform, e aggiunge: «Comprendiamo anche che la pubblicità sta deludendo i consumatori in molti modi e, di conseguenza, anche gli inserzionisti e gli editori. Abbiamo bisogno di rispondere con urgenza agli utenti, proponendo annunci invitanti che migliorino la loro esperienza globale, non che sottraggano valore con pubblicità fastidiose. Abbiamo analizzato le lamentele dei consumatori e creato questi formati basandoci sui loro commenti e la nostra attenzione continuerà a concentrarsi su questo punto».

I nuovi formati possono essere creati con HTML5 Studio di Adform e quattro di questi, precisa l’azienda, possono essere erogati programmaticamente. Chatterbox, Parallax Scroll, Native Box e Contextual Match.