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Zeotap porta sulla piattaforma mobile Sonata i suoi dati deterministici relativi al mercato italiano

Zeotap ha annunciato di aver stretto un accordo con Sonata, DSP/DMP mobile di TapTap, grazie alla quale metterà a disposizione della piattaforma tecnologica i propri dati deterministici di qualità, inclusi dati socio-demo e dati relativi a profilazioni per Interessi e per Intenzione d’Acquisto per il mercato italiano.

Grazie al processo di analisi, intelligence e processamento dei dati di audience e di localizzazione, Sonata progetta e sviluppa segmenti di audience ad hoc che, unitamente agli algoritmi di ottimizzazione di pre-bid, consentono una profonda selezione dell’inventory digitale e, conseguentemente, un alto livello di affinità col target ricercato.

«L’estensione del nostro accordo con Zeotap in Italia è una grande opportunità per continuare ad offrire ai nostri clienti nuovi e innovativi modi per trasferire il valore e garantire strategie focalizzate su profilazione, attivazione e misurazione dell’audience, in grado di replicare grandi storie di successo sviluppate worldwide –  commenta Alvaro Mayol, Partner & Group CTO di Sonata -. Per Sonata poter contare sui dati di Zeotap è importante perché permette di combinare dati proprietari con dati certificati, deterministici e di alta qualità, fondamentali per fornire migliori garanzie e migliori risultati nello sviluppo e nell’attivazione di cluster audience in tutto il funnel del consumatore».

Zeotap fornirà segmentazioni socio-demografiche sulla base di dati deterministici con elevati On-Target High Reach (OTR) per fasce di età, genere, brand, nazionalità e lingua impostata sul dispositivo. Inoltre, la società dispone di un catalogo di oltre 10.000 App a cui si potrà accedere direttamente da Sonata, sia individualmente sia scegliendo tra oltre 100 Categorie di interesse, con dati aggiornati quotidianamente. Infine, Zeotap offrirà più di 200 categorie di Intention to Buy che vanno dalla categoria di prodotto alla marca stessa.

Con la piattaforma proprietaria DSP/DMP mobile, Sonata dal canto suo traccia e memorizza tutti gli Unique ID raccolti con campagne mobile display, video, audio o native. Utilizza a questo scopo ogni fonte di dati con localizzazione esatta, quali gps, wi-fi o beacons, specie a livello di indoor, misurando l’attribuzione della campagna globale grazie a strumenti esclusivi (Location Quality Index). Grazie a Sonata LQI, è possibile anche geolocalizzare con precisione in Real Time anche l’audience mobile attorno alle postazioni di OOH. E con il tool esclusivo da poco lanciato in Spagna ed Italia, il Sonata Moohbile Real & Forecast Sync, la società rende anche possibile sincronizzare la pubblicità mobile con quella erogata sui Totem digitali OOH.

«È un grande passo per estendere geograficamente la nostra collaborazione con Sonata – commenta Riccardo Polizzy Carbonelli, Country Manager di Zeotap in Italia -. Stiamo lavorando fianco a fianco per replicare il successo che abbiamo avuto nel territorio spagnolo e latinoamericano e la risposta del mercato è molto positiva. Insieme, stiamo offrendo capacità di targeting con dati di alta qualità che non erano disponibili prima, e gli inserzionisti stanno sperimentando un notevole miglioramento nei loro KPIs che molto presto potremo condividere».

I dati di zeotap diventano “first party” per le campagne Facebook

Comunicare sui social media è sempre più importante per i brand. Non a caso, l’ambiente social è uno di quelli su cui crescono di più gli investimenti pubblicitari. Ma non sempre, su queste piattaforme, è possibile avere un targeting profondo degli utenti, che ad esempio tenga conto di interessi e intenzioni d’acquisto.

Per questo motivo, zeotap ha recentemente implementato un nuovo modo per estendere in maniera semplice e veloce alle campagne Facebook delle aziende i propri segmenti di audience deterministici generati dall’utilizzo delle app e dai segnali di purchase intent.

La chiave sta in un termine: “dati di prima parte”, come ci spiega Riccardo Polizzy Carbonelli, VP Publishers & Advertising di zeotap: «Fino a un po’ di tempo fa, era possibile per le aziende arricchire le proprie possibilità di targeting su Facebook con dati di terza parte, forniti cioè da società esterne. Ora però questo è molto più difficile, perché Facebook ha iniziato a limitare l’uso di tali dati, filtrandone sensibilmente la provenienza. Di fatto, la soluzione sta nel dare la licenza di utilizzo dei dati all’azienda inserzionista: in questo modo, quest’ultima ne diventa l’effettiva proprietaria, e può utilizzarli su Facebook come insight di prima parte. Zeotap ha recentemente reso questo processo più semplice e veloce, attraverso una nuova struttura contrattuale. Ovviamente tale procedura vale non solo per Facebook, ma anche per altre piattaforme come Twitter, LinkedIn e Instagram».

Una soluzione, quella di zeotap, grazie alla quale è possibile per le aziende arricchire e rendere ancora più preciso il targeting sui social: «Le piattaforme sociali come Facebook sono in grado di fornire ai propri inserzionisti un buon livello di informazioni socio-demografiche sugli utenti, ma è sempre più difficile agganciare dati di interesse e purchase intent che sono invece fondamentali per conoscere i consumatori e riuscire a raggiungerli col messaggio più adatto al momento giusto. Tra l’altro – aggiunge Polizzy Carbonelli -, esiste uno specifico relevancy score applicato da Facebook che incide sul costo dello spazio in base alla rilevanza dell’annuncio per utente. In pratica, lo spazio adv su Facebook costa meno se il messaggio è più rilevante per chi lo vede. Questo vuol dire che se un brand utilizza dati che funzionano, rendendo la pubblicità erogata più rilevante per chi la guarda, la campagna è anche più conveniente economicamente rispetto a un annuncio che non fa uso di dati o che utilizza dati non accurati».

Quello di facilitare l’estensione dei propri segmenti di audience deterministici alle campagne social è solo l’ultima delle tante novità con cui zeotap ha negli ultimi mesi ampliato la propria offerta. La società ha avviato nuove integrazioni «ad esempio con S4M e Tabmo, particolarmente legate al mondo delle app», e sta raccogliendo i frutti del recente lancio di Connect, il proprio strumento di identity graph che consente alle aziende di poter utilizzare, nel rapporto digitale con i consumatori, anche i dati offline in proprio possesso.

«Abbiamo avviato attività con alcune grandi aziende – ha detto a questo proposito il manager – e stiamo registrando importanti livelli di match rate. Con l’aumento dei touch point col consumatore, per i brand è sempre più complicato mettere insieme i dati provenienti dall’online con quelli del mondo offline. Una difficoltà che è acuita ancor di più dalla moltiplicazione e diversificazione delle piattaforme digitali su cui si compie il customer journey. La ricchezza di uno strumento come Connect sta nella capacità di associare a un dato offline non solo un singolo dato digitale, ma molteplici (diversi browser, assistenti vocali etc.), in modo da trasformare un rapporto prima esclusivamente online con l’utente in una conoscenza completa che coinvolge anche il mondo extra-internet».

zeotap lancia Connect, soluzione di identity che unisce dati offline e digitali

Aiutare le grandi aziende a collegare i loro dati offline con quelli offline, per raggiungere i propri utenti in maniera più accurata e coi messaggi più giusti. È questo l’obiettivo di Connect, la nuova soluzione di identity appena lanciata sul mercato da zeotap, e già disponibile per i clienti italiani.

Il prodotto associa in maniera deterministica i dati offline di prima parte dei brand con identificativi online, rispondendo a un preciso bisogno del mercato di oggi. Le aziende, infatti, già da tempo hanno iniziato a sfruttare il potere dei dati nelle loro campagne, e ad investire fortemente sulle loro DMP e sullo sviluppo dei dati di prima parte. Tuttavia, nonostante questi loro sforzi, la realtà oggi è che senza la capacità di collegare i diversi identificativi sui vari canali dell’ecosistema digitale – mobile, tablet, desktop, tv – i brand non riescono a trarre il massimo dai dati in loro possesso.

E proprio qui si inserisce la novità di zeotap. Grazie alla sua integrazione con i principali operatori telefonici, la società ha sviluppato un identity graph telco unico e brevettato, che aiuta le aziende a collegare i dati proprietari di CRM (come email e numeri di telefono) con identificativi online (ID dispositivo e cookie mobile/desktop). «Di fatto, si tratta di un modo rivoluzionario di avere accesso a informazioni più complete sui consumatori e di interagire meglio con essi», commenta Riccardo Polizzy Carbonelli, Country Manager Italia di zeotap.

Riccardo Polizzy-Zeotap
Riccardo Polizzy Carbonelli

All’associazione tra dati offline e online, zeotap può poi anche aggiungere ulteriori insight, consentendo alle aziende di far uso delle proprie funzioni di targeting intelligence. Di conseguenza, le aziende possono estrapolare maggiori informazioni sui loro consumatori e beneficiare allo stesso tempo di strategie di segmentazione avanzate basate sui dati socio-demo e comportamentali di zeotap.

Il tutto, naturalmente, nel pieno rispetto del GDPR e degli standard di privacy globali. Zeotap Connect, infatti, lavora con identificativi criptati in maniera sicura, e utilizza un suo identificatore proprietario (lo ZeoID), capace di separare gli identity data delle aziende dagli attributi di targeting di zeotap per una maggiore sicurezza. La società, tra l’altro, è stata riconosciuta con numerose certificazioni in materia di sicurezza e rispetto della privacy.

«Le grandi aziende sono abituate a comunicare con i loro consumatori, ma il rapporto tra loro rimane in qualche modo distante ed è affidato per lo più ad insight di terze parti – spiega Polizzy Carbonelli -. I brand hanno bisogno di conoscere meglio il loro pubblico: non basta sapere, ad esempio, che si tratta di uomini, trentenni e sposati; pensiamo a quanto sono importanti informazioni come le preferenze di navigazione o di acquisto, estrapolabili da identificativi digitali. Uno strumento come Connect non solo offre l’opportunità di intrecciare un rapporto più diretto con l’utente, ma consente anche di avere una visione davvero a tutto tondo del proprio target, in ultima istanza favorendo l’erogazione di messaggi pubblicitari rilevanti nel momento più idoneo».

Per zeotap, inoltre, Connect costituisce una novità anche in termini di tipologia di offerta. «Fino ad ora tradizionalmente un fornitore di dati, zeotap con questa nuova soluzione si apre al mondo dell’identity, proponendo uno strumento che va ben oltre la semplice funzione di targeting di una campagna», conclude Polizzy Carbonelli.

zeotap, entra nel team italiano Matteo Cozzi: è il nuovo Agency Sales Account

zeotap ha annunciato l’ingresso di Matteo Cozzi nel ruolo di Agency Sales Account. Già sales manager in Quantcast e consulente nella divisione Strategy di Accenture, Cozzi rappresenta il quinto membro della squadra italiana della società tecnologica specializzata in dati deterministici mobile.

Oggi la piattaforma ha presentato ufficialmente i nuovi segmenti di audience stagionali disponibili alle agenzie e alle aziende clienti, sono: Kids, School Equipment, Sport Equipment, Fashion Enthusiasts, House & Garden e Audio & Video.

zeotap ha infine segnalato i risultati relativi ad una campagna pubblicitaria di una delle maggiori case automobilistiche in Spagna, gestita insieme a Smartclip che prevedeva la configurazione online dell’auto per incentivare le vendite. Utilizzando i dati telco della struttura  guidata in Italia da Riccardo Polizzy Carbonelli, la società specializzata in programmatic video ha registrato un aumento del 175% del Click-through-rate e del 192% delle conversioni.

Gli insight deterministici di zeotap arrivano sul Data Marketplace di AppNexus

zeotap ha annunciato di aver completato l’integrazione con AppNexus: un accordo grazie al quale i suoi dati deterministici saranno a disposizione degli inserzionisti che utilizzano la piattaforma ad tech.

La società guidata in Italia da Riccardo Polizzy Carbonelli farà parte infatti degli oltre 20 importanti 3rd party data provider disponibili per aree verticali, che costituiscono il Data Marketplace di AppNexus, piattaforma che fornisce un workflow efficace per l’acquisto e l’applicazione dei dati. Gli inserzionisti che avranno la possibilità di accedere al Marketplace di AppNexus in Europa, USA ed India, potranno ora beneficiare dei dati di targeting verificati di zeotap, che comprendono dati socio-demografici, di interesse, di intenzione di acquisto, di utilizzo delle app e segmenti di navigazione mobile.

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Bruno Schirò

«I dati deterministici di zeotap aiutano gli inserzionisti a targettizzare device mobili con massima sicurezza e precisione – commenta Bruno Schirò, Responsabile AppNexus per l’Italia -. Siamo contenti di poter offrire ai nostri clienti, attraverso il nostro Data Marketplace, l’accesso ai dati di targeting di alta qualità di zeotap per il raggiungimento dei loro obiettivi di performance».

«Dati mobile di elevata qualità sono molto richiesti, ma nella maggior parte dei casi sono disponibili in grande quantità solo in ambienti chiusi. L’integrazione tra zeotap ed AppNexus assicurerà che i dati di qualità siano sempre più disponibili attraverso ecosistemi digitali di larga scala – aggiunge Riccardo Polizzy Carbonelli, Country Manager Italia di zeotap -. Siamo felici di poter collaborare con AppNexus, una importante porta d’accesso per tante aziende inserzioniste, che potranno ora utilizzare i segmenti di audience desiderati anche attraverso tale piattaforma, puntando all’accuratezza e alla flessibilità dell’utilizzo del dato, in grado inoltre di generare insight di valore per ogni singola campagna».

I dati di zeotap hanno dimostrato di raggiungere e superare di 3x i benchmark di mercato su target demografici, misurando i livelli di On-Target Percentage (OTP). La società, inoltre, ha introdotto dei rigidi sistemi di data quality testing per assicurare un’alta qualità dei dati omogenea per tutti i data partners. Ad oggi, in Italia zeotap mette a disposizione del mercato 44 milioni di profili in-app di alta qualità, selezionabili attraverso attributi demografici, d’interesse e purchase intent, per assicurare che le campagne non solo raggiungano i loro obiettivi di audience targeting, ma anche ottengano volumi necessari per l’erogazione delle campagne.

zeotap pronta alla GDPR. Intanto Nielsen e comScore premiano la reach on-target dei suoi dati

zeotap continua a investire nella qualità e nella precisione della propria piattaforma. Secondo le analisi condotte da Nielsen e comScore attraverso i loro strumenti di misurazione, i dati socio-demografici in possesso hanno registrato prestazioni di reach on-target fino a tre volte superiori alla media del mercato italiano.

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I risultati dei test sui dati socio-demo di zeotap

Parallelamente, la società ad-tech guidata nel nostro Paese da Riccardo Polizzy Carbonelli si è messa al lavoro per adeguare la sua tecnologia alla nuova regolamentazione europea sulla privacy, diventando una delle prime strutture a ricevere la certificazione della General Data Protection Regulation già dal 2016.

Inoltre, la squadra è stata potenziata con un’unità dedicata composta da due legali, un project manager e un direttore dell’Information Security, che hanno l’obiettivo di supervisionare la conformità della piattaforma alla nuova normativa.

zeotap sarà presente al Programmatic Day(s) con il suo VP Marketing, Oliver Kanders, che interverrà nel corso della seconda giornata dell’evento.

Advertising Data Strategy: un’opera sinfonica composta da tre melodie

Il tema Big Data è oggi parte integrante delle agende di tanti protagonisti del mercato. Le aziende cercano nuovi canali relazionali per interagire con i propri clienti, e non sorprende pertanto oggi scoprire come siano in tanti ad aver costruito ed adottato sistemi di gestione dati di prima parte, quali elementi centrali delle proprie strategie di comunicazione. Una decisione strategica dettata anche dal fatto che piattaforme di dati di terza parte usavano inizialmente modelli probabilistici spesso costruiti su base dati molto ristette: il risultato è stato una depauperazione del valore del dato, che si è tradotta in risultati insoddisfacenti per le aziende.

Quanto descritto è chiaramente riflesso nei numeri evidenziati da un recente documento pubblicato da Salesforce.com, frutto di 900 interviste a vertici aziendali del mondo della pubblicità negli Stati Uniti, Europa e Asia, dove si evidenzia come l’80% degli inserzionisti abbiano già investito in una data management platform ed il 59% di loro lo ha fatto negli ultimi tre anni.

Prima melodia – 1st party data: Dilemma

L’impostazione di una strategia dati basata unicamente sull’utilizzo del dato di prima parte è un approccio parziale. Trattandosi di dati raccolti da clienti già esistenti o da coloro con cui l’azienda ha interagito in qualche modo, sono certamente di grande rilevanza per rafforzare il rapporto con i clienti stessi e per sviluppare azioni di mantenimento dei clienti, particolarmente efficaci per operazioni di cross- e up-selling.

Allo stesso modo però, i dati di prima non sono in grado di apportare alcun contributo ad una delle variabili principali delle logiche strategiche di crescita, il prospecting. Costruire relazioni dirette ed allo stesso tempo farlo su dimensioni (volumi) allargate, con l’intento di aggregare dati di gran parte dei potenziali utenti (popolazione), è senza alcun dubbio importante, ma allo stesso tempo richiede risorse e tempo implementabili solo su archi temporali di diversi anni.

L’elemento quantitativo, poi, rimane di fondamentale importanza, e può essere raggiunto solo attraverso l’utilizzo di fonti esterne in grado di creare modelli di look-alike. Gli inserzionisti oggi hanno capito che collaborare con altre società non è solo una scelta ma una strada obbligata, un concetto ribadito dal fatto che l’utilizzo dei dati di prima parte ha oggi raggiunto un livello di stagnazione, mentre i dati di seconda e terza parte sono cresciuti nell’arco degli ultimi due anni rispettivamente del 26% e 30%.

Seconda melodia – 2nd party data: Direct Data Sharing

Al fine di completare il proprio data asset e spinti da un senso di insoddisfazione, dettato dalla precedente esperienza nell’utilizzo di fornitori di dati di terza parte qualitativamente non all’altezza delle aspettative, gli inserzionisti hanno così posto la loro attenzione alle collaborazioni sui dati. Tale scelta sembrava rispondere alla promessa di maggior trasparenza circa i data asset utilizzati, sottovalutando però alcuni degli evidenti svantaggi di tale rotta.

Per prima cosa, le strategie connesse ai dati di seconda parte necessitano di integrazioni tecnologiche particolarmente complesse e lunghe da implementare, e sono processi che vanno ripetuti per ogni singolo partner attivato. In aggiunta, questa scelta richiede uno spazio temporale ampio per generare volumi significativi, non risolvendo così l’esigenza immediata di generare e raccogliere un numero di dati necessari all’inserzionista per sviluppare azioni di mercato significative.  Inoltre, si tratta di un modello non particolarmente invitante per i proprietari di dati, che vedono in questo modo i vantaggi ottenibili dalla monetizzazione pesantemente ridotti, essendo il volume d’uso del dato da parte di un unico inserzionista non confrontabile con quello generabile se agganciato a centinaia di aziende.

Terza melodia – 3rd party data: Alta qualità

Considerati i vantaggi ed i limiti legati alle formule di data partnerships dirette, gli inserzionisti propendono oggi sempre di più all’utilizzo di piattaforme alimentate da dati di terza parte di grande qualità. La possibilità di distinguere e selezionare il fornitore più qualificato costituisce un elemento chiave nella valutazione della piattaforma qualora si desideri seguire questo percorso. Gli inserzionisti dovranno valutare con attenzione le fonti da cui si approvvigiona il fornitore di dati e capire quanto il dato sia accurato, una qualità distintiva direttamente connessa alla natura del dato ed alla sua metodologia di raccolta. Per esempio, i dati ID-verified, provenienti da un’azienda come una banca, un operatore telefonico o siti di e-commerce, sono di default sempre più accurati quando paragonati ai dati inferiti o probabilistici generati da altre fonti.

In aggiunta, gli inserzionisti avranno bisogno di capire quali sono i processi interni che i fornitori di dati di terza parte adottano per assicurare che i dati rimangono costantemente nel tempo di alta qualità, anche quando i volumi gestiti assumono dimensioni maggiori. Tra i principali indicatori di qualità adottati possiamo citare per esempio, i processi di test della qualità, priorizzazine e aggiornamento dei dati.

Una volta selezionate in modo corretto le piattaforme di dati di terza parte, sarà possibile massimizzare la reach minimizzando il lavoro richiesto all’inserzionista, considerando che le piattaforme selezionate hanno maggiori possibilità di sviluppare importanti collaborazioni esclusive con altri partner raggiungendo livelli quantitativi e qualitativi in grado di soddisfare le richieste dell’inserzionista. Negli Stati Uniti, una recente tendenza ha dimostrato come le piattaforme di terza parte sono chiaramente quelle maggiormente adottate in quanto hanno registrato un incremento d’uso del 47% conto il 24% di quelle di seconda parte. Vediamo un trend simile nel mercato UE con un 34% di utilizzo del dato di terza parte contro il 32% per i dati di seconda parte.

L’opera sinfonica – La strada davanti a noi

L’organico orchestrale, necessario per eseguire un opera sinfonica si compone generalmente di archi (12 viole, 8 contrabbassi, 16 violini, 14 violini secondi, 10 violoncelli), ottoni (6 corni, 4 trombe, 4 tromboni, 1 basso tuba), percussioni (4 timpani, grancassa, tamburo, carillon, campane, piatti, triangolo, xilofono), legni (1 ottavino, 3 flauti, 3 oboi, 1 corno inglese, 3 clarinetti, 1 clarinetto basso, 3 fagotti, 1 controfagotto) e volendo  altri strumenti i (come  sassofono, celesta, arpa, pianoforte….). Sono tutti necessari e sono utilizzati in modo armonico e regolati dal “tempo”.  Ed è proprio come compositori di successo, i direttori marketing delle orchestre corporate più importanti oggi devono saggiamente utilizzare i singoli strumenti che oggi la tecnologia mette a disposizione, trasformando la strategia dati da adottare, nel loro direttore d’orchestra.

Oggi, gli inserzionisti devono ripensare alle loro strategie dati tenendo conto della tendenza del mercato. L‘utilizzo dei dati di prima parte in modalità esclusiva non è una strategia sostenibile a lungo termine non essendo questa in grado di raggiungere gli obiettivi di crescita prefissati. È oggi quindi necessario, a complemento delle operazioni di dati prima parte, integrare queste con piattaforme di dati di terza parte selezionando in modo distintivo le fonti di dati di seconda parte, per riuscire a rispondere alle necessita marketing dei brand.

Soltanto attraverso l’implementazione di un approccio che tiene in considerazione l’intera filiera del valore dei dati, gli inserzionisti saranno in grado di assicurare che la loro strategia sia in grado di competere e cogliere tutte le opportunità offerte, puntando sempre al massimo successo delle loro iniziative di comunicazione e vendita. E se poi qualcuno griderà “Bravo!” … certamente renderà l’opera anche memorabile.

Il fenomeno della “Data Gravity”: attrazione e gravità nel mondo digitale

Alcuni di voi ricorderanno il vecchio termometro al mercurio, oggi sempre più raro da trovare mentre una volta era l’unico strumento di precisione utilizzato per misurare la febbre.

Le generazioni più giovani conoscono forse meglio quello elettronico, che sembrava ancora un termometro normale, poi quello con la striscia al plasma da appoggiare sulla fronte, quello con il beccuccio per l’orecchio e, più recentemente, una specie di “roll” da strofinare sulla tempia; l’evoluzione è stata veloce anche in questo ambito.

Il termometro al mercurio era un oggetto di vetro e, pertanto, un oggetto alquanto delicato. Alcuni ricorderanno cosa succedeva quando il termometro cadeva e il vetro si rompeva: il mercurio contenuto al suo interno si spargeva sul pavimento scomponendosi in tante affascinanti palline di liquido denso argentato.

A parte il dramma di aver rotto il termometro e la relativa corsa in farmacia per comprarne uno nuovo, bisognava raccogliere i vetri rotti ma, soprattutto, bisognava raccogliere il mercurio. Come? Avvicinando con un oggetto le tante piccole gocce, preferibilmente usando un foglio di carta perché il mercurio va mai toccato a mani nude, in quanto nocivo.

Era curioso osservare come le sfere di maggiori dimensione attiravano quelle più piccole diventando così sempre più grandi. Venivano letteralmente risucchiate in un nucleo centrale fondendosi e aumentando di volta in volta capacità attrattiva volume, fino alla formazione di un’unica grande palla di mercurio.

“Pianeti”, “sistemi solari” e “galassie” nel settore digitale

Un concetto di attrazione simile lo ritroviamo nelle teorie che parlano della nascita del nostro universo. Masse di dimensioni e composizione diversa, gassosa, liquida e minerale vagavano in direzione differenti nel cosmo, scontrandosi, attirandosi, formando cosi meteoriti, corpi stellari e pianeti sempre più grandi, attratti o respinti da forze di gravità direttamente legate al contenuto e grandezza del loro nucleo.

Oggi, nel nostro pianeta digitale, attraverso sistemi di CRM più o meno intelligenti, DSP, SSP, DMP o, più recentemente, piattaforme ibride chiamate CRP (Customer Relationship Managment) o CDP (Customer Data Platforms), si formano nuclei di dimensioni diverse.

Esistono i “pianeti”, ossia le data management platform, quelle per esempio dei grandi marchi, spesso alimentate da dati molto accurati ma non scalabili; esistono poi i “sistemi solari”, come per esempio le DMP delle agenzie e dei grandi editori, in grado di aggregare altri dati, comportamentali e d’interesse, quindi multidimensionali, ma soprattutto in grado di raggiungere dimensioni maggiori rispetto alle primi; e poi esistono le “galassie”, come per esempio quelle di Facebook, Google o Amazon.

Anche nel nostro nuovo mondo digitale si ripresenta la regola della forza gravitazionale, dove un corpo, in funzione della sua composizione e dimensione, è in grado di attirare un altro elemento, aumentando la sua dimensione e di conseguenza la sua capacità attrattiva.

Esisteva prima l’Australopiteco, poi l’uomo Habilis, l’uomo Erectus ed ora l’uomo Digital. Dall’età della pietra, del rame, del ferro e dell’oro, oggi ci troviamo nell’età del dato, dove “touch point” prima analogici, ora sono digitali, pertanto in grado di muoversi in una dimensione di spazio e tempo del tutto nuova. Proprio per questo motivo, oggi le aziende hanno la necessità inderogabile di costruire ambienti ed ecosistemi digitali, necessari per esistere, comunicare e vendere.

Il fenomeno della “Data Gravity” secondo zeotap

Le connected Tv, gli smartphone, il digital OOH sono dimensioni, canali che non possono essere “navigati” se non attraverso la costruzione di strutture centralizzate di dati che hanno continuamente bisogno di alimentarsi di altrettante fonti di dati generando così il fenomeno della “Data Gravity”.

Come descritto da Newton, due corpi si attraggono con una forza che è direttamente proporzionale al prodotto delle masse e inversamente proporzionale al quadrato della distanza che li separa. La capacità di attrazione di questi nuovi nuclei di dati e la conseguente necessità poi di doverli gestire comporta l’adozione di metodi d’interazione e di apprendimento intelligenti.

Pensiamo, per esempio, all’intelligenza artificiale e al machine learning. Questi sono gli elementi distintivi e qualificanti di quelle masse che oggi hanno ancora la consistenza di meteore che un domani formeranno, attraverso la fusione generata dalla forza gravitazionale, i grandi pianeti del futuro.

Seguendo il percorso fin qui visto, è oggi forse facile prevedere il nome di quelle che saranno le galassie dominanti del nostro universo digitale ma non dobbiamo dimenticare che le leggi della fisica ci hanno anche insegnato che due masse in movimento di pari peso, qualora si dovessero incontrare, o meglio, scontrare, provocherebbero un’onda d’urto in grado di trasformare due grandi satelliti in tanti piccoli meteoriti. Un impatto talmente forte in grado di vincere quella forza gravitazionale che attira la massa verso il suo nucleo creando quindi una forza contraria.

La “data gravity” è legata alla massa e agli elementi chimici che compongo i grandi corpi celesti delle DMP, CDP, CRP, ecc., e saranno proprio i concetti di “scalability” (volumi) ed “accuracy” (qualità) dei dati, che generano le stelle più brillanti del firmamento digitale.

zeotap arricchisce i segmenti di audience con i dati sulle app mobili

zeotap compie un ulteriore passo verso la trasparenza. Nello specifico, l’aggiornamento della piattaforma riguarda i dati d’interesse degli utenti generati da applicazioni mobili.

Ora la società mette a disposizione di trading desk e inserzionisti un client al quale potranno accedere direttamente per costruire e creare segmenti, in aggiunta ai ventiquattro segmenti mApp già esistenti, in base alla presenza sui dispositivi di applicazioni presenti nella banca dati di zeotap. Questi segmenti potranno poi essere caricati sulla demand-side platform utilizzata.

«Prima parlavamo, ad esempio, di un segmento di profili interessati al mondo Travel, ora aggiungiamo anche l’informazione relativa a quali applicazioni mobili fanno parte di questo segmento, si tratta di un bacino di circa 40 mila applicazioni», ha spiegato Riccardo Polizzy-Carbonelli, Country Head per l’Italia di zeotap «Nel segmento mAPP, la qualità non è esclusivamente legata al fornitore del dato in quanto il profilo selezionato è una risultante di più data provider e non collegato ad un unico data provider. Ciò che conta quindi è la data science applicata e il processo di scoring qualitativo da noi adottato vostantemente. Per l’inserzionista, in particolare, ciò che conta è il risultato che genera il segmento proposto ed è proprio per questo motivo che il nostro maggiore impegno resta il mantenimento degli standard di qualità di tutti i dati utilizzati».

zeotap fa crescere fatturato e organico. Online il nuovo sito

zeotap fa il suo ingresso nel 2018 rinnovando il marchio e la veste grafica del sito della società. Un’operazione che riflette non solo le evoluzioni in atto nel mercato della pubblicità digitale su mobile ma anche il nuovo corso intrapreso dalla piattaforma, in cui l’utilizzo di tecnologia intelligente e dati costituisce un importante vantaggio competitivo.

«zeotap è molto diversa dagli altri fornitori di dati. Dedichiamo un forte focus sulla tecnologia e sulle fonti di dati unici, che riescono a fornire risultati per gli inserzionisti mobile come nessun altro. Quello dei dati è senza dubbio un tema entusiasmante, con tantissimo potenziale. Il nostro nuovo marchio rispecchia la combinazione tra personalità della società e il valore che possiamo garantire ai nostri clienti», ha dichiarato Oliver Kanders, Vice President Marketing & Country Head per la Germania, la Francia e il Regno Unito della struttura.

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Un’immagine tratta dal nuovo sito web di zeotap

«Oltre ad aver riscontrato un aumento significativo degli investimenti nel comparto, abbiamo ravvisato una notevole crescita nell’adozione di dati di qualità. E all’interno di un settore contrassegnato da tali cambiamenti si è reso necessario per noi recepirli e interpretarli aggiornando la nostra immagine; abbiamo bisogno di essere agili anche in questo senso», ha concluso Kanders.

zeotap cresce e sbarca in nuovi mercati

Germania, Francia e Regno Unito sono tre nuovi mercati europei in cui zeotap ha fatto ingresso questo mese; a questi Paesi, oltreoceano, si è aggiunto anche il Canada. Sarebbe inoltre al vaglio l’apertura di ulteriori uffici in America Latina e Asia.

Nel 2017, globalmente zeotap ha registrato una crescita in termini di fatturato del 700%. Per quest’anno, la società si aspetta un andamento in linea con questi risultati: l’obiettivo è quadruplicare le entrate. Sotto il profilo dell’organico, solo nel 2017 il personale è passato dalle trentotto alle ottantacinque unità, con cinquanta individui impiegati come data scientist e ingegneri. Nel nostro Paese, in particolare, è imminente l’espansione della squadra con l’aggiunta di una nuova figura incaricata della gestione del rapporto con i clienti d’agenzia.

«Abbiamo raggiunto questi numeri sia perché riusciamo a mantenere in portafoglio moltissimi dei nostri clienti, con tassi di rinnovo dei contratti elevati, sia perché abbiamo acquisito nuovi partner con dati globali di alta qualità. I dispositivi mobili da cui estraiamo i dati sono raddoppiati e hanno raggiunto i trenta milioni in Italia», ha spiegato Riccardo Polizzy Carbonelli, Country Head per l’Italia di zeotap. Secondo le statistiche fornite dalla società, trentacinque dei primi cento marchi globali hanno utilizzato i dati forniti dalla piattaforma.

Focus sulla qualità dei dati

Recentemente, zeotap ha implementato un nuovo sistema di revisione della qualità dei dati. Finora sono stati testati complessivamente circa cinquanta potenziali partner e solo i fornitori in possesso degli standard della piattaforma sono stati connessi. Le verifiche sono state condotte utilizzando i parametri di riferimento di diverse società di misurazione, Nielsen e comScore fra tutti.

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Un”altra mmagine tratta dal nuovo sito web di zeotap

Ma i dati deterministici incamerati all’interno dell’infrastruttura di zeotap non provengono esclusivamente dalle compagnie di telecomunicazione, la società ha diversificato le proprie fonti per aumentare la scala e arricchirsi anche dei dati di interesse: «La nostra verifica stringente è una pratica unica, xi permette di identificare solo i migliori dati nel mercato e di portarli sulla nostra piattaforma. Grazie a questo siamo stati in grado di aumentare la portata dei nostri dati socio-demografici a un livello qualitativo elevato e di aggiungere numerosi partner che ci forniscono dati sull’utilizzo delle applicazioni, di modo che possiamo creare segmenti di interesse personalizzati in scala per i nostri clienti», ha aggiunto Polizzy Carbonelli.

Quest’anno ha visto inoltre il rilascio ufficiale di un nuovo prodotto chiamato zeotap Connect, che consente di mettere in relazione i dati online con quelli offline sui consumatori, un servizio la cui richiesta è sempre maggiore. La soluzione è disponibile a clienti selezionati. Nel prossimo futuro, zeotap integrerà ulteriori demand-side e supply-side platform alla propria piattaforma. In Italia, in particolare, è prevista la connessione con una nuova SSP.