Main partner:

Jobs

Frodi, le inventory bloccate su desktop superano quelle su mobile

Le frodi pubblicitarie bloccate su desktop superano quelle bloccate sui dispositivi mobile. È quanto emerge dal “Programmatic Insights Report: Spotlight on Quality” pubblicato da RhythmOne. Il documento ha esaminato le tendenze riguardanti il blocco e le prevenzione delle attività fraudolente elaborando una media mensile di 2,8 trilioni di offerte d’asta tra ottobre e dicembre 2017.

La ricerca ha registrato le tendenze riscontrate sulla piattaforma sia su inventario sospetto che in attività. Eccone i principali risultati:

  • Il 56% dell’inventario pubblicitario su desktop è stato bloccato mentre una quota molto più bassa (38%) è stata bloccata su mobile nel trimestre in esame;
  • In media, l’inventario video programmatico è stato bloccato a tassi leggermente più alti dell’inventario banner, 49% e 45% rispettivamente;
  • In ambiente mobile, l’inventario è stato bloccato molto più spesso su web (56%) che su inventario in-app (27%). In tal proposito, la società ha dichiarato che le frodi su applicazioni mobili è per sua natura complessa, ciò rende la rilevazione più variabile e difficoltosa.

Di seguito i tassi di blocco analizzati nel dettaglio a livello globale sui dispositivi sul marketplace di RhythmOne:

rhythmone-frodiIl rapporto ha anche scoperto che i formati pubblicitari non comuni e meno popolari tendono ad essere meno soggetti alle frodi poiché i truffatori preferiscono tipologie dotate di scala maggiore. Ad esempio, il formato video extra large, poco comune, è stato bloccato solo il 5% delle volte a livello globale, mentre il più popolare formato video medio ha un tasso di blocco del 57%.

Considerando i tassi di blocco per dimensione dei banner, i formati 300×250 e 300×600 sono in cima alla classifica con il 60%:

rhythmone-frodi

Stuani, RhythmOne: «Collegare tutte le tecnologie della filiera ci rende più efficienti e convenienti»

Recentemente approdata sul mercato italiano grazie all’intergrazione di RadiumOne, RhythmOne è oggi una piattaforma full-stack per il Programmatic che si rivolge sia a chi acquista che a chi vende pubblicità in modalità automatizzata, con un’offerta di soluzioni completa e una costante attenzione alla qualità e alla sicurezza delle inventory.

Il Managing Director Mattia Stuani ci illustra il posizionamento della società e le prossime mosse previste sul nostro mercato.

Mattia, come si posiziona RhythmOne nell’ecosistema del Programmatic Advertising?

RhythmOne ha una tecnologia per ogni step che connette chi compra e chi vende adv: lato demand forniamo agli inserzionisti strumenti per il data management e il media buying e soluzioni per la gestione della creatività, mentre lato supply offriamo un ad-exchange, una SSP e una tecnologia diretta (header bidder/tag/sdk) per collegare i publisher alla nostra piattaforma. Un’offerta completa, insomma, che garantisce transazioni più veloci per gli inserzionisti, una latenza più bassa per gli editori e una migliore esperienza per i consumatori. Collegare tutte le tecnologie della filiera ci rende più efficienti e in ultima analisi più convenienti per tutti i nostri clienti e partner.

Brand safety e trasparenza sono oggi due parole chiave nel mondo della pubblicità digitale. Secondo te, oggi, questi due fattori costituiscono un freno per il mercato programmatico?

Sì. queste sono due delle maggiori preoccupazioni. Brand safety, viewability e verification sono fondamentali per ottenere prestazioni ottimali, perché guidano l’efficienza all’interno del marketplace. E naturalmente sono temi di fondamentale importanza anche per RhythmOne.

Voi come rispondete a queste esigenze del mercato? C’è qualche prodotto creato specificamente a riguardo?

RhythmOne ha investito notevolmente in RhythmGuard, la nostra tecnologia proprietaria di brand safety che individua il traffico fraudolento e sospetto ad ogni passo del processo di transazione, sia pre-bid che post-bid. RhythmGuard incorpora informazioni provenienti da partner di verifica terzi e le potenzia con i nostri strumenti di intelligence e machine learning, non solo per assicurare che l’intera supply sia filtrata in base alla qualità, ma anche per essere sempre in anticipo sui nuovi ed emergenti metodi di frode pubblicitaria. RhythmGuard a parte, comunque, le partnership con le migliori aziende di ad-verification, combinate con i nostri algoritmi proprietari, garantiscono la soddisfazione dei più alti standard qualitativi su tutta la nostra inventory. Questo è il motivo per cui siamo al primo posto negli Stati Uniti e in seconda posizione in tutto il resto del mondo nell’indice Global Trust Seller trust di Pixalate, dove tra l’altro siamo sul podio da oltre 5 mesi consecutivi. Non da ultimo, siamo disposti a garantire sia visibilità che verification (sulla base di qualsiasi società di verifica accreditata da MRC) attraverso il nostro prodotto Guaranteed Marketplace.

RhythmOne all’estero esiste da tempo, ma in Italia ha fatto il suo debutto solo recentemente. Quali sono i progetti previsti nel nostro Paese?

Attualmente sul mercato è già operativo il nostro ad exchange e a gennaio 2018 apriremo la divisione dedicata ai publisher che comprenderà vari servizi tra cui SSP, header bidding/tag, DMP e cross platform analytics. Non esiste al momento una piattaforma così completa sul mercato, siamo in grado di rispondere a una grande esigenza della industry, ossia quella di portare la data intelligence su ampia scala alla fonte: il publisher.

Leggi l’intervista completa su Programmatic Italia Magazine.

Quali inventory sono più soggette a frodi? I dati di uno studio di RhythmOne

Un nuovo report di RhythmOne fa luce sul tema, particolarmente attuale, delle frodi pubblicitarie in ambiente programmatico.

Lo studio, dal titolo “Programmatic Insights Report – Spotlight on Quality“, è stato effettuato analizzando 2,7 migliaia di miliardi di impression mensili processate dalla piattaforma programmatica di RhythmOne tra giugno e settembre, e dà indicazioni sul livello di qualità delle inventory e sui tassi di blocco delle impression fraudolente per dispositivo, dimensioni dell’annuncio, tipologia di formato e categoria IAB. La società, che in Italia è guidata dal Managing Director Mattia Stuani, possiede una soluzione proprietaria di brand safety, RhythmGuard, che filtra il traffico sospetto e lo blocca prima che esso raggiunga il marketplace.

Secondo i risultati del report, i tassi di blocco delle inventory fraudolente video e display sono abbastanza simili, attestandosi rispettivamente sul 36% e 35%, e sono sensibilmente maggiori – specialmente sul fronte video – nel caso di misure standard (43%) rispetto a dimensioni non-standard (16%). Ancora, i tassi di blocco su desktop si confermano maggiori di quelli su mobile (46% contro 28%) per lo più a causa dei bassi livelli sulle inventory in-app.

Lo studio ha analizzato anche i settori di mercato più soggetti al filtraggio delle impression sospette su categorie IAB: sono Retail e Consumer Products, e la cosa non stupisce troppo, visto che sono aree in questi mesi in piena stagionalità e dai grossi volumi.

«Quest’ultimo aggiornamento del nostro studio “Spotlight on Quality” sul programmatic offre ad advertiser e brand una maggiore chiarezza su come e dove individuiamo frodi nel nostro marketplace – commenta James Murphy, VP Programmatic di RhythmOne -. Abbiamo sviluppato questo report per dimostrare il nostro impegno sulla qualità e la trasparenza all’interno della supply chain, e per fornire ai nostri partner tendenze e informazioni che potessero aiutarli a comprendere come mantenere un’offerta supply improntata sulla qualità. La ricerca offre anche best practice per valutare i partner lato vendita, sviluppare tattiche pubblicitarie e misurare il loro successo».

Secondo la società, la compravendita pubblicitaria tramite Private Marketplace sta emergendo come metodo conduttore di inventory premium e di alta qualità. RhythmOne sottolinea infine l’esigenza di puntare su Ads.txt per contrastare il fenomeno delle frodi: lo strumento infatti continua a costituire un mezzo per i proprietari di media per dichiarare i venditori autorizzati delle loro inventory e rendere riconoscibile chi offre spazi “fake” agli inserzionisti.

Dall’integrazione di RadiumOne nasce RhythmOne Italia. Mattia Stuani è il Managing Director

Un brand unico, un’offerta full-stack e un nuovo posizionamento. E’ questo il risultato dell’integrazione di RadiumOne in RhythmOne, ufficializzata oggi dalla società californiana con una nota ufficiale.

Nella nota, RhythmOne spiega di aver integrato all’interno della propria offerta tutte le tecnologie e soluzioni dell’operatore, e che le due società unite, insieme ai rispettivi team commerciali, saranno d’ora in poi presenti sul mercato sotto il nome unico di RhythmOne, con un nuovo look-and-feel, un nuovo posizionamento e nuove funzionalità. RhythmOne aveva acquisito RadiumOne a giugno.

RadiumOne porta in dote un’offerta prettamente demand che va ad arricchire il posizionamento supply-side di RhythmOne, attraverso una suite di soluzioni che comprende anche una DSP e una DMP, tecnologie proprietarie per la brand safety, prodotti di analytics che sfruttano dati di prima e seconda parte, e la possibilità di attivare il programmatic a livello cross-device su tutto il già ampio network di inventory gestito da RhythmOne.

Un’unione che porterà benefici sia agli inserzionisti che agli editori, come lascia intendere Dan Slivjanovski, CMO di RhythmOne: «Abbiamo vissuto 4 mesi davvero intensi, con squadre dedicate che hanno lavorato a diverse iniziative per portare questa potente offerta ai nostri clienti. Le nostre soluzioni possono ora attingere all’eredità di strumenti di data e analytics di RadiumOne, e associarle al grande bacino di inventory desktop e mobile di alta qualità di RhythmOne. Una nuova offerta che aiuterà gli editori a massimizzare il valore delle loro inventory e consentire agli inserzionisti di attivare audience attraverso campagne dimaniche e cross-piattaforma».

rhythmone

Come parte dell’integrazione, spiega la nota stampa, “la maggior parte delle componenti del brand e dell’immagine pubblica di RadiumOne verranno ritirati entro la fine dell’anno, molte di esse già nelle settimane a venire, incluso il sito internet”. L’attuale sito di RhythmOne è stato arricchito con i nuovi asset del brand, che riflettono l’offerta combinata, e con i dettagli delle nuove soluzioni proposte. I rispettivi clienti non vivranno alcuna interruzione dei servizi.

Rebranding RhythmOne, cosa succede in Italia?

Ma in Italia, dove RadiumOne ha una sede guidata da Mattia Stuani, cosa succederà? Lo abbiamo chiesto allo stesso Stuani. «Anche in Italia, come negli altri Paesi dove RhythmOne è presente, la società si appoggerà a noi per comunicare l’intera nuova gamma delle sue soluzioni, che il nostro team andrà a proporre al mercato italiano – ci ha risposto -. Ufficialmente da oggi noi siamo RhythmOne Italia».

L’integrazione di RadiumOne apre dunque a RhythmOne le porte del mercato italiano, in cui il player non era ancora presente. La sua sede sarà quella che attualmente ospita il team di Stuani, e Stuani ne diventerà il Managing Director Italy. «Il brand RadiumOne non esiste più nel nostro Paese, progressivamente i team si stanno unendo, così come le offerte delle due società, che verranno comunicate sotto il nome RhythmOne», ci ha spiegato il manager.

RhythmOne Italia ha già iniziato a testare coi propri clienti le nuove soluzioni per gli editori ereditate dalla società californiana, e da gennaio comincerà la loro comunicazione al mercato, attraverso specialisti dedicati. «Contiamo, con l’ampliamento dell’offerta di prodotti, di allargare il nostro team con professionisti dedicati alla vendita delle nuove soluzioni», ha detto Stuani.

In futuro, nel corso del 2018, ci saranno altre acquisizioni da parte di RhythmOne ed altre nuove società entreranno a far parte del gruppo. Il che prevederà anche un’integrazione di offerte e team anche a livello italiano.

RhythmOne tra le migliori piattaforme lato vendita secondo Pixalate. Mattia Stuani ci spiega perché

Pixalate ha aggiornato la propria classifica mensile Global Seller Trust dei migliori venditori pubblicitari, con i dati di agosto 2017.

Ancora una volta, la top 3 della classifica statunitense vede al comando RhythmOne, seguita da Sovrn, mentre al terzo posto arriva in rimonta ONE by AOL. Per quanto riguarda il ranking relativo ai mercati extra-US, che Pixalate categorizza come “International”, il podio rimane invariato rispetto al mese scorso, con Google AdExchange al primo posto, seguita da RhythmOne e da OpenX.

La classifica misura la qualità dell’inventory delle piattaforme di vendita, sulla base di vari criteri quali viewability, reach, validità delle tipologie di traffico e assenza di malware.

Ma quali sono gli ingredienti per essere riconosciuti come un venditore affidabile? Lo abbiamo chiesto a Mattia Stuani, Managing Director Italy di RadiumOne, società recentemente acquisita da RhythmOne e tramite cui, a breve, l’offerta di RhythmOne arriverà anche nel nostro Paese. RhythmOne infatti per il quinto mese consecutivo si conferma sul podio della classifica, sia a livello statunitense che nel resto del mondo.

Secondo il manager, oggi è indispensabile puntare su trasparenza e brand safety, garantendo così l’alta qualità delle inventory offerte. Qualcosa che RhythmOne fa con una soluzione dedicata, RhythmGuard.

«RhythmOne non solo è partner integrato di tutti i principali Ad-Verification ma ha anche investito in una tecnologia proprietaria di nome RhythmGuard che opera un ulteriore controllo post-bid sul posizionamento in cui l’ad sta per essere servito – ci ha spiegato Stuani -. In pratica, blocca un ulteriore 30% – 35% di impression che non verranno pagate dall’advertiser in quanto non rispettano i criteri desiderati a livello di brand safety (IVT e SIVT), in-view e viewability. Grazie a questa nuova tecnologia l’AdExchange di RhythmOne rende possibile l’acquisto di Guaranteed Market Place offrendo quindi la possibilità di acquistare audience su larga scala con la massima qualità garantendo il risultato».

Un’offerta che arriverà presto anche nel nostro Paese. Continuano infatti i lavori sull’integrazione della piattaforma di monetizzazione cross-device e multiformato di RhythmOne con le funzionalità di accesso agli insight sui consumatori, strumenti di segmentazione di audience e tecnologie di targeting di RadiumOne: integrazione che porterà alla creazione di una nuova piattaforma full-stack, disponibile anche nel nostro Paese. «Non vedo l’ora di lanciare il nuovo brand in Italia frutto della fusione della demand side e data intelligence di RadiumOne unità alla tecnologia supply di Rhythmone – ci ha detto a questo proposito Stuani -. Offriremo al mercato una vera alternativa ai big player del mercato».

RhythmOne compra la società ad-tech video YuMe per 185 milioni di dollari

Dopo aver annunciato l’avvio di trattative finalizzate all’acquisizione di YuMe, oggi RhythmOne comunica ufficialmente di aver comprato la società specializzata in pubblicità video per la somma di 185 milioni di dollari.

L’operazione, la cui chiusura è prevista nel primo trimestre del prossimo anno, comporta la corresponsione del valore per un terzo in denaro e per due terzi in azioni.

I vertici di RhythmOne (leggi l’articolo di approfondimento) hanno dichiarato che l’acquisizione di YuMe e quella di RadiumOne, avvenuta a fine giugno, sono parte di una strategia mirata alla costruzione di un’offerta tecnologica e commerciale in grado di contrastare lo strapotere dei grandi network ed exchange, come Facebook e Google.

Secondo la nota diffusa, la combinazione delle due strutture assembla soluzioni e competenze sia dal lato domanda sia dal lato offerta nei segmenti della pubblicità mobile e video e nella televisione connessa.

“L’acquisizione accelera la strategia di progettare una piattaforma programmatica unificata, con audience di qualità differenziata disponibili in scala. Attraverso YuMe, RhythmOne ottiene accesso alla fornitura di video premium, inclusi l’inventory di televisione connessa di alto valore, insight sui consumatori, tecnologie di targeting cross-schermo e relazioni con clienti. Crediamo che questa operazione darà a RhytmOne risorse, rapporti e professionalità per portare valore ai suoi azionisti e un reale ritorno sugli investimenti”, ha commentato Ted Hastings, CEO of RhythmOne.

RhythmOne in trattative per l’acquisizione della piattaforma video YuMe

Nuovo shopping per RhythmOne. La società, che due mesi fa ha acquisito RadiumOne (leggi la notizia), è ora in trattative per l’acquisizione della DSP e SSP video americana YuMe.

In una nota, RhythmOne ha fatto sapere di avere avviato dei dialoghi con la piattaforma video su una possibile acquisizione. Tuttavia, “data la natura delle discussioni, non c’è certezza che la transazione possa procedere” e comunque “se e quando sarà necessario verrà fatto un ulteriore annuncio”.

Da parte sua, YuMe ha confermato di essere in trattative con RhythmOne per una possibile transazione. Nell’ambito di un processo strategico, la società comunque starebbe considerando anche altre iniziative, tra cui quella di rimanere un’azienda indipendente.

Entrambe le compagnie sono quotate.

Se non si conosce ancora il possibile esito della transazione, tuttavia, almeno da parte di RhythmOne, ci sarebbe prevedibilmente tutto l’interesse ad acquistare la piattaforma video. Due mesi fa, quando la società ha comprato RadiumOne, con essa ha guadagnato anche accesso a informazioni sugli utenti, tecnologie di segmentazione del pubblico e di targettizzazione, e contatti con inserzionisti e agenzie premium. Preziose risorse lato acquisto per una società che fino ad allora era stata per lo più votata agli aspetti della vendita pubblicitaria, e che adesso diventa a pieno titolo una piattaforma full stack per la pubblicità automatizzata e data driven, anche in Italia.

RhythmOne sta decisamente puntando sull’asset programmatico. Qualche mese fa, in occasione di una call di bilancio, il CEO Subhransu “Brian” Mukherjee aveva dichiarato l’intenzione della compagnia di espandere maggiormente la piattaforma programmatica RhythmMax, contando su di essa come principale driver della crescita futura.

E in tal senso un’eventuale acquisizione di una DSP e SSP video potrebbe costituire un interessante arricchimento dell’offerta.

RhythmOne tra i partner dell’open beta di DoubleClick Exchange Bidding

Il mese scorso, Google ha annunciato il lancio dell’open beta del programma DoubleClick Exchange Bidding (EB), l’alternativa all’header bidding di Mountain View, e adesso cominciano ad essere ufficializzati i nomi dei primi partner della soluzione.

Tra di essi c’è RhythmOne, la piattaforma tecnologica che recentemente ha acquisito RadiumOne (l’unione delle due società porterà alla creazione di una piattaforma full-stack, attiva da settembre anche in Italia). La società ha ufficializzato con una nota di essere tra le società che partecipano all’open beta del programma EB, e che attraverso l’integrazione, potrà fornire ai clienti di DoubleClick For Publishers un maggior numero di inserzionisti tra i suoi partner premium.

L’integrazione delle piattaforme farà sì infatti che gli editori che usano DFP potranno permettere a RhythmOne di proporre delle offerte in real-time per le loro inventory, attraverso processi di RTB standard. Le offerte presentate da RhythmOne saranno considerate insieme a quelle di DoubleClick AdX, alle campagne in reservation degli editori e a quelle degli altri partner di Exchange Bidding, e tra tutte verrà scelta quella con il prezzo più alto.

Gli editori avranno accesso alla domanda proposta da RhythmOne attraverso la piattaforma DoubleClick For Publishers.

RadiumOne, parte la “fase due”: da settembre la piattaforma “full-stack” anche in Italia

Dopo la fusione con RhythmOne, RadiumOne si prepara a una nuova fase del proprio sviluppo anche nel nostro Paese, con l’obiettivo di posizionarsi come una tra le poche realtà in grado di gestire una piattaforma full-stack per il programmatic.

L’acquisizione di RadiumOne da parte di RhythmOne, ufficializzata la scorsa settimana, aveva come principale obiettivo proprio quello di integrare la piattaforma di monetizzazione cross-device e multiformato di RhythmOne con le funzionalità di accesso accesso agli insight sui consumatori, strumenti di segmentazione di audience e tecnologie di targeting di RadiumOne. Una piattaforma avanzata in grado di rispondere sia alle necessità degli investitori, sia degli editori, che arriverà quindi anche in Italia: a confermarcelo è Mattia Stuani, managing director di RadiumOne in Italia.

«Da settembre la piattaforma di monetizzazione di RhythmOne sarà attivata anche in Italia – ci ha detto Stuani -. Si tratta di una tecnologia cross-device già molto collaudata in mercati come quello americano, integrata con una trentina di DSP e in grado di gestire tutte le principali tipologie di formato grazie a numerose partnership tecniche e commerciali. E’ quindi una piattaforma di semplice adozione, in grado di assicurare agli editori da subito una monetizzazione efficace».

In più, grazie all’integrazione con RadiumOne, avrà la valorizzazione del patrimonio di dati della DMP di radiumOne: «massimizzeremo le opportunità dell’erogazione pubblicitaria granulare su base dato, anche in ambienti PMP e guaranteed. Grazie ai RadiumOne Anaytics sarà possibile, per esempio, creare pacchetti di inventory già clusterizzati sulla base dei dati sulle intenzioni dei consumatori, che siamo in grado di catturare sui media paid, owned e shared.

Al pari di colossi come Google o Appnexus, la una piattaforma “end-to-end” che nascerà dall’integrazione tra RadiumOne e RhythmOne dovrebbe assicurare massima efficienza sia agli inserzionisti, sia ai publisher. Due obiettivi conciliabili? «Assolutamente sì – ribatte Stuani -: la chiave è garantire la miglior monetizzazione per gli editori, offrendo allo stesso tempo al cliente quello che chiede: trasparenza, brand safety e un utilizzo evoluto del dato. Farlo attraverso con un unica piattaforma end-to-end, tra l’altro, accorcia la filiera».

E’ dunque un autunno impegnativo quello che aspetta Stuani e il suo team: «ci sarà senz’altro un impatto notevole sulla nostra attività, visto che aumenteranno prodotti e interlocutori. Avremo un focus molto importante sugli editori, pensiamo anche a investimenti del team», conclude il manager.

Ecco chi è RhythmOne, la società che ha acquisito RadiumOne

Pochi giorni fa, è stata ufficializzata la notizia di un’importante acquisizione in ambito ad tech: quella di RadiumOne, comprata dalla società RhythmOne.

L’acquisizione, l’ultima inerente una società di advertising tecnologico operante in Italia dopo quella di Teads da parte della telco olandese Altice (leggi qui l’articolo), porterà di fatto RhythmOne a possedere un’offerta tecnologica completa in ambito programmatico, ottenendo attraverso RadiumOne accesso ad insight sui consumatori, strumenti di segmentazione di audience e tecnologie di targeting.

Ma chi è RhythmOne?

RhythmOne nasce nel 2004 in Gran Bretagna come Blinkx, piattaforma di distribuzione di video premium. Negli anni, attraverso una serie di acquisizioni, Blinkx ha ampliato notevolmente la sua offerta, diventando una piattaforma media digitale specializzata in tecnologie per la distribuzione e la monetizzazione di contenuti multiscreen, e nel 2007 la società è diventata pubblica, quotandosi al listino AIM del London Stock Exchange.

La nascita ufficiale di RhythmOne, però, avviene nel 2015, quando sotto questo nome viene consolidata l’intera offerta del gruppo, una piattaforma data driven focalizzata sul lato vendita e comprendente formati desktop e mobile video, rich media, display, social e native. L’anno successivo, il cambio di nome della società, da Blinkx a RhythmOne.

Oggi RhythmOne, con headquarter a San Francisco, è una società che fattura 175,4 milioni di dollari, secondo quanto rivelano i suoi dati di bilancio relativi al primo trimestre 2017, e nella sua strategia di business il Programmatic ha un ruolo fondamentale. Nell’ultimo anno, oltre ad aver ampliato la sua presenza a 15 nuovi mercati, l’azienda ha perfezionato la propria piattaforma di vendita crossdevice e multiformato, integrandola con 29 DSP tra cui AppNexus, Drawbridge e Opera Mediaworks, ed ha arricchito anche il numero dei propri partner lato vendita (tra i nuovi ci sono FreeWheel, MobFox, SwitchConcepts e Teads). Tra i suoi clienti inserzionisti ci sono aziende del calibro di Honda, Nestle, Ford, Chipotle, McDonalds e DropBox, e gli editori nel suo network sono oltre 450. La società è anche dotata di una tecnologia proprietaria per la brand safety, recentemente arricchita grazie a partner per la validazione del traffico (tra cui IAS, DoubleVerify e Moat) e la qualità degli annunci (The Media Trust e RiskIQ).

Secondo quanto ha rivelato in occasione dell’ultima trimestrale il suo CEO Subhransu “Brian” Mukherjee, RhythmOne punta adesso ad espandere maggiormente la propria piattaforma programmatica RhythmMax, contando su di essa come principale driver della crescita futura della compagnia. Considerando ciò, non stupisce che il player si sia messo alla ricerca di un operatore capace di coprire quegli asset “lato domanda” che a lui mancavano, nell’ottica di offrire un “servizio completo” ai propri clienti.

Di fatto, con l’acquisizione di RadiumOne, RhythmOne diventa a pieno titolo una piattaforma full stack per la pubblicità automatizzata e data driven. E, non secondariamente, espande la propria presenza a nuovi mercati. Uno dei quali potrebbe essere il nostro.