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A sei settimane dall’entrata in vigore del GDPR, cresce la spesa in retargeting

Oggi nella nostra rassegna parliamo di retargeting, frodi in-app e del futuro di Groupon.

A sei settimane dall’entrata in vigore del GDPR, cresce la spesa in retargeting

Chi pensava che il GDPR avrebbe segnato la fine del retargeting, si sbagliava. Anzi. Secondo quanti dichiarano diversi operatori del mercato pubblicitario, sei settimane dopo l’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo, la spesa in campagne di retargeting è in aumento. In alcuni casi, addirittura, sembra che le aziende, invece di interrompere gli investimenti in remarketing, abbiano piuttosto tagliato la spesa in attività di prospecting. Le campagne di prospecting, infatti, basate su reach e scalabilità, comportano spesso l’utilizzo di dati di terze parti, e dunque sarebbero più “rischiose” da un punto di vista di conformità alla GDPR. Leggi di più su Digiday.

Frodi in-app, scoperta una nuova tipologia

Migliaia di app oggi si spacciano come editori premium, bypassando ads.txt, lo strumento anti-frode di IAB. Alcuni ricercatori della società di rilevamento frodi Forensiq hanno recentemente scoperto un nuovo tipo di frode in cui alcune app vendono le proprie inventory pubblicitarie come se fossero spazi siti internet premium, nel tentativo di ingannare il sistema ads.txt. La tecnica utilizzata è un misto tra il classico “domain spoofing” e il suo equivalente in-app, il “bundle ID spoofing”, con le applicazioni che mascherano i loro identificativi dietro quelli di un sito mobile, invece che di un’altra app. Leggi di più su AdWeek.

Groupon vicina alla vendita?

Potrebbe stare giungendo al termine il decennio di Groupon come società indipendente. Secondo indiscrezioni, il management della società, insieme ad alcune banche che rappresentano l’azienda, avrebbe contattato diverse socieà pubbliche negli scorsi mesi, con l’intenzione di sollevare interesse per una eventuale acquisizione. Nata nel 2008 a Chicago come pioniera del concetto di offerte e coupon digitali per l’acquisto di prodotti e servizi di aziende locali, Groupon nel 2011 si era quotata in Borsa, all’epoca con un valore di oltre 16 miliardi di dollari, oggi sceso a 2,4 miliardi a causa del declino del suo settore di riferimento. Leggi di più su Recode.

Amazon pronta a testare una nuova offerta display in retargeting

Amazon continua a mettere a punto la propria gamma di prodotti pubblicitari. Secondo quanto riporta Bloomberg, il gigante dell’ecommerce avrebbe in piano il lancio di una nuova offerta pubblicitaria display in retargeting, che lo metterebbe in diretta competizione con Google e con società specializzate come Criteo.

La nuova soluzione consentirebbe alle aziende che vendono prodotti su Amazon di acquistare spazi pubblicitari al di fuori del marketplace, raggiungendo gli utenti che hanno visitato l’ecommerce con l’obiettivo di riportarli sul sito per concludere i loro acquisti. “Il nuovo prodotto – scrive la testata – consentirà ai rivenditori Amazon di competere su asta per spazi pubblicitari che appariranno su altri siti e app, consentendo loro di ampliare molto di più la reach”. Non è però chiaro quali saranno questi siti e app esterni che ospiteranno i formati.

Il modello di pagamento della soluzione sarà un pay-per-click, ossia gli inserzionisti pagheranno Amazon solo se l’utente clicca sull’annuncio. La società di ecommerce avrebbe invitato un ristretto numero di suoi rivenditori ad iniziare a testare il prodotto a partire dalle prossime settimane.

Amazon, dunque, continua a puntare sulla pubblicità. Un business che sta già crescendo in maniera esponenziale all’interno dei conti della società: +132% nel primo trimestre 2018, a quota 2 miliardi di dollari. Ma che mostra ancora grandi potenzialità di sviluppo.

Adroll sceglie Scott Gifis come presidente e annuncia un riposizionamento

AdRoll, una delle maggiori piattaforme di remarketing al mondo, ha annunciato la nomina di Scott Gifis come nuovo presidente, nonché un nuovo posizionamento del brand con l’obiettivo di “aiutare le aziende ambiziose a incrementare le vendite e sfidare le marche più affermate”.

La compagnia, che sostiene di avere attualmente 37.000 clienti a livello globale, ha precisato che l’aggiornamento del brand viene lanciato in questi giorni nell’area Emea, in America del Nord e nell’Asia-Pacifico, prima di essere implementato anche negli altri mercati.

La “nuova AdRoll” intende offrire una migliore esperienza con l’introduzione di diverse nuove possibilità in piattaforma: tra queste ci saranno una configurazione guidata delle campagne per le piccole imprese, inediti strumenti di reportistica multicanale, con l’estensione dell’offerta native e una dashboard di attribuzione self-service “senza eguali”. Tutti questi elementi, promette la compagnia, consentiranno ai clienti AdRoll di migliorare la propria attività.

“Siamo entusiasti di svelare la prossima generazione di AdRoll. La piattaforma è stata migliorata con nuove caratteristiche entusiasmanti”, afferma in una nota il neo presidente di AdRoll Scott Gifis. “La prossima generazione di AdRoll rafforza la nostra missione aziendale: aiutare le attività ambiziose a incrementare il reddito a prescindere dalle risorse, dal budget o dalle competenze di marketing a loro disposizione”.

“Da oggi cambia l’approccio alla partita che avremo per i nostri clienti operanti nelle aree EMEA e APAC”, aggiunge Marius Smyth, Vicepresidente AdRoll in queste due zone. “Fin qui, in queste aree, i risultati non sono sempre stati a favore dei brand ambiziosi. Le marche più affermate, infatti, hanno spesso a disposizione team, budget e risorse più importanti per vincere la sfida. Noi stiamo per cambiare tutto questo”.

Società di retargeting a caccia del consenso degli utenti per anticipare la GDPR

Con le nuove misure di Apple contro il tracking degli utenti su Safari e la definitiva entrata in vigore della GDPR a maggio, si prospettano tempi difficili per chi, proprio sul tracciamento delle audience, ha costruito il focus della propria offerta. Ad esempio, chi si occupa di retargeting.

Alcune di queste società hanno cercato di correre ai ripari, inventandosi dei modi per ottenere il consenso diretto degli utenti per il tracciamento. Tra queste ci sono Criteo e AdRoll, che, secondo quanto riporta Digiday, avrebbero iniziato ad erogare sui browser degli utenti dei messaggi che, una volta chiusi, autorizzano automaticamente il tracking.

Una modalità che, secondo la testata, non sarebbe tra le più ortodosse, facilitando l’autorizzazione del tracking molto più dell’opt-out, i cui link sono generalmente meno visibili. Il messaggio in-browser di AdRoll contiene un pulsante “accept and close” al posto del normale tasto di chiusura della finestra, lasciando l’opzione di opt-out in mezzo al messaggio.

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In quello di Criteo, il tracking viene autorizzato cliccando qualsiasi link della pagina, mentre l’esclusione del tracciamento, anche stavolta, è in una sola posizione in mezzo al testo del messaggio.

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In effetti, la GDPR prevede che l’uso dei dati richieda un esplicito permesso da parte degli utenti, ed anche la mossa di Apple per limitare il tracking sul browser Safari andrebbe proprio nella direzione di dare agli utenti un maggior controllo di quando, dove e a chi concedere i propri dati.

L’altro lato della medaglia è però il business di una certa categoria di società, che proprio sulla raccolta degli insight sui consumatori tramite i cookies hanno costruito la propria offerta. Solo un mese fa, la stessa Criteo aveva dichiarato ufficialmente che, qualora non fosse riuscita a sviluppare in tempo una soluzione alternativa per aggirare la questione, il blocco del browser di Apple avrebbe potuto avere sulle sue entrate del 2018 un impatto del 22%. Una percentuale non da poco.

Ed anche con la GDPR c’è poco da scherzare: se da un lato il regolamento prevede una maggiore consapevolezza degli utenti sul trattamento dei loro dati, il che potrebbe implicare una minore quantità di dati disponibili e dunque un targeting pubblicitario meno aggressivo, dall’altro, per le società che non si adeguano, impone cospicue sanzioni economiche.

Google, su YouTube arriva un nuovo strumento di retargeting

A YouTube si aggiunge una nuova funzione dedicata agli investitori pubblicitari. Le liste di retargeting disponibili sulla piattaforma video ora possono essere utilizzate anche per raggiungere gli utenti quando effettuano delle ricerche su Google.com.

In altre parole, gli elenchi delle audience di YouTube possono essere usate in combinazioni con le liste di remarketing per gli annunci search (RLSA).

L’impostazione delle liste avviene dalla sezione Audiences nella libreria condivisa della piattaforma video. All’interno, sono presenti diverse opzioni di lista basate sul tipo di azione che gli utenti hanno effettuato sul canale dell’inserzionista.

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Le aziende hanno già la possibilità di targetizzare le persone ingaggiate con i loro canali YouTube quando queste guardano altri video sul sito. Inoltre, sono anche in grado di usare le liste di retargeting Search per raggiungere persone sulla piattaforma video.

MainAd presenta Logico, la nuova soluzione di machine learning per la pubblicità digitale

In un incontro riservato alla stampa, tenutosi oggi presso il Bulgari Hotel di Milano, MainAd ha presentato ufficialmente Logico, uno strumento che impiega algoritmi di Machine Learning per ottimizzare l’acquisto e l’erogazione di pubblicità digitale.

La tecnologia di Logico, sviluppata dalla stessa società e totalmente proprietaria, si basa sull’infrastruttura cloud di Google, ovvero l’API (application programming interface) di Open Bidder, e utilizza il suo stesso motore di calcolo.

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Michele Marzan e Marino Gualano durante la presentazione di Logico

«La collaborazione con Google ci consente di ottenere un vantaggio competitivo rispetto ai nostri concorrenti perché siamo i primi ad utilizzare questo modello, infatti, il nostro caso sarà discusso proprio al Google Cloud Fest che si terrà a Milano il 28 giugno. Sotto il profilo tecnologico, siamo in costante aggiornamento grazie al lavoro dei nostri venti ingegneri; ambiamo a fornire un servizio replicabile e utilizzabile su scala globale», ha dichiarato Marino Gualano, General Manager di MainAd.

La soluzione si articola in una componente di bidding, orientata all’acquisto automatizzato, e in una di intelligenza artificiale, grazie a cui raccoglie e analizza i dati dei consumatori per implementare, secondo logiche predittive, strategie di comunicazione dinamica. Nello specifico, Logico consente alle aziende clienti di impiegare tecniche di retargeting e prospecting in Programmatic lungo tutto il funnel.

«Questa soluzione porta MainAd a un’evoluzione. Il machine learning è sicuramente l’approccio migliore per gestire i dati, grazie ad esso siamo in grado di raffinare le attività sia dal lato dell’acquisto che dal lato creatività. Grazie a Logico, già utilizzato da un terzo dei nostri clienti, continuiamo a crescere nonostante l’elevata competitività di questa industria», ha commentato Michele Marzan, Chief Strategy Officer della società pescarese.

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Michele Marzan, Chief Strategy Officer di MainAd

MainAd continua a crescere. Al vaglio l’apertura in Cina e Stati Uniti

Fondata nel 2007 a Pescara da Piero Pavone, Marino Gualano e Marco Cotumaccio, rispettivamente Chief Operation Officer, General Manager e Chief Executive Officer, MainAd ha attraversato negli anni un processo di profonda trasformazione tecnologica e aziendale, evolvendosi da piccola società specializzata in Search Engine Marketing a operatore di rilievo nel mercato delle tecnologie per la pubblicità.

In dieci anni di attività, la struttura ha registrato un tasso annuo di crescita del 50%, fino a raggiungere un fatturato di 12,4 milioni di euro nel 2016; per quest’anno, l’obiettivo è fissato a quota 15 milioni. Attraverso le campagne gestite per i suoi 300 clienti, MainAd è operativa in circa ottanta paesi, con 380 milioni di utenti profilati.

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Un momento dell’incontro tra MainAd e la stampa

L’espansione, ha specificato Gualano, è esclusivamente organica e realizzata attraverso operazioni di autofinanziamento, anche se il management ha comunicato di essere disponibile in questo momento a proposte esterne di investimento: «Fino ad ora, in tanti hanno bussato alla nostra porta, abbiamo rifiutato le operazioni di carattere meramente finanziario o che non aggiungevano valore alla società, né sotto il profilo societario né sotto quello tecnologico. Da quest’anno, però, abbiamo deciso di aprirci al mercato».

Ad oggi, la società ad-tech impiega nel suo organico oltre ottanta professionisti in tutto il mondo ed è presente con otto uffici a Pescara, Milano, Londra, Instanbul, Santiago del Cile, Manila, Trivandrum e Bangalore, a cui in futuro potrebbero aggiungersi due nuove sedi localizzate negli Stati Uniti e in Cina.

Retargeting per promuovere i voli aerei: da Facebook un nuovo formato

Dopo Google, anche Facebook inizia a proporre pubblicità sulle tratte aeree.

Il colosso di Menlo Park ha annunciato di aver iniziato a effettuare retargeting sulle persone interessate ai viaggi, attraverso annunci che promuovono tariffe aeree. La novità si chiama Dynamic Ads for Travel for Flights, e costituisce di fatto un’estensione degli annunci di retargeting lanciati lo scorso anno per il mercato travel.

Ecco come funziona: Facebook individua una persona che ha intenzione di viaggiare, con un’idea anche del dove e del quando, attraverso dei pixel di tracking contenuti all’interno del sito (o dell’app) dell’azienda che vende i voli, e le mostra un annuncio di una compagnia aerea che promuove un posto per volare verso quella determinata destinazione in quei determinati giorni. Oltre ai dettagli del volo e a un link al sito o all’app dell’inserzionista, l’annuncio potrà contenere anche un’immagine singola o un carosello di fino a 10 foto. Se l’inserzionista vuole utilizzare una sola immagine per tutti i suoi annunci, indipendentemente dalla destinazione, potrà farlo, ma dovrà utilizzare una società di acquisto media parte del programma Facebook Marketing Partners.

I formati sono acquistabili sia attraverso l’API di Facebook che tramite gli strumenti self-service Ads Manager e Power Editor, e il loro pagamento viene effettuato per numero di click o di impression, con la possibilità di utilizzare gli optimized CPM di Facebook (0CPM), un costo per impression che punta a quelle impression che gli utenti sono più favorevoli a cliccare.

Dopo una fase di test con Cathay Pacific e Delta, la novità è ora attiva a livello globale su Facebook, Instagram e sul Facebook Audience Network.

LinkedIn, ecco Matched Audiences: il nuovo programma di targeting pubblicitario

Il business Marketing Solutions di LinkedIn si evolve in Matched Audiences, un programma pubblicitario che, secondo quanto riportato da Marketing Land, sarà disponibile agli inserzionisti a novembre di quest’anno.

I nuovi strumenti permetteranno nuovamente alle aziende di fare targeting sugli utenti che visitano i loro siti web con annunci sul social network professionale. Inoltre, LinkedIn permetterà ai business di indirizzare i messaggi basandosi sugli indirizzi email dei consumatori.

Le funzioni pubblicitarie di Matched Audiences sono applicabili agli Sponsored Content, che appaiono nel feed delle notizie, alle Sponsored InMail, inviate alla posta privata degli utenti e possono essere combinate alle opzioni di targeting standard della piattaforma di Microsoft.

Digitale e Programmatic al centro delle nuove strategie marketing di SNAI

Il digitale sarà una componente fondamentale delle nuove strategie di marketing di SNAI. Dalle campagne pubblicitarie su web e mobile alla customer experience, nel piano per il 2017 la società di scommesse sportive ha preventivato di stanziare il 40% degli investimenti complessivi in comunicazione proprio per i canali online.

E al Programmatic sarà dedicata una consistente quota di questo budget, ovvero il 30%; una decisione con cui SNAI punta a consolidare la leadership nel mondo del gioco.

Le attività programmatiche di SNAI

Le attività attraverso cui la società guidata da Fabio Schiavolin opera in ambito automatizzazione si distribuiscono in due fasi interconnesse: quella di prospecting, indirizzata a un target di riferimento identificato a priori, e di retargeting, attraverso una rete di siti e social media. Nella prima, si ingaggiano gli utenti attraverso banner su network di siti profilati per tipologia (ad esempio news e sport) e nella seconda sono proposti loro i banner sui siti che visitano.

Nel dettaglio, la tecnologia Popular Bets di SNAI metterà a disposizione dei clienti banner e video con le offerte migliori, tali da consentire esperienze di gioco su misura.

I partner di SNAI per le tecnologie pubblicitarie

Gli accordi con i partner internazionali Betgenius e Connextra renderanno anche possibile l’utilizzo di tecnologie avanzate come il Betslip Retargeting, attraverso il quale l’azienda conserverà traccia delle sessioni di gioco non concluse. In tal modo sarà possibile presentare agli utenti offerte promozionali, anche dopo l’uscita dal sito.

«L’innovazione è al centro delle nostre strategie per consolidare la leadership di mercato. Quello che vogliamo realizzare è un giusto mix tra le competenze che derivano dalla nostra storia e le nuove frontiere della tecnologia. Metteremo sempre più il cliente SNAI al centro delle nostre iniziative, attraverso una efficace sinergia tra tutti i canali distributivi. In questo senso stiamo testando tecniche innovative di acquisizione in un’ottica “omnichannel”», ha dichiarato Schiavolin, Amministratore delegato del Gruppo.

Le campagne di SNAI sono ideate e pianificate da agenzie interne specializzate, che si occupano della supervisione e del coordinamento delle attività di comunicazione per la società.

Facebook potenzia il retargeting: gli algoritmi “ascolteranno” anche interessi e intenzioni degli utenti

Fare retargeting su persone che hanno visitato il sito del proprio competitor? Su Facebook adesso è possibile.

Due anni dopo aver lanciato il retargeting, inizialmente rivolto ai soli utenti che avevano visitato il sito dell’inserzionista in passato, la piattaforma di Zuckerberg estende adesso la funzione anche a quelle persone che hanno visitato siti e app di altri brand o che di quegli altri brand sono follower sul social network.

La novità è inerente al prodotto Facebook Dynamic Ad, che grazie ad essa potrà andare ben oltre le funzioni base del retargeting. Gli inserzionisti che utilizzano la soluzione, infatti, potranno ad esempio promuovere un automobile non solo a quelle persone che hanno visualizzato il prodotto sul loro sito, ma anche a chi ha cercato una vettura della medesima classe su un altro sito, o che segue una pagina Facebook dedicata alle quattro ruote: in altre parole, a chi ha interagito con property simili sul web (ovviamente si parla di siti che consentono a Facebook di tracciare la loro audience) o sul social network.

L’aggiornamento di fatto estende il retargeting a consumatori potenziali sulla base dei loro interessi e delle loro intenzioni, invece che solo sulla loro navigazione online.

Una novità molto interessante per gli inserzionisti, che non solo adesso sono in grado di raggiungere nuovi possibili consumatori, ma che potenzialmente possono intercettare anche quelle persone che visitano le property della loro concorrenza, o che magari in qualche momento sono stati sul punto di comprare un prodotto dei competitor.

In ogni caso, l’inserzionista non potrà decidere direttamente di indirizzare la propria campagna a chi ha visitato il sito di un altro brand. Piuttosto, l’interazione con quel marchio sarà usata dagli algoritmi di erogazione delle campagne di Facebook per stabilire quali utenti sono più interessati a visualizzare un determinato annuncio.

Le aziende che vorranno evitare che i propri competitor possano intercettare i loro prospect, potranno farlo solo rinunciando ad utilizzare Dynamic Ads, rimuovendo il codice di tracking di Facebook dal loro sito, e disabilitando la capacità di Facebook di registrare l’utilizzo di app attraverso la sua applicazione mobile. E coloro che vorranno continuare a fare retargeting soltanto sugli utenti che hanno interagito con il loro sito o app, potranno farlo attraverso lo strumento di acquisto di pubblicità di Power Editor di Facebook, o attraverso tool di terze parti che utilizzano l’API pubblicitaria del social network.

L’estensione di Dynamic Ads sarà inizialmente attiva per i retailer e i brand di ecommerce degli Stati Uniti, ma nei piani c’è quella di estendere la sua portata a nuovi Paesi e nuovi settori nel corso dei prossimi mesi.

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