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Criteo lancia una piattaforma di annunci self-service per il retail

Criteo ha lanciato una piattaforma di annunci self-service per i retailer.

La pubblicità dei marchi all’interno dei siti e delle app di e-commerce dei rivenditori sta crescendo rapidamente di pari passo con lo sviluppo dell’e-commerce. Criteo stima che le aziende spenderanno da 15 a 25 miliardi di dollari all’anno in pubblicità su siti web e app di e-commerce, generando entrate aggiuntive per i rivenditori.

I retailer, grazie a questo strumento, possono avere una fonte ulteriore di entrate, semplificando la gestione delle campagne di vendita al dettaglio da parte di aziende e agenzie, tendendo sotto controllo l’esperienza dell’acquirente. Inoltre, rivenditori e marchi che utilizzano la piattaforma possono fornire pubblicità personalizzata senza fare affidamento su cookie di terze parti.

Gli inserzionisti che utilizzano la piattaforma possono acquistare su base Cpm o Cpc, a seconda degli obiettivi della campagna.

La piattaforma Criteo Retail Media è ora disponibile per i marketer negli Stati Uniti e in Canada e quest’anno sarà lanciata anche in Europa, Medio Oriente e Africa e Asia-Pacifico.

Michele Marzan, MainAd: «Il 2020 sarà l’anno del retargeting in-app»

Se ormai da anni il mobile si è affermato come il mezzo sempre più usato per navigare, guardare video ed effettuare acquisti, secondo Michele Marzan, Chief Strategy Officer di MainAd, il 2020 sarà l’anno della consacrazione del mondo in-app dal punto di vista pubblicitario, in particolare sul fronte del retargeting data-driven.

«Si prevede che il giro d’affari legato al download, alla pubblicità e agli acquisti in-app a livello globale raggiungerà 189 miliardi di dollari nel 2020, una previsione che non sorprende considerando quanto tempo gli utenti trascorrono sui loro smartphone: in Italia, una media di quattro ore al giorno», spiega Marzan.

Secondo il manager, l’ambiente in-app presenta innegabili vantaggi per il mondo del marketing, sia dal punto di vista della privacy che delle performance pubblicitarie.

«Vista la costante pressione dovuta a normative sui dati e alla sostituzione dei cookie di terze parti con altre strategie di tracciamento, il prossimo anno prevediamo che brand e professionisti del marketing sperimenteranno di più con il retargeting in-app, utilizzando i first-party data forniti dalle interazioni opt-in degli utenti con le app. Questo consentirà ai marketer di raggiungere i consumatori in-target con annunci e offerte che rispondono ai loro bisogni e interessi personali, sulla base di dati specifici relativi a localizzazione, comportamento e preferenze. Con il tema privacy in primo piano nell’agenda digitale, l’utilizzo dei dati forniti dalle app offre al nostro settore l’opportunità di iniziare il nuovo decennio garantendo allo stesso tempo esperienze significative e il rispetto dei dati personali, permettendo ai brand di consolidare le loro relazioni con i consumatori».

«L’ambiente in-app fornisce un altro vantaggio agli addetti di marketing – prosegue Marzan -: poiché gli utenti nel momento in cui scaricano un’app fanno una scelta consapevole, sono anche più aperti ad interagire con esso su diversi canali e dispositivi. Questo consente ai brand di rimanere rilevanti e di catturare l’attenzione del loro target audience anche sui dispositivi mobili. Questo è l’approccio che MainAd sta portando avanti e che continuerà nel 2020, supportato dai dati forniti da ricerche nel settore che mostrano come il retargeting in-app abbia portato a una crescita del 63% in termini di revenue per le aziende che hanno utilizzato questa forma di retargeting tra il 2018 e il 2019».

MainAd cura le strategie di retargeting per Italo

MainAd ha realizzato per Italo una strategia di retargeting per aumentare le vendite online attraverso le campagne pubblicitarie digitali. La case history è stata oggetto di un workshop che la società ha tenuto a IAB Forum, dati titolo “Discover the impact of logico on the way Italo does business“.

Advertising technology company italiana, MainAd è specializzata in campagne globali di programmatic advertising oltre ad aver creato Logico, Dsp proprietaria basata su un sistema specifico di Machine Learning che combina singoli utenti e spazi pubblicitari, e integrata con le maggiori Ssp del mercato, per l’ottimizzazione sia dell’acquisto sia dell’erogazione di pubblicità digitale.

Grazie all’utilizzo di Logico è stato possibile targetizzare gli utenti più reattivi con creatività ottimizzate, massimizzando così le conversioni, e il tutto sotto la supervisione e gestione di un Account Manager dedicato.

Da gennaio a ottobre 2019, MainAd ha potenziato il Conversion Rate delle campagne del +29% attraverso l’aggiornamento estremamente costante delle strategie di acquisto degli spazi pubblicitari tramite Logico, e sfruttando i dati di prima parte del brand Italo per analizzare le attitudini di acquisto dei consumatori presenti sulle properties web e mobile di Italo, spiega la nota stampa. Nello stesso periodo il Ctr è aumentato in maniera progressiva, con aggiornamento settimanale delle offerte promozionali attive e relativi aumenti d’interesse e interazione da parte degli utenti.

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“MainAd, nella parte medio alta del funnel, ci ha aiutato ad aumentare i visitatori attivi e nella parte bassa ha generato revenue a Cpa fisso: questo ci ha permesso di ottimizzare meglio l’investimento sul retargeting. La sfida futura sarà quella di lavorare sul dato e sulla personalizzazione sia dell’offerta sia del messaggio, perché Italo sta andando in quella direzione”, ha commentato Thomas Pepe, Digital Performance Marketing Manager Italo, concludendo: “Considerando il periodo gennaio-ottobre 2019, abbiamo ottenuto un Roi del +14% nel secondo trimestre (Q2 vs Q1) e del +16% nel terzo trimestre (Q3 vs Q1)”.

“Grazie a partnership con realtà stimolanti, proprio come nel caso di Italo, MainAd è sempre più pronta e disposta a mettersi in gioco nel settore di riferimento. Il nostro sguardo è rivolto a un percorso di internazionalizzazione progressiva del brand e del portfolio clienti attraverso l’individuazione di soluzioni innovative nel campo del retargeting. E con Italo abbiamo avuto l’opportunità non solo di ampliare le potenzialità tecnologiche e la capacità gestionale della piattaforma Logico sviluppando strategie su misura, basate ad esempio sulla spinta delle promozioni e sulla gestione delle stagionalità, ma anche di dare voce al nostro spirito creativo che da sempre ci consente di sviluppare internamente prodotti di alto livello, senza fare ricorso a terze parti. Quella lanciata da Italo è stata una sfida portata avanti con successo che dimostra come la collaborazione tra brand, centri media e tech provider possano portare a grandi risultati” ha aggiunto Michele Marzan, Chief Strategy Officer di MainAd.

La pianificazione paid media di Italo è gestita da Wavemaker.

Amazon testa il retargeting basato sulle ricerche degli utenti

Amazon sta testando un programma che consente agli inserzionisti di utilizzare le ricerche degli utenti sulla piattaforma di ecommerce per indirizzare campagne di retargeting sul web. Lo riporta Adexchanger, citando come fonte alcune agenzie coinvolte nella sperimentazione.

Questa funzionalità sarebbe disponibile tramite la DSP di Amazon, ed è la prima volta che i dati di ricerca del colosso di Seattle vengono utilizzati su questo strumento.

La società americana, che a settembre ha riorganizzato i propri prodotti per gli inserzionisti con il debutto del brand Amazon Advertising, è già attiva con un’offerta di retargeting, basato però sugli utenti che hanno visitato le pagine prodotto. Con questa novità amplierà le opportunità offerte agli inserzionisti, che potrebbero intercettare gli utenti che hanno espresso determinate intenzioni di acquisto.

In generale, i servizi per la pubblicità costituiscono una voce sempre più importante all’interno del bilancio di Amazon, con ricavi pari a circa 2,5 miliardi di dollari solo nell’ultimo trimestre.

ePRICE si affida alla DSP di MainAd per aumentare conversioni e vendite

L’ecommerce italiano ePRICE ha scelto MainAd, azienda italiana specializzata in campagne display e retargeting, come nuovo partner tecnologico e media, con l’obiettivo di aumentare vendite e conversioni sulle attività di retargeting attraverso l’uso della sua DSP proprietaria Logico.

«L’utilizzo della tecnologia di MainAd ci ha permesso di aumentare la customer base, sostenendo al tempo stesso gli ordini generati dai clienti. Grazie a LOGICO abbiamo realizzato campagne pubblicitarie efficienti in un mercato estremamente competitivo», commenta Giorgio Guardigli, Chief Marketing Officer di ePRICE.

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Giorgio Guardigli

La strategia di MainAd si è focalizzata sull’ottimizzazione delle campagne in Programmatic tramite Logico, dando priorità alla crescita dei nuovi buyer, coloro i quali visitano il sito ma non acquistano, e al rinforzo della loyalty tramite il riacquisto da parte dei clienti già acquisiti. In termini di creatività, le strategie adottate hanno previsto banner dinamici, contenuti personalizzati e iniziative promozionali.

E i primi risultati della partnership non si sono fatti attendere: ePRICE ha registrato sulle attività di Logico un +26% di aumento della percentuale di click sulle impression e un +20% di aumento del conversion rate riferito alle piattaforme di retargeting.

Logico, la tecnologia proprietaria di MainAd, combina data-driven technology a modelli di apprendimento automatico per produrre analisi predittive, il così detto “machine learning”. Estraendo informazioni da un mole di dati di svariati PetaByte, Logico identifica in tempo reale correlazioni in modo preciso ed è in grado di prevedere i comportamenti e le abitudini dei consumatori, elaborando i dati in tempo reale per orientare le scelte di consumo e coinvolgere gli utenti. La tecnologia è sviluppata sulla piattaforma di Google Cloud ed è integrata in tutte le principali SSP.

«La creazione di campagne su misura per ePRICE ci ha riempito di soddisfazione perché ha risposto esattamente alle esigenze di ePRICE – spiega Michele Marzan, Chief Strategy Officer di MainAd -. Abbiamo sviluppato strategie specifiche all’interno di Logico, grazie alla collaborazione con il reparto marketing di ePRICE. MainAd si impegna con passione nelle collaborazioni con i clienti per centrare obiettivi specifici, adattando e sviluppando costantemente Logico al fine di massimizzare il successo delle campagne. I top brand internazionali con cui lavoriamo sono in costante crescita, e fra questi ePRICE rappresenta di certo un caso di eccellenza».

A sei settimane dall’entrata in vigore del GDPR, cresce la spesa in retargeting

Oggi nella nostra rassegna parliamo di retargeting, frodi in-app e del futuro di Groupon.

A sei settimane dall’entrata in vigore del GDPR, cresce la spesa in retargeting

Chi pensava che il GDPR avrebbe segnato la fine del retargeting, si sbagliava. Anzi. Secondo quanti dichiarano diversi operatori del mercato pubblicitario, sei settimane dopo l’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo, la spesa in campagne di retargeting è in aumento. In alcuni casi, addirittura, sembra che le aziende, invece di interrompere gli investimenti in remarketing, abbiano piuttosto tagliato la spesa in attività di prospecting. Le campagne di prospecting, infatti, basate su reach e scalabilità, comportano spesso l’utilizzo di dati di terze parti, e dunque sarebbero più “rischiose” da un punto di vista di conformità alla GDPR. Leggi di più su Digiday.

Frodi in-app, scoperta una nuova tipologia

Migliaia di app oggi si spacciano come editori premium, bypassando ads.txt, lo strumento anti-frode di IAB. Alcuni ricercatori della società di rilevamento frodi Forensiq hanno recentemente scoperto un nuovo tipo di frode in cui alcune app vendono le proprie inventory pubblicitarie come se fossero spazi siti internet premium, nel tentativo di ingannare il sistema ads.txt. La tecnica utilizzata è un misto tra il classico “domain spoofing” e il suo equivalente in-app, il “bundle ID spoofing”, con le applicazioni che mascherano i loro identificativi dietro quelli di un sito mobile, invece che di un’altra app. Leggi di più su AdWeek.

Groupon vicina alla vendita?

Potrebbe stare giungendo al termine il decennio di Groupon come società indipendente. Secondo indiscrezioni, il management della società, insieme ad alcune banche che rappresentano l’azienda, avrebbe contattato diverse socieà pubbliche negli scorsi mesi, con l’intenzione di sollevare interesse per una eventuale acquisizione. Nata nel 2008 a Chicago come pioniera del concetto di offerte e coupon digitali per l’acquisto di prodotti e servizi di aziende locali, Groupon nel 2011 si era quotata in Borsa, all’epoca con un valore di oltre 16 miliardi di dollari, oggi sceso a 2,4 miliardi a causa del declino del suo settore di riferimento. Leggi di più su Recode.

Amazon pronta a testare una nuova offerta display in retargeting

Amazon continua a mettere a punto la propria gamma di prodotti pubblicitari. Secondo quanto riporta Bloomberg, il gigante dell’ecommerce avrebbe in piano il lancio di una nuova offerta pubblicitaria display in retargeting, che lo metterebbe in diretta competizione con Google e con società specializzate come Criteo.

La nuova soluzione consentirebbe alle aziende che vendono prodotti su Amazon di acquistare spazi pubblicitari al di fuori del marketplace, raggiungendo gli utenti che hanno visitato l’ecommerce con l’obiettivo di riportarli sul sito per concludere i loro acquisti. “Il nuovo prodotto – scrive la testata – consentirà ai rivenditori Amazon di competere su asta per spazi pubblicitari che appariranno su altri siti e app, consentendo loro di ampliare molto di più la reach”. Non è però chiaro quali saranno questi siti e app esterni che ospiteranno i formati.

Il modello di pagamento della soluzione sarà un pay-per-click, ossia gli inserzionisti pagheranno Amazon solo se l’utente clicca sull’annuncio. La società di ecommerce avrebbe invitato un ristretto numero di suoi rivenditori ad iniziare a testare il prodotto a partire dalle prossime settimane.

Amazon, dunque, continua a puntare sulla pubblicità. Un business che sta già crescendo in maniera esponenziale all’interno dei conti della società: +132% nel primo trimestre 2018, a quota 2 miliardi di dollari. Ma che mostra ancora grandi potenzialità di sviluppo.

Adroll sceglie Scott Gifis come presidente e annuncia un riposizionamento

AdRoll, una delle maggiori piattaforme di remarketing al mondo, ha annunciato la nomina di Scott Gifis come nuovo presidente, nonché un nuovo posizionamento del brand con l’obiettivo di “aiutare le aziende ambiziose a incrementare le vendite e sfidare le marche più affermate”.

La compagnia, che sostiene di avere attualmente 37.000 clienti a livello globale, ha precisato che l’aggiornamento del brand viene lanciato in questi giorni nell’area Emea, in America del Nord e nell’Asia-Pacifico, prima di essere implementato anche negli altri mercati.

La “nuova AdRoll” intende offrire una migliore esperienza con l’introduzione di diverse nuove possibilità in piattaforma: tra queste ci saranno una configurazione guidata delle campagne per le piccole imprese, inediti strumenti di reportistica multicanale, con l’estensione dell’offerta native e una dashboard di attribuzione self-service “senza eguali”. Tutti questi elementi, promette la compagnia, consentiranno ai clienti AdRoll di migliorare la propria attività.

“Siamo entusiasti di svelare la prossima generazione di AdRoll. La piattaforma è stata migliorata con nuove caratteristiche entusiasmanti”, afferma in una nota il neo presidente di AdRoll Scott Gifis. “La prossima generazione di AdRoll rafforza la nostra missione aziendale: aiutare le attività ambiziose a incrementare il reddito a prescindere dalle risorse, dal budget o dalle competenze di marketing a loro disposizione”.

“Da oggi cambia l’approccio alla partita che avremo per i nostri clienti operanti nelle aree EMEA e APAC”, aggiunge Marius Smyth, Vicepresidente AdRoll in queste due zone. “Fin qui, in queste aree, i risultati non sono sempre stati a favore dei brand ambiziosi. Le marche più affermate, infatti, hanno spesso a disposizione team, budget e risorse più importanti per vincere la sfida. Noi stiamo per cambiare tutto questo”.

Società di retargeting a caccia del consenso degli utenti per anticipare la GDPR

Con le nuove misure di Apple contro il tracking degli utenti su Safari e la definitiva entrata in vigore della GDPR a maggio, si prospettano tempi difficili per chi, proprio sul tracciamento delle audience, ha costruito il focus della propria offerta. Ad esempio, chi si occupa di retargeting.

Alcune di queste società hanno cercato di correre ai ripari, inventandosi dei modi per ottenere il consenso diretto degli utenti per il tracciamento. Tra queste ci sono Criteo e AdRoll, che, secondo quanto riporta Digiday, avrebbero iniziato ad erogare sui browser degli utenti dei messaggi che, una volta chiusi, autorizzano automaticamente il tracking.

Una modalità che, secondo la testata, non sarebbe tra le più ortodosse, facilitando l’autorizzazione del tracking molto più dell’opt-out, i cui link sono generalmente meno visibili. Il messaggio in-browser di AdRoll contiene un pulsante “accept and close” al posto del normale tasto di chiusura della finestra, lasciando l’opzione di opt-out in mezzo al messaggio.

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In quello di Criteo, il tracking viene autorizzato cliccando qualsiasi link della pagina, mentre l’esclusione del tracciamento, anche stavolta, è in una sola posizione in mezzo al testo del messaggio.

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In effetti, la GDPR prevede che l’uso dei dati richieda un esplicito permesso da parte degli utenti, ed anche la mossa di Apple per limitare il tracking sul browser Safari andrebbe proprio nella direzione di dare agli utenti un maggior controllo di quando, dove e a chi concedere i propri dati.

L’altro lato della medaglia è però il business di una certa categoria di società, che proprio sulla raccolta degli insight sui consumatori tramite i cookies hanno costruito la propria offerta. Solo un mese fa, la stessa Criteo aveva dichiarato ufficialmente che, qualora non fosse riuscita a sviluppare in tempo una soluzione alternativa per aggirare la questione, il blocco del browser di Apple avrebbe potuto avere sulle sue entrate del 2018 un impatto del 22%. Una percentuale non da poco.

Ed anche con la GDPR c’è poco da scherzare: se da un lato il regolamento prevede una maggiore consapevolezza degli utenti sul trattamento dei loro dati, il che potrebbe implicare una minore quantità di dati disponibili e dunque un targeting pubblicitario meno aggressivo, dall’altro, per le società che non si adeguano, impone cospicue sanzioni economiche.

Google, su YouTube arriva un nuovo strumento di retargeting

A YouTube si aggiunge una nuova funzione dedicata agli investitori pubblicitari. Le liste di retargeting disponibili sulla piattaforma video ora possono essere utilizzate anche per raggiungere gli utenti quando effettuano delle ricerche su Google.com.

In altre parole, gli elenchi delle audience di YouTube possono essere usate in combinazioni con le liste di remarketing per gli annunci search (RLSA).

L’impostazione delle liste avviene dalla sezione Audiences nella libreria condivisa della piattaforma video. All’interno, sono presenti diverse opzioni di lista basate sul tipo di azione che gli utenti hanno effettuato sul canale dell’inserzionista.

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Le aziende hanno già la possibilità di targetizzare le persone ingaggiate con i loro canali YouTube quando queste guardano altri video sul sito. Inoltre, sono anche in grado di usare le liste di retargeting Search per raggiungere persone sulla piattaforma video.

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