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L’UPA sta costruendo una DMP condivisa tra le aziende associate

L’UPA, l’associazione che rappresenta le aziende che investono in pubblicità, è molto interessata alla possibilità di utilizzare la Blockchain per accrescere la trasparenza nell’ambito del programmatic advertising ed ha avviato, con la collaborazione tecnica del Gruppo Reply, un progetto finalizzato all’applicazione di questa tecnologia alla filiera, in modo da avere totale visibilità dell’attività di tutti i soggetti coinvolti nell’erogazione delle campagne.

Ad annunciarlo è stato il presidente dell’UPA Lorenzo Sassoli de Bianchi, mercoledì nell’ambito della tradizionale Assemblea dell’associazione. E non si tratta dell’unica novità riguardo al programmatic.

La stessa UPA sta infatti sperimentando la costruzione di una “data pool” condivisa tra i propri associati che accresca l’affidabilità e la qualità dei dati disponibili per le pianificazioni pubblicitarie. Tale DMP – che vede Neodata come partner tecnico – è attualmente in via di sperimentazione con 6/7 associati coinvolti e potrebbe diventare in un secondo momento uno “strumento aperto”, a cui le aziende potrebbero accedere per “arricchire” i propri dati di prima parte con informazioni di proprietà di altre aziende (ovviamente in forma criptata e anonimizzata) per creare segmenti di audience e altro. In una prima fase, questa DMP conterrebbe essenzialmente cookie, ma potrebbe successivamente integrare anche dati diversi.

Resta quindi alta l’attenzione dell’UPA verso il tema del programmatic, che resta uno tra i più caldi per l’associazione degli spender come si era già visto dall’ampio spazio dedicato ad esso nell’ambito del recente Libro Bianco sul Digitale realizzato insieme alle altre principali Associazioni del mercato. Del resto, l’attenzione all’innovazione è uno dei valori che il Presidente Sassoli ha indicato come fondanti nell’attività dell’Associazione, che quest’anno compie settant’anni.

Per quanto riguarda i dati di mercato, secondo le previsioni dell’UPA il 2018 sarà il quarto anno consecutivo con il segno positivo e chiuderà con l’1,5% di incremento degli investimenti in comunicazione, di cui circa il 30% saranno riversati sul digitale.

Data science, Reply sigla un accordo con The Data Incubator per la formazione

Reply, azienda specializzata nella progettazione di soluzioni basate sui media digitali, firma un accordo di esclusiva con The Data Incubator, il programma volto alla formazione degli “Data Scientists”, figure sempre più importanti per le aziende, che hanno il compito di sfruttare al meglio le enormi basi di dati attraverso le nuove tecnologie Big Data e l’utilizzo di modelli di machine learning avanzati.

Per la prima volta in Europa, questo modello di formazione altamente specializzata è messo a disposizione delle aziende nelle regioni alpine. Italia, Germania, Svizzera e Austria, questi sono i Paesi in cui Reply opererà, in esclusiva, a supporto del processo di formazione.

The Data Incubator è un’organizzazione che eroga programmi intensivi di formazione in ambito Data Science. Neolaureati di eccellenza che mirano ad ottenere un profilo di alta qualità, e dipendenti con il desiderio di crescere professionalmente e dare nuovo valore alla propria azienda, avranno la possibilità di essere coinvolti in case studies, creati con il preciso scopo di rendere efficace e veloce l’apprendimento dei più potenti algoritmi di machine learning e degli strumenti di Data Visualization e Distributed Computing. Cuore tecnologico dell’iniziativa è una dettagliata conoscenza del mondo Hadoop, con focus su MapReduce e Spark e Python che è il linguaggio di implementazione scelto per il suo ampio numero di librerie applicative.

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