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Native Adv, il Programmatic sale al 36% di market share nel primo semestre 2018

Qual è lo stato del Programmatic Native in Italia? A questa domanda prova a rispondere Quantum Advertising, con una nuova edizione del suo Barometro del Programmatic Native Advertising, relativo al primo semestre del 2018, realizzato analizzando le attività di 200 brand provenienti da differenti settori merceologici.

Nella top 10 delle categorie merceologiche che popolano la classifica del Barometro 2018 di Quantum Advertising si affermano: Automotive, Pharma, E-commerce, GDO, Tecnologia, Food & Beverage, Fashion, Travel, Finance e Energy la cui percentuale di investimenti per settore viene calcolata in base al fatturato del primo semestre 2018.  Confrontando i dati diffusi per il secondo semestre dell’anno 2017 con quelli dei primi mesi del 2018, si evince come la tipologia di buying dei brand stia progressivamente cambiando.

Se nel 2017 gli acquisti attraverso Insertion Order raggiungevano il 69%, infatti, a distanza di sei mesi il dato è diminuito al 57% andando a favore del programmatic che dal 27% è salito al 36%. Tale tendenza conferma peraltro quanto previsto dall’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, che per la fine del 2018 stima un incremento del programmatic pari al 20% rispetto all’anno precedente, con un valore di mercato di circa 500 milioni di euro.

La classifica relativa ai maggiori investitori vede, come per il 2017, al primo posto i brand Automotive con il 45% sul totale degli investimenti. Al secondo e terzo posto, invece, nuovi mercati, come il Pharma che registra una crescita del +200%, e l’E-commerce che avanza del +130%.

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«I dati confermano quello che si registra a livello di andamento di mercato; il programmatic cresce – commenta Carlo Poss, CEO di Quantum Advertising Italia -. Quantum Advertising si è specializzata in questo, il native è nel nostro DNA e come piattaforma continuiamo ad implementare la nostra tecnologia per garantire un servizio che sia il più performante possibile. La crescita del programmatic non ci sorprende, i benefici sono innumerevoli: dalla targetizzazione dell’audience alle impression garantite, senza dimenticare che tutti questi processi sono automatizzati e frutto di tecnologie all’avanguardia. In Quantum tutto ciò si combina alla filosofia native e al profondo rispetto della user experience scegliendo formati non invasivi».

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Carlo Poss

E non sono poche le novità su cui Quantum ha lavorato negli ultimi mesi, nell’ambito del Programmatic Native. La società nel 2018 ha introdotto nuovi formati native (Cinémagraph, Native Carousel, Reveal, Mosaic e Parallaxe) e recentemente ha iniziato un percorso di trasformazione, come spiega Poss: «Recentemente abbiamo intrapreso un percorso di ulteriore crescita e cambiamento, a partire dal cambio del nome in Quantum Advertising e dal logo che rientrano in una fase di rebranding che toccherà la nostra società a 360 gradi. Grandi novità ci aspettano nel secondo semestre».

Il brand francese ha recentemente sviluppato anche due tecnologie proprietarie: una nuova SSP che soddisfa l’aumento della domanda da parte degli advertiser e un header bidder in grado di attivare e gestire più aste contemporaneamente, tutti strumenti che rappresentano un vantaggio per tutti i player: inserzionisti, editori e utenti.

Quantum Native Solutions rilascia una nuova SSP e l’header bidding proprietario

Quantum Native Solutions cresce nel 2017 registrando in Italia un incremento del fatturato pari a +85% rispetto all’anno precedente.

“La crescita esponenziale sottolinea quanto la pubblicità nativa in programmatic sia effettivamente una soluzione win-win per editori e inserzionisti in totale rispetto dell’esperienza dell’utente. Creare, ottimizzare e portare a dei risultati è l’obiettivo del nostro team ed è per questo motivo che il network italiano di Quantum ha registrato nel 2017 oltre 3.5 milioni di utenti unici al giorno. Gli ottimi risultati raggiunti fino ad oggi ci confermano quanto il mercato avesse bisogno di un ritorno alla qualità in ambito pubblicitario sia in termini di target sia in termini di formati e grazie alla nostra piattaforma, tutto ciò avviene automaticamente. Siamo certi che l’introduzione delle nostre nuove tecnologie proprietarie agevolerà sempre di più i nostri clienti e gli editori presenti nel nostro network”, commenta Carlo Poss, Ceo di Quantum Native Solutions.

Quantum Native Solutions rilascia una nuova SSP e l’header bidder proprietario

La piattaforma, che raccoglie più di 300 editori premium e oltre 500 milioni di impressioni mensili, ha sviluppato una nuova supply-side platform proprietaria in grado di soddisfare l’aumento della domanda da parte degli inserzionisti, migliorare i ricavi di entrambi i player e garantire agli editori un rendimento più alto dall’assegnazione delle impression. L’SSP è integrata con tutte le principali demand-side platform in grado di ottimizzare il raggiungimento del proprio target di rifermento in asta in tempo reale.

Un’altra grande novità di Quantum per il 2018 riguarda lo sviluppo di un header bidder proprietario. L’header bidder è una nuova tecnologia sviluppata ad uso dell’editore in grado di attivare più aste contemporaneamente, verificare in tempo reale le offerte da parte dei partecipanti e infine assegnare l’impression al miglior offerente.

Native in-feed: arrivano due nuovi formati

Quantum annuncia anche l’introduzione due nuovi formati native in-feed: il Cinémagraph, che apre il mondo native alla GIF la quale è accompagnata da un testo evocativo. Il secondo è il Native Carousel che si visualizza nel contesto editoriale come slide show con all’interno immagini relative al prodotto, raccolte in una galleria. Aspetto importante e non invasivo è il fatto che è proprio l’utente a decidere se visualizzare a scorrimento tutte le immagini presenti.

“Le novità tecnologiche che abbiamo introdotto quest’anno sono per noi un profondo valore aggiunto e siamo certi che i nostri clienti potranno realizzare progetti altamente performanti. Gli editori conservano qualità editoriale in favore di spazi pubblicitari non invasivi per i lettori, mentre i brand hanno la reale opportunità di scegliere i formati più adatti per il loro target integrando l’adv con i contenuti del sito. Grazie alle nuove componenti, header bidder e SSP proprietari, e all’integrazione con tutte le principali DSP, cerchiamo di migliorare i business dei nostri editori. Inoltre, grazie all’header bidder di Quantum, la compravendita degli spazi diviene equa fra tutti i player e aumenta il livello di trasparenza nel mercato”, conclude Alessandro Ceratti, Head of Quantum Native Solutions Italia.

Quantum Native Solutions presenta il Barometro 2017 del programmatic native in Italia

Quantum Native Solutions ha analizzato un campione di 200 marchi che hanno acquistato impression native tramite programmatic sul marketplace di Quantum e ha realizzato un barometro per comprendere quali sono i settori che hanno creduto maggiormente in questo formato e quali hanno aumentato il livello di investimento nel 2017.

In Italia, il native advertising è in crescita (+27% vs 2016) come dimostrano anche i recenti dati IAB. In particolare, considerando solo le componenti di Recommendation Widget e In-feed Unit (social network esclusi), il valore economico del native è pari a circa 40 milioni di euro.

Analizzando le diverse tipologie di acquisto presenti all’interno del Barometro della società, si evince che il 69% delle aziende acquista attraverso Insertion Order, ma il 27% procede attraverso il programmatic. Quest’ultimo vale circa 400 milioni di euro e rappresenta oltre il 15% del totale del mercato della pubblicità internet nel nostro Paese che ad oggi vale 2,65 miliardi di euro.

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Per quanto riguarda i settori che stanno investendo maggiormente nel programmatic native, sul gradino più alto del podio svetta il comparto dell’Automotive, seguito dal Food & Beverage e dal Finance. Al contrario, nelle ultime posizioni della top 10 dei maggiori investitori in Programmatic Native si attestano l’E-commerce, la GDO e l’Energia.

Il settore energetico, invece, si trova al secondo posto in termini di crescita dell’investimento in programmatic native rispetto al 2016, pari al +430%, battuto solamente dalla Tecnologia che, nell’arco di un solo anno, ha aumentato i propri investimenti del +535%. Il mercato delle TELCO, invece, ha accresciuto i propri investimenti solo dell’+8% rispetto al settore dell’Automotive che si attesta in terza posizione con +271% vs 2016, mentre il Travel e il Fashion hanno registrato una crescita pari al +200% nell’arco del 2017.

“Considerando il crescente peso che il native sta acquisendo nel mercato dell’internet advertising italiano e internazionale, è fondamentale che tutti i player coinvolti, dagli editori ai brand, amplino ulteriormente le proprie competenze in merito perché, come si evince anche dai risultati del nostro barometro, le realtà che sono sempre al passo con le innovazioni hanno già compreso le concrete opportunità del native” commenta Alessandro Ceratti, Head of Quantum Italia. “Quantum offre la possibilità ai brand di veicolare il proprio messaggio pubblicitario attraverso diverse soluzioni fra cui il content e soprattutto i video, formato che sta trainando il mercato del digital advertising italiano. Grazie a Quantum è possibile integrare perfettamente i video e tutti gli altri formati desiderati all’interno del look&feel dell’editore, offrendo all’utente un’esperienza completa e soprattutto rispettosa in termini di user experience”.

Sky Italia punta sul Native, anche in Programmatic, con Quantum Native Solutions

Quantum Native Solutions, il marketplace europeo di native advertising distribuito anche in programmatic, parte del gruppo AdUX, amplia il proprio portfolio di inventory. All’interno del network infatti arrivano tutte le properties digitali di Sky Italia.

Grazie all’accordo, i brand avranno la possibilità di mostrare contenuti attraverso video, gallery e testi altamente targettizzabili e realizzare campagne native anche in programmatic su tutti i siti del network di Sky Italia: Sky.it, SkyTG24, Sky Sport, Sky Cinema, Sky Atlantic, Sky Uno, Sky Mag e Sky Arte con formati pubblicitari non invasivi, personalizzabili e integrabili con i diversi look&feel.

Il network digital di Sky Italia raggiunge migliaia di utenti ogni giorno sul web e offre un’ampia selezione di spazi premium in tutti i canali (display, mobile, video, social e native). In particolare, i formati native in-feed erogati attraverso il marketplace di Quantum, che ad oggi registra 18 milioni di utenti deduplicati al mese (fonte Audiweb View) e 450 milioni di impression native 100% viewable mensili, sono acquistabili via insertion order o anche in programmatic. Infatti, tutta l’inventory native di Quantum Native Solutions è acquistabile anche in RTB essendo integrata con tutte le principali DSP internazionali.

«L’ingresso di Sky Italia nel nostro network rappresenta un passo importante nella nostra strategia, innanzitutto perché avere la fiducia di un editore così prestigioso non può che entusiasmarci e in secondo luogo perché grazie a questa collaborazione i brand italiani avranno la possibilità di veicolare le loro campagne nel modo più efficace, rilevante e coinvolgente possibile – spiega Alessandro Ceratti, Head of Quantum Native Solutions Italia -. Infatti, Sky propone quotidianamente tantissimi contenuti ad alto valore aggiunto, colpendo un’audience molto vasta e proprio per questo permette diversi gradi di targetizzazione e personalizzazione dei messaggi e dei formati acquistabili anche in programmatic».

Recentemente Quantum Native Solutions ha presentato il formato Prism, 100% mobile, grazie al quale il contenuto viene visualizzato attraverso un’esperienza interattiva, un mix di testi, immagini, video e link per raccontare il messaggio del brand senza ostacolare la navigazione dell’utente.

Quantum Native Solutions cresce e amplia l’inventory in Programmatic Native

Cresce il business italiano di Quantum Native Solutions, il primo marketplace europeo di native advertising distribuito totalmente in programmatic, che allarga il portfolio di editori premium, ampliando la sua offerta nei settori donne, news, travel, sport, automotive, entertainment e classified.

Ad oggi Quantum Native Solutions raggiunge mensilmente 16 milioni di utenti unici de-duplicati con un’active reach pari al 56%, generando oltre 200 milioni di impressioni native ogni mese e garantendo ai brand il 100% di viewability su tutti i device (Desktop e Mobile) e in tutti gli ambienti (Web/App/Webmail).  Quotidianamente, il network di Quantum registra in Italia 2 milioni di unique browser e 7 milioni di impression native disponibili.

Recentemente sono entrati nel network Affaritaliani.it, Liberoquotidiano.it, Lettera43.it e Dagospia.com, TgAdv con Nanopress.it, Tecnocino.it, Allaguida.it e Donnaclick.it e alcuni nuovi siti delle concessionarie già partner come Sport Network con Calcioweb.eu e Sportfair.it e WebAds. Inoltre, ilgiornale.it, alfemminile.com, mytaste.it, deabyday.tv, davidemaggio.it, 90min.com/it e paesionline.it hanno scelto Quantum Native Solutions. I nuovi ingressi garantiranno così una più ampia copertura nei settori News, Donne, Sport e Man.

Il Programmatic Native soddisfa editori ed inserzionisti

L’offerta Programmatic Native di Quantum Native Solutions, caratterizzata dalla possibilità di mostrare contenuti attraverso video, gallery e testi altamente targetizzabili, è sviluppata su formati pubblicitari eleganti e non invasivi, totalmente personalizzabili e perfettamente integrabili all’interno delle pagine e/o degli articoli dei Premium publisher grazie alla lettura del CSS.

«Il native advertising in programmatic è una modalità win-win per editori e brand. I primi non devono più rinunciare alla qualità editoriale in favore di spazi pubblicitari decontestualizzati innervosendo così i lettori, mentre i brand hanno la reale opportunità di scegliere i formati più adatti per il loro target di riferimento e raggiungerlo in modo assolutamente non intrusivo, integrando l’adv con i contenuti del sito ospitante. Entrambi i player stanno apprezzando enormemente la tecnologia di Quantum e la possibilità di riuscire a utilizzare formati ad hoc e coerenti in modalità automatica – aspetti considerati erroneamente antitetici – è una delle caratteristiche distintive del nostro marketplace» commenta Alessandro Ceratti, Head of Business Development di Quantum Native Solutions.

Programmatic Native: ossimoro o combinazione perfetta?

L’avvento del Native ha aperto un nuovo scenario nel campo della pubblicità digitale. Ma cosa vuol dire realmente fare Native Advertising oggi?

Lo abbiamo chiesto a Carlo Poss, Amministratore Delegato di Quantum Native Solutions in Italia, società specializzata nel Programmatic Native advertising, che, dopo aver chiarito la definizione di Native, ci ha illustrato come il programmatic sia la nuova leva di sviluppo di questo tipo di formato efficace sia per gli advertiser che per gli editori.

Cos’è il Native advertising? È un termine che tendiamo a usare a sproposito?

L’uso eccessivo e spesso errato della parola “native” ha creato una certa confusione tra i publisher e i brand. Oggi, qualsiasi pubblicità collocata in-feed tende a essere definita Native, ma in realtà è molto più di questo.

Il Native, infatti, aiuta gli editori ad aumentare sensibilmente i ricavi mantenendo al tempo stesso la massima qualità editoriale. Per quanto riguarda i brand, questo tipo di formato offre soluzioni pubblicitarie completamente personalizzabili per generare percentuali di click dalle 10 alle 30 volte maggiori di quelle ottenute attraverso metodi tradizionali.

Una pubblicità può essere considerata Native advertising quando il contenuto è contemporaneamente: editorializzato; integrato con il contenuto dell’editore, evitando così di essere percepito dagli utenti come invasivo; e coerente con il sito e il suo target di riferimento.

Per questo motivo content discovery e video in-read devono essere differenziati dagli annunci Native che invece puntano a migliorare l’esperienza dell’utente. Se gli annunci Native sono impostati nel modo corretto, creano un flusso naturale fra il contenuto editoriale e il contenuto pubblicitario. In questo caso l’annuncio non viene ideato per ingannare l’utente, ma piuttosto risulta rilevante, coerente e dunque in ultima analisi non invasivo.

Cosa può aspettarsi un brand dal Native advertising in confronto agli annunci tradizionali? Come dovrebbe essere integrato nella strategia pubblicitaria?

Il Native utilizza un approccio molto diverso rispetto ai formati tradizionali. Al contrario dei banner pubblicitari, infatti, gli annunci Native non sono una destinazione bensì una strada che conduce gli utenti dal sito dell’editore fino al brand. Immagini, video, titoli e descrizioni attentamente selezionati sono un ottimo modo per editorializzare e creare una rilevanza contestuale per ogni elemento che l’inserzionista vuole far “assaporare” al target di riferimento. Il Native advertising punta ad offrire qualità e a rendere l’annuncio accattivante così da far proseguire il viaggio all’utente verso la brand experience.

Quantum Native Solutions è specializzata in Programmatic Native advertising. E’ davvero possibile pianificare native in programmatic?

Il Programmatic ha introdotto una nuova era nel digital advertising. Realizzare transazioni dematerializzate, acquistare spazi su base d’asta e individuare obiettivi partendo dai big data, questi sono solo alcuni aspetti che hanno trasformato drasticamente le economie dell’ecosistema digitale.

Il Programmatic ha in sé un enorme potenziale per il Native advertising perché garantisce la scalabilità dei volumi e l’efficacia operativa che sono mancate a questo formato fino ad oggi. Al contrario di ciò che viene comunemente detto, il “Programmatic Native” non è affatto un ossimoro, bensì una potente combinazione di caratteristiche complementari.

La difficoltà sta nell’esecuzione. Dato che i placement Native sono, per loro stessa natura, personalizzati a seconda dei siti e perfettamente integrati, utilizzare una tecnologia programmatica in questo contesto è tutt’altro che semplice. Per questo motivo solo pochissime aziende vivono al 100% di Programmatic Native. Sharethrough e Triplelift si sono posizionati su questo tipo di tecnologia nei mercati del Regno Unito e degli Stati Uniti. In Europa, Quantum Native Solutions è stata la prima – e, per il momento, l’unica – a scommettere sull’alleanza tra Programmatic e Native e visti i tassi di crescita, la nostra scelta è stata corretta e lungimirante.

Sempre più editori e brand scelgono il Programmatic Native per poter avere il meglio di entrambi i mondi. A mio parere, il Programmatic Native incarna davvero la prossima generazione dell’advertising digitale: personalizzato, integrato, adatto ai contenuti e basato sui dati. Grazie al Programmatic Native, se usato nel modo corretto, i brand possono offrire contenuti coerenti durante tutto il funnel di vendita, su qualsiasi dispositivo e su tutti i siti più in target. Nasce così un nuovo modello per inserzionisti e agenzie, così come per gli editori.

Il Native Programmatic rappresenterà presto dal 40 al 50% del display advertising. Inutile dire che avrà un profondo impatto sui processi e sulle strategie degli inserzionisti. Oltre che ad avere bisogno di una definizione chiara – necessaria per mantenere uno standard alto di qualità – dovremo cambiare il nostro approccio “revisionistico” e adattarci ad un nuovo processo di vendita. In particolare, elementi visivi onirici dovranno essere sostituiti da titoli diretti, da descrizioni, foto e video accattivanti e attentamente selezionati.

Essenzialmente, la cura totale dei dettagli di un sito e degli asset dell’inserzionista faranno la vera differenza, in quanto il Native verrà utilizzato per incanalare il pubblico verso i contenuti più rilevanti del brand. A tal proposito, consigliamo sempre ai nostri partner di pensare in termini di KBA piuttosto che KPI. I KBA, o Key Brand Attributes, devono essere considerati al primo posto negli annunci native in quanto precursori dei Key Performance Indicator. “Dai KBA ai KPI”: è questa la formula del successo del Programmatic Native.

Quantum Native Solutions arriva in Italia. A guidare la società Alessandro Ceratti

Ce lo aveva anticipato Carlo Poss, ceo di HiMedia Group Italia, un mese fa, ma ora arriva la conferma ufficiale: debutta anche in Italia Quantum Native Solutions, il primo marketplace europeo di native advertising distribuita totalmente in programmatic, nato in Francia nel 2014 dall’incubatore di start-up promosso da HiMedia Group.

La branch italiana sarà guidata da Alessandro Ceratti, nominato head of business development. Proveniente da TheOutplay, dove era stato Publisher Development Manager, Ceratti è precedentemente stato product manager e business development manager di HiMedia Group, e ora, nel nuovo incarico in Quantum Native Solutions, torna di nuovo a collaborare con Carlo Poss, ceo di Quantum Italia e ceo di HiMedia Group Italia.

Grazie a tecnologie proprietarie, Quantum Native Solutions si propone di creare un grande marketplace composto da editori “premium” per offrire agli inserzionisti formati pubblicitari discreti e mai invasivi. L’offerta si caratterizza e distingue per la totale personalizzazione delle soluzioni adv, che si integrano al meglio sia nelle homepage degli editori che negli articoli stessi. Inoltre, all’interno di una pagina compare un solo inserzionista alla volta, a cui è offerto il 100% di viewability e dunque la possibilità di beneficiare di un CTR fino a 20 volte superiore rispetto agli standard IAB. La piena visibilità dell’annuncio è garantita dal fatto che la piattaforma mostra il messaggio solo se l’utente scrolla fino al punto di visualizzazione.

Quantum Native Solutions ha sviluppato un doppio modello di business: gli editori possono scegliere di avvalersi della tecnologia proprietaria della società, delegando a Quantum Native Solutions la valorizzazione delle proprie audience oppure possono utilizzare la piattaforma, occupandosi autonomamente della creazione, distribuzione e commercializzazione delle inventory. Infine, tutta l’inventory native di Quantum Native Solutions è acquistabile anche in RTB essendo integrata all’interno di AppNexus e di tutte le principali DSP.

«Sono entusiasta di far parte di questa nuova sfida e di poter utilizzare le esperienze vissute fino a ora per sviluppare nel mercato italiano l’offerta premium di Quantum Native Solutions – commenta Alessandro Ceratti, Head of Business Development di Quantum Native Solutions -. La nostra proposta guarda al futuro della pubblicità digitale, che sarà sempre più integrata nelle esperienze di consumo dei media e acquistata in modalità programmatica. Disponibile sia su desktop che mobile site e app, l’offerta è estremamente completa, proponendo formati totalmente customizzabili con il 100% di viewability che si integrano perfettamente con il look&feel degli editori. I lettori sono così invogliati a soffermarsi sul contenuto che non viene vissuto come intrusivo».

Quantum Native Solutions è attiva in 10 Paesi e collabora con oltre 300 siti, tutti i principali brand e trading desk internazionali, per soddisfare sia esigenze di branding che di performance, grazie all’elevata capacità di targeting offerta dal Programmatic e dal Real time bidding.

«Lo spazio di crescita della nostra soluzione è molto ampio, infatti, già in fase di presentazione abbiamo raccolto il consenso di oltre 40 siti premium che hanno scelto la tecnologia di Quantum Native Solutions. Questo ci permette di vantare un’audience mensile deduplicata superiore a 8 milioni (fonte AudiwebView, mese di Agosto 2015, ndr) di utenti unici», conclude Carlo Poss, ceo di Quantum Native Solutions.