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GDPR, Quantcast Choice raggiunge un miliardo di consensi degli utenti

Quantcast Choice, la consent management platform gratuita lanciata da Quantcast prima dell’entrata in vigore del GDPR, il regolamento europeo generale sulla protezione dei dati, avvenuta lo scorso maggio, ha abilitato la miliardesima scelta di consenso del consumatore.

Secondo le analisi della società martech, più di 10.000 domini in tutto il mondo stanno utilizzando la CMP, generando un tasso di consenso medio tra i consumatori di oltre il 90%. Le scelte del consumatore includono sia le opzioni di accettazione che quelle di rifiuto.

Secondo invece lo studio di Adzerk, la piattaforma di ad serving API-based, Quantcast Choice è la CMP più implementata tra i migliori siti negli Stati Uniti e nel Regno Unito. L’indagine ha esaminato i siti con maggior traffico di entrambi i mercati per identificare gli strumenti adottati per acquisire e trasmettere il consenso del consumatore per l’erogazione di pubblicità pertinente e rilevante, come richiesto dai nuovi regolamenti dell’UE.

“L’impatto del GDPR nel digital advertising è assolutamente profondo e rilevante non solo in Europa, ma in tutto il mondo. Ecco perché questo primo bilancio di Quantcast Choice non può che renderci estremamente orgogliosi e soddisfatti”, dichiara Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia.

“Quantcast Choice consente agli editori e ai marketer di fornire ai consumatori il controllo su come e quando condividono i loro dati attraverso una scelta opt-in chiara e non ambigua. La massa critica già raggiunta, unita al fatto che Quantcast Choice è parte del Transparency & Consent Framework di IAB Europa, offre agli editori la fiducia di poter continuare a finanziare il proprio business attraverso la pubblicità. Anche se siamo solo all’inizio di questo percorso per aiutare gli editori e gli inserzionisti ad adattarsi ad una nuova normalità sotto il GDPR, siamo felici della risposta ottenuta finora”, commenta Somer Simpson, Head of Product per il GDPR di Quantcast, protagonista lo scorso maggio a Milano dell’edizione 2018 di Interact con un intervento proprio sull’impatto del regolamento europeo generale sulla protezione dei dati sull’intera filiera della pubblicità digitale.

Quantcast Choice è stata la prima CMP disponibile del Transparency & Consent Framework di IAB Europa nella sua data di lancio, il 15 maggio 2018. Completamente gratuita, la piattaforma permette ad editori, inserzionisti e altri proprietari di siti web di ottenere e trasmettere il consenso esplicito dei consumatori per poter erogare delle pubblicità rilevanti e dei contenti personalizzanti.

Intelligenza artificiale: presente e futuro nel Digital Advertising

L’AI non è una novità, ma oggi siamo in un periodo storico importante e le aspettative sono molto alte. L’intelligenza artificiale è infatti considerata la tecnologia che rivoluzionerà il 21esimo secolo, cambiando ogni azienda, settore e customer experience. Ogni cosa che può essere automatizzata lo sarà.

Da qui la corsa di molti brand all’adozione di una tecnologia sempre più evoluta e all’avanguardia a cui però non sempre corrisponde un incremento del fatturato. I brand hanno necessità di crescere ma nonostante abbiano a disposizione innumerevoli dati e incredibili soluzioni tecnologiche non riescono a sfruttarli al meglio. In particolare si possono evidenziare 4 principali problematiche che impediscono questa reale crescita dei brand.

  1. Approccio errato alla tecnologia. Si pensa che una tecnologia innovativa e avanzata basti per raggiungere gli obiettivi di business prefissati ma in realtà non tutti gli approcci portano a questo risultato. L’intelligenza artificiale è un mezzo, non un fine. Oggi brand e marketer stanno annegando nei dati e si affidano all’intelligenza artificiale per processarli e creare output per intraprendere decisioni migliori capaci di accrescere il brand. In realtà la strategia vincente è proprio il processo inverso. Bisogna iniziare pensando prima alle azioni necessarie per migliorare il business, poi alle decisioni che possono guidarle ed infine trovare la tecnologia e i dati di cui abbiamo bisogno per realizzarle.
  2. Ricchi di dati, ma poveri di insight. Nel 2017, in US, le aziende hanno investito 20 miliardi di dollari in audience data solution senza però ottenere il ROI atteso. Questo perché la maggior parte dei dati, essendo principalmente di terze parti, offre inevitabilmente delle fondamenta povere. Fondamenta su cui poi si costruiscono i modelli predittivi, ossia gli strumenti necessari per tradurre i dati in output accurati e preziosi per classificare o predire alcuni situazioni o il futuro.
  3. Poca consapevolezza sulle opportunità offerte della tecnologia. Fino ad oggi l’industry del digital advertising si è focalizzata sull’efficienza dell’intelligenza artificiale, ma non sulla sua efficacia nettamente superiore rispetto alle persone nell’implementare le strategie. Le persone continuano infatti a svolgere azioni ripetitive e noiose che le macchine potrebbero compiere in modo più rapido, efficiente e quindi efficace. Togliersi questo onere, permetterebbe ai marketer di dedicarsi di nuovo alla creatività e alla strategia, innescando una rivoluzione che porterebbe ad un enorme valore aggiunto per tutto il mercato.
  4. Si punta verso l’obiettivo sbagliato. Individuare il corretto traguardo da raggiungere è estremamente importante perché la tecnologia in quanto tale ottimizza il risultato prefissato indipendentemente dal fatto che sia giusto o meno. Ancor oggi però nel marketing si valuta ciò che è possibile misurare invece di misurare ciò che ha valore, focalizzandosi su strategie a breve termine e non su progetti a lungo termine che rafforzerebbero la brand awareness portando ad una reale crescita.

Il marketing ha bisogno di una rivoluzione e l’AI è la sua grande opportunità per metterla in atto. In futuro le macchine automatizzeranno il lavoro operativo che permetterà alle persone di concentrarsi sulla creatività e la strategia utilizzando esclusivamente dati in tempo reale di prima parte con un unico obiettivo: la crescita incrementale guidata da strategie a lungo termine.

Ecco perché il machine learning guiderà lo human learning portando grandi vantaggi a tutta la filiera del digital advertising.

Zampori, Quantcast: «L’intelligenza artificiale è fondamentale per la crescita dei brand»

Come può essere impiegata l’Intelligenza Artificiale a supporto della crescita dei brand nel digital advertising? Su questo tema si è concentrato l’intervento di Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia, in occasione dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano.

«L’intelligenza artificiale non è solo una moda del momento, è una reale opportunità di crescita per tutti i brand, indipendentemente dal settore merceologico a cui appartengono. In Quantcast, consapevoli del suo enorme potenziale e forti di una tecnologia estremamente evoluta, basata proprio sulla forza dell’AI, siamo certi che il suo impiego nella pubblicità online sarà fondamentale su 3 specifici fronti: prospecting, personalizzazione e prevenzione frodi», ha dichiarato la manager.

Partendo dal prospecting, l’intelligenza artificiale permette di ingaggiare nuovi consumatori perché rivoluziona il modo in cui di operare. Se fino a ieri gli algoritmi si basavano sulla misurazione del panel per creare modelli di look-alike; oggi l’AI consente una lettura one-to-one del consumatore che permette di analizzare il suo purchasing journey in real-time, così da prevederne il comportamento e influenzarlo ancor prima che visiti un sitoweb.

Passando poi alla personalizzazione, con l’AI i marketer possono andare oltre e non limitarsi semplicemente alla persona, ma dare rilevanza ad ogni singolo momento di interazione. Con il machine learning, i sistemi di raccomandazione possono scavare in profondità nel DNA comportamentale, in modo tale che gli utenti ne traggano un concreto valore in tempo reale che si traduce in pagine personalizzate, offerte, suggerimenti e altro ancora.

Ultimo ma non meno importante la prevenzione di frodi. Grazie all’analisi in tempo reale di internet e al machine learning si possono identificare in anticipo i comportamenti fraudolenti, evitando così bot o siti non sicuri. I risultati sono campagne più intelligenti e con esiti migliori.

GDPR, Quantcast lancia la sua piattaforma per la gestione del consenso sui dati

Quantcast aderisce al Transparency and Consent Framework di IAB Europe per la GDPR e lancia la sua piattaforma per la gestione dei dati conforme al nuovo regolamento europeo.

La piattaforma si chiama Quantcast Choice e nasce dopo circa 4 mesi di beta test. Sulla base del framework open-source di IAB, lo strumento consente a editori e inserzionisti di ottenere in maniera semplice il consenso dei consumatori all’uso dei loro dati per misurare le attività sui loro siti ed erogare contenuti e annunci pubblicitari rilevanti ai cittadini dell’Unione Europea, nel pieno rispetto della GDPR.

Quando accederanno ai siti che implementano Quantcast Choice, gli utenti visualizzeranno un’interfaccia (potrà essere, ad esempio, un pop-up o un banner), che fornirà informazioni sulle finalità di raccolta dei dati e chiederà l’autorizzazione per il loro utilizzo. Dalla stessa interfaccia il consumatore potrà avere accesso anche ad altre opzioni più dettagliate sulla privacy. Una volta dato, il consenso verrà applicato anche alle altre interazioni dell’utente col resto del sito, e condiviso con gli altri siti che utilizzano il Framework di IAB (attualmente 18 piattaforme).

«Quantcast Choice è un modo facile e gratuito per i proprietari di siti di assicurarsi di essere aderenti alla GDPR prima del 25 maggio (data di entrata in vigore del regolamento, ndr). Risultato di oltre un anno di lavoro e stretta collaborazione con IAB Europe, rappresenta il giusto equilibrio tra garanzia della privacy degli utenti e controllo sui dati da un lato, e promozione di un attivo mercato editoriale basato sulla pubblicità dall’altro – commenta Sam Barnett, CPO di Quantcast -. Questo è essenziale se gli utenti vogliono continuare a godere di notizie e intrattenimento di qualità e gratuiti. Soluzioni basate sugli standard della industry sono fondamentali per mantenere un’ecosistema editoriale e pubblicitario in salute e diversificato».

Quantcast aggiornerà via via la piattaforma sulla base dell’evoluzione del Framework di IAB.

Quantcast: Peter Day è il nuovo Chief Technology Officer

Quantcast nomina Peter Day Chief Technology Officer. Day è entrato in Quantcast nel 2016 e recentemente ha ricoperto il ruolo di vice presidente del reparto ingegneria.

Day inizia la sua carriera nel mondo accademico, lavorando sul machine learning. Passa poi al settore finanziario dove, in diversi ruoli, tra cui quello di direttore esecutivo della tecnologia dei derivati su azioni in Ubs, progetta e realizza sistemi per aiutare le organizzazioni finanziarie a comprendere meglio i rischi e ad automatizzare scambi più rapidi ed efficaci.

Basati su dati di prima parte derivati da oltre 100 milioni di destinazioni mobile e web di tutto il mondo, gli insight di Quantcast vengono combinati con la tecnologia del machine learning per automatizzare il processo di comprensione, previsione e azione dei cambiamenti del comportamento online dei consumatori. Nel suo nuovo ruolo, Day guiderà tutte le operazioni tecniche di Quantcast tra i suoi team di ingegneri e ricercatori.

«Il settore della pubblicità racchiude alcune delle sfide più complesse ed entusiasmanti in circolazione sui dati. In Quantcast, ho il privilegio di lavorare con i più talentuosi ingegneri e ricercatori provenienti da diverse discipline. Insieme stiamo sviluppando nuovi modi per capire come vengono coinvolte le persone online, offrendo, in ultima analisi, esperienze più rilevanti per i consumatori e migliori risultati per inserzionisti ed editori», dichiara Peter Day.

Konrad Feldman, Ceo di Quantcast, aggiunge: «In fondo, Quantcast è una società tecnologica basata sull’AI. Grandi menti tecniche come Peter sono state fondamentali per la nostra crescita negli ultimi 12 anni. Peter combina una brillante conoscenza del machine learning con uno stile di leadership forte capace di ottenere il meglio dalle persone che lo circondano. Sono lieto che sia lui a guidare le nostre future innovazioni mentre continuiamo a fornire risultati incredibili agli inserzionisti e agli editori con cui lavoriamo».

La promozione di Day a Chief Technology Officer è l’ultima di una serie di recenti nomine nell’Executive Leadership Team di Quantcast che ha visto l’ingresso di Steven Wolfe Pereira come Chief Marketing and Communications Officer, Rob Horler come Chief Operating Officer, Meredith Long come Chief Revenue Officer e Sam Barnett come Chief Product Officer.

Quantcast Nova 2018: il valore aggiunto dell’Intelligenza Artificiale nel marketing digitale

Si è svolta oggi, venerdì 11 maggio, a Milano Nova, la conferenza italiana organizzata da Quantcast sull’intelligenza artificiale, considerata la tecnologia del XXI secolo.

Nel corso dell’evento i principali marchi italiani sono stati invitati a riflettere sulla straordinaria evoluzione innescata dall’intelligenza artificiale. Una tecnologia dirompente che sta rivoluzionando non solo il marketing ma anche il mondo che ci circonda. Dalla pubblicità alle operazioni bancarie, passando per l’e-commerce fino alla Formula 1, l’intelligenza artificiale cambierà ogni azienda, settore ed esperienza utente. Intervenendo al convegno, Konrad Feldman, CEO e co-fondatore della società ad-tech, ha mostrato a clienti e centri media come e perché l’automazione trasformerà l’efficacia di ogni attività di business in futuro.

“L’intelligenza artificiale non è solo una moda del momento, è una reale opportunità di crescita per tutti i brand, indipendentemente dal settore merceologico a cui appartengono. In futuro ciò che potrà essere automatizzato, lo sarà, inaugurando una nuova era. Assisteremo infatti ad una rivoluzione che libererà marketer e agenzie da compiti ripetitivi e noiosi, dando loro la possibilità di dedicarsi di nuovo alla creatività e alla strategia”, ha affermato Feldman.

Per poter sfruttare al meglio i vantaggi dell’intelligenza artificiale nel futuro bisogna però iniziare dalle reali opportunità che già oggi offre come ha illustrato Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia, nel corso del proprio intervento.

“Oggi le aziende devono affrontare una reale crisi di crescita che costringe a rimettere in discussione l’intero sistema, a partire dal ruolo di Chief Marketing Officer che dovranno trasformarsi in CGO, Chief Growth Officer. Un cambiamento reso necessario se si considera come la tecnologia sta sconvolgendo il marketing. Tra le tendenze in evidenza si nota infatti un vero e proprio divorzio tra audience e media, un’errata concentrazione degli investimenti pubblicitari online sugli OTT, una concreta difficoltà dei brand a gestire l’innumerevole quantità di dati che hanno a disposizione e le tecnologie sempre più avanzate ed infine la reale opportunità di crescita offerta dall’intelligenza artificiale”, ha dichiarato Zampori.

Nella pubblicità digitale, l’impiego dell’AI sarà fondamentale per la crescita dei marchi su tre specifici fronti: prospecting, personalizzazione e prevenzione frodi. L’AI consentirà una lettura uno a uno del consumatore in tempo reale permettendo di prevederne il comportamento e influenzarlo ancor prima che visiti un sito web. Darà rilevanza non più solo alla singola persona, ma anche ad ogni singolo momento di interazione. Riconoscerà in anticipo comportamenti fraudolenti, proteggendo il brand da bot o siti non sicuri.

“La scelta di Quantcast di puntare già dal 2006 sull’Intelligenza Artificiale, oggi protagonista indiscussa di una nuova era, si è rivelata vincente e l’obiettivo è di rendere sempre più accessibile ai brand il vantaggio competitivo e la relativa crescita che può portare”, ha concluso la General Manager.

Ma si confrontati sul tema anche esperti e ospiti di rilievo. Alessandro Piva, Direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, con una panoramica del mercato italiano, ha affermato che l’Italia è un passo indietro rispetto all’Europa sul tema. Questo apparente gap si traduce però in grandi opportunità future per tutti i settori merceologici e i processi. Tra gli ambiti più semplici da introdurre evidenzia il fenomeno dei chatbot.

Matteo Rossanigo, Group Digital & Innovation Manager Mediobanca, ha illustrato invece l’impiego dell’AI nel banking sottolineando come in questa industria le capacità dell’AI si traducano nella maggior parte dei casi in commodity. Le applicazioni sviluppate con questa importante tecnologia sono infatti focalizzate prevalentemente sul consumatore e dimostrano come il machine learning, se correttamente utilizzato, permetta di raggiungere risultati davvero significativi e rilevanti.

La parola è passata poi a Giorgio Guardigli, CMO di ePrice, che ha portato sul palco una case history realizzata con Quantcast a dimostrazione di quanto sia determinante affidarsi ad un partner di fiducia proprietario di una tecnologia AI-driven altamente avanzata ed efficace. Grazie all’AI si possono infatti creare modelli customerizzati su audience specifiche incrementando il ROI e ottenere preziosi insight che consentono di identificare una nuova audience potenziale.

A concludere l’evento Ivan Capelli, pilota e commentatore televisivo di Formula 1, che ha condiviso con gli ospiti la sua esperienza e la sua visione sulle più recenti possibilità di impiego dell’intelligenza artificiale per strategie sempre più vincenti e altamente performanti anche in Formula 1. Un intervento che ha mostrato al pubblico in sala l’evoluzione vissuta dal mondo delle monoposto grazie alla tecnologia.

L’andamento di Quantcast in Italia

Intervistata a margine dell’evento, Ilaria Zampori ha descritto come si è evoluto il business di Quantcast in Italia, un mercato in cui sta crescendo la consapevolezza delle aziende circa l’importanza dei dati e della tecnologie nel marketing digitale: «L’evoluzione avvenuta in questi tre anni di attività è decisamente positiva. Abbiamo allargato la nostra base di clientela, con marchi provenienti oltre che dalle industrie delle finanza e dell’e-commerce, anche dai comparti dei beni di largo consumo, delle telecomunicazioni e dei viaggi. Siamo riusciti a rendere attraenti questi temi ampliando parallelamente le nostre soluzioni, e non solo. Il nostro team è cresciuto (qui l’articolo relativo all’ultimo ingresso nell’organico) e nel 2017 abbiamo raggiunto un fatturato solido, che quest’anno contiamo di incrementare».

Quantcast cresce con Sonia Pepe, nuova Vertical Director del team italiano

Nuovo ingresso nel team italiano di Quantcast: la società, che gestisce una piattaforma di intelligenza artificiale per l’analisi del comportamento dell’audience internet, ha annunciato la nomina di Sonia Pepe in qualità di Vertical Director.

Dalla sede di Milano, Pepe sarà responsabile new business per lo sviluppo del portfolio clienti del mercato italiano, focalizzando la propria attività sui settori FMCG, Automotive, Elettronica, Finanza & Moda. Riporterà a Daniele Maccarrona, Sales Director Italy di Quantcast.

Sonia Pepe vanta una consolidata esperienza nel mondo digital che l’ha portata a ricoprire diversi ruoli di responsabilità all’interno di importanti società. Inizia la sua intensa carriera professionale in Microsoft dove, dopo diversi incarichi, viene nominata Industry Manager. Nel 2012 viene chiamata da Spotify Italy come Sales Director, mentre due anni più tardi viene assunta in veste di Senior Account Executive da Twitter Italy. Prima del suo ingresso in Quantcast, è Industry Head of Brands and Media Agencies per DoveConviene (ShopFully Group).

«Entrare a far parte di una realtà internazionale di grande successo come Quantcast è senza dubbio motivo di orgoglio e grande entusiasmo. Una società fondata sull’intelligenza artificiale e proprietaria della più grande piattaforma sul comportamento delle audience online non può che essere uno stimolo continuo per la mia crescita professionale e personale. Ecco perché sono certa che questo nuovo ruolo mi porterà non solo responsabilità ma anche tante soddisfazioni», commenta Sonia Pepe.

Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia, sottolinea l’importanza di questo nuovo ingresso per l’attività italiana della società. «Considerata la sua grande esperienza, sono davvero entusiasta dell’ingresso di Socia in Quantcast per continuare la nostra missione di supporto alla crescita dei brand nell’era dell’Intelligenza Artificiale».

Simon McPhillips è il nuovo Marketing Director EMEA di Quantcast

Quantcast ha annunciato la nomina di Simon McPhillips in qualità di Marketing Director per la regione EMEA che comprende Europa, Medio Oriente e Africa.

McPhillips, che dal 2015 al 2016 è stato Director of Brand & Marketing di Vodafone UK, dalla sede di Londra riporterà a Steven Wolfe Pereira, Chief Marketing and Communication Officer della società.

In oltre 20 anni di carriera, McPhillips ha ricoperto il ruolo di responsabile marketing per alcuni dei più rilevanti marchi del mondo, tra cui AT&T, Kimberly-Clark, Sprint e BP. Esperto nella trasformazione digitale delle grandi organizzazioni, ha lavorato in Regno Unito, Germania e Stati Uniti. La sua nomina segue altre recenti assunzioni a livello senior in Quantcast (leggi l’articolo dedicato alla nomina del CPO) provenienti da società come GE, Facebook, Time Inc. e Dentsu Aegis.

Nel suo nuovo ruolo, McPhillips si focalizzerà sulla crescita costante dei ricavi nella regione e stimolerà il coinvolgimento di tutti i CMO della regione e dei leader dei maggior brand tra gli inserzionisti e gli editori. “La regione EMEA è una priorità strategica per Quantcast dal 2010, anno in cui abbiamo aperto la sede di Londra. Da allora, l’espansione della società non si è mai fermata. Abbiamo inaugurato uffici in Irlanda, Francia, Germania, Italia e Svezia, continuando ad accrescere la nostra base clienti con inserzionisti, agenzie ed editori dell’intera regione. L’esperienza di Simon nel supportare i brand nella trasformazione digitale lo rende il candidato ideale per aiutare i leader dei brand della regione ad adattarsi ad una nuova era della pubblicità digitale segnata dal GDPR e da nuovi trend del settore. Siamo davvero entusiasti di averlo nella nostra squadra”, commenta Steven Wolfe Pereira, CMO di Quantcast.

“Ho assistito alla continua crescita e al successo di Quantcast negli ultimi anni e credo che siamo solo all’inizio della nostra missione che consiste nel supportare la crescita dei brand nell’era dell’IA. Grazie al machine learning e ai dati proprietari di prima parte, Quantcast è il partner ideale per aiutare i CMO ad ottenere una visione completa del modo migliore per pianificare, erogare e misurare la più ricca esperienza digitale del brand e raggiungere con successo gli obiettivi di business prefissati. Sono entusiasta di avere l’opportunità di contribuire a scrivere e raccontare la storia di Quantcast”, ha dichiarato McPhillips.

Quantcast nomina il suo primo Chief Product Officer: è Sam Barnett

Quantcast ha annunciato la nomina di Sam Barnett in qualità di primo Chief Product Officer per supervisionare lo sviluppo e la crescita del portafoglio dei prodotti dell’azienda. Dalla sede di San Francisco, Barnett riporterà a , fondatore e Ceo di Quantcast.

Barnett si è unito al team di Quantcast nel 2014, quando la sua società, Strug, è stata acquistata proprio da Quantcast. Recentemente, in veste di Senior Vice President per la divisione Measure dell’azienda, si è concentrato sullo sviluppo delle soluzioni Quantcast fondate sull’AI per consentire agli editori di comprendere e monetizzare meglio i dati della propria audience. In qualità di Chief Product Officer, Barnett guiderà la visione e la strategia di prodotto per le soluzioni Advertise e Meausure di Quantcast, sfruttando dati proprietari di prima parte, modelli predittivi in gradi di adattarsi autonomamente e un’intelligenza artificiale all’avanguardia in grado di fornire insight sull’audience capaci di aiutare gli editori ad accrescere il proprio pubblico ed erogare rilevanti campagne online per gli inserzionisti.

“Sam ha un forte spirito imprenditoriale con una comprovata esperienza nella gestione di un’organizzazione internazionale dinamica di sviluppo di prodotti”, afferma Feldman, “Ha svolto un lavoro eccezionale introducendo nuovi importanti prodotti ed incrementando la divisione Measure. Sono certo che porterà la stessa energia, entusiasmo ed attenzione focalizzandosi come noi sull’innovazione continua per i nostri clienti e renderà le soluzioni basate sull’AI di misurazione, targeting e insight una realtà per l’ecosistema dei media e della pubblicità”.

Prima di entrare a far parte di Quantcast nel 2014, Barnett è stato il fondatore e Ceo di Struq che ha utilizzato il machine learning per la personalizzazione degli annunci pubblicitari per i più grandi marchi del mondo. Nel 2013 è stato premiato ai Great Digital Entrepreneur Awards come Imprenditore dell’innovazione digitale dell’anno.

“Quantcast è una società che mette al centro il consumatore. Ciò significa che è fondamentale anticipare le esigenze del cliente, dando loro priorità e continuando a sfidare noi stessi per ottenere un impatto sempre più rilevante. I creatori hanno bisogno di crescere e i clienti sono i nostri migliori partner perché ci aiutano a migliorare ogni giorno. Sono entusiasta di assumere questo nuovo ruolo e di continuare ad offrire prodotti eccezionali che i nostri clienti adorano”, dichiara Barnett.

Prima di Sam Barnett, sono entrati a far parte dell’Executive Leadership Team di Quantcast Meredith Long come Chief Revenue Officer, Rob Horler come Chief Operating Officer e Steven Wolfe Pereira come Chief Marketing and Communications Officer.

Come l’Intelligenza Artificiale sta trasformando il marketing

I brand stanno vivendo un periodo di difficoltà, soprattutto per quanto riguarda la crescita: sebbene le aziende stiano investendo più che mai in pubblicità e tecnologia, la loro crescita media in US non supera il 2%. Ma non solo. Il fatturato del 52% dei Fortune 500 brand americani sta addirittura diminuendo con un tasso medio del 9%. Una panoramica oltreoceano che trova però conferma anche in Italia. Grazie a tecnologie basate sull’AI, come Q, la piattaforma proprietaria di Quantcast che sin dal 2006, anno della sua creazione, sfrutta il potere dell’Intelligenza Artificiale, i brand hanno però un nuovo alleato che potrà aiutarli a raggiungere una crescita sostenibile. L’AI infatti non è solo una moda del momento, ma un’opportunità reale che trasformerà significativamente le interazioni e i contatti die brand con i consumatori.

Oggi, l‘applicazione dell’AI nel marketing è davvero versatile: dalla creatività alla ricerca fino agli insight e all’implementazione operativa delle campagne.

AI nella ricerca di nuove audience: organizzare focus group per le ricerche di mercato potrebbe presto diventare un ricordo del passato. Grazie agli algoritmi, si possono testare i messaggi pubblicitari più rapidamente e facilmente, colpire le audience con diverse logiche e ottenere i risultati in real time per alimentare direttamente la pianificazione e influenzare l‘erogazione della campagna.

AI come consulente creativo: desideriamo maggiori informazioni sul mercato, sui clienti o sui prodotti? I sistemi di intelligenza artificiale possono rapidamente raccogliere, valutare e incrociare i dati richiesti. Fornendo così solide informazioni da porre alla base delle decisioni per la creazione e il messaggio di campagne attuali e future.

AI come team member: parlando di intelligenza artificiale, è inevitabile porsi la domanda “Ridurrà i posti di lavoro?” In futuro ciò che potrà essere automatizzato, lo sarà. L’Intelligenza Artificiale però non toglierà posti di lavoro, anzi! Libererà i team di marketing e le agenzie da compiti ripetitivi, offrendo loro più tempo per la creatività e la strategia. Il futuro sta senza dubbio nella combinazione tra machine learning e human learning.

La sfida per i responsabili marketing consiste quindi nell‘integrare le tecnologie necessarie alla vita di tutti i giorni e rendere l’intelligenza artificiale utile per il marketing operativo. Questo perché più dati e nuove tecnologie non portano automaticamente più crescita. Si tratta piuttosto di porre le domande giuste per raccogliere, non solo i dati necessari per rispondere, ma anche per interpretarli in modo significativo e tradurli in indicazioni concrete per il marketing.

Lo dimostrano i risultati ottenuti con MSC Cruises, la più grande compagnia di crociere a capitale privato al mondo. Quantcast, grazie ai dati proprietari in tempo reale e ad una tecnologia all’avanguardia fondata sull’intelligenza artificiale, è riuscita ad agire su tre fronti: identify, target e learn. Dopo aver definito il target di riferimento del brand attraverso l’analisi dei suoi cosiddetti “converter”, ossia gli utenti già consumatori, abbiamo identificato con il modello “Live Audience” l’audience in-market che è stata raggiunta da annunci display.

Infine abbiamo fornito al brand validi e significativi insight per meglio comprendere i propri consumatori e influenzare altre iniziative di marketing. Un approccio di successo che ha permesso alla compagnia di crociere di ottimizzare il CPA del 87%, di aumentare i Roas vs Goals del 148% e di incrementare il traffico Paid&Organic del 167%, come confermato da David Arcifa, Senior Digital Marketing Manager di MSC Cruises.

È dunque certo che l’intelligenza artificiale cambierà le interazioni tra brand e consumatori. Anche se per molti è ancora una buzzword, i brand devono prendere coscienza della sua reale opportunità. Già da ora, dobbiamo iniziare a pensare a come sfruttare l’AI e costruire una strategia a lungo termine.

Per un approfondimento, l’appuntamento è all’interno della Milano Digital Week per venerdì 16 marzo dalle 9:00 alle 13:00 presso l’Accenture Customer Innovation Network in piazza Gae Aulenti.

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