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Kantar TNS, accordo globale con Qualtrics per analytics e customer insights

Dare supporto alle organizzazioni nel processo di trasformazione e mettere il cliente al centro del loro business. Con questi obiettivi Kantar TNS e Qualtrics hanno annunciato l’avvio di una partnership globale focalizzata sugli analytics e sui customer insights.

“L’alleanza strategica – si legge nella nota stampa – unisce il network mondiale di ricerca di Kantar TNS, focalizzato sulla Customer Experience con l’implementazione della piattaforma end-to-end, gli analytics e l’attivazione dell’Experience Management PlatformTM, di Qualtrics, unica soluzione integrata”.

Grazie alla partnership, i clienti potranno acquisire competenze di customer experience olistiche, attraverso una piattaforma tecnologica integrata capace di identificare, ottimizzare ed attivare insight dettagliati sui consumatori, per ingaggi durevoli e ritorni massimizzati. Inoltre, attingendo al grande network Kantar, parte di WPP, la partnership offrirà vari benefici fra cui l’accesso ad insight sul brand, dati sul consumatore, comparazioni di mercato e conoscenza delle dinamiche dei diversi settori della industry.

«Nello scenario attuale, sempre più frammentato, è più che mai importante per le aziende riuscire a creare esperienze memorabili per i propri Clienti, nei diversi touchpoints e nei momenti di maggior rilevanza – ha commentato Eugenio Tavolaro, Chief Operating Officer, Insights di Kantar -. Il 91% dei business leader ritiene che la customer centricity sia una priorità essenziale per la crescita (dati Insights2020, Kantar Consulting). Grazie alla collaborazione con Qualtrics, i nostri clienti avranno la possibilità di operare con facilità su tutto il “ciclo di vita dell’esperienza” con tecnologia all’avanguardia, in un momento in cui la connettività sta rapidamente modificando il panorama di Brand e Customer Experience».

Philips è una delle organizzazioni globali che beneficiano dell’alleanza dei due player avendo già adottato la nuova soluzione per il programma di monitoraggio della customer experience. «Insieme ai nostri partner di Kantar TNS, abbiamo dato un forte impulso al nostro programma di customer experience nel mondo – ha spiegato Robbert Seeger, Head of Global Consumer Care at Philips -. L’implementazione della piattaforma di Experience Management di Qualtrics è stata rapida e permette alla nostra organizzazione di ascoltare la voce del Cliente in modo veramente istantaneo ed efficiente. I nostri dipendenti sono molto soddisfatti: l’insight sul cliente risulta veramente semplice da ottenere, attraverso gli analytics ed i tool che danno risposte in tempo reale. Ecco perché questo approccio aiuta a migliorare i nostri servizi per i clienti, offrendo valore, ogni giorno».

«Viviamo in un’era dove le esperienze sono un elemento chiave di differenziazione – ha dichiarato Richard Ingleton, CEO Insights di Kantar -. Per le aziende, il successo viene dalla comprensione profonda delle attese del cliente, attingendo al mondo delle emozioni e disegnando prodotti e servizi che creano esperienze positive e memorabili. La partnership con Qualtrics permetterà ai nostri clienti di integrare veramente gli insight sulla propria customer base in tutte le aree dell’azienda, creando relazioni forti con i loro clienti».

«Abbiamo sempre creduto che le esperienze siano un elemento vitale e distintivo di ogni business di successo – ha aggiunto John Torrey, Chief Corporate Development Officer di Qualtrics -. Siamo fieri di avere Kantar TNS come partner, per offrire soluzioni complete nell’area della customer experience, unendo la nostra piattaforma di Experience Management con le competenze specialistiche di consulenza, implementazione e gestione dei servizi di Kantar TNS in tutto il mondo».

Le mutevoli abitudini di acquisto dei consumatori creano nuove sfide per le aziende

Secondo la nuova ricerca di Rocket Fuel, più della metà (55%) degli acquirenti online abituali modifica le proprie abitudini di acquisto almeno una volta alla settimana. Questo rappresenta una sfida ulteriore per i marchi che fanno pubblicità online, in quanto operano già in un mercato in cui il pubblico è frammentato e l’attenzione dei consumatori è scarsa.

Gli inserzionisti devono trovare un modo per raggiungere i consumatori nelle varie fasi del percorso di acquisto e determinare se sono disposti all’acquisto. Con 2 acquirenti online su 3 (64%) che affermano: “Come reagisco ad un annuncio o a una promozione dipende dall’umore in cui mi trovo”’, senza la giusta tecnologia per capirlo e per organizzare e utilizzare una gran quantità di dati, gli inserzionisti rischiano di innervosire i consumatori con pubblicità irrilevanti o irritanti, perdendo la loro unica possibilità di entrare in contatto.

La ricerca mostra che la crescita esponenziale di Internet, così come la presenza di innumerevoli canali e dispositivi, ha reso difficile per gli inserzionisti raggiungere i giusti utenti online. Se gli acquirenti cambiano le loro abitudini di acquisto settimanalmente, i brand hanno bisogno di una soluzione che possa aiutarli a raggiungere gli utenti nel momento perfetto e con il giusto contenuto. Inoltre, dato che nel tempo i venditori hanno raccolto grandi quantità di dati, devono poter utilizzare tecnologie predittive, supportate dall’intelligenza artificiale, per utilizzarli in modo efficace.

Il comportamento dei consumatori sta diventando sempre più difficile da prevedere per i venditori, utilizzando metodi tradizionali di segmentazione. In un momento in cui le persone dicono che i loro acquisti riflettono chi sono, i marketer e i rivenditori devono guardare alla gente come consumatori individuali, piuttosto che etichettarli usando metodi obsoleti. L’intelligenza artificiale è fondamentale per monitorare un’enorme quantità di dati, per identificare il modo in cui le persone acquistano e quando e per raggiungerli con una pubblicità personalizzata, nel momento preciso in cui potrebbero essere disposti all’acquisto. Si tratta meno di definire il segmento e più di agire sugli individui, interessandosi meno al dispositivo utilizzato e più al momento in cui viene impiegato. Quindi meno programmatic e più predictive.

Sfruttando il potere dell’IA, i marchi possono ottimizzare ogni parte del marketing mix per offrire esperienze complete, sempre aggiornate e sempre rilevanti per i consumatori. Inoltre, l’applicazione dell’intelligenza artificiale consente ai brand non solo di comprendere, ma di predire il comportamento dei consumatori. Gli algoritmi avanzati determinano dove si trova il consumatore, a che punto del percorso di acquisto e quali messaggi pubblicitari aiuterebbero la conversione. Ciò garantisce ai retailer di mostrare il contenuto giusto a coloro che sono pronti ad acquistare, guidando le conversioni e superando la concorrenza.

I dati del sondaggio, commissionato dalla società ad-tech condotto nell’aprile 2017 da Qualtrics, riguardano 2209 digital retail consumer di Regno Unito, USA, Germania, Francia, Italia, Spagna, Svezia, Austria.

Il 66% dei marketer prevede di aumentare il budget in programmatic nel 2016

Il 66% dei marketer prevede di aumentare la spesa pubblicitaria in programmatic nel 2016, più del doppio rispetto al 2015: lo rivela State of the Industry Report di AdRoll. La piattaforma ha intervistato, in collaborazione con Qualtrics, oltre mille professionisti statunitensi sul settore del programmatic. Lo studio ha messo in evidenza come l’87% dei marketer hanno un maggior ritorno derivante dal programmatic rispetto al media buying tradizionale.

Secondo l’analisi, il 32% dei marketer ha speso oltre il 50% del budget in programmatic nel 2015, più di quattro volte il 7% del 2013 e più del doppio del 14% del 2014. Il programmatic buying sui social è il 50% più popolare del programmatic display per la pubblicità B2C, con il 75% dei marketer B2C che usano questa modalità.

Per quanto riguarda il mobile, secondo AdRoll, un terzo dei marketer sta ora acquistando in programmatic e il retargeting è passato dal 54% all’82% nel 2015, con l’87% degli operatori che prevede di aumentare gli investimenti in retargeting mobile nel 2016.

Il programmatic per la tv cresce, con un quarto dei marketer che rivela che sta acquistando con questa modalità. Inoltre, il 20% dei marketer ha dichiarato di aver acquistato in programmatic video online. Infine, Il 40% dei marketer sta utilizzando un modello di attribuzione touchpoint multipla, quasi il doppio di quello dello scorso anno.

Secondo Adam Berke, presidente e cmo di AdRoll: «Il programmatic è diventato la modalità principale con cui i marketer pensano la pubblicità digitale».

 

 

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