Main partner:

Jobs

Gli utenti dovrebbero essere pagati per l’utilizzo dei loro dati personali, secondo Maurice Lévy

Secondo il Presidente di Publicis Groupe, Maurice Lévy, gli utenti internet dovrebbero essere retribuiti dalle società tecnologiche per l’utilizzo dei loro dati personali.

In altre parole, i profitti generati da questa attività fondamentale per l’ecosistema della pubblicità digitale dovrebbero essere ridistribuiti, includendo coloro che hanno appunto generato i dati stessi. È una misura che, ha dichiarato Lévy nel corso di un evento organizzato dall’emittente Euronews sul futuro dell’Europa, sarebbe più efficace della General Data Protection Regulation (GDPR), entrata in vigore l’anno scorso.

“I dati personali dovrebbero appartenere a ogni consumatore e ogni volta che i dati sono usati penso che la società aggregatrice che ne otterrà dei ritorni dovrebbe in qualche modo pagarli. A me sembra normale che quelli che si trovino all’origine della ricchezza debbano essere messi nella posizione di percepirne i frutti. Così come sembra normale che le piattaforme che abilitano la ricchezza debbano essere in grado di beneficiarne”, ha affermato il Presidente di Maurice Lévy.

Publicis Groupe punta sui first-party data e compra Epsilon per 4,4 miliardi di dollari

Confermando le indiscrezioni stampa emerse nei giorni scorsi, Publicis Groupe ha comunicato domenica di avere raggiunto l’accordo per il l’acquisizione di Epsilon, divisione marketing di Alliance Data Systems Corporation, per 4,4 miliardi di dollari in contanti.

Per il colosso francese della comunicazione si tratta, come nota Reuters, della maggiore acquisizione di sempre, più costosa di quella da 3,7 miliardi di euro (pari a poco meno di 4,2 miliardi di dollari al cambio attuale) di Sapient nel 2014.

L’area è quella dei first-party data: l’acquisizione di Epsilon (il cui closing è atteso nel terzo trimestre dell’anno) garantirebbe a Publicis la proprietà sui dati relativi a 250 milioni di profili di clienti Epsilon negli Stati Uniti, nonché alla piattaforma di comunicazione pubblicitaria e di affiliazione CJ Affiliate.

I prodotti Epsilon per la gestione dei dati e l’esperienza digitale potrebbero migliorare la capacità di Publicis di raggiungere più efficacemente i consumatori nell’ambito di un mercato pubblicitario digitale sempre più attento alla privacy, come ha affermato il CEO Arthur Sadoun in un comunicato stampa.

“Con questa mossa cruciale, stiamo andando oltre, sempre più velocemente e più a fondo nella nostra stessa trasformazione, diventando leader in questo mondo digitale, guidato dai dati“. Nel 2018, Epsilon ha registrato ricavi per di 1,9 miliardi di dollari, di cui il 97% negli Stati Uniti.

Intanto, il gigante francese della pubblicità ha diffuso i risultati operativi del primo trimestre dell’anno, che riportano un aumento dei ricavi complessivi e mettono in luce un andamento particolarmente brillante nel nostro Paese, dove la crescita del business si avvicina al 30%.

Publicis Groupe punta a rafforzarsi nel data-driven con un’acquisizione

Publicis Groupe sta valutando l’acquisizione della società di marketing data-driven americana Epsilon.

L’operazione, data come indiscrezione venerdì da Bloomberg, è stata poi lunedì confermata dalla stessa holding. Epsilon è la unit di marketing di Alliance Data Systems ed ha la sua sede principale a Dallas.

La sua eventuale acquisizione consentirebbe alla società francese di rafforzarsi nel mercato statunitense, e in un ambito, quello del marketing di precisione people-based, che oggi più che mai attrae l’interesse delle aziende. Anche Advent International e Goldman Sachs Group hanno fatto una proposta congiunta per l’acquisto della società, e dovranno competere con Publicis.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, l’azienda potrebbe selezionare un vincitore già la prossima settimana, al termine di un’asta che potrebbe arrivare a raccogliere fino a 5 miliardi di dollari. Ma non ci sono garanzie che si possa arrivare a un accordo definitivo, e in ogni caso i contendenti potrebbero anche decidere di tirarsi indietro all’ultimo momento.

Epsilon utilizza i dati per aiutare i suoi clienti a personalizzare la pubblicità per i loro consumatori. I suoi servizi vanno dai programmi di fidelizzazione all’email marketing, e il suo braccio digitale Conversant raccoglie dati sui consumatori da transazioni online, localizzazione e attività in rete.

Le grandi holding pubblicitarie non sono nuove ad acquisizioni in questo settore: lo scorso anno Interpublic ha comprato Acxiom Marketing Systems, e nel 2016 Dentsu Aegis ha acquisito Merkle.

Publicis Groupe lancia in Italia la divisione Spine. Alla guida del team Alessio Fattore

Arriva in Italia Publicis Spine, la divisione di Publicis Groupe dedicata alla gestione dei dati e della tecnologia, che sarà guidata da Alessio Fattore. Obiettivo di Publicis Spine è accompagnare la trasformazione dei modelli di business passando da un modello di agenzia basato sul servizio a uno basato sul prodotto capace di sviluppare soluzioni flessibili e facilmente attivabili dai clienti.

La nuova divisione si occupa dell’interpretazione e dell’organizzazione dei dati sul consumatore seguendo la logica della semplificazione. Diverse le skill utilizzate da Publicis Spine: dalla ricerca sul campo al modeling, dallo sviluppo di applicazioni alla data visualization, dall’ascolto della rete all’interpretazione automatica mediante la combinazione di machine learning e intelligenza artificiale. Caratteristica fondamentale della divisione è la sua capacità di combinare queste specializzazioni in soluzioni scalabili e flessibili, in grado di massimizzare la produttività delle attività di marketing su un ampio spettro di clienti e business task.

A lavorare nella divisione un team di oltre 40 talenti provenienti dalle diverse Brand del Gruppo e dal team Publicis PeopleCloud, la piattaforma di people-based marketing di Publicis Groupe. Una squadra con competenze trasversali in aree differenti come: audience solutions, data sciences, consumer research, development e activation. Alla loro guida Alessio Fattore, una lunga esperienza in Starcom nel ruolo prima di Research & Development Director e poi di Direttore Strategico, e successivamente, dalla nascita di Publicis Media Italy nel 2016, Lead della practice Data Sciences.

«Il potenziale derivante dall’uso e dall’attivazione dei dati è ancora per la maggior parte inespresso, e richiede una profonda trasformazione nel nostro modo di lavorare, nel modo in cui collaboriamo con i nostri partner, e nel modo in cui dialoghiamo con i consumatori. Il lancio di Publicis Spine è un passo fondamentale nell’accelerare questa trasformazione», commenta Alessio Fattore, Chief Data Officer di Publicis Groupe Italy.

«In un mercato sempre più complesso, la nascita di Publicis Spine rappresenta una crescita strutturale molto importante per i nostri clienti – dichiara Vittorio Bonori, Ceo di Publicis Groupe Italy -. L’applicazione del dato, attraverso l’attivazione di tecniche di machine learning e di intelligenza artificiale, ci permette di avere una maggiore comprensione del consumatore e della sua customer experience».

Vittorio-Bonori-publicis
Vittorio Bonori

Il GDPR frena le performance di Publicis Groupe nel Q2 2018

Oggi nella nostra rassegna: Publicis e il GDPR, la strategia pubblicitaria di Amazon, il “valore” delle frodi mobile in-app.

Il GDPR frena le performance di Publicis Groupe nel Q2 2018

Il secondo trimestre 2018 non è stato esattamente brillante per Publicis Groupe, che negli ultimi tre mesi ha registrato un calo organico del giro d’affari del 2,1%. Tra i principali motivi ci sarebbe il GDPR, a detta dello stesso management del gruppo. «Il GDPR ha avuto un impatto sui ricavi media in Europa – ha spiegato il CEO Sadoun durante la call di bilancio -. Noi siamo pienamente conformi al GDPR, ma vogliamo essere sicuri che lo siano anche gli editori con cui lavoriamo». Subito dopo l’entrata in vigore del regolamento a maggio, i clienti europei della holding hanno ritirato i loro investimenti in programmatic, in attesa che editori e piattaforme di vendita si rendessero conformi alla normativa, o anche perché non erano sicuri che le loro strategie di targeting rispettassero il regolamento. Una pausa (in alcuni casi un vero e proprio stop) negli investimenti pubblicitari di cui la holding avrebbe risentito. Leggi di più su AdExchanger.

Amazon punta al contatto diretto con gli inserzionisti

Da un po’ di tempo a questa parte, Amazon ha iniziato a lavorare sempre più direttamente con le aziende a livello pubblicitario, invece che attraverso il tramite delle agenzie. E se è vero che il colosso dell’ecommerce ha sempre avuto un buon dialogo diretto coi suoi inserzionisti, attraverso la sua API Amazon Marketing Services (che include anche strumenti self-service), è cosa relativamente nuova che abbia iniziato ad utilizzare questo approccio “agency-free” con grandi aziende per grandi acquisti pubblicitari. E tra i motivi potrebbe esserci anche l’intenzione di raggiungere più rapidamente il duopolio Google-Facebook. Leggi di più su Digiday.

Le frodi mobile in-app “costano” alle aziende 75 milioni di dollari all’anno

Quello delle frodi su mobile è un fenomeno diffuso e in crescita, che sta dando non pochi pensieri al mercato, complice anche l’inefficacia di soluzioni nate per l’ambiente desktop e fisiologicamente più adatte ad esso, come ads.txt. Ma quanto “ruba” questo fenomeno alle aziende. Secondo uno studio di Pixalate, le frodi pubblicitarie in-app possono arrivare a costare ai brand fino a 75 milioni di dollari all’anno. L’area più soggetta a questo trend è il video in-app (più su tablet che su smartphone) seguito dalla display in-app (in questo caso, al contrario, leggermente più su smartphone che su tablet). Leggi di più su MediaPost.

Publicis Media lancia in Italia Precision, per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche

Publicis Media ha annunciato durante la prima giornata del Programmatic Day(s) il lancio in Italia di PM Precision, hub dedicato alla progettazione e allo sviluppo di prodotti e soluzioni digitali basate sull’utilizzo dei dati e delle tecnologie.

L’hub, guidato nel nostro Paese da Cristina Ughes, opererà al servizio dei clienti delle agenzie del gruppo, Starcom, Zenith, Blue 449, Spark Foundry e Performics. Nato dall’evoluzione e dal potenziamento del trading desk interno, conta oggi oltre 30 talenti e lavorerà in continuità con quanto svolto all’interno di Publicis Media negli ultimi quattro anni, ampliando le proprie competenze, dal programmatic ai prodotti digitali a performance, e integrando soluzioni innovative per mezzi quali digital OOH, audio e addressable tv.

Precision, che può contare sul supporto di una struttura organizzativa globale, lavora sia con soluzioni centralizzate, cross-agenzia, sia a soluzioni personalizzate sul singolo cliente. L’hub centrale è principalmente focalizzato su: stringere accordi con i grandi editori, fornitori di dati e tecnologie, espandere il proprio portafoglio prodotti e offrire soluzioni commerciali innovative.

Nella gestione quotidiana i team dedicati ai singoli clienti si occupano delle attività di gestione della campagna e di fornire un servizio di consulenza qualificata, spesso abbinandola a percorsi di formazione. La consulenza prevede un affiancamento durante tutto il processo di digital transformation, garantendo ai clienti le migliori competenze e i migliori strumenti per differenziarsi sul mercato.

Grazie all’esperienza sviluppata negli anni e alle competenze acquisite nell’ambito dell’attivazione dei dati, i clienti possono avvalersi di Precision per la selezione, l’implementazione e la gestione di tecnologie di tipo DMP (Data Management Platform).

«La nostra ambizione come Precision è quella di fornire soluzioni personalizzate, guidate dal dato e dai KPI di campagna. Non ci occupiamo solo di programmatic, ma in generale dell’ottimizzazione delle attività digitali a più ampio spettro, per portare valore ai nostri clienti indirizzandoli nella pianificazione di strategie digitali competitive», ha dichiarato Cristina Ughes, Practice Lead, PM Precision.

Publicis Groupe, Marcel sarà sviluppata con Microsoft

Publicis Groupe ha annunciato la collaborazione con Microsoft per il rilascio e lo sviluppo di Marcel. Attraverso Publicis.Sapient, la sua divisione tecnologica e di consulenza, il gruppo sta definendo l’architettura e il progetto della piattaforma di Intelligenza Artificiale, oltre all’esperienza dell’utente correlata.

Microsoft costruirà la piattaforma e connettendola alle sue funzionalità di IA attraverso i prodotti Microsoft Azure AI e Office 365. Nel dettaglio, Marcel utilizzerà i servizi cognitivi e di intelligenza artificiale per:

  • Identificare le connessioni tra gli 80.000 impiegati di Publicis Groupe;
  • Raccogliere, organizzare e curare la conoscenza collettiva del Gruppo per permettere agli impiegati di utilizzare insight ed esperienze condivise;
  • Conferire agli impiegati la possibilità di partecipare e creare nuovi processi aziendali.

Attraverso M-Labs, l’incubatore della piattaforma Marcel, Publicis sta infatti testando nuovi modelli collaborativi.

“Marcel è un passo cruciale nell’impegno di Publicics di cambiare radicalmente la nostra industria per il bene dei nostri clienti”, ha dichiarato in una nota Arthur Sadoun, Presidente e Ceo di Publicis Groupe, “Questo perché siamo entusiasti di attingere ai talenti, alle risorse e nell’intelligenza artificiale di Microsoft per costruire oggi la piattaforma di domani”.

Le due società presenteranno Marcel per la prima volta al Viva Technology di Paris, il 24 maggio.

Nasce Spine, la divisione di Publicis Groupe che raggruppa dati e analytics

Continua il processo di riorganizzazione di Publicis Groupe. La holding guidata da Arthur Sadoun ha annunciato la creazione di Spine, una nuova divisione che raggrupperà gli asset dati e analytics della società.

Tre le componenti core di Spine: l’incrocio di dati di prima, seconda e terza parte per creare ID unici di utenti a fini di targeting; una piattaforma cloud-based, PeopleCloud, che utilizza i dati per identificare sorgenti di crescita dei clienti, combinando informazioni comportamentali e semantiche per guidare le decisioni creative e media e le misurazioni; e un team centralizzato di 3500 tra ingegneri, analisti e strategist provenienti da tutte le società del gruppo, che aiuteranno i clienti a trasformare i dati in informazioni utili al business.

Spine sarà guidata da Lisa Donohue, ex global brand president di Starcom.

Publicis Groupe annuncia novità anche per Publicis.Sapient e DigitasLBi

Insieme alla creazione di Spine, Publicis Groupe ha annunciato anche due altre importanti novità.

La prima è l’organizzazione della propria offerta di servizi sulla Digital Business Transformation all’interno di Publicis.Sapient in verticali in base al mercato di riferimento, che sia automotive, salute, finanza e così via. Secondo quanto riporta la testata AdAge, che cita il CEO di Publicis Media Steve King, dovrebbero essercene complessivamente sei o sette.

L’offerta di Digital Business Transformation di Publicis Groupe sarà affidata a Nigel Vaz, già CEO di Publicis.Sapient EMEA e APAC, che sarà responsabile della supervisione dei vari capi e team verticali.

La seconda riguarda DigitasLBi, che passerà dall’hub Publicis.Sapient a Publicis Media. Una decisione che di fatto amplierà le competenze dell’agenzia sul fronte dati e media, grazie a un accesso diretto alle risorse scalabili della practice Media. Michael Kahn, ex global brand president di Performics, assumerà ora il ruolo di global president di DigitasLBi.

«Questi cambiamenti sono dei passi naturali nello sviluppo del nostro modello, che accresceranno ulteriormente le nostre capacità sul fronte marketing e su quello della business transformation e, cosa ancor più importante, li renderanno ancora più interconnessi, arricchendoli con la nostra expertise in tema dati», ha dichiarato Sadoun.

Publicis Groupe: continuano i lavori sulla piattaforma Marcel, con il lancio di un incubatore

Continuano i lavori di Publicis Groupe sul progetto Marcel, la nuova piattaforma di intelligenza artificiale che dovrebbe vedere la luce l’estate prossima.

Secondo quanto riporta il sito Campaign, la holding francese avrebbe lanciato un incubatore per testare la tipologia di servizi che Marcel potrebbe offrire ai clienti del gruppo. L’incubatore, che si chiama M Labs, è stato lanciato internamente a settembre, e sarebbe già al lavoro un primo cliente partner sulla selezione di modalità “intelligenti” di raccolta di un team per la realizzazione di un grosso progetto aziendale.

Marcel è stato presentato per la prima volta da Publicis Groupe lo scorso giugno, quando, con un annuncio che aveva destato molto scalpore, il CEO del gruppo Arthur Sadoun aveva dichiarato che avrebbe sospeso ogni partecipazione ad eventi promozionali (Cannes Lions compresi) per dedicare adeguate risorse a questo progetto in partenza. La piattaforma sarà una sorta di assistente professionale tecnologicamente avanzato, il cui obiettivo sarà quello di connettere gli 80 mila dipendenti del gruppo, impegnati in 200 discipline in 130 Paesi, identificando per essi opportunità di progetti cross-mercato e anticipando i bisogni dei loro clienti attraverso analisi predittive.

Inizialmente la finalità di Marcel era quella di fungere da piattaforma di condivisione di conoscenze, basata sull’intelligenza artificiale, ma sarebbero allo studio ulteriori servizi aggiuntivi, che tramite M Labs verrebbero testati sia in termini di funzionamento sia di gradimento da parte dei dipendenti.

Il lancio definitivo della piattaforma è atteso per la conferenza VivaTech il prossimo giugno, ma secondo quanto ha dichiarato alla testata britannica Carla Serrano, chief strategy officer di Publicis Groupe e chief executive di Publicis New York, la società spera di poter condividere prima di allora «alcuni beta test» effettuati tramite M Labs, magari già entro la fine dell’anno o all’inizio del 2018.

Niente Cannes nel 2018 per Publicis Groupe. Sadoun: «Focus sull’AI»

L’anno prossimo Publicis Groupe potrebbe non essere presente ai Cannes Lions.

Proprio mentre entra nel vivo l’edizione 2017 del Festival della Creatività, Arthur Sadoun, novello Ceo della holding pubblicitaria francese che all’inizio di questo mese ha preso il posto di Maurice Lévy, ha dichiarato che il gruppo si prenderà un anno sabbatico da premi e attività promozionali (incluso il Festival), sfruttando le stesse risorse per sviluppare un nuovo prodotto di Intelligenza Artificiale.

«Tutti gli investimenti e l’attenzione» del gruppo saranno votati alla costruzione di questo nuovo strumento, spiega il manager. «Nessun evento promozionale. Siamo seri su questo. Niente Cannes l’anno prossimo».

La piattaforma si chiamerà Marcel dal nome del fondatore del gruppo Marcel Bleustein-Blanchet, e consisterà in una sorta di assistente professionale tecnologicamente avanzato. Il suo obiettivo sarà quello di connettere gli 80 mila dipendenti del gruppo, impegnati in 200 discipline in 130 Paesi, identificando per essi opportunità di progetti cross-mercato e anticipando i bisogni dei loro clienti attraverso analisi predittive.

Il progetto è ancora in fase iniziale e il suo sviluppo potrebbe prendere un anno di tempo. Publicis Groupe starebbe puntando a presentarlo ufficialmente in occasione del prossimo VivaTech, la conferenza annuale organizzata dalla holding a Parigi insieme a Les Echos (qui un resoconto di Andrea Di Fonzo sull’edizione 2017, che si è conclusa qualche giorno fa).

Il gruppo infatti deve ancora capire quale sarà la struttura di Marcel da un punto di vista finanziario, e coinvolgere il reparto Risorse Umane nella registrazione di tutti i dipendenti della società all’interno del sistema. Un processo complesso, che potrebbe vedere la partecipazione non solo delle agenzie interne del gruppo (secondo quanto riporta AdvertisingAge, molta della tecnologia dovrebbe essere sviluppata da Publicis.Sapient) ma anche di alcuni partner terzi per specifiche aree, come quella degli algoritmi di Intelligenza Artificiale.