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Il GDPR frena le performance di Publicis Groupe nel Q2 2018

Oggi nella nostra rassegna: Publicis e il GDPR, la strategia pubblicitaria di Amazon, il “valore” delle frodi mobile in-app.

Il GDPR frena le performance di Publicis Groupe nel Q2 2018

Il secondo trimestre 2018 non è stato esattamente brillante per Publicis Groupe, che negli ultimi tre mesi ha registrato un calo organico del giro d’affari del 2,1%. Tra i principali motivi ci sarebbe il GDPR, a detta dello stesso management del gruppo. «Il GDPR ha avuto un impatto sui ricavi media in Europa – ha spiegato il CEO Sadoun durante la call di bilancio -. Noi siamo pienamente conformi al GDPR, ma vogliamo essere sicuri che lo siano anche gli editori con cui lavoriamo». Subito dopo l’entrata in vigore del regolamento a maggio, i clienti europei della holding hanno ritirato i loro investimenti in programmatic, in attesa che editori e piattaforme di vendita si rendessero conformi alla normativa, o anche perché non erano sicuri che le loro strategie di targeting rispettassero il regolamento. Una pausa (in alcuni casi un vero e proprio stop) negli investimenti pubblicitari di cui la holding avrebbe risentito. Leggi di più su AdExchanger.

Amazon punta al contatto diretto con gli inserzionisti

Da un po’ di tempo a questa parte, Amazon ha iniziato a lavorare sempre più direttamente con le aziende a livello pubblicitario, invece che attraverso il tramite delle agenzie. E se è vero che il colosso dell’ecommerce ha sempre avuto un buon dialogo diretto coi suoi inserzionisti, attraverso la sua API Amazon Marketing Services (che include anche strumenti self-service), è cosa relativamente nuova che abbia iniziato ad utilizzare questo approccio “agency-free” con grandi aziende per grandi acquisti pubblicitari. E tra i motivi potrebbe esserci anche l’intenzione di raggiungere più rapidamente il duopolio Google-Facebook. Leggi di più su Digiday.

Le frodi mobile in-app “costano” alle aziende 75 milioni di dollari all’anno

Quello delle frodi su mobile è un fenomeno diffuso e in crescita, che sta dando non pochi pensieri al mercato, complice anche l’inefficacia di soluzioni nate per l’ambiente desktop e fisiologicamente più adatte ad esso, come ads.txt. Ma quanto “ruba” questo fenomeno alle aziende. Secondo uno studio di Pixalate, le frodi pubblicitarie in-app possono arrivare a costare ai brand fino a 75 milioni di dollari all’anno. L’area più soggetta a questo trend è il video in-app (più su tablet che su smartphone) seguito dalla display in-app (in questo caso, al contrario, leggermente più su smartphone che su tablet). Leggi di più su MediaPost.

Publicis Media lancia in Italia Precision, per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche

Publicis Media ha annunciato durante la prima giornata del Programmatic Day(s) il lancio in Italia di PM Precision, hub dedicato alla progettazione e allo sviluppo di prodotti e soluzioni digitali basate sull’utilizzo dei dati e delle tecnologie.

L’hub, guidato nel nostro Paese da Cristina Ughes, opererà al servizio dei clienti delle agenzie del gruppo, Starcom, Zenith, Blue 449, Spark Foundry e Performics. Nato dall’evoluzione e dal potenziamento del trading desk interno, conta oggi oltre 30 talenti e lavorerà in continuità con quanto svolto all’interno di Publicis Media negli ultimi quattro anni, ampliando le proprie competenze, dal programmatic ai prodotti digitali a performance, e integrando soluzioni innovative per mezzi quali digital OOH, audio e addressable tv.

Precision, che può contare sul supporto di una struttura organizzativa globale, lavora sia con soluzioni centralizzate, cross-agenzia, sia a soluzioni personalizzate sul singolo cliente. L’hub centrale è principalmente focalizzato su: stringere accordi con i grandi editori, fornitori di dati e tecnologie, espandere il proprio portafoglio prodotti e offrire soluzioni commerciali innovative.

Nella gestione quotidiana i team dedicati ai singoli clienti si occupano delle attività di gestione della campagna e di fornire un servizio di consulenza qualificata, spesso abbinandola a percorsi di formazione. La consulenza prevede un affiancamento durante tutto il processo di digital transformation, garantendo ai clienti le migliori competenze e i migliori strumenti per differenziarsi sul mercato.

Grazie all’esperienza sviluppata negli anni e alle competenze acquisite nell’ambito dell’attivazione dei dati, i clienti possono avvalersi di Precision per la selezione, l’implementazione e la gestione di tecnologie di tipo DMP (Data Management Platform).

«La nostra ambizione come Precision è quella di fornire soluzioni personalizzate, guidate dal dato e dai KPI di campagna. Non ci occupiamo solo di programmatic, ma in generale dell’ottimizzazione delle attività digitali a più ampio spettro, per portare valore ai nostri clienti indirizzandoli nella pianificazione di strategie digitali competitive», ha dichiarato Cristina Ughes, Practice Lead, PM Precision.

Publicis Groupe, Marcel sarà sviluppata con Microsoft

Publicis Groupe ha annunciato la collaborazione con Microsoft per il rilascio e lo sviluppo di Marcel. Attraverso Publicis.Sapient, la sua divisione tecnologica e di consulenza, il gruppo sta definendo l’architettura e il progetto della piattaforma di Intelligenza Artificiale, oltre all’esperienza dell’utente correlata.

Microsoft costruirà la piattaforma e connettendola alle sue funzionalità di IA attraverso i prodotti Microsoft Azure AI e Office 365. Nel dettaglio, Marcel utilizzerà i servizi cognitivi e di intelligenza artificiale per:

  • Identificare le connessioni tra gli 80.000 impiegati di Publicis Groupe;
  • Raccogliere, organizzare e curare la conoscenza collettiva del Gruppo per permettere agli impiegati di utilizzare insight ed esperienze condivise;
  • Conferire agli impiegati la possibilità di partecipare e creare nuovi processi aziendali.

Attraverso M-Labs, l’incubatore della piattaforma Marcel, Publicis sta infatti testando nuovi modelli collaborativi.

“Marcel è un passo cruciale nell’impegno di Publicics di cambiare radicalmente la nostra industria per il bene dei nostri clienti”, ha dichiarato in una nota Arthur Sadoun, Presidente e Ceo di Publicis Groupe, “Questo perché siamo entusiasti di attingere ai talenti, alle risorse e nell’intelligenza artificiale di Microsoft per costruire oggi la piattaforma di domani”.

Le due società presenteranno Marcel per la prima volta al Viva Technology di Paris, il 24 maggio.

Nasce Spine, la divisione di Publicis Groupe che raggruppa dati e analytics

Continua il processo di riorganizzazione di Publicis Groupe. La holding guidata da Arthur Sadoun ha annunciato la creazione di Spine, una nuova divisione che raggrupperà gli asset dati e analytics della società.

Tre le componenti core di Spine: l’incrocio di dati di prima, seconda e terza parte per creare ID unici di utenti a fini di targeting; una piattaforma cloud-based, PeopleCloud, che utilizza i dati per identificare sorgenti di crescita dei clienti, combinando informazioni comportamentali e semantiche per guidare le decisioni creative e media e le misurazioni; e un team centralizzato di 3500 tra ingegneri, analisti e strategist provenienti da tutte le società del gruppo, che aiuteranno i clienti a trasformare i dati in informazioni utili al business.

Spine sarà guidata da Lisa Donohue, ex global brand president di Starcom.

Publicis Groupe annuncia novità anche per Publicis.Sapient e DigitasLBi

Insieme alla creazione di Spine, Publicis Groupe ha annunciato anche due altre importanti novità.

La prima è l’organizzazione della propria offerta di servizi sulla Digital Business Transformation all’interno di Publicis.Sapient in verticali in base al mercato di riferimento, che sia automotive, salute, finanza e così via. Secondo quanto riporta la testata AdAge, che cita il CEO di Publicis Media Steve King, dovrebbero essercene complessivamente sei o sette.

L’offerta di Digital Business Transformation di Publicis Groupe sarà affidata a Nigel Vaz, già CEO di Publicis.Sapient EMEA e APAC, che sarà responsabile della supervisione dei vari capi e team verticali.

La seconda riguarda DigitasLBi, che passerà dall’hub Publicis.Sapient a Publicis Media. Una decisione che di fatto amplierà le competenze dell’agenzia sul fronte dati e media, grazie a un accesso diretto alle risorse scalabili della practice Media. Michael Kahn, ex global brand president di Performics, assumerà ora il ruolo di global president di DigitasLBi.

«Questi cambiamenti sono dei passi naturali nello sviluppo del nostro modello, che accresceranno ulteriormente le nostre capacità sul fronte marketing e su quello della business transformation e, cosa ancor più importante, li renderanno ancora più interconnessi, arricchendoli con la nostra expertise in tema dati», ha dichiarato Sadoun.

Publicis Groupe: continuano i lavori sulla piattaforma Marcel, con il lancio di un incubatore

Continuano i lavori di Publicis Groupe sul progetto Marcel, la nuova piattaforma di intelligenza artificiale che dovrebbe vedere la luce l’estate prossima.

Secondo quanto riporta il sito Campaign, la holding francese avrebbe lanciato un incubatore per testare la tipologia di servizi che Marcel potrebbe offrire ai clienti del gruppo. L’incubatore, che si chiama M Labs, è stato lanciato internamente a settembre, e sarebbe già al lavoro un primo cliente partner sulla selezione di modalità “intelligenti” di raccolta di un team per la realizzazione di un grosso progetto aziendale.

Marcel è stato presentato per la prima volta da Publicis Groupe lo scorso giugno, quando, con un annuncio che aveva destato molto scalpore, il CEO del gruppo Arthur Sadoun aveva dichiarato che avrebbe sospeso ogni partecipazione ad eventi promozionali (Cannes Lions compresi) per dedicare adeguate risorse a questo progetto in partenza. La piattaforma sarà una sorta di assistente professionale tecnologicamente avanzato, il cui obiettivo sarà quello di connettere gli 80 mila dipendenti del gruppo, impegnati in 200 discipline in 130 Paesi, identificando per essi opportunità di progetti cross-mercato e anticipando i bisogni dei loro clienti attraverso analisi predittive.

Inizialmente la finalità di Marcel era quella di fungere da piattaforma di condivisione di conoscenze, basata sull’intelligenza artificiale, ma sarebbero allo studio ulteriori servizi aggiuntivi, che tramite M Labs verrebbero testati sia in termini di funzionamento sia di gradimento da parte dei dipendenti.

Il lancio definitivo della piattaforma è atteso per la conferenza VivaTech il prossimo giugno, ma secondo quanto ha dichiarato alla testata britannica Carla Serrano, chief strategy officer di Publicis Groupe e chief executive di Publicis New York, la società spera di poter condividere prima di allora «alcuni beta test» effettuati tramite M Labs, magari già entro la fine dell’anno o all’inizio del 2018.

Niente Cannes nel 2018 per Publicis Groupe. Sadoun: «Focus sull’AI»

L’anno prossimo Publicis Groupe potrebbe non essere presente ai Cannes Lions.

Proprio mentre entra nel vivo l’edizione 2017 del Festival della Creatività, Arthur Sadoun, novello Ceo della holding pubblicitaria francese che all’inizio di questo mese ha preso il posto di Maurice Lévy, ha dichiarato che il gruppo si prenderà un anno sabbatico da premi e attività promozionali (incluso il Festival), sfruttando le stesse risorse per sviluppare un nuovo prodotto di Intelligenza Artificiale.

«Tutti gli investimenti e l’attenzione» del gruppo saranno votati alla costruzione di questo nuovo strumento, spiega il manager. «Nessun evento promozionale. Siamo seri su questo. Niente Cannes l’anno prossimo».

La piattaforma si chiamerà Marcel dal nome del fondatore del gruppo Marcel Bleustein-Blanchet, e consisterà in una sorta di assistente professionale tecnologicamente avanzato. Il suo obiettivo sarà quello di connettere gli 80 mila dipendenti del gruppo, impegnati in 200 discipline in 130 Paesi, identificando per essi opportunità di progetti cross-mercato e anticipando i bisogni dei loro clienti attraverso analisi predittive.

Il progetto è ancora in fase iniziale e il suo sviluppo potrebbe prendere un anno di tempo. Publicis Groupe starebbe puntando a presentarlo ufficialmente in occasione del prossimo VivaTech, la conferenza annuale organizzata dalla holding a Parigi insieme a Les Echos (qui un resoconto di Andrea Di Fonzo sull’edizione 2017, che si è conclusa qualche giorno fa).

Il gruppo infatti deve ancora capire quale sarà la struttura di Marcel da un punto di vista finanziario, e coinvolgere il reparto Risorse Umane nella registrazione di tutti i dipendenti della società all’interno del sistema. Un processo complesso, che potrebbe vedere la partecipazione non solo delle agenzie interne del gruppo (secondo quanto riporta AdvertisingAge, molta della tecnologia dovrebbe essere sviluppata da Publicis.Sapient) ma anche di alcuni partner terzi per specifiche aree, come quella degli algoritmi di Intelligenza Artificiale.

Publicis Groupe, accordo con Alibaba: i dati sugli e-shopper saranno a disposizione dei brand

Per un’azienda, i dati sugli acquisti dei consumatori provenienti dai siti e-commerce possono essere una risorsa altamente preziosa. E da oggi le infomazioni su un gruppo particolarmente interessante di e-shopper, i consumatori cinesi, saranno a disposizione anche di un ampio numero di marketer.

Publicis Group ha infatti annunciato l’avvio di un importante accordo in Cina con Alibaba, per l’utilizzo della piattaforma Uni Marketing del colosso e-commerce cinese. Uni Marketing, presentata da Alibaba in occasione del festival Cannes Lions, è una suite di strumenti di marketing che permette ai brand di raccogliere e analizzare in tempo reale i dati sugli utenti dell’ecosistema Alibaba e di utilizzarli per attività di brand building targettizzate e dunque più efficaci.

L’accordo con Publicis Group porterà benefici ai clienti di Publicis Media, Publicis Communications e Publicis.Sapient, concretizzandosi su varie aree di applicazione. Innanzitutto “Publicis Groupe potrà incanalare la forza di Uni Desk per generare consumer insight più profondi, dare forma a decisioni riguardanti i contenuti e rendere possibile uno storytelling preciso”, spiega la holding pubblicitaria in una nota stampa: in tal senso la suite verrà usata per creare piani media basati sui dati, con caratteristiche e funzioni personalizzate su bisogni specifici del cliente; inoltre gli specialisti di Publicis Groupe lavoreranno coi team di prodotto di Alibaba Uni Desk per creare e affinare l’offerta di prodotto, specialmente per quanto riguarda i metodi di classificazione e segmentazione dei dati, le dimensioni delle metriche di successo e il modo in cui tracciare i miglioramenti.

Inoltre, l’accordo potrà “creare innovazione all’interno del contenuto, col supporto dell’infrastruttura dati Uni ID“: nello specifico verranno forniti da Uni Marketing insight in tempo reale basati sui dati, per definire contenuti creativi rilevanti anche a livello locale e per permettere un content journey personalizzato attraverso l’intero ecosistema Alibaba, che include Tmall, Taobao e, oltre l’e-commerce, Youku, Tudou e UCWeb per il video, Gaode Map e Sina Weibo per il social.

Infine, sarà possibile creare soluzioni media e di contenuto uniche, sviluppate attorno a occasioni ed eventi chiave.

«Questa partnership dà nuova spinta alla nostra visione e ci permette, attraverso l’utilizzo di dati e tecnologia, di creare competenze e soluzioni in grado di guidare la crescita dei brand attraverso uno storytelling di precisione, reso possibile da dati e azioni di brand per i nostri clienti. Siamo entusiasti di essere pionieri con la nostra partnership, che ci permette di condividere e supportare la crescita con Alibaba – commenta Bertilla Teo, CEO di Publicis Media Greater China -. È per me un piacere annunciare che i nostri clienti avranno accesso prioritario ai tool Uni Desk via via che saranno lanciati: stiamo già lavorando con alcuni nostri clienti delle categorie FMCG e lusso».

«Alibaba Group ha intrapreso un percorso di trasformazione da piattaforma e-commerce a big data company, il cui scopo è creare qualità per i consumatori cinesi e di tutto il mondo, facendo convergere commercio, contenuto e tecnologia grazie alle competenze di Uni Marketing. Il nostro impegno è quello di fondare una partnership forte e speciale con Publicis Groupe nello sviluppo dei prodotti Uni Marketing – aggiunge Chris Tung, Chief Marketing Officer di Alibaba Group-. Siamo certi che, grazie alle risorse della piattaforma e alle competenze di prodotto Alibaba unite agli insight e all’esperienza di Publicis Groupe, riusciremo a implementare soluzioni per la crescita di entrambe le aziende».

Publicis Groupe lancia Precision, il suo nuovo hub programmatico

A un paio di settimane dall’insediamento di Arthur Sadoun al ruolo di CEO, dopo l’era Maurice Lévy, Publicis Groupe annuncia una importante novità all’interno della sua struttura.

Il colosso francese ha annunciato il lancio di un nuovo centro di eccellenza data-driven per le sue agenzie media. Si chiama Precision, e nasce dalle ceneri di VivaKi, due anni dopo lo spegnimento del trading desk AOD e la ridistribuzione del suo staff nelle varie agenzie della holding. Il nuovo hub sarà centralizzato e offrirà supporto ai team programmatic delle centrali media del gruppo, tra cui Starcom, Zenith e Blue 449, ma in qualche caso provvederà lei stessa ad effettuare acquisti diretti per alcuni clienti.

La squadra di Precision sarà divisa in due gruppi: 300 persone faranno parte dei team account delle varie agenzie e 100 lavoreranno in un gruppo centralizzato in seno a Publicis Media, che si occuperà di incubare strategie programmatiche per nuovi canali media come l’OOH e la TV e di negoziare accessi a tecnologie, dati e inventory delle agenzie. «Metteremo insieme capacità e talenti per fornire prospettive e leadership di pensiero, ma non creeremo mai un hub che fa tutto per ogni agenzia. Questo toglierebbe valore alla singola agenzia», spiega Paul Williamson, presidente di Precision, in un’intervista al sito Adexchanger.

Precision contribuirà anche ad acquistare spazi media per alcuni clienti e utilizzerà, come piattaforma di riferimento (ma non esclusiva) di esecuzione delle campagne RUN, acquisita da Publicis Groupe nel 2014. In ogni caso, la struttura non sarà un trading desk come VivaKi: la sua funzione principale non saranno gli acquisti media, quanto piuttosto lo sviluppo di una visione collettiva sul programmatic in Publicis Media e nelle sue agenzie.

Precision verrà lanciata in una serie di mercati nel corso di quest’anno.

Publicis Groupe riorganizza la divisione Media. Le centrali diventano quattro

A qualche mese di distanza da una sostanziale riorganizzazione che ha visto le discipline della holding declinarsi in quattro solutions hub a disposizione dei chief client officer (qui l’articolo dedicato), Publicis Groupe si prepara ora a mettere in atto una radicale trasformazione della struttura della propria divisione media che include la separazione di Starcom da Mediavest, e di Zenith da Optimedia e che, in parte, influenzerà anche l’offerta di servizi ad-tech di VivaKi.

Come dichiarato da Steve King, che è stato nominato Ceo di Publicis Media a fine 2015, la holding riorganizzerà le sei attuali media agency in quattro strutture globali. Starcom e Zenith opereranno come agenzie media a sé stanti, Mediavest si unirà con Spark (entrambe facevano capo a SMG) per dare vita a una terza centrale globale e Optimedia e l’ultima nata Blue 449 si uniranno a loro volta per dare vita a un cosiddetto “Challenger Brand”.

Le novità interesseranno anche l’Italia e saranno rese note da Publicis Groupe già nelle prossime settimane.

Ogni agenzia sarà guidata da un Global President: Lisa Donohue ricoprirà il ruolo per Starcom, Vittorio Bonori (attuale Ceo di ZenithOptimedia Italia e Regional Chairman for SE & MENA) per Zenith, Brain Terkelsen per Mediavest|Sparck e Andreas Vigh per Optimedia|Blue.

La nuova struttura sarà operativa nei principali 20 mercati del gruppo e sarà organizzata in tre regioni: Americhe, APAC ed EMEA: in quest’ultima, Iain Jacon ricoprirà il ruolo di CEO. Al momento non sono stati specificati i tempi della riorganizzazione operativa a livello locale, ma si suppone che i vertici di ogni struttura nei singoli Paesi verranno definiti nell’arco di qualche settimana, secondo una fonte interna al gruppo.

La riorganizzazione influenzerà anche VivaKi, le cui funzioni verranno integrate nelle global practices di Publicis Media, con un’offerta di fatto trasversale alle agenzie della divisione media della holding.

Maurice Lévy: «Lecito per gli utenti chiedere una quota delle revenue provenienti dai propri dati»

Qual è il valore dei dati personali? Ed è lecito che il consumatore chieda un corrispettivo economico per la vendita delle proprie informazioni?

Sono alcune delle domande che Maurice Lévy pone ai lettori del sito The Drum. In un lungo articolo a sua firma, il ceo di Publicis Groupe si mette nei panni dell’internauta, affrontando diverse questioni sul data mining e su quanto possano essere (anche economicamente) preziose le informazioni degli utenti.

Quanto i consumatori vogliono svelare al mercato per essere targettizzati e ricevere messaggi personalizzati? Quanto realmente sono consapevoli di quello che verrà condiviso con gli advertiser? E quanti dati, effettivamente, rimangono rintracciabili anche al di là delle autorizzazioni dell’utente? Questi alcuni dei temi trattati.

Ma soprattutto, Lévy pone l’accento su un’altra questione: quella della proprietà dei dati.

“Il consumatore potrebbe lecitamente chiedere ‘Si tratta di una informazione di mia proprietà, perchè dovrebbe farci soldi qualcun’altro?’ e dunque chiedere una quota delle revenue provenienti da quel dato – Lévy scrive -. Alcune startup già offrono un prezzo ai dati personali. E sebbene il modello di internet sia basato sulla pubblicità e sulla raccolta di dati per (principalmente) servizi gratuiti, ciò non vuol dire che le aziende debbano essere i soli beneficiari del valore dei dati“.

Qui l’articolo completo pubblicato su The Drum.