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SpotX lancia una soluzione di header bidding per la pubblicità video

SpotX ha rilasciato uno strumento di header bidding progettato specificamente per la pubblicità video.

La nuova suite di soluzioni, che si aggiunge ai servizi avanzati di ad serving, include un wrapper server-side che fornisce agli editori una gamma di funzioni per massimizzare il numero di fonti di domanda in competizione per l’inventory. Ad amministrare il prodotto sarà Tal Almany, veterano del settore, che entra in SpotX come Senior Director, Advanced Integrations dopo quasi cinque anni in OpenX.

“Sono entusiasta di entrare a far parte della società in occasione del lancio di un nuovo prodotto di header bidding. Il wrapper e la suite di integrazione diretta di SpotX forniscono ai media gli strumenti più avanzati che l’editoria video richiede per massimizzare il ritorno sugli investimenti e migliorare l’efficienza”, ha commentato Almany, che riporterà al Cro di SpotX, Sean Buckley, e avrà l’incarico di gestire i prodotti di header bidding e di supervisionarne sia l’ambito ingegneristico e tecnico sia di business.

Al momento, SpotX sta rendendo disponibile la soluzione di header bidding ad oltre dieci clienti, inclusi editori di grandi riviste, gruppi media nazionali e testate online premium.

La società ad-tech ha recentemente aperto una nuova sede in Italia, a Milano, che sarà diretta da Fabio Zoboli.

Mediaocean investe 12,4 milioni di dollari in VideoAmp

VideoAmp ha raccolto 12,4 milioni di dollari in un giro di finanziamenti B Series guidato da Mediaocean e supportato degli investitori esistenti, inclusa l’emittente tedesco RTL Group che, comprando le azioni rimanenti, ha da poco ottenuto la totale proprietà di SpotX .

Il Ceo di Mediaocean, Bill Wise, entrerà a far parte del consiglio d’amministrazione di VideoAmp. Finora, la piattaforma per l’ottimizzazione dell’acquisto di pubblicità tv e video ha raccolto 36,6 milioni di dollari, che utilizzerà per finanziare l’assuzione di ulteriori data scientist, potenziare le sue squadre marketing e prodotto ed espandersi internazionalmente.

RTL Group diventa proprietaria al 100% di SpotX

RTL Group acquisisce il capitale restante, per l’esattezza il 36,4%, di SpotX, rendendosi proprietaria al 100% della società ad-tech. La chiusura dell’operazione è prevista per il mese di ottobre.

Già nel 2014, la compagnia media controllata da Bertelsmann aveva rilevato il 65% della piattaforma video, una quota pari a 144 milioni di dollari. Entrambe le società hanno comunicato che l’acquisto delle azioni rimanenti si è basato su un valore di impresa complessivo di 404 milioni.

SpotX ha fatto sapere che il Co-Fondatore e Ceo Mike Shehan e il Co-Fondatore, Coo e Cfo Steve Swoboda continueranno a gestire le attività quotidiane della struttura. Secondo quanto dichiara la società, da quando RTL Group ha effettuato il primo investimento gli utili netti di SpotX sono quasi raddoppiati, sono stati aperti sette uffici in sette paesi e sono state assunte 150 persone.

“Nel 2014, la quota di maggioranza in SpotX è stato il nostro primo grande passo nel settore della tecnologia pubblicitaria, ora ottenere la proprietà completa è un ulteriore importante passo verso la trasformazione di RTL Group in una “powerhouse” specializzata in video. Insieme con i manager esperti di SpotX e smartclip (le attività europee della SSP video sono state acquisite a marzo 2016), stiamo lavorando un ambizioso piano di crescita per il nostro business ad-tech, che include ulteriori acquisizioni, accordi e sinergie più profonde nel gruppo. La nostra visione condivisa è realizzare la principale offerta di monetizzazione video globale per emittenti e proprietari di inventario premium, con il fine di massimizzare il valore del loro pubblico”, hanno commentato Bert Habets e Guillaume de Posch, Co-Ceo di RTL Group.

A seguito di questa operazione, specifica la nota, SpotX comincerà a lavorare più a stretto contatto con la società sorella smartclip.

Rubicon Project rilascia una nuova soluzione per il video outstream

Rubicon Project ha lanciato OutStream, una soluzione proprietaria per la pubblicità video. Già disponibile ai 300 editori premium presenti sull’exchange della società ad-tech, basa il suo funzionamento sullo strumento di riproduzione JW Player.

La tecnologia di OutStream è stata progettata, si legge nella nota, specificamente per risolvere le problematiche più comuni riscontrate nella compravendita automatizzata di video, ad esempio la scarsità di inventario di alta qualità, riducendo la latenza, incrementando i tassi di caricamento e la viewability degli annunci.

Allo stesso tempo, riporta dichiara il comunicato ufficiale, questa soluzione veicola verso gli editori clienti la domanda proveniente da circa cento demand-side platform video connesse a Rubicon Project.

“Siamo entusiasti di aver rilasciato la soluzione OutStream e siamo soddisfatti per l’adozione immediata da parte di centinaia di editori di alto profilo operanti in tutto il mondo”, ha dichiarato John Peragine, Global Head of Video della società ad-tech, “Come componente integrata della nostra piattaforma, questa tecnologia rende più facile per gli editori creare inventario video e aiuta i marketer a raggiungere le metriche di ingaggio e impatto sull’audience che cercano“.

Pochi giorni fa, Rubicon Project ha reso noti i risultati finanziari relativi al periodo che da aprile a giugno. La trimestrale ha registrato un calo dei ricavi pari al 39%, per un valore pari a 42,9 milioni di dollari.

SpotX continua a espandersi in Europa e punta sull’Italia: «Ampi margini di crescita»

Già in una fase avanzata negli Stati Uniti, il processo di digitalizzazione della tv si sta affermando anche in Europa, soprattutto in Regno Unito e nella regione settentrionale del Vecchio Continente. Grazie alla capacità dei nuovi apparecchi televisivi di connettersi alla rete, le emittenti sono in grado di fornire contenuti attraverso modalità e tempistiche totalmente personalizzate, con grandi benefici per gli spettatori.

Ma la televisione avanzata, macro-categoria in cui rientrano Programmatic tv, addressable tv e televisione connessa, porta dei vantaggi anche per le aziende inserzioniste, che sfruttando le piattaforme di tecnologia per la pubblicità possono erogare i loro spot a segmenti di utenti altamente profilati in maniera efficace ed efficiente, minimizzando la dispersione dei messaggi.

SpotX, società americana proprietaria di una supply-side platform, intende sfruttare questa tendenza in atto nel comparto per espandersi in Europa, soprattutto nei mercati giovani, dove prevale ancora il modello della televisione lineare, caratterizzati da promettenti margini di crescita. Ne abbiamo discusso, approfondendo anche altri temi cruciali per l’industria, con Leon Siotis, Managing Director UK & Southern Europe e Joanna Burton, VP European Strategy di SpotX.

Quali sono le prospettive di SpotX in Europa e in Italia in particolare?

«In questi ultimi anni, la televisione connessa ha registrato una forte espansione e ci aspettiamo che diventi una tendenza in Europa. Nel Regno Unito è già diffusa ma Paesi come Italia e Spagna si trovano ancora indietro. I mercati si evolvono in modo diverso, bisogna sapersi adattare, ma nel lungo termini ci sarà una crescita e questo darà agli inserzionisti l’opportunità di acquistare annunci mirati.

In generale, man mano che la televisione sarà più connessa ci sarà più business per SpotX. Il mercato europeo si è rivelato molto importante per noi: negli ultimi tre anni, da quando abbiamo aperto il nostro primo ufficio qui, abbiamo raggiunto un organico di oltre 50 unità, di cui ben 30 sviluppatori, un dato inusuale ma indicativo per una società americana che opera in questo settore. Per noi l’Europa è strategica.

In Italia lavoriamo con grande entusiasmo, continuando a espanderci e a lavorare con i nostri partner. Anche se partito da una base più bassa, il mercato sta crescendo molto velocemente. Sicuramente ci aspettiamo un’impennata nell’adozione della televisione connessa».

Trasparenza, viewability e verifiche sono temi prioritari nell’industria della pubblicità digitale. Quali misure avete adottato per soddisfare le esigenze dei vostri clienti?

«Abbiamo recentemente stipulato un accordo con Meetrics per la misurazione della qualità dell’inventario video, che si aggiunge alle collaborazioni già in vigore con Moat, DoubleVerify e altre società analoghe.

Investiamo in brand safety e viewability da molti anni, sono molti i partner già integrati nella piattaforma. In particolare, la viewability sta diventando una vera e propria metrica e gli inserzionisti richiedono sempre un tasso minimo prima di acquistare gli spazi. Diventa dunque vitale per gli editori avere pieno controllo su questo parametro, adoperando strumenti per misurare e vendere in modo efficace ed efficiente.

Un ulteriore impegno in quest’ambito è rappresentato da Audience Lock, uno strumento che protegge i dati degli editori nelle transazioni pubblicitarie e permette, al contempo, agli inserzionisti di pianificare la loro campagna, senza problema di privacy o fuga di informazioni».

SpotX lavora principalmente con gli editori televisivi. Qual è l’incidenza di una tecnica di vendita come l’header bidding in un ambiente video?

«Alcuni pensano che non sia il meccanismo più adatto, altri sostengono, invece, che sia destinato a risolvere tutti i problemi degli editori. Nel dibattito, noi occupiamo una posizione mediana: crediamo che l’header bidding giocherà comunque un ruolo nell’ecosistema programmatico. Crediamo che gli editori debbano avere la possibilità di far competere tutti i loro partner pubblicitari in un’unica piattaforma. Ma non è una soluzione adatta a tutti: l’header bidding si dimostra molto efficace in ambienti desktop, ma non è adeguato per tutti gli editori video, soprattutto per quanto riguarda la televisione connessa».

DataXu lancia una piattaforma self-serve per l’acquisto di pubblicità tv

DataXu ha rilasciato OneView, una piattaforma self-serve per l’acquisto di pubblicità televisiva. La soluzione dovrebbe permettere a marchi e agenzie di raggiungere audience personalizzate e accedere a insight in tempo reale su dispositivi addressable.

Grazie a questo strumento, i marketer potranno definire segmenti di utenti basandosi sui propri dati di prima parte e su dati di terze parti provenienti da fornitori come Oracle Data Cloud, oltre a coinvolgere le persone su siti web, app mobile e contenuti televisivi

La società ad-tech, di cui in Italia è Sales Manager Giordano Buttazzo, ha dichiarato che OneView è stata progettata con l’obiettivo di aiutare gli operatori a comprendere come raggiungere una specifica tipologia di consumatori con messaggi coerenti e ad una determinata frequenza.

In una nota, DataXu ha aggiunto che la soluzione consentirà agli inserzionisti di personalizzare gli annunci su tutti i tipi di dispositivo, inclusa la televisione, con servizi che includono anche il sequenziamento dei messaggi.

I clienti di OneVew possono accedere a contenuti televisivi da network come Fox e AMC, scegliere da quasi 300 fornitori di contenuti curati su Google AdX, Tremor, AOL, SpotX e OpenX, ridurre la saturazione sui dispositivi grazie a controlli di frequenza in tempo reale e accedere ad insight come reach in-demo, interessi, stile di vita e comportamenti d’acquisto.

Teads integra Hawk, la creative mobile DSP di TabMo

Teads ha annunciato l’integrazione con Hawk, creative mobile DSP di TabMo, per video, display e native advertising.

Ciò consentirà a trading desk, agenzie e inserzionisti l’accesso a tutta l’inventory dei principali editori premium su dispositivi mobili in tutto il mondo, attraverso la Mobile DSP di Hawk. Il marketplace premium di Teads include editori del calibro di The Washington Post, Time Inc., The Atlantic, Forbes, Bonnier, Mashable, Slate, Newsweek, The Telegraph, Le Monde, Corriere della Sera, El Pais, El Universal, Nikkei e molti altri.

Creata per essere una mobile DSP di ultima generazione per agenzie e inserzionisti, Hawk è una piattaforma di mobile programmatic in grado di organizzare sia l’intero processo d’acquisto sia l’emissione di campagne di mobile advertising su dispositivi mobili in tempo reale. Con uffici in tutto il mondo, la recente partnership rende accessibili agli utenti di Hawk nuove fonti di inventory in tutti i territori in cui è presente l’operatore di pubblicità video.

«Siamo entusiasti di poter portare l’inventory premium di Teads ad un pubblico ancora più vasto, grazie a questa integrazione. Sempre più advertiser sono alla ricerca di formati video che siano realmente cross-device, viewable, coinvolgenti e posizionati in ambienti editoriali premium, e insieme ad TabMo saremo in grado di soddisfare la crescente domanda grazie al video outstream», ha commentato Lucio Mormile, Head of Programmatic di Teads Italia.

“Siamo lieti di unire le nostre forze con Teads, consentendo ai nostri partner di utilizzare la nostra DSP autonomamente per avere accesso ad una maggiore quantità di video inventory premium in tutto il mondo. Questo è un momento emozionante per TabMo, dal momento che ci stiamo anche lanciando sul mercato USA con nuovi uffici a New York, Chicago e Los Angeles”, ha aggiunto Hakim Metmer, Fondatore della società di Programmatic mobile.

Pubblicità video, fondamentale l’approccio multi-schermo

Nel libro bianco dal titolo “Still Mixing It Up”, recentemente rilasciato, Videology ha rimarcato l’importanza dell’utilizzo combinato di Tv e video digitale per massimizzare l’efficacia della pubblicità video.

In particolare, la società fornitrice di software segnala un radicale aumento nella percentuale di campagne che utilizzano un approccio multischermo per la pubblicità digitale. Nel terzo trimestre del 2014, circa il 35% delle campagne attivate attraverso la piattaforma di Videology era multischermo, nel terzo trimestre del 2016, il dato è salito al 90%.

“Per il consumatore di oggi, specialmente tra i più giovani, saltare da uno schermo all’altro nel corso della giornata è naturale”, ha affermato Scott Ferber, Presidente and Ceo di Videology, “Gli inserzionisti hanno bisogno di seguire il loro pubblico per far sì che il loro messaggio sia ascoltato, i piani pubblicitari video e Tv in silos non sono in grado di raggiungere portate o risultati ottimali nell’odierno ambiente multischermo”.

Pubblicità video, qual è la metrica di riferimento?

Il tasso di viewthrough continua ad affermarsi come criterio preferito dai marketer in ambito video.

Secondo Collective, fornitore di soluzioni per la pubblicità digitale, nel Regno Unito, un numero sempre più elevato di compratori di annunci video si affida a questa metrica per valutare il successo delle proprie campagne.

Il viewthrough si collocava al primo posto della classifica già lo scorso anno ma è cresciuto in maniera significativa nel 2016. Nel 2015, il 35% dei rispondenti l’aveva citato come criterio principale, mentre circa il 25% prestava più attenzione alla reach incrementale su Tv.

Quest’anno invece, il 52,4% l’ha considerato come metrica principale, mentre solo il 13% ha menzionato la reach incrementale, che si colloca nuovamente seconda.

Il brand lift è stato il solo criterio ad incrementare il suo livello di popolarità nel 2016. Il quadro complessivo, fa notare eMarketer, suggerisce una convergenza verso una metrica di base.

Ma contrariamente a quanto si possa pensare, spiega sempre la società di ricerca, quest’evoluzione non sta ad indicare che gli inserzionisti abbiano trovato accordo su una metrica particolarmente valida. In realtà, sono molti a nutrire dubbi sul fatto che la pubblicità video abbia una reale efficacia.

Nel Regno Unito, oltre un quarto dei compratori di inserzioni video ha dichiarato in settembre che la principale barriera ad una maggiore spesa sul video digitale è la mancanza di prove che il video funzioni; vale a dire che gli operatori non sono soddisfatti delle misurazioni. Circa uno su cinque ha, invece, citato l’inventario premium limitato come ostacolo più grande.

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Pianura, Prime Real Time-Gruppo Triboo: «Con Sharethrough creiamo la “Terza via” della pubblicità video»

Con “terza via” si indicano posizioni politiche divergenti che cercano di conciliare una posizione intermedia tra destra e sinistra. Una locuzione che, secondo Cristina Pianura, Managing Director di Prime Real Time – Gruppo Triboo, e Paolo Velluto, Chief Sales Officer di Triboo Media, intervenuti allo Iab Seminar Video advertising, è applicabile anche nell’ambito della pubblicità video digitale, e vede la sua realizzazione attraverso la proposta annunci video nativi.

«Siamo convinti di aver raggiunto una nuova frontiera. Abbiamo sperimentato metriche e competenze sia per quanto riguarda l’in-stream, con i pre-roll, che l’out-stream, con gli interstitial e gli in-text. Grazie ad un formato video integrato all’interno di un feed native, abbiamo qualcosa di completamente nuovo, con i suoi vantaggi: maggiore attenzione, ricordo e ingaggio con il consumatore. Inoltre, trattandosi di un formato integrato, non si “sfregiano” i siti degli editori e non si disturbano gli utenti. Questo è oggi possibile solo con Sharethrough, in Programmatic, sull’invenduto e per l’inventario prenotato», ha commentato Pianura.

Leggi l’articolo completo su Engage.it.

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