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La pubblicità mobile è stata meno colpita dalla crisi rispetto a quella desktop

La pubblicità mobile è stata molto meno colpita dalla pandemia di coronavirus rispetto a quella desktop durante i primi tre mesi dell’anno. È questa la principale conclusione del Q1 2020 Quarterly Mobile Index di PubMatic.

Secondo il rapporto, il volume di impression mobile sui siti degli editori è rimasto in linea nel periodo intercorso tra il pre e il post emergenza, così come nel periodo trimestre su trimestre, mentre è calato in ambiente desktop. Il consumo di contenuti in-app è cresciuto come conseguenza della pandemia, con un’utenza in-app superiore ai volumi registrati durante le festività del 2019.

PubMatic ha rilevato che il mobile è stato meno influenzato dalla crisi sanitaria: la spesa pubblicitaria su dispositivi mobile è infatti calata del 15% post impatto, a fronte di un calo del 25% del desktop. Ne risulta che il passaggio degli investimenti da ambiente desktop verso ambiente mobile sta avvenendo ad un ritmo più rapido rispetto al periodo antecedente la pandemia. La quota totale della spesa pubblicitaria mobile globale ha raggiunto il 51% alla fine del Q1; all’inizio di marzo, prima dell’inizio della pandemia, era a quota dal 48%.

Un’altra tendenza riscontrata dal Quarterly Mobile Index riguarda lo spostamento dei budget dall’open market ai private marketplace in-app. Nelle prime cinque settimane dopo il lockdown, la spesa in PMP in-app è quasi raddoppiata in ogni mercato: +99% nelle Americhe, +96% in EMEA e +167% nella regione APAC.

Infine, ci sono i dati relativi al video mobile. Poiché è uno dei formati più costosi, è stato il primo ad essere “tagliato” nel momento in cui gli inserzionisti attuavano misure per ridurre gli investimenti: la spesa in pubblicità video mobile è infatti diminuita del 27% laddove la display ha segnato -12% in seguito all’esplosione dell’epidemia. Ad ogni modo, il documento ha rilevato che la spesa in pubblicità video mobile si stava espandendo così velocemente prima della crisi che complessivamente è diminuita meno rispetto agli investimenti in display.

Nel Quarterly Mobile Index, per concludere, PubMatic consiglia dunque agli editori di considerare l’attuale scenario come un’opportunità per rivedere la propria offerta pubblicitaria mobile e adattarsi per massimizzare le performance in questo ambiente.

Header Bidding e Private Marketplace crescono nel mondo. I dati di PubMatic

PubMatic ha comunicato i risultati del suo Quarterly Mobile Index (QMI), relativo al terzo trimestre del 2017.

Il documento, redatto con l’obiettivo di identificare le tendenze nel settore della pubblicità mobile, ha registrato che l’impiego dell’header bidding continua a crescere a livello globale, giacché sempre più inserzionisti stanno sostituendo il vecchio sistema di aste basate sul modello a cascata con questa nuova tecnica.

Inoltre, nel periodo che va da luglio a settembre, sulla piattaforma di PubMatic il volume di impression su PMP mobile è aumentato del 75% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso; si tratta del settimo miglioramento annuo consecutivo in altrettanti trimestri.  Complessivamente, il desktop continua a dimostrare la sua forza mentre la monetizzazione via app ha nuovamente costituito la più importante opportunità pubblicitaria per le aziende.

Il mobile continua a trainare la crescita dell’header bidding, con un incremento pari al 252% anno su anno del volume delle impressioni web. Per quanto riguarda il video, quasi un quarto delle impressioni video monetizzate su PubMatic è stato fornito su dispositivi mobili.

Il programma anti-frode di PubMatic

PubMatic ha avviato un programma anti-frode con una garanzia “soddisfatti o rimborsati” per i partner lato acquisto: se sulla piattaforma sono rilevate attività fraudolente sulla piattaforma della società, i compratori non dovranno sostenerne i costi.

Per contrastare le attività fraudolente, la società ha istituito una squadra globale dedicata all’ispezione della qualità dell’inventario e posto in essere attività ad-hoc. In una nota la società enfatizza il suo impegno nella lotta contro le frodi, dimostrato dall’adesione all’iniziativa ads.txt e dall’utilizzo delle tecnologie di Integral Ad Science e White Ops.

“Questo programma è un’altra pietra miliare per PubMatic. L’importanza della trasparenza e di una filiera efficiente e sicura per il marchio sono più importanti che mai per i compratori. Le nostre innovazioni di prodotto e la squadra che si occupa della qualità dell’inventario assumono un approccio rigoroso per annientare le frodi per tutelare i nostri partner d’acquisto, i loro clienti inserzionisti e l’industria intera”, ha dichiarato Rajeev Goel, Co-fondatore and CEO of PubMatic.

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