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Bbc Advertising sceglie le soluzioni di Tremor Video

BBC Advertising, la concessionaria della radiotelevisione pubblica britannica, ha scelto Tremor Video per supportare la vendita di pubblicità in valute multiple.

L’operazione fa seguito al rilascio, da parte del fornitore ad-tech, di un aggiornamento all’interno della sua Seller Platform, il nuovo strumento permette di concludere diverse tipologia di scambio in qualsiasi divisa.

Nello specifico, la funzionalità permette agli editori di selezionare la valuta nelle varie transazioni e di completare le compravendite avvenute in valute differenti. Attraverso l’utilizzo della piattaforma di Tremor Video, Bbc Advertising punta a vendere in maniera più efficace la vendita globale di pubblicità video.

Rubicon Project, le elezioni USA fanno volare la spesa in Programmatic video

Nemmeno il mercato del Programmatic è rimasto indifferente alle elezioni americane. Rubicon Project ha infatti registrato un record di spesa in pubblicità video sul suo exchange mobile e desktop proprio nei giorni delle presidenziali.

La società attribuisce il picco all’elevato traffico di utenti che hanno utilizzato dispositivi mobili e laptop per avere aggiornamenti in tempo reale sui risultati elettorali. L’otto novembre è stata la giornata contrassegnata dalla maggiore spesa in video in tutta la storia della società.

Il consumo di video mobile in-app ha rappresentato l’85% di tutta la spesa video mobile sull’exchange di Rubicon sia per il giorno delle elezioni che per quello successivo.

La piattaforma di Programmatic ha dichiarato nell’ultima trimestrale che raggiungerà una spesa in pubblicità video superiore ai 100 milioni di dollari nel 2017.

Adobe acquisirà TubeMogul per 540 milioni di dollari

Adobe ha annunciato che acquisirà TubeMogul, un’operazione dal valore di circa 540 milioni di dollari al netto di debito e liquidità.

La notizia arriva appena un giorno dopo la pubblicazione della trimestrale della piattaforma di Programmatic video, in cui sono stati riportati ricavi per 56,1 milioni di dollari, in aumento del 21% sull’anno scorso, e profitti lordi di 36,8 milioni in crescita del 28%. La software house offrirà 14 dollari per titolo agli azionisti di TubeMogul.

Si legge in una nota che l’accordo permetterà ad Adobe Marketing Cloud di diventare la prima “soluzione di gestione dati e pubblicità completa ed indipendente che comprende televisione e formati digitali”.

L’azienda si aspetta di chiudere l’acquisto nel primo trimestre del 2017. “Che sia programmazione televisiva in episodi, film indipendenti o blockbuster di Hollywood, il consumo di contenuti video sta esplodendo su ogni dispositivo e i marchi stanno seguendo i movimenti degli utenti”, ha commentato Brad Rencher, Executive vice president e General manager digital marketing di Adobe.

Qual è il futuro della Programmatic Tv in Italia?

Si è parlato anche di Programmatic Tv allo Iab Seminar Video Advertising (leggi l’articolo dedicato). Il tema è stato al centro dell’intervento di Luca Morpurgo, Country manager per l’Italia e la Spagna di StickyAds.tv, SSP video tra le principali del mercato italiano acquisita recentemente da Freewheel, ad server video che negli Stati Uniti lavora con l’80% delle emittenti televisive:

«La televisione programmatica è ancora nelle fasi iniziali di sviluppo nel nostro Paese ma non per ragioni legate alla tecnologia, ci sono già i mezzi necessari. In Italia siamo molto indietro rispetto ad altre realtà europee, la fruizione di contenuti via web, attraverso modalità come IPTV, catch-up tv, video on demand, ha ancora una penetrazione bassa. In Francia, ad esempio, il 40% della popolazione utilizza l’on demand. Non c’è dubbio sul fatto che il processo si avvierà anche da noi, ma ci vorrà più tempo. Tuttavia, l’Italia, come ben sappiamo, è un paese fortemente televisivo e, quando il Programmatic si svilupperà anche su questo mezzo, ci sarà un boom

Il manager ha previsto che nei prossimi anni registreremo una crescita esponenziale della televisione programmatica, anche se è ancora difficile prevedere quando il processo raggiungerà compimento, e precisa: «Il nostro mercato ha dimostrato di avere grandi capacità di recupero. Con il Programmatic siamo partiti decisamente in ritardo rispetto agli altri, tuttavia, oggi la compravendita automatizzata, facendo una proporzione con l’ampiezza del mercato pubblicitario complessivo, ha lo stesso livello di penetrazione raggiunto in Francia e Germania, inferiore al Regno Unito ma decisamente superiore alla Spagna.»

Programmatic Tv, la visione di Mediamond

Alla visione ottimistica di Morpurgo si è contrapposta quella più prudente di Paola Colombo, Head of Technology and Business Development di Mediamond, che fa una distinzione preliminare tra automatizzazione dei processi sulla rete e sulla televisione lineare:

«È necessario, innanzitutto, fornire una definizione di Programmatic Tv. Se la si concepisce sul digitale, all’interno di contenuti on demand o in streaming, esiste già, e noi come azienda la facciamo. Se si parla, invece, di un’applicazione alla televisione lineare, si riscontra un limite imposto dalle infrastrutture tecnologiche. Le televisioni devono essere collegate alla rete, ma anche le stesse Tv connesse hanno dei protocolli diversi da quelle di altri paesi europei. Ciò inibisce indubbiamente lo sviluppo del comparto rispetto al digitale, ma le cose stanno per cambiare perché, a partire da gennaio 2017, cominceranno ad essere prodotti televisori con standard HbbTV (Hybrid Broadcast Broadband TV). Quando questi nuovi modelli raggiungeranno una diffusione adeguata, assisteremo ad una inversione della tendenza.»

Pianura, Prime Real Time-Gruppo Triboo: «Con Sharethrough creiamo la “Terza via” della pubblicità video»

Con “terza via” si indicano posizioni politiche divergenti che cercano di conciliare una posizione intermedia tra destra e sinistra. Una locuzione che, secondo Cristina Pianura, Managing Director di Prime Real Time – Gruppo Triboo, e Paolo Velluto, Chief Sales Officer di Triboo Media, intervenuti allo Iab Seminar Video advertising, è applicabile anche nell’ambito della pubblicità video digitale, e vede la sua realizzazione attraverso la proposta annunci video nativi.

«Siamo convinti di aver raggiunto una nuova frontiera. Abbiamo sperimentato metriche e competenze sia per quanto riguarda l’in-stream, con i pre-roll, che l’out-stream, con gli interstitial e gli in-text. Grazie ad un formato video integrato all’interno di un feed native, abbiamo qualcosa di completamente nuovo, con i suoi vantaggi: maggiore attenzione, ricordo e ingaggio con il consumatore. Inoltre, trattandosi di un formato integrato, non si “sfregiano” i siti degli editori e non si disturbano gli utenti. Questo è oggi possibile solo con Sharethrough, in Programmatic, sull’invenduto e per l’inventario prenotato», ha commentato Pianura.

Leggi l’articolo completo su Engage.it.

Pubblicità video, Lundari: «Avanti con l’automatizzazione. Aol al lavoro sulla DMP»

Consapevole delle tendenze in atto nell’industria digitale, Aol conferma il proprio impegno nello sviluppo di soluzioni avanzate per la pubblicità video, dal punto di vista contenutistico, e quindi della creatività, ma anche dal punto di vista della sua distribuzione, in un mercato in cui il Programmatic continua ad imporsi come principale modalità di compravendita.

Lo ha confermato Christina Lundari, Managing Director di Aol per l’Italia, intervistata a margine del suo intervento allo Iab Seminar Video Advertising (leggi l’articolo dedicato), tenutosi oggi a Milano: «Sia per il display che per il mobile, il Video figura tra i formati più evoluti tecnologicamente all’interno della nostra azienda. Disponiamo, infatti, di una DSP e di una SSP video con tutti i dati necessari per effettuare una pianificazione mirata. Siamo consapevoli del fatto che il mercato si stia muovendo in questa direzione molto velocemente, adesso si stratta solo di automatizzare il processo di acquisto degli spazi. Senza dubbio, avendo tutte le tecnologie necessarie, ci configuriamo come uno degli attori principali del settore. La nostra ambizione è ottenere una sempre maggiore offerta video da parte degli editori».

DMP, il progetto di Aol prosegue

Nel corso del Dmexco, Lundari aveva rivelato che Aol è attualmente al lavoro su una data management platform, un progetto non ancora concluso ma in progresso continuo, anche grazie al costante dialogo dell’azienda con gli altri operatori del comparto: «All’interno della nostra piattaforma i dati sono già presenti e per, alcune pianificazioni, siamo in grado di impiegare quelli in possesso di Microsoft. Il nostro prodotto non è ancora stato perfezionato ma in questa fase stiamo interpellando proprio alcune società fornitrici di DMP. Inoltre, interloquiamo con altri soggetti in grado di procurarci dati deterministici, quindi non derivati ma certificati dagli utenti stessi. Negli Stati Uniti, Aol beneficia dei dati di Verizon; in Europa ciò non è ancora realizzabile; tuttavia, intendiamo replicare questo stesso modello e, a tal fine, stiamo portando avanti trattative con alcuni operatori telefonici», ha concluso Lundari.

SpotX scelta da Playwire Media come partner tecnologico per il video

Playwire Media, piattaforma di video online, ha scelto SpotX per la gestione delle sue attività di video ad-serving.

Gli strumenti programmatici e l’ad server di SpotX saranno utilizzati per monetizzare l’inventario video di Playwire all’interno del suo portafoglio, ossia con i suoi partner di bandiera CinemaBlend.com, BleedingCool.com and SuperCheats.com

“Playwire sfrutterà la funzionalità di targeting di viewability di SpotX, su desktop e mobile, per permettere al proprio team di concentrarsi sugli standard di reach e qualità richiesti dall’inserzionista, utilizzando l’efficienza delle operazioni Deal ID”, ha commentato a MediaPost Mike Laband, VP of business development di SpotX.

La funzionalità di viewability offre agli editori un modo per prevedere e ottimizzare i punteggi di viewability delle campagne.

Programmatic video, il 2016 è l’anno dell’impennata

Quest’anno, il 60% della spesa in pubblicità video negli Stati Uniti sarà transato attraverso i canali programmatici; si tratta di un sostanziale aumento rispetto al 39% di Programmatic video registrato nel 2015.

Sono questi i risultati di un nuovo rapporto di eMarketer sul tema, intitolato “US Programmatic Ad Spending Forecast: Most Mobile Display and Video Ad Dollars to Be Automated by 2018”.

Ad ogni modo, se si considera la pubblicità programmatica nel complesso, la quota video della spesa totale in display negli Stati Uniti è molto più piccola, il 24,5%. Ciò potrebbe essere attribuibile largamente alla limitata offerta di inventario video.

Uno dei principali contributori alla crescita della spesa in Programmatic video è YouTube, che quest’anno, secondo le ultime stime di eMarketer, raccoglierà quasi il 21% dei ricavi pubblicitari da video negli Stati Uniti.

Complessivamente, la spesa nella compravendita automatizzata di spazi sta superando le attese e continuerà a crescere a doppia cifra per i prossimi anni. Quest’anno il Programmatic rappresenterà il 73% di tutta la spesa in display negli Stati Uniti.

Teads spinge sul native data-driven e annuncia: DMP nel 2017

Video, mobile e programmatic sono i trend che dettano l’innovazione in casa Teads, il cui obiettivo è quello di realizzare annunci video “nativi” in grado di combinare gli elementi di personalizzazione e scalabilità. Dopo essersi affermata come “inventore” del video Oustream, che oggi assorbe quasi il 30% della pubblicità audiovisiva online, Teads sta dunque portando avanti lo sviluppo della propria suite pubblicitaria in modo da valorizzare le più recenti evoluzioni dei device e delle tecnologie.

Dopo il rilascio del formato inRead nelle varianti Vertical, Top e 360, Teads ha annunciato venerdì il lancio di video interattivi dove l’utente potrà direttamente interagire con lo storytelling del brand e l’arrivo, tra il primo e il secondo quarter del 2017, di una DMP in grado di “matchare” i dati dell’azienda con quelli dei clienti per la distribuzione data-driven delle campagne.

Lo ha svelato il managing director di Teads Italy Dario Caiazzo nell’ambito di Bid The Blue, un incontro con un nucleo di rappresentanti di aziende, centri media e stampa specializzata organizzato dalla società a Mykonos, in Grecia, per promuovere il confronto su strategie e creatività nell’ambito del programmatic video anche grazie al contributo di Lucio Mormile, che lo scorso aprile ha assunto il ruolo di head of programmatic di Teads e punto di riferimento per tutti i Trading Desk dei centri media che hanno partecipato all’evento.

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Lucio Mormile

Un evento in cui c’è stato spazio per parlare, tra l’altro, anche della recente acquisizione di Brainient e della conseguente nascita del Teads Studio, che posiziona la società internazionale all’avanguardia anche nello sviluppo creativo del video adv digitale. Proprio l’operazione Teads Studio, ha spiegato Caiazzo, anticipa un carrello di altri nuovi prodotti che verranno annunciati a breve, legati alle tecnologie avanzate acquisite da Teads per scalare rapidamente il mercato.

Tra il primo e il secondo trimestre del 2017 è invece previsto il lancio di una DMP integrata alla SSP proprietaria, in grado di creare un match tra i propri dati e quelli dei clienti per l’erogazione sempre più data-driven della campagne («rigth ad, right moment, right place»). Una mossa importante per rendere più efficiente l’esecuzione delle strategie adv, ma che rappresenta anche un punto attivo nel contrasto all’ad blocking, fronte su cui Teads è molto impegnata.

Teads, quindi, conferma il proprio impegno nello sviluppo di soluzioni pubblicitarie impattanti ma rispettose dell’utente. Un tema di cui si parlerà sicuramente anche all’Oustream Video Summit, il prossimo evento targato Teads su cui il team di marketing guidato da Antonella La Carpia è già al lavoro, in agenda per il 13 di dicembre a Milano.

Mobile e Video continuano a trainare la crescita del Programmatic

Negli Stati Uniti, la spesa in pubblicità programmatica sta superando le previsioni e continuerà a crescere a doppia cifra per i prossimi anni.

Quest’anno, secondo le ultime stime di eMarketer, la spesa in Programmatic display raggiungerà i 25,23 miliardi di dollari, una somma di molto superiore a quanto precedentemente calcolato. Inoltre, nel 2016 la compravendita automatizzata di spazi rappresenterà il 73% di tutta la spesa in display negli Sati Uniti.

programmatic

Il mobile continuerà ad essere uno dei principali motori della crescita del Programmatic fino al 2018. Quest’anno, la spesa in pubblicità programmatica mobile crescerà del 65,7% a 17,7 miliardi di dollari, eccedendo di molto i livelli della spesa desktop, già superati l’anno scorso.

Il Programmatic desktop è ancora in espansione, ma ad un tasso inferiore. Entro l’anno prossimo, il mobile rappresenterà circa tre quarti di tutta la spesa in pubblicità programmatica, mentre il desktop solo un quarto.

programmatic

Anche il video sta trainando la crescita della compravendita automatizzata di spazi. La spesa incrementerà più del doppio quest’anno a 6,18 miliardi, il 60% di tutta la spesa in video digitale. Il targeting e le misurazioni migliorate, la risoluzione di problematiche come le frodi e la viewability stanno attraendo sempre più inserzionisti al Programmatic video.

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