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La rinascita post-GDPR del Programmatic Guaranteed

Gli argomenti della nostra rassegna di oggi: digital audio, misurazioni e nuovi trend programmatici post-GDPR.

Tra gli effetti del GDPR, c’è la rinascita del Programmatic Guaranteed

Oltre al targeting contestuale, c’è un altro trend che il GDPR sta facendo emergere: quello degli accordi in Programmatic Guaranteed. Si tratta di un metodo di acquisto pubblicitario secondo cui un’azienda può comprare uno spazio in modalità data-driven – incrociando i propri dati con quelli dell’editore – sulla base di accordi anticipatamente concordati con l’editore a prezzo fisso. Questa tipologia di acquisto automatizzato consentirebbe alle aziende di avere maggiori certezze sulla provenienza dei dati, e sulla conformità della loro raccolta al regolamento europeo. Leggi di più su Digiday.

A Digital Audio Exchange (DAX) una certificazione per brand safety ed anti-frode

Il network radiofonico inglese Global, proprietario della piattaforma pubblicitaria audio Digital Audio Exchange (DAX) ha ottenuto la certificazione della britannica Joint Industry Committee for Web Standards (Jicwebs) per le sua attività contro le frodi pubblicitarie e a sostegno della brand safety. Si tratta della prima volta che un fornitore di pubblicità audio in programmatic riceve tale certificazione dall’ente. Tale certificazione sarà applicata all’intera offerta della società, inclusa la piattaforma DAX. Leggi di più su The Drum.

La questione “misurazioni” frena gli investimenti in analytics e data science

La mancanza di metriche efficaci per le misurazioni continua ad essere un problema per chi opera nel marketing data-driven. Secondo una ricerca effettuata da Advertiser Perceptions su 152 aziende e agenzie in USA e UK ad aprile, il 93% dei rispondenti ha dichiarato che data science e analytics sono fondamentali per il business. Tuttavia, 4 su 10 hanno anche affermato che la principale difficoltà che impedisce ulteriori investimenti su questi settori è la mancanza di misurazioni accurate sul loro impatto e sui costi. Leggi di più su eMarketer.

Sublime Skinz amplia l’offerta con una soluzione per il Programmatic Guaranteed

Novità nell’offerta di Sublime Skinz. La società specializzata in formati ad alto impatto e non intrusivi ha annunciato il lancio di una nuova soluzione per la pubblicità in Programmatic Guaranteed. Il prodotto consente ad inserzionisti e trading desk di garantirsi dei precisi posizionamenti per le loro campagne multi-device sul network di siti partner attraverso le loro DSP.

Il Programmatic Guaranteed è un modello che permette ai buyer pubblicitari ed agli editori di concordare su una serie di criteri predeterminati di acquisto, con l’acquirente che accetta di pagare un prezzo fissato e il venditore di rispettare le richieste di audience del buyer. “Lanciando la prima soluzione di Programmatic Guaranteed per campagne multi-device – spiega la società in una nota -, Sublime Skinz consente agli inserzionisti di attivare campagne d’impatto in maniera trasparente su molteplici piattaforme attraverso le loro DSP”.

L’offerta Programmatic Guaranteed di Sublime Skinz è attualmente disponibile su ambienti web e mobile ed è accessibile attraverso MediaMath e DoubleClick Bid Manager di Google. Sublime Skinz è stato anche confermato DoubleClick for Publishers (DFP) Google Ad Technology provider certificato.

«Nel contesto pubblicitario competitivo di oggi, le aziende chiedono un sempre maggiore controllo sui loro acquisti. La nostra nuova offerta di Programmatic Guaranteed consente ai buyer di stabilire gli esatti parametri di cui hanno bisogno per campagne multi-device ad alto impatto scalabili, assicurando che vengano soddisfatti con il loro ROI – commenta Andrew Buckman, Managing Director EMEA di Sublime Skinz -. Questa nuova soluzione dimostra il nostro impegno nell’innovazione, e siamo soddisfatti di continuare a fornire tecnologie all’avanguardia per i nostri clienti sia aziende che agenzie».

Il Programmatic Guaranteed garantisce maggiore efficienza nella gestione degli acquisti

Il Programmatic Guaranteed, ossia la modalità di compravendita automatizzata in cui gli editori vendono agli inserzionisti i propri spazi pubblicitari in anticipo e a un prezzo fisso, garantisce maggiore efficienza agli inserzionisti.

È la conclusione di una ricerca condotta da Google, in collaborazione con Boston Consulting Group e Nielsen, secondo cui il Programmatic Guaranteed permette, utilizzando DoubleClick Manager come unica piattaforma, di comprare annunci sia in reservation che in open auction.

Il documento ha esaminato dieci campagne globali di grandi inserzionisti, le quali hanno registrato l’11% in più in termini di efficienza, ovvero hanno raggiunto l’11% in più di clienti unici attraverso il Programmatic Guaranteed. Inoltre, le aziende/agenzie e gli editori coinvolti hanno visto incrementare la loro efficienza, rispettivamente, del 29% e del 57%.

Matt Brocklehurst, Head of platforms and publisher marketing APAC, ha spiegato in un articolo sul blog di Google che la promessa del Programmatic Guaranteed è di limitare le probabilità di raddoppiare la spesa pubblicitaria sullo stesso utente e di erogare annunci troppo frequentemente; la tecnologia permetterebbe inoltre di ottimizzare le tempistiche, su entrambi i versanti, grazie alla semplificazione del flusso di lavoro.

“Invece di raggiungere inavvertitamente le stesse persone in continuazione, ora i marchi possono guidare i budget per raggiungere più consumatori. Questo si traduce anche in una migliore esperienza per gli stessi in quanto riduce la sovraesposizione”, ha spiegato Brocklehurst

Smart apre al Programmatic Guaranteed. Doubleclick Bid Manager primo partner

All’interno dell’offerta di Smart debutta il Programmatic Guaranteed. Una modalità di compravendita pubblicitaria che permette ai compratori di finalizzare deal con i premium publisher di Smart, con una delivery garantita ad un prezzo fisso. Primo partner in Programmatic Guaranteed della piattaforma è Google DBM (di cui Smart è a sua volta uno dei primi partner).

L’offerta è attiva su desktop, video, mobile e app, e continuerà ad avere dalla sua servizi di adserving e forecasting, due componenti chiave che da sempre hanno caratterizzato il posizionamento di Smart tra le piattaforme lato offerta.

«Siamo entusiasti di creare nuovi modi di utilizzo delle decisioni data-drive in real-time, combinate all’accesso di inventario riservato dai publisher. Il Programmatic Guaranteed semplifica il processo di acquisto con l’utilizzo di un’unica piattaforma e crea nuove opportunità di cooperazione tra advertiser e publisher. Non vediamo l’ora di lavorare con i nostri partner per portare questa nuova offerta nel mercato», afferma Paul Cocks, EMEA Head of Product for Inventory & Programmatic Direct in Google.

Su Smart i buyer potranno adesso concludere transazioni per formati ad alto impatto, tra cui Roadblocks e rich media. Una decisione che la società guidata in Italia da Andrea Ceccoli ha preso come parte della sua strategia per garantire maggiore controllo e trasparenza a domanda e offerta. Strategia in cui si inserisce anche la recente decisione di bloccare tutti i domini non autorizzati da Ads.txt.

«I buyer devono capire dove stanno finendo i loro budget pubblicitari, così il cambiamento alle relazioni dirette è strumentale – evidenzia il Chief Programmatic Officer di Smart David Pironon -. Smart fornisce un procedimento trasparente tra acquisto e vendita per effettuare transazioni dirette, senza il procedimento time-consuming delle inserzioni tradizionali. Il settore si sta spostando dai tradizionali acquisti IO verso deal in programmatic, inclusi anche quelli con volume garantito».

«La nostra piattaforma full-stack – aggiunge Pironon – offre un avanzato sistema di forecasting che include diversi parametri e fonti lato domanda in maniera tale che i publisher possano fornire ai buyer il 100% del volume di delivery, mentre viene massimizzato il rendimento con le campagne non-guaranteed».

Smart cresce e fissa i punti chiave della strategia 2018

L’ampliamento dell’offerta si inserisce in una fase di piena crescita della società, come ci conferma il Country Manager Italia Ceccoli: «L’azienda continua ad essere in crescita a livello globale su tutte i mercati, con un focus particolare sulla Cina».

La piattaforma ha aperto il 2018 con un’idea chiara di quelli che saranno i capisaldi della sua strategia: «Punteremo su alcune nostre feature chiave – ci spiega Ceccoli -. Innanzitutto l’inventory sulla nostra SSP, che è 100% ads.txt compliant e di alta qualità per i nostri buyer. Poi, contiamo di sviluppare il mercato delle app con nuovi partner e formati. Ancora, ottimizzeremo i processi di acquisto all’insegna del deal discovery, consentendo la ricerca automatica di deal già fatti e stabiliti tramite programmatic. E non da ultimo, intendiamo associare la nostra piattaforma full stack al concetto di “private garden”, ossia una suite completa per la monetizzazione di quegli editori che vogliono ottimizzare le revenue allo stesso tempo proteggendo i propri dati».

MediaMath integra il Programmatic Guaranteed di Google AdX: è il primo partner esterno

MediaMath integrerà sulla propria piattaforma il prodotto di Programmatic Guaranteed di Google DoubleClick Ad Exchange. E’ la prima volta che Google apre la propria soluzione a società esterne.

Oggi gli inserzionisti sono alla ricerca di nuovi modi di procurarsi inventory attraverso accordi diretti, in maniera efficiente e scalabile ma allo stesso tempo senza sacrificare la qualità. L’integrazione di MediaMath con il Programmatic Guaranteed di Google fa esattamente questo, velocizzando il flusso operativo tramite cui le aziende individuano e negoziano inventory di alta qualità.

Google stima che circa il 60% della spesa in pubblicità automatizzata andrà sul Programmatic Guaranteed entro il 2019.

«Siamo entusiasti di essere la prima società a cui Google ha aperto la sua offerta di Programmatic Guaranteed. La novità sarà attiva, tramite MediaMath, su tutti i mercati di DoubleClick AdX, ossia EMEA, APAC, LATAM e Nord America. Gli inserzionisti raggiungono un migliore ROI quando conducono questo tipo di accordi – è un must-have», commenta Tanuj Joshi, VP Global Media Partnerships di MediaMath.

«L’integrazione di MediaMath con DoubleClick Ad Exchange è un evidente esempio di come il Programmatic Guaranteed sta creando nuove opportunità di connessione per inserzionisti ed editori», aggiunge Chip Hall, Managing Director, Google Media Platforms.

DoubleClick lancia il Programmatic Guaranteed in tutto il mondo

DoubleClick, la società che gestisce i prodotti pubblicitari di Google, ha annunciato il lancio globale del Programmatic Guaranteed, disponibile per tutti gli inserzionisti che usano DoubleClick Bid Manager, e per tutti i publisher che utilizzano DoubleClick for Publishers Premium.

Il Programmatic Guaranteed costituisce, in un certo senso, l’anello di congiunzione tra gli scambi pubblicitari tradizionali e il real-time bidding, utilizzando l’infrastruttura dell’RTB per dare alle vendite dirette i benefici della tecnologia programmatica, con prezzo fisso e inventory riservata.

Con Programmatic Guaranteed, «gli inserzionisti e le agenzie hanno accesso a inventory premium garantite», scrive sul blog aziendale Kurt Spoerer, Senior Product Manager di DoubleClick, che assicura: «Con Programmatic Guaranteed i publisher hanno maggiore sicurezza sui ricavi, possono fare forecast sugli accordi programmatici e godersi la semplicità del sistema di raccolta e fatturazione automatico. Tutto questo senza bisogno di inviare tag tramite email, senza preoccupazioni sul controllo creativo, discussioni sulle discrepanze, né interminabili scambi di fax».

Il lancio ufficiale (in versione beta) del Programmatic Guaranteed da parte di DoubliClick arriva dopo sei mesi di test, che hanno coinvolto 300 inserzionisti e 200 editori, permettendo a Google di perfezionare il prodotto.

Tra i partner che hanno scelto di puntare su questo prodotto, DoubleClick cita anche Condé Nast Italia, che ha scelto di “automatizzare i processi, per dedicare più tempo alle strategie e all’analisi”. Con il supporto di MediaCom, l’editore ha adottato “un nuovo approccio basato sulla pubblicità programmatica garantita, che elimina la necessità di interminabili scambi di email, fatture e documenti con i clienti”.

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Così Elia Blei, Commercial Director Digital and Large Markets, Condé Nast Italia: “Come editori premium, automatizzeremo i processi che oggi sono manuali. Programmatic Guaranteed è sicuramente una soluzione completa. È esattamente quello di cui un publisher come noi ha bisogno in uno scenario digitale in continua evoluzione e sempre più esigente”.

“Programmatic Guaranteed – dichiara invece Andrea Di Fonzo, Managing Director di MediaCom Italy – aiuta i publisher a offrire inventari di altissima qualità agli inserzionisti. Quando avviamo una campagna, dobbiamo sempre confrontarci per prima cosa con il publisher: una volta stabilito il prezzo, definiamo il posizionamento, le tempistiche e poi il volume. In questo modo, se paragoniamo la vendita diretta al Programmatic Guaranteed, otteniamo risultati migliori”.

Le forme “dirette” – ossia finalizzate a “automatizzare” gli scambi pubblicitari one-to-one – di programmatic advertising rappresentano uno dei comparti a maggior crescita per l’advertising online. Secondo una recente ricerca di eMarketer, solo negli Stati Uniti il programmatic direct dovrebbe aver raggiunto un valore di 8 miliardi di dollari, pari a oltre il 50% del giro d’affari annuale del programmatic adv.

Matteo Longoni, eBay Advertising: «Una settimana tutta in programmatic, ecco com’è andata»

In UK, il mese scorso eBay Advertising ha portato a termine un esperimento molto interessante: una settimana “Programmatic only”. Per 7 giorni, a partire dal 16 febbraio, tutta la pubblicità sul network britannico del popolare ecommerce è stata gestita ed erogata esclusivamente attraverso piattaforme di programmatic trading.

I numeri dell’esperimento non sono ancora stati resi pubblici, nel frattempo abbiamo chiesto a Matteo Longoni, Head of advertising sales FR, IT, ES and EEM eBay Advertising, di spiegarci quali erano le finalità di questa iniziativa, come è stata organizzata e, in sostanza, com’è andata.

Una settimana “tutta in programmatic”. Perché?
Il tentativo era di stimolare l’intero ecosistema pubblicitario sul tema del programmatic, dimostrando come fosse possibile gestire l’intera filiera del media trading online attraverso le piattaforme automatizzate e dissipando le ultime resistenze rispetto a questa possibilità. Un tentativo di questo tipo è stato possibile in UK, mercato in cui il programmatic ha una quota rilevante del mercato display, e per alcuni clienti è già la modalità unica di acquisto media online.

In Italia, per confronto sarebbe stato possibile?
Possibile sì, ma l’esperimento avrebbe avuto poco senso, visto che “la base” del mercato programmatico è ancora troppo piccola, anche se in grande crescita, e sarebbe suonato davvero come una forzatura.

In generale, com’è andata?
I dati non sono ancora pubblici ma posso dire che è andata bene, è stata un’esperienza molto interessante. Attenzione: non è che di punto in bianco abbiamo “spento” tutte le campagne tradizionali, rimanendo a vedere cosa succedeva. Centri media e investitori sono stati contattati molto prima, sono state negoziate una serie di campagne pubblicitarie gestite dalle piattaforme di Programmatic, con volumi garantiti. Una volta creata questa base necessaria, abbiamo definito le date e abbiamo lanciato l’iniziativa.

Ci sono state molte adesioni?
Si e abbiamo avuto conferma che c’è molta “fame” di programmatic, specie di “programmatic guaranteed”. C’è ancora però un po’ di lavoro da fare sul fronte tecnologico, perché i publisher possano implementare questa modalità di gestione ed erogazione della campagne in modo completamente automatizzato. In questo caso tuttavia, più che testare la parte tecnologica volevamo testare la risposta del mercato, che è stata indubbiamente positiva.

Quindi, avete riempito tutta la settimana con i private deal?
No, c’era anche una componente open, coprire tutte quelle impression richieva uno sforzo notevole. Abbiamo realizzato un mix delle due possibilità, in cui la quota prenotata dai centri media era molto rilevante.

Ritenete che in futuro sia possibile un mercato “100% programmatic”?
E’ possibile, anche se non è poi così rilevante, già oggi per esempio, eBay ha adottato un approccio commerciale “olistico”, con proposte commerciali non più differenziate in tradizionale e programmatic: un’”offerta ebay”, il fatto che venga erogata in modalità tradizionale o programmatica per noi è sostanzialmente indifferente, dipende dalle preferenze del cliente.

Per tornare un attimo al confronto con l’Italia: quando a tuo parere un esperimento di questo tipo sarà possibile da noi?
Tra uno, due anni al massimo saremo pronti. L’Italia sul programmatic è partita un po’ in ritardo, ma sta recuperando terreno in fretta rispetto a molti Paesi. Mercati come Spagna, Germania o Belgio non sono più avanti di noi, anzi forse è il contrario. In generale, per chi si occupa di programmatic il panorama è positivo.

La campagna Citroën inaugura il Programmatic Guaranteed firmato Resolution e PHD

PHD Italia e Resolution, business unit di Omnicom Media Group dedicata ai servizi di marketing e comunicazione digitale, hanno implementato i loro servizi con una soluzione innovativa nell’area dell’ad-tech: il Programmatic Guaranteed, grazie al quale Citroën ha potuto riservare spazi premium – prima irraggiungibili acquistando in modalità RTB – pur pianificando in maniera automatizzata.

I “pacchetti garantiti” rappresentano di fatto sul nostro mercato un passo importante in termini evolutivi dell’offerta Programmatic: un modello di business per certi versi vicino ad una tradizionale vendita diretta digitale, ma che consente raggiungere spazi di qualità, una precisa targettizzazione, prezzo, data, formato/sito e volumi di impression a seconda delle reali esigenze del cliente.

È con questa logica che, in partnership con Doubleclick e Leonardo, e sfruttando le opportunità offerte da Accuen – piattaforma di programmatic buying del Gruppo Omnicom -, la digital unit insieme a PHD ha permesso al brand Citroën di entrare in contatto con la propria audience ottimizzando e automatizzando i processi di acquisto degli spazi per una migliore gestione degli investimenti.

“Si tratta della prima di una serie di attività mediante cui ci proponiamo di sfruttare al meglio le opportunità delle tecnologie legate al planning e buying – spiega Vittorio Bucci, managing director di PHD, attraverso la nota stampa ufficiale –. La pianificazione automatizzata, in tal senso, è un volano di grande efficacia che ci consente di migliorare le performance dei nostri business partner”.

A quella di Bucci si aggiunge la dichiarazione di Andrea Folcio, cto e Resolution Director: “Siamo molto orgogliosi di questa operazione introdotta per la prima volta in Italia. In Resolution ci siamo dotati del miglior team e delle migliori tecnologie per offrire ai nostri Clienti di raggiungere il target desiderato, sul canale più adatto, nel momento migliore, al miglior prezzo al fine di una più efficace ottimizzazione delle campagne pubblicitarie e il miglior ritorno dell’investimento”.

L’operazione, che ha coinvolto il team di Resolution per PHD, è stata attivata e gestita da Maria Galli (Global Account Director PHD), Paola Corno (Head of Data&Technology Accuen) con Marta Sudati, Gaia Bernava e Simone Mercanti, e dimostra come le soluzioni di programmatic possono essere usate in maniera efficace per generare valore.

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