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[Videointervista] Oyster a Programmatic Days: «Uniamo big data ed emozioni»

I dati? Sono il motore dell’advertising online, ma la possibilità di usarli per targettizzare gli utenti non deve far dimenticare una legge senza tempo della pubblicità: solo i messaggi capaci di catturare le emozioni del cliente possono essere realmente efficaci.

Lo ha detto Patrizia Conte, founder dell’ad tech company Oyster Technology, a Programmatic Day(s) 2018, l’evento italiano sul programmatic advertising organizzato da Engage e Programmatic Italia.  «Oggi la tecnologia è alla base della comunicazione digitale, e i dati sono la chiave per farla funzionare bene ma – ha avvertito Patrizia Conte – i cookie sono tanti, non sempre consistenti tra loro e molto costosi. Affidarsi esclusivamente a loro, credendo ciecamente in una comunicazione “causa-effetto” e senza tenere conto di altri fattori, come la capacità di un messaggio di generare l’”effetto wow”, può essere un mero esercizio di stile».

Il consiglio, quindi, è quello di riscoprire creatività, e contesto: all’interno della filiera del Programmatic, Oyster si pone come operatore specializzato nel segmento dei private deal, con formati ingaggianti distribuiti su molti tra i più autorevoli siti italiani.

«Forse dobbiamo uscire da una ‘fredda’ concezione di “target”, cercando di parlare a, persone, o meglio “personaggi”, non solo pensando alle caratteristiche e alle abitudini che li rendono nostri clienti potenziali, ma anche in quei contesti e con quelle particolari creatività che si rivelano più adatti a veicolare correttamente il messaggio».

La manager ha quindi ricordato i punti chiave del posizionamento della società: Oyster offre consulenza e supporto tecnico, per la costruzione di private marketplace su editori premium. La sua tecnologia proprietaria è in grado di creare in tempo reale creatività interattive, mixando video e immagini su tutti i formati standard di mercato: box, halfpage, overlay, floor ad, strip espandibili. E in chiusura di intervento, ecco la novità: «Stiamo lavorando per rilasciare la nostra tecnologia proprietaria in modalità SAAS, per grandi clienti che vogliono lavorare con il nostro stack tecnologico direttamente in-house».

Guarda la videointervista a Patrizia Conte, realizzata a margine del suo intervento a Programmatic Day(s) 2018:

[Videointervista] Giorgio Mennella (Ciaopeople) a Programmatic Day(S): «Il dato cambia anche il modo di informare»

Il punto di vista di un editore sull’importanza del dato per fare informazione: è stato questo il cuore dell’intervento di Ciaopeople, nella persona del suo Advertising Director Giorgio Mennella, a Programmatic Day(S) 2018.

Per arrivare subito al fulcro della questione, Mennella è partito da un caso che di recente è stato al centro dell’attenzione di buona parte della stampa mondiale: parliamo del caso “Facebook e Cambridge Analityca”.

Dopo aver ripercorso le tappe più importanti di questo particolare caso, che ha inoltre portato Mark Zuckerberg davanti al Congresso Americano, Mennella però sovverte la questione puntualizzando una cosa ovvia per gli addetti ai lavori, ma evidentemente meno evidente per i neofiti: «Al netto della questione etica e della procedura non proprio chiara, in termini generali il lavoro svolto da Aleksandr Kogan e da Cambridge Analytica è molto simile a un lavoro che tanti di noi conoscono molto bene: l’audience targeting. Insomma, quello di Cambridge Analytica è un chiaro caso di comunicazione politica, che ha però una enorme, spaventosa e preoccupante sfumatura tecnologica».

Guarda la videointervista a Giorgio Mennella, a margine del suo intervento a Programmatic Day(s) 2018:

«Se i fatti saranno confermati», ha puntualizzato ancora l’Advertising Director di Ciaopeople, «sapremo che un algoritmo di distribuzione ha influenzato le elezioni politiche in due grandissime democrazie occidentali, con le elezioni presidenziali negli USA e con il referendum sulla Brexit in UK. E secondo indiscrezioni anche in un terzo paese europeo, uno di quelli che affacciano sul mediterraneo. Una questione talmente grande da portare lo stesso Zuckerberg a richiedere una legge per la Silicon Valley, una regolamentazione che coadiuvi l’autoregolamentazione che fino a ora ha guidato il progresso tech sviluppato nella culla più liberale d’America».

Da qui alla riflessione su come il dato possa cambiare per un editore il modo di fare informazione è breve: «Se posso far vedere uno spot P&G a una donna 25-54 e se Cambridge Analytica può far vedere un post su una rapina in villa nel nord est a un lettore conservatore assecondandone i gusti, perché io non posso far vedere a un conservatore indeciso che l’ISTAT smentisce tutte queste bugie sui crimini degli immigrati?».

Si rivela così dunque il valore del dato, che nello specifico Fanpage.it sta provando a usare: «Abbiamo quindi deciso di provarci, di usare i dati per veicolare contenuti diversi a lettori diversi. Tutto avviene attraverso la profilazione degli utenti, che creano un loro profilo sul sito, “flaggano” i loro interessi, consentono la lettura della loro navigazione sul giornale e acconsentono all’invio di notifiche push su dispositivi desktop e mobile. Questo paga. In termine di views e di fidelizzazione», precisa ancora Mennella sottolineando come il dato e il contenuto ormai vanno a braccio, «così come la tutela della privacy dei nostri utenti», chiude.

[Videointervista] Sublime Skinz a Programmatic Day(s): «I formati sono fondamentali per la buona riuscita di una campagna»

I formati pubblicitari sono un elemento fondamentale per la buona riuscita di una campagna pubblicitaria, in particolare una campagna di branding. A sostenerlo a Programmatic Day(s) è Stefania Giovinazzo, Account Director Italy di Sublime Skinz, ad tech company nata 5 anni fa a Parigi e ora presente in tutto il mondo, attiva nella creazione di formati di grande impatto diffusi su un network presente in vari paesi.

«Il 22% degli utenti in Italia ha installato un ad blocking per evitare le pubblicità troppo invasive e l’affollamento di banner che impedisce di leggere i contenuti sui siti», spiega Giovinazzo.

Come le attività di branding possono inserirsi in questo contesto? «Con formati ad alta viewability, rispettando gli utenti, puntando sulla trasparenza del network in cui vengono erogati e sulla brand safety: in questo modo i marchi possono tutelarsi», afferma la manager. In particolare, il programmatic aiuta nelle campagne di brand «grazie all’uso dei dati, al targeting, alla possibilità di erogare le creatività su diversi device, per offrire all’utente un’esperienza personalizzata».

Guarda la videointervista a Stefania Giovinazzo, a margine del suo intervento a Programmatic Day(s) 2018:

Sono diversi però gli ostacoli all’adozione del programmatic, tra cui la brand safety e le frodi: «A questo Sublime Skinz risponde lavorando su white list trasparenti e con l’alta viewability dei formati».

In particolare, si tratta di formati creativi e d’impatto, non intrusivi, stando sempre nell’outstream, e con alti Ctr. «Sono tipi di annunci visti 5 volte più a lungo rispetto ad altri formati standard. Sono perfettamente adattabili anche sul mobile e vi si possono aggiungere video o elementi interattivi».

Stefania Giovinazzo ha inoltre dato alcuni consigli per campagne di successo: «Per il desktop, rispettare l’utente, usare i rich media per creare engagement e inserire il logo nei primi secondi del video. Per il mobile, non usare le creatività usate per il desktop ma idearne ad hoc, usando ad esempio, video più corti».

[Videointervista] Xaxis e Kinetic a Programmatic Days: «Real DOOH, i vantaggi del programmatic incontrano l’outdoor»

Siamo tutti nomadi: l’80% della popolazione adulta italiana dedica più di un’ora agli spostamenti all’aperto, e questo rende l’Out Of Home un mezzo di comunicazione sempre attuale, terzo media per tempo speso dopo internet e la tv. In seguito alle esposizioni agli annunci Ooh le persone sono portate a svolgere delle azioni, come ricerche sul web e acquisti. In seguito a questi trend, sono aumentati anche gli investimenti pubblicitari.

E con il digitale, tutto questo sta assumendo una nuova dimensione come hanno spiegato nella seconda giornata di Programmatic Days Erik Rosa, Managing Director di Xaxis Italia, e Carlo Grillo, Chief Operating Officer di Kinetic Italia, le due società di WPP che hanno sviluppato un’offerta digitale, Real DOOH (in cui “real” richiama il mondo del Programmatic).

Guarda la video intervista a Erik Rosa, realizzata a margine del suo intervento sul palco dell’Auditorium Iiulm:

«Con Real DOOH è possibile applicare le tecnologie di automazione del programmatic per pianificare l’esterna. Grazie all’inventory di concessionarie come Clear Channel, Telesia, Grandi Stazioni, è possibile portare la comunicazione nei grandi aeroporti e stazioni, sulle pensiline dei mezzi pubblici, nei centri commerciali, in metro potendo scegliere di uscire solo in determinati giorni o fasce orarie, usando creatività dinamiche in tempo – quasi – reale, collegandosi a una Dsp». Inoltre Real DOOH, ha continuato Rosa, «si presta molto a un’amplificazione online, in particolare con il mobile».

Quello del DOOH è un mercato in crescita, con oltre 42 milioni nel 2017 (erano 30 milioni nel 2013) e un aumento degli impianti esterni digitalizzati che l’anno scorso in Italia sono oltre 6000. «E con il programmatic – ha detto Carlo Grillo – questo processo di sviluppo si arricchirà sempre di più, perché è un prodotto che risponde alle esigenze dei clienti. Vedremo asset che arricchiranno le nostre città anche dal punto di vista estetico».

Guarda la videointervista a Carlo Grillo, realizzata a margine del suo intervento a Programmatic Day(s) 2018:

Nel corso della presentazione, Rosa e Grillo hanno illustrato la campagna “Unlimited” di Zalando, in cui il Programmatic OOH ha permesso l’erogazione solo nelle fasce orarie mattina e sera, con tre soggetti creativi differenti, il tutto con l’uso di una Dsp, e una campagna di Ford, primo cliente a scegliere il Real DOOH.

Diversi sono i vantaggi del Real DOOH emersi dalla presentazione: «L’automazione, la possibilità di scegliere quando far uscire la campagna e la possibilità di effettuare cambi delle creatività a seconda del contesto», spiega Grillo. E il bello in parte deve ancora venire: «In futuro l’offerta sarà aumentata, ci sarà una crescita dell’inventory e gli schermi saranno presto dotati di un apparecchio in grado di tracciare le persone in prossimità dello schermo».

«Siamo per ora presenti su oltre il 30% dei mezzi digitali e puntiamo a essere sul 60% entro il prossimo anno, raddoppiando la nostra offerta», conclude Rosa.

Programmatic e media di alta qualità sono sempre più correlati

Il Programmatic è uno dei fenomeni in crescita nel settore della pubblicità globale e questo fenomeno ancora d’avanguardia può portare tutta una serie di vantaggi nel targeting, risparmio di tempo e anche sul fronte economico, ma dall’altra parte questo può creare un intero elenco di complicazioni per i marketer che vogliono assicurare l’alta qualità nel loro acquisto di spazi pubblicitari.

Programmatic buying e media di alta qualità possono coesistere? Il tema è stato affrontato al Programmatic Day(s) con una tavola rotonda dedicata che ha visto intervenire rappresentanti della domanda e dell’offerta.

«Programmatic buying e media quality sono solo possono coesistere ma sono semmai strettamente correlati», ha detto Domenico Pascuzzi, Marketing Director della Business Unit Large Account di Italiaonline. «La qualità è infatti oggi un catalizzatore del programmatic. Non abbiamo a cha fare più solo con uno strumento di monetizzazione dell’invenduti. Il Programmatic è ormai maturo per soddisfare quegli obiettivi strategici per le aziende, per gli spender obiettivi, a partire dalla brand awareness. Per questa ragione, tutti gli attori della filiera devono tendere sempre di più alla qualità».

La qualità, tuttavia, si paga. E in un modello del tutto automatizzato come quello del Programmatic, dove la filiera è complessa, tutto questo dovrebbe avere un peso nella costruzione del prezzo dei media, ha aggiunto Massimo Pattano, Marketing Manager di 4W MarketPlace.« Il Programmatic non ragiona più infatti più solo secondo le logiche della perfomance. Gli operatori sono chiamati oggi a capire quali sono gli obiettivi di comunicazione delle aziende, le esigenze sempre più sofisticate degli investitori. E a mettere in atto, di conseguenza, le pianificazioni più adatte».

Ma c’è un rischio maggiore per la sicurezza del marchio quando si acquista attraverso canali programmatici, rispetto all’acquisto diretto dai publisher? Secondo Alfonso Zito, manager di Annalect (OMG), «l’evoluzione della tecnologia ci permette oggi di filtrare media di sempre maggiore qualità. I publisher si stanno muovendo in questa direzione e, infatti, gli spazi messi a disposizione dal mercato per il Programmatic sono infatti sempre di più». Il vantaggio, rispetto alla reservation, è «il controllo che permette agli spender di spendere al meglio e di creare efficienza

Il tema della trasparenza è da tempo sul tavolo degli operatori, e i recenti moniti alla industry di big spender come Unilever e P&G non hanno fatto altro che aumentare l’attenzione. Del resto, che il 2017 sia stato un anno carico di sfide nell’ambito della “media quality è stato confermato anche da Marco Losito, Digital Manager di FCA Italy Market. «Il 2017 è stato un anno di grandi sfide per la comunicazione di FCA. E il 2018 lo sarà ancora di più. Ci confrontiamo quotidianamente con un mercato in rapida evoluzione e, in questo scenario. Il Programmatic rappresenta per noi il principale strumento nella nostra strategia digitale. Anche perché il presidio che ci garantisce il Programmatic vuol dire per noi maggiori entrate commerciali. Basta considerare questo concetto per capire come per noi sia importante che Il Programmatic sia sinonimo di qualità. Per questo motivo, abbiamo bisogno di partner che si supportrino nel settore ad alto livello».

Con oltre 75milioni di dollari di finanziamenti, Integral Ad Science è «un leader nella verifica degli annunci, ottimizzazione, e nelle tecnologie di analytics utilizzato da top brand, agenzie e aziende ad Tech in tutto il mondo«, ha detto Elisa Lupo, Director di Integral Ad Science in Italia. La manager ha spiegato come funziona la tecnologia di IAS, all’interno di un contesto programmatico, e come permetta agli spender, così come a tutti gli operatori della filiera,  di poter contare su pianificazione sempre efficienti e e trasparenti.

 

[Videointervista] Tradelab a Programmatic Day(s): «Il cost-per-hour può essere un nuovo standard di mercato»

Massimizzare l’impatto di un messaggio pubblicitario attraverso un tempo di esposizione controllato. Possibile? Sì secondo Tradelab, che propone proprio questo paramentro come possibile soluzione ad alcune oggettive difficoltà titpiche del media online e dell’acquisto in programmatic.

«Tra viewability e frode, solo una parte degli investimenti pubblicitari sono utili al brand», ha dichiarato Gaetano Polignano, Country Manager Italia di Tradelab a Programmatic Days 2018.

«E’ dimostrato – ha spiegato Polignano – che esiste una correlazione tra durata di esposizione a una campagna e il numero di visite al sito di un inserzionista. Per questo la società ha lanciato Brand Impact, una soluzione che ottimizza il tempo di esposizione lungo le varie impressione di una campagna».

Guarda la videointervista al Country Manager della società ad-tech, realizzata a margine del suo intervento:

Il senso è quello di offrire una diffusione controllata del messaggio per utente fino a raggiungere l’obiettivo di durata di esposizione al messaggio pubblicitario.

Polignano arriva a ipotizzare l’uso del “cost-per-hour” come nuovo standard di misurazione accettato dal mercato: «Tra le altre cose, il cost-per-hour ci può aiutare a capire come una strategia sia ottimale in termini di costo nell’esposizione accumulata. I marchi hanno ottenuto campagne più efficaci, con un’esposizione maggiore del 60% con ripercussioni positive anche su altre metriche, come un aumento del 30% delle visite sul sito»

L’ad tech: com’è e come sta cambiando. Focus sui nuovi trend a Programmatic Day(s) 2018

Il Programmatic è un mercato in continua evoluzione e di anno in anno le sue parole chiave e i temi intorno a cui discutono e si confrontano i suoi operatori cambiano. Se solo qualche anno fa l’automazione delle campagne si affacciava timidamente all’interno delle strategia media di aziende ed editori, adesso l’ad tech è un segmento maturo, che guarda a nuovi canali rispetto a quelli dove ha sempre vissuto, e si trova a diversi confrontare con temi spinosi che ora, con l’aumento degli investimenti, diventano esigenze importanti – quasi fondamentali – per chi compra o vende pubblicità tramite piattaforma.

Ma quali sono i temi di attualità che coinvolgono la filiera programmatica e come sta rispondendo ad essa il mercato? E qual è, in generale, la situazione del settore, non solo in termini di tendenze, ma di numeri?

A Programmatic Day(s) 2018 cercheremo di far luce sull’evoluzione della industry, offrendo l’occasione di conoscere e approfondire le nuove opportunità offerte dalla tecnologia, dai dati e dall’automazione al mondo della pubblicità, grazie al contributo di numerosi esperti del settore. L’evento, giunto alla quarta edizione, quest’anno cambia format, snodandosi in due mattine, il 18 e 19 aprile all’Auditorium IULM di Milano. E’ ancora possibile iscriversi gratuitamente qui.

La prima giornata: trasparenza, brand safety, Programmatic Audio

Nella prima giornata (qui il programma completo), dopo la presentazione dei risultati di Yoursight, le ricerca sui trend dell’online che Engage realizza in collaborazione con Human Highway, spazio ad argomenti come trasparenza, brand safety e user experience, che dopo lo scandalo YouTube, la questione fake news di Facebook e i recenti moniti alla industry di Unilever e un anno fa di P&G, sono emersi come particolarmente sentiti soprattutto tra i buyer.

Ma il Programmatic, oggi, vuol dire anche approdo a nuovi media, al di fuori dell’online dove il trading automatizzato aveva avuto origine: l’online. A tal proposito, una delle novità di quest’anno è il rapido sviluppo del Programmatic Audio: la crescente popolarità di tecnologie come streaming e podcast su mobile, insieme con la saturazione del mercato display, sta infatti mettendo questo canale in primo piano nell’agenda di aziende ed editori.

Non si può parlare di Programmatic, però, se non si parla di dati. E oggi i dati, e in particolare la loro raccolta e il loro utilizzo, sono un tema particolarmente al centro dell’opinione pubblica, con il caso – ancora fresco – di Facebook e Cambridge Analytica e la definitiva entrata in vigore della GDPR dietro l’angolo. Di questo, ma anche di tanto altro, si parlerà nella seconda giornata di Programmatic Days 2018.

Dati, GDPR, formati, TV e OOH: i temi del secondo giorno

La mattinata del 19 aprile (qui l’agenda degli speaker) si aprirà con la presentazione dei dati sugli investimenti in Programmatic Advertising in Italia, presentati da Andrea Lamperti, direttore dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano. Seguiranno approfondimenti con vari esperti del mercato su quanto vale il mercato, dove si concentrano gli investimenti, le prospettive di crescita per il 2018, e l’impatto sul settore dell’entrata in vigore del nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR).

Altro tema della seconda giornata, in questi ultimi mesi al centro dei dibattiti dei player della industry dell’advertising digitale, saranno le nuove guidelines in termini di “annunci pubblicitari accettabili” definite dalla Coalition for Better Ads e adottate da Google come criterio di filtraggio per il browser Chrome. In una tavola rotonda si affronterà la questione dell’impatto reale che questa novità sta avendo sul mercato della pubblicità online. Infine, ancora a proposito di “nuovi media programmatici”, due approfondimenti su come l’approccio ad tech sta invadendo la TV e l’Out-of-Home.

Non finisce qui: la giornata conclusiva di Programmatic Day(s) 2018 si estenderà anche al primo pomeriggio con un momento dedicato alla formazione, offerto dalla Engage Digital School: visto il successo dell’edizione 2017, torna infatti anche quest’anno il corso gratuito “Le Basi del Programmatic”, nel corso del quale Sara Buluggiu, Managing Director Italia, Spagna e MENA di Rubicon Project, spiegherà in modo chiaro come nascono e quali funzioni svolgono gli strumenti tecnologici che oggi permettono di automatizzare i processi di compravendita di spazi pubblicitari online. L’accesso al corso è riservato ai primi 150 che ne faranno richiesta all’accredito del Programmatic Day(s) la mattina di giovedì 19 aprile.

Programmatic Day(s) 2018: aiutaci a costruire la ricerca dedicata!

Quali sono i trend emergenti del Programmatic Advertising? Qual è il valore aggiunto portato dall’ad-tech nello sviluppo della pubblicità online, e quali sono invece le criticità che ne frenano l’adozione?

Aiutaci a far emergere scenari e tendenze del settore partecipando a Yoursight, la ricerca congiunta di Engage e Human Highway che si propone di costruire una visione d’insieme su cosa sta succedendo e cosa si prevede che accadrà nel prossimo futuro nel campo della comunicazione online, coinvolgendo i professionisti del settore.

I risultati della nuova edizione di Yoursight saranno presentati il prossimo 18 aprile nel corso di Programmatic Day, il più importante evento italiano dedicato al Programmatic Advertising in programma all’auditorium IULM di Milano (a cui è possibile partecipare iscrivendosi qui).

Cliccando sul bottone sottostante, accederai al form della ricerca, attraverso il quale ti sarà chiesto di esprimere il tuo punto di vista sui trend e le aspettative di sviluppo del Programmatic e non solo.

pulsante ricerca

Aperte le iscrizioni a Programmatic Day(s) 2018

Sono aperte sul sito dedicato le iscrizioni a Programmatic Day(s) 2018, il principale evento italiano dedicato al Programmatic Advertising che si terrà il 18 e 19 aprile all’Auditorium IULM di Milano (via Carlo Bo, 7).

Giunto alla quarta edizione, l’appuntamento organizzato da Programmatic Italia ed Engage offre un’occasione imperdibile per conoscere e approfondire le nuove opportunità offerte dalla tecnologia, dai dati e dall’automazione al mondo della comunicazione pubblicitaria.

Nel 2018 l’evento si amplia articolandosi in una due giorni ricca di conferenze, occasioni di networking e molto altro. L’obiettivo è quello di offrire a un pubblico di tipo professionale – principalmente aziende, editori, agenzie e centri media – una panoramica completa sul mercato programmatico, dall’analisi dello scenario, alla definizione degli obiettivi perseguibili attraverso l’ad-tech, degli strumenti disponibili in Italia e della misurazione dei risultati.

Il programma del meeting si completa con una serie di attività di taglio didattico, organizzate dalla Engage Digital School, per chi volesse vivere Programmatic Day(s) 2018 come un’occasione di formazione, oltre che di networking e accrescimento professionale. Di seguito, qualche anticipazione sul programma.

DAY 1 (mercoledì 18 aprile) – It’s all about trust

Le novità del mondo ad tech, il tema caldo della “trasparenza” e le nuove frontiere del Programmatic Audio sono al centro del programma della prima giornata di Programmatic Day(s). (iscriviti qui)

  • “Programmatic adv: trends and expectations 2018”

Qual è il grado di “maturità” raggiunto dal Programmatic in Italia? E quali sono gli sviluppi attesi nel prossimo futuro? La prima giornata di Programmatic Day 2018 risponderà a queste domande grazie a una ricerca inedita realizzata in collaborazione con Human Highway, i cui spunti saranno analizzati nel corso di una tavola rotonda  – “Programmatic adv: trends and expectations 2018” – da figure chiave della industry pubblicitaria.

  • Le novità dell’ad-tech del mar-tech

Dall’integrazione tra ad-tech e mar-tech, all’uso evoluto dei dati nelle strategie di buying e selling, alle nuove tecnogie di monetizzazione come l’Header Bidding. Spazio alle novità dello scenario programmatico nella comunicazione online, con l’occhio sempre rivolto ai temi caldi della “trasparenza”, della brand safety e della user experience.

  • Programmatic Audio

La crescente popolarità di tecnologie come streaming e podcast su mobile, insieme con la saturazione del mercato display, sta mettendo il programmatic audio in primo piano nell’agenda di aziende ed editori. Ne parleremo in un focus.

DAY 2 (giovedì 19 aprile) – New Frontiers

I dati sugli investimenti, l’evoluzione qualitativa dei formati e l’espansione del Programmatic a mezzi come l’Out Of Home e la TV sono invece i punti attorno a cui si snoderà l’agenda della seconda giornata di lavori ai Programmatic Day(s) (iscriviti qui).

  • Programmatic: il mercato nel 2018

La seconda giornata di Programmatic Days 2018 si aprirà con la presentazione dei dati quantitativi sul Programmatic nel 2018. Quanto vale il mercato, dove si concentrano gli investimenti, quali sono le prospettive di crescita per il 2018. In sintesi: ricerche e commenti per approfondire gli scenari evolutivi del settore.

  • L’evoluzione dei formati

Il programma degli interventi di giornata si concentrerà quindi sullo sviluppo qualitativo del programmatic in termini di formati e mezzi disponibili. Focus su Native, Rich Media, creatività dinamiche, intersezioni con il machine learning, etc.

  • OOH & TV nell’era dell’addressable media

Per quanto riguarda i media che tradizionalmente “offline” il focus sarà sull’Outdoor e sul canale Video, con ampi interventi dedicati alle prime esperienze di Programmatic Advertising sulla Internet TV e sugli sviluppi previsti nell’ambito della TV lineare.

 

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