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Programmatic Day(s) 2018: tra nuovi media e trasparenza, ecco come sta cambiando l’ad tech

Se c’è una parola chiave che forse più di tutte condensa l’attuale situazione del programmatic e le sfide che questo mercato si trova a dover affrontare in questi mesi, quella parola sarebbe “trasparenza”. E proprio il tema della “trasparenza” e della “fiducia” nell’ad tech sono stati i protagonisti dell’edizione 2018 di Programmatic Day(s), l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alla pubblicità automatizzata e per la prima volta quest’anno diviso in due giornate.

La manifestazione, svoltasi il 18 e 19 aprile a Milano, ha visto alternarsi sul palco oltre 40 speaker, che hanno illustrato le varie sfaccettature del mercato programmatico attuale a una platea di più di 1700 persone nel corso delle due giornate. Ecco una sintesi di quello che è successo all’evento.

La sintesi della prima giornata

I lavori sono stati aperti con i risultati di Yoursight, la ricerca sulle tendenze della comunicazione online realizzata da Engage con Human Highway che quest’anno si è concentrata in modo particolare sui punti di forza (e di debolezza) del Programmatic.

Tra i primi si segnala in modo particolarmente evidente, ha raccontato Giacomo Fusina, Ceo di Human Highway, «la capacità di targettizzare le campagne. Questa caratteristica, unita alla personalizzazione del messaggio e alla semplificazione dei processi, produce il terzo beneficio, la maggiore efficienza del sistema. La ricerca ha messo in luce, però, anche degli inibitori allo sviluppo del Programmatic, riassumibili in tre scarsità: scarsa informazione e conoscenza su questa prassi di comunicazione, scarsa trasparenza e scarso controllo sulle inventory. Tra questi, le persone che lavorano abitualmente sul digitale avvertono come forte inibitore il basso livello delle inventory».

Ad ogni modo il Programmatic, dopo aver chiuso il 2017 con una crescita del 27%, ha detto Giacomo Fusina, dovrebbe aumentare ancora nel 2018 il suo valore di mercato, con un trend del 20%, raggiungendo così il mezzo miliardo di euro.

I dati illustrati sul palcoscenico Giacomo Fusina sono quindi stati commentati in una tavola rotonda, alla presenza di Giorgio Mennella, Advertising Director di Ciaopeople, Filippo Marchio, managing director di Adasta, Erik Rosa, Managing Director di Xaxis ed Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek, intervenuto in video collegamento dallo Sri Lanka.

Sul palcoscenico sono saliti Giovanni Tricarico di Mediamath (qui l’intervento), Lucio Mormile di Teads (leggi qui il resoconto) e Gaetano Polignano di Tradelab, intervenuto sul tema dell’efficacia.

La tavola rotonda dedicata al tema della trasparenza (qui l’articolo), con protagonisti Integral Ad ScienceAnnalect (OMG), FCA, Italiaonline e 4w Marketplace, ha chiuso la prima parte della giornata, prima di un coffee break.

La seconda parte della mattinata si è aperto con l’intervento di Italiaonline: Carmine Laltrelli e Sabina Lombardo hanno raccontato come la concessionaria abbia affrontato le sfide del programmatic grazie al concetto di “unified view”, mentre in seguito Valeria Mazzon di Adform e Andrea Stefanini di De Agostini Publishing hanno raccontato i frutti di una collaborazione in campo ad tech che dura orma da oltre 5 anni.

Ma il Programmatic, oggi, vuol dire anche approdo a nuovi media, al di fuori dell’online dove il trading automatizzato aveva avuto origine. A tal proposito, una delle novità di quest’anno è il rapido sviluppo del Programmatic Audio: la crescente popolarità di tecnologie come streaming e podcast su mobile, insieme con la saturazione del mercato display, sta infatti mettendo questo canale in primo piano nell’agenda di aziende ed editori. Se ne è parlato in chiusura di prima giornata in un focus organizzato con DigitalMDE cui hanno preso parte anche S4M, Gruppo Triboo e Dentsu Aegis Network.

Gli highlight del secondo giorno

Il Programmatic Advertising continua la sua corsa e vede aumentare ancora il suo peso nel mercato del digital advertising. «Dopo i risultati positivi ottenuti negli scorsi anni», ha detto Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano aprendo i lavori della seconda giornata di Programmatic Day(s), che ha registrato ancora una buona affluenza con quasi 700 ingressi all’Auditorium Iulm di Milano, «il Programmatic dovrebbe chiudere il 2018, secondo le nostre previsioni, con un incremento nell’ordine del 20%, o qualcosa di meno». Il giro d’affari salirà così a 480-490 milioni di euro, sfiorando il mezzo miliardo, contro i 409 milioni del 2017.

Il Programmatic rappresenterà a fine anno quasi il 30% di tutta la spesa display, confermandosi così un fenomeno sempre in salute e ormai consolidato, anche se il trend sarà meno positivo rispetto agli anni passati. Se il 2015 è stato l’anno del boom del Programmatic, i numeri del 2016 e il 2017 ne hanno certificato le potenzialità e anche l’inizio della maturazione. Dopo il +113% registrato dal comparto nel 2015 e un comprensibilmente più contenuto, ma incoraggiante +35% nel 2016, il 2017 ha visto la voce “Programmatic Advertising” registrare un +30% nel giro d’affari, mentre il 2018, come detto, dovrebbe registrare sempre una crescita intorno al 20%.

All’interno del Programmatic, il Video giocherà un ruolo fondamentale, così come la voce Private & Direct che peserà più del 45% «a discapito non tanto delle transazioni in open market ma più in generale della compravendita diretta». Passando al peso del Video sul totale Programmatic, i dati dell’Osservatorio dicono che arriverà nel 2017 a essere superiore al 35%: «È questa la principale voce che ha dato una forte spinta al Programmatic e al mercato della pubblicità digitale in generale».

I lavori sono proseguiti con una tavola rotonda dedicata proprio al nuovo scenario di mercato del Programmatic, che ha visto gli interventi di Sara Buluggiu di Rubicon Project, Cristina Ughes di Publicis Media Italy e Simone Pepino di Ligatus.

Sui dati, e sul futuro del loro utilizzo in pubblicità, si è incentrato anche l’intervento di Oliver Kanders, VP Marketing di Zeotap, mentre di creatività ed evoluzione dei formati acquistabili in Programmatic ha parlato Stefania Giovinazzo, Account Director Italy di Sublime Skinz. Tra gli ospiti anche Patrizia Conte, Ceo & Founder di Oyster Technology, che ha delineato le basi di una strategia programmatica di qualità nell’ambito di uno scenario per certi versi sempre più complesso.

Focus quindi su un altro tema caldo dell’advertising digitale: le nuove guidelines in termini di “annunci pubblicitari accettabili” definite dalla Coalition for Better Ads e adottate da Google come criterio di filtraggio per il browser Chrome: qual è l’impatto reale che questa novità sta avendo sul mercato della pubblicità online? Se ne è parlato in una tavola rotonda con, tra gli altri, Francesco Apicella di Evolution Adv, Andrea Ceccoli di Smart, Edoardo Negri di Instal e Davide Ingrassia di Adform.

Spazio quindi ai media, partendo dall’online con Cristina Pianura, Ceo di Prime Real Time e Coo di Triboo Media (leggi qui l’intervento). Dopo esserci occupati di radio e di Programmatic Audio il giorno precedente, la panoramica delle prospettive “programmatiche” dei mezzi “tradizionali” è proseguita con la tv, grazie all’intervento di Daniel Bishoff, Marketing Director di RTL AdConnect, sul palco insieme a Luca Di Cesare, Managing Director di Smartclip, e con l’OOH con il contributo di Carlo Grillo, Chief Operating Officer di Kinetic Italia, e di Erik Rosa, Managing Director di Xaxis (qui la cronaca). Ha chiuso i lavori Giorgio Mennella, Advertising Director di Ciaopeople, con un intervento sul ruolo degli editori e sull’importanza del dato nell’informazione.

[Videointervista] Daniel Bischoff, RTL AdConnect: «L’Addressable Tv è la nuova frontiera della pubblicità televisiva»

Il Programmatic non è solo internet. Ci sono infatti diversi altri media che, col tempo, si sono avvicinati a dati e automazione. E tra questi c’è anche la TV.

Oggi circa un terzo dei televisori europei è collegato a internet, e questa possibilità ha aperto di fatto le porte a un grande nuovo potenziale pubblicitario per il mezzo, come ha spiegato in occasione di Programmatic Day(s) Daniel Bischoff, Marketing Director di RTL AdConnect (la sales house internazionale di RTL Group) insieme a Luca Di Cesare, Managing Director di smartclip Italy (anch’essa parte di RTL Group).

«Di fatto oggi si può unire il potenziale della tv lineare con le possibilità di targeting mirato del Programmatic: questo significa che, se due persone stanno guardando lo stesso canale, potranno vedere pubblicità diverse specificamente mirate per loro. Una vera rivoluzione per questo mezzo», ha spiegato Bischoff, e proprio la disponibilità di tv connesse ha aperto la strada all’addressable tv, ossia alla possibilità di inviare messaggi pubblicitari specifici a specifiche famiglie.

Guarda la videointervista a Daniel Bischoff, a margine del suo intervento a Programmatic Day(s) 2018:

Attualmente sono presenti sul mercato diverse tecnologie a supporto dell’addressable tv, ma la più diffusa è sicuramente la HbbTV, che sta per Hybrid broadcast broadband TV. «Uno standard che in Italia è presente solo dal giugno del 2017 – ha dichiarato Di Cesare – e su cui Smartclip si è attivata a settembre. Le nostre prime campagne su Addressable TV sono partite lo scorso mese. Di fatto si tratta di una tecnologia che ci consente di portare le tecnologie finora tipiche del digital, come ad esempio il retargeting, sulla tv lineare».

Bischoff ha concluso il suo speech all’evento con una breve panoramica di quello che possono essere le nuove frontiere di questo mezzo: «Tra i prossimi sviluppi dell’addressable tv c’è innanzitutto la diffusione della Dynamic Ad Insertion, ossia la possibilità di inserire in maniera dinamica delle campagne pubblicitarie specificamente mirate a determinate famiglie. Un’altra prevedibile evoluzione dell’addressable tv sarà la disponibilità delle inventory della televisione lineare in programmatic, un’opzione per ora per lo più riservata alle tv connesse e al video on demand».

Ligatus, primo trimestre a +50%. Appuntamento domani al Programmatic Day(s)

Ligatus preannuncia l’avvio di un secondo trimestre 2018 ricco di iniziative, a cominciare dalla partecipazione rinnovata al Programmatic Day(s), in programma oggi e domani a Milano.

Forte di un primo trimestre positivo, in cui la filiale italiana ha raggiunto un incremento dei ricavi netti del 50% rispetto allo stesso periodo del 2017, il fornitore di pubblicità nativa continua a consolidare la sua offerta proponendo formati non intrusivi e pertinenti contestualmente.

In questa quarta edizione dell’evento, Ligatus porterà la propria visione internazionale, contribuendo alla comprensione e all’analisi di dati e tendenze del mercato programmatico in Italia emersi dalla ricerca dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico, che sarà presentata dal suo direttore, Andrea Lamperti.

«L’avvento del Programmatic ha dato una spinta importante alle soluzioni ad-tech, a includere quelle di pubblicità nativa, consentendo ai marchi di ottimizzare i loro investimenti digitali. Questo contesto così positivo richiede però un’assunzione di responsabilità, a ogni livello della catena di creazione e sviluppo. Mantenere alto il focus sulla qualità dei contenuti, sull’affidabilità dei canali di pubblicazione e sulle corrette modalità di erogazione delle campagne pubblicitarie è il minimo presupposto perché il settore cresca sano e proficuo», ha commentato il Country Manager italiano di Ligatus, Sebastiano Cappa.

All’interno di una cornice dedicata quest’anno al tema della fiducia, oltre al fattore qualità, i temi della trasparenza, della sicurezza per i marchi e di una esperienza pubblicitaria positiva per gli utenti rappresentano per la società i valori da cui non è possibile prescindere: «I risultati di business che stiamo ottenendo sono la testimonianza numerica che il nostro approccio incentrato sull’eccellenza e trasparenza è l’unico perseguibile. Il web è stato sporcato negli ultimi tempi da chi ha guardato a facili e immediate monetizzazioni; una condotta che ha tradito quanti, tra brand e utenti, nel web hanno invece riposto la loro fiducia», ha concluso il Country Manager.

L’appuntamento con Ligatus è alla seconda giornata del Programmatic Day(s) 2018, presso l’Auditorium IULM di Milano, domani giovedì 19 aprile.

L’ad tech: com’è e come sta cambiando. Focus sui nuovi trend a Programmatic Day(s) 2018

Il Programmatic è un mercato in continua evoluzione e di anno in anno le sue parole chiave e i temi intorno a cui discutono e si confrontano i suoi operatori cambiano. Se solo qualche anno fa l’automazione delle campagne si affacciava timidamente all’interno delle strategia media di aziende ed editori, adesso l’ad tech è un segmento maturo, che guarda a nuovi canali rispetto a quelli dove ha sempre vissuto, e si trova a diversi confrontare con temi spinosi che ora, con l’aumento degli investimenti, diventano esigenze importanti – quasi fondamentali – per chi compra o vende pubblicità tramite piattaforma.

Ma quali sono i temi di attualità che coinvolgono la filiera programmatica e come sta rispondendo ad essa il mercato? E qual è, in generale, la situazione del settore, non solo in termini di tendenze, ma di numeri?

A Programmatic Day(s) 2018 cercheremo di far luce sull’evoluzione della industry, offrendo l’occasione di conoscere e approfondire le nuove opportunità offerte dalla tecnologia, dai dati e dall’automazione al mondo della pubblicità, grazie al contributo di numerosi esperti del settore. L’evento, giunto alla quarta edizione, quest’anno cambia format, snodandosi in due mattine, il 18 e 19 aprile all’Auditorium IULM di Milano. E’ ancora possibile iscriversi gratuitamente qui.

La prima giornata: trasparenza, brand safety, Programmatic Audio

Nella prima giornata (qui il programma completo), dopo la presentazione dei risultati di Yoursight, le ricerca sui trend dell’online che Engage realizza in collaborazione con Human Highway, spazio ad argomenti come trasparenza, brand safety e user experience, che dopo lo scandalo YouTube, la questione fake news di Facebook e i recenti moniti alla industry di Unilever e un anno fa di P&G, sono emersi come particolarmente sentiti soprattutto tra i buyer.

Ma il Programmatic, oggi, vuol dire anche approdo a nuovi media, al di fuori dell’online dove il trading automatizzato aveva avuto origine: l’online. A tal proposito, una delle novità di quest’anno è il rapido sviluppo del Programmatic Audio: la crescente popolarità di tecnologie come streaming e podcast su mobile, insieme con la saturazione del mercato display, sta infatti mettendo questo canale in primo piano nell’agenda di aziende ed editori.

Non si può parlare di Programmatic, però, se non si parla di dati. E oggi i dati, e in particolare la loro raccolta e il loro utilizzo, sono un tema particolarmente al centro dell’opinione pubblica, con il caso – ancora fresco – di Facebook e Cambridge Analytica e la definitiva entrata in vigore della GDPR dietro l’angolo. Di questo, ma anche di tanto altro, si parlerà nella seconda giornata di Programmatic Days 2018.

Dati, GDPR, formati, TV e OOH: i temi del secondo giorno

La mattinata del 19 aprile (qui l’agenda degli speaker) si aprirà con la presentazione dei dati sugli investimenti in Programmatic Advertising in Italia, presentati da Andrea Lamperti, direttore dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano. Seguiranno approfondimenti con vari esperti del mercato su quanto vale il mercato, dove si concentrano gli investimenti, le prospettive di crescita per il 2018, e l’impatto sul settore dell’entrata in vigore del nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR).

Altro tema della seconda giornata, in questi ultimi mesi al centro dei dibattiti dei player della industry dell’advertising digitale, saranno le nuove guidelines in termini di “annunci pubblicitari accettabili” definite dalla Coalition for Better Ads e adottate da Google come criterio di filtraggio per il browser Chrome. In una tavola rotonda si affronterà la questione dell’impatto reale che questa novità sta avendo sul mercato della pubblicità online. Infine, ancora a proposito di “nuovi media programmatici”, due approfondimenti su come l’approccio ad tech sta invadendo la TV e l’Out-of-Home.

Non finisce qui: la giornata conclusiva di Programmatic Day(s) 2018 si estenderà anche al primo pomeriggio con un momento dedicato alla formazione, offerto dalla Engage Digital School: visto il successo dell’edizione 2017, torna infatti anche quest’anno il corso gratuito “Le Basi del Programmatic”, nel corso del quale Sara Buluggiu, Managing Director Italia, Spagna e MENA di Rubicon Project, spiegherà in modo chiaro come nascono e quali funzioni svolgono gli strumenti tecnologici che oggi permettono di automatizzare i processi di compravendita di spazi pubblicitari online. L’accesso al corso è riservato ai primi 150 che ne faranno richiesta all’accredito del Programmatic Day(s) la mattina di giovedì 19 aprile.