Main partner:

Jobs

Rubicon Project: «Il mercato punta a replicare il modello della reservation nel Programmatic»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Secondo gli ultimi dati del Politecnico di Milano, nel 2018 la pubblicità automatizzata in Italia ha raggiunto un valore di 482 milioni di euro, in aumento del 18% sull’anno precedente. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Sara Buluggiu, MD Italy, Spain and MENA di Rubicon Project. Ecco cosa ci ha risposto.

Sara, come si caratterizza oggi il mercato del Programmatic Advertising in Italia?

«Una delle principali peculiarità nel nostro Paese è che si sta cercando di replicare il modello della reservation nel Programmatic con vari tentativi. Attualmente la risposta migliore che è stata individuata è il Programmatic Guaranteed. Ma non è detto che questa sia la soluzione che poi vincerà a lungo termine».

Come evolverà la vostra offerta quest’anno?

«Il 2018 è stato sfidante, in quanto è stato l’anno delle grandi integrazioni nel nostro Paese, che fossero Prebid.js o l’integrazione di DFP all’interno di Exchange Bidder. Un anno di grande lavoro ma anche di grandi soddisfazioni, in quanto abbiamo visto account tornare a crescere in maniera positiva. Per il 2019 contiamo che queste integrazioni diano appieno i loro frutti, portandoci anche ad avere più inventory video tramite Exchange Bidder di Google».


Rubicon Project sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

zeotap: «Il trend del futuro? I “platform ecosystems”»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Secondo gli ultimi dati del Politecnico di Milano, nel 2018 la pubblicità automatizzata in Italia ha raggiunto un valore di 482 milioni di euro, in aumento del 18% sull’anno precedente. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Riccardo Polizzy Carbonelli, Country Manager di zeotap in Italia. Ecco cosa ci ha risposto.

Quali sviluppi vedi per il mercato del Programmatic Advertising nel 2019?

«A mio parere l’inventory acquistata in ambiente programmatico si dividerà sempre di più in due gruppi, premium e non premium. L’inventory premium sarà tale perché è “rara”, e la sua domanda supera l’offerta. Nella categoria di inventory premium ricadranno infatti tutti quegli spazi che sono in grado di assicurare le performance richieste dai buyer, come ad esempio: reach on target, viewability, brand safety, premium publishers inventory, ctr, engagement frequency (con l’avvento dei modelli di Identity Graph le limitazioni imposte da frequency rigorose saranno ancora più sentite), tipologia di formato, retargeting e così via. Trovare inventory associata a dati di qualità, posizionamenti di qualità, su contenuti di qualità, con formati premium e trovarla a costi “bassi” sarà sempre più difficile, da qui la sempre maggiore “rarità” di questo tipo di spazi.

Il prezzo della premium inventory in programmatico sarà più alto ma, a causa del flusso sempre maggiore d’inventory disponibile (sempre più editori si aprono al programmatic su web, tv, outdoor, radio), il costo in cpm del programmatic non subirà un incremento visibile se visto nel suo insieme».

Nel 2018 il Programmatic è stato messo sotto i riflettori, oltre che per i numeri in crescita, anche per le criticità in tema di brand safety e privacy dei dati. Secondo te di cosa si parlerà quest’anno?

«Prima si parlava di transparency, poi di brand safety e più recentemente di dati e privacy, prossimamente invece prevedo si parlerà sempre di più di “platform ecosystems”. Il programmatic infatti è composto da tre dimensioni primarie: le DSP, SSP, DMP; la dimensione dati; e le piattaforme di misurazione. Per quanto riguarda la prima dimensione, i protagonisti del mercato sono stati fino ad oggi tutti connessi tra di loro. Quelle grandi e già presenti sul mercato si aprivano alle piccole nella speranza di raccogliere ogni goccia d’inventory trovata sentendosi forti della loro posizione dominante, mentre le piccole si aprivano alle grandi per cercare di omologarsi, non potendo lavorare su un ecosistema separato e parallelo decisamente non in grado di competere in modalità stand alone. Oggi, tale spirito di collaborazione sembra stia perdendo valore strategico ed anzi, la tendenza è quella semmai di consolidare le posizioni raggiunte creando delle barriere in grado di chiudere e fortificare gli ecosistemi fin qui creati. Non è ancora chiaro poi se tale fenomeno inciderà negativamente sul tema della scarcity della programmatic premium inventory o se invece contribuirà in modo positivo alla generazione di inventory di maggiore qualità. Ma è evidente come in questo contesto, soluzioni di Identity Graph possano aggiungere un grande valore essendo in grado di operare su piattaforme diverse».


zeotap sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

FreeWheel: «Video sempre più centrale, soprattutto nella sua componente premium»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Secondo gli ultimi dati del Politecnico di Milano, nel 2018 la pubblicità automatizzata in Italia ha raggiunto un valore di 482 milioni di euro, in aumento del 18% sull’anno precedente. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Davide Fiorentini, Manager Demand Sales di FreeWheel. Ecco cosa ci ha risposto.

Quali sviluppi vedi per il mercato del Programmatic Advertising nel 2019?

«Nel 2019 il video sarà sempre più centrale nelle transazioni in programmatic, specialmente nella sua componente premium. Come riportato dal Video Monetization Report Q2 2018 di Freewheel, il trend sarà in continuità con quello già osservato lo scorso anno, dove abbiamo assistito a una crescita significativa sia dei video visti sia delle ad views, con un rispettivo incremento del 22% e del 31% se consideriamo il mercato europeo. La monetizzazione è cresciuta su tutti i tipi di contenuto (+45% sui live, +30% sugli episodi completi, + 28% sulle clip) in Europa e la crescita della componente dei live streaming dimostra come sempre più spettatori televisivi stiano adottando nuovi dispositivi di fruizione (Over The Top, Set-Top Box Video On Demand). Tuttavia abbiamo ancora necessità di migliorare targeting e misurazione sui grandi schermi connessi e nel 2019 vedremo intensificare gli sforzi delle tecnologie in questa direzione.

Il premium video continuerà quindi ad essere il formato che porta maggiori risultati alle aziende che investono in pubblicità, le quali però hanno sempre più bisogno di strumenti efficienti e capaci di seguire lo spettatore nella sua viewer journey su tutti gli schermi, dallo smartphone a quello televisivo. Le tecnologie programmatic dovranno affrontare questa nuova sfida facendo attenzione a tre elementi in particolare: capacità di fornire reach su scala; sofisticatezza, come la possibilità di erogare OTT e CTV; semplicità, come la possibilità di utilizzare deal su private marketplace con condizioni e costi chiari e trasparenti».

Nel 2018 il Programmatic è stato messo sotto i riflettori, oltre che per i numeri in crescita, anche per le criticità in tema di brand safety e privacy dei dati. Secondo te di cosa si parlerà quest’anno?

«Sotto i riflettori c’è la convergenza tra linear TV e digital video, anche perché sempre più inserzionisti vogliono poter declinare un approccio omnichannel al media: desiderano quindi capire meglio i dispositivi e gli schermi che possono acquistare in programmatic, quali sono i broadcaster disponibili, qual è la reach e quali opzioni di targeting è possibile applicare. Da segnalare che la composizione delle ad views sul mercato europeo ha visto la forte crescita della componente Set-Top Box Video On Demand e OTT, che oggi insieme rappresentano il 30% delle impression erogate. Un passo avanti importante per un mercato frammentato come quello europeo.

Anche la brand safety rimarrà un tema centrale, ma il focus si sposterà dal problema alle soluzioni: qui il premium video si pone come un “porto sicuro”, in primis perché i contesti premium sono per definizione brand safe, esenti da frode e facilmente riconoscibili; in secondo luogo, perché le tecnologie focalizzate sul video premium, come Freewheel, consentono a domanda e offerta di negoziare in trasparenza tutte le condizioni di acquisto e vendita».


FreeWheel sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

AdSquare: «Il programmatic nel 2019? Andiamo verso un legame sempre più stretto tra on e offline»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Secondo gli ultimi dati del Politecnico di Milano, nel 2018 la pubblicità automatizzata in Italia ha raggiunto un valore di 482 milioni di euro, in aumento del 18% sull’anno precedente. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Beatrice Fabiano, Sales Director Italy di AdSquare. Ecco cosa ci ha risposto.

Quali sviluppi vedi per il mercato del Programmatic Advertising nel 2019?

«Il 2019 sarà caratterizzato da un focus sull’analisi delle performance, non solo legato a KPI online come CTR e VTR, ma anche offline. Crescerà la volontà da parte dei clienti di conoscere più a fondo il loro target anche in funzione dei loro comportamenti offline, rispetto ai propri punti vendita, per capire come ottimizzare il traffico. Credo che ci troveremo di fronte sempre di più ad un legame tra online e offline legato soprattutto al mondo dell’Out Of Home: è sempre più spesso fondamentale a livello strategico conoscere gli interessi e i movimenti del target di riferimento, per capire dove rintracciarlo».

Nel 2018 il Programmatic è stato messo sotto i riflettori, oltre che per i numeri in crescita, anche per le criticità in tema di brand safety e privacy dei dati. Secondo te di cosa si parlerà quest’anno?

«Nel 2019 i clienti tenderanno sempre più ad abbandonare il tipico approccio di tipo “try, learn, adjust” che abbiamo visto negli anni precedenti, per portare le loro pianificazioni programmatic verso modalità via via più misurabili e legate ad obiettivi di ROAS che guideranno le strategie di buying».


AdSquare sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

Fanplayr: «Per il mercato è arrivato il momento di focalizzarsi su KPI e risultati»

«Oggi ci sono tutti i presupposti per puntare finalmente l’attenzione sui KPI e risultati». Sono le parole di Enrico Quaroni, da febbraio VP of Global Sales di Fanplayr, a cui abbiamo chiesto un’opinione circa le tendenze del mercato programmatico nel 2019.

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Secondo gli ultimi dati del Politecnico di Milano, nel 2018 la pubblicità automatizzata in Italia ha raggiunto un valore di 482 milioni di euro, in aumento del 18% sull’anno precedente. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

«Prevedo un continuo consolidamento di poche tecnologie buone che sopravviveranno alle soluzioni mediocri. “Supercazzole time” is over», ci ha risposto Quaroni.

Non solo. Secondo il manager, che con Fanplayr punta a promuovere un approccio diverso ai dati da parte degli ecommerce, i tempi sono maturi per un cambio di approccio: «Secondo me è arrivato il momento di focalizzarsi sui risultati. Dopo anni di scrutinio sulla bontà e la appropriatezza delle diverse tecnologie penso che oggi ci siano tutti i presupposti per puntare finalmente l’attenzione sui KPI e risultati».


Fanplayr sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

4w Marketplace: «Il Programmatic Native è l’occasione da cogliere per ampliare il mercato»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Secondo gli ultimi dati del Politecnico di Milano, nel 2018 la pubblicità automatizzata in Italia ha raggiunto un valore di 482 milioni di euro, in aumento del 18% sull’anno precedente. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Massimo Pattano, Marketing Manager di 4w Marketplace. Ecco cosa ci ha risposto.

Quali sviluppi vedi per il mercato del Programmatic Advertising nel 2019?

«Un ambito di sviluppo interessante per il programmatico nel 2019 potrebbe rivelarsi quello del Native. Se ne parla da alcuni anni ma, al di là di tanti proclami, non ha ancora effettivamente preso piede per una serie di motivi. Il forte potenziale del programmatico, che anche nel Native comincia ad esprimersi, consiste nella capacità di raggiungere l’utente che c’è dietro ad ogni singola impression andando ad individuarne le specifiche caratteristiche. Questa logica rappresenta dunque una grande opportunità anche per i numerosi editori specialistici o new-comers magari di dimensioni limitate ma che dispongono di audience molto verticali, quindi estremamente interessanti per l’investitore. Ritengo che il Native in programmatico debba essere l’occasione da cogliere nel 2019 per ampliare il mercato, andando quindi a contrastare la tendenza alla selezione di pochi grandi editori con larghe inventory generaliste che gli strumenti di data management riescono a caratterizzare solo in maniera approssimativa e spesso ipotetica.

La crescita del programmatic continua, anno dopo anno, ma certamente non più in modo esponenziale, complice una serie di fattori: il GDPR, varie trappole disseminate lungo la strada della standardizzazione tecnologica, una serie infinita di kpi, Ads.txt, la coalition for better ads. Aggiungo che in Italia pesa una certa complessità nell’organizzazione della filiera, a differenza dei paesi anglosassoni dove tutto sembra essere più snello. Oggi il programmatic vale circa il 15% dell’internet advertising ma c’è sicuramente molto spazio di miglioramento».

Nel 2018 il Programmatic è stato messo sotto i riflettori, oltre che per i numeri in crescita, anche per le criticità in tema di brand safety e privacy dei dati. Secondo te di cosa si parlerà quest’anno?

«Spesso il nostro settore si concentra su determinati temi, anche importanti, ma purtroppo in maniera del tutto pretestuosa. La brand safety e l’invulnerabilità dei dati, ad esempio, sono questioni serie e di importanza fondamentale della quali si è fatto un gran parlare in decine di convegni, si sono impostate strategie di planning apparentemente molto stringenti. Ma nella realtà, si è continuato a favorire sempre e comunque contesti che, proprio per la natura del modello di business, hanno dimostrato di rappresentare quanto di più insicuro e vulnerabile nell’offerta del digital advertising. Ci si sarebbe aspettato che dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, gli investitori avrebbero bruscamente cambiato rotta, ma così non è stato affatto. E ancora, se qualche tempo fa lo user generated content non godeva di buona fama, oggi gli investitori lo considerano un veicolo indispensabile e imprescindibile delle proprie strategie di comunicazione, a dispetto di qualsiasi considerazione sensata sulla brand safety.

Quest’anno non mi aspetto cambiamenti rilevanti dal punto di vista della regolamentazione in ambito programmatico, mentre penso che i temi dei quali si parlerà saranno numerosi: il GDPR, il Consent Framework, i Kpi, i dati, l’intelligenza artificiale, e direi la blockchain».


4w Marketplace sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

Italiaonline: «I dati sono il vero asset di piccoli e grandi editori»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Nel 2018 il settore ha sfiorato nel nostro Paese il mezzo miliardo di euro di valore, con un tasso medio di crescita annua negli ultimi 5 anni del 34,4%, come ha rivelato una recente ricerca di IAB Italia confermando le stime del Politecnico di Milano di qualche mese fa. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Carmine Laltrelli, Monetization Strategy and Innovation Director nella business unit Large Account di Italiaonline. Ecco cosa ci ha risposto.

Quali sviluppi vedi per il mercato del Programmatic Advertising nel 2019?

«Negli anni scorsi abbiamo avuto diversi filoni che hanno dato uno scossone importante al mercato: non parlo soltanto di header bidding e GDPR, ma anche del file ads.txt e dell’exchange bidding. Ora per i diversi publisher è abbastanza chiaro lo stack tecnologico di riferimento ed è sempre più importante e urgente consolidare. Questo è l’anno per creare poli di qualità che mettano a disposizione conoscenze e tecnologie: Italiaonline vuole essere protagonista in questo processo di aggregazione e ci stiamo muovendo in tal senso».

Nel 2018 il Programmatic è stato messo sotto i riflettori, oltre che per i numeri in crescita, anche per le criticità in tema di brand safety e privacy dei dati. Secondo te di cosa si parlerà quest’anno?

«Oltre al consolidamento, che a nostro avviso sarà dominante, un tema di rilievo sarà la monetizzazione delle app. Mentre il mobile web ha trovato la sua strada, per il mondo app siamo ancora all’anno zero e c’è molto da fare.

Altro tema rilevante sarà quello dei dati dei publisher: si è parlato tanto di privacy, si è fatta un po’ di chiarezza sul mercato ed è sempre più evidente che i migliori dati siano quelli dei publisher. Questo è il vero grande asset di piccoli e grandi editori ed ora, oltre ad esserci tutti gli strumenti per poterlo valorizzare, c’è anche una maggiore consapevolezza in chi acquista dati, e cioè che bisogna andare alla fonte, quindi proprio dai publisher».


Italiaonline sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

Ogury: «Le principali opportunità per i marketer oggi? Intelligenza artificiale e componente mobile»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Nel 2018 il settore ha sfiorato nel nostro Paese il mezzo miliardo di euro di valore, con un tasso medio di crescita annua negli ultimi 5 anni del 34,4%, come ha rivelato una recente ricerca di IAB Italia confermando le stime del Politecnico di Milano di qualche mese fa. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Francesca Lerario, Managing Director di Ogury. Ecco cosa ci ha risposto.

Francesca, a tuo parere ci sono dei temi che più di altri stanno guidando o guideranno l’evoluzione del mercato programmatico?

«Le due maggiori opportunità che oggi i marketer programmatic devono cogliere per proporre soluzioni out of the box sono l’Intelligenza Artificiale, che applicata alla pubblicità digitale consentirà sempre di più di prevedere le azioni dei consumatori e ottimizzare dinamicamente il messaggio pubblicitario, e l’attenzione per la componente mobile. Su quest’ultimo fronte ricordiamo che si stimano entro il 2020 più di 5,5 miliardi di utenti mobile. La strategia dei brand deve necessariamente essere mobile-first ed è per questo che il programmatic mobile continuerà a guadagnare importanza, ma è fondamentale comprendere le metriche e le modalità con le quali gli utenti interagiranno con questo device rispetto all’uso ordinario del desktop. I dati raccolti da questi dispositivi devono consentire di offrire agli utenti esperienze uniche, personalizzate e contestuali per ogni momento della giornata e la creazione di modelli di attribuzione ad hoc. Sarà interessante vedere come evolverà questo mercato e sono convinta che tutti i media saranno destinati ad entrare nel mondo programmatico».

Nel 2018 il Programmatic è stato messo sotto i riflettori, oltre che per i numeri in crescita, anche per le criticità in tema di brand safety e privacy dei dati. Secondo te di cosa si parlerà quest’anno?

«Il 2018 è stato un anno ricco di novità per il digital advertising, soprattutto nell’ambito del Programmatic, tra investimenti, GDPR e crescente rilevanza dei dati. Il mercato continua a crescere, ma bisogna rafforzare la fiducia dei brand rispetto a temi quali transparenza, brand safety e viewability. La trasparenza verso le aziende è infatti fondamentale per poter monitorare il rendimento delle campagne e per poter intervenire in tempo reale per effettuare delle modifiche alla creatività o all’impianto media al fine di raggiungere i KPI prefissati e dare più concretezza alla misurazione dei ROI delle aziende. La trasparenza riguarda però anche gli utenti ed è un tema cardine per Ogury. La raccolta del dato avviene solo dopo espresso consenso da parte degli utenti e ci consente di mostrare loro solo comunicazioni altamente rilevanti con gli interessi dimostrati col loro comportamento digitale: la nostra tecnologia è infatti in grado di conoscere quali m-site un utente visita e quali app ha sul proprio device e il relativo utilizzo.

Sempre più studi condotti dai brand mostrano come una metrica estremanente significativa sia quella relativa a come gli utenti percepiscono l’adv che ricevono. Secondo Hubspot, il 71% degli intervistati dichiara di essere interessato a ricevere comunicazioni pertinenti con i propri interessi e l’84% dei consumatori crede che la pubblicità intrusiva lasci un pessimo ricordo del brand. Per questo, i marketer avranno sempre più l’obiettivo di monitorare l’efficacia delle proprie campagne sul pubblico e ciò consentirà di verificare il livello di granularità del targeting delle campagne automatizzate, individuando la reach perfetta per massimizzare l’impatto delle comunicazioni. Avere accesso a dati completi e affidabili porta a risultati eccezionali attraverso campagne mirate, altamente pertinenti e che offrono all’utente un’esperienza davvero unica e personale. Sapere chi è il pubblico e come reagisce alle comunicazioni di un brand consente davvero di misurare il reale ritorno dell’investimento pubblicitario.

Credo che sarà questo il principale trend per i prossimi mesi e che Ogury si è prefissata di perseguire specializzandosi nel Mobile Journey Marketing. L’obiettivo che ci siamo dati è quello di aiutare i brand a conoscere l’intero mobile user journey basandoci su 3 concetti principali: efficacia, attraverso dati completi, affidabili e accurati relativi al mobile user journey; semplicità di attivazione, con dati che offrono insight immediatamente attivabili sui media; e trasparenza attraverso informazioni raccolte con il consenso informato degli utenti».


Ogury sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

Teads: «La misurabilità delle campagne sarà un tema rilevante per tutto il 2019»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Nel 2018 il settore ha sfiorato nel nostro Paese il mezzo miliardo di euro di valore, con un tasso medio di crescita annua negli ultimi 5 anni del 34,4%, come ha rivelato una recente ricerca di IAB Italia confermando le stime del Politecnico di Milano di qualche mese fa. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Luca Aiello, Head of Business Development di Teads. Ecco cosa ci ha risposto.

Luca, quali sviluppi vedi per il mercato del Programmatic Advertising nel 2019?

«L’evoluzione del mercato programmatic ed in particolar modo dei formati erogabili, ha portato i brand ad essere sempre più esigenti in termini di “misurabilità” dei KPI di campagna. Il compito dello specialista sta cambiando, diventando negli anni una figura sempre più consulenziale ed in grado di offrire soluzioni strategiche: questo è possibile grazie all’utilizzo di tecnologie capaci di soddisfare a 360° le richieste dei vari brand garantendo una miglior customer experience, in un ambiente dove la competitività è ormai molto alta. La measurability sarà quindi un tema particolarmente rilevante per tutto il 2019. KPI standard quali viewability o completion rate, da soli, non sono più sufficienti per valutare l’efficacia di una campagna e sono i brand stessi a chiedere più offerta in termini di misurazione. Per questo motivo, sarà sempre più necessario combinare diversi KPI e tener conto di metriche nuove quali ad esempio il vCPCV (viewable cost per completed views, ndr), che possono dare al brand un maggiore livello di precisione nella percezione del valore del proprio investimento».

Nel 2018 il Programmatic è stato messo sotto i riflettori, oltre che per i numeri in crescita, anche per le criticità in tema di brand safety e privacy dei dati. Secondo te di cosa si parlerà quest’anno?

«Nel 2018 abbiamo visto come l’introduzione del GDPR ha portato alcune aziende a doversi adattare ad un regolamento che in qualche caso ha portato alla ridefinizione del proprio modello di business, pensiamo ad esempio ai molteplici data provider che hanno dovuto ripopolare le proprie audience. La crescente attenzione alla qualità dei dati porterà inevitabilmente ad esigere una qualità sempre più alta dell’inventory. Teads da sempre presta particolare attenzione a quest’ultimo punto, grazie ad una serie di accordi esclusivi con molteplici publisher premium come The Economist, BBC.com, Apple News, Vice Media e con un costante monitoraggio e ottimizzazione degli spazi attraverso le integrazioni dei partner terzi (Moat, IAS, Celtra, …). La nostra Global Media Platform ci permette di offrire a brand e advertiser un punto di accesso unico ad ambienti brand safe e fraud free in tutto il mondo e supportare la loro strategia creativa lungo tutto il funnel con formati interattivi che potenziano la user experience.

Inoltre, grazie alla nostra Teads Publisher Suite, completamente rinnovata ed estremamente granulare, siamo in grado di fornire agli editori, per la loro vendita diretta, la possibilità di sfruttare in maniera autonoma gli strumenti di intelligence esclusivi della nostra società, mantenendo la stessa efficienza con la quale sono supportati quotidianamente da Teads. Ciò include l’utilizzo di tutti i nostri asset tecnologici, dall’abilitazione alla vendita a ‘Completed View’ o ‘Viewable Guaranteed’ basata su algoritmi di Intelligenza Artificiale, fino all’accesso alla piattaforma di ottimizzazione creativa delle campagne, Teads Studio».


Teads sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

IAS: «I brand si aspettano migliori capacità di dimostrare l’efficacia delle misurazioni»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Nel 2018 il settore ha sfiorato nel nostro Paese il mezzo miliardo di euro di valore, con un tasso medio di crescita annua negli ultimi 5 anni del 34,4%, come ha rivelato una recente ricerca di IAB Italia confermando le stime del Politecnico di Milano di qualche mese fa. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Elisa Lupo, Director Italy di IAS. Ecco cosa ci ha risposto.

Quali sviluppi vedete per il mercato del Programmatic Advertising nel 2019?

«L’investimento in programmatic advertising è cresciuto tantissimo nel 2018, e nel 2019 ci aspettiamo che i brand continuino a spostare la maggior parte dei loro budget di marketing verso questo tipo di compravendita. Come conseguenza, l’industria in generale richiederà una maggiore trasparenza in termini di viewability, brand safety e ad fraud, ma anche un’analisi più efficace del ROI. Anche gli editori spingeranno più che mai verso un inventory più premium nei canali programmatici, garantendo spazi pubblicitari di qualità per gli inserzionisti che continuano a trasferire la maggior parte della loro spesa digitale lontano dalle trattative dirette.

Inoltre, si vedrà una crescita nei nuovi formati disponibili in programmatic, in particolare i formati per il mobile. Secondo quanto riportato da eMarketer, quest’anno è previsto che quasi l’80% della spesa programmatica andrà agli annunci mobile, anziché su desktop. In particolare, con la continua adozione di Open Measurement SDK di IAB Tech Lab, sicuramente ci sarà un incremento nella pubblicità in-app. E nel 2019, le DSP si concentreranno sul portare sui formati in-app misurazioni, trasparenza e capacità di targeting equivalenti a quelle a cui siamo abituati con il web».

Nel 2018 il programmatic è stato messo sotto i riflettori, oltre che per i numeri in crescita, anche per le criticità in tema di brand safety e privacy dei dati. Secondo te di cosa si parlerà quest’anno?

«Sebbene l’ecosistema programmatico sia in continua crescita e gli investimenti in aumento, il programmatic advertising continua a essere messo sotto i riflettori dai tanti punti interrogativi degli inserzionisti su argomenti come trasparenza, ad fraud e brand safety. Poiché gli inserzionisti diventano sempre più esperti di tecnologia digitale, si parlerà ancora di più su questi argomenti, soprattutto di ad fraud. Nel 2019, l’industria dovrà collaborare per dimostrare l’efficacia delle campagne in un panorama dei media sempre più frammentato. Gli inserzionisti, in particolare, si aspetteranno un miglioramento nelle capacità di dimostrare sia l’audience che l’efficacia della misurazione.

Il 2019 potrebbe essere l’anno in cui vedremo più allineamento tra acquisti diretti e programmatici. La frode continua a essere una battaglia contro cui la nostra industria sta combattendo, e gli editori continueranno a fare la loro parte garantendo inventory di qualità e senza frodi anche in programmatic».


IAS sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

Le più lette

Wordpress Social Share Plugin powered by Ultimatelysocial