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[Videointervista] Programmatic Day 2019, Kourimate (Adot): «I dati ecommerce sono preziosi per il programmatic»

C’è una tipologia di dati particolarmente preziosa per l’ottimizzazione delle campagne media, ed è quella dei dati ecommerce. Sulla loro importanza per il programmatic, e su come essi possono essere utilizzati al meglio per rendere la pubblicità più efficace, si è concentrato l’intervento di Adot al Programmatic Day 2019, condotto dal Vice President of Insight and Analytics della società Hamza Kourimate.

Per il manager, utilizzare questi dati vuol dire conoscere più a fondo il consumatore, riuscendo a capire chi è, quali contenuti gli interessano, cosa fa online e così via, in un processo che prende il nome di “audience profiling” e che è al centro dell’offerta multicanale di Adot.

La società, forte di una partnership esclusiva con il colosso dell’ecommerce Vente-Privee/Privalia, ha portato sul palco del Programmatic Day due case history, mostrando come concretamente l’audience profiling può essere condotto sia prima che dopo una campagna, contribuendo ugualmente ad ottimizzarne la sua efficacia.

Guarda la videointervista a Hamza Kourimate, Vice President of Insight and Analytics di Adot, a margine del suo intervento a Programmatic Day 2019:

[Videointervista] Programmatic Day 2019, Laltrelli (Italiaonline): «Sosteniamo gli editori nello sviluppo del loro business»

Nel suo intervento “Programmatic For publishers”, Carmine Laltrelli, Monetization Strategy and Innovation Director di Italiaonline, ha messo sotto i riflettori del Programmatic Day 2019 l’evoluzione del mercato pubblicitario dal punto di vista degli editori, oggi alle prese con un ecosistema molto più complesso rispetto a 10 anni fa, e presentato EasyBid, un nuovo strumento dedicato agli editori indipendenti che permette loro di gestire la complessità della monetizzazione, sia per il mondo display che video.

EasyBid, ha spiegato Laltrelli, offre ai publisher la possibilità di monetizzare i propri spazi con tutte le più avanzate modalità programmatic – tra cui header bidding, dati, performance, pmp – e di vedere in ogni momento i reali guadagni grazie a pannello semplice da consultare.

«Il programmatic è uscito dalla sua fase pionieristica e siamo in un momento di consolidamento – ha detto il manager –. Con prodotti come EasyBid, gli editori possono concentrarsi sulla loro attività core, ossia la produzione di contenuti e lo sviluppo strategico del prodotto editoriale, capitalizzando l’expertise di una big company come Italiaonline per ottimizzare la monetizzazione».

Guarda la videointervista a Carmine Laltrelli, Monetization Strategy and Innovation Director di Italiaonline, a margine del suo intervento a Programmatic Day 2019:

 

[Videointervista] Programmatic Day 2019, Regazzoni (Amilon): «Ecco qual è il valore dell’intention-to-buy»

Amilon, società specializzata nella branded currency, la moneta di marca che nasce dalla convergenza fra gift card, punti loyalty, coupon e dati, ha scelto la cornice del Programmatic Day 2019 per presentare la sua business unit Amilon Media.

Grazie alla nuova divisione, Amilon sarà ora in grado di offrire un marketplace premium di gift card, spazi media e dati per campagne di pubblicità digitale altamente performanti. In particolare, la società ha creato delle audience con una caratteristica unica: l’intenzione “reale” di acquisto. Si tratta, infatti, di persone – future buyer – che hanno realmente in mano denaro da spendere su un certo marchio (quindi branded currency).

«Le gift card, e i dati ad esse associati, danno valore concreto all’intention to buy: un dato non inferito/statistico, ma comportamentale transazionale – spiega Fabio Regazzoni, CEO e Fondatore di Amilon -. La creazione della audience dei future buyer è una delle prime applicazioni concrete di progetti branded currency e aumenta effettivamente l’efficacia delle campagne adv per i brand coinvolti». Sul palco dell’evento, insieme a Regazzoni, Simone Fortunato, CEO e Founder di Seefore, che ha collaborato allo sviluppo del progetto.

Guarda la videointervista a Fabio Regazzoni, CEO e Fondatore di Amilon, a margine del suo intervento a Programmatic Day 2019:

Programmatic, punti di forza e sfide per un mercato alla ricerca di “competenze”. La fotografia di Yoursight

Quello del Programmatic è un mercato in costante evoluzione, e le tematiche che lo animano sono tante. Ma ce n’è una che più di altre, in Italia, si sta facendo sentire, ed è quella delle competenze.

Sebbene le conoscenze dei professionisti sul settore siano in aumento, la scarsa informazione e preparazione sui processi del Programmatic è ancora vista come uno dei principali freni a un’ulteriore crescita del mercato.

E’ quanto emerge dalla dodicesima edizione della ricerca Yoursight, la quinta condotta da Human Highway insieme a Engage, che è stata resa possibile dall’esame di 650 interviste condotte negli ultimi due anni e mezzo tra i lettori di Engage e Programmatic Italia. Lo studio, condotto ogni sei mesi, va ad analizzare i trend del mondo della pubblicità digitale e il sentiment dei professionisti del settore nei confronti dell’evoluzione del mercato. Gli ultimi risultati del report sono stati presentati in occasione del Programmatic Day, lo scorso 11 aprile a Milano.

Un mercato “Complicato”

L’industria della comunicazione e del marketing digitale sta attraversando un buon momento. Nelle cinque edizioni di Yoursight condotte negli ultimi 24 mesi, più di metà dei professionisti intervistati affermano che il business sta andando bene e nel prossimo futuro andrà anche meglio. Siamo in un momento che la maggior parte del campione definisce “Confuso” e “Dinamico”, “Promettente” ma “Complicato” (su questi termini si concentra il 72% delle citazioni) e nell’ultimo anno è aumentata la sensazione di un mondo promettente e pieno di novità. Tuttavia, l’analisi di chi lavora in modo più intenso nell’ambiente digitale è più prudente e segnala un aumento della confusione e della complessità.

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Dati e AI al centro dell’attenzione

I trending topic si confermano l’intelligenza artificiale e il data management, entrambi con livelli di interesse molto superiori rispetto alle precedenti rilevazioni, e in questa edizione si afferma il Programmatic in ambito televisivo. I brand del momento sono quattro FAANG (Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google) su cinque (Apple molto meno citato), con Amazon e Google che dominano il panorama: un anno fa il 15% del campione considerava Amazon il brand del momento, oggi il dato è salito al 25%. Insieme agli OTT si notano nella top 15 anche alcuni player nazionali.

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Tra le soluzioni per il marketing e la comunicazione digitale si distinguono i Big Data, l’intelligenza artificiale e Machine Learning e la marketing automation: in queste tre aree ci si attende un importante sviluppo nei prossimi anni.

La questione “Competenze”

Due intervistati su tre affermano che rispetto a due anni fa le competenze della propria azienda nell’ambito del Programmatic sono aumentate. Il 21,7% dichiara che le competenze interne in Programmatic sono «Molto aumentate» e il dato è più elevato nelle grandi aziende.

Ciononostante, la scarsa informazione e conoscenza su questa prassi di comunicazione è segnalata tra i principali inibitori del Programmatic, insieme alla scarsa trasparenza e allo scarso controllo sulle inventory. Le persone che lavorano abitualmente sul digitale avvertono invece come forte inibitore il basso livello delle inventory.

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Ampliando lo spettro ai freni dello sviluppo del digitale in generale, anche in questo caso viene segnalata la scarsa cultura digitale, oltre alla confusione nelle metriche e nelle misurazioni delle attività di marketing. I due inibitori prevalgono in modo netto sugli altri 12 proposti ai rispondenti ma il tema delle metriche ha guadagnato più attenzione negli ultimi due anni. Gli inibitori che hanno accresciuto il loro peso negli ultimi due anni sono la scarsa viewability e la scarsa conoscenza del Programmatic. La trasparenza è tuttora un problema rilevante (è ancora il secondo inibitore) ma meno di due anni fa.

Targeting, personalizzazione, efficienza: i punti di forza del Programmatic

Ma il Programmatic ha anche svariati punti di forza per chi opera nel settore: tra di essi ce n’è uno che si segnala particolarmente evidente, ed è la capacità di targetizzare le campagne. Questa caratteristica, unita alla personalizzazione del messaggio e alla semplificazione dei processi, produce il terzo beneficio, ossia la maggiore efficienza del sistema.

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Dalla ricerca viene fuori un mercato che gode di ottima salute, secondo chi ci lavora. I professionisti del digital si sono rivelati anche ottimisti sulla stima di crescita del settore, prevedendo per l’anno in corso una crescita del Programmatic Advertising tra il +18 e il +20% con il raggiungimento di un valore complessivo prossimo ai 570 milioni di euro. Numeri lievemente più positivi di quelli previsti dall’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano, che al Programmatic Day ha proiettato invece una chiusura del 2019 intorno ai 550/560 milioni a valore, in crescita del 12-15%.

[Videointervista] Apicella e Carbonara (Evolution ADV) a Programmatic Day 2019: «Fondamentale garantire la qualità lato offerta e domanda»

Ruota attorno al concetto di “qualità” l’intervento al Programmatic Day 2019 di Francesco Apicella, Co-Founder di Evolution ADV, concessionaria indipendente di pubblicità online. Qualità che, nell’ambito dell’ecosistema del programmatic, si traduce nella ricerca di un equilibrio tra le esigenze della domanda (brand e agenzie) e dell’offerta (editori e concessionarie).

Fionora, ha spiegato Apicella, chi compra ha visto nel programmatic soprattutto la possibilità di comprare “solo” l’inventory più ricercata, pagandola poco. Per reazione, gli editori hanno deteriorato la qualità della propria offerta sovraffollando di pubblicità i propri siti, e ricorrendo a pratiche non sempre trasparenti per massimizzare il traffico. Tutto ciò però tende a peggiorare l’intero ecosistema, inclusa l’esperienza di navigazione dell’utente.

Per questo motivo, la strategia di crescita di Evolution ADV – società che in meno di due anni è passata da zero ai 7/10 milioni di euro di fatturato previsto per il 2019 -, passa da un miglioramento qualitativo dell’inventory dei siti gestiti (anche con tecnologie come Optiload, che consentire l’erogazione della pubblicità solo quando questa è viewable) e sull’affinamento delle strategie di monetizzazione con tecnologie come l’header bidding, anche in app.

L’intervento di Evolution ha costituito l’occasione anche per presentare ufficialmente Michele Carbonara, che si è unito al team della concessionaria come Sales Director.

Guarda la videointervista a Francesco Apicella, Co-founder, e Michele Carbonara, Sales Director di Evolution ADV:

[Videointervista] Guidi e Giovinazzo (Sublime) a Programmatic Day 2019: «Cinque consigli per una campagna mobile di successo»

Come riuscire a creare campagne performanti ma allo stesso tempo rispettose dell’esperienza degli utenti? La domanda è al centro dell’intervento di Sublime al Programmatic Day 2019, che ha visto sul palco l’Account Director Italy, Stefania Giovinazzo, e il Business Development Manager della società, Stefano Guidi.

Nella loro presentazione, i due manager hanno fornito alla platea 5 consigli per campagne mobile di successo, capaci di portare risultati sia a livello performance che a livello branding.

Un esempio? Gli asset creativi. Secondo Sublime, ad esempio, è importante utilizzare sul mobile video verticali e di breve durata, che ben si adattano alle caratteristiche del dispositivo e alla sua fruizione. Spesso utilizzare spot creati per altri media, come la tv, può infatti risultare controproducente: al contrario, bisogna iniziare a pensare mobile-first, modulando la creatività del messaggio sullo specifico dispositivo utilizzato per comunicare.

Tutto questo però senza essere invasivi, e nel pieno rispetto dell’esperienza dell’utente. E, ovviamente, senza dimenticare il tema della brand safety, su cui è necessario secondo la società vigilare costantemente per garantire che l’immagine dei brand non venga intaccata.

Guarda la videointerivista a Stefania Giovinazzo, Account Director Italy, e Stefano Guidi, Business Development Manager di Sublime:

[Videointervista] Polignano (Tradelab) a Programmatic Day 2019: «Aziende italiane sempre più esigenti e informate sul martech»

Nel suo intervento al Programmatic Day 2019Gaetano Polignano, country manager italiano di Tradelab, ha affrontato il tema della “maturazione” del mercato Programmatic dal punto di vista della domanda.

La trattazione è avvenuta attraverso l’analisi delle “4 fasi del programmatic”: una piramide in cui alla base ci sono le aziende (ancora la maggioranza) che adottano verso l’adtech un approccio fatto prevalentemente di outsourcing, con tanti partner e limitate competenze interne, per poi salire fino ad arrivare fino al vertice occupato dalle imprese che adottano un approccio “full in-house” agli acquisti di media su piattaforma.

Per Polignano, il modello che alla fine finirà per imporsi è quello “ibrido”, in cui le aziende disporranno di account proprietari sulle principali piattaforme di acquisto, ma lasceranno a operatori specializzati le funzioni di trading, di analisi e di integrazione tecnologica. Si tratta infatti, secondo il country manager di Tradelab Italia, di una soluzione in grado di generare la massima efficacia, senza dover ricorrere all’investimento necessario per realizzare una gestione totalmente interna del programmatic.

Guarda la videointervista a Gaetano Polignano, Country Manager per l’Italia di Tradelab, a margine del suo intervento al Programmatic Day 2019:

[Videointervista] Pianura (Triboo) a Programmatic Day 2019: «Grande interesse degli inserzionisti per l’audio digitale»

Un fronte di sviluppo nuovo per la pubblicità digitale e, più in particolare, per il programmatic è rappresentato dall’audio, e nello specifico dall’inventory associata ai podcast. Secondo Cristina Pianura, Direttore area Media and Advertising di Triboo, siamo davanti a uno «tsunami chiamato Audio on Demand, dove l’ascoltatore è l’assoluto protagonista di quello che decide di scaricare e ascoltare».

Nel corso del suo intervento al Programmatic Day 2019, Pianura ha parlato della crescita di questo mercato non solo negli Stati Uniti, dove già da anni l’ascolto di podcast è un fenomeno di massa che genera oltre 600 milioni di dollari di raccolta pubblicitaria, ma anche in Europa e di fatto in Italia. Dove i fruitori abituali sono solo il 14% della popolazione maggiorenne, ma allo stesso tempo negli ultimi 3 anni questo numero è più che triplicato, nonostante un’offerta tutt’altro che matura da parte di editori e marchi.

Proprio per accogliere e stimolare l’editoria italiana a produrre podcast, e aiutarli a monetizzarli al meglio, Triboo ha
lanciato sul mercato VoiceMax: un prodotto che nasce su tecnologia Spreaker e raggruppa podcast organizzati in categorie di contenuto capaci di accogliere pre-roll e mid-roll audio, acquistabili in programmatic grazie al partner tecnologico Adswizz.

Guarda la videointervista a Cristina Pianura, Direttore area Media and Advertising di Triboo, a margine del suo intervento al Programmatic Day 2019:

[Videointervista] Palestino (Widespace) a Programmatic Day 2019: «Vi spiego come superare l’hype dei dati mobile»

Oggi si parla sempre più spesso di dati mobile: un tesoro che per chi fa comunicazione sui dispositivi on-the-go e punta a massimizzare i propri ritorni d’investimento è sempre più prezioso. Ma se si parla tanto di questo tema, in molti non sanno ancora destreggiarsi bene in questo mondo, rischiando così di mettere a repentaglio l’efficacia delle proprie campagne.  Nel suo intervento a Programmatic Day 2019, Nicolò Palestino, Country Manager Italia della DSP mobile Widespace, ha cercato di fare il punto su come utilizzare al meglio i dati mobile: «È necessario vedere i dati con spirito critico», ha spiegato il manager, sottolineando come sia indispensabile – per chi opera nel settore – ricordare che l’obiettivo dei marketer è la vendita, ed è tenendo a mente questo obiettivo che bisogna individuare le giuste correlazioni tra la miriade di informazioni offerte dai dispositivi mobili.

Questo “spirito critico” è alla base dell’operato di Widespace, dalla scorsa estate parte del gruppo olandese Azerion che, racchiudendo una serie di importanti player del mercato, offre servizi capaci di coprire l’intera filiera programmatica, e la cui offerta è in continua evoluzione.

Guarda la videointervista a Nicolò Palestino, Country Manager Italia di Widespace, a margine del suo intervento a Programmatic Day 2019:

[Videointervista] Buluggiu (Rubicon Project) a Programmatic Day 2019: «Semplifichiamo la complessità del programmatic»

Sara Buluggiu, Managing Director Italia, Spagna e MENA di Rubicon Project, ha raccontato nel corso del suo intervento a Programmatic Day 2019 gli sforzi della società per “rendere semplice la complessità” dell’attuale panorama della pubblicità programmatica, in particolare con il notevole contributo offerto alla diffusione dell’header bidding e con alle sue soluzioni evolute di SPO (Supply Path Optimization).

Nel corso del suo intervento, la manager ha poi tratteggiato le possibili linee di sviluppo del settore delle tecnologie pubblicitarie nei prossimi anni, preconizzando uno sfoltimento della pletora di operatori del mercato.

Guarda la videointervista a Sara Buluggiu, Managing Director Italia, Spagna e MENA di Rubicon Project, a margine del suo intervento a Programmatic Day 2019:

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