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Hulu punta sulla pubblicità in programmatic con un nuovo private marketplace

Dal 1° gennaio 2019, l’offerta pubblicitaria di Hulu si arricchirà di un nuovo private marketplace dedicato agli inserzionisti. Una soluzione che l’app di streaming video definisce come “il private marketplace premium e scalabile più ampio per raggiungere i consumatori sull’OTT”.

La piattaforma sarà gestita dalla SSP video Telaria, con le aziende che potranno effettuare delle offerte sulle inventory in vendita attraverso le loro DSP o trading desk. Hulu stessa ha precisato che tali offerte in programmatic verranno trattate allo stesso modo di quelle effettuate attraverso il team di vendita diretta della società.

E proprio come per gli acquisti effettuati tramite il team commerciale, anche quelli via PMP avranno accesso a una serie di funzionalità come i segmenti di audience proprietari di Hulu (i brand potranno anche usare dati di prima e terza parte), misurazioni sulla viewability, frequency-cap e separazione da altre categorie di inserzionisti.

Le aziende potranno effettuare il bid autonomamente, senza aver bisogno di entrare in contatto con team commerciale di Hulu per accedere all’inventory e stabilire il prezzo. Attraverso il PMP potranno effettuare l’offerta che pensano sia più appropriata per lo spazio da acquistare; Hulu stabilirà comunque un floor price, ossia un prezzo minimo da rispettare per poter accedere all’asta, anche se tale riferimento al momento non è stato ancora deciso.

Alle aziende potrebbe inoltre essere chiesto di pagare una quota per accedere agli spazi adv tramite questa nuova piattaforma.

Per Hulu non si tratta del primo private marketplace: la società ne aveva già aperto uno a fine 2015, modificandolo poi negli anni seguenti, ma all’epoca si trattava di una prima soluzione per l’acquisto di inventory programmatiche. Adesso, rispetto a quel primo esperimento, il programmatic non è più sinonimo di invenduto – e lo testimonia il fatto che adesso la vendita pubblicitaria tramite la nuova PMP è messa sullo stesso piano di quella effettuata tramite il team sales – e l’inventory di Hulu è cresciuta sensibilmente, dai soli pre-roll e break sui video on-demand di qualche anno fa alla possibilità di inserire adv anche sui contenuti live di oggi. E l’offerta è destinata ampliarsi ulteriormente: negli ultimi NewFront, la società ha parlato dell’intenzione di aggiungere l’inserimento dinamico di annunci sul suo servizio tv live e della possibile creazione di altri nuovi formati, ad esempio nei video scaricati dagli utenti per la visione offline.

La società sta intanto lavorando anche a un nuovo tipo di spot adv, chiamato “Pause Ads”, che verrà erogato quando gli utenti mettono in “pausa” la visione di un programma, e che potrebbe essere venduto già dall’anno prossimo.

Teads e Adform, partnership per l’offerta programmatic outstream

È una partnership esclusiva quella formalizzata tra la Global Media Platform, Teads, e Adform, piattaforma tecnologica indipendente tra le più affermate del mercato dell’advertising.

Grazie all’accordo, Teads sarà da oggi integrata direttamente con la piattaforma di programmatic buying di Adform.

Questa operazione consentirà quindi alle agenzie e ai brand che collaborano con Adform di avere accesso all’inventory outstream, scalabile e di qualità, di Teads, attraverso un marketplace esclusivo (PMP), che comprende i più prestigiosi publisher del mondo: BBC, Apple News, Bild, Business Insider, Clarin, Corriere.it, El Mundo, El Pais, Spiegel, Forbes, Fortune, Gannett, L’express, Les Echos, Cosmopolitan, Gioia, The Business Times, Times, Vanity Fair e molti altri.

Data la capillare diffusione dei formati di outstream video advertising in Europa, che raggiunge ormai il 54,1% della spesa sul digitale, risulta necessario ampliare l’offerta disponibile anche via programmatic buying.

L’accordo di integrazione siglato tra le due realtà va incontro a questa esigenza, rendendo disponibile a buyers di Europa, Nord America, MENA e APAC nuove inventory.

Hugues Templier, EMEA Programmatic Business Development Director di Teads.tv ha affermato: «Siamo lieti di estendere la scalabilità dell’inventory premium di Teads grazie a questo importante accordo. Attraverso l’integrazione diretta dell’inventory di Teads in Adform, una delle più importanti piattaforme di acquisto in RTB, gli advertiser e le agenzie avranno accesso al network dei più prestigiosi publisher al mondo. In questo modo, potranno avere la garanzia che i loro annunci vengano distribuiti all’interno di ambienti viewable e brand-safe».

Hugues-Templier-Teads
Hugues Templier

Rick Jones, SVP Global Revenue Development di Adform ha poi aggiunto: «Siamo davvero entusiasti di aver finalizzato questo accordo di diretta integrazione con la piattaforma di Teads che, siamo sicuri, conferirà maggior prestigio alla nostra offerta e supporterà i nostri clienti nell’obiettivo di creare nuove opportunità per distribuire pubblicità ad alto impatto comunicativo in contesti di qualità. Teads è stata in grado in questi anni di rafforzare la sua offerta scalabile con una inventory di alta qualità e di distinguersi nel mercato soprattutto per i suoi formati video, che costituiscono ormai una delle forze che trainano il mercato dell’advertising. Per questi motivi, siamo certi che trarremo ampi benefici da questa partnership».

Il modello “in-house” per il Programmatic è il preferito dalle aziende. Lo rivela uno studio IAB

Nella giornata di apertura del DMEXCO, IAB Europe ha ufficializzato i dati di due ricerche, volte ad offrire un aggiornamento sulle dimensioni del mercato programmatico e sui suoi principali trend. Dalla presentazione di IAB Europe è emerso un mercato in crescita (qui l’approfondimento sui numeri del settore), ma anche costellato di nuove tendenze e necessità.

Secondo i dati dell’associazione, le aziende che acquistano in modalità automatizzata continuano a chiedere al mercato maggiore trasparenza, più controllo e l’accesso ad inventory di qualità. E per molti, un modo per ottenere tutto questo è ricorrere a modelli di gestione in-house.

Le nuove tendenze del mercato

L’aumento delle società che internalizzano le proprie attività ad tech è ormai un fatto, e lo conferma anche IAB: secondo l’associazione, oggi in Europa quello della gestione in-house del programmatic è il modello preferito dalle aziende, con un 40% che lo ha già attuato, ed è il principale anche per gli editori (lo ha adottato il 50%) e le agenzie (il 62% ha trading desk interni).

Tra le principali sfide del mercato nel Vecchio Continente, si confermano ancora temi come le misurazioni o il permanere di focus sui KPI di vendita per la valutazione degli investimenti in programmatic, a differenza di altro tipo di metriche più orientate al brand. Anche la questione frodi rimane un freno a un ulteriore aumento degli investimenti, così come la difficoltà di trovare professionalità con il giusto bacino di competenze (problema riscontrato sia da aziende che da agenzie ed editori).

Ciononostante, però, il Programmatic gioca ancora un ruolo importante nei media mix delle aziende. Più del 90% delle aziende conta di aumentare i propri investimenti in pubblicità automatizzata nei corso dei prossimi 12 mesi.

Le tipologie di trading più utilizzate

Attualmente, tra le tipologie di transazione in programmatic, il private marketplace è quella dominante, e utilizzata dalla maggior parte delle società europee. Anche l’automated guaranteed sta registrando importanti progressi, con le agenzie che vedono sempre più in esso un modo per assicurarsi maggiori inventory a prezzo fisso, ma rimane meno strategico per aziende ed editori. In generale, forme di transazione diretta, come il programmatic direct, si fanno sempre più strada nel mercato, di pari passo con il bisogno delle aziende di procurarsi inventory in maniera sicura e garantirne l’erogazione: attualmente è commercializzato in programmatic direct il 53,3% della spesa totale in programmatic.

Amazon abilita i direct deal sulla sua demand-side platform

Amazon ha abilitato gli acquisti garantiti in private marketplace tra i clienti della sua DSP e gli editori attraverso il prodotto Transparent Ad Marketplace.

Secondo quanto risulta ad AdExchanger, sarebbero già in fase di test le prime transazioni. Le compravendite dirette seguono lo stesso funzionamento del private marketplace garantito: gli inserzionisti stanziano denaro per posizionare gli annunci all’interno degli spazi di specifici editori utilizzando i dati di Amazon.

Per gli editori ciò rappresenta un’opportunità in quanto consentirebbe loro di intercettare la spesa che marchi e agenzie hanno riallocato sul sito di e-commerce.

L’introduzione dei direct deal, prosegue AdExchanger, può essere una mossa di Amazon per risalire il funnel e sbarcare su territori premium. In questo modo, si migliora l’offerta di inventory della società guidata da Jeff Bezos incoraggiando transazioni a CPM alto.

Combinando inventory di alto livello e i dati della compagnia, i compratori potrebbero essere indotti a utilizzare la sua DSP per più tipologie di acquisti.

Rubicon Project apre il suo Private Marketplace Guaranteed a DSP terze

Rubicon Project ha aperto il suo exchange alle demand-side platform per gli acquisti automatizzati nei private marketplace di tipologia guaranteed.

DoubleClick Bid Manager di Google è la prima DSP ad essere integrata. La società, riporta la nota, è attualmente l’unico exchange di terza parte a consentire l’acquisto in programmatic guaranteed per tutti i tipi di transazione all’interno di DoubleClick Bid Manager Marketplace Interface.

“L’acquisto in programmatic guaranteed nei private marketplace rappresenta una grande opportunità per la nostra industria, in quanto fornisce alle DSP la possibilità di accedere ad inventario premium che è garantito dagli editori, oltre a dare loro informazioni dettagliate che indicano precisamente come hanno bisogno di agire nel PMP per vincere l’asta”, ha dichiarato Tom Kershaw, Chief Technology Officer della società, “Oggi, la maggior parte delle DSP sta ancora solo esplorando il mondo degli acquisti garantiti, motivo per cui siamo fieri di essere l’unico exchange di terza parte che attualmente offre acquisti programmatic guaranteed per tutti i tipi di transazione su DoubleClick Bid Manager Marketplace Interface, come risultato dell’integrazione di DoubleClick nel nostro exchange”.

Nel prossimo futuro, Rubicon Project integrerà altre DSP nei PMP guaranteed.

Programmatic Mobile: cresce l’adozione dei private marketplace. I dati di PubMatic

In un contesto in cui aziende ed editori sentono più che mai l’esigenza di avere un maggiore controllo sui processi di compravendita di spazi adv, senza rinunciare ai benefici del programmatic, i modelli di trading “diretti” sono in piena crescita. Lo confermano i dati del Q4 2017 Quarterly Mobile Index di PubMatic, che identificano i principali trend della pubblicità mobile in ambito ad tech.

Il report, che si basa sull’analisi di oltre dieci migliaia di miliardi di transazioni pubblicitarie effettuate sulla piattaforma di PubMatic su base mensile, ha registrato un aumento del volume di impression mobile monetizzate tramite PMP del 50% nel 2017 rispetto all’anno precedente. Un aumento del numero di annunci transati che corrisponde anche a un incremento dei prezzi: gli eCPM delle inventory mobile in private marketplace sono cresciuti di oltre il 150% rispetto ai prezzi su open exchange.

Su smartphone e tablet non si ferma il trend dell’header bidding, con un volume di impression monetizzate nel Q4 aumentato di circa il 250% anno su anno, e un progressivo nuovo focus sull’evoluzione della tecnologia e sulla sua ottimizzazione.

La ricerca ha evidenziato inoltre come, se a trainare le performance del canale è stata per lo più la pubblicità in-app, anche il mobile web ha messo a segno importanti performance, con un aumento degli eCPM di oltre il 50% anno su anno a livello globale.

Sul fronte sistemi operativi, ancora una volta è Android quello dominante in termini di volumi, con circa 8 impression in-app su 10 monetizzate nel 2017 a livello globale, mentre iOS vince sul fronte eCPM.

A livello geografico, infine, il report di PubMatic ha registrato una forte crescita dei volumi nelle aree APAC ed EMEA e un maggiore aumento dei prezzi nelle Americhe.

Rubicon Project integra il suo private marketplace in DoubleClick Bid Manager

Rubicon Project ha integrato il suo Private Marketplace (PMP) in DoubleClick Bid Manager, la demand-side platform di Google.

DoubleClick Bid Manager è la prima piattaforma ad utilizzare la nuova Orders API della società ad-tech, che permette ad agenzie, trading desk e inserzionisti di eseguire transazioni sulla piattaforma di acquisto scelta, senza effettuare accesso alla Orders UI di Rubicon Project.

“È finita l’era in cui si utilizzavano decine di interfacce utente per fare business”, ha dichiarato Tom Kershaw, Chief Technology Officer di Rubicon Project, “La nostra nuova Orders API consente alle piattaforme di acquisto come Bid Manager di fornire ai loro utenti maggiore accesso alle inventory premium vendute attraverso PMP. Anche i nostri editori partner beneficiano da questa espansione in quanto i loro spazi pubblicitari saranno più accessibili da nuove fonti di domanda”.

L’integrazione, afferma la nota, sottolinea la convinzione della società del valore delle transazioni private negli ambienti programmatici. Rubicon Project prevede di integrare la sua interfaccia con altri operatori nei prossimi mesi e settimane.

Gruppo 24 Ore: la ripresa passa anche da dati e Programmatic

Ci sarà anche il Programmatic tra i driver di crescita di Gruppo 24 Ore da qui al 2020.

Nel suo piano industriale 2017-2020, la società ha infatti tracciato le linee guida della strategia con cui intende raggiungere 295 milioni di euro di ricavi consolidati nel 2020 (275 milioni nel 2018), un margine operativo lordo di 45 milioni (19 milioni nel 2018) e un utile operativo di 34 milioni (8 milioni nel 2018). E in questa strategia lo sviluppo delle attività digitali e dell’ad tech avrà un ruolo importante.

Per System, la concessionaria di pubblicità del gruppo, il focus sarà proprio sui mezzi di gruppo e sui canali digitali. Gruppo 24 Ore intende infatti sviluppare nuovi prodotti digitali per competere in un mercato in continua evoluzione (video adv, account social e native), oltre a procedere all’acquisizione e alla valorizzazione di concessioni di siti terzi.

Ma non solo. Secondo quanto riporta il piano industriale, all’interno della concessionaria è in programma lo sviluppo dell’offerta basata sulle abitudini di consumo attraverso l’uso evoluto della DMP e il rafforzamento della piattaforma di programmatic Premio. Quest’ultima è il private marketplace con cui, da fine 2013, viene gestito l’intero ecosistema programmatic della divisione online della concessionaria del Gruppo 24 ORE, che annovera, oltre alle properties del gruppo come Ilsole24ore.com e Radio24.it, altri venti siti, ovvero 3bmeteo, Affaritaliani, Blitzquotidiano, Dagospia, Famiglia Cristiana, Federtennis, Fox Network, Globalist, Il Post, L’Unità, La7, Ladyblitz, Lettera43, Libero Quotidiano, Rivista Studio, Rivista Undici, Sportoutdoor24, Supertennis, TIM Mail, Ticketone.

Unruly porta l’emotional intelligence nella pubblicità programmatica

Unruly continua a potenziare le sue soluzioni di emotional intelligence in applicazione alle campagne programmatiche. Si tratta di una strategia che sembra essere fortemente supportata dai dati: secondo i numeri a disposizione di Nielsen e della stessa società ad-tech relativi al 2015, gli annunci guidati dalle emozioni possono incrementare le vendite di oltre il 20%.

In settembre, Unruly aveva lanciato ciò che definiva pacchetti “Emotional PMP” (private marketplace), una nuova modalità di acquisto di inventario che associa l’umore di un consumatore, causato dalla vista di un annuncio di un marchio, all’ambiente di visualizzazione che lo circonda, come descrive Kenneth Suh, EVP, global business development.

Basandosi su algoritmi sofisticati, Unruly è riuscita ad identificare 18 emozioni fondamentali, attorno ad ognuna delle quali è creato un private marketplace.

Cresce il Programmatic in Italia: +32%, a quota 310 milioni di euro

Cresce il Programmatic in Italia, trainato dal video. A dirlo sono i nuovi dati dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, presentati il 29 novembre in occasione della prima giornata di IAB Forum 2016.

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Secondo le evidenze dello studio, illustrate da Marta Valsecchi, direttore operativo degli Osservatori Digital del Politecnico di Milano, il ricorso delle aziende al Programmatic è aumentato quest’anno, registrando un +32% e totalizzando un giro d’affari di 310 milioni, pari al 13% dell’internet advertising.

Il video è uno dei formati trainanti e raggiunge una quota di mercato del 30%.

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In aumento anche la quota spettante ai private marketplace, pari al 35% del totale.

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