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Private Market Place: il mercato italiano è pronto

Il mercato italiano è decisamente pronto ad affrontare la sfida del programmatic. Lo afferma Cristina Pianura, Country Manager per l’Italia di Prime Real Time, primo Private Market Place trasversale presente sul mercato italiano. Secondo la manager: «I presupposti per virare in modo più deciso e convinto verso il programmatic advertising ci sono tutti: c’è la tecnologia, c’è il know-how, e ci sono ora tutti gli attori in campo. Questo significa che la filiera potrebbe assorbire senza particolare problemi oltre il 50% del budget advertising in modalità programmatica, considerando ovviamente tutte le modalità del programmatic buying: il guaranteed, il private deal e l’open market».

Secondo molti però ci sono ancora delle cose che andrebbero sistemate per far sì che questo mercato decolli davvero…

In effetti, per tradurre questo in realtà occorre che i clienti comprendano meglio i vantaggi del programmatic buying e le logiche di remunerazione dell’intera filiera senza pigiare il tasto solo sul saving dei prezzi, poiché non è sul pricing che il programmatic risulta vincente. Questo errore, già fatto in passato, rischia paradossalmente di rallentare l’ingresso dell’inventory premium sulle piattaforme, poiché la certificazione e l’adozione di metriche per la qualità, nel mondo del programmatic selling, comportano costi ulteriori per i publisher.

Prime Real Time come si posiziona in questo mercato?

Prime Real Time è il più grande Private Market Place trasversale oggi presente nel mercato italiano: una soluzione estremamente flessibile sul piano commerciale e tecnologico da poter essere utilizzata “on demand” dalla domanda e dall’offerta, per la Display, il Mobile e il Video programmatic. Prime è oggi il primo e unico abilitatore per il programmatic selling legato ai Rich Media ad alto impatto, ovvero Rich Media non convenzionali quasi sempre legati a una videostrategy. Gli editori che entrano a far parte del PMP Prime garantiscono qualità e priorità e si affidano a un operatore capace di garantire alti standard e opportunità di vendita.

Quali sono le più recenti novità della vostra offerta?

Negli ultimi mesi Prime Real Time ha irrobustito sia il ventaglio dei formati Rich Media disponibili per i Trading Desk su implementazione Adform sia Video. Ma ovviamente questo non ci basta: abbiamo studiato soluzioni combinate di delivery e PMP per la gestione delle “Domination” su ben tre formati. Vogliamo sviluppare nuovi Rich Media impattanti utilizzando tecnologia Sizmek e Appnexus. In pratica vogliamo essere sempre all’avanguardia e un passo avanti nella creazione di soluzioni speciali da offrire agli editori e ai trading desk, fedeli alla nostra mission di rendere facili le cose difficili. Con la stessa logica ci presentiamo al mercato come la prima soluzione di “Data Collector” ovvero come il primo Data Market Place basato esclusivamente su First Party Data provenienti da editori molto verticali e dunque dotati di utenti veri e strategici per i buyer. Tali dati vengono messi a disposizione su DMP Adform, e consentono a chi compra di accedere a segmenti di nicchia consistenti, affidabili e IT based.

Siete soddisfatti dei risultati finora ottenuti?

Prime Real Time è di fatto centrale nello sviluppo del programmatic selling nell’industry italiana, siamo partner a 360° di ogni player focalizzato sul programmatic. Di questo siamo molto soddisfatti. I dati di crescita non li valutiamo solo sui numeri, che sono comunque in netta crescita di quarter in quarter, ma soprattutto sulla nostra capacità di generare valore aggiunto per gli editori e per i trading desk.

Nugg.ad sbarca in Sudafrica: firmata una partnership con il private market place SouthernX

Nugg.ad, aziende europea specializzata in digital target marketing e brand engagement measurement, esordisce sul mercato sudafricano siglando una partnership con SouthernX, principale private market place programmatico dell’africa meridionale.

SouthernX offre agli inserzionisti la possibilità di acquistare inventory premium (display, video e mobile) su un consorzio di editori online dell’africa sub sahariana attraverso aste in real time bidding.

In base all’accordo, SouthernX e nugg.ad offriranno strumenti evoluti di real time analytics a brand e media agency, che nell’acquisto di inventory attraverso la piattaforma di SouthernX beneficeranno della tecnologia di machine learning di nugg.ad. Questa fornisce previsioni sull’audience (socio demografiche, interessi, affinità, attitudini di consumo) e strumenti per misurare il brand engagement e ottimizzare l’erogazione delle campagne.

Grazie alla tecnologia di nugg.ad – pienamente compatibile con le normative europee sulla privacy, visto che non usa nessun dato personale come nome, indirizzo email o IP – per i buyer sarà possibile ottimizzare le proprie campagne su SouthernX in real time.

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Enrico Ciampini

Abbiamo sentito Enrico Ciampini, country director di nugg.ad per l’Italia. «Siamo molto contenti di sbarcare in Sudafrica. Si tratta di un tassello in più in uno scenario che ci vede come partner privilegiato per la creazione di premium private market place, un modello che si sta sempre più affermando in tutto il mondo, dopo il successo di iniziative come La Place Média, Audience Square, PPN, Pangaea».

Il Premium Private Market Place, continua Ciampini, «permette di costruire un’offerta consistente e qualitativamente garantita, rilevante per chi vuole usare il programmatic per rivolgersi ad audience estese mantenendo il controllo sui siti pianificati. L’Italia su questo fronte è un po’ indietro, il fatto che il modello di premium private market place si sia estendendo anche a mercati meno maturi come quello sudafricano dovrebbe far riflettere i nostri publisher, che probabilmente devono ancora trovare la loro strada per svilupparsi pienamente nel mondo del Programmatic».

La DSP Yahoo Ad Manager Plus compie un anno e genera più del 50% delle revenue display della company

All’inizio di quest’anno il CEO di Yahoo Marissa Mayer aveva indicato in Mobile, Video, Native adv e Social le maggiori aree di crescita della company di Sunnyvale. Accorpate in un’espressione ormai diventata distintiva quando si parla di Yahoo, MaVeNS, hanno fatto registrare alla società, nel complesso e a livello globale, ricavi pari a 363 milioni di dollari nel Q1 del 2015, pari a circa il 35% del totale revenue registrato da Yahoo (1,04 miliardi di dollari).

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Davide Corcione

Ma non solo Mobile, Video, Native, Social. Yahoo è decisa a riprendersi con decisione il proprio posto tra i Big del web anche grazie alla tecnologia: «Abbiamo lavorato tutto questo tempo in prospettiva, avendo intuito con un certo anticipo dove il mercato stava puntando – ha spiegato in un press briefing svoltosi a Milano Davide Corcione, Head of Agency di Yahoo -. Ora, non solo siamo decisi a posizionarci con forza come mobile first company, ma abbiamo le carte giuste per vincere in diversi settori». Settori tra cui – come già anticipato a Engage da Lorenzo Montagna, amministratore delegato di Yahoo Italia, in occasione della celebrazione dei 20 anni della company – c’è anche il Programmatic, grazie al quale Yahoo intende anche gestire le aree chiave di cui sopra.

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Daniele Maccarrona

Ma qual è il posizionamento di Yahoo rispetto al Programmatic Buying? Lo ha spiegato insieme a Corcione, Daniele Maccarrona, Head of Programmatic & Audience Advertising Yahoo Italia: «All’interno dell’ecosistema Programmatic Buying, siamo presenti con la piattaforma operativa su scala globale Yahoo Ad Manager Plus, lanciata negli Stati Uniti un anno fa e operativa in EMEA da settembre 2014. La piattaforma è a tutti gli effetti una DSP (Demand Side Platform, ndr) e ci permette di fare buying in modalità programmatica. Grazie all’integrazione con tutte le SSP e gli Ad exchange, consente ai brand di pianificare advertising su Yahoo, ma anche su tutta l’inventory disponibile in modalità programmatica sul mercato locale e internazionale, in Real-time Bidding, moltiplicando le opportunità di raggiungere i consumatori in target».

Valore aggiunto, sottolinea ancora Maccarrona, è la capacità di Yahoo Ad Manager Plus di lavorare efficacemente indipendentemente dal formato della campagna (rich media, video e display) e dal device utilizzato dall’utente (pc mobile e tablet). Insomma, permette pianificazioni cross-device di qualsiasi tipo di campagna, presentandosi come piattaforma unica capace di interfacciarsi con un’ampia fetta dell’inventory disponibile online.

«Grazie alla nostra consolidata esperienza nel mercato dell’advertising, ai continui investimenti nello sviluppo di tecnologia, in importanti acquisizioni (come quella di Flurry e di Brightroll, ndr) e alla forza dei nostri dati, ad oggi Yahoo Ad Manager Plus sta generando più del 50% delle nostre revenue display, confermando la nostra capacità di innovare e innovarci continuando ad essere player di riferimento del settore», ha aggiunto ancora Corcione.

Al centro di Yahoo Ad Manager Plus, c’è il dato: «La sua unicità – spiega ancora il manager – sta proprio nella completezza dei dati che utilizza. Yahoo Ad Manager Plus include infatti una DMP, Data Management Platform, proprietaria che integra i dati di Yahoo – 1 miliardo di utenti unici complessivi, di cui 18 milioni in Italia – con quelli di terze parti e degli advertiser. Un vantaggio competitivo significativo perché la combinazione delle tre fonti di dati consente di creare dei segmenti di audience unici e distintivi». Il dato diventa l’aspetto cruciale, che precisa Corcione: «Yahoo non vende. E’ nella nostra DMP e lo proteggiamo gelosamente perché sappiamo che è su questo terreno che si giocherà il futuro di tutte le società del mondo internet».

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Tornando a Yahoo Ad Manager Plus, Maccarrona poi precisa: «Mettiamo a disposizione questa piattaforma a clienti o centri media in due modalità: Managed, nel senso che in clienti sono seguiti da un account manager e vengono aiutati a gestire le campagne sul nostro network; o in Self Service, cioè gestito direttamente dal cliente. Questa modalità è per ora attiva solo per gli advertiser (anche in Italia da circa un mese, ndr), ma è previsto a breve il roll-out della piattaforma in modalità self service per i centri media».

Yahoo è presente nell’ecosistema programmatic anche con lo Yahoo Ad Exchange, piattaforma attraverso la quale la company, in questo caso nelle vesti di publisher, mette a disposizione la propria inventory per l’acquisto da parte dei trading desk che scelgono di non servirsi dell’Ad Manager Plus, ma di utilizzare DSP terze.

In conclusione, Maccarrona specifica un dato interessante relativo al transato gestito attraverso l’Ad Exchange di Yahoo: «In Italia lo scorso anno solo il 20% dell’adv transata in Programmatic è stata gestita in Private Market Place. Il restante 80% è inquadrabile nella sfera dell’Open Market. Noi nel 2014 avevamo il 75% del transato gestito in PMP, e mettevamo a disposizione degli investitori i nostri dati. Quest’anno arriveremo a circa l’80% del transato in PMP. Questo significa che il nostro dato conta e che ha valore anche per gli inserzionisti, che scelgono si non sparare nel mucchio, riprova dell’efficacia delle nostre soluzioni di Audience Targeting».

“Chi vuol essere Programmatic”: l’ad-tech in un quiz con Zodiak Advertising

Cosa si intende per Programmatic advertising? Cosa ci si può comprare? E qual è il significato di locuzioni come “Private Market Place” e “Deal ID”?

Con domande come queste, Zodiak Advertising ha coinvolto nel corso di IAB Forum i numerosi partecipanti del proprio workshop “Programmatic: opportunità per Editori ed Acquirenti” in una sessione ludico/formativa in perfetto stile “Chi vuol essere Milionario”.

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L’iniziativa “Chi vuol essere Programmatic”, condotta dal CEO Nicola Drago con la collaborazione di Ellis Bosisio, COO sempre in Zodiak Advertising, e Giovanna Loi, Head of Digital Trading di GroupM, per le spiegazioni tecniche, ha costituito un’occasione per rispondere in modo simpatico ai dubbi sui nuovi termini e sugli acronimi adottati dai player di mercato, facendo il punto sulle varie forme di compravendita oggi possibili su piattaforma – dall’Open auction al Programmatic guaranteed – e sui formati disponibili.

Il consiglio di Nicola Drago, ceo Zodiak Advertising: «Editori che credete nel Programmatic, alleatevi» (VIDEO)

Il Programmatic Advertising sta vivendo un momento particolarmente felice, come hanno opportunamente messo in luce i positivi risultati rilasciati da IAB Italia e dal Politecnico di Milano in occasione di IAB Forum.

Ne è convinto anche Nicola Drago, ceo di Zodiak Advertising, che abbiamo intervistato a margine di IAB Forum. «Da un paio d’anni gli editori hanno cominciato a familiarizzare con il Programmatic, ed ora possiamo dire che il settore sta vivendo una fase molto positiva, anche se ancora permane una certa confusione, soprattutto per quanto riguarda le piattaforme nascenti. Adesso, la industry deve assicurarsi che il trend positivo registrato quest’anno sia sostenibile anche nel 2015».

E Nicola Drago ha un’idea ben precisa di quali asset bisogna potenziare per imprimere un’ulteriore accelerata al Programmatic: «Innanzitutto bisogna utilizzare una piattaforma unica ed esclusiva, perché la coesistenza di più piattaforme logora i prezzi. Poi, qualificare i dati. Infine, attivare delle alleanze tra gli editori: grazie ad esse infatti, è possibile creare un ambiente trasparente, organizzato e rigoroso in cui le inventory possono realmente qualificare il rendimento delle impression».

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Quello delle coalizioni è stato uno dei temi che Zodiak Advertising ha affrontato, insieme a Private Market Place, Deal ID e Dati, nel corso dei due workshop organizzati a IAB Forum. Nata nel 2011 per aggregare inventory di qualità in ambiente automatizzato, favorendo l’accesso a buyers qualificati, Zodiak Advertising, pioniera in ambito rtb e programmatic, è oggi la piattaforma Sell Side leader in Italia e in Spagna.

Di seguito, il video del workshop tenuto da Drago nel corso di IAB Forum 2014.

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