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Smart, aste pubblicitarie “olistiche” e trasparenti grazie a una nuova soluzione

“Private Garden”: questo il concetto che, secondo Smart, costituisce la risposta definitiva del mercato al dominio di Google & Co. Un concetto dietro cui si nasconde la necessità – oggi più che mai impellente – per gli editori di prendere il pieno controllo delle loro inventory, valorizzandole attraverso i loro dati proprietari. Per la società è stata questa la parola chiave della sua presenza al DMEXCO dove, quest’anno, ha presentato anche un’importante novità di prodotto. Ci racconta di cosa si tratta, insieme a descriverci i nuovi progetti di Smart, il Country Manager Italia Andrea Ceccoli.

Andrea, anche quest’anno siete al DMEXCO. Di cosa parlerete ai vostri clienti e partner?

«Siamo al DMEXCO con due diversi obiettivi. Innanzitutto, volendo dare una risposta forte alla dominanza del GAFA (Google-Apple-Facebook-Amazon), intendiamo incoraggiare gli editori a creare i loro personali “walled garden”, che noi chiamiamo Private Garden. Un concetto che Smart ha cominciato a promuovere qualche mese fa. Nella nostra visione, gli editori premium dovrebbero considerare questi concetti chiave: creare una migliore user experience, rispettare la privacy degli utenti e focalizzarsi sulla qualità invece che sulla quantità. E questo vale ancor di più se consideriamo che il mercato si sta spostando verso il programmatic direct. Gli editori che iniziano a prendere il pieno controllo e attivare i loro dati di prima parte e di localizzazione si dimostreranno vincenti, proponendo sul mercato un’inventory ricca di dati che non è disponibile da nessun’altra parte.

E’ tempo di tirarsi su le maniche e costruire il proprio Private Garden».

E l’altro obiettivo?

«Il secondo punto è quello di rinforzare la logica delle aste unificate. Quest’anno, l’ecosistema programmatico sta iniziando a protendere verso nuove soluzioni all’avanguardia per l’ottimizzazione dei ricavi, costruite intorno alla nozione di vendite “olistiche” degli editori, e capaci di offrire ai publisher la possibilità di effettuare delle aste unificate per assicurare loro il massimo guadagno da ogni impression. Queste aste possono essere trasparenti al 100%, e mettono in competizione i team vendite diretti, l’header bidding e le offerte lato server che arrivano da DSP e SSP (RTB), offrendo agli editori la flessibilità di lavorare con qualsiasi SSP e gestire tutti i loro canali di monetizzazione. Questi nuovi strumenti saranno immediatamente attivabili, con dashboard facili da usare e una reportistica centralizzata, ed elimineranno la scomoda esigenza di creare molteplici line item.

A tal proposito, al Dmexco 2018 Smart ha presentato Holistic+, una nuova soluzione che permette la realizzazione di un’asta unificata trasparente di tutti i canali di vendita, incluso l’header bidding, per aiutare gli editori a massimizzare il valore di ogni singola impression e dare una spinta ai loro ricavi. Con questa nuova soluzione, Smart riesce ad organizzare una competizione pienamente trasparente tra tutti i partner di domanda (DSP, SSP e ad network) sia che siano lato browser che lato server. Si tratta di un nuovo passo avanti per le funzionalità di monetizzazione olistica di Smart, che già assicuravano le migliori offerte tra direct e programmatic, e che adesso ammettono nella competizione anche la domanda da header bidding».

La scorsa settimana Smart ha annunciato la nomina di Arnaud Créput a nuovo CEO, e in quell’occasione la società ha dichiarato di puntare a raddoppiare il suo fatturato entro il 2020. Che ruolo avrà l’Italia nel raggiungimento di questo obiettivo?

«Il mercato italiano è davvero strategico per la nostra società, in quanto è molto Google-centrico, e il nostro concetto di Private Garden può rappresentare un approccio alternativo particolarmente rilevante al dominio del monopolio. Negli ultimi due anni i numeri italiani sono raddoppiati e ci aspettiamo che questo trend possa continuare grazie ai nostri talenti e alla nostra visione, seguendo la naturale crescita delle inventory dei nostri editori premium. Continueremo a puntare sullo sviluppo di Holistic+, senza però perdere di vista la grande esplosione dell’header bidding».

Come sta performando Smart in Italia quest’anno in termini di giro d’affari? Quali sono i vostri obiettivi?

«Il 2018 è un anno importante a livello di crescita; la nostra soluzione video è stata scelta dai principali player del mercato e anche nell’ambiente in-app la nostra offerta SDK continua a ricevere risposte positive dai clienti. Contiamo di chiudere l’anno raggiungendo gli obiettivi che ci eravamo prefissati, ponendo così le basi per un ambizioso piano di business nel 2019».

In quali aree strategiche vi focalizzerete nei prossimi mesi?

«Continueremo a concentrarci sulla crescita della domanda, con nuovi partner che possano mantenere alto il livello qualitativo della nostra inventory. Sul fronte “supply”, l’obiettivo per il 2019 è quello di rafforzare il concetto di Private Garden puntando sul programmatic direct, le aste unificate e l’attivazione dei dati di audience. Contiamo infine di rafforzare ulteriormente la nostra soluzione video».