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Big Data: per il 73,6% dei comunicatori italiani il loro utilizzo “cambierà profondamente la professione”

Il tema dei Big Data e del loro utilizzo strategico nelle attività di comunicazione è al centro dell’attenzione dei comunicatori italiani, che dimostrano un’attenzione per questo argomento in media superiore ai loro colleghi europei. Lo conferma lo European Communication Monitor 2016 realizzato da IULM e Ketchum, che ha interpellato 2.710 professionisti della comunicazione di 43 Paesi europei, di cui 180 italiani attorno a vari temi, dalle abilità social all’influencer engagement fino, appunto, ai Big Data.

Secondo la grande maggioranza degli intervistati europei (72,3%), che in Italia raggiunge il 73,6%, è diffusa la percezione che l’uso dei Big Data cambierà profondamente la professione. Il 68,1% dei “comunicatori italiani” dichiara di aver fornito un’approfondita attenzione al dibattito in corso sull’argomento (questa percentuale scende al 59,3% in Europa) e il 27,3% degli italiani dichiara di aver sviluppato all’interno delle direzioni o delle agenzie di cui fanno parte, attività collegate al loro utilizzo (in Europa solo il 21,2%).

«Sono contento di constatare che i comunicatori italiani dimostrano di avere una mentalità aperta ed evoluta in diversi contesti», commenta Emanuele Invernizzi dello IULM, responsabile scientifico della ricerca, che aggiunge: «I nostri professionisti di PR mostrano, inoltre, come stiano cambiando le dinamiche e le priorità nel mondo della comunicazione dove lo stakeholder engagement acquisisce sempre più rilevanza e valenza strategica».

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