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La Democrazia Digitale: l’utilizzo del Programmatic nella politica

Sicuramente ci sono molte differenze tra le campagne elettorali negli Stati Uniti e in Italia: basta guardare, ad esempio, alla durata che in America è quasi di due anni mentre in Italia di pochi mesi. Tuttavia, i politici italiani possono prendere qualche spunto dalle strategie utilizzate nelle campagne del partito Repubblicano e Democratico e valutare cosa ha funzionato bene.

Otto anni fa, la campagna di Barack Obama ha ricevuto un ampio riconoscimento per l’uso dei social media e quattro anni fa l’utilizzo dei Big Data e dell’analisi predittiva ha aperto nuove strade nel fundraising e nell’incrementare i voti. Quest’anno, i social media continuano a svolgere un ruolo fondamentale nell’organizzazione e mobilitazione dei sostenitori grazie alle applicazioni di Facebook, Twitter e Reddit, ma i canali social non sono l’ultima frontiera.

Mentre i social media sono perfetti per raggiungere i sostenitori esistenti, non sono il mezzo migliore per gli elettori indecisi. Qualcuno può già seguire un politico su Twitter oppure cliccare “mi piace” sulla pagina della campagna su Facebook, ma queste persone hanno già deciso chi votare. Per raggiungere invece gli indecisi, i candidati hanno implementato altre forme di tecnologia digitale, come il programmatic.

Durante questo periodo elettorale negli Stati Uniti, un approccio programmatic alla pubblicità politica ha assunto un ruolo centrale ed è un altro passo avanti nell’evoluzione di come la tecnologia venga utilizzata per raggiungere gli elettori. È un segnale il fatto che anche i politici considerati non convenzionali riconoscano che sia importante per ingaggiare gli elettori il passaggio ad una “democrazia digitale”.

La tecnologia programmatic è ideale per individuare le persone che non hanno ancora deciso chi votare e per mostrare loro, nel momento più appropriato, un annuncio di una campagna elettorale in grado di influenzare la loro decisione di voto. Per essere convinto, un elettore deve essere ben disposto ad essere persuaso. Questa apertura cambia nel corso della campagna elettorale, ecco perché i Big Data e l’intelligenza artificiale vengono utilizzati per stabilire esattamente quando un elettore sia maggiormente sensibile ad essere influenzato e per mostrare un annuncio in quel preciso momento.

La campagna elettorale ha avuto un andamento molto variabile, anche a causa dei numerosi scandali e rivelazioni che hanno spostato le previsioni da un candidato all’altro.

Il programmatic buying ha il maggiore impatto sui gruppi di persone indecise su chi votare. Con la giusta creatività e nel momento giusto, un candidato può ricevere l’attenzione di un elettore che fino a quel momento potrebbe non aver realizzato l’impatto che le elezioni potrebbero avere sulla sua vita.

I politici italiani potrebbero quindi trarre, dalle elezioni americane, un importante lezione e cogliere le opportunità offerte dalla tecnologia che permette di coinvolgere anche gli elettori che generalmente non si interessano alla politica. Inoltre, capendo più profondamente chi sono questi elettori e a cosa rispondono in tempo reale, i candidati possono affinare le strategie di comunicazione. Questo diventa particolarmente importante nella frenesia delle ultime settimane di campagna elettorale.

La cosa che rende più interessante l’utilizzo del programmatic nella politica è la possibilità di raggiungere molte più persone, di connetterle l’una con l’altra e di coinvolgerle più efficacemente.

La battaglia elettorale americana corre sul second screen: accordo tra Kantar Media e 4C

Mentre negli Stati Uniti sale la febbre per le primarie, Kantar Media annuncia il lancio di una nuova soluzione pubblicitaria che porta la comunicazione elettorale sul second screen, grazie a una nuova collaborazione con la struttura di data science di Chicago 4C.

La tecnologia proprietaria di quest’ultima, Teletrax, raccoglierà e analizzerà ogni annuncio televisivo per la corsa alle presidenziali americane. Nel frattempo, il Campaign Media Analysis Group (CMAG) di Kantar Media scrutinerà ognuno di essi per tema chiave ma non solo, anche per sponsor, tipo di sponsor, partito, tone of voice, target e così via. I vari dati saranno integrati e incrociati all’interno della nuova soluzione pubblicitaria e il risultato saranno messaggi veicolati agli elettori in second screen, allineati a quelli in onda in quel momento in tv.

La soluzione è stata lanciata non a caso all’avvio delle votazioni per le primarie americane (l’1 febbraio i primi voti nello stato dell’Iowa). Il prodotto infatti nasce proprio in vista delle presidenziali USA, un momento “particolare” anche dal punto di vista pubblicitario, capace di attirare, secondo stime della stessa Kantar Media, una spesa in pubblicità televisiva di ben 4,4 miliardi di dollari nel corso del 2016.

Intanto, sarà possibile testarne i risultati già nel corso di queste primarie, quando candidati come Hillary Clinton o Donald Trump potranno sincronizzare i loro annunci online e mobile con gli spot televisivi, sia i propri che quelli degli avversari Sanders o Cruz.

La soluzione sarà anche in grado di lanciare un annuncio nel momento in cui un candidato menziona uno specifico tema chiave, come la riforma sanitaria o i cambiamenti climatici.

Un modo per raggiungere quell’87% di persone che utilizzano altri device mentre guardano la tv, e di spingere all’azione gli elettori veicolando messaggi targettizzati e rilevanti.

 

 

 

Politica & Programmatic: Rubicon Project apre ufficio a Washington in vista delle Presidenziali 2016

In vista delle elezioni presidenziali del 2016, Rubicon Project – uno dei principali protagonisti del programmatic advertising – ha annunciato l’aperura di un nuovo ufficio americano, a Washinton, DC.

“Google è stato per anni il player di riferimento per l’advertising politico”, ha detto Dallas Lawrence, SVP e responsabile della comunicazione in Rubicon. “Tuttavia, man mano che le campagne diventano più sofisticate sul fronte dei dati, del targeting e del desiderio di raggiungere i consumatori sui siti premium, vediamo nascere un notevole interesse per la nostra offerta”.

La piattaforma di Rubicon Project, ha detto Lawrence, viene utilizzata da anni per acquistare spazi adv nell’ambito della pubblicità politica, ora il passo logico per fornire insight e reale supporto al “mercato D.C.” per l’azienda è quello muoversi fisicamente nell’area.

Theresa Mueller, una ex manager di Rocket Fuel (dislocata proprio negli uffici di Washington, dove Rocket Fuel si era già installata), è stata assunta per condurre il nuovo ufficio con la carica di director of political and advocacy, buyer cloud sales.

L’interesse per il mondo della politica da parte di diversi top name del Programmatic (iHeart Media, tra gli altri, ha da poco annunciato l’ingresso di un nuovo manager, Kenny Day, per rafforzare i propri sforzi verso i clienti istituzionali) non deve stupire: una ricerca di Strata, condotta lo scorso anno, ha rivelato che l’85% delle agenzie dei politici americani hanno intenzione di usare il programmatic nell’ambito del media buying.