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Prismi pronta a lanciare “Programmatic”, nuova soluzione pensata per le PMI

Da oggi le PMI avranno uno strumento in più per approcciarsi alla pubblicità in programmatic.

Prismi, società operante nel settore web e digital marketing, quotata sul mercato AIM Italia, ha annunciato il prossimo lancio di una nuova soluzione, in esclusiva per le piccole e medie imprese, dal nome “Programmatic”.

Per l’azienda, l’acquisto automatizzato di pubblicità è una “formula” che “ha interessato fino ad oggi soprattutto le più grandi realtà industriali del Paese, mentre oggi, tramite PRISMI, diventerà disponibile e alla portata anche delle imprese più piccole, che potranno trovare in questo prodotto un importante strumento di crescita e di potenziamento del loro business“, spiega la società in una nota.

La novità è stata annunciata dalla società lo scorso 31 agosto a Lisbona, in occasione della convention annuale di Prismi, alla presenza di tutto il vertice aziendale, della rete vendita e di diversi ospiti. Nella stessa cornice, Prismi ha comunicato anche il prossimo lancio di Aimintoo, un nuovo strumento su mobile dedicato alla fidelizzazione dei clienti: “un interessante sistema di apertura e di ingresso con nuove fasce di clientela particolarmente attente alla concorrenza e ai nuovi canali di comunicazione su mobile”.

«Il rafforzamento commerciale, organizzativo e di offerta che è in atto ci porta a guardare con ulteriore fiducia e ottimismo al 2019 anche alla luce dei nuovi prodotti e servizi come Programmatic e Aimintoo che stiamo lanciando», dichiara Alessandro Reggiani, CEO del Gruppo.

Su Yelp una nuova soluzione pubblicitaria per le imprese locali

Mentre Yelp lancia un nuovo strumento pubblicitario per le imprese locali e Snapchat torna al lavoro sul progetto Spectacles, un big spender statunitense crea il ruolo di “Brand Safety Officer”.

Su Yelp arrivano i “Custom Ads”

Nuovo strumento pubblicitario su Yelp dedicato alle imprese locali. La piattaforma ha annunciato il lancio dei “Custom Ads“, una nuova funzionalità che consente alle aziende di selezionare un commento e un’immagine da mostrare nei loro annunci. Qualora l’impresa non riuscisse e sceglierne una in particolare, lo farà un algoritmo di machine learning al posto suo. Sulla base dei test effettuati, la soluzione sembra già piacere molto agli inserzionisti. Leggi di più su Search Engine Land.

Bank of America crea il ruolo di “Brand Safety Officer”

La brand safety è una delle maggiori preoccupazioni oggi per chi acquista pubblicità online. E chi non si fida delle rassicurazioni del propri partner pubblicitari, cerca di controllare da sé. E’ il caso di Bank of America, che ha creato il ruolo ad hoc di Brand Safety Officer per controllare che i propri processi di acquisto siano trasparenti e che gli spazi acquistati siano sicuri e fraud-free. L’azienda investe ogni anno più di un miliardo di dollari in pubblicità, e vuole essere sicura di spenderli bene. Leggi di più su The Drum.

Snapchat riprende il progetto Spectacles

Gli smart glasses non sono morti, anzi. Snap è nuovamente al lavoro su Spectacles, il suo modello di occhiali intelligenti, di cui sta preparando due nuove versioni. La prima dovrebbe essere pronta già entro questo autunno, mentre la seconda arriverà successivamente, costerà circa 300 dollari e avrà due fotocamere integrate. Leggi di più su Business Insider.

Programmatic per tutti: l'indiana Adadyn lancia una piattaforma self-service per le PMI

Programmatic per tutti.

Adadyn, piattaforma ad tech indiana (ex Ozone Media) specializzata in programmatic advertising e retargeting ha lanciato un’iniziativa volta a “democratizzare” la pubblicità automatizzata, aprendo una piattaforma self-service per la compravendita di spazi in programmatic, specificamente rivolta a società che fatturano meno di 50 milioni l’anno.

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Raj Beri

L’intenzione alla base di questo progetto è quella di sdoganare l’idea che il programmatic sia una cosa “per grandi”, come spiega il coo di Adadyn Raj Beri: «Normalmente, se un’azienda ha un team marketing di due persone, il programmatic è fuori portata: troppo costoso, troppo complesso, e non abbastanza trasparente».

Così, Adadyn ha lanciato la sfida: siete un piccolo team di marketing che armeggia con Google AdSense? Potete avere risultati simili facendo programmatic per conto vostro.

L’iniziativa è rivolta, ad esempio, a quelle aziende che hanno un budget giornaliero di 100 dollari o spendono 10 mila o 15 mila dollari all’anno. Un bacino che potrebbe ad esempio comprendere molte società del settore travel ed ecommerce, che a detta di Beri sono abbastanza avanzate da volersi avventurare da sole nel mondo programmatic alla ricerca di alternative al search.

Ed è proprio come alternativa al search che Adadyn vuole posizionare il proprio progetto, mostrando, spiega il manager, come la display in programmatic può creare conversioni al pari di AdWords, offrendo d’altro canto più trasparenza rispetto a Google Display Network.

Oltre a funzioni di retargeting, la piattaforma offre anche servizi di prospecting e di ottimizzazione della creatività, garantendo anche l’accesso a inventory “pulite” grazie alla collaborazione con player specializzati su brand safety e rilevazione di ads fraudolente, come Forensiq.

Adesso, dopo un’incubazione di un anno, la piattaforma self-service è finalmente pronta per il suo debutto.

Programmatic, arriva la guida agli investimenti della WFA

Il Programmatic Advertising acquisirà sempre più importanza nel mondo del marketing e della comunicazione, catalizzando una grossa fetta degli investimenti e impattando su tutti i media. Una convinzione fatta propria anche dalla World Federation of Advertisers (WFA), l’associazione che riunisce i grandi investitori pubblicitari di tutto il mondo.

Secondo la WFA, l’acquisto di spazi pubblicitari si sposterà gradualmente da modalità tradizionali al Programmatic, e questo shifting toccherà tutti i mezzi di comunicazione, creando opportunità e maggiori guadagni per gli inserzionisti. Il passaggio verso questo nuovo modo di fare pubblicità non è però così automatico. A tal proposito, la WFA ha redatto una sorta di vademecum per illustrare i principi chiave del Programmatic Advertising:

  • In primo luogo il Programmatic si basa sull’analisi dei dati o big data come vengono chiamati in gergo tecnico, che costituiscono il vero asset su cui si pianificano gli investimenti e su cui si costruisce il vantaggio competitivo dei vari players;
  • Prima di poter muoversi in questo settore, è necessario identificare ruolo, interessi e costi dei diversi attori. La domanda a cui rispondere è: gli editori condividono le stesse informazioni a disposizione degli inserzionisti? Ove presenti, le asimmetrie informative possono pregiudicare l’esito e il prezzo delle contrattazioni;
  • Una volta delineato lo scenario, il consiglio della WFA è di sottoscrivere contratti individuali con ciascun editore o concessionaria responsabile degli spazi pubblicitari.

In base a questi tre principi guida, il rapporto del WFA riconosce la necessità di costituire dei trading desk interni integrati con il reparto di Marketing o per lo meno affiliati alle agenzie pubblicitarie con cui si è soliti lavorare. In entrambi i casi, i trading desk dovranno essere appannaggio dell’inserzionista così da garantire un’efficace allocazione degli investimenti e una conseguente riduzione dei costi oltre che una maggiore visibilità e controllo lungo tutto il processo.

Tale strategia non è evidentemente sostenibile da parte delle Piccole e Medie Imprese (PMI), che, dovendo fare i conti con budget più contenuti, tenderanno con molta probabilità a rivolgersi a trading desk indipendenti.