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Google aggiorna AdMob in chiave native e lancia Player Analytics

AdMob by Google fa un salto verso l’adv in-app native. Sappiamo tutti quanto è fastidioso essere interrotti da un annuncio pubblicitario mentre si sta giocando con la propria game app, ma quello che è fastidioso per l’utente lo è meno per lo sviluppatore che in questo modo può offrire la propria soluzione di gioco in modo gratuito a fronte dei proventi che gli arrivano dalla pubblicità.

AdMob fino ad ora ha permesso questo, cioè di monetizzare le proprie app con gli annunci degli inserzionisti Google, usufruendo della domanda programmatica e degli strumenti di mediazione che fanno già parte del sistema Big G e che permettono di ottimizzare le entrate in modo semplice.

La piattaforma di mobile adv di Big G dedicata agli sviluppatori, sembra cercare ora una soluzione ottimale, da un lato, per far digerire meglio l’adv agli utenti e dall’altro per fornire ai developer uno strumento che permette di inserire annunci pubblicitari, ma stavolta personalizzati, cioè più in linea con grafica e contenuti della game app.

Insomma consentirà di rendere visibili le adv degli inserzionisti di Google solo se corrispondono visivamente all’interfaccia utente del gioco. Ma non solo. Sarà possibile anche targetizzarli sulla base degli strumenti di analisi integrati come l’Audience Builder, creato per stilare liste di giocatori in base a come questi interagiscono con il gioco, per inviare messaggi o annunci dedicati.

Il new AdMob, per ora disponibile in versione beta, è solo uno degli aggiornamenti per gli sviluppatori di app per la piattaforma Google PlayGames presentati dal colosso di Mountain View nel corso della Game Developer Conference 2015 in scena a San Francisco in questi giorni (2-6 marzo).

Altro importante annuncio fatto da Google in questa cornice è quello del nuovo tool Player Analytics della Google Play Developer Console, progettato per fornire report e statistiche su come si comportano i giocatori, sui loro progressi, sulle sessioni di gioco e sui guadagni effettuati lato business, da cui trarre suggerimenti per rafforzare gli acquisti in-app o aggiungere funzionalità in base alle esigenze degli utenti.

Non facciamo un errore dunque affermando che Google diventa sempre più mobile oriented, visto che intanto al Mobile World Congress di Barcellona, Google ha confermato il suo progetto, più volte ipotizzato dai media statunitensi, di diventare un operatore mobile, ma virtuale e cioè fornitore di connettività wireless pur senza possederne le infrastrutture e licenze, sfruttando quelle esistenti.

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